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Otaku moderato

Episodi visti: 49/49 --- Voto 7,5
Attenzione: la recensione contiene spoiler

“Vola come una farfalla, pungi come un ape”.
Perché ho iniziato con questo detto? Per il semplice fatto che la quarta serie delle Pretty Cure fa un uso abbondante di questo detto (cosa che sanno fare anche le altre serie della saga e dei maho shojo in generale, ovvio), mostrando ragazze carine apparentemente indifese che tirano fuori le unghie quando il dovere chiama. E la saga delle Pretty Cure mostra di fatto questo detto, con guerriere che uniscono bellezza e grazia nelle mosse, ma che picchiano duro mostrando potenza e determinazione da battle shonen.

Con “Yes! Pretty Cure 5”, quarta serie dedicata alla saga delle leggendarie guerriere, viene adottata una formula totalmente nuova: viene infatti archiviato lo schema del duo di guerriere (salvo quando viene, temporaneamente, ripreso nelle serie successive) in favore della formula del sentai mono, ovvero di un team di guerriere alla “Power Ranger’s”.

La storia ha come protagoniste cinque ragazze, nonché compagne di scuola all’Ecole Cinq Lumière (la serie utilizza molti termini francesi, ma siamo pur sempre in Giappone), ovvero: la sbadata ma simpatica e allegra Nozomi Yumehara (e qui scatta un gioco di parole, in quanto il nome, cioè Nozomi, significa “desiderio”, e il cognome contiene la parola yume, cioè “sogno”), la sportiva e determinata, nonché amica d’infanzia di Nozomi, Rin Natsuki, la piccola idol Urara Kasugano, la bibliotecaria, nonché aspirante scrittrice e amante dei libri, Komachi Akimoto, e infine la presidentessa del consiglio studentesco Karen Minazuki.
Tutto comincia quando Nozomi, inseguendo una misteriosa farfalla rosa, finisce per incontrare un misterioso ragazzo, che poi rincontrerà nella biblioteca della scuola mentre è alla ricerca di un libro; per puro caso lo vede trasformarsi in un animale che ricorda per forma un tanuki e, dopo aver sventato un attacco ai suoi danni per mano di un misterioso individuo e di un mostro ai suoi ordini, nel quale riceve i poteri per affrontarli, le viene spiegato tutto.
Coco, questo è il suo nome, mentre nella forma umana si chiama Kokoda, è il principe del regno di Palmier, un regno pacifico che è stato attaccato dalla spietata organizzazione Nightmare (dall’inglese “incubo”), il cui bersaglio figura nel Dream Collet, il libro magico che racchiude al suo interno i cinquantacinque Pinky che una volta riuniti possono far esprimere qualunque desiderio senza restrizioni; la sua presidentessa, ovvero la sinistra Desperaia, vuole ottenerlo per i suoi scopi sinistri.
Nella confusione dell’attacco, in cui tutti, o quasi, gli abitanti di Palmier vengono catturati, il Dream Collet viene preso da Coco e dal suo amico Nuts, che vengono scaraventati sulla Terra seguiti dalle cinque luci protettrici del regno, ovvero le farfalle; peccato solo che Nuts è rimasto bloccato dentro il Dream Collet e i cinquantacinque Pinky al suo interno si sono sparpagliati nella cittadina dove è ambientata la serie. Non avendo nient’altro da fare, Coco, che può assumere forma umana, inizia la ricerca dei Pinky, ma l’unico modo che ha per catturarli consiste nelle cinque luci che possono trasferire i loro poteri a delle specifiche persone, trasformandole così nelle leggendarie guerriere Pretty Cure, ognuna rappresentante una caratteristica tipica delle fanciulle.
Nel primo combattimento, dove Nozomi è intervenuta, essa ha assunto l’identità di Cure Dream, colei che simboleggia i sogni. Ma servono altre quattro componenti per fare in modo che le cinque luci, che una volta scelto il possessore si trasformano nei Picky Catch, i quali permettono la cattura di un Pinky e di effettuare la trasformazione, permettano di riaprire il Dream Collet. Quindi la domanda è: “Dove trovare le altre quattro?” La risposta non tarderà ad arrivare, in quanto le altre quattro componenti saranno: Rin nei panni Cure Rouge, la quale rappresenta la passione; Urara nei panni Cure Leonade, la quale rappresenta la freschezza; Komachi nei panni di Cure Mint, la quale rappresenta la tranquillità; e infine Karen nei panni di Cure Aqua, la quale rappresenta l’intelligenza. Insieme formano le Yes! Pretty Cure 5, il cui obiettivo è il recupero dei cinquantacinque Pinky prima degli sgherri della Nightmare; a loro si uniranno un liberato Nuts, anch’egli in grado di trasformarsi in umano col nome di Nattsu, e in seguito l’apprendista custode del regno di Palmier Milk.

Avendo a che fare, stavolta, con cinque protagoniste, cambiano molte cose: ogni guerriera possiede un attacco specifico, che a volte viene concatenato per avere effetti più efficaci, per poi usufruire verso metà serie, grazie all’ausilio del Symphony Set, di una versione potenziata dell’attacco in questione (ad eccezione di Cure Dream che ne ha uno diverso), per poi culminare in uno spettacolare attacco di gruppo usato in alcune occasioni (mentre quelli singoli non lo sono molto, ma quel che conta è che siano efficaci). Ma parliamo pur sempre delle Pretty Cure e del loro elemento caratteristico, ovvero gli scontri da battle shonen, dove a farla da padrone sono calci e pugni, anche se in questa serie i mostri, ovvero i Kowaina (dalla parola Kowai, cioè “spaventoso”) e gli sgherri della Nightmare in “versione da ultimo round” diventano dei titani, costringendo le guerriere a veri e propri assalti su più fronti, e di gruppo.
Poco da dire sul comparto grafico e sonoro, che riescono a fare il loro dovere, tirando fuori dei veri e propri pezzi da novanta in ambito di voci sia giapponesi che italiane.

E ora i personaggi: spendo poche righe sui nemici, ovvero la Nightmare, i cui membri, cioè nemici, vengono dipinti come puramente malvagi, e senza remora di caratterizzazione (ad eccezione del tenace quanto comico Bunbee); a battere tutti non sarà il loro boss Desperaia, il cui confronto finale con lei sarà ben diverso dagli altri, ma il crudele Kawarino, in quanto unisce tutti i caratteri tipici del nemico da odiare, ovvero crudele, viscido, astuto, calcolatore e amante del giocare psicologicamente ai danni degli altri, che non si farà alcuno scrupolo nel pugnalare chiunque alle spalle.

Infine le protagoniste: tutte e cinque sono molto caratterizzate, mostrando ognuna i propri pregi e difetti, con episodi dedicati a una o più guerriere, nei quali conosceremo i loro hobby e modi di fare, oltre a episodi che mostrano il loro legame sia come guerriere sia come ragazze e amiche, tra litigi e riappacificazioni, inviti a casa, aiuto nello studio e negli hobby, mostrando di fatto la sincerità del loro legame.
La serie inoltre preme un po’ l’acceleratore sul lato sentimentale/amoroso, per via del legame particolare che si svilupperà fra Nozomi e Coco Kokoda: i due passeranno molto tempo insieme in puntate a loro dedicate, creando un legame molto più profondo del semplice rapporto fata/guerriera. La regola vale pure per Komachi e Nuts/Nattsu, data la loro comune passione per la lettura, e infine, seppur in misura molto minore, fra Karen e Milk; non mancherà un po’ di presunto shoujo-ai come nelle precedenti serie (anche se Milk non assumerà forma umana se non nella prossima serie), dando vita alle presunte “love story” presenti in questa serie e il suo Sequel “GoGo”.
“Yes! Pretty Cure 5” non sarà fra le serie migliori (non che intendo bocciarla, dato il voto) dedicate alla saga delle leggendarie guerriere, ma riesce comunque a farsi vedere da chi si è ormai appassionato alle loro avventure e vuole vederne una con uno stile molto diverso che influenzerà le produzioni a venire, oltre da chi riuscirà a cogliere le caratteristiche dei maho shojo anni ‘90 presenti all’interno di questa e della successiva serie.
Ah, ultima nota: il 5 nel titolo e nel nome del gruppo si pronuncia in inglese, cioè “five”.


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Miss Candy

Episodi visti: 10/49 --- Voto 5
Avevo seguito per bene le prime due serie di Pretty Cure, di cui avevo apprezzato l'originalità di mettere solo due (e in seguito una terza) combattenti dopo il successo degli anime in stile "Sailor Moon". La terza stagione non mi ha appassionata molto (forse perché le due protagoniste erano davvero troppo simili fisicamente a Nagisa e Honoka), ma non mi aveva delusa, soprattutto grazie alle due nemiche che instaurano un rapporto d'amicizia con le protagoniste.
Avevo letto dell'esistenza di "Yes! Pretty Cure 5" ed ero curiosa di guardarlo. Ci ero rimasta un po' male che l'anime fosse tornato ad essere del tipo "bimbe colorate che distruggono il male", ma volevo dargli una possibilità.

