Recensione
Un contenuto dalle forti caratteristiche drammatiche, in grado di trasportare il fruitore in una vita piena di sofferenze e gioie. Grazie al suggestivo utilizzo della regia, delle immagini e delle narrazioni sovrapposte, si apprende l’intera vita della protagonista e di tutti i suoi dolori, in un tempo in cui il sacrificio era sempre maggiore del guadagno e dove perdersi era più semplice che trovarsi.
Attraverso una narrazione che unisce diverse linee temporali e una narrazione generazionale, la storia dei personaggi si crea lentamente, mettendo in risalto molteplici aspetti e sottotrame allo stesso tempo. Grazie alla sua complicata storia di intrecci tra passato e presente, dove i non detti e le immagini creano narrazioni suggestive che vengono poi sfatate nel corso degli episodi, “Quando la vita ti dà mandarini” è una miniserie che racconta una vita intera a tutto tondo, commuovendo e avvicinando l’osservatore a un mondo antico che diversamente andrebbe perduto.
I personaggi sono molteplici, ma ognuno di loro ha un ruolo fondamentale nella vita della protagonista: tutte le persone che la circondano diventano parte attiva della narrazione e donano al contesto un senso di profondità. Trattando tematiche molto delicate — violenza, abbandono, senso di inadeguatezza, ansia, morte — la fruizione è consigliabile a un pubblico maturo. Il lessico e il registro grammaticale non sono ricercati, ma specifici per il contesto culturale di riferimento.
In un mondo multimediale sempre più aperto alla cultura orientale, “Quando la vita ti dà mandarini” è da intendersi come una perla, una gemma preziosa, una finestra su un mondo di cui sappiamo ancora poco ma che affascina e seduce nel profondo.
La giovane Oh Ae‑sun è una bambina che non ha una casa dove stare: dopo la morte del padre è andata a vivere con la nonna e lo zio, che la trattano come se non facesse parte della famiglia. Per loro la bambina ha il compito di fare la domestica — pulire, cucinare, badare alla nonna.
La madre, che si è risposata e ha avuto altri due figli, è una "haenyeo" (pescatrice subacquea di frutti di mare) e non poteva dare alla sua primogenita una vita degna di essere vissuta se non nella povertà; eppure, lasciare la bambina al genero non è meglio che averla con sé, soprattutto se la piccola ha un fortissimo desiderio di compiacere la madre e renderla fiera.
Pur di convincere la madre a riprenderla con sé e allontanarla dalla vita miserabile che conduce, Oh Ae‑sun si impegna molto a scuola per provare a diventare una studentessa modello. Sogna di poter diventare poetessa un giorno e, quando vince il secondo premio scolastico per la migliore poesia dedicata alla madre, finalmente la donna si convince a riportarla a casa con sé.
Nella forte povertà in cui la famiglia vive non è però semplice sopravvivere: ben presto la madre si ammala ai polmoni e muore, lasciando la piccola Oh Ae‑sun di nuovo sola al mondo.
Nella vita della bambina, però, c’è la costante presenza di Yang Gwan‑sik, il figlio di un’altra haenyeo molto amica della madre. Il bambino, poco più grande di Oh Ae‑sun, è da sempre innamorato di lei e si prende cura della giovane con le poche forze che ha. Crescendo diventano inseparabili, e lui cerca in tutti i modi di aiutare l’amica perché sa di voler passare con lei il resto della sua vita, anche se la madre e la nonna cercano in tutti i modi di ostacolare la cosa.
Per la giovane Oh Ae‑sun la vita è davvero complicata: nonostante tutti gli sforzi della madre per non farla essere una miserabile come lei, il patrigno a cui si affida dopo la prematura morte della mamma non l’aiuta a spiccare e anzi si approfitta di lei per badare ai figli e per procurarsi da vivere.
Oh Ae‑sun rimanda a lungo la sua istruzione e la possibilità di poter andare a Seul per diventare poetessa: si occupa della famiglia, coltiva i cavoli e poi li vende al mercato, cucina e gestisce la casa per tutti. Grazie al prezioso aiuto di Yang Gwan‑sik — che le fa sempre compagnia e le regala il pesce invenduto della giornata — Oh Ae‑sun riesce a sopravvivere e diventare un’adolescente.
