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Pipebomb Teller

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Attenzione: la recensione contiene spoiler

Torniamo indietro nel tempo, nello specifico a quella che è ricordata come l’epoca d’oro, non solo dell’animazione giapponese, a causa del boom consumistico in vari settori, per parlare di una delle figure più iconiche e discusse di sempre.

Capitan Harlock è il personaggio più antico dello sterminato universo di Leiji Matsumoto. Risale al periodo del Dopoguerra, quando un allora sedicenne partì dall’isola di Kyushu fino ad arrivare a Tokyo, per trasferirsi in un pensionato per studenti, colmo di speranze e sogni. Come dichiarato recentemente, forse non li ha realizzati tutti, ma di sicuro ci è andato molto vicino.
Noi ci concentriamo sul 1982, quando ormai consacrato supervisiona un progetto serio e ambizioso: il debutto cinematografico dell’antieroe per eccellenza. L’intento è quello di celebrare il ventennale della Tokyu Agency, ma anche di pubblicizzare l’approdo della serie televisiva in autunno, ponendosi a tutti gli effetti come un prequel. A capo della direzione artistica troviamo Tomoharu Katsumata, uomo fedele della Toei, già conosciuto per aver offerto il proprio contributo a serie mecha come “Mazinger Z”, “Getter Robot” e “UFO Robot Grendizer”. Viene ripresa l’astronave del primo film di “Galaxy Express 999”, risalente a ben tre anni prima. Sorgono anche dei contrasti, siccome il merchandising del primo è prodotto dalla Bandai, mentre “Harlock” tiene la Takara come sponsor.

Il nome Arcadia non è a caso, in letteratura allude al rapporto pacifico fra uomo e natura, elemento già ricorrente in un’altra delle sue serie: “Corazzata Spaziale Yamato”. La Terra appare come un ambiente naturale da preservare. Con sorpresa di molti, la sceneggiatura si compone attraverso una raccolta di storie brevi realizzate dal maestro in periodi diversi della propria carriera. Una modifica in evidente controtendenza al cartaceo riguarda un aspetto che racconta molto della sua filosofia: il finale è sempre meno importante della motivazione che lo crea. Per questo i suoi manga possono essere visti come inconcludenti. Tuttavia nell’anime ha dovuto necessariamente collaborare per soddisfare le esigenze della massa.

Il primo impatto è ricco di spunti: Matsumoto rappresenta una società no-global dove i regimi totalitari e il capitalismo privato hanno preso il sopravvento, soffocando e al tempo stesso manipolando le persone, dove la diversità non è ammessa. Si espongono concetti che il pubblico di allora non comprende fino in fondo, basti pensare all’involuzione delle classi medie e alle macchine che ormai hanno finito per sostituire l’uomo. La narrazione è prettamente incentrata su toni drammatici, richiede un’attenzione costante, e non disdegna le sequenze statiche. Il tenore della pellicola permette alla psicologia dei personaggi di emergere: tutti i comprimari sono rappresentati in maniera viva, densa e complessa. E per l’unica volta abbiamo la possibilità di ammirare il protagonista innamorato, che sotto la bandiera del teschio combatte per i propri ideali.
A tutto ciò si aggiunge una regia eccezionale: grafica, fluidità delle animazioni e disegni che sovrastano gli standard dell’epoca.

In Italia è stato trasmesso in svariate occasioni, come nella consueta fascia pomeridiana, diviso in quattro parti, e in seconda serata negli anni ‘90.
Una nota dolente riguarda l’adattamento. Già nella serie del 1978 furono applicate pesanti censure. Nella scena iniziale, tratta da una storia corta del 1973, dove i produttori giapponesi han voluto presentare il personaggio in età adulta, ci sono gravi stravolgimenti nei dialoghi: nell’originale parla l’antenato, mentre nella versione nostrana si sente il protagonista. E viene anche aggiunta una frase che lascia supporre la morte dell’avo, come se questo possa servire a giustificare in qualche modo. Inoltre vengono eliminati tutti i riferimenti legati al fatto che il parente di Harlock appartenesse alla Luftwaffe. Non è un segreto che Matsumoto abbia scritto numerose storie attorno alla figura di giovani piloti tedeschi calati nel contesto della Seconda Guerra Mondiale. Sempre nei primi minuti, quando la narrazione si sposta sul protagonista, c’è una frase sugli Illumidiani rivisitata: Harlock, infatti, si domanda con aria sconsolata se lo attende la fine, mentre in Italia tale concezione umana lascia spazio a una banalissima frase di speranza. E questo elimina completamente il pessimismo che pervade l’opera e riempie la poetica del maestro.
Sottigliezze, direbbero alcuni, ma in realtà quanto appena menzionato costituisce solo una piccola parte dei disastri combinati. Cambiamenti inaccettabili, anche se si pensa al target a cui è rivolto.

A dispetto del 75% (e sto basso) delle produzioni destinate alle sale cinematografiche nipponiche tratte da un franchise popolare, che non aggiungono niente alla storia principale, questo lungometraggio approfondisce uno dei temi su cui verte la prima serie, ovvero il passato fra il protagonista e Tochiro.
Narra le origini di una delle epopee più importanti nella storia dell’animazione con tutto il senso di rivalsa tipicamente nipponico, dinnanzi a una battaglia già persa in partenza. Il prodotto mantiene i lineamenti caratteristici dei lavori di Matsumoto: fantascienza, western, tematiche di libertà e guerra, senza tralasciare la critica sociale e politica.

“L’Arcadia Della Mia Giovinezza” è un film imprescindibile per ogni fan della serie, ma si presta anche a bacini d’utenza più ampi, visto che si tratta di un prologo e può essere compreso da tutti.