Non è passato. Mi ha stancato davvero dopo pochissimo. Gli episodi sono sempre uguali, le protagoniste stereotipate al massimo (la pasticciona, la secchiona, la riservata, la sportiva... uhm, dove l'ho già sentito questo schema?) e i cattivi davvero insulsi.
La versione italiana poi non ha aiutato. La canzone iniziale fa pena (con le precedenti bene o male se la sono cavata. In ogni caso è possibile che gente su internet riesce meglio nelle traduzioni che persone che queste cose le fanno di mestiere?) e la doppiatrice di Nozomi faceva venir voglia di prenderla a pugni. Come nota positiva però cito la grafica che trovo davvero molto piacevole.

Non consiglio di guardarlo, a meno che non amiate alla follia il genere. Non so come le varie serie di Pretty Cure facciano ad avere così tanto successo. E' sempre la stessa storia (e le protagoniste sono sempre rosa...).


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Berserkelion

Episodi visti: 49/49 --- Voto 7
E dopo le prime storiche due Pretty Cure, Cure Black e Cure White, con le loro eredi Mai e Saki, in "Pretty Cure Splash Star", arriva la quarta incarnazione di una saga che è destinata a fare storia in Giappone.

Certamente, le "Yes! Pretty Cure 5", dopo "Splash Star", che ahimè non è riuscita a porsi allo stesso livello delle prime storiche Pretty Cure in fatto di fama, sembrano riscattare le Pretty Cure, e in generale potremmo dire che si tratti di uno dei punti essenziali nella longeva saga di Pretty Cure. E porta rinnovamento senz'altro al mondo delle maho shojo Pretty Cure.

Certamente, l'elemento che più salta nell'occhio, è che adesso non si hanno più gli elementi che hanno contraddistinto i primi tre capitoli della saga, e ora le Pretty Cure non sono un duetto o un terzetto, ma contiamo ben cinque Pretty Cure. Parliamo di Cure Dream, Cure Rouge, Cure Lemonade, Cure Mint e Cure Aqua. Per un amante del genere majokko, senz'altro la cosa che salta all'occhio (sembra un gioco di parole) è che il design dei personaggi assomiglia molto a quello che abbiamo già intravisto nella serie "Tokyo Mew Mew", facendo gridare gli appassionati addirittura al plagio, date le numerose analogie che si possono scovare tra queste due serie. E a dirla tutta, tutti i torti non hanno. Personalmente, è uno dei capitoli che apprezzo di meno della storia delle Pretty Cure, per varie ragioni.

La serie perde quello che c'era in Pretty Cure, ovvero il realismo. Le nostre Pretty Cure vivono in una città dalle case in stile tipicamente occidentale, dove le insegne e le scritte sono in francese, e dove si possono facilmente riconoscere anche vari elementi francesi. Siamo dunque stati trasferiti in Francia? Non penso, perché tutti i personaggi della storia hanno nomi e cognomi giapponesi, e la scuola è organizzata dal punto di vista didattico, oltre che strutturale (si pensi al club di letteratura, a quello di musica o scrittura; di certo questi non sono elementi delle scuole francesi), secondo il modo giapponese. Ma quindi dove siamo? In Giappone o in Francia? Questo non si sa. Quello che si sa è che, purtroppo, il realismo della serie e la verosimiglianza che tanto si poteva contemplare nelle altre serie, è compromessa quanto i personaggi. Infatti, un elemento che mi ha colpito in questa serie è che si perde dal punto di vista grafico, quello che poteva contraddistinguere Pretty Cure da altri majokko (quali "Magica DoReMi" e "Wedding Peach"), e anche qui non si tratta di altro che di realismo. Nei primi tre capitoli si vedevano ragazze dai capelli castano chiaro o scuro, biondo (e non acceso) o viola/blu scuro, ma ci si passa sopra e lo si considera nero praticamente. Qui vediamo protagoniste dai capelli verdi, rosa e blu accesi. Tutte se li sono tinti? Inoltre, anche le capigliature sono alquanto strane (specie per quella di Cure Lemonade). Dovremmo poi constatare che i personaggi non avranno più quello spessore e quella credibilità, ma saranno ormai da "cartone animato".

E questo ci fa pensare ciò che in effetti è inevitabilmente avvenuto: i personaggi non sono quelle meravigliose Pretty Cure di "Max Heart", della prima serie e "Splash Star", ma sono molto più stereotipati e meno originali rispetto agli altri. Questi stereotipi tipici del genere ricalcano quello dei progenitori "Sailor Moon", "Wedding Peach" e "Tokyo Mew Mew". Un altro elemento che mi ha ricordato molto l'analogia del genere alla Mew Mew è che vi sono due protagonisti, Coco e Nuts. Uno è gentile, solare, con il sorriso e un'espressione dolce stampata sempre sul suo viso, tranne quando succede qualcosa di spiacevole alla ragazza a cui fa palpitare il cuore, Nozomi. E poi vi è Nuts, freddo e distaccato, ma in fondo gentile e per nulla incapace di amare, con un atteggiamento che tanto fa ricordare Ryan di "Tokyo Mew Mew". Particolarità di questi due elementi "sentimentali", da shojo, potremmo dire, è che loro in realtà sono due folletti simili a scoiattoli, fedeli accompagnatori delle Pretty Cure, come già si è visto in precedenza, ma che hanno la capacità di trasformarsi in umani. Elemento, a mio avviso, un po' azzardato, ma raccontato nel totale in maniera piacevole. E, purtroppo, eccezion fatta per questi personaggi e le loro rispettive famiglie o amici più stretti, che sono limitati di molto, il mondo dei personaggi delle "Yes! Pretty Cure 5" si ferma qui.

E un'altra pecca della serie è quella dei cattivi e dell'andamento degli episodi. I cattivi mancano di quel carisma, o di quella "crescita" personale, che può farli sembrare realistici o che possono enfatizzarli anche meglio, risultando più articolati e sopratutto costruiti meglio. Non hanno quello spessore che avevano una volta, non sono visti a tutto tondo, ma solo nella loro parte di "cattivi", naturalmente, della serie. E questo, almeno, riescono a farlo bene. Sebbene siano poi pochi i cattivi che rimangono impressi nella mente dello spettatore episodio dopo episodio, i principali sanno fare bene il loro mestiere di malvagi, regalandoci battaglie di ottima fattura e anche una bella dose di humour gradevole nella serie. In cosa invece l'andamento scarseggia? Nella trama di base dei singoli episodi. Sebbene io mi stia allontanando dal genere majokko, comunque noto alcuni difetti in quest'andamento. Sebbene è bene che si dia uno sguardo alla vita reale delle Pretty Cure 5, dare una sbirciatina un po' oltre rispetto allo standard tipico di questo genere sarebbe stato un elemento di spinta per la serie. Ma non lo fa nella maniera che dovrebbe, dandoci sì ottimi spunti e qualche sotto-trama che non dispiace, ma il contorno manca.

Sembra quasi, dopo tutto questo, che sia una serie da non vedere. Eppure non è così. I pregi di quest'anime sono anche i combattimenti e la parte "fisica" (nonostante sia leggermente ridotta rispetto alle altre serie, perché vi è più dose di attacchi magici e non fisici, ma ci si passa di certo sopra), d'azione, che non dispiace affatto. Battaglie epiche, spesso contornate da musica e grafica che si adatta perfettamente a queste situazioni: la fluidità di movimento non può di certo mancare in Pretty Cure, e nemmeno qui si tradisce. La grafica poi è veramente buona, si adatta a questa veste grafica leggermente diversa rispetto alle precedenti serie, dai colori vivaci ma non troppo, dalla leggerezza e dalla pulizia del tratto che risalta, elemento di spicco nell' anime. La protagonista, che potrebbe anche essere considerata una clone di Usagi/Bunny Tsukino alias Sailor Moon, riesce a dare la profondità di contenuti che non manca in questa serie. Sebbene io non apprezzi molto la morale "se stiamo unite amichevolmente, possiamo farcela!", in questa serie, come già mi è accaduto in "Sailor Moon", mi ha toccato particolarmente. Ed è forse questo l'elemento che più mi aggrada nella serie.

