Update del 06/04/2011
Giusto la settimana scorsa vi abbiamo aggiornato sulle sorti del manga Bokuman, informandovi dell’abbandono del timone da parte di Shuho Sato, e ora è stato annunciato, in Manga Action #08, che la serie terminerà dopo l’uscita del terzo capitolo, in vendita dal 10 maggio, ma vi è di più: non si sa nemmeno se verrà realizzato un volume unico che raccolga i tre capitoli, ne risulta un totale naufragio del progetto.
Fonte consultata: Manga-News
Update del 30/03/2011
Shuho Sato ha annunciato, sul suo sito web che non si occuperà della sceneggiatura del manga Bokuman, dopo il 5 aprile, ossia dopo l'uscita del secondo capitolo. Non si conoscono i motivi di questa improvvisa rinuncia, che arriva come un fulmine a ciel sereno, e stupisce considerati i gradi proclami alla vigilia del lancio della nuova opera, nonché le conseguenti polemiche scatenate contro il famoso manga, dal titolo simile. Shuho Sato rinuncia a sfidare Bakuman?
È stato solo reso noto che dal terzo capitolo in poi, da maggio, Tokihiko Ishiki navigherà in solitaria: si occuperà sia della parte grafica, che della trama.
Bokuman è iniziato il 1 marzo nella rivista Action, e ci porta nel quotidiano di quotidiano di un mangaka.
Fonte consultata Manga-News
Notizia originale:
Manga Action # 06, in vendita il primo marzo, annuncia che che Shuho Sato (Black Jack ni Yoroshiku, L'Isola dei Tokkou, Shin Black Jack ni Yoroshiku) inizierà una nuova serie, in particolare egli si occuperà del concept e dello sviluppo della trama, mentre il disegno sarà affidato a Ishiki Tokihiko.

Questa nuova serie si intitolerà Bokuman, la somiglianza del titolo alla celebre serie Bakuman (storia Tsugumi Ohba, disegni Takeshi Obata) non è casuale, anzi è voluta; pare che Sato abbia cominciato a leggere il manga, ma si sia subito fermato al primo capitolo, poiché vi aveva letto una frase di critica nei confronti dei “Salaryman”. Quindi è nata in lui la voglia di raccontare, a modo suo, le esperienze, le difficoltà e le gioie della vita di un mangaka.
Sato, negli ultimi anni, è venuto più volte alla ribalta della cronaca per le sue idee innovative e controcorrente, di forte critica contro il sistema editoriale attuale. Egli ha lanciato un portale web per pubblicare i manga online; ha dichiarato in un’intervista shock, senza peli sulla lingua, che gli editori opprimono i mangaka, scatenando una bufera mediatica; non pago del clamore e del sito ha pubblicato il suo manga Umizaru su YouTube; e in ultimo ha cercato e reclutato traduttori volontari (scanlator) per diffondere un suo manga in altre lingue.
Fonti consultate: Manga-News
Giusto la settimana scorsa vi abbiamo aggiornato sulle sorti del manga Bokuman, informandovi dell’abbandono del timone da parte di Shuho Sato, e ora è stato annunciato, in Manga Action #08, che la serie terminerà dopo l’uscita del terzo capitolo, in vendita dal 10 maggio, ma vi è di più: non si sa nemmeno se verrà realizzato un volume unico che raccolga i tre capitoli, ne risulta un totale naufragio del progetto.
Fonte consultata: Manga-News
Update del 30/03/2011
Shuho Sato ha annunciato, sul suo sito web che non si occuperà della sceneggiatura del manga Bokuman, dopo il 5 aprile, ossia dopo l'uscita del secondo capitolo. Non si conoscono i motivi di questa improvvisa rinuncia, che arriva come un fulmine a ciel sereno, e stupisce considerati i gradi proclami alla vigilia del lancio della nuova opera, nonché le conseguenti polemiche scatenate contro il famoso manga, dal titolo simile. Shuho Sato rinuncia a sfidare Bakuman?
È stato solo reso noto che dal terzo capitolo in poi, da maggio, Tokihiko Ishiki navigherà in solitaria: si occuperà sia della parte grafica, che della trama.
Bokuman è iniziato il 1 marzo nella rivista Action, e ci porta nel quotidiano di quotidiano di un mangaka.
Fonte consultata Manga-News
Notizia originale:
Manga Action # 06, in vendita il primo marzo, annuncia che che Shuho Sato (Black Jack ni Yoroshiku, L'Isola dei Tokkou, Shin Black Jack ni Yoroshiku) inizierà una nuova serie, in particolare egli si occuperà del concept e dello sviluppo della trama, mentre il disegno sarà affidato a Ishiki Tokihiko.