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Monfrin

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Capitan Harlock è senz'altro uno dei primi e più amati eroi di quella che fu definita la prima "invasione giapponese" dei disegni animati in Italia, ma che purtroppo, come serie televisiva trasmessa da RAI2 nel 1979, dovette pagare lo scotto della superficialità e dell'inesperienza di chi ne curò l'edizione italiana. A causa della rigidità dei palinsesti come tempo di trasmissione, dovette subire alcuni piccoli tagli di scene ritenute non essenziali, comunque anche abbastanza fastidiosi, perché comunque non impercettibili, chi ha versione DVD della prima serie sa di cosa parlo. Così pure anche l'addolcimento di certi dialoghi, ritenuti forse troppo arditi per una platea che all'epoca veniva ritenuta solo di bambini. La situazione italiana delle TV alla fine degli anni '70 e inizi anni '80 con la crescita esponenziale delle produzioni animate giapponesi importate e trasmesse da RAI ed emittenti private, fecero sì che questo titolo cadesse poi un po' nel dimenticatoio, fino all'autunno del 1987, quando l'allora appena neonata syndacation Italia 7 (nata dallo scioglimento del circuito Euro TV, e sulla spinta della Fininvest, che l'adoperò un po' come parcheggio di serie vecchie o non ritenute adatte alle proprie reti) trasmise una nuova serie animata che aveva per protagonista il pirata spaziale nato dalla matita di Leiji Matsumoto. In realtà i primi quattro episodi di quella nuova serie, che in originale portava il titolo di "Rotta infinita SSX" altro non erano che lo splendido lungometraggio cinematografico "Waga seishun no Arkadia" cioè l'Arcadia della mia giovinezza. Purtroppo tale operazione ha determinato una serie di fastidiosi tagli e manipolazioni della pellicola: quella più evidente è senz'altro l'aggiunta forzata della sigla della prima serie all'inizio e alla fine di ogni episodio. Non occorre certo essere degli intenditori per capire quanto fossero fuori posto i disegni e le animazioni piuttosto rozze di quelle sequenze della serie del 1978 con il resto del film. Così pure lasciava spiazzato lo spettatore che si vedeva sballotato temporalmente dalle vicende di un pioniere dell'aviazione dei primi del XX secolo, ad una situazione di una guerra interplanetaria rovinosamente perduta dall'umanità più di mille anni dopo. Situazione ben diversa da quella in cui cominciava la prima serie, e quindi si poteva capire sin da subito che questa seconda serie non era il seguito, ma il prequel di quella trasmessa dalla RAI. Comunque anche in questo caso i dubbi rimanevano tutti, visto che la vecchia serie si apriva con un'umanità che viveva nell'opulenza più assoluta, dovuta allo sfruttamento delle risorse del sistema solare, oltre che alla mancanza apparente di nemici, e governata da una classe dirigente del tutto inetta ed irresponsabile. Nel film fatto in quatto fette trasmesso nel 1987 invece la Terra era stata completamente devastata e soggiogata da una razza di umanoidi alieni provenienti dal pianeta Illumidus. E proprio gli illumidiani saranno gli avversari di Harlock e della sua ciurma per i successivi 22 episodi. Questo fa ben capire il fatto che le due serie siano quanto mai slegate ed indipendenti. La Yamato Video ha poi riproposto "L'arcadia della mia giovinezza" prima in VHS (in una versione purtroppo ancor più massacrata di tagli di quanto non fosse già la trasmissione televisiva) ed in DVD (integrale per quanto riguarda il video, ma con il doppiaggio televisivo realizzato da Fininvest e trasmesso per la prima volta da Italia 7). Perciò ho salutato con gioia questa riedizione realizzata da Yamato Video e Koch Media per le sale cinematografiche, sia perché la rimasterizzazione del video (anche se purtroppo per adattarlo al formato panoramico dall'originale 4:3, la casa di produzione giapponese ha dovuto tagliare le due porzioni sopra e sotto, ma tutto sommato è un sacrificio accettabile) ha restituito l'antico splendore delle immagini, divenute troppo scure e rovinate nei master utilizzati per la prima edizione DVD di YV, ma soprattutto per la completa revisione delle traduzioni ed adattamenti dei dialoghi! Già, perché in pratica è come se avessi visto per la prima volta questo film, a 27 anni di distanza dalla sua prima trasmissione in TV e a 32 dalla sua produzione, come in effetti è stato realizzato dai suoi autori. Le differenze tra e due versioni sono enormi, e cominciano proprio dall'incipit, la breve sequenza che narra del volo dell'esploratore Phantom F. Harlock con il suo biplano "Arcadia" sui cieli della Nuova Guinea. Nei pressi della catena montuosa Owen Stanley vine sorpreso da un furioso temporale che ne rende precario il mantenimento del velivoli in quota, e giunto in vista del picco più elevato, che supera i 5000 metri d'altezza, si rende conto di non poterla superare, in questo caso incassando la prima sconfitta della propria vita. Phantom F. Harlock a questo punto decide di aggirare l'ostacolo e, per alleggerire l'aereo, si libera di una certa quantità di carburante, rimanendo con un'autonomia di circa 10 minuti. La scena si conclude con queste parole dell'aviatore: "Finché non rinunci ad un sogno questo rimane vivo", simboleggiando quindi la suo volontà di non arrendersi nonostante la sconfitta appena subita; le immagini sfumano e resta l'immagine del picco più alto della Owen Stanley, detto "La Strega" sulla prima pagina di un libro che si chiude. Invece nel doppiaggio Fininvest non era Phantom F. Harlock a narrare la storia, ma bensì il figlio, e veniva detto che l'aereo aveva avuto una falla nel serbatoio, per questo il velivolo si era in seguito schiantato sulla montagna, causando la fine del valoroso aviatore, concludendo poi con la frase "Un giorno mio padre mi disse: Se continuerai a credere nei tuoi sogni, niente nella tua vita sara stato fatto invano". Al di là della bellissima frase con cui si conclude il racconto del viaggio nel vecchio doppiaggio, è del tutto incomprensibile il motivo che ha spinto gli adattatori ad alterare così tanto la storia, a farla finire in maniera tragica, perché dalle immagini non è certo che Phantom F. Harlock (che tra l'altro aveva pure perso la "F.") si sia schiantato sul picco della Owen Stanley, anzi tutto fa pensare che non solo sia sopravvissuto ma che poi abbia poi scritto lui stesso le memorie di quel viaggio. Del resto sarebbe stato poco logico che il figlio avesse potuto descrivere una scena in moto talmente vivido senza averla vissuta in prima persona. A questo punto partono i titoli di testa del film e la narrazione di sposta più di mille anni dopo, dove viene descritta la sconfitta di Harlock e dell'intera flotta della Federazione del Sistema Solare da parte di quella di Illumidus, che ha già occupato e sottomesso anche la Terra. Anche qui si nota una certa discrepanza tra il nuovo ed il vecchio adattamento. Nel nuovo Harlock dice: "Siamo sconfitti, ma sarà questo il capitolo finale?"; mentre nel vecchio: "Siamo stati sconfitti, ma questa non sarà la nostra fine!" In pratica nel primo caso Harlock sta riflettendo dubbioso su ciò che è avvenuto, mentre nel secondo sembra già sicuro che avrà la sua rivincita. Il racconto prosegue con la resa di Harlock, che atterra rovinosamente di proposito, riuscendo comunque a proteggere l'incolumità dei passeggeri civili che trasportava, presso la base di occupazione degli illumidiani (che ne vecchio adattamento vengono chiamati semplicemente "umanoidi") rendendo inservibile, almeno nell'immediato il suo vascello "Death Shadow". Il comandante della polizia militare illumidiana, un mercenario del pianeta Tokarga di nome Zoll che lo disarma riconosce in lui il valoroso comandante che distrusse la sua nave nella battaglia avvenuta nei pressi dell'ammasso di Castlemagne, e dopo avergli confessato la sua ammirazione, deve comunque intimargli di presentarsi a rapporto di fronte al capo delle forze di occupazione Illumidiane. Nel vecchio adattamento il fatto citato da Zoll si trasforma in un "Torneo del Castello della Grande Stella". Anche qui non capisco se si tratti di un errore o di una manipolazione voluta, in ogni caso un'altra grossa castroneria che mortificava la storia. Harlock prima di presentarsi davanti agli invasori però va alla ricerca della sua innamorata, Maaya, la cui voce veicolata da una radio clandestina, esorta i partigiani della resistenza terrestre a continuare a combattere e sperare nel futuro. Per poco non riesce raggiungere Maaya e dopo alcune peripezie si presenta davanti al comandate della base dell'esercito di occupazione illumidiano, il generale Zeda, e al suo aiutante di campo Murgisson, quest'ultimo tenta di umiliarlo, ma Harlock gli risponde a tono. Zeda chiede allora ad Harlock se è disposto a continuare a servire il pianeta Terra. Nel frattempo arriva pure il nuovo capo del governo fantoccio terrestre, il viscido e spregevole Triter (il fatto che assomigli foneticamente a "traitor", cioè traditore in inglese non è per nulla casuale), che avverte il comandante Zeda di non essere stato ancora capace di catturare "La Rosa" cioè la voce che incoraggia la resistenza alle forze di occupazione. Dopo aver aspramente rimproverato Triter, Zeda interroga Harlock sulle sue intenzioni, questi rifiuta l'offerta a collaborare con il nuovo governo terrestre, e così viene bruscamente congedato. La misteriosa creatura aliena Lamime (una donna bionda con il volto senza bocca e con due grandi occhi senza pupille) fornisce ad Harlock la tessera alimentare, con la raccomandazione di usarla prima possibile, visto che a breve tempo è prevista una grande penuria di generi alimentari. Harlock segue il consiglio di Lamime e si reca in un locale che ricorda vagamente un saloon del vecchio west, dove incontra un buffo omino con indosso la divisa da tecnico della flotta della Federazione Solare, ed in seguito ad una rissa i due riescono