Nota di demerito: il doppiaggio italiano. Quando ho sentito per la prima volta le voci delle protagoniste, a parte quella di Cure Mint (che vanta la voce di una delle più famose doppiatrici italiane, Eleonora Reti, conosciuta in Italia per aver doppiato l'attrice Florencia Bertotti in "Ninì" e "Flor - Speciale come te" e Blair di "Gossip Girl"), mi sembravano, e mi sembrano tuttora, poco azzeccate ai personaggi a cui sono state destinate.

In conclusione, sebbene io non apprezzi particolarmente "Yes! Pretty Cure 5" dal punto di vista "Pretty Cure", lo apprezzo dal punto di vista di normale serie maho shojo/majokko, riuscendo in quello che è stata concepita questa serie. Quindi, un 6 e mezzo se lo merita di sicuro, arrotondato a 7 per eccesso.


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MatteBuba

Episodi visti: 49/49 --- Voto 10
A mio parere, è un anime molto ben riuscito, completo di ogni cosa che serve per rendere un anime tale. La trama è veramente ben studiata e almeno si sa perché i nemici della Nightmare Company attaccano le Pretty Cure. Nella serie "Fresh pretty cure", Labyrint attacca. Ma tutti si chiederanno: perché!? I combattimenti sono più maschili e più duraturi, il character design è giusto, non frivolo e ridicolo come nella serie "Heartcatch pretty cure". Ogni personaggio ha il carattere che serve in un gruppo: uno goffo e divertente, l'altro sportivo ma altruista, uno spensierato e ingenuo e due intelligenti e pacati. Sai è vero, gli ambienti purtroppo lasciano a desiderare, ma per come la penso io, spesso si dedica più tempo agli ambienti che alla trama o ai personaggi. Altro pregio: nonostante le tradizioni e le case giapponesi, la serie è ambientata in Francia; vi sono più paesaggi naturali europei, con boschi, fiumi e prati. Anche le trasformazioni e gli attacchi secondo me sono davvero ben riusciti. Qui sono anche ben usati effetti di luce e colori molto sgargianti. Non manca, infine, quel pizzico di romanticismo e di allegria. La prima serie, l'ho trovata deprimente: costumi bianchi e neri, solo due attacchi, ambienti noiosi e nemici ridicolissimi. Davvero una serie stupenda, complimenti alla Toei.


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NozomiYumehara98

Episodi visti: 33/49 --- Voto 9
Sono fiera di affermare di essere fan di questa grande e bella saga di Pretty Cure. La quarta serie ha stravolto veramente il mio mondo rispetto a questo anime, perché le guerriere non sono più due, e possono trasformarsi e combattere singolarmente. Anzi, fino ad un certo punto non possono neanche attaccare insieme. Tuttavia, nonostante i miei iniziali e lunghi dubbi, anche se avevo deciso di cestinare l'idea di cinque paladine molto diverse dalle precedenti, mi sono dovuta ricredere. A dirla tutta, non ho visionato tutti gli episodi, né li ho visti in ordine cronologico, ma posso dire di essermi innamorata ancor di più di Pretty Cure.

Nozomi Yumehara, la principale delle cinque, mi ha talmente ispirata, e mi sono talmente innamorata del suo modo buffo e solare di essere, che l'ho usata come nickname e immagine del profilo. La sua caratteristica principale è questa: la determinazione e la forza, che a volte sforano in testardaggine. La Pretty Cure della Speranza, insieme alle sue quattro amiche Rin, Urara, Komachi e Karen, e a Coco, Natts e Milk, i tre abitanti del magico regno di Palmier, riesce sempre a farcela grazie al grande potere trasmessole dalla voglia di vivere, di divertirsi insieme agli amici e di sognare sempre in un futuro radioso. Questo è il messaggio che mi ha trasmesso, e io spero tanto che lo trasmetta a tutti coloro che vedano almeno una puntata di questo anime, perché è sicuramente molto bello.


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Hammy

Episodi visti: 49/49 --- Voto 5
Cinque forse è anche troppo. Non è mio solito assegnare un voto sotto la sufficienza ad un anime che ho visionato, poiché se lo vedo vuol dire che mi piace in partenza xD Ma questo mi ha proprio deluso.

Ho deciso di vedere "Yes! Pretty Cure 5!" giusto perché lo riproponevano su Rai Gulp, ma è stato un grave errore.

La trama è di una noiosità assurda, credo sia più originale quella di Hamtaro: cinque ragazze stile Sailor Moon, ognuna con un proprio colore e col tipico carattere stereotipato, vivono la vita di tutti i giorni fra i banchi di scuola, aiutando la mammina e a fare altre cose buone che le ragazze nella vita vera non farebbero mai.
Improvvisamente viene il cattivone che lavora per un agenzia del male e attenta alla serenità delle giovani, che sconfiggono il nemico e tornano fra i loro banchi di scuola, aiutando la mammina dopo aver studiato e così via...

Questo schema va avanti per circa 49 episodi. Tutti uguali. Magari inizialmente guardi con piacere la ricerca delle altre "guerriere", ma dopo diventa di una monotonia insopportabile.
Insopportabile, peraltro, è l'esatta definizione da dare ai loro due peluche/animaletti che si trasformano in "figoni" quando vogliono e fanno nascere storie amorose con dei membri del gruppo... ovviamente.

Il tutto è condito con delle animazioni niente male, anche i personaggi sono carini, ma gli sfondi... vi prego no. Sembrano bozze, come se l'anime dovesse ancora essere completato, tanto che spesso sembrano tratti a matita messi a caso.

Davvero, davvero deluso.

Per quanto riguarda l'adattamento italiano, come al solito la RAI non sembra deludere le aspettative con delle voci azzeccatissime (in primis quella di Nozomi, Monica Bertolotti, che secondo me supera per bravura la doppiatrice originale) e con la (quasi) totale mancanza di censure, c'è stato solo qualche edulcoramento qua e là ed il taglio di alcune scene per ridurre la durata dell'episodio, ma ciò non ha creato confusione.

Assegno un 5 perché i majokko ai giorni odierni scarseggiano alquanto, ma se il prezzo da pagare per averli è questo, ovvero una serie creata solo per vendere gadgettistica di tutti i tipi, io mi astengo. Più che un anime, sembra un continuo spot pubblicitario.

Consiglio di vederlo a coloro che hanno intenzione di seguire non solo le serie precedenti, ma anche quelle a venire, giusto per non perdere il filone.


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GianniGreed

Episodi visti: 49/49 --- Voto 7
"Yes! Pretty Cure 5" è (a differenza di quello che il 5 nel titolo fa pensare) la quarta serie dedicata alle leggendarie guerriere Pretty Cure.
Dopo Nagisa e Honoka, e Saki e Mai, in questa serie le protagoniste cambiano ancora, e questa serie è quella che finora si allontana di più dal percorso tracciato dalle precedenti serie di Pretty Cure, per ritornare invece agli stilemi più classici del majokko, a partire proprio dalle protagoniste.
Non più una coppia di ragazze, ma un intero gruppo di cinque personaggi, che si identificano facilmente per via di un colore rappresentativo, sia dai capelli, che poi nel loro costume di paladine della giustizia.

Nulla di nuovo invece per quel che riguarda la trama, infatti, anche qui abbiamo un regno magico situato su un altro piano dimensionale, il regno di Palmier, distrutto dalle forze dell'oscurità, che le cinque ragazze dovranno restaurare, grazie al potere di un artefatto magico, il Dream Collet.

Una cosa che si nota dall'inizio di questa serie, è una sorta di mancanza nel realismo (per quanto parlare di realismo in un majokko è un po' un paradosso). Ad esempio il colore dei capelli delle ragazze, le prime ad avere dei capelli così, a differenza di tutti i personaggi delle tre serie precedenti.
Poi c'è anche l'ambientazione della storia: non più il Giappone, con i suoi usi e costumi (a cui spesso venivano dedicate delle sottotrame) ma una sorta di città europea, simil francese, da quel che si capisce dalle scritte nelle insegne e da altri particolari. Peccato che i genitori di una delle protagoniste, Karen, viene detto che si trovano in Europa, escludendo che l'Europa sia dove vivono le ragazze, che quindi non si capisce in quale luogo della Terra vivano.

Gli episodi seguono il canovaccio ormai collaudato delle serie precedenti: le ragazze devono fare qualcosa, hanno un problema, arriva il cattivo, combattimento, risoluzione del problema iniziale.

Le ragazze sono un po' stereotipate nei caratteri, con Nozomi la leader, tipa solare, che non si arrende mai e che illumina il buio con il suo sorriso, la mascolina Rin, la frivola Urara, la timida e studiosa Komachi, e la bella e intelligente, e un po' snob Karen.
Le cinque saranno protagoniste delle classiche situazioni standard, come litigi che accresceranno l'amicizia, problemi scolastici, domande sul futuro e simili.
In questa serie, forse per via del maggior numero di personaggi principali, viene dato meno spazio ai protagonisti secondari, come compagni di scuola, tranne Mika Masuko, la redattrice del giornale scolastico, e alle famiglie delle ragazze, escluso qualche sporadico episodio.