Questa nuova serie si intitolerà Bokuman, la somiglianza del titolo alla celebre serie Bakuman (storia Tsugumi Ohba, disegni Takeshi Obata) non è casuale, anzi è voluta; pare che Sato abbia cominciato a leggere il manga, ma si sia subito fermato al primo capitolo, poiché vi aveva letto una frase di critica nei confronti dei “Salaryman”. Quindi è nata in lui la voglia di raccontare, a modo suo, le esperienze, le difficoltà e le gioie della vita di un mangaka.
Sato, negli ultimi anni, è venuto più volte alla ribalta della cronaca per le sue idee innovative e controcorrente, di forte critica contro il sistema editoriale attuale. Egli ha lanciato un portale web per pubblicare i manga online; ha dichiarato in un’intervista shock, senza peli sulla lingua, che gli editori opprimono i mangaka, scatenando una bufera mediatica; non pago del clamore e del sito ha pubblicato il suo manga Umizaru su YouTube; e in ultimo ha cercato e reclutato traduttori volontari (scanlator) per diffondere un suo manga in altre lingue.
Fonti consultate: Manga-News
Non penso, anzi, credo sia uno con le p@lle che ha il coraggio di dire veramente come stanno le cose, al contrario di Bakuman.
Ma quale coraggio di dire le cose come stanno...Perchè adesso Bakuman sta a raccontare delle favole...Non diciamo assurdità
non dico che bakuman sia brutto,ma credo che addirittura manga bomber sia più veritiero quando si parla della vera vita di un mangaka(con tanto il letterale sudare sangue del protagonista per i suoi sforzi per terminare la consegna entro la scadenza XD),bakuman è molto "romanzato"...
Dobbiamo anche dire che grazie a Bakuman si stà riaprendo un pò la moda dei manga a tema: guarda caso dopo il lancio della serie in questione anche il celebre Go Nagai ha annunciato la serializzazione di un'opera che ha lui stesso come protagonista mentre disegnava Devilman ed altri suoi manga famosi. Di conseguenza credo che questo Shuho Sato sia si, un uomo con i contromaroni ma anche furbo(giustamente, i manga vengono fatti per soldi e dato che la sua crociata mira proprio agli editori perchè non fare un manga alla Bakuman dove può dimostrare al meglio ciò per cui combatte?)
Sul discorso Bakuman appoggio chi dice che è molto romanzato.
<i>pare che Sato abbia cominciato a leggere il manga, ma si sia subito fermato al primo capitolo, poiché vi aveva letto una frase di critica nei confronti dei “Salaryman”. </i>
Questo però non mi pare molto "furbo", ma tutto dipende dal taglio che intende dare all'opera; in altre parole, da quanto <i>Bokuman</i> intende distaccarsi {o forse sarebbe meglio dire <i>dissociarsi</i> dall'originale di Ohba e Obata. Personalmente fossi in lui continuerei a leggerlo in modo da aver ben chiaro il manga che NON voglio fare, i messaggi che NON desidero trasmettere eccetera. Ma se un capitolo gli è bastato per capirlo ben venga
Credo di aver capito quale sia la frase sui <i>salarymen</i>, e in verità nel corso dell'opera ce ne sarebbe almeno un altro paio che non vanno molto per il sottile sebbene non siano esattamente offensive. Comunque quella a cui si riferisce l'articolo è sicuramente "Vuoi diventare un banale impiegato come tutti?", pronunciata da Tagaki piú o meno a pagina 24. Lo ricordo bene perché la mia edizione del primo numero ha un mega refuso di 27 pagine che si fagocita, il primo capitolo proprio a partire proprio da quel punto
che intendi per "cosa succede per DAVVERO nel mondo dei mangaka"
Sato sarà coautore del manga bOkuman. Il titolo è volutamente simile al titolo di un'altra serie "bAkuman".
Il motivo per cui Sato vuole raccontare a modo suo la vita di un mangaka è perché bAkuman non l'ha trovato veritiero...
@GianniGreed Non lo fa per attirare l'attenzione, anzi questi comportamenti sono per lui controproducenti ma fortunatamente ci sono persone come lui pronte a ribellarsi e far vedere la vera faccia di un mondo che sembra dorato...