insieme a sfuggire dalla polizia. Il buffo ometto dall'aspetto di un mendicante altri non è che il geniale progettista di navi spaziali Tochirou Ooyama, e sta cercando di raccogliere un numero sufficiente di armi e di uomini per organizzare una rivolta contro gli invasori, Harlock fa quindi subito amicizia con lui; ma Zoll riesce a rintracciarli e a catturarli. Sottoposti quindi ad approfondite analisi da parte dei computer illumidiani, Zoll scopre che in un remoto passato i loro antenati si erano già conosciuti, e quindi viene ricostruita la scena grazie ad un'apparecchiatura ad ologrammi. Cieli della Francia del sud nell'anno 1944, uno stormo di Messerschmitt BF109 della Luftwaffe si scontra con velivoli alleati, a guidarli è l'asso dell'aviazione tedesca Phantom F. Harlock II. Dopo aver concluso vittoriosamente il duello aereo Harlock ed i suoi compagni atterrano per effettuare il rifornimento di carburante su una strada sottostante, ma proprio l'aereo di Harlock tocca il suolo rovinosamente sotto gli occhi di alcuni civili al seguito delle truppe tedesche, tra essi il giovane progettista ottico giapponese Tochirou Ooyama, il quale si precipita a dare soccorso al pilota. Harlock prima di abbndonare l'aereo in fiamme vuole a tutti i costi prendere il mirino Revi C12D che lui chiama affettuosamente "Il mio occhio". Grazie all'intervento di Tochirou, Harlock riesce a salvare se stesso ed il mirino dall'esplosione del suo velivolo, rammaricandosi di aver fatto un atteraggio così penoso. Pero Tochirou lo rincuora dicendogli che non fu colpa sua ma del carrello che era stato montato male, e che al momento di toccare terra, si era spezzato. Nella vecchia versione invece Tochirou diceva: "Non è stata colpa tua, ma di questa stupida guerra". Successivamente domanda ad Harlock qual'è il suo nome e perché stia combattendo sotto le insegne della Croce di Ferro. Questi risponde: "Sono Phantom F. Harlock II e combatto per rettitudine e devozione alla mia patria". Ora qui voglio rimarcare una delle peggiori nefandezze del vecchio adattamento: Harlock risponde: "Sono Phantom Harlock II (anche qui la "F." è sparita) e combatto su un aereo con la Croce di ferro perché è l'unico che ho trovato! Io combatto da solo per la pace e la libertà!" Allucinante! Da una parte un soldato che combatte per la propria patria, come del resto hanno fatto milioni di altre persone in tutto il mondo in quell'epoca, trasformato, nel vecchio doppiaggio, in uno stralunato idealista che è salito sul primo aereo che gli è capitato sotto mano! E per di più da solo, quando dalle immagini è chiaro che fa parte di uno squadrone della Luftwaffe. Capisco che una figura purissima di eroe come quella di Harlock accostata ai simboli di una delle più nefande ed orribili ideologie della storia dell'umanità strida non poco, ma è altrettanto chiaro che lui non combatte certo perché crede ciecamente nella parola di Hitler, lo fa esclusivamente perché la sua famiglia discende dall'antica aristocrazia tedesca, e perciò è per lui un punto d'onore servire la patria, anche se di certo si rende conto che quella guerra è sbagliata e sta per volgere rapidamente verso la sconfitta. Possibile che agli adattatori di Fininvest non siano stati capaci di capire questo?!!! Oltretutto quando Tochirou viene a conoscenza del nome del protagonista a sua volta si chiede se sia stato lui a scrivere quel libro che tanto lo stava appassionando, e Phantom F. Harlock II risponde: "L'ha scritto mio padre"; demolendo così ancor di più la versione della morte sul picco della Owen Stanley dell'aviatore sostenuta nel vecchio doppiaggio.
La storia prosegue con i due che fanno rapidamente amicizia e Tochirou confida ad Harlock che desidererebbe tornare in patria, però con il conflitto in corso ciò non è assolutamente possibile, perciò preferirebbe riparare in Svizzera, dove proseguire il suo lavoro di ricerca. Così Harlock, vista la ormai inarrestabile avanzata di terra da parte degli alleati, decide di nascondere Tochirou nella fusoliera del nuovo BF109 che si era fatto assegnare, con l'intento di portarlo al sicuro in Svizzera. Subito viene affrontato da aerei alleati, uno dei quali riesce a colpire la fusoliera con un proiettile che trancia il cavo del timone, ma dopo aver perso per un attimo il controllo del suo caccia, pochi istanti dopo lo ritrova, però nota che i comandi gli restituiscono una strana reazione. Nonostante questo il caccia di Harlock ha la meglio su tutti i suoi avversari, e così rimane solo, dirigendosi verso la Svizzera. A quel punto Tochirou domanda ad Halock se non sente anche lui nostalgia di casa, e così l'eroe racconta della sua terra natia, il paese di Heiligestadt, un paradiso naturale simile all'Arcadia greca, dove aveva avuto origine la casata dei nobili pirati cavalieri Harlock. Nel vecchio doppiaggio tutto il discorso era estremamente banalizzato, mentre in quello nuovo assume un significato poetico molto evocativo. Giunti quasi al confine tra Francia e Svizzera il carburante del caccia finisce e perciò Harlock è costretto ad un atterraggio di fortuna che termina proprio in riva ad un fiumiciattolo che segna propri la linea di demarcazione tra i due paesi. Messi i piedi per terra Harlock va subito a controllare il perché Tochirou non si muova, e così scopre che l'amico per consentire il governo del mezzo aveva legato il cavo spezzato del timone alla caviglia ed al polso, perciò era rimasto contuso. Caricatoselo sulle spalle, Harlock guada il fiumiciattolo e deposita Tochirou sull'altra riva, in territorio svizzero, anche perché in quel momento dei partigiani francesi si erano accorti dell'atterraggio del velivolo, e cercavano di catturare i sopravvissuti. E qui, nel vecchio doppiaggio viene fatta dire un'altra clamorosa e ridicola fesseria ad Harlock, che rivolto a Tochirou che gli chiedeva chi fossero le persone di cui stava sentendo le grida, risponde: "Non ti preoccupare, sono partigiani francesi. Ti aiuteranno a scappare!" Ora, al di là del fatto che Harlock si affetta a far attraversare il fiume a Tochirou, cosa che non sarebbe stata necessaria se quello che ha appena detto (o meglio che gli fanno dire gli adattatori di Fininvest) fosse vero; ma chiunque conosca un minimo la storia sa certamente che i partigiani della Francia Libera, combattono con gli alleati contro tedeschi, italiani e giapponesi. Quindi di certo non aiuterebbero Tochirou a scappare, forse magari perché è solo un civile gli risparmierebbero la vita, ma di certo lo prenderebbero prigioniero. Non riesco proprio a capire per quale demenziale motivo gli adattatori di Fininvest abbiano commesso una sciocchezza simile! Tanto più evidente dal fatto che una volta lascito l'amico al sicuro sulla riva svizzera del fiume, e dopo avergli donato per riconoscenza il suo prezioso Revi C12D "Il mio occhio", Harlock torna indietro ad affrontare il nemico, nonostante che Tochirou lo supplichi di fuggire insieme a lui, perché "Questo è il destino di un pirata cavaliere". Dopo di che Harlock viene ferito ad una spalla e circondato dai nemici. Il flashback finisce qui, senza darci di sapere cosa poi sia avvenuto effettivamente di lui.
Ora non vorrei dilungarmi troppo a spiegare il resto della trama, tanto più che credo sia nota alla maggior parte degli appassionati del Leijiverse, volevo sottolineare solo le peggiori nefandezze perpetrate nel vecchio adattamento (ce ne sarebbero anche altre più avanti nella narrazione,ma non così plateali) che hanno rovinato non poco la comprensione di questo splendido lungometraggio agli spettatori del nostro paese, e che finalmente ha ricevuto giustizia in questa riedizione cinematografica, consigliatissima a chi volesse gustarsela in Blue ray quando uscirà. Vorrei solo spezzare una lancia in favore dei doppiatori della vecchia versione, il casto era ottimo e le voci ben assegnate, al pari di quello nuovo. Secondo a me addirittura la voce di Triter nella vecchia versione era persino più azzeccata, e ne metteva meglio in rilievo il carattere viscido, codardo ed infame; pur essendo buona anche quella del nuovo doppiatore. Questo film è un vero colossal dell'animazione giapponese, considerando sopratutto l'epoca in cui fu realizzato, il 1982, e confrontandolo con prodotti coevi risulta senz'altro uno dei più curati come design, fondali ed animazione, e con una colonna sonora ricca di brani orchestrali classici come estratti da opere di Antonin Dvorak e Tomaso Albinoni, ed altri scritti ad hoc. ed in più due canzoni originali. Ed è proprio sulla colonna sonora che posso fare le uniche critiche di questa nuova versione e che non mi fanno dare il voto massimo a questa nuova versione targata YV/Koch Media, quando il titolo in sé la meriterebbe ampiamente. L'unica pecca, in sostanza, consiste nel fatto che la bella canzone di Maaya che si sente nella sequenza in cui la Death Shadow entra nell'atmosfera e atterra non viene sottotitolata (come invece avviene solitamente nei titoli della Ghibli), cosa che spero sia fatta nella versione per l'home video; e la canzone sui titoli di coda "Waga seishun no Arkadia" è stata sostituita dal tema strumentale della stessa. Non capisco perché sia stato fatto questo visto che nella vecchia versione DVD di YV, quest'ultima c'era, anche se nella traccia italiana per metà era coperta dalla sigla della trasmissione RAI.
In conclusione si tratta di un lungometraggio dal gusto epico, che introduce la figura di Harlock e ne spiega l'origine della sua carriera di pirata spaziale, la sceneggiatura è liberamente tratta da diversi manga di Leiji Matsumoto, e soprattutto per le parti riguardanti gli antenati di Harlock, anche da titoli di cui non era originariamente il protagonista. E' un film che si regge benissimo da solo ed è perfettamente comprensibile anche da chi non ha mai visto nessun altro film, serie TV o letto manga dedicati al pirata spaziale, benché chi lo abbia fatto vi trovera tutti i rimandi.


