Ragazzi benvenuti ad nuovo appuntamento con l'Italian Indie Comics Award! Oggi abbiamo il piacere di presentarvi il fumetto Capitan Venezia, del collettivo VeneziaComix.
 
Fabrizio Capigatti è lo sceneggiatore di Capitan Venezia. Veneziano di 39 anni, parte come autore di Giochi di Ruolo, pubblicando Venezia Obscura (2000), Venetia Obscura – Espansione Lacuna (2003) e Charme. Approda al fumetto proprio con una trasposizione di Venetia Obscura e nel 2008 presenta a Fumetti in TV l’albo Il Folle Volo, successivamente ha scritto Vola mio angelo, vola per Bottero Editore, insieme al collega Federico Toffano. Ora sta lavorando con Tenderini (autore di Lumina) a 47 Ronin Manga ed, inoltre, ha scritto 3 puntate di una web serie per i Manetti Bros (ancora inedita).  È cresciuto con i supereroi (Uomo Ragno, Capitan America, Devil…) e con le opere Bonelli (Nathan Never e Dylan Dog soprattutto), ama da sempre Frank Miller, adora Ennis e tutt’ora, a livello narrativo, s’insipira al filone USA che passa da Saga di Vaughan ad Outcast di Kirkman, passando, infine, per Sex Criminals di Fraction.

Diego Bonesso, 38 anni, è uno dei disegnatori dell’opera, i suoi riferimenti artistici sono stati molteplici e vari nel corso degli anni, per quanto riguarda la produzione americana segnala: Mignola, Adam Hughes, Sienkiewic, Fedrego, Immonen; per quanto concerne il mondo del fumetto italiano: Piero Dall’Agnol su tutti, Mastantuono e Carnevale, Battaglia… ma la lista potrebbe essere quasi infinita. Da disegnatore ammette di rimanere maggiormente colpito dalla resa grafica che dalla storia in sé, quindi ama i lavori degli autori citati soprattutto per questi elementi. Prendendo in considerazione la storia di un fumetto apprezza i lavori di Kirkman (come The Walking Dead) e, per l’opera nella sua interezza, Kingdom Come di Waid e Ross.

Federico Toffano è un altro disegnatore dell’opera (e colorista), di 34 anni. Dal 2008 al 2010 ha frequentato la Scuola di Fumetto di Venezia e nel 2007 diventa collaboratore di Emanuele Tenderini per le colorazioni di Dylan Dog e Dampyr e nella realizzazione di sfondi e di colorazioni in Dei. Oltre al fumetto si dedica all’illustrazione sperimentando e adattandosi a vari stili. 

Oltre ai precedenti gli altri  genitori di quest’opera: Riccardo Bandiera (disegno), Federico Sabbatini (disegno per La Lupa), Federico Vicentini (disegno), Luca Resto (disegno), Michele Dissegna (disegno), Igor Monti (aiuto colore), Isabella Cacciabaudo (aiuto colore), Guendalina Tessari (aiuto colore), Rossella Ingemi (aiuto colore) e Silvia Gorla (aiuto colore).

Di seguito la trama di Capitan Venezia:
Capitan Venezia è esattamente quel che pensate: un super eroe che viene da Venezia. Il suo vero nome è Marco Venturini, un semplice ragazzo di 22 anni studente della Facoltà di Lingue Orientali di Venezia che viene scelto dal Leone di San Marco per diventare Capitan Venezia! In questo fumetto potrete seguire le sue avventure come quelle di Capitan Padova, Lady Vicenza… entrando in un’Italia completamente diversa da quella che conoscete, dove ogni grande città è difesa da un supereroe!

In questa prima stagione troviamo Kaos, l’antitesi di Capitan Venezia, che vuole seminare il panico tra i cittadini della città in modo che questi si rivoltino contro chi li ha sempre protetti, quindi il Capitano e Mestre Boy. Per farlo si farà aiutare da Lady Marghera, ex giornalista di denuncia caduta tra gli acidi del petrolchimico di Marghera, l’Uomo, El Sorxe (un ex ricercatore universitario non confermato che si rivolta contro i baroni) e da Orseolo Bravo, il sindaco corrotto.

Azione, comicità, irriverenza ed anche un po’ di geniale follia: in sintesi potremmo definire in questo modo Capitan Venezia, un'opera sperimentale nella quale il genere supereroistico viene trattato esattamente come nei grandi classici Marvel e DC, ma con un'ambientazione e dei personaggi prettamente italiani. Da queste premesse si potrebbe guardare all'opera come la classica storia di supereroi, ma fortunatamente così non è ed il risultato che ne esce fuori è degno di nota. Capitan Venezia e tutti gli altri eroi infatti si amalgamano perfettamente tra di loro, con le loro diversissime personalità e differenti problemi (la bella Lady Vicenza che è troppo giovane per gestire i propri poteri, Capitan Padova ed il suo problema con l’alcol…) e le vicende narrate, così come i conflitti con i supercattivi, coinvolgono il lettore con una grande facilità. Quindi se di esperimento si può parlare, è assolutamente riuscito.
 

