Recensione
Murder Drones
8.5/10
Recensione di GCF_Reviews
-
Murder Drones prende un’idea semplice — robot lasciati soli su un pianeta morente — e la trasforma in un mix sorprendente di horror, ironia e azione ad alto ritmo.
Su Copper 9, dopo il collasso del nucleo e la fuga degli umani, i droidi operai hanno costruito una società sotterranea per sopravvivere. L’arrivo dei droidi di disassemblaggio cambia tutto: macchine programmate per sterminarli, dotate di un’estetica inquietante e di una brutalità senza filtri.
Uzi Doorman, protagonista ribelle e frustrata, tenta di ribaltare la situazione stringendo un’alleanza con N, uno dei nemici. Da qui la serie si espande verso il mistero del “Risolutore Assoluto”, un programma capace di alterare la realtà ma anche di corrompere chi lo utilizza.
La serie alterna comicità e gore esplicito con una certa disinvoltura. L’olio nero al posto del sangue crea una distanza visiva che rende la violenza più stilizzata che disturbante. L’animazione CGI è fluida e dinamica, soprattutto nelle sequenze d’azione, e rappresenta uno dei punti più solidi della produzione.
Sotto la superficie sci-fi emergono però dinamiche più intime, come il rapporto conflittuale tra Uzi e il padre e la costruzione di un legame tra due personaggi teoricamente incompatibili. Peccato per una parte finale che accelera troppo, sacrificando coerenza e compattezza narrativa.
Murder Drones resta comunque una serie riconoscibile e originale, capace di distinguersi nel panorama delle produzioni animate indipendenti.
Su Copper 9, dopo il collasso del nucleo e la fuga degli umani, i droidi operai hanno costruito una società sotterranea per sopravvivere. L’arrivo dei droidi di disassemblaggio cambia tutto: macchine programmate per sterminarli, dotate di un’estetica inquietante e di una brutalità senza filtri.
Uzi Doorman, protagonista ribelle e frustrata, tenta di ribaltare la situazione stringendo un’alleanza con N, uno dei nemici. Da qui la serie si espande verso il mistero del “Risolutore Assoluto”, un programma capace di alterare la realtà ma anche di corrompere chi lo utilizza.
La serie alterna comicità e gore esplicito con una certa disinvoltura. L’olio nero al posto del sangue crea una distanza visiva che rende la violenza più stilizzata che disturbante. L’animazione CGI è fluida e dinamica, soprattutto nelle sequenze d’azione, e rappresenta uno dei punti più solidi della produzione.
Sotto la superficie sci-fi emergono però dinamiche più intime, come il rapporto conflittuale tra Uzi e il padre e la costruzione di un legame tra due personaggi teoricamente incompatibili. Peccato per una parte finale che accelera troppo, sacrificando coerenza e compattezza narrativa.
Murder Drones resta comunque una serie riconoscibile e originale, capace di distinguersi nel panorama delle produzioni animate indipendenti.