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kaio1982

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
''Capitan Harlock-L'Arkadia della mia giovinezza'' è un autentico capolavoro del 1982, dotato di una regia sempre eccelsa, una sceneggiatura perfetta, scenari spaziali meravigliosi e da un impianto tecnico ottimo anche per gli standard attuali. Infatti in quel periodo il grandissimo Matsumoto era all'apice del suo successo e decise di regalarci questa meraviglia di film, come se sapesse che per lui sarebbe stato il canto del cigno della sua carriera.
Il film inizia con un ambientazione insolita, in cui vediamo protagonista un lontano antenato di Harlock su un vecchio aereo ad elica, intento a sfidare una le insidie letali di catena montuosa impervia. Il suo nome è Fantom Harlock ed è coraggioso e temerario come l'Harlock del futuro. Sinceramente, tranne che dei buoni spunti utili a sottolineare il coraggio della stirpe, non ho notato molto utile ed interessante la prima parte. Quando però la trama si concentra, dopo pochi minuti sul giovane Harlock, il film decolla e raggiunge l'eccellenza in tutto. Quando la trama torna nel futuro, gli Umanoidi sono ormai padroni sia del pianeta che dei terrestri, alcuni di loro sono addirittura in combutta con gli Umanoidi e spietati tanto quanto i loro invasori. Nel frattempo, Harlock atterra con la sua vecchia Death Shadow sotto le minacce del comandante degli Umanoidi. L'intero film narra le avventure di un Harlock più giovane ed innamorato di una ragazza di nome Maya, che via radio nella desolazione più totale, cerca di incoraggiare i terrestri a non arrendersi e a non perdere la speranza di ritornare liberi. Tra scontri violenti e la ricerca della sua Maya, Harlock incontra quello che diventerà il suo più grande amico, ovvero Tochiro, qui caratterizzato in maniera superba, dal carattere tosto, ma anche simpatico e soprattutto intelligente. Tochiro è il grande padre segreto dell'astronave più famosa e potente dell'universo ed in questo film, a differenza di altre ridicole apparizioni e macchiette in altre serie, è uno scienziato serio e brillante. Alcune scene in cui appaiono Esmeralda e Maya sono leggendarie, ma quella in cui l'Arkadia decolla con Maya sullo sfondo, valgono da sole la visione di questo capolavoro eterno. La sceneggiatura è meravigliosa cosi come le scenografie scelte, che qui raggiungono un livello qualitativo magistrale. In questo splendido film naturalmente non potevano mancare le celebri frasi cariche di umanità ed eleganza classiche di Harlock, ed infatti ne sono presenti in un buon numero, magari scontate, ma sicuramente d'effetto.
Dal punto di vista tecnico, ''Capitan Harlock-L'Arkadia della mia giovinezza'' è magistrale e notevolmente avanti rispetto all'anno di produzione. Il character design è ottimo ed estremamente dettagliato, con l'unica pecca dovuta all'assenza (normale per 1982) di riflessi ai capelli di livello avanzato. Tuttavia è invece impossibile non notare l'impressionante dettaglio riposto nei vestiti dei protagonisti, superiori anche alla serie Oav ''The Endless Odyssey'' realizzata ben 20 anni dopo. I fondali hanno una colorazione straordinaria e dettagliatissima, specialmente nel rappresentare luci e bagliori cosmici. L'Arkadia presente in questo film è sicuramente la più dettagliata mai vista in qualunque serie dove sia presente. Ogni dettaglio, dal famoso teschio sulla prua e sulle fiancate, (in un sequenza da ferma frontale è sembra vera) passando per le maestose batterie laser, ed arrivando fino al metallo verde scintillante del rivestimento, denota la cura impressionante riposta dai grafici e dai designer. Le animazioni sono sempre molto fluide ed è un vero piacere per gli occhi vedere sparare l'Arkadia con i suoi devastanti cannoni laser. Le musiche sono buone e sempre azzeccate, pur non raggiungendo l'eccellenza.
Questo film è un imperdibile capolavoro sia per gli estimatori si Matsumoto, che per gli appassionati di fantascienza, ma anche per chiunque cerchi un lungometraggio anime di qualità.