Il problema, però, è che nessuno ha il denaro per farla diventare poetessa e lei sta solo rimandando l’inevitabile. Ben presto il patrigno si risposa e con la nuova moglie Oh Ae‑sun non riesce a legare; si rivolge quindi alla nonna e allo zio in cerca di supporto economico, ma scopre che anche loro sono quasi in bancarotta. Dopo tanti sacrifici, la giovane è di nuovo senza un posto dove stare e senza un soldo con cui campare, e si rivolge a Yang Gwan‑sik, che è tutto ciò che le resta — come sempre.
Il giovanotto è disposto a tutto per lei, anche a fuggire dall’isola di Jeju per tentare di vivere a Seul e dare alla sua amata un nuovo inizio, ma la città è ancora più crudele dell’isola stessa. Ben presto vengono rapinati e, senza soldi e senza documenti, vengono arrestati dalla polizia che li spedisce di nuovo alle proprie famiglie, dove dovranno essere severamente puniti.
Per essere scappati, Yang Gwan‑sik viene sospeso da scuola, mentre Oh Ae‑sun viene espulsa, mandando all’aria tutti i suoi sogni futuri.
Per evitare di fare ancora del male al suo adorato Yang Gwan‑sik e per cercare di rimediare a tutti i suoi errori, Oh Ae‑sun decide di allontanarsi dal suo grande amore per cercare un marito ricco che possa mantenerla e darle ciò di cui ha bisogno.
Nonostante il suo profondo amore per Yang Gwan‑sik, lei non intende fargli vivere una vita mediocre stando con lei, che non ha nulla al mondo. Ma Bu Sang‑gil non ha nulla della dolcezza di Yang Gwan‑sik.
Forse l’amore è l’unica cosa a cui Oh Ae‑sun non può rinunciare, anche a costo di patire la fame, anche a costo di veder svanire tutti i suoi sogni, anche per la vita peggiore che potrebbe aspettarsi. Sa che insieme potrebbero avere una lunga vita, difficile ma piena d’amore.
Attraverso una narrazione che unisce diverse linee temporali e una narrazione generazionale, la storia dei personaggi si crea lentamente, mettendo in risalto molteplici aspetti e sottotrame allo stesso tempo. Grazie alla sua complicata storia di intrecci tra passato e presente, dove i non detti e le immagini creano narrazioni suggestive che vengono poi sfatate nel corso degli episodi, “Quando la vita ti dà mandarini” è una miniserie che racconta una vita intera a tutto tondo, commuovendo e avvicinando l’osservatore a un mondo antico che diversamente andrebbe perduto.
I personaggi sono molteplici, ma ognuno di loro ha un ruolo fondamentale nella vita della protagonista: tutte le persone che la circondano diventano parte attiva della narrazione e donano al contesto un senso di profondità. Trattando tematiche molto delicate — violenza, abbandono, senso di inadeguatezza, ansia, morte — la fruizione è consigliabile a un pubblico maturo. Il lessico e il registro grammaticale non sono ricercati, ma specifici per il contesto culturale di riferimento.
In un mondo multimediale sempre più aperto alla cultura orientale, “Quando la vita ti dà mandarini” è da intendersi come una perla, una gemma preziosa, una finestra su un mondo di cui sappiamo ancora poco ma che affascina e seduce nel profondo.
La giovane Oh Ae‑sun è una bambina che non ha una casa dove stare: dopo la morte del padre è andata a vivere con la nonna e lo zio, che la trattano come se non facesse parte della famiglia. Per loro la bambina ha il compito di fare la domestica — pulire, cucinare, badare alla nonna.
La madre, che si è risposata e ha avuto altri due figli, è una "haenyeo" (pescatrice subacquea di frutti di mare) e non poteva dare alla sua primogenita una vita degna di essere vissuta se non nella povertà; eppure, lasciare la bambina al genero non è meglio che averla con sé, soprattutto se la piccola ha un fortissimo desiderio di compiacere la madre e renderla fiera.