Credo sia il caso di ricordare alcune cose:
1) Bakuman spiega la vita di un Mangaka che vuole pubblicare su Jump, e non su un magazine in generale (tematiche, approcci e riletture della cosa possano cambiare);
2) Bakuman ha lo scopo di incoraggiare i suoi lettori ad intraprendere questa carriera da sogno, senza prenderli in giro sulle difficoltà e le paure che possono derivare dai vari momenti da incubo che incombono percorrendo quella strada;
3) Bakuman è un manga per ragazzi pubblicato su una rivista per ragazzi: troppo romanzato e inverosimile in alcuni tratti... ? Ci sta, del resto vanno ricordati target ed utenza.
Detto ciò, se il buon Bokuman avrà il suo che da dire, lo seguirò con estremo piacere, come già sto facendo con Bakuman.
Ora però spero che nei prossimi mesi, nessuno realizzi Bakaman.
1)Poteva cambiare almeno il nome
2)Secondo me l'ha fatto per farsi conoscere
3)Bakuman è un manga sentimentale quindi penso che ci stia bene,comunque proverò a leggerlo
il mio era un commento al commento postato da Takagi,che è sopra al mio... Forse prima di scrivere risposte assurde sarebbe bene leggere i commenti degli altri -_-' ...
Non mi dispiace assolutamente il fatto che sia "romanzato" come molti hanno detto... i meccanismi relativi a jump e al percorso che può portare un autore alla serializzazione secondo me sono molto interessanti e spiegati bene.
La componente narrativa rimane comunque un elemento apprezzabile in un manga di questo tipo, perchè permette al lettore di rilassarsi un po' e di godersi maggiormente la lettura, che altrimenti sarebbe fin troppo vincolata a ragionamenti, statistiche e fatturati ecc legati al mondo reale (se devo pensare a questo non ho bisogno di comprare un manga, basta andare al lavoro... parlando di salary-man he he)...
Per quanto riguarda Bokuman, ovviamente non giudico prima di aver dato un'occhiata, ma mi sembra comunque molto interessante ^_-
Il mio parere: vi assicuro che leggo con piacere sia Bakuman, che Manga Bomber e leggerò con altrettanto piacere, spero, questo nuovo manga. Io li vedo come tre modi differenti di raccontare lo stesso lavoro: Bakuman è molto autocelebrativo, certo, spesso si perde in un bicchier d'acqua, la storia d'amore c'è e non c'è, e Ohba e Obata usano formule dal successo sicuro, non naturali, come già fecero con Death Note; ma è innegabilmente interessante capire come funziona una delle riviste più competitive e vendute del mondo dei manga (e non mi venite a dire che si inventano tutto il sistema editoriale).
Dall'altro lato, Manga Bomber non vuole assolutamente essere una guida al mondo dei manga, ma semplicemente una pazza, scatenata caricatura della professione di mangaka di Shimamoto. E ancora, mi piacerebbe molto se questo manga di Sato contenesse invece la componente umana di un mangaka, molto poco trattata in Bakuman e parodizzata, al contrario, in Manga Bomber.
Andiamo, c'è veramente bisogno di scatenare flame ogni volta? Solo perchè parlano tutti della professione di mangaka non significa che siano manga da potersi mettere a confronto!
<br><br>Ciao!
Spero vivamente che questo Bokuman sia molto più interessante
(Anche se non è il mio manga preferito).
Non è certo il primo manga che parla di manga ma non vedo il motivo di tanto accanimento nei suoi confronti... <BR>A parte questo c'è una frase che mi ha colpito molto di più che quella citata da qualcun'altro, quella del padre di Mashiro che sua madre riferisce al figlio:<BR>"Lascialo fare. Un uomo deve avere un sogno. Tu sei una donna, non puoi capire"<BR>Questo mi ha davvero irritata senza contare che con molta probabilità è stata ideata dalla Ohba visto che è lei che si occupa della sceneggiatura! <BR><BR>Seguo Bakuman è mi piace ma leggere certe cose è davvero deprimente.<BR>Per quanto riguarda Bokuman mi sembra interessante.
Anzi, la frase riportata da @Jun the Linx è decisamente peggio!!!!! D: Che l'abbia scritta un uomo o una donna poco importa, conta il fatto che sia discriminatoria!
Fa bene Sato a voler dire la sua!
Scherzi a parte, anche a me piace molto Bakuman, e per giudicarlo, non posso essere più d'accordo con l'ultimo post di Kouga. Per quanto riguarda Bokuman invece, mi sembra parecchio interessante.