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Antoine

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Come si fa a non mettere il massimo dei voti a questo film? Mi sento costretto! Al momento di scrivere la recensione, credo che sia la quinta o la sesta volta che lo rivedo in pochi anni, da quando ho acquistato il DVD.

Capitan Harlock è ormai un personaggio leggendario nel panorama dell'animazione giapponese, sebbene ormai a conoscerlo realmente siano solo gli adulti del tempo della girella; la mia generazione, cioè 1991, e quelle successive non hanno avuto la fortuna di poterselo godere in tv e farne un ricordo di infanzia, nonché assorbirlo nel proprio percorso formativo. Non ci sono storie: Harlock trasmette dei valori immensi. Purtroppo, temo che per i giovani di oggi sia fin troppo impegnativo per le tematiche e poco seducente per il (pur bellissimo) comparto grafico, retrò rispetto alle aspettative attuali...

Ma detto questo, parliamo proprio del film. "L'Arcadia della mia giovinezza" è il primo (e fino al 2013) unico film animato cinematografico dedicato al grande personaggio. Realizzato nel 1982, si colloca, però, cronologicamente, prima della serie classica del 1978 (la più famosa, in cui Harlock combatte contro Raflesia e le Mazoniane. Inoltre, il film fa anche da prequel alla seconda serie del pirata spaziale, "Capitan Harlock SSX", prodotta a ridosso della pellicola e parimenti collocata, nella cronologia generale dell'opera, prima della serie classica. Tuttavia, come è noto, il leijiverse non conosce una perfetta continuità e quindi sarebbe errato considerare queste tre opere come perfettamente legate. Lo sono comunque abbastanza e con soltanto lievi discordanze, a differenza di "Harlock Saga" e "Endless Odyssey", due vicende del tutto alternative alla serie classica.

Il film è il prequel di tutto e quindi ci racconta di quando Harlock non era ancora un pirata. Siamo sulla Terra, intorno alla fine degli anni Sessanta del 2900, e l'umanità, ormai stremata, è stata ridotta in schiavitù da un popolo alieno, gli Illumidas (Umanoidi nell'adattamento italiano). Come se non bastasse, l'inetta classe politica umana, pur di non perdere il potere, si è ben prostrata alla forza nemica.
Harlock, un ufficiale della Federazione Terrestre, valoroso e malinconicamente legato a forti ideali di giustizia, non tollera questa situazione e decide di iniziare una ribellione contro il giogo degli invasori. Ad affiancarlo ci saranno due personaggi estremamente importanti per la sua vita: Maya, bellissima fidanzata di Harlock, soprannominata " la voce della libertà", che attraverso una radio clandestina continua a mantenere viva la fiamma della speranza nel cuore degli uomini; Tochiro, buffo e intelligentissimo ingegnere della federazione, anche lui in ribellione contro l'attuale stato delle cose. Nel film ci viene raccontato proprio il momento in cui Harlock e Tochiro si incontrano e diventano amici per la vita.
Nella storia si inserisce anche un altro dramma, simile a quello della Terra: gli Umanoidi hanno già da tempo conquistato anche un altro pianeta, Tokarga, e ne hanno ridotto in schiavitù la popolazione. Harlock fa amicizia con Zoll, valoroso guerriero di Tokarga, e fa sua anche la disperata causa di questo pianeta...
Queste le linee generali della storia, che come si può intuire è estremamente intrisa di dramma, visto che ben due popoli sono ridotti in schiavitù. Anzi, dramma è forse una parola troppo leggera: questo film supera il dramma, è una vera e propria carneficina. Tutte le volte perdo il conto di quanti siano i momenti che mi commuovono fino alle lacrime. E la cosa dannatamente "scorretta" da parte degli autori è che le morti presentate non sono per niente gratuite, ma perfettamente funzionali alla storia e al messaggio dell'intero film. Argh, che dolore!

I personaggi hanno uno spessore incredibile, a partire ovviamente dal protagonista, malinconico e dannato, spaventosamente bello nella sua sofferenza. Amante della libertà, fedelissimo all'amicizia, sventurato nell'amore. Ce le ha tutte ed è inevitabile innamorarsene!
Tochiro colpisce nel profondo per la sua apparente resa dinanzi agli invasori: spesso è ridotto a essere trattato come un cane e stoicamente accetta i peggiori trattamenti.: che splendida dignità nella sua sopportazione. Senza contare che non è bloccato in essa, visto che si dà un gran da fare, in silenzio e genialmente, per aiutare la causa della libertà.
Nel reparto dei personaggi maschili troviamo ancora due figure chiave. Zoll, il soldato di Tokarga, tristemente angosciato dal destino del suo popolo e coraggioso nella sventura, nonché fedele ai patti. Dall'altro lato c'è Zeda, il comandante delle forze umanoidi: ce ne fossero di cattivi così. È estremamente fiero e rispettoso del nemico, soprattutto di un nemico come Harlock, che riconosce degno di essergli pari. Il personaggio è ovviamente messo in contrasto con il suo secondo, meschino al punto da attaccare alle spalle delle donne inermi, e con il primo ministro terrestre, della stessa pasta del compare umanoide, ma decisamente più schifoso perché si è venduto all'invasore.
I personaggi femminili, e che personaggi: Maya è semplicemente splendida: racchiude in sé tutta la femminilità e la forza d'animo tipica delle donne di Leiji Matsumoto. Dopo averla vista una volta, m'è rimasta sempre impressa.
Sebbene con una minore utilità ai fini della trama generale, nel film compare anche uno dei personaggi più noti del leijiverse ed estremamente importante per i futuri sviluppi della vicenda: Emeraldas, una sorta di controparte femminile di Harlock, donna valorosa e malinconicamente in viaggio da sola nel mare dello spazio. Dimostrerà, come sempre nelle sue apparizioni, grande forza d'animo e un'ostinata e orgogliosa resistenza dinanzi ai nemici più vili. Di minore impatto, invece, è la figura di La Mime, meno interessante e misteriosa della sua "sorella" originale, ovvero l'aliena Meeme della serie classica, a cui è chiaramente ispirata.