Come avete avuto modo di leggere in precedenza c’è un gruppo molto nutrito di persone a lavoro per quest’opera, tutti uniti dall’associazione di VeneziaComix. La loro collaborazione è nata da corsi di fumetto aperti a Venezia alcuni anni fa che hanno permesso agli autori di conoscersi e far gruppo mentre il personaggio è nato inizialmente dalla mente di Fabrizio Capigatti ed Emanuele Tenderini che nel 2006 lo avevano creato per l’associazione. All'inizio il personaggio era molto più per bambini e decisamente più cartoon e solo alcuni anni più tardi Fabrizio decise di rivoluzionarne il concept e stile narrativo chiedendo ai ragazzi che venivano ai corsi di lavorare ad un restyling dell’opera. Il risultato è il Capitan Venezia che conosciamo ora, un prodotto di successo che dopo aver concluso al sesto numero la prima stagione si appresta a partire con la seconda stagione e con tutta una serie di spin-off, il primo tra i quali La Lupa, ambientato a Roma con uno stile narrativo più serio rispetto a quello riscontrato nei primi volumi di Capitan Venezia. Ci troviamo quindi di fronte ad un progetto in continua espansione che cresce e matura (sotto ogni punto di vista) a vista d’occhio e che ha ancora molte carte da giocare e che siamo sicuri che anche in futuro continuerà a riservare a tutti i suoi sostenitori delle belle sorprese.

Ecco a voi la nostra intervista:
 
Ciao ragazzi, benvenuti all'IICA, è tempo dell'intervista: pronti?

Fabrizio: Sono pronto!

Federico T.: Ciao! Grazie del benvenuto, prontissimi!


Con che stile preferite disegnare? Quali tecniche usate?

Diego: da ormai un paio d’anni sono totalmente e unicamente Digitale… ho mandato in pensione la carta e le matite senza particolari rimpianti

Federico S.: Non mi faccio problemi a lavorare sia su carta che in digitale.


Cosa significa per voi fare fumetti? Che cosa differenzia per voi i fumetti da tutto il resto?

Fabrizio: c’è chi li fa e li legge solo per i disegni…

Diego (se la ride): Fare fumetti per me significa inseguire un sogno e mettere sempre alla prova le mie capacità … fare fumetti è una SFIDA… non sento purtroppo le inarrestabili esigenze narrative di tanti colleghi …

Fabrizio: Visto? Ve lo dicevo…

Diego: …ma sento il profumo della sfida grafica alle mie capacità

Fabrizio: io penso che la storia sia tutto. Parole e disegni devono convivere al servizio di essa. E so la gioia che provo quando scrivo: vedo tutto come se fossi al cinema. Vedo le sequenze, come un film e quando trascrivo tutto a parole mi sento vivo, sento di fare quello che so fare meglio: raccontare storie.

Federico S.: Il fumetto è sempre stato importante nella mia vita e ritrovarmi da semplice lettore a disegnatore è un sogno che si avvera.
 
 
Cos'è che vi piace del vostro lavoro come fumettisti? E cosa no? Raccontateci una cosa che amate e una cosa che odiate del mondo dei fumetti e del vostro lavoro.

Fabrizio: Mi piace e basta, lo adoro. È una necessità e mi piace lavorare al meglio perché sempre più persone leggano i miei lavori. Sperando che questo non sia proporzionale ai culi da leccare… e questo è quello che non mi piace. Vedo il dilagare del “leccaculismo”. Però vaffanculo, scrivo perché amo scrivere fumetti e basta.

Diego: Il BELLO di fare i fumetti è che per la maggior parte del tempo è un lavoro solitario, di dedizione e concentrazione… il BRUTTO di fare i fumetti è che per la maggior parte del tempo è un lavoro solitario, di dedizione e concentrazione. Ma che soddisfazione alla fine creare qualcosa che prima non esisteva se non nella mia mente…

Federico S.: Adoro questo lavoro perché mi dà la possibilità di affrontare ogni progetto come una nuova sfida, mettendomi continuamente alla prova.
 Odio disegnare i fumetti ahahaha
 

Com’è nata la vostra opera? Quali sono i vostri piani per essa?