Non ho nulla contro i capitoli autoconclusivi, ma un minimo di sceneggiatura! Ci sono tante cose che può far fare ad un mangaka scatenato come Honoo e cosa fa? Tira fuori gli alieni? Ma dai...
Comunque il mio commento era per far capire l'assurdità di chi dice che Manga Bomber sia più realistico di Bakuman.
Io ho letto "Manga Bomber racconta di un mangaka alle prese con le difficoltà che si trovano nel rispettare una scadenza" allora l'ho comprato, però mi sono ritrovato a leggere tutt'altro.
Dubito molto che alla Shueisha diano davvero così libertà agli autori, come afferma Mashiro in un episodio, visto che, lo sanno tutti , i manga di Jump sono basati sulla triade " amicizia, impegno, vittoria".
A me Bakuman piace, ma penso che , anche se non nasconde certi lati brutti del fare manga in Giappone ( come lo zio di Mashiro morto solo e in miseria) si tratta pur sempre di uno shonen e ha un ottimismo e una retorica di fondo che non si troverebbe in un seinen.
Se state cercando qualcosa che denunci uno scandalo, che vi riporti SOLAMENTE i lati crudi della vita e di quanto difficile è, cercatevi un seinen psicologico allora.
Le differenze di generi ci sono proprio per le differenze di lettori. E' come se mi indignassi perchè in sailor moon i combattimenti non sono ricchi di particolari e c'è poco sangue. Cavoli... XD
Detto questo... W BAKUMAN!!
Hai centrato il punto.
<i>"si tratta pur sempre di uno shonen e ha un ottimismo e una retorica di fondo che non si troverebbe in un seinen."</i>
E' proprio per questo motivo che le critiche portate a Bakuman le trovo immotivate. E' un titolo che ha l'unico scopo di mostrare il dietro le quinte di Jump, e dare tante risposte a domande che i lettori si pongono, invogliandoli a pubblicare opere da inviare poi a loro, senza far dimenticare loro:
- quanto sia difficile pubblicare un'opera che piaccia;
- quanto disegni e storia siano importanti;
- come funzionino classifiche, statistiche e il rapporto tra editor/mangaka;
- quanto sia importante rispettare le scadenze;
- quanto sia difficile conciliare un impegno simile con lo studio...
ecc. ecc.
E' uno shonen, un fumetto per ragazzi: logico esistano condizioni PARTICOLARI ai fini dello svolgimento della storia, ma diamine: non mi risulta che NESSUNO dell'utenza abbia mai lavorato per Shueisha o abbia conoscenze in Shonen Jump, fino a prova contraria, rimane più affidabile la verità di quel titolo più di qualsiasi altro commento scritto qui, e si intende, anche il Mio.
E, commentando la frase "Non c'è bisogno di lavorare nel settore per sapere che gli autori hanno pochissimo peso e che chi comanda è l'editor, soprattutto nel tanto glorificato Jump", aggiungerei:
- Verissimo, infatti Eiichiro Oda sono 614 capitoli che è schiavizzato dal suo editor, costretto con la frusta unicamente a disegnare a ritmi forsennati, senza possibilità di mettere becco nella sceneggiatura della sua storia.......PECCATO CHE INVECE SIANO 614 CAPITOLI CHE CI PRESENTA SITUAZIONI, PERSONAGGI, DINAMICHE, EVENTI, COLLEGAMENTI PAZZESCHI ATTRAVERSO MODALITA' E STILE UNICI CHE LO CONTRADDISTINGUONO DAL RESTO DEGLI ALTRI MANGAKA, E CHE PROPRIO IN VIRTU' DELL'INIZIO DELLA SECONDA PARTE DELLA SUA STORIA, IL "NEW WORLD", ABBIA GODUTO DELLA POSSIBILITA' DI RACCOGLIERE LE IDEE, CREARE NUOVI STUDI SUI PERSONAGGI E DI RIPOSARSI PER UN MESE INTERO! (Per inciso, One Piece penso sia lo shounen meglio strutturato e sceneggiato nella storia dei manga). E mi pare di capire che a differenza dei "diamanti", gli editor non sono "per sempre".