Da un punto di vista tecnico troviamo un enorme balzo di qualità rispetto alla serie del '78. Il character design, pur restando fedele a quello originale di Matsumoto, è più definito e meglio strutturato. Harlock è spaventosamente sexy, complici anche una forma fisica decisamente più felice e virile e un vestiario piratesco più intrigante (è bellissimo tutto in nero, rispetto ai jeans stinti della serie classica, per quanto caratteristici e simpatici). Le figure femminili sono finalmente rese nella loro particolare bellezza: Matsumoto disegna delle donne incantevoli, forse troppo simili tra di loro ma davvero indimenticabili. Corpi slanciati all'inverosimile ma armoniosi, occhi stretti e affusolati, sempre malinconici, chiome lunghissime e vaporose: la serie classica aveva devastato quest'aspetto romantico, non riuscendo con i suoi scarsi mezzi tecnici a rendere giustizia a tanta bellezza. Il film, invece, ci riesce in pieno e credo che, tra tutti gli anime del leijiverse, sia quello con le donne meglio riuscite (insieme ai primi due OAV di "Queen Emeraldas"). Forse l'unica assenza notevole è quella dei famosi e bruttissimi "omini" di Matsumoto: se le donne sono bellissime, gli uomini - con l'eccezione di pochi bellocci d'elezione - sono sempre delle caricature meravigliosamente simpatiche (si pensi a tutto l'equipaggio dell'Arcadia nella serie classica). Nel film ci sono solo Tochiro e il primo ministro che rispettano, in parte, questa caratteristica, tra l'altro senza nemmeno esiti comici. Ma credo sia giusto così, avrebbero decisamente spezzato il sontuoso dramma barocco a cui si assiste.
Il mecha è bello e curato, con un'Arcadia diversa da quella della prima serie, forse meno elegante ma sicuramente più solenne e militare. La resa di interni ed esterni è ottima ed è un piacere assistere alle battaglie spaziali di questo film (rimpiango i tempi in cui non si usava la CG).

E ancora, le musiche: cielo, tra le più spettacolari mai sentite. Quasi tutte sono state appositamente composte per il film, con l'eccezione di due pezzi classici di altissima levatura utilizzati con un gusto incredibile: il primo movimento della "Sinfonia n. 5" di Mahler e lo struggente "Adagio" di Albinoni. Il film ha una colonna sonora epica e solenne, mai fuori luogo e coinvolgente fino alle lacrime nel sottolineare i momenti più intensi.

Se proprio devo trovare qualche difetto, allora si può sottolineare come ci siano alcuni "buchi" nella sceneggiatura, che non compromettono sicuramente lo svolgimento della storia, ma sono notabili dallo spettatore attento. Nello specifico: Occhio allo Spoiler! dopo la straziante scena in cui Harlock viene ferito nel tentativo di rivedere Maya, braccata dall'esercito, non si capisce come lui poi riesca a fuggire dai militari, dopo aver ricevuto tanti colpi. Finita la drammatica scena, infatti, ritroviamo Harlock, ferito, già arrivato da Emeraldas, che lo curerà. E ovviamente non si capisce nemmeno come Maya riesca a scappare da quella situazione. Inoltre Maya è riuscita a fuggire dalla situazione di cui sopra, raggiunge la sua postazione radio e lancia un nuovo messaggio. Arrivano i militari e la feriscono. Quando poi la ragazza ricompare, ovviamente malconcia, si trova in un rifugio dei ribelli terrestri suoi alleati. Di nuovo: com'è scappata?
Altro buco è presente mentre l'Arcadia è in viaggio verso Tokarga, quando i nemici catturano Maya ed Emeraldas e minacciano di giustiziarle, a meno che Harlock non torni sulla Terra. La scena in cui Maya, ferita, viene catturata è chiaramente mostrata, ma Emeraldas? Di punto in bianco ritroviamo la bella e agile guerriera imprigionata insieme alla sua sventurata amica.
Fine Spoiler!
Visionando i trailer originali, ho notato diverse scene non presenti nel film, tra cui una con Emeraldas chiaramente riconducibile al "buco" di cui sopra. Forse le scene di raccordo erano state scritte e in parte realizzate, ma mozzate in fase di montaggio (il film è lunghetto: dura 124 minuti). Comunque, come dicevo, è un problema secondario e la fantasia dello spettatore può tranquillamente colmare queste lacune.

L'edizione italiana, almeno per il doppiaggio, è ottima: Marcello Cortese è un ottimo Harlock, bravo e convincente tanto quanto lo era Gianni Giuliano nella serie classica; Natale Ciravolo e Maria Teresa Letizia ci offrono un Tochiro e una Emeraldas decisamente migliori rispetto a quelli della serie classica (non so chi li doppiasse). Bravi anche tutti gli altri, dei quali purtroppo mi sfuggono molti nomi, irreperibili anche sul web - la doppiatrice di Maya è splendida e il suo monologo finale indimenticabile e vivo. L'adattamento ha qualche problemino qua e là, ma tendenzialmente sono tutte cose accettabili per un prodotto finito sulle tv nostrane negli anni Ottanta: Tochiro (pronuncia Tociro) diventa erroneamente Toshiro (pronuncia Tosciro), il nome di Emeraldas è normalizzato nel per noi più consueto Esmeralda, La Mime diventa La Mine, gli Illumidas diventano gli Umanoidi. Tutte cose che non costituiscono un problema. Censure non ce ne sono, salvo due battute non importanti nei titoli di testa, tagliati nella versione TV, reintegrate in giapponese nell'edizione in DVD. Non ho mai visto per intero il film in giapponese con sottotitoli fedeli (in inglese), ma, confrontando soltanto le scene che mi avevano colpito di più, non ho notato grossi difetti, quindi direi che tendenzialmente i dialoghi mantengono il senso originale, pur con le inevitabili sbavature e imprecisioni degli adattamenti televisivi di quegli anni. L'unica grossa pecca dell'edizione italiana è l'aver sostituito una malinconica canzone giapponese, presente come accompagnamento nella scena finale, con la celebre sigla italiana. Per carità, ci siamo tutti affezionati, ma è decisamente fuori luogo in quel punto!

In conclusione: si è capito che adoro questo film e mi piace in tutte le sue parti? Vorrei consigliarlo al mondo intero, ma mi rendo conto che non è adatto a tutti. È fin troppo triste (ribadisco: una carneficina!), senza contare che richiede anche riflessione sui temi presentati. Non da tutti, solo per le persone mature e sensibili.

Utente2053

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Utente2053

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
“L'Arcadia della mia Giovinezza” è il primo film del famoso pirata dello spazio in cui ci viene spiegata la sua storia precedente a quella della serie animata.
La storia parla delle vicende di Harlock durante la guerra contro gli umanoidi e la Terra. Qui Harlock è un giovane soldato che rientra dalla battaglia sconfitto e scopre che la Terra è stata sottomessa dai nemici che trattano gli abitanti come schiavi. Nel film Harlock incontra Maya, che non si arrende e dà una voce agli oppressi, Esmeralda e Toschiro e altri personaggi che daranno al film spessore con le loro presenze.
Questo film spiega anche come sia nata la forte amicizia tra Harlock e Toschiro. Infatti si verrà ha scoprire che i loro antenati e famiglie erano legati da una forte amicizia fin dalla seconda guerra mondiale.

L'opera è molto ben fatta e adatta i sentimenti dei personaggi agli scenari che ne fanno un lavoro unico. Il film trasmette ai telespettatori delle emozioni forti che fanno abbandonare la realtà e immergere in un mondo pieno di sventura, azione e drammaticità, tutto in un vortice continuo pieno di determinazione da parte dei protagonisti.
L'anime ha la durata di 124 minuti. Il produttore esecutivo è Chiaki Imada. Nel film Leiji Matsumoto cerca di dare una nuova visione giovanile ai personaggi, che vediamo in una veste completamente rinnovata. Nel suo piccolo possiamo notare ciò da colori, grafica ecc.