E' stato invece introdotto un elemento abbastanza superfluo ai fini della storia, che non ho apprezzato poi molto, in quanto stona con le serie precedenti: i due folletti, Coco e Nuts, sono in grado di trasformarsi in due ragazzi bellissimi. Questo dà lo spunto a due storie d'amore abbastanza blande, che si potevano evitare.

Un punto dolente di questa serie è la caratterizzazione dei nemici, i cattivi, che non reggono assolutamente il confronto con quelli visti nelle serie precedenti, seconda e terza serie in particolare.
Fanno davvero poco, e combattono quasi senza scopo, anche perché il loro è un lavoro.
In verità ho apprezzato questo aspetto. Il fatto che il gruppo di nemici sia identificato come una compagnia, la "Nightmare Company" con i dipendenti che devono ottenere risultati, per mantenere il loro posto di lavoro, o anche una promozione.
Purtroppo alla lunga stanca, perché oltre a quello fanno poco altro, e non sono nemmeno caratterizzati sufficientemente, non hanno caratteristiche particolari, non sono simpatici, ma non si fanno nemmeno odiare, e ci si dimentica presto di loro.

I combattimenti, punto di forza delle serie passate, che avevano raggiunto livelli sempre più alti, culminanti nella precedente serie "Splash Star", fanno parecchi passi indietro.
Presenti in misura minore, sono molto meno fisici, e tornano a sembrare quelli di un majokko classico, con le ragazze che usano un oggetto magico per lanciare il loro attacco.
Anche la battaglia finale è stata una delusione, rispetto a quelle apocalittiche viste in passato.

I disegni sono sempre molto belli e colorati. Il chara design cambia leggermente, ma è simile a quello della altre tre serie già viste. Solo gli sfondi mi lasciano un po' perplesso, mi danno l'idea di non essere finiti. Capita infatti in quasi tutti gli episodi, che vi siano delle linee che sembrano tracciate a matita che fanno sembrare gli sfondi davvero "disegnati". I personaggi non si amalgamano per nulla a questi sfondi, che sembrano quasi delle scenografie di cartone.

Molto belle le musiche che fanno da sottofondo nei vari momenti, sempre azzeccate e piacevoli da ascoltare. Anche le sigle mi sono piaciute molto, le ending in particolare, davvero orecchiabili, che mi sono rimaste in testa fin dal primo ascolto.

Per quel che riguarda il doppiaggio, per me è riuscito a metà. Ho dovuto purtroppo seguire la versione italiana, la cui qualità è altalenante. Alcune voci sono azzeccate, altre meno.
Nel complesso è un doppiaggio discreto, ma si poteva fare meglio.
La versione italiana presenta poi delle inutili censure in quattro episodi, in cui sono stati tagliati dialoghi davvero innocui, e un intero episodio non trasmesso. Davvero pessimo.

In conclusione, questa serie mi è piaciuta abbastanza, ma mi riesce difficile prenderla come serie a sé.
All'inizio mi piaceva molto di più, ma con il proseguire ho iniziato ad avvertire un leggero senso di noia, dato che la storia si trascinava senza che succedesse nulla. Una decina di episodi in meno sarebbero stati graditi.
E' meno bella delle serie precedenti, e quella meno "Pretty Cure" di tutte, ma tutto sommato riuscita per il target a cui è destinata, di cui so bene non fare parte, ma agli spettatori più giovani, che magari si avvicinano a Pretty Cure a partire da questa serie, piacerà sicuramente.

Kuroneko

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Kuroneko

Episodi visti: 30/49 --- Voto 2
Ritratto il mio voto: Questo anime non merita più di un due. L'ho riguardato con più attenzione e semplicemente è un copiatura di Tokyo Mew Mew. A partire dal carattere dei personaggi, ai nomi, al chara design. Persino fatti e avvenimenti di trama. Ci sono addirittura battute e situazioni copiate in tutto e per tutto! Inoltre la trama è veramente povera (sempre la solita minestra in stile Pretty) e non si risolleva nemmeno copiando da prodotti migliori. E poi che dire delle protagoniste? Veramente insopportabili. Inoltre armi e vestiti non sono gran che. Non riesco a capire come facciano a dire che sia un prodotto innovativo e ben riuscito! Due.

Recensione precedente

Ho sempre pensato che Pretty Cure fosse un prodotto Majokko valido, perchè era un pò diverso dagli altri: Nelle prime serie le protagoniste combattevano in coppia e si respirava un aria diversa per esempio da Tokyo Mew Mew (Sono una grande fan di questa serie) ho guardato l'intera terza serie e per quanto riguarda la trama non trovo molte differenze da questa di Yes! Pretty Cure 5: Piena di filler ed episodi tutti uguali ed inconcludenti. Poi ho trovato milioni di analogie con Tokyo Mew Mew, che non riguardano lo stile di anime (Non condanno i Majokko, in fondo si somigliano solo perchè tutti hanno le stesse caratteristiche inevitabili, ma in questo caso si tratta di analogie di trama e la cosa mi ha lasciato sinceramente un pò scioccata). Komachi, la ragazza verde è identica a Retasu di Tokyo Mew Mew sia nell'aspetto che nel carattere e nelle aspirazioni (E' un topo di biblioteca esattamente come Retasu) e guarda caso si innamora di Nuts, il tipo biondo (Questa storia l'ho già vista =_=) La protagonista è la solita scemotta che non tiene mai la bocca chiusa, senza nessuna qualità e che si frega il più figo della serie (Coco), E per di più Karen la ragazza più intelligente e fredda del gruppo, si rifiuta di unirsi alle Pretty Cure (Come Zakuro =_=) ma poi cambia idea...e per non parlare delle formule di trasformazione Cure Dream Metamorfosi! Non vi ricorda qualcosa? Il chara design e i colori diciamo della serie come l'opening sono carine ma per il resto non c'è nient'altro da dire. Ogni tanto quando capita lo guardo, è piacevole ma non ti appassiona, non posso dargli più di 5. Sinceramente con quest'opera la serie Pretty è caduta in basso, ho trovato molto più bella la terza serie tant'è che mi alzavo tutte le mattine solo per vederla. Ora sono curiosa di vedere com'è Fresh Pretty Cure dove però la protagonista è identica a Luchia di Mermaid Melody sia nell'aspetto che nella divisa. Va beh. Alla prossima.


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Ceska6

Episodi visti: 49/49 --- Voto 8
Bene bene bene, si ritorna al principio. Nuova serie, nuovo obiettivo, nuovi cattivi, nuove guerriere. In questa nuova serie di cosa si parla? Ma delle Pretty Cure ovviamente! Questa volta sono 5, sono diversissime fra loro, ma sempre pronte a salvare le persone che amano. Nozomi Yumehara, Rin Natsuki, Urara Kasugano, Komachi Akimoto e Karen Minatsuki sono i nomi delle nostre 5 protagoniste. Questa volta il regno da salvare e il Regno di Palmier, da dove provengono Coco e Nuts, i Principi dello stesso, che per riportare il loro mondo al precedente splendore devono riuscire a catturare i 55 Pimkie che serviranno a riportare in vita l'energia del Dream Collet, oggetto potentissimo, in grado di realizzare il sogno di chiunque lo possegga. Ma attenzione, Coco e Nuts non sono i soli a volere il prezioso oggetto e i suoi fantastici poteri. Le Pretty Cure, questa volta, devono far fronte ad una minaccia ancora più oscura e potente: la Nightmare Company, la compagnia dell'Incubo, guidata da Lady Desparaia, donna che vuole portare sulla Terra solamente disperazione e solitudine.

Nemmeno questa volta mancano litigi, riappacificazioni, lotte al limite dell'impossibile e tanta amicizia fra le protagoniste. Tuttavia, se nelle precedenti serie abbiamo avuto un realismo veramente sorprendente e delle lotte fisiche che lasciavano senza fiato, questa serie pecca tralasciando questi due elementi, nonché un po' di sano umorismo e forse anche originalità; in compenso c'è sempre quell'ingrediente che caratterizza sempre le Pretty Cure: la voglia di non arrendersi, di continuare a lottare anche se le forze mancano, di avere la speranza che vince su tutto, anche sulla disperazione e su qualunque sentimento negativo. Insomma, grandi tematiche affrontate nel solito modo, ma sempre attuali e di grande aiuto per le generazioni future, unite a colori sgargianti, disegni abbastanza curati e power-up continui, che, per chi non ha mai visto le precedenti serie, saranno sicuramente apprezzati.