Fabrizio: cito René Ferretti con un “a cazzo di cane!”. Davvero, eh. Nel senso che sapevamo di voler fare qualcosa che ci divertisse ma non avevamo nessuna idea di dove saremmo andati a parare. Dopo il numero zero e il numero 1 ho iniziato ad avere la vera consapevolezza: il Capitano doveva essere intrattenimento puro con una sotto-trama di denuncia vera. C’è tanto di questo negli albi… dalle grandi navi alla corruzione, il caso della Jolly Rosso, ho persino anticipato l’arresto del sindaco!!! L’albo l’ho finito di scrivere a gennaio e a giugno l’hanno messo in manette davvero! Penso che il pop possa essere anche un prodotto di qualità, il “genere” è troppo bistrattato. Con “Capitan Venezia” ho capito che dovevo andare in quella direzione, che la territorialità era un valore aggiunto perché i personaggi parlano come parliamo noi nella vita vera e sono immersi nelle porcate della vita vera, eppure lottano in calzamaglia per salvare il mondo. E questo lo dico per spiegarvi i nostri piani. L’ultimo numero è uscito a Roma con la super-eroina chiamata La Lupa e c’è tanto della cronaca… il dilagare della criminalità è sul tutto il territorio nazionale, ogni città ha il suo focolaio e dove ci sono super-criminali ci sono super-eroi. Quindi aspettatevi nuovi personaggi e nuove città coinvolte… (se la ride)

Federico S.: Tempo fa scrissi un post su facebook su Capitan Venezia nel quale rispose Fabrizio, lo contattai  complimentandomi del progetto e tra un discorso e l'altro nacque l'idea di creare una supereroina di Roma, La Lupa.

Fabrizio: proprio per il discorso territorialità. Cazzo chi meglio di un romano poteva disegnare La Lupa?!?

Federico S.: dajé!
 

Ragazzi, siete davvero tanti… com’è lavorare insieme? Come vi organizzate?

Federico T.: Posso subito dirti che la squadra che sta dietro a Capitan Venezia è stata fin dal'inizio affiatatissima. All'inizio la serie per me era cominciata quasi come una collaborazione "giocosa" nel senso che l'ho presa con divertimento. La cosa che non mi aspettavo è che nonostante la mole di lavoro che c'è stata (e ci sarà) dietro alla serie a fumetti, il divertimento non è mai venuto a mancare da parte di tutto il team. Abbiamo avuto la fortuna di costruire un team molto professionale, sia per quanto riguarda l'aspetto illustrativo/grafico, sia per quanto riguarda sceneggiature e colorazioni.
Ne sono entusiasta di quest'aspetto di Capitan Venezia perché comunque stiamo parlando pur sempre di un'autoproduzione. Siamo un gruppo di disegnatori (ed uno sceneggiatore), ci siamo sempre alternati nella realizzazione delle tavole. Io, oltre a curare parte dei disegni, sono anche colorista della serie.

Fabrizio: difficile.. ma è stata anche la nostra forza, poi inevitabilmente c'è chi fa più chi meno, chi è più avanti nel disegno chi meno, chi è più veloce e chi meno... Rispondo io per l’organizzazione: scritto tutto ricevo gli storyboard e li controllo. A volte i disegnatori cambiano qualcosa rispetto alla sceneggiatura, l'importante è che a mio giudizio fili tutto liscio e do il via libera alle tavole! Ogni disegnatore ha le sue tavole e si mette al lavoro e le consegna e lì Federico Toffano inizia a seguire le colorazioni. Distribuisce il lavoro ai tintapiattisti e poi lui rimette mano e rende le tavole definitive. Lavoriamo caricando tutto su dropbox e già mentre si caricano le prime chine Luca Resto inizia a letterare. Alla fine riprendo tutto in mano io che impagino e mando in stampa!
 

Ora possiamo dire che questa fase “giocosa” sia conclusa, adesso state puntando a dei temi più maturi, state cercando di lasciare un messaggio.

Federico T.: Rispetto al primo numero, dove c'era una sorta di "metterci alla prova" come team, nei numeri seguenti, e per tutto il percorso della serie, si è instaurata una volontà collettiva di usare Capitan Venezia, oltre a intrattenimento come fumetto, come strumento di denuncia verso quei problemi e fatti (politici, ambientali, di cronaca, ecc.) che affossano la società in cui viviamo (un chiaro esempio è stato nella serie l'arresto del sindaco di cui abbiamo parlato... ma si può anche citare il problema delle Grandi Navi a Venezia, che è messo in luce proprio nella serie). Per quanto riguarda il futuro di questo fumetto, c'è la volontà da parte di tutto il team di ampliare l'universo di Capitan Venezia ad altre città, ampliando a sua volta il team di autori. Un esempio perfetto è stato l'albo "La Lupa - Roma Criminale".
 

E sappiamo anche che c’è in programmazione una chicca per quanto riguarda la Sicilia.. Capitan Palermo!