“L'Arcadia della mia Giovinezza” è un anime abbastanza chiaro che fa capire come la speranza e i valori della vita ci possono insegnare tante cose; gli umani nell’immaginario di Matsumoto cercano di sopravvivere anche se hanno perso la loro dignità umana, ma hanno ancora la volontà di andare avanti e di cercare un futuro dove possano essere padroni di se stessi senza la dittatura di altri popoli.
Hrlock è un anime che ha fatto la storia nella animazione Giapponese e secondo me Matsumoto è stato all’altezza della sua bravura.Lo consiglio a tutti. Voto 10.


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demone dell'oscurità

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Alla regia di questo film troviamo Tomoharu Katsumata, grande autore di bellissimi episodi dei Cavalieri dello zodiaco.

Ricordo che Matsumoto ha spesso lavorato con staff artistici che hanno preso parte anche ai lavori di Masami Kurumada, quasi a formare un connubio perfetto di anime importanti che hanno reso immortali alcune delle opere più celebri degli anni 80.

Questo prequel che praticamente dà l'origine alle avventure del pirata dello spazio è fatto molto bene, rispetta i canoni di un film lungo e pieno di particolari importanti che aiutano ad approfondire di molto l'immagine del protagonista e gli ideali che muovono le sue azioni, che cosa lo spinge ad essere un fuorilegge e come si è meritato anche per certi versi il rispetto dei suoi nemici.

L'anime comunque si muove sul binario parallelo dell'orrore generato nella realtà dalla Seconda Guerra Mondiale, laddove Matsumoto si dimostra un abile tessitore di allegorie, di simboli e di situazioni che richiamano chiaramente quei periodi così tragici, testimonianza che anche un grande autore come Leiji sente vivo nei suoi ricordi ciò che è accaduto, ovviamente l'autore allora era poco più d'un bambino che andava alle elementari, però in Giappone il grande dolore causato dagli ordigni atomici ha dato sempre origine a motivi di orgoglio in un popolo che si è saputo destare da quell'orribile torpore che comunque resta nell'immaginario collettivo di tutti i nipponici, e non soltanto loro.

Quindi si può affermare che l'opera è un pretesto "storico-politico" per definire i contorni di una vecchia società che ha conosciuto gli orrori della guerra e tenta in ogni modo di privarsene, perchè la privazione di questo dolore può solo far nascere la tanto sospirata libertà, in nome di una "sana" violenza e di un "sano" egoismo.

E in effetti sta proprio in questi punti la morale dell'autore, ovvero che non c'è nulla di sano in tutto questo perchè sarebbe da folli, ma le circostanze hanno pressato a tal punto da trasformare un semplice uomo in una belva assetata di sangue di delinquenti, quelli veri, ma ammonisce il protagonista dell'opera sempre se stesso e chi lo segue in tali scelte, perchè ricorda bene che nessuna violenza potrà mai essere giustificata e quindi la bandiera del teschio ne deve rappresentare un doppio simbolo, di esistenza e di resistenza alla morte stessa, ma non per procurare distruzione, ma per salvare ciò che è ancora salvabile, in un mondo ormai in preda alla corruzione e alla bramosia di potere, quando il vero potere è tentare, ovviamente con modi opposti al capitano in questione dell'opera, di ridare la vita e la speranza ai popoli oppressi da simili orrori.

La differenza sostanziale tra questo prequel e l'opera principale è proprio la versione molto cruda della realtà che ne dà l'autore, cosa che viene leggermente edulcorata con la serie tv, lì però si fa emergere il senso di vittoria per un mondo migliore, qui si fa emergere solo un senso di terrore verso i veri nemici per liberare un mondo che può solo migliorare dalla situazione attuale, cambiano leggermente i protagonisti, ma i concetti finali a cui l'opera è indirizzata rimangono quasi sempre gli stessi.


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Catulla

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Siamo negli anni '80, precisamente nel 1982. Ebbene si, Matsumoto ci fa un grande regalo che ancora oggi è in grado di stupire persone che non lo hanno mai conosciuto. Il protagonista è riconoscibile fin da subito: si tratta del giovane Harlock, colui che in futuro diventerà il pirata perseguitato dal governo terrestre.
E' incredibile la perfezione di questo lungometraggio, incredibili sono i sentimenti e le azioni che vi trovano spazio nel giro di due ore circa, sì da tenere incollati allo schermo lo spettatore e lasciando alla fine un senso di vuoto e soddisfazione frammisto a malinconia. E' il senso delle opere matsumotiane, che qui trova una piena realizzazione.
Cronologicamente il film narra la nascita del pirata spaziale Harlock, le vicende della costruzione ed inaugurazione dell'Arcadia, la nascita della profonda amicizia tra Harlock e Tochiro, i segreti più profondi di Harlock, i suoi più profondi sentimenti.
La Terra del passato di Harlock è occupata dagli Umanoidi, scenari di distruzione e di guerra predominano in quest'opera, dove prevalgono i colori del grigio delle rovine in cemento, del rosso del sangue dei terrestri invasi e del nero dell'immenso e sconfinato universo.
I terrestri che vengono descritti qui sono ben lontani da quelli della prima serie di Capitan Harlock: un'umanità ancora intatta nei suoi valori morali e nelle sue virtù d'animo viene ancora protetta dall'Ombra di Morte, un'astronave di evacuazione al cui comando presiede l'abile pilota Harlock, viene ancora sostenuta dalla voce leggiadra e colma di speranza di un'emittente radiofonica abusiva. Spera nel domani, quando il sole sorgerà di nuovo, cerca di non perdere mai la speranza... l'accorato appello della giovane speaker incarna appieno quello che un giorno Harlock deciderà di incarnare: il difensore dei pochi valori buoni che val la pena di difendere.
Per buona parte del film si svolge l'evoluzione di Harlock da uomo privo di speranza seppur integro moralmente e pieno di onore a campione che combatte da ribelle contro migliaia di astronavi umanoidi alla ricerca di un pianeta ideale in cui vivere. La svolta sta nell'incontro con l'amico Tochiro: la scoperta di invisibili fili del passato che li accomuna, attraverso un misterioso libro che narra di affascinanti avventure di antenati che combatterono per la pace fin dalla seconda guerra mondiale a bordo dei loro caccia, la promessa di riuscire un giorno a metter piede insieme sulla Luna, bella ed irraggiungibile.
L'Arcadia, possente creazione di Tochiro, è destinata al mantenimento di una promessa, fatta tanto tempo fa, tra due uomini che combattevano con i loro mezzi per la pace, gettandosi in imprese impossibili, ma fattibili finchè ci si crede.
Da non trascurare inoltre il grande ruolo occupato in questo lungometraggio dalle figure femminili, Emeralda e Maya, donne coraggiose e caparbie che fronteggiano a testa alta qualunque situazione, anche a costo di sacrificare la loro vita. La prima, commerciante galattica, è donna abile e astuta, dotata di fascino e di grande spessore. La seconda è una figura quasi evanescente che simboleggia l'amore puro che la lega ad Harlock, l'autrice della bandiera pirata che l'Arcadia isserà per sempre sul suo albero.
Inoltre altri personaggi vengono caratterizzati in maniera impeccabile, pur nel ristretto spazio che può offrire un film: cosicchè troviamo il nobile Zoll, l'impavido generale umanoide Zeda, dotato di virtù insolite per essere il nemico principale.
Superbe animazioni e regia, ancora di più per la loro collocazione temporale, dimostrando la qualità del film nonostante la distanza dal tempo in cui è stato creato; bello e delicato il character design, rinnovato rispetto alla prima serie, ma ancora molto delicato soprattutto nella perfetta realizzazione dei volti femminili.
Regia impeccabile, bellissima la scelta dell'alternarsi delle scene tra passato e futuro a dimostrazione del profondo legame di amicizia che può attraversare anche l'incuria del tempo.
Ed infine impeccabili le colonne sonore, a cura di Toshiyuki Kimori, governate da pathos, tensione, maestose e classiche: si addicono perfettamente ai temi del film, così come la bellissima marcia funebre che apre lo scenario di distruzione dei primi minuti.
Il tutto si mescola in un prodotto perfetto e rinnovato, rinnovato persino nell'inedita immagine della nuova Arcadia, l'astronave di Harlock, molto più maestosa della prima, seppur molti fan preferiscono quest'ultima, più che altro per un forte legame affettivo.
<i>"Se tu continuerai a credere ai tuoi sogni,niente nella tua vita sarà stato fatto invano"</i>
Frase che è il simbolo di Harlock e di tutto quello per cui combatte: un ideale puro nascosto nello stemma di un teschio da pirata.