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Kotaro

Episodi visti: 49/49 --- Voto 7
Nozomi Yumehara è una ragazzina assolutamente comunissima. Allegra, spensierata, iperattiva, sbadata, ma con un grande cruccio: non sa ancora che cosa fare della propria vita.
Un giorno, all’improvviso, le si presenta l’occasione di dare una svolta decisiva alla sua esistenza, grazie all’incontro con Coco, tenera creatura simile ad uno scoiattolo proveniente dal magico regno di Palmier, ormai distrutto dai malvagi della Nightmare Company guidati dalla regina Desparaia.
La perfida sovrana brama il Dream Collet, l’ oggetto magico che Coco ha portato con sé nel mondo degli umani e che le donerebbe la possibilità di esaudire qualsiasi suo desiderio, e manda all’inseguimento della creaturina i propri sottoposti.
Trovatasi coinvolta nella battaglia fra Coco e un emissario dei malvagi, Nozomi riceve dal folletto uno straordinario potere, quello di trasformarsi nella paladina Cure Dream.
Da quel momento, la ragazza comprende di voler aiutare ad ogni costo il nuovo amico a sconfiggere la Nightmare Company e a restaurare il regno di Palmier (cosa che potrà essere chiesta al Dream Collet quando esso tornerà in funzione mediante la cattura dei 55 folletti chiamati Pinky che vivevano al suo interno e che adesso sono sparpagliati nel mondo umano).
Fortunatamente, Nozomi non sarà sola nella sua ardua missione. Ad aiutarla, quattro amiche ed alleate: la sua sportiva migliore amica Rin Natsuki alias Cure Rouge, la giovanissima idol Urara Kasugano alias Cure Lemonade, la serafica bibliotecaria e scrittrice in erba Komachi Akimoto alias Cure Mint e la nobile e affidabile Karen Minazuki alias Cure Aqua.
Insieme, queste cinque ragazze sono le leggendarie guerriere il cui mito si tramanda nel regno di Palmier, le Pretty Cure 5.

Quarta stagione dell’ormai collaudatissimo majokko sentai by Toei Animation, Yes! Pretty Cure 5 si rinnova completamente ancora una volta, lasciandosi quasi del tutto alle spalle gli elementi caratterizzanti delle precedenti serie Pretty Cure.
La differenza che principalmente salta all’occhio è che, stavolta, non abbiamo soltanto due guerriere dai poteri complementari, ma un più classico quintetto di ragazze, come protagoniste, ma non è l’unica.
Ad una prima occhiata, Yes! Pretty Cure 5 appare come un rip-off di Tokyo Mew Mew con una spruzzatina di Wedding Peach, dato che vi sono moltissime somiglianze nella grafica dei personaggi di queste serie, quasi a far gridare al plagio o ad accusare di scarsa originalità gli autori.
Fondamentalmente, poi, tutti i torti non li si hanno nemmeno, ma andiamo con ordine…

Innanzitutto è bene precisare che, se non fosse per la struttura e vari elementi fissi della serie (come i malvagi che attaccano ad ogni episodio soltanto le protagoniste poiché vogliono qualcosa da loro, i power up di metà serie, i combattimenti molto fisici, i demoni minori nati dagli oggetti), stenteremmo a credere che questo sia Pretty Cure, poiché ci manca un elemento fondamentale che caratterizzava le serie precedenti: il realismo.
Guardatele, le nuove guerriere. A partire da Nozomi e dai suoi capelli rosa, abbiamo poi il rosso-Super Mario dei capelli di Rin (fortunatamente sostituito da un più normale color ruggine quando non è trasformata), il verde menta di quelli di Komachi e il blu elettrico di Karen, senza contare le improbabili acconciature (Urara su tutte) che le ragazze assumono quando si trasformano, capaci di far sembrare Sailor Moon e i suoi chilometrici capelli legati in odango dei poveri dilettanti. Ripensando ai più discreti nero (ok, blu scuro e violetto, ma erano colori più discreti e comunque assimilabili al nero) e castano chiaro delle protagoniste precedenti, questo è già un punto tolto al realismo di questa quarta serie, ma non sarà l’unico.

Guardiamo l’ambientazione: una città dove gli edifici sono, salvo rarissimi casi, in stile occidentale e dove le insegne dei negozi, le scritte dei mezzi pubblici, il nome della scuola – naturalmente un sontuosissimo edificio privato dove le aule sono simili a quelle delle università nonostante sia una scuola media – sono in francese. Ok, siamo in Francia, direte voi. Invece no, perché tutti e dico tutti i personaggi che compaiono nella storia hanno nomi e cognomi giapponesi, inoltre si organizzano i tipici matsuri estivi e un personaggio minore della storia è di chiare origini francesi ma parla giapponese perché “si è trasferito lì da tanti anni”.
Siamo nella Little Tokyo di Parigi? Siamo nella Little Paris di Tokyo? Non si sa, ma intanto il realismo della serie è compromesso e le dettagliatissime e vivide città nipponiche delle serie precedenti sono soltanto un bel ricordo del passato.
Dal momento che l’ambientazione è compromessa, a questo punto non possiamo più aspettarci dei personaggi realistici. Addio quindi ai credibilissimi uomini, bambini e ragazzi del Giappone di oggi che sinora Pretty Cure ci aveva proposto, e diamo invece il benvenuto (?) a personaggi che sono, inequivocabilmente, “da cartone animato” o “da fiaba”.

Nozomi, Rin, Urara, Komachi e Karen non sono ragazze molto comuni, ma seguono i classici stereotipi e ruoli del genere majokko sentai, ripescando a piene mani dal Sailor Moon, Tokyo Mew Mew o Wedding Peach del caso, presentando personaggi “sopra le righe” o che comunque hanno delle particolarità: c’è la idol bambina, c’è la riccastra matura e scostante, c’è l’asso degli sport conteso da tutti i club, c’è il genio della scrittura dal carattere timido e c’è la ragazza allegra, mangiona, pasticciona, piena di vita e priva di qualità apparenti, che sfigura in confronto alle geniali compagne ma ne è il leader.
Non che la cosa dispiaccia, sia chiaro, alla fine si tratta di personaggi che comunque funzionano e che bene o male sono sempre presenti in produzioni di questo genere, ma non sono molto originali e comunque, viste le precedenti serie Pretty Cure e soprattutto la meravigliosa Splash Star immediatamente precedente, ci si aspettava qualcosa di meno standardizzato, ecco tutto.

Le ragazze non sono sole, ma naturalmente sono accompagnate dai classici folletti carini, che in questo caso sono due scoiattolini di nome Coco e Nuts, che sono i principi del solito magico regno distrutto dai cattivi e che, stavolta, hanno una particolarità: possono, non si sa perché, trasformarsi in esseri umani. Kouji Kokoda e Natsu, le forme umane dei due folletti, sono due figoni bellissimi nella più becera tradizione dello shojo manga. Tuttavia, se Kokoda (ossia Coco), moro dagli occhi azzurri e dalla voce suadente, è allegro, gentile, perennemente accomodante e solare e dunque, nel suo status di intaccabile principe azzurro riesce comunque a risultare simpatico, lo stesso non si può dire del compare Natsu (ovvero Nuts). Capelli biondi e carnagione scura da canguro, sguardo perennemente scazzato e carattere gelido con gentilezza moooolto nascosta ed esposta solo in rarissimissimi casi e con piccoli gesti, Natsu è lo stereotipo del peggior figone da shojo manga e, naturalmente, grazie a questo ha nella storia turbe di ragazzine adoranti ai suoi piedi che naturalmente non guarda nemmeno di striscio. Ovviamente, qualsiasi spettatore faticherà a prenderlo sul serio, dato che, come ben tutti sanno, per quanto possa atteggiarsi a figaccione, in realtà, si tratta di un semplice scoiattolino carino alto pochi centimetri.
Fermo restando che, nelle loro versioni da folletti, Coco e Nuts sono molto, ma molto meno simpatici dei loro predecessori, a che cosa è servito dar loro la possibilità di mutare in umani, se non sono capaci di combattere e dunque non possono neppure interpretare il Tuxedo Kamen di turno?
Semplice, Kokoda e Natsu servono a introdurre nella serie l’elemento amoroso, dato che i due folletti, nelle loro versioni umane, faranno palpitare il cuore a Nozomi e a Komachi, dando vita a due belle love stories.
Mettendo un attimo da parte il fatto un po’ ridicolo che in realtà i due sono scoiattolini carini alti pochi centimetri e che le due ragazze ne sono ben consapevoli, a dire il vero le due storie d’amore sono pure ben narrate e coinvolgenti, ma decisamente poco “da Pretty Cure”.

