Recensione
Recensione di Johnny Ryuko
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Un bilancio interlocutorio quello che traccio al termine di questo primo cour di Chitose Is in the Ramune Bottle. Nell'equazione ometto i problemi di produzione, che hanno obbligato ad attendere mesi per vedere gli ultimi 3 episodi.
Recensione con SPOILER, avvertiti.
Inizio subito da l'elemento che in prima battuta mi ha intrigato di Chiramune. La narrazione fuori campo del protagonista è resa come il testo di un romanzo. Ipotizzo sia ripresa dalla light novel - che preciso non ho letto - e dà spessore alla storia, è il racconto dello stesso e della sua adolescenza. E d'altronde nel finale lo stesso Saku suggerisce che fare lo scrittore sia un suo possibile obiettivo. Qui e lì c'è anche qualche citazione letteraria di livello: Asuka, una delle - se non LA ragazza principale - legge "La porta sull'estate" di Heinlein, Saku ha sul tavolo una copia de "L'uomo scatola" di Kōbō Abe. Si cita anche il film Casablanca. Insomma inserti graditi.
L'anime illude, sembra essere un harem, tante che ci viene presentata la schiera di compagne che ruotano attorno a Saku. Chiramune quindi inizia prendendoci per i fondelli, principio si traveste da un lato da classica commedia scolastica, dall'altro, appunto, da harem sui generis, nel quale il protagonista è per una volta scafato e brillante, conscio del suo fascino. Saku pungola le ragazze con una malizia a volte anche decisamente diretta. Con qualche piccolo dettaglio che fa drizzare le orecchie. Il protagonista sa bene di non essere ben visto da alcune frange, in rete c'è chi lo definisce "tr**a". E tutto questo va sul piatto dei pregi della bilancia.
In tutta onestà però nessuna delle compagne del protagonista risulta particolarmente interessante come personaggio. Sono tutte poco approfondite, restano più un contorno che altro e solo Yuzuki Nanase, ne parleremo a breve, si ritaglia un adeguato screen time. Illude, abbiamo detto, perché Chiramune non si concentra sul rapporto tra Saku e le ragazze, bensì il nostro viene incaricato dal professor Kura di far tornare a scuola Kenta, uno studente che, per un motivo sul momento non noto, si rifiuta di tornare a scuola. È il primo, breve arco narrativo della serie, utile a introdurre Saku, a farci capire chi sia davvero: un ragazzo che conosce molto bene i propri pregi e vantaggi, nondimeno è prodigo nell'aiutare gli altri e non scade in superficiali distinzioni categorizzanti.
La storia di Kenta comunque è piuttosto melodrammatica, il ragazzo da brutto anatroccolo viene trasformato in un individuo socialmente accettabile da Saku e dalle ragazze. Risulta poco credibile che comunque riesca a buttar giù a occhio 10 o 15 chili in una settimana, ma tant'è. Si confronta con gli ex amici e la ragazza che lo ha deluso e preso in giro e buona lì, per essere diretti. Poi diventa una comparsa saltuaria. Fanno seguito il lungo arco dedicato a Nanase e al finale, in cui il focus è su Asuka, che risulta poi la ragazza alla quale, neanche troppo velatamente, Saku orienta le sue reali attenzioni.
Di un anno più grande, Asuka si distingue dalle altre. È malinconica, anche misteriosa, e scopriremo ha aiutato con il suo appoggio Saku in un momento difficile, quando lui ha dovuto lasciare la squadra di baseball, per un motivo che fin qui non è stato chiarito. Quando sarà lei a trovarsi in difficoltà, perché vorrebbe andare a studiare editoria a Tokyo dopo il diploma, ma il padre è fermamente contrario, Saku sposterà come detto su di lei tutto il suo sforzo, progettando una apparente fuga.
C'è qualcosa che però non convince del tutto. Chiramune resta sempre un passo dietro la credibilità senza remore, è un anime vittima, in una discreta seppur rilevante misura, di una narrazione iperbolica che tanto piace al grande pubblico e che, di contro, io trovo artefatta. Sia ben chiaro, è uno strato abbastanza sottile e in molti frangenti ci si passa sopra. Eppure, in alcune parti, quel brutto retrogusto vien fuori. Saku e gli altri personaggi principali peccano di costrutti mentali degni di un adulto. Inoltre a volte l'anime omette dei dettagli importanti. Per esempio nelle prime battute della vicenda di Nanase, la ragazza afferma di essere vittima di uno stalker, senza però mai specificare cosa sia avvenuto per farle nascere questo sospetto.