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M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Nel 1982 Leiji Matsumoto offre a tutti gli appassionati un lungometraggio epocale, un classico che diverrà tassello importantissimo di tutto l'universo di Harlock. Il film, "L'Arcadia Della Mia Giovinezza", fa da prequel alle serie televisive del famoso pirata, svelando molti dettagli sul suo misterioso passato.
Nel 2977, prima di diventare un pirata dello spazio, Harlock è un ufficiale della Federazione Terrestre, comandante della nave da guerra Deathshadow. I terresti hanno però perso la guerra contro gli alieni chiamati umanoidi, e la Terra si trova sotto il giogo degli oppressori. Tuttavia Harlock non si rassegna e con l'aiuto dell'amico Tochiro Oyama, un ingegnere della federazione, si prepara a un nuovo scontro.
Tochiro ha infatti segretamente costruito un'incredibile astronave chiamata Arcadia e ne offre ad Harlock il comando. La prima missione dei due (la quale amicizia ha radici secolari) è quella di salvare il pianeta Tocarga, ennesimo obiettivo degli umanoidi...
Grazie ad una sceneggiatura eccellente, in quest'opera, imperdibile per i fan della saga, viene ricostruito efficacemente il passato di un'icona dell'animazione e di tutti i bellissimi personaggi comprimari che ne sono coinvolti.
Il tema centrale della storia è la brutalità della guerra, insieme alla miseria, i sacrifici, le sofferenze che ne derivano.
La trama è avvolta costantemente da un velo drammatico e toccante, e i protagonisti svolgono il loro determinante ruolo, quello di prendere delle decisioni che segneranno le sorti di tante vite straziate dal dolore. Amore, odio, morte, attaccamento alla famiglia, onore, sono valori immancabili in una tale opera, epica ed appassionante, commovente, e, nonostante la longevità, mai estenuante.
Il dramma dell'esistenza e della lotta di ogni vivente per sopravvivere viene rappresentato egregiamente e, con una grande trama alle spalle, diviene progressivamente dramma dello spettatore, che non può fare a meno di immedesimarsi nei personaggi, umani come non mai.
A incorniciare tutta l'essenza dell'emozionante avventura che ci viene narrata, troviamo un'eccezionale realizzazione tecnica, composta di stupende animazioni, accompagnate regolarmente da temi musicali appassionanti o struggenti, capaci di cogliere appieno l'atmosfera di spettacolari battaglie navali spaziali come anche gli stati emotivi dei protagonisti.
In poche parole, ci troviamo di fronte a un'opera sublime, fondamentale!
Un classico che non sente il peso del tempo e che nemmeno i neofiti possono assolutamente ignorare.

Trip

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Trip

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Nonostante non sia esente da difetti, e nonostante disegni e animazioni possano dirsi superati, questo film si merita a buon diritto un posto tra i classici.

Questo 'prequel' descrive la lotta di Harlock per divenire un libero pirata spaziale, sottraendosi coraggiosamente al nuovo regime di occupazione della Terra, e lo fa intrecciando la sua storia a quella di due suoi antenati (rievocati tramite un doppio flashback, per dare maggiore profondità alla sequenza di eventi), anch'essi spiriti liberi alle prese con le grandi sfide del loro tempo.
La trama non è complessa ma nemmeno, paradossalmente, troppo lineare. Più che altro, è come assistere ad una galleria di immagini espressionistiche, sempre sopra le righe (quasi eccessive, talvolta), sempre in tensione, sempre oscure. Quasi tutte le scene sono dotate di un respiro epico e di una forte carica tragica e drammatica.
I protagonisti (Harlock, Maya, Tochiro, Esmeralda, Zoll), lottano strenuamente ma, fino a metà film, senza ottenere nessun successo. La storia di Harlock comincia, quindi, come storia di un perdente, e la sua forza di volontà risalta nella misura in cui le sue scelte e la sua vittoria finale sono pagate a cari prezzo.

Dramma crepuscolare dalla prima all'ultima scena, il film attraversa vari climax (Harlock che perde l'occhio destro tentando di riunirsi all'amata Maya; il primo sfortunato viaggio dell'Arcadia; il primo grande ed epico scontro dell'Arcadia con un'altra astronave; l'addio ai compagni caduti) fino alla liberatoria partenza verso il cosmo: in due ore viene raccontata la storia di una sconfitta che si trasforma in vittoria, ponendo questo film ben al di sopra di un semplice spinoff.

Due i nei, oltre alla banale trascuratezza di alcuni passaggi narrativi: una piccola caduta di stile nei primi minuti, e un'altra, molto più grave, verso la fine, subito dopo il primo duello dell'Arcadia. Qui il registro fortemente drammatico ed epico del lungometraggio viene poco saggiamente sacrificato ad uno stile da serie TV dozzinale (Eroe Buono & Invincibile-a-prescindere contro Nemico Stupido e Meschino), svuotando di ogni pathos l'abbordaggio da parte di Harlock dell'ammiraglia umanoide.
A parte questo, difficile non avvertire il peso e l'intima tristezza con cui un protagonista assolutamente carismatico (egregiamente assistito da comprimari entrati ormai nell'immaginario dei fan di anime) e al contempo umanissimo compie la sua difficile impresa.

Niente facile retorica, niente bacchette magiche, niente resa nè trionfalismo spicciolo. Solo la barra dell'Arcadia fissa verso l'orizzonte del Mare delle Stelle.

Zooropa

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Zooropa

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Ok, lo ammetto. Per quanto questo film sia una ricostruzione dell'origine del mito Matsumotiano, l'ho trovato di una noia mortale! Intendiamoci, tecnicamente (stiamo parlando di un film del 1982) è davvero encomiabile ed il comparto musicale è senz'altro di prim'ordine ma è la sceneggiatura ad essere davvero di una lentezza epocale! L'ho visto alcuni anni fa' in una proiezione all'interno di una rassegna di animazione. Sarà stata l'ora un po' tarda ma la metà degli spettatori se ne sono andati durante lo spettacolo. Tra quelli che restavano c'era chi si lamentava, chi sbadigliava e chi letteralmente dormiva. Ora, non voglio gettare su questo lavoro più fango di quanto meriti, ma credo che avrebbe potuto essere senz'altro fatto meglio.