Federico T.: E io sono stra-contento di questa prossima avventura siciliana del fumetto! Tra l'altro sono rimasto piacevolmente sorpreso di come il pubblico di lettori (e autori) abbia apprezzato tanto questa nostra autoproduzione, con l'entusiasmo di voler ampliare il mondo di Capitan Venezia nel resto d'Italia. Personalmente non riesco a vedere un Capitan Venezia che agisca da solo nella nostra Italia perché l'anima di questo fumetto sta anche nel voler ampliare l'universo di personaggi (buoni e cattivi) che contraddistinguano così ogni città della penisola. Trovo il bello di questo fumetto proprio il fatto di "donare" a ogni città un suo supereroe che con Capitan Venezia formi un gruppo solido e unito.

Fabrizio: Sottoscrivo ogni parola di Federico! Quello che per me funziona di Capitan Venezia è la territorialità del progetto. Per esempio... il bello dell'Italia è la sua enorme differenza tra un borgo e l'altro, tra il mare e la montagna, tra regione e regione. Pensa alla cucina... arancini, mozzarelle di bufala, 'ndjua, cacio e pepe, lampredotto, frico, baccalà mantecato... riesci a dire cosa è meglio?? Sarà quindi sempre uno spin-off, , come La Lupa. Ma La Lupa diventerà anche serie... a Lucca usciremo con il primo numero di 3 della sua prima stagione e speriamo sia così anche per Palermo.... Anche qui si mischia sempre più l'intrattenimento alla denuncia. Se su Roma si parla indirettamente di Roma mafia capitale, su Capitan Palermo si parla del Cara di Mineo... il cattivo che appare nell'ultima pagina de La Lupa, IL CARDINE, arriverà a Palermo per gestire il traffico di clandestini... e oltre alla nascita di Capitan Palermo appare anche FURYO... con, indovina un po', la strana idea di riunire questi CAPITANI D'ITALIA... Sotto forma di idee sto lavorando anche già a Milano e forse una città toscana...
Del resto Capitan Venezia funziona a Venezia perché si scontra col territorio che conosce, così sarà La Lupa e Roma e Capitan Palermo a Palermo... e poi? Il vero passaggio non è Capitan Venezia in Italia, ma proprio questa JUSTICE LEAGUE D'ITALIA con i loro pregi, difetti, differenze e campanilismi e problemi sociali.
 

Cosa amate della vostra opera? Perché i nostri lettori dovrebbero votarla al nostro Award?

Fabrizio: penso che se il lettore legge coinvolto, travolto dal ritmo, divertendosi per le situazione e i personaggi folli e rimane pure a riflettere su alcuni problemi come la corruzione in Italia… beh abbiamo centrato l’obiettivo. Se un lettore è incazzato per quello che vede e sente ogni giorno DEVE votare  Capitan Venezia perché siamo tutti incazzosamente incazzati per quello che vediamo e viviamo ogni giorno.

Federico S.: E se amate i supereroi dal taglio americano disegnati e colorati in modo impeccabile ed una storia bella accattivante, allora Capitan Venezia & La Lupa faranno al caso vostro.


Ringraziandovi per la disponibilità nel rispondere a questa intervista: salutate il vostro pubblico!

Fabrizio: Non c’è modo migliore per salutare e ringraziare se non… con un bello spritz in mano! Grazie a tutti e cin-cin!!!

Diego: Ciao Pubblico di Capitan Venezia! Grazie per averci sostenuti e sopportati fino a qui!

Federico S.: Un saluto a tutti i sostenitori di Capitan Venezia!
 
 
 
Che cos'è l'IICA?

L'Italian Indie Comics Award è un concorso nato per promuovere le autoproduzioni partecipanti e cercare di far conoscere loro ed i loro autori ad un pubblico più vasto, stabilendo nel frattempo quali sono le migliori per diverse categorie di genere e di stile (qui l'elenco completo e tutti i dettagli) in maniera da mettere le opere più meritevoli in risalto secondo divisioni il più possibili omogenee e pertinenti . Il concorso è strutturato in due fasi: la prima di rassegna, che si sta svolgendo attualmente, per presentare le opere partecipanti e la seconda di voto pubblico, che sarà effettuata verso giugno, dove tutti gli interessati saranno chiamati a votare ed esprimere le proprie preferenze (tale voto pubblico si unirà a quello della giuria di settore per dar vita al giudizio finale per ogni categoria).

Questa rassegna quindi è un'occasione di festa dove poter ammirare e commentare gli autori partecipanti, rammentando che sono esordienti, molte volte autodidatti, e che in quanto tali non sono perfetti, ma hanno tantissima voglia di mettersi in gioco, crescere e migliorare. Ci auguriamo quindi che possiate leggere le loro opere ed apprezzare i loro sforzi in quanto tali, promuovendo quelle opere che considerate meritevoli dando loro il vostro supporto. La maggior parte di loro lavora solo per passione nutrendosi dei commenti del proprio pubblico ed anche un piccolo parere positivo può fare la differenza e sostenerli nel loro sogno, non deludiamoli!