- Un autore come Yoshihiro Togashi. Ecco. Parliamone. Uno che letteralmente DISEGNA QUANDO CASPITERINA GLI PARE A LUI, E SI RIFIUTA QUANDO SI SENTE OPPRESSO, PRIVO DI IDEE ORIGINALI, TANTO CHE IL SUO CAPOLAVORO HUNTERXHUNTER SI FERMA OGNI TRE PER DUE (in questo, non so come e perchè, ma mi ricorda genio e sregolatezza di Hiramaru, che "scappa dal suo dovere di mangaka e ha bisogno di distrarsi"
- Tutor Hitman Reborn, manga iniziato come commedia giovanile scolastica col personaggino sfigatino (clichè degli shounen di Jump) si è poi DOVUTO EVOLVERE IN UN MANGA DI COMBATTIMENTI CON TECNICHE VARIEGATE, ASSURDE E PERSONAGGI CORRELATI (altro clichè degli shounen di Jump). Ops, guardacaso quello che pensano di essere costretti a fare anche Saiko e Shujin per far risalire in classifica il loro "Trap"!
- Gente come Riichiro Inagaki e Yusuke Murata che ringraziano il cielo di essere arrivati a quota 30 (e oltre) numeri di Eyeshield21, e nell'ultimo numero che ho letto, rivelano di come l'editor CHE AVEVANO ALL'INIZIO (quindi gli editor cambiano, proprio come Hattori/Miura) aveva pronosticato loro che il manga sarebbe durato più o meno una trentina di volumi (stime simili di durata vengono presentate anche in Bakuman ad esempio dallo stesso Hattori) e essi stessi ci fanno capire come sia un lavoro molto impegnativo, ma non mancano mai di rispetto al proprio editor. Vuoi perchè i giapponesi hanno un'etica differente, basata sulla reciproca fiducia e fedeltà, che si esplica attraverso un patriottico attaccamento al gruppo di appartenenza (nazionalità, azienda lavorativa, club scolastico, ecc), ma grazie all'esperienza di letture pregresse in mio possesso, posso affermare di non aver mai notato un odio spropositato nei confronti di editor o caporedattori da parte dei mangaka o ancor peggio la denuncia di serie situazioni al limite del vivibile. Al contrario autori del calibro di Tite Kubo (o un'altra su tutte, non di Jump, ma assai rispettosa e devota come Hiromu Arakawa), sono sempre stati molto riconoscenti, anche se il loro lavoro li provava e li stancava molto, nei confronti di tutto lo staff, dagli assistenti all'editore che pubblica episodi e tankobon, ai lettori stessi, fonte vera del loro successo. Non del successo degli editor.
In sintesi, Bakuman, seppur romanzato e condito da una storia sentimentale al limite del ridicolo (questo lo si deve ammettere), risulta un manga assai fedele alla realtà di Jump. Viene anzitutto precisato che non è nella politica di Jump serializzare mangaka che vanno ancora al liceo (da qui l'interesse per una storia particolare, originale, degna d'essere raccontata. Del resto chi vorrebbe leggere una storia scontata, di personaggi scontati, con un finale scontato? Per quello c'è la vita quotidiana, nella sua noiosa consuetudine); bisogna poi ricordarsi che i protagonisti sono in due, e che quindi la divisione dei compiti può comunque alleggerire il peso che grava sull'uno o sull'altro (aspetto da non sottovalutare, viste le ferventi critiche alla verosimiglianza di mangaka/studenti, laddove comunque in molti nella realtà iniziano a scrivere e disegnare seriamente già alle superiori. Si veda Hiroya Oku).
Infine, una frase cruciale proferita dal caporedattore: "Il compito degli editor è quello di farsi consegnare le tavole finite". Vorreste forse obiettare anche questa semplicissima verità?
-END-
Ah, allora era lui quello di cui si parlava un po' di tempo fa? Buono a sapersi.
Comunque, io sono convinta che sia giusto che vi sia anche una voce che si stacchi dal resto della massa pecorina perennemente avvolta da una nebbia cimmeria e cozzante su un muro di convinzioni ottuse e fallaci e che denunci la feccia intestina che ammorba il mondo! Quando ci vuole ci vuole! Ed è impensabile che questa stessa voce, la voce della libertà, venga stroncata! Inammissibile!
Ci sono stati casi di mobbing veramente esagerato, alcuni da essere arrivati davanti al tribunale.
Di sicuro non sono tutte spine ma nemmeno tutte rose.
@Bolosboss: Ti quoto su Reborn. E' un manga che seguo con grande piacere, mi diverte, ma è evidentissimo come l'autrice (probabilmente anche per inesperienza) si affidi moltissimo alle tattiche commerciali, si veda la transizione brutale da manga comico a shonen di combattimenti, la classica struttura gruppo dei protagonisti vs gruppo dei nemici e i vari gadget e powerup introdotti in ogni nuova saga. Ciononostante lo reputo un buon manga, più piacevole da leggere di altri.