Pur di convincere la madre a riprenderla con sé e allontanarla dalla vita miserabile che conduce, Oh Ae‑sun si impegna molto a scuola per provare a diventare una studentessa modello. Sogna di poter diventare poetessa un giorno e, quando vince il secondo premio scolastico per la migliore poesia dedicata alla madre, finalmente la donna si convince a riportarla a casa con sé.
Nella forte povertà in cui la famiglia vive non è però semplice sopravvivere: ben presto la madre si ammala ai polmoni e muore, lasciando la piccola Oh Ae‑sun di nuovo sola al mondo.
Nella vita della bambina, però, c’è la costante presenza di Yang Gwan‑sik, il figlio di un’altra haenyeo molto amica della madre. Il bambino, poco più grande di Oh Ae‑sun, è da sempre innamorato di lei e si prende cura della giovane con le poche forze che ha. Crescendo diventano inseparabili, e lui cerca in tutti i modi di aiutare l’amica perché sa di voler passare con lei il resto della sua vita, anche se la madre e la nonna cercano in tutti i modi di ostacolare la cosa.
Per la giovane Oh Ae‑sun la vita è davvero complicata: nonostante tutti gli sforzi della madre per non farla essere una miserabile come lei, il patrigno a cui si affida dopo la prematura morte della mamma non l’aiuta a spiccare e anzi si approfitta di lei per badare ai figli e per procurarsi da vivere.
Oh Ae‑sun rimanda a lungo la sua istruzione e la possibilità di poter andare a Seul per diventare poetessa: si occupa della famiglia, coltiva i cavoli e poi li vende al mercato, cucina e gestisce la casa per tutti. Grazie al prezioso aiuto di Yang Gwan‑sik — che le fa sempre compagnia e le regala il pesce invenduto della giornata — Oh Ae‑sun riesce a sopravvivere e diventare un’adolescente.
Il problema, però, è che nessuno ha il denaro per farla diventare poetessa e lei sta solo rimandando l’inevitabile. Ben presto il patrigno si risposa e con la nuova moglie Oh Ae‑sun non riesce a legare; si rivolge quindi alla nonna e allo zio in cerca di supporto economico, ma scopre che anche loro sono quasi in bancarotta. Dopo tanti sacrifici, la giovane è di nuovo senza un posto dove stare e senza un soldo con cui campare, e si rivolge a Yang Gwan‑sik, che è tutto ciò che le resta — come sempre.
Il giovanotto è disposto a tutto per lei, anche a fuggire dall’isola di Jeju per tentare di vivere a Seul e dare alla sua amata un nuovo inizio, ma la città è ancora più crudele dell’isola stessa. Ben presto vengono rapinati e, senza soldi e senza documenti, vengono arrestati dalla polizia che li spedisce di nuovo alle proprie famiglie, dove dovranno essere severamente puniti.
Per essere scappati, Yang Gwan‑sik viene sospeso da scuola, mentre Oh Ae‑sun viene espulsa, mandando all’aria tutti i suoi sogni futuri.
Per evitare di fare ancora del male al suo adorato Yang Gwan‑sik e per cercare di rimediare a tutti i suoi errori, Oh Ae‑sun decide di allontanarsi dal suo grande amore per cercare un marito ricco che possa mantenerla e darle ciò di cui ha bisogno.
Nonostante il suo profondo amore per Yang Gwan‑sik, lei non intende fargli vivere una vita mediocre stando con lei, che non ha nulla al mondo. Ma Bu Sang‑gil non ha nulla della dolcezza di Yang Gwan‑sik.
Forse l’amore è l’unica cosa a cui Oh Ae‑sun non può rinunciare, anche a costo di patire la fame, anche a costo di veder svanire tutti i suoi sogni, anche per la vita peggiore che potrebbe aspettarsi. Sa che insieme potrebbero avere una lunga vita, difficile ma piena d’amore.