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micheles

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
A volte ritornano. Il meisaku, uno dei più importanti e prolifici generi degli anni Settanta e Ottanta, dopo un vuoto di dieci anni torna in televisione nel 2007 con "Shoujo Cosette" ed "Emily della Luna nuova". Emily è tratto da un romanzo di Lucy Maud Montgomery, l'autrice di "Anna dai Capelli Rossi", personaggio trasposto in meisaku ben due volte, nel 1979 e nel 2009. Ed è proprio questo il problema: è inevitabile paragonare Emily ad Anna, anche perché i due personaggi presentano molti punti in comune, sia caratterialmente sia nelle loro vicende personali. Ma "Emily della Luna Nuova" esce sconfitta dal confronto con "Anna dai capelli rossi" sotto tutti i punti di vista, sia che lo si confronti con la serie classica sia che lo si confronti con la serie del 2009. È inferiore come animazioni, colori, fondali, musiche, regia e sotto tutti gli aspetti tecnici. È inferiore anche come interesse, passione, drammaticità, grado di commozione.

La storia di Emily, vicenda di formazione di una bambina orfana che vuole diventare una poetessa/scrittrice, dà l'impressione di essere in parte autobiografica. Sicuramente comunica il messaggio che riuscire a pubblicare sia difficilissimo, che ogni aspirante scrittice si trovi di fronte a innumerevoli rifiuti e che sia necessaria una tempra di ferro per farcela. La parte finale della serie diventa estremamente drammatica, proprio per la difficoltà di pubblicare di Emily, la morte di un personaggio a lei caro, le sue difficoltà amorose e la sua solitudine. Questa è la parte migliore della serie e il motivo per cui assegno un voto più che discreto. Ma purtroppo la maggioranza delle puntate, tranne le due-tre puntate iniziali, le due-tre finali e poche altre è piuttosto soporifera, buonista, di scarso interesse e originalità: non solo, anche inutili nell'interesse della storia, essendo essenzialmente dei filler. In particolare, durante la serie Emily compone una quantità di poesie ispirate alla natura, piuttosto zuccherose e che mi hanno fatto sbadigliare più che altro. Sarà che sono negato per la poesia. L'impressione è che il romanzo originale - che non ho letto - sia stato edulcorato e reso più infantile di quanto non fosse. Solo il finale si risolleva, ma anche questo è troncato, sarebbe stato opportuno dedicarci qualche puntata ulteriore, eventualmente rimuovendo qualcuno dei filler della parte centrale. È comunque un anime discreto, con un buon chara design e che si fa guardare. Rimane un rimpianto perché si sarebbe potuto fare di più.

Juju93

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Juju93

Episodi visti: 24/26 --- Voto 10
Emily ha un talento davvero eccezionale nello scrivere, infatti il suo sogno è per l'appunto diventare una scrittrice, e anche se il cammino è pieno di ostacoli non si arrende e continua a lottare per il suo sogno come i suoi amici: Teddy, Perry e Ilse.
Questo anime per me è bellissimo, è pieno di poesie e sogni, di disavventure e fantastiche esperienze, nato per dare sogni e speranze ai bambini, per insegnare loro a credere in quello che desiderano fermamente. Forse esagero dicendo queste cose, ma a me ha dato l'impressione di volere insegnare ai bambini questo motto.
Di avventure e colpi di scena, quest'anime ne è pieno, ma sopratutto di tantissime fantastiche poesie, questa è la cosa più bella, le poesie.


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Mitsuki_92

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
"Bisogna sempre credere in se stessi", questa è la filosofia di vita di Emily Byrd Star, la protagonista di questo anime di formazione composto da 26 episodi, un giusto numero a parer mio. "Emily della Luna Nuova" narra la vita di una ragazzina di appena 11 anni, diventata orfana di genitori, costretta a trasferirsi nella tenuta di New Moon a casa della zia Elizabeth, capofamiglia dei Murray, sorella della defunta madre. I rapporti con la zia non sono dei migliori, la donna pretende una rigida educazione anche perché c'è di mezzo il fatidico "orgoglio dei Murray", famiglia di tutto rispetto a New Moon per secoli.
Emily fa la conoscenza di tre ragazzini, i quali diventeranno i suoi (quasi) inseparabili amici, tutti con i loro progetti per il futuro, coltivati nel corso degli anni. C'è la bionda Ilse Burnley, che sogna di diventare un'attrice, i cui rapporti con Emily non erano partiti con il piede giusto; c'è il ragazzo di campagna Perry Miller, che grazie a Emily impara a leggere e a scrivere, cosa che infonde in lui la voglia di studiare e di diventare un politico; e poi c'è Teddy Kent, ostacolato dalla gelosissima madre, vedova, in tutto ciò che vorrebbe fare, ovvero farsi degli amici, e sopratutto diventare un artista.

E il sogno di Emily? Secondo me il suo sogno è di riuscire sempre a vedere la "signora del vento" simbolo dell'ispirazione nella scrittura, della voglia di raccontare qualcosa. Emily sogna di diventare una scrittrice. Ha talento da vendere, ma a volte inciampa e tentenna. Ad aiutarla ad alzarsi c'è il maestro Carpenter, che diventa per lei un punto di riferimento molto importante.
Ogni giorno che vive a New Moon le insegnerà qualcosa, dalle sciocchezze della vita comune, a cose ben più serie e importanti.
"Emily della luna nuova" è un anime di formazione stile anni '70-'80. E sinceramente per quanto li guardassi non mi appassionavano moltissimo. Forse perché gli episodi erano davvero troppi. In effetti, può essere. Invece "Emily della Luna Nuova" ti fa apprezzare a pieno gli sforzi della ragazzina, i battibecchi con zia Elizabeth. E poi non mancano le sorprese, anche sgradevoli certe volte.

Passando a un giudizio tecnico, direi che la qualità dei disegni e dei colori è davvero buona, anche se non mi piace quella fronte un po' troppo ampia. Le musiche sono in sincronia con il ritmo dell'anime, e quest'ultimo è scorrevole e ben architettato.
Secondo me quest'anime ottiene più della sufficienza: un bel 7 pieno, a un percorso di formazione ben articolato e giostrato. Emily, sebbene rimanga sempre se stessa, determinata e ribelle, cresce di episodio in episodio. Cresce in lei la consapevolezza di potere fare qualcosa di costruttivo nella vita, cresce nei sentimenti, aggiusta dei rapporti non partiti benissimo, capisce anche il significato dell'amore.
Questo anime insegna i buoni propositi, la voglia incontrastata di seguire i propri sogni e le proprie ambizioni. Non c'è nulla di male in questo, e l'obbiettivo è sempre quello di mettercela tutta, a prescindere poi dal risultato.

Una nota positiva è la sigla italiana: la regina delle sigle, Cristina D'Avena, duetta con la piccola Alessia Volpicelli, bambina seguita dal Centro di Riferimento Oncologico. Per Alessia è stata un'occasione più unica che rara di potere cantare, suo grande desiderio. Come per Emily, auguro ad Alessia di potere coltivare i suoi sogni.
Ultima chiosa: quest'anime è ispirato all'omonimo romanzo di Lucy Maud Montgomery.