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Dal momento che potrebbe non risultare immediatamente chiaro, la qui presente recensione rappresenta esclusivamente l'opinione del sottoscritto, e non ha la pretesa di imporsi come verità assoluta.

Penso che ormai sia nota la mia opinione su "Guerriero corazzato mobile Gundam SEED", di cui ho ampiamente parlato nelle mie due recensioni precedenti: si trattava di una serie mediocre, popolata da personaggi odiosi e monodimensionali, scritta da autori che volevano "mimare" l'originale "Guerriero corazzato mobile Gundam" concentrandosi, però, più sul colpo di scena facile e la "fighetteria" che sulla sostanza, dando prova di non aver capito minimamente l'illustre opera che volevano replicare.
Il suo seguito, incredibilmente, riesce nell'ardua impresa di eguagliare, e verso la fine addirittura superare, la carica trash dell'indegno predecessore.

Potrei scrivere pagine e pagine di testo, andare nel dettaglio su quanto "Guerriero corazzato mobile Gundam SEED: Destiny" inizialmente dia quasi l'impressione che i Fukuda avessero imparato una cosa o due dagli errori commessi con SEED, su quanto Shin Asuka, il nuovo protagonista, sia un personaggio infinitamente superiore al detestabile predecessore, Kira Yamato (in quanto ha motivazioni valide per quel che fa e problemi che deve risolvere, ostacoli personali da superare), a quanto il conflitto presentato inizialmente sia meno assurdo di quello della serie precedente, su quanto il nuovo cast in generale (meno l'ignobile Aslan Zala, chiaramente) sia ben più sopportabile di quello di SEED, ma sarebbe tutto tempo sprecato.

Sarebbe tutto tempo sprecato perché, entro la fine, "Guerriero corazzato mobile Gundam SEED: Destiny" ha buttato in una portentosa tempesta di sterco tutto quanto di buono era stato fatto in fase di stesura del soggetto, con cambi di rotta improvvisi, evidentissimi e altrettanto evidentemente causati da ragioni tutt'altro che artistiche.
Per la prima volta il divino Kira Yamato, dopo aver seminato il caos, fallisce, creando un'occasione per fare un minimo di decostruzione del suo "personaggio" e fargli imparare una lezione, dando così un senso alla sua presenza nello show? Macché! Il suo Gundam Spammatore di Raggi viene distrutto unicamente perché così può venire rimpiazzato con un nuovo Gundam Spammatore di Raggi, ancora più scintillante, ancora più assurdamente strapotente del primo, da mettere in mostra in pose plastiche e "cool" per spingere le vendite dei kit di montaggio (che, ironia della sorte, rimasero mediocri).
Alle fangirl della serie non piace Shin Asuka perché non è buono, gentile, compassionevole, caritatevole, figo da morire, perfetto e probabilmente col "coso" lungo due metri come Kira? Che problema c'è? Basta tirare il suddetto Kira di nuovo in mezzo alla mischia senza alcun motivo, declassare l'(ingiustamente) odiato Shin al ruolo di lacchè dell'antagonista principale (nell'ultimo episodio il suo unico scopo è quello di essere preso randellate da Aslan. E meno male che doveva essere il protagonista) e rifare SEED, ma peggio, con tanto di nuovo laserone distruggi pianeti, ancora, a mo' di "Star wars".

Entro il trentesimo episodio della serie i personaggi sono tutti al livello di caricature: Kira e Lacus Klein, se prima potevano esserci dubbi in merito, ora sono chiaramente degli stand-in per Fukuda e la Morosawa, oltre che le incarnazioni del termine Mary Sue (sempre così "perfetti," forzosamente pacifisti e "buoni" da risultare nauseabondi. Tra l'altro, da notare che lei esiste praticamente solo perché lui, pur perfetto, gentile, buono, con l'attrezzo di due metri ecc... comunque non può essere in due luoghi contemporaneamente); il presidente Durandal, da individuo calcolatore e misurato si trasforma, letteralmente, nell'imperatore Palpatine di "Star wars", con tanto di trono girevole davanti a un finestrone; di Shin e Kagari, poi, è inutile parlare, sarebbe peggio che sparare sulla croce rossa.

I dialoghi sono osceni, ripercorrono sempre la stessa struttura di personaggio parla e l'altro ripete il suo nome durante le pause, e impoveriscono ancor più le relazioni tra i personaggi, che qui, in SEED: Destiny sono addirittura peggiori che in SEED (per dire, il "protagonista," Shin, si innamora di una ragazza dell'esercito federale, ma i due hanno così poco tempo a schermo insieme che, ogni volta che è necessario un flashback per mostrare il rapporto tra i due, vengono mostrate le solite due scene. Ridicolo).
Il tutto, chiaramente, condito da colpi di scena ignobili e più telefonati di una telefonata dai piazzisti di Teletù alle sette in punto di sera mentre sei in cucina a condire l'insalata; davvero qualcuno ha dubitato, anche per un secondo, che Neo Loanorke fosse in realtà Muu La Flaga? E con questa ho combinato sia i "twistoni" da tortelli che la maledetta mania dei Fukuda per le resurrezioni miracolose che farebbero perdere interesse nella storia a chiunque.

Perfino il lato tecnico è mediocre, con un uso così intensivo di bank animation da far sorgere domande sulla "sanità" della produzione della serie.

Beh, che dire? Ah, no, su internet quest'espressione non si può più usare.
Insomma, "Guerriero corazzato mobile Gundam SEED Destiny" è incredibilmente un prodotto ancora peggiore del predecessore, con l'aggravante, questa volta, che inizialmente stava raccontando una storia che avrebbe anche potuto essere interessante e meritevole di essere seguita, e invece si riduce alla solita sequela di esplosioni, raggi, robottoni strafighi e scintillanti e monologhi altisonanti degni di una fanfiction.

Almeno i robot sono belli da vedere.