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Prima di analizzare "Even a Replica can fall in love" occorre fare una premessa importante: questo anime si presta ad una doppia lettura, ed è volutamente ambiguo per permettere ad ognuno di "leggerlo" da un punto di vista più pragmatico oppure introspettivo.
In superficie si presenta come un anime scolastico con componente fantasy: la protagonista, Sunao, è una ragazza con seri problemi ad affrontare la quotidianità di una studentessa del liceo, e ha un segreto: può letteralmente evocare una sua copia, o Replica per citate il titolo, che esteriormente è del tutto identica a lei. Questa copia viene ribattezzata Nao, ed ha un carattere molto diverso da Sunao: solare laddove Sunao è sempre triste, nonché molto premurosa verso il suo "originale". Non solo, la copia col passare del tempo mostra sempre più di essere un individuo autonomo, di provare sentimenti propri distinti dall'originale e, progressivamente, provare legami con persone che l'originale non considera. Il resto della trama finisce nella sezione spoiler.
A livello di disegni siamo sopra la media per opere di questo tipo, sebbene le animazioni non siano particolarmente curate. Anche le musiche sono di buon livello, non invasive ma piacevoli e in tema con il tipo di opera.
Per quanto riguarda l'approfondimento introspettivo, il grosso sarà spiegato maggiormente nella sezione spoiler, qui mi limito a far notare che queste copie, più che una variante nipponica del film "mi sdoppio in 4", dove un brillante Michael Keaton recita anche per i suoi cloni, è più un modo di mostrare come traumi e delusioni creino una versione alternativa di noi stessi, e il contrasto è come cambia l'approccio alla vita quotidiana tra l'originale rimasto ferito e la copia alternativa.
Un anime quindi riflessivo, con alcuni personaggi riusciti: Sunao/Nao appunto, ma anche Shuya e Suzumi sono ben caratterizzati e mostrano l'importanza di domande esistenziali e di decidere come affrontare le avversità.
Purtroppo alcuni difetti incidono sull'opera, finendo per rendere il risultato complessivo poco sopra la sufficienza. Per chi vuole approfondire, se ne parla sezione sottostante.

ATTENZIONE: DA QUI SPOILER

Il problema più grosso è la natura e il numero delle repliche: perché se, come sembra trasparire dal finale della serie e da alcune imbeccate sui ragionamenti esistenziali di Nao, le copie non sono altro che mere estensioni emotive di chi le evoca, allora tutta la parte relativa a Suzumi/Ryo diventa priva di senso. Come spieghi che una ragazza apparentemente normale sparisce dal palco, lasciando a terra i vestiti, e nessuno se ne sorprende, soprattutto quando scoprono che era da mesi in coma? Perché la mamma di Suzumi ha il terrore di Ryo e come fa a portarla via se non può vedere la copia in presenza dell'originale? Questi buchi di trama sono palesi, e si riconducono al fatto che il finale è fin troppo raffazzonato, con questa campagna di classe, Kozue, del tutto irrilevante per la storia, che diventa di punto in bianco il risolutore del mistero.
Anche il fatto che le repliche comincino a proliferare come fosse una cosa normale è un po' sciocco, ma quantomeno su questo punto ci si riconduce alla tematica psicologica piuttosto che a quella fantastica. Peccato davvero, perché la possibilità di farne un anime davvero speciale c'era seriamente, ma ne rimane solo un lavoro riuscito a metà, che forse avrebbe beneficiato di qualche episodio in più.