Recensione
Edens Zero
10.0/10
Recensione completa di Edens Zero (stagioni 1-4)
Stagione 1 – L'inizio incerto
Altalenante e banale. L’approccio iniziale è poco convincente e infantile, quasi costruito per essere criticato. I personaggi risultano già visti, con poco carisma, e i villain sono episodici e piatti. Qualche scena emozionante si salva, ma nel complesso nulla di davvero memorabile.
Temi trattati: amicizia, valore della vita, uguaglianza tra androidi e umani.
Stagione 2 – La rinascita
Un vero salto di qualità. La trama diventa più imprevedibile, interessante e dal ritmo più serrato. L’ambientazione si fa più dark, i personaggi iniziano ad avere uno spessore psicologico vero, e i villain acquistano fascino e complessità. Si costruisce finalmente una narrazione degna di nota.
Temi trattati: valore della vita, perdono.
Stagione 3 (Kaede e Aoi Cosmos War) – Il picco
Da mediocre a capolavoro. La tensione è altissima, ci sono morti tra i personaggi principali, e i villain sono scritti alla perfezione. Shiki si impone come uno dei protagonisti più complessi del panorama shonen.
Temi trattati: destino, libero arbitrio, guerra, valore della vita.
Stagione 4 (Universe 0) – Il gran finale, tra malinconia e ambizione
L’opera rallenta sul piano della tensione ma cresce in ambizione. Grandi rivelazioni e collegamenti narrativi ben riusciti, ma anche qualche momento noioso. Il ritorno di tutti i personaggi morti e la redenzione dei villain alleggeriscono il tono generale, rendendolo più malinconico. Il finale è un po’ frettoloso, ma coerente con l’intero percorso.
Temi trattati: memoria, seconda possibilità, senso del viaggio.
In conclusione edens Zero è un’opera dal ritmo altalenante, ma perfetta dal punto di vista concettuale. Riesce a concretizzarsi in maniera brillante in alcuni archi, mentre in altri perde mordente. È una serie capace di scivolare fino al 4, ma anche una delle pochissime in grado di raggiungere vette da 10. Un viaggio imperfetto, ma straordinariamente umano. Un opera fatta per chi non si ferma le apparenze e cerca un opera profonda e che ti lascia il segno. Estremamente consigliata
Stagione 1 – L'inizio incerto
Altalenante e banale. L’approccio iniziale è poco convincente e infantile, quasi costruito per essere criticato. I personaggi risultano già visti, con poco carisma, e i villain sono episodici e piatti. Qualche scena emozionante si salva, ma nel complesso nulla di davvero memorabile.
Temi trattati: amicizia, valore della vita, uguaglianza tra androidi e umani.
Stagione 2 – La rinascita
Un vero salto di qualità. La trama diventa più imprevedibile, interessante e dal ritmo più serrato. L’ambientazione si fa più dark, i personaggi iniziano ad avere uno spessore psicologico vero, e i villain acquistano fascino e complessità. Si costruisce finalmente una narrazione degna di nota.
Temi trattati: valore della vita, perdono.
Stagione 3 (Kaede e Aoi Cosmos War) – Il picco
Da mediocre a capolavoro. La tensione è altissima, ci sono morti tra i personaggi principali, e i villain sono scritti alla perfezione. Shiki si impone come uno dei protagonisti più complessi del panorama shonen.
Temi trattati: destino, libero arbitrio, guerra, valore della vita.
Stagione 4 (Universe 0) – Il gran finale, tra malinconia e ambizione
L’opera rallenta sul piano della tensione ma cresce in ambizione. Grandi rivelazioni e collegamenti narrativi ben riusciti, ma anche qualche momento noioso. Il ritorno di tutti i personaggi morti e la redenzione dei villain alleggeriscono il tono generale, rendendolo più malinconico. Il finale è un po’ frettoloso, ma coerente con l’intero percorso.
Temi trattati: memoria, seconda possibilità, senso del viaggio.
In conclusione edens Zero è un’opera dal ritmo altalenante, ma perfetta dal punto di vista concettuale. Riesce a concretizzarsi in maniera brillante in alcuni archi, mentre in altri perde mordente. È una serie capace di scivolare fino al 4, ma anche una delle pochissime in grado di raggiungere vette da 10. Un viaggio imperfetto, ma straordinariamente umano. Un opera fatta per chi non si ferma le apparenze e cerca un opera profonda e che ti lascia il segno. Estremamente consigliata
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