Nelle serie precedenti, infatti, la trattazione dell’amore è stata molto più garbata e realistica, senza scene romantiche da film a tutti i costi e amati figoni, cosa che invece qui è presente e che è un altro elemento del mancato realismo di questa serie.
A ciò aggiungiamo che praticamente l’universo narrativo di Yes! Pretty Cure 5 ruota solo intorno ai personaggi sinora menzionati. A parte le loro famiglie (o comunque personaggi che ne fanno le veci, come il manager di Urara o il maggiordomo di Karen), che compaiono in un paio di episodi a testa se va bene, e qualche sparuto personaggio di sfondo come lo staff della scuola e la giovane reporter Mika Masuko, il mondo di Yes! Pretty Cure 5 è tutto qui. Le ragazze non hanno altri amici all’infuori del loro gruppo e nella scuola (che ritorna ad essere femminile come nelle prime due serie, quindi addio al bel gruppetto di amici misto della terza) ci sono solo ragazze senza nome che passano il loro tempo a idolatrare le protagoniste. La serie appare quindi, in un certo senso, limitata e limitante e non si ha affatto la sensazione di vivere in un universo realistico che esiste anche a prescindere dalla trama principale, ma piuttosto in un microcosmo che ruota unicamente intorno ad essa.

Passando dall’altro lato della barricata, credo che per introdurre i cattivi di Yes! Pretty Cure 5 non ci sia miglior modo se non quello di specificare una cosa. Per la prima volta dopo tre stagioni, nessuna delle due sigle di chiusura di questa serie mostra i cattivi ripresi in maniera bonaria che ballano o sono travestiti.
Basta già questo per farci capire come i cattivi di questa serie siano talmente di poco spessore da non meritare nemmeno una bonaria presa in giro nella sigla.
Intendiamoci, il loro lavoro lo fanno, quando c’è da essere cattivi lo sono, quando c’è da strappare qualche sorriso lo fanno, quando servono da avversari per combattimenti spettacolari son lì, ma mancano un po’ di carisma.
La loro organizzazione di salarymen che parla in continuazione di promozioni, licenziamenti e risultati da ottenere per evitare punizioni, alla lunga stanca. Fra il piattissimo Girinma, la femme fatale Aracnea, il pigro e perennemente affamato e alla ricerca di un lavoro part time che possa riempirgli la pancia e le tasche con poco sforzo Gamao, l’inquietante “conte Dracula” Bloody, il donnone Hadenya, lo sventurato ma simpaticissimo Bumbee, l’enigmatico e spaventoso Kawarino e l’algida Desparaia sono tuttavia ben pochi i personaggi che riescono a restare impressi e al massimo fanno un po’ sorridere, ma siamo ben lontani dalle grasse risate che ci si faceva con Uraganos, Shitataare, Kintoresky o Moerumba. Anche i demoni minori, qui chiamati Kowainaa, sono decisamente poco divertenti e meno caratterizzati rispetti ai loro predecessori Zakenna e Uzainaa.
In più, si tratta di personaggi che sono cattivi e basta e che mai attraversano un percorso di crescita personale o un cambiamento caratteriale che li possano rendere a tutto tondo.
Fra i difetti della serie, bisogna aggiungere inoltre anche una certa ripetitività di base. I molti episodi “quotidiani” non dispiacciono affatto, poiché ci danno un ottimo quadro dei caratteri delle protagoniste, ma si avverte la mancanza di saghe di più ampio respiro, di una trama più articolata e ricca di colpi di scena (salvo qualche rara eccezione che infatti risulta essere di ottima fattura) e qualche episodio, soprattutto quelli incentrati sull’odiosissimo folletto Milk (la Chibiusa della situazione) che appare a metà serie, risulta noioso e trascurabile.

Dopo la carrellata di difetti, adesso passiamo anche a illustrare i pregi, di questo Yes! Pretty Cure 5, e i motivi per cui, tutto sommato, non è una produzione così scialba come potrebbe sembrare sinora.
Innanzitutto, l’aspetto tecnico. I disegni della serie ben si adattano anche a questa nuova veste e colori e animazioni sono molto curati e brillanti. Le sequenze delle trasformazioni (purtroppo molto statiche, con le protagoniste ferme sul cui corpo compaiono man mano i vestiti e i cui capelli si acconciano magicamente) e degli attacchi (che, ahinoi, per la maggior parte sono semplici farfalline colorate, ma anche sequenze visive di grandissimo effetto scenico) sono ben realizzate e il tutto viene decisamente impreziosito dallo splendido lavoro svolto dal sempre bravissimo Naoki Satou per la colonna sonora, che ci regala momenti di grande epicità musicale durante le scene clou.
In linea con quelli delle serie precedenti, i combattimenti sono molto fluidi e movimentati e vedere non due ma ben cinque guerriere colorate saltare di qua e di là e fare a pugni e calci contro nemici grandi dieci volte loro messe insieme ha decisamente il suo fascino. Tuttavia, purtroppo, si registra una minore fisicità dovuta alla presenza di più colpi magici con sequenze ripetute e dei power up che, sulla linea di quanto già visto nella in parte deludente seconda stagione Max Heart (di cui questa Yes! Pretty Cure 5 ripesca diversi difetti, come se, da tradizione sailormoonesca, le serie “pari” debbano essere le peggiori), sono quasi sempre semplici upgrade dei primi attacchi con qualche effetto di luce in più e il nome cambiato.
L’elemento più bello dei combattimenti, tuttavia, che è anche il punto di forza di questo Yes! Pretty Cure 5, è però il fatto che questi siano un mezzo per veicolare la crescita e l’approfondimento psicologico delle protagoniste.
E’ vero che questo non sortirà effetto sui monolitici cattivi, ma gli scontri fra loro e le Pretty Cure saranno anche e soprattutto verbali e serviranno alle ragazze per acquisire fiducia in loro stesse e a veicolare in maniera davvero bella temi come l’amore, la speranza, la responsabilità, il non arrendersi mai, l’amicizia.

A differenza di molti majokko sentai che usano “il gruppo” solo perché previsto dal copione, qui abbiamo veramente “un gruppo”. Cinque ragazze diversissime fra loro per caratteri e storie personali, che però diventano amiche. Un’amicizia sincera, appassionata, che coinvolge lo spettatore e che è riuscita ad emozionare me che ormai sono navigato, figurarsi come può coinvolgere lo spettatore di giovane età che rientra nel target primario della serie.
E’ davvero bello vedere queste ragazze crescere e confrontarsi, litigare e riappacificarsi, combattere insieme in nome di un forte sentimento che le lega nonostante la loro diversità.
Emblema di tutto questo è lei, Nozomi, la nostra protagonista. Un personaggio che di particolare praticamente non ha nulla, anzi è una ragazza comune sotto tutti gli aspetti e decisamente meno popolare delle sue compagne. Eppure, è Nozomi il capo delle Pretty Cure, colei che non si arrende mai e combatte, senza mai perdere la speranza o abbandonare i propri sogni, sorretta dall’affetto che nutre per le amiche, col sorriso sulle labbra. Come, prima di lei, Usagi riuscì a rendere felici ragazze che venivano escluse e soffrivano la solitudine perché chiuse tutto il tempo a studiare, malviste per via delle loro facoltà spirituali, perché rissose o perché chiuse in loro stesse, anche Nozomi è il collante, la luce che brilla più delle altre e le unisce, l’esempio perfetto per ogni piccola spettatrice che, come lei, dovrà cercare di affrontare la vita con coraggio, speranza e buonumore.
Nel loro partire da basi già viste, le cinque protagoniste di questa serie riescono comunque a farsi amare e se per uno spettatore che ha già visto tutti i majokko sentai precedenti sembrano banali, per un giovane degli anni 2000 Nozomi e compagne sono degli ottimi esempi da seguire, degli ottimi personaggi in cui rispecchiarsi, delle magnifiche eroine a cui affidarsi che si facevano portabandiera di valori giusti, come furono Usagi e le guerriere Sailor per noi bambini in quei lontani anni ’90.

Due parole sull'edizione italiana, che ci offre un doppiaggio non sempre convincente, a dispetto dei grandissimi nomi coinvolti.
Alcune fra le doppiatrici delle ragazze non sono proprio adatte al loro ruolo, mentre altre ci stanno alla perfezione, altre hanno bisogno di un pò di tempo per ingranare, altre risultano convincenti solo in determinati frangenti, altre invece sono diversissime dalle loro controparti giapponesi ma donano una maggior personalità rispetto al doppiaggio giapponese più scialbo. Buona invece la prova dei doppiatori di tutti gli altri personaggi, con l'unica eccezione di alcuni fra i cattivi, che hanno una voce anonima quanto il loro carattere.
Il doppiaggio italiano però riserva qualche problema perchè, di tanto in tanto, i personaggi "si scambiano le battute", forse per un errore di montaggio, ma la cosa non è tanto piacevole.
Infine, da segnalare la completa eliminazione nella versione nostrana di un episodio, il 27, per cause inspiegabili.