Chiramune prova a fare un passo in avanti rispetto ad altre opere simili, parlando di reclusione volontaria, di stalking, di violenza, anche sessuale, di rapporti complicati con genitori che si rifiutano di ascoltare le esigenze dei figli. Soprattutto nella seconda metà i dialoghi si fanno realistici, crudi, le intenzioni sono senza dubbio di livello. L'anime sembra restare però sempre a un centimetro dalla stoccata decisiva, non affonda del tutto il colpo. E alcuni elementi narrativi centrali risultano particolarmente deboli rispetto ad altri. Un esempio su tutti è lo stalker di Nanase, un individuo che spunta fuori dal nulla, al quale Saku dà subito - apparentemente - fiducia, solo per trarlo in trappola. Smascherato, se ne va con la coda tra le gambe. Abbastanza inverosimile per me una resa così rapida.
Se la storia di Kenta lascia il tempo che trova ma è propedeutica a una narrazione più ampia e quella di Asuka ci introduce a quello che potrebbe essere il punto di svolta in ottica seconda stagione, l'arco narrativo di mezzo è, a mio modesto avviso, quello con maggiori pretese e allo stesso tempo il più debole. Se il rapporto tra Saku e Nanase sembra approfondirsi, anche spingersi oltre un limite "lecito" - di un certo impatto il passaggio in cui la provoca con una terapia d'urto per farla scuotere dal trauma, fingendo di volerla costringere a un rapporto sessuale - il binario parallelo del teppista che vuole per sé la ragazza e dello stesso stalker si trascina per troppi episodi. E, come detto, tutto si risolve senza lasciare tracce, almeno all'apparenza fin dove arriva la serie.
Un gran peccato perché, a fronte di un ottimo potenziale, manca nella sceneggiatura - ripeto, non posso far confronti con la light novel, non avendola letta - la volontà di salire di un ulteriore livello o anche più d'uno. Cosa che invece fa per esempio, con tanta più leggerezza e allo stesso tempo intelligenza, You and I are Polar Opposites, per citare un altro anime della stagione.
Per quanto Chiramune come anime e Saku in quanto personaggio provino a ribaltare il paradigma, rendendo lo studente popolare, bello e di successo, anche un individuo con un suo spessore, valori, anche drammi interiori, l'operazione riesce a metà. Perché alla fin fine Saku e il suo gruppo son quello che sembrano: belli, popolari, di successo. E creare empatia nei loro confronti è davvero impresa ardua. Non è ancora sufficiente il dramma appena accennato di Saku riguardo il baseball e solo in parte la storia di Asuka crea coinvolgimento. E purtroppo Chiramune paga il dazio dei soliti cliché. Per quanto non sia propriamente un harem, la "bonaria" gelosia che le varie Haru, Yuko, Yua, oltre Yuzuki e Asuka, provano l'una per l'altra e come vadano così palesemente dietro Saku, è stucchevole. Kaito e Kazuki, gli altri due ragazzi del gruppo oltre Kenta, sono poco più che comparse e nel finale si dicono innamorati di ragazze che non possono raggiungere, implicito appartengano alla lista di cui sopra. Altro elemento che purtroppo si ripropone e che stona: Saku sembra che viva da solo, spiega poi brevemente che i suoi genitori sono divorziati e non sono mai in casa. Fin troppo classico scenario per permettere alle ragazze, a turno, di andarlo a trovare senza intralci.
L'anime non riesce a scrollarsi di dosso quel velo di pretenziosità. C'è qualità tecnica, nelle animazioni, nelle sigle, nella musica. Grande attenzione ai testi, anche di una certa profondità. Eppure non mi ha acceso quella scintilla. Ho un grande timore sul proseguo della storia: chiusa la parentesi di Asuka, se ne aprirà una nuova con un'altra ragazza e così via fino a chiudere il roster e magari ricominciare d'accapo? Mi farebbe storcere il naso, perché Chiramune si rivelerebbe quell'harem che dichiara di non essere, fino poi alla classica scelta finale. Forse sono stato troppo duro nelle parole rispetto a quello che è il mio giudizio, il voto sarebbe un 7+ che, sulla fiducia, arrotondo a 7,5. La seconda stagione è attesa entro il 2026, ipotizzo in autunno come la prima. Vedremo se Chitose Is in the Ramune Bottle mi smentirà.
