Recensione
Il monologo della Speziale
9.0/10
Mi sono avvicinato a questo anime in quanto sono stato recentemente in Cina e, sebbene la Città Proibita non sia stata una delle location che ho preferito, sono rimasto affascinato dalla sua storia e struttura. Il monologo della Speziale fa tutto questo estremamente bene, tanto da rendermi quello che ho visitato più bello e interessante di quanto mi era parso. La ricostruzione della situazione cinese dell'epoca è da sola un tema che merita il mio tempo, facendomi vedere delle sfumature che prima non capivo.
Eppure questa è solo la punta dell'iceberg: non è solo interessante, riesce a fare molto di più, ovvero divertirmi, appassionarmi, e probabilmente farmi innamorare della protagonista. Maomao è un bel tipo: fuori di testa, intelligente, pungente e per certi versi spietata, sebbene abbia un cuore molto più grande di quanto traspaia inizialmente. Non è forse appariscente come altri personaggi, ma ha un fascino ben superiore, senza contare che quando è vestita a dovere, fa la sua figura.
Ma se la serie è tanto piacevole, non è certo merito solo suo. Ci sono un buon numero di comprimari ben costruiti, c'è una sorta di storia d'amore che rimane più o meno in sottofondo, latente, e si aspetta solo il suo sbocciare. C'è un po' di intrigo e una trama orizzontale, soprattutto nella seconda stagione, e c'è la trama verticale, costruita come casi investigativi da risolvere: sono raccontati come veri e propri misteri che la protagonista analizza con logica, deduzione e sapienza, un po' alla Sherlock Holmes, senza farci mancare qualche gag e situazione che mi ha strappato molti sorrisi.
Se devo fare degli appunti, a volte ho la sensazione che alcune cose rimangano stazionarie e senza evoluzioni più a lungo del necessario, e che ciò crei un po' di frustrazione — si tende un po' a voler mungere al massimo una serie che sta andando bene. E ci sta, per carità, ma mi aspetto che non prosegua all'infinito e che possa avere una meritata conclusione senza diventare eterna. Ciò nonostante, le prime due stagioni mi sono piaciute molto e non vedo l'ora di vedere la terza.
Eppure questa è solo la punta dell'iceberg: non è solo interessante, riesce a fare molto di più, ovvero divertirmi, appassionarmi, e probabilmente farmi innamorare della protagonista. Maomao è un bel tipo: fuori di testa, intelligente, pungente e per certi versi spietata, sebbene abbia un cuore molto più grande di quanto traspaia inizialmente. Non è forse appariscente come altri personaggi, ma ha un fascino ben superiore, senza contare che quando è vestita a dovere, fa la sua figura.
Ma se la serie è tanto piacevole, non è certo merito solo suo. Ci sono un buon numero di comprimari ben costruiti, c'è una sorta di storia d'amore che rimane più o meno in sottofondo, latente, e si aspetta solo il suo sbocciare. C'è un po' di intrigo e una trama orizzontale, soprattutto nella seconda stagione, e c'è la trama verticale, costruita come casi investigativi da risolvere: sono raccontati come veri e propri misteri che la protagonista analizza con logica, deduzione e sapienza, un po' alla Sherlock Holmes, senza farci mancare qualche gag e situazione che mi ha strappato molti sorrisi.
Se devo fare degli appunti, a volte ho la sensazione che alcune cose rimangano stazionarie e senza evoluzioni più a lungo del necessario, e che ciò crei un po' di frustrazione — si tende un po' a voler mungere al massimo una serie che sta andando bene. E ci sta, per carità, ma mi aspetto che non prosegua all'infinito e che possa avere una meritata conclusione senza diventare eterna. Ciò nonostante, le prime due stagioni mi sono piaciute molto e non vedo l'ora di vedere la terza.
News