Ricordate quando, negli anni ’90, sulla scia del capostipite Street Fighter 2, nacquero innumerevoli picchiaduro come i vari Art of fighting, Breakers, World Heroes o Fighter’s History, che quasi ne sembravano dei plagi, degli sterili rip-off, delle imitazioni dallo scarso carisma?
Yes! Pretty Cure 5 in un certo senso è così, è il Fighter’s History dei majokko sentai, che riprende elementi dalle maggiori opere precedenti del genere e che non brilla affatto per originalità, se visto con gli occhi di uno spettatore esperto. Eppure, come quei picchiaduro in sala giochi riuscivano comunque a divertire chi vi infilava un gettone nel cabinato, anche Yes! Pretty Cure 5 è una bella opera d’intrattenimento, che regala ore spensierate e anche diversi momenti emozionanti a chi lo guarda, pur non brillando e avendo svariati difetti.
Bisogna tuttavia guardarlo con gli occhi di un giovane spettatore di oggi, e allora Yes! Pretty Cure 5 si trasformerà nel migliore dei cartoni animati, poiché, se fallisce come serie Pretty Cure, come majokko sentai in generale si rivela essere un’opera che comunque ha diverse frecce al suo arco e riesce a centrare perfettamente i suoi obiettivi e ad essere un ottimo intrattenimento di qualità per i giovanissimi.

Cecilia

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Cecilia

Episodi visti: 15/49 --- Voto 5
Che dire, peccato. Le cinque fosforescenti guerriere che combattono per il mondo sanno di già visto persino per me che di anime ne ho visti davvero pochi. Nel confronto con Tokyo Mew Mew, Yes! Pretty Cure 5 guadagna punti perché si evita la morale ambientalista e il "Gli uomini stanno distruggendo la Terra", che mi rese impossibile (per conati di disgusto) una nuova visione del primo.

Originalità dei personaggi: 0. Nozomi è una copia, mal riuscita, di Usagi, Ichigo, Lucia (Mermaid Melody), forse un attimo più intelligente di quest'ultima. E non le fa onore che, dopo di lei, i leader delle Pretty Cure abbiano avuto tutte il vestitino rosa kawaii e, a parte Love, anche i capelli fucsia. Altra nota di demerito, la doppiatrice italiana, che è insopportabile.
Per quanto riguarda le altre, Rin è una rediviva Nagisa ma senza il suo carattere né troppo spessore; Komachi è la secchiona stile Ami-Lettuce (ma paragonarla ad Ami è complimento troppo grande); Urara (cosa sono i capelli della trasformazione? Inguardabili!) non è niente di che, e infine Karen potrebbe essere una riedizione di Mint e Zakuro messe insieme, con anche un po' di Rina. L'originalità della coppia di guerriere senza colori assurdi e strettamente legate delle prime serie va a farsi benedire per scivolare nel sentai mono e nemmeno tanto interessante. Potevano evitare.

I cattivi sono identici a quelli delle precedenti serie, magari uno sforzo per migliorarli si poteva anche fare, no? Anzi, sono addirittura inferiori. Nella prima stagione c'era almeno il ragazzino a cui Honoka si interessa, nella terza Michiru e Kaoru rese davvero bene e i vari "comandanti" che avevano una loro onesta personalità. Qui, almeno finora, 0 assoluto.

Ultima analisi, saltatami all'occhio da poco. Ma i giapponesi sono deficienti? La domanda mi è sorta spontanea guardando l'ambientazione, che dovrebbe essere la Francia. A parte che non si capisce di che periodo perché le abitazioni sono un mix di stile giapponese ed europeo immaginario (forse 700-800?), vogliamo parlare della scuola? Un istituto giapponese in Francia? Con tutti, dico tutti, i personaggi con nomi giapponesi? Ma per piacere. Nelle scuole francesi non si sta a scuola come in quelle nipponiche, non ci sono migliaia di club, niente consiglio degli studenti e giapponesate varie. Per non parlare dei nomi dei personaggi. Così tante giapponesi in una scuola dovrebbero essere figlie di diplomatici, perché la cosa sia credibile, ma così non è e la verosimiglianza va a farsi benedire. "Ambientato in Francia" è assoluta fuffa, per essere gentile. Ho il sospetto che i produttori manco ci siano mai stati, in Francia. A che pro cambiare ambientazione di nome, se poi di fatto è tutto uguale?
Bocciato.


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igurashi

Episodi visti: 49/49 --- Voto 9
Io ho sempre adorato le Pretty Cure e questa stagione è la mia preferita.
Forse è dato più dal fatto che i "pupazzetti", che nelle altre stagioni permettevano la trasformazione delle Pretty Cure e quindi ogni ragazza ne aveva uno ma qui sono solo due, si trasformano in ragazzi e c'è più romanticismo, nelle prime serie, anche se c'era un po' di amore, non era come in questa serie.
Ci sono ad esempio molti episodi dedicati a Nozomi, una delle protagoniste, e Coco (una creatura del Regno Palmiere) e a Komachi (un'altra Pretty Cure) e Natts (anch'esso proveniente dal regno di Palmiere).

In questa serie le Pretty Cure si trasformano grazie ad un braccialetto che portano sempre.
A differenza delle prime tre serie, che erano ambientate in Giappone, la quarta e la quinta stagione si svolgono in Europa. Nonostante tutto, sono sempre presenti riferimenti alla cultura giapponese, come ad esempio l'abito del kimono e le feste popolari estive.
Per chi non l'ha ancora visto lo consiglio assolutamente, perché veramente vale la pena.


 1
Swordman

Episodi visti: 48/49 --- Voto 6
Majokko sentai che passione. Nell’estate del 2009, in piena infatuazione da Sailor guerriere, avendo appreso dell’imminente trasmissione di questa serie ho deciso di seguirla considerato da un lato il genere e dall’altro il fatto che quello delle Pretty Cure è uno degli anime in assoluto più seguiti in Giappone.
L’inizio è quanto di più classico ci sia nel genere. Nozomi Yumehara, ragazza allegra e un po’ pasticciona, incontra un "puffoso" esserino mentre viene attaccato da un mostro, e riceve quindi dei poteri per trasformarsi in una delle leggendarie guerriere Pretty Cure. Dovrà quindi trovare le altre guerriere per aiutare il suo nuovo amico Coco a ripristinare il suo regno distrutto dall’attacco di un esercito di malvagi.

Sembra quasi di leggere la trama del primo episodio di Sailor Moon e in effetti le meccaniche delle due serie sono abbastanza simili: vita quotidiana, crisi/problema di un personaggio, scontro con un mostro, conclusione. Tuttavia questa è una caratteristica che, più o meno, tutte le serie venute dopo Sailor Moon hanno ereditato. Dal canto suo quella delle Pretty Cure si è sempre distinta per la maggiore fisicità dei combattimenti condotti più con le arti marziali che non con l’uso di oggetti magici di sorta. A questa tendenza non fa eccezione questo Pretty Cure 5 (che in realtà è la quarta serie) che dunque gode di un elemento action molto gradito. Alla fine della serie conteremo almeno due o tre combattimenti di ottima fattura.
Il cast dei personaggi, elemento essenziale per questo genere di serie, non delude: oltre a Nozomi (Cure Dream) ci sono le sue amiche e compagne Rin (Cure Rouge), Ueara (Cure Lemonade [!!!] ), Komachi (Cure Mint), Karen (Cure Aqua) tutte ragazze solari, decise e indubbiamente simpatiche; forse sono un po’ simili per carattere ma comunque questo non risulta affatto un problema.
La grafica è nel complesso molto curata specialmente nel chara, ancor più nelle sequenze di trasformazione e anche negli attacchi con ottimi effetti speciali.