Ah, e il paragone tra Togashi e Hiramaru è azzeccatissimo
Il paragone con Oda che si prende un mese di riposo è inappropriato: Oda è l'autore più popolare di tutta Shueisha e mi sa del Giappone intero, se smettesse di disegnare OP di punto in bianco, un sacco di gente perderebbe un sacco di soldi di entrate.
E ovio che uno come lui può dire e fare quello che vuole in Shueisha, anche picchiare l'editor se gli va, che magari si inchina e gli dice pure grazie.
E lo stesso vale per manga best seller come quelli di Togashi e Hagiwara.
Se non vendessero una cippa, col fischio che verrebbero trattati bene ( vedi Kurumada, che dopo i flop a catena finito SS, è dovuto emigrare alla Kadokawa)
Manga Bomber non l'ho bocciato come manga, anzi, certi capitoli mi sono piaciuti moltissimo (bellissimo quello dei film amatoriali, mi è sembrato di vedere Yotobi in versione manga
Magari se lo finiva di leggere gli piaceva!
:D
Credo che in ogni caso si sia solo voluto alzare un polverone e credo che Bokuman venderà abbastanza,ma molti volendo vedere la differenza tra i due, compreranno anche Bakuman, aumentando le vendite di entrambi. E questa è cosa buona e giusta.
+
<i>Sato, negli ultimi anni, è venuto più volte alla ribalta della cronaca per le sue idee innovative e controcorrente, di forte critica contro il sistema editoriale attuale</i>
Ok, quando arriva in Italia?
{O magari i due artisti se le sono date si santa ragione per una storia di corna, chi lo sa
Sia come sia io questo manga lo ESIGO.
Se invece continua ad uscire senza Sato, sarà perchè non ha tempo per scenggiarlo oppure è in crisi creativa o chissà che altro.
Bakuman fa successo perché i due autori vivono di gloria riflessa, ed è pubblicato sulla rivista -settimanale- più venduta e basta.
Il suo compitino di spiegare, seppur in maniera becera, i meccanismi di pubblicazione è già bell'e fatto. S'è capito come funziona. Non c'è bisogno di contorniare ulteriormente la storia di un ragazzino che vuole diventare Mangaka anche per un po' di fi*a promessa dalla compagna di banco.
Anche? Diciamo pure <i>soprattutto</i>, almeno all'inizio.
Chi ha il pane non ha i denti, chi ha i denti non ha il pane. Per me <i>Bakuman</i> si riduce a questa massima, riproposta in salse che sembrano tutte diverse tra loro ma che in realtà, una volta individuato il modello di riferimento, differiscono ben poco le une dalle altre. La sua inverosimilità non mi darebbe neppure troppo fastidio se il manga in sé non fosse cosí terribilmente noioso e pretenzioso.
Naturalmente se lo si legge pensando di trovare un manga realistico che narra tutte le disgrazie che possono succedere ai mangaka, è normale restarne delusi;personalmente non l'ho mai letto da questo punto di vista.
L'unica cosa che trovo totalmente irrealistica,è la ""storia"" tra Azuki e Mashiro,capisco che si sia voluto creare un collegamento con lo zio(casualmente innamorato della madre di Azuki),ma che dopo 4 anni di conoscenza e di amore platonico, ricambiato, non si siano scambiati neanche un bacio, è fuori da ogni logica a mio parere.
Tutti d'accordo ma c'è scritto da qualche parte "io signor Obata dichiaro che tutto quello scritto quì è realtà?" o cose simili? Io non lo leggo quindi perchè dire che Obata è un ciarlatano o un bugiardo ecc..... E poi qualcuno ha letto il manga di Sato per dire che è reale? Cioè ognuno sarà poi bene libero di scegliere cosa credere e cosa non credere o sbaglio? Anche se il manga di Sato fosse il più reale possibile (cosa che dubito ma vabbè) cosa c'entrerebbe l'accanirsi contro Bakuman? E' questo che non capisco. Fatti il tuo manga e taci come fanno tutti. Angel Voice manga di calcio è più reale di Captain Tsubasa, sono due cose diverse, irreali tutte e due, ma non ho mai sentito Koyano sparare M su Takahashi perchè il suo manga era meno irreale......
Infine se Bakuman è famoso solo per la pubblicità Bokuman lo sarebbe per? Visto che deve ancora uscire e già di pubblicità mi sembra che ne giri addirittura dall'altra parte del Mondo?
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