Recensione con SPOILER, avvertiti.
Inizio subito da l'elemento che in prima battuta mi ha intrigato di Chiramune. La narrazione fuori campo del protagonista è resa come il testo di un romanzo. Ipotizzo sia ripresa dalla light novel - che preciso non ho letto - e dà spessore alla storia, è il racconto dello stesso e della sua adolescenza. E d'altronde nel finale lo stesso Saku suggerisce che fare lo scrittore sia un suo possibile obiettivo. Qui e lì c'è anche qualche citazione letteraria di livello: Asuka, una delle - se non LA ragazza principale - legge "La porta sull'estate" di Heinlein, Saku ha sul tavolo una copia de "L'uomo scatola" di Kōbō Abe. Si cita anche il film Casablanca. Insomma inserti graditi.
L'anime illude, sembra essere un harem, tante che ci viene presentata la schiera di compagne che ruotano attorno a Saku. Chiramune quindi inizia prendendoci per i fondelli, principio si traveste da un lato da classica commedia scolastica, dall'altro, appunto, da harem sui generis, nel quale il protagonista è per una volta scafato e brillante, conscio del suo fascino. Saku pungola le ragazze con una malizia a volte anche decisamente diretta. Con qualche piccolo dettaglio che fa drizzare le orecchie. Il protagonista sa bene di non essere ben visto da alcune frange, in rete c'è chi lo definisce "tr**a". E tutto questo va sul piatto dei pregi della bilancia.
In tutta onestà però nessuna delle compagne del protagonista risulta particolarmente interessante come personaggio. Sono tutte poco approfondite, restano più un contorno che altro e solo Yuzuki Nanase, ne parleremo a breve, si ritaglia un adeguato screen time. Illude, abbiamo detto, perché Chiramune non si concentra sul rapporto tra Saku e le ragazze, bensì il nostro viene incaricato dal professor Kura di far tornare a scuola Kenta, uno studente che, per un motivo sul momento non noto, si rifiuta di tornare a scuola. È il primo, breve arco narrativo della serie, utile a introdurre Saku, a farci capire chi sia davvero: un ragazzo che conosce molto bene i propri pregi e vantaggi, nondimeno è prodigo nell'aiutare gli altri e non scade in superficiali distinzioni categorizzanti.
La storia di Kenta comunque è piuttosto melodrammatica, il ragazzo da brutto anatroccolo viene trasformato in un individuo socialmente accettabile da Saku e dalle ragazze. Risulta poco credibile che comunque riesca a buttar giù a occhio 10 o 15 chili in una settimana, ma tant'è. Si confronta con gli ex amici e la ragazza che lo ha deluso e preso in giro e buona lì, per essere diretti. Poi diventa una comparsa saltuaria. Fanno seguito il lungo arco dedicato a Nanase e al finale, in cui il focus è su Asuka, che risulta poi la ragazza alla quale, neanche troppo velatamente, Saku orienta le sue reali attenzioni.
Di un anno più grande, Asuka si distingue dalle altre. È malinconica, anche misteriosa, e scopriremo ha aiutato con il suo appoggio Saku in un momento difficile, quando lui ha dovuto lasciare la squadra di baseball, per un motivo che fin qui non è stato chiarito. Quando sarà lei a trovarsi in difficoltà, perché vorrebbe andare a studiare editoria a Tokyo dopo il diploma, ma il padre è fermamente contrario, Saku sposterà come detto su di lei tutto il suo sforzo, progettando una apparente fuga.
C'è qualcosa che però non convince del tutto. Chiramune resta sempre un passo dietro la credibilità senza remore, è un anime vittima, in una discreta seppur rilevante misura, di una narrazione iperbolica che tanto piace al grande pubblico e che, di contro, io trovo artefatta. Sia ben chiaro, è uno strato abbastanza sottile e in molti frangenti ci si passa sopra. Eppure, in alcune parti, quel brutto retrogusto vien fuori. Saku e gli altri personaggi principali peccano di costrutti mentali degni di un adulto. Inoltre a volte l'anime omette dei dettagli importanti. Per esempio nelle prime battute della vicenda di Nanase, la ragazza afferma di essere vittima di uno stalker, senza però mai specificare cosa sia avvenuto per farle nascere questo sospetto.