Ora, ahimè, veniamo alle note dolenti, perché ci sono e sono pesanti.
Prima fra tutte i tempi della storia: se in Sailor Moon il team di base poteva dirsi completo solo al 33° episodio (verso il 120° se consideriamo tutte le guerriere) in Pretty Cure 5 già al 6° la squadra è quasi del tutto al completo. Ne consegue che, escludendo pochi episodi chiave, ci si ritrova di fronte a una lunga serie di puntate praticamente fatte con lo stampino e inevitabilmente, per quanto possano essere simpatiche le protagoniste, divertenti le gag e accaniti alcuni combattimenti, la noia alla lunga avanza. In più i power-up agli attacchi che le Pretty Cure (inevitabilmente) ricevono rimangono tali solo sulla carta e nelle intenzioni perché i colpi alla fine non cambiano per niente a eccezione di quelli di Cure Dream e del mega-attacco generale.
Aggiungiamo poi un cast di malvagi che definirli di poco spessore sarebbe fargli un complimento. Oltretutto in alcuni episodi i loro “boss” si trasformano in mostri giganti ma queste occasioni vengono spesso sprecate con un combattimento anche più veloce di quelli “normali”.
La serie si conclude infine con un finale un po’ stucchevole ad alto tasso di saccarina.

Nell’edizione italiana da segnalare il mantenimento di tutti i nomi dei personaggi, dei colpi e, almeno nel loro senso, delle frasi di battaglia. Il doppiaggio è risultato di buon livello, anche se ogni tanto c’è stato qualche errore nelle battute, con una scelta di voci molto energiche sulle protagoniste. E’ stata inoltre realizzata con buon risultato una cover dell’opening originale. Lo stesso non si può dire per l’ending che non è neanche mai stata trasmessa completa. Per contro ci sono stati brevi tagli in alcune sequenze ed è da segnalare che un episodio misteriosamente non è stato trasmesso.

L’avversario diretto di Pretty Cure 5 è senz’altro la 4° serie di Sailor Moon, tra l’altro quella tra tutte maggiormente segnata da filler e dalla trama meno epica. Da un confronto globale emerge che non solo la vecchia guardia tiene sul piano grafico, ma nell’insieme vince nettamente alla distanza per storia, carisma dei personaggi (specie i cattivi) e varietà generale.
Con ciò non si vuole stroncare questa serie delle Pretty Cure, anzi per i fan del genere sarà una manna, ma semplicemente affermare che per convincere l’appassionato più smaliziato ci vuole qualcosa di più.
Per la prossima estate dovrebbe comunque essere in programma la 5° serie. Penso che vedrò anche quella.

nagisa_cureblack

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nagisa_cureblack

Episodi visti: 48/49 --- Voto 6
Ho visto tutti gli episodi di "Yes Pretty Cure 5" e devo dire che non mi è piaciuto per niente.

1) i combattimenti non erano per niente alla pari, cè 5 contro 1. Per di più la maggior parte delle volte i malvagi erano dei veri cretini, quindi grazie tante che vincono sempre, è il minimo, anzi è vergognioso che ci mettano più di 10 minuti a sconfiggere dei nemici come quelli essendo 5 volte di più!
2) Stupidaggine totale il fatto che Nozomi e Komachi si siano innamorate di due scoiattoli! Perchè Coco e Nats, se non sono Peluche, sono degli scoiattoli!
3) L'unica persona un pò più normale degli altri per me era Rin (Cure Rouge). Era l'unica che stava un pò più con i piedi per terra, ma non troppo come quella noia mortale di Komachi e quella rompiscatole di Karen, almeno qualche volta faceva delle battute decenti, non come quelle squallide de Nozomi!

Vabbè questo è tutto.

Vi saluto Un Bacio A tutti BY Nagisa_CureBlack

PS. Come si vede dal mio Nik per me le sole ed uniche Pretty Cure sono Nagisa e Honoka della prima e seconda serie di Pretty Cure.


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Yasha

Episodi visti: 49/49 --- Voto 10
Nozomi Yumehara è una normale studentessa che frequenta l’accademia Cinq Lumiere.
Un giorno curiosando nella biblioteca della scuola alla ricerca di un libro per gli studi incontra una piccola creatura chiamata Coco (precedentemente incontrato in forma umana) con in mano un misterioso libro luccicante che lui chiama Dream Collet. Vengono improvvisamente attaccati da un mostro dalle strane sembianze e Coco da a Nozomi un altrettanto strano braccialetto con cui si trasforma in Pretty Cure e dopo aver quasi miracolosamente mandato via lo strano mostro riceve la notizia da Coco che la malvagia Desparaia ha distrutto il suo regno e lei dovrà trovare le altre 4 Pretty Cure scelte e combattere la malvagia organizzazione Nightmare.

“Il potere del sogno di una fanciulla, Cure Dream!”
“Il potere del cuore ardente di una fanciulla, Cure Rouge!”
“Il potere della freschezza di una fanciulla, Cure Lemonade!”
“Il potere della tranquillità di una fanciulla, Cure Mint!”
“Il potere dell’intelligenza di una fanciulla, Cure Aqua!”

Frasi che hanno segnato definitivamente questo anime.
Yes! Pretty Cure 5 è un anime realizzato dalla Toei Animation ed è la quarta serie della ricca saga di Pretty Cure che a differenza delle altre che si svolgono in Giappone, questa si svolge in Francia.
L’anime porta con se molte curiosità e apprezzamenti degni di nota. Innanzitutto la grafica Toshie Kawamura curata nei minimi aspetti anche se in alcuni episodi molto trascurati e disegnati non tanto bene rispetto ad altre puntate.
Ci sono infatti anche molte come già detto curiosità. Dapprima la Toei ha trascritto male la parola francese Cinq Lumiere mettendo sul giornaletto scolastico dell’accademia la scritta “Cing Lumiere”.
Altra curiosità, nell’anime non vengono mai mostrati i genitori delle cinque Pretty Cure, a differenza del papà di Nozomi, cosa davvero molto insolita.
Un pezzo della sigla è stato stranamente cambiato e modificato: nella opening originale la scritta del titolo si illuminava lettera per lettera mentre la voce cantava il titolo e come sfondo aveva la scuola di notte, invece nella versione italiana la scritta compare nella scuola di giorno e non si illumina mentre la voce che canta la sigla di Gorgia Alissandri. Una censura a parer mio senza senso, e ciò che stupisce è che oltre a questa non ne è stata fatta nessun altra all’interno dell’anime e la sigla in Giapponese è stata immutata e solo tradotto in italiano con neanche un termine appena cambiato o modificato.
Ho apprezzato molto la carismaticità dei personaggi, ognuno con un suo carattere e una sua psicologia ben definita e costruita, con uno stereotipo ben usato e adatto come ogni serie Majokko sentai da fare.
Ho decisamente anche apprezzato l’uso del colore dell’anime che a parer mio è una delle cose meglio usate e riuscite.
Un majokko che amo e che apprezzo per la sua semplicità e la sua genuinità!

Bye Yasha 9/10/09 20:22

Gaiden

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Gaiden

Episodi visti: 25/49 --- Voto 4
Prendete i combattimenti alla "Dragon Ball" e "Sailor Moon", infilateli dentro un frullatore e aggiungete una trama scadente, noiosa, infantile e prevedibile, personaggi stereotipati fino all'osso, episodi filler a non finire, una qualità tecnica altalenante, oggetti magici di cattivo gusto e scarsa originalità et voilà! Otterrete "Yes! Pretty Cure 5" e il suo seguito, "Go Go".

Quanto di più scadente ci sia nel panorama majokko.

SilverSamurai

 0
SilverSamurai

Episodi visti: 10/49 --- Voto 7
Una delle copie di Sailor Moon meglio riuscite.
Peccato per gli sfondi, di una qualità davvero scadente e approssimativa, le parti meglio realizzate sono quelle delle Henshin (anche se essendo molto statiche risultano estremamente monotone alla lunga) e degli attacchi. Buone le animazioni.
Un anime comunque carino che però non aggiunge nulla al genere.

Kaito

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Kaito

Episodi visti: 27/49 --- Voto 10
I personaggi sono disegnati benissimo e la grafica e bellissima. La storia è davvero molto avvincente e penso che questa sia la serie più riuscita di Pretty Cure!
Il mio voto è completamente positivo, spero che il più presto possibile potremo vederla in Italia, ovviamente dopo Splash Star XD
I ho visto tutti i 27 episodi trasmessi finora in Giappone (ovviamente in giapponese) ed è un anime davvero stupendo! Non vedo l'ora di vedere gli altri (infatti in Jap trasmettono un solo episodio a settimana...)

P.S: avete fatto un errore dove avete scritto "Serie TV del 2007 di 25 episodi", infatti la serie è tuttora in corso in Jap e non si sa ancora quanti episodi sono!

CosmoChan

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CosmoChan

Episodi visti: 4/49 --- Voto 10
Ho visto solo 4 episodi di questo anime che và in onda di recente in Giappone, e sembra davvero strutturata molto bene! La storia la ritengo molto avvincente, può sembrare a vista una "copia" di Mew Mew dalla grafica alla frase di trasformazione "metamorfosi", ma poi non lo è affatto, lo ritengo un prodotto davvero bello e con senso logico!
In giappone và alla grande.....