Chiramune prova a fare un passo in avanti rispetto ad altre opere simili, parlando di reclusione volontaria, di stalking, di violenza, anche sessuale, di rapporti complicati con genitori che si rifiutano di ascoltare le esigenze dei figli. Soprattutto nella seconda metà i dialoghi si fanno realistici, crudi, le intenzioni sono senza dubbio di livello. L'anime sembra restare però sempre a un centimetro dalla stoccata decisiva, non affonda del tutto il colpo. E alcuni elementi narrativi centrali risultano particolarmente deboli rispetto ad altri. Un esempio su tutti è lo stalker di Nanase, un individuo che spunta fuori dal nulla, al quale Saku dà subito - apparentemente - fiducia, solo per trarlo in trappola. Smascherato, se ne va con la coda tra le gambe. Abbastanza inverosimile per me una resa così rapida.
Se la storia di Kenta lascia il tempo che trova ma è propedeutica a una narrazione più ampia e quella di Asuka ci introduce a quello che potrebbe essere il punto di svolta in ottica seconda stagione, l'arco narrativo di mezzo è, a mio modesto avviso, quello con maggiori pretese e allo stesso tempo il più debole. Se il rapporto tra Saku e Nanase sembra approfondirsi, anche spingersi oltre un limite "lecito" - di un certo impatto il passaggio in cui la provoca con una terapia d'urto per farla scuotere dal trauma, fingendo di volerla costringere a un rapporto sessuale - il binario parallelo del teppista che vuole per sé la ragazza e dello stesso stalker si trascina per troppi episodi. E, come detto, tutto si risolve senza lasciare tracce, almeno all'apparenza fin dove arriva la serie.
Un gran peccato perché, a fronte di un ottimo potenziale, manca nella sceneggiatura - ripeto, non posso far confronti con la light novel, non avendola letta - la volontà di salire di un ulteriore livello o anche più d'uno. Cosa che invece fa per esempio, con tanta più leggerezza e allo stesso tempo intelligenza, You and I are Polar Opposites, per citare un altro anime della stagione.
Per quanto Chiramune come anime e Saku in quanto personaggio provino a ribaltare il paradigma, rendendo lo studente popolare, bello e di successo, anche un individuo con un suo spessore, valori, anche drammi interiori, l'operazione riesce a metà. Perché alla fin fine Saku e il suo gruppo son quello che sembrano: belli, popolari, di successo. E creare empatia nei loro confronti è davvero impresa ardua. Non è ancora sufficiente il dramma appena accennato di Saku riguardo il baseball e solo in parte la storia di Asuka crea coinvolgimento. E purtroppo Chiramune paga il dazio dei soliti cliché. Per quanto non sia propriamente un harem, la "bonaria" gelosia che le varie Haru, Yuko, Yua, oltre Yuzuki e Asuka, provano l'una per l'altra e come vadano così palesemente dietro Saku, è stucchevole. Kaito e Kazuki, gli altri due ragazzi del gruppo oltre Kenta, sono poco più che comparse e nel finale si dicono innamorati di ragazze che non possono raggiungere, implicito appartengano alla lista di cui sopra. Altro elemento che purtroppo si ripropone e che stona: Saku sembra che viva da solo, spiega poi brevemente che i suoi genitori sono divorziati e non sono mai in casa. Fin troppo classico scenario per permettere alle ragazze, a turno, di andarlo a trovare senza intralci.
L'anime non riesce a scrollarsi di dosso quel velo di pretenziosità. C'è qualità tecnica, nelle animazioni, nelle sigle, nella musica. Grande attenzione ai testi, anche di una certa profondità. Eppure non mi ha acceso quella scintilla. Ho un grande timore sul proseguo della storia: chiusa la parentesi di Asuka, se ne aprirà una nuova con un'altra ragazza e così via fino a chiudere il roster e magari ricominciare d'accapo? Mi farebbe storcere il naso, perché Chiramune si rivelerebbe quell'harem che dichiara di non essere, fino poi alla classica scelta finale. Forse sono stato troppo duro nelle parole rispetto a quello che è il mio giudizio, il voto sarebbe un 7+ che, sulla fiducia, arrotondo a 7,5. La seconda stagione è attesa entro il 2026, ipotizzo in autunno come la prima. Vedremo se Chitose Is in the Ramune Bottle mi smentirà.
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