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selene90

Episodi visti: 50/50 --- Voto 9,5
“Kemono no Souja Erin” è una serie di cinquanta episodi del 2009. Dire a che genere appartenga mi sembrerebbe riduttivo, perché Erin accumula in sé tante tematiche e tanti generi differenti che si mescolano e intrecciano più volte, senza mai prendere il sopravvento gli uni sugli altri.
Se cercate serie che puntino all’azione, questa non fa per voi, benché di azione ce ne sia (poca, ma c’è). Così come, pur essendo una delle tante componenti proposte, non è adatta a chi cerca una serie puramente sentimentale. Se dovessi classificarlo, direi che “Kemono no Souja Erin” è un anime che punta alla maturazione e alla crescita personale.

La Erin del titolo è, a inizio storia, una vivacissima bambina di dieci anni. Vive con la madre in un villaggio che cresce i Touda, ovvero mostruose creature nate e allevate con lo scopo di proteggere il granduca e la regina. Il sogno della bambina è quello di seguire le orme della madre e diventare una veterinaria. Il suo spirito vivace e curioso le permette di diventare una bambina e una ragazza sveglia, attenta ai particolari, e molto intelligente.
La storia prosegue per tutti gli archi della vita della piccola Erin, intrecciandosi con i fati di numerosi altri personaggi, col destino del regno, e con segreti scioccanti che Erin scoprirà a sue spese lungo tutto il suo tragitto di vita.

Cosa rende speciale questo anime? Di sicuro la sensibilità e il forte impatto lasciati da tutti i personaggi, la loro caratterizzazione, la loro evoluzione e la loro caparbietà. Ogni personaggio della storia lascia qualcosa di sé, ognuno offre tutto sé stesso per la causa in cui crede. E lo fa anche con sacrifici e scelte difficili, non sempre facili da accettare. Lo spettatore è portato proprio a chiedersi cosa sia giusto fare in una determinata circostanza, e se le scelte compiute dai protagonisti siano effettivamente quelle moralmente giuste.
La cosa più stupefacente è che, per tutta la durata della storia, ogni scelta posta non è mai banale. Non c’è niente di solo bianco o nero, ogni cosa ha le sue sfumature e le sue sfaccettature. Erin stessa parte come una bambina risoluta che non vuole sfruttare gli animali per il solo bene dell’uomo. Un proposito nobile, di sicuro, ma è anche giusto? Una domanda lecita che viene spontanea nel preciso momento in cui Erin stessa si rende conto che il non seguire le regole poste dai suoi simili può portare a conseguenze più disastrose che il farlo.
Oltre a tutto ciò, le tematiche proposte sono molto interessanti. Tramite episodi puramente introduttivi ed esplicativi, vediamo proposto il tema del rapporto uomo-natura a cui è legato quello più profondo del conflitto tra ideali e realtà, che ho accennato prima. A braccetto con essi, c’è una cornice politica di tutto rispetto.

Quanto al comparto tecnico, nulla da ridire. L’anime è tratto da dei romanzi, e molte scene violente della serie sono colorate tramite pastello, per edulcorare la violenza insita. Anche le OST e le opening sono sensazionali, in particolare “Shizuka”, prima opening, riproposta più e più volte anche all’interno della serie.

Insomma, un anime di tutto rispetto, che consiglio caldamente.


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eracliano

Episodi visti: 50/50 --- Voto 10
Ci sono storie che ti catturano per l'intensità dell'azione. Altre lo fanno grazie al carisma di un personaggio chiave. Altre ancora perché trattano di un tema particolarmente scottante, magari saltato alla ribalta nei tempi recenti.
Non mi sento di classificare "Kemono no souja Erin" come nessuna di queste. Non è una storia d'avventura, di combattimenti epici o che affronta una problematica scioccante. È invece una storia, una meravigliosa storia di crescita personale, ambientata in contorno stupendo, fiabesco, tanto semplice quanto profondo e sincero, degnamente raffigurato con uno stile grafico soffice, fatto di tinte color pastello e contorni leggermente abbozzati, che si intonano perfettamente con il racconto.
Essa ci narrerà di come Erin, vivace e intelligente bambina che vive in un piccolo villaggio di allevatori, arriverà, tra le mille difficoltà della vita, a divenire donna. La seguiremo in un lungo viaggio attraverso scenari bucolici e città trafficate, fino all'età adulta, passando per l'infanzia e l'adolescenza.

Difficile non rimanere colpiti dalla sua personalità, che è incredibilmente ben indagata, così come quella dei numerosi personaggi secondari, ciascuno dei quali avrà a suo modo qualcosa da insegnare... e anche talvolta da imparare da Erin, vero modello esemplare di condotta di vita. Nel mentre della narrazione saranno tante le sfide che la nostra eroina dovrà affrontare, così come sono molti i temi importanti che troveranno spazio per essere affrontati (ma mai in maniera invasiva: essi si inseriranno invece in maniera del tutto naturale). Volendo citarne alcuni: la morte dei propri cari, l'importanza dell'istruzione, il rispetto di tutte le forme di vita, l'idiozia della guerra... e a questi se ne potrebbero aggiungere altri ancora, ma penso di aver reso l'idea.

In virtù di tutto questo, "Kemono no souja Erin" si qualifica indiscutibilmente come un anime assolutamente perfetto per dei bambini, che in esso troveranno non solo un bell'intrattenimento, anche condito ogni tanto da delle allegre canzoni, ma anche un'occasione di riflessione e di crescita, poiché, come ho già detto poco sopra, Erin si può davvero considerare come uno splendido modello comportamentale: i suoi punti di forza non sono soltanto il coraggio e la forza di volontà, ma anche l'ottimismo e soprattutto una famelica curiosità e voglia di apprendere, di darsi da fare.
Allo stesso tempo, sono convinto che anche chi non è più bambino possa apprezzarlo, come ho fatto io: invero, penso che sia sufficiente un po' di spirito romantico, un animo gentile, per potersene innamorare.
Dopo questa presentazione, penso che non serva aggiungere altro per giustificare il voto assegnato: il massimo.


 5
Tacchan

Episodi visti: 50/50 --- Voto 9
Vi sono volte in cui è difficile identificare una serie dal primo episodio, non è il caso di "Kemono no Souja Erin", vi darà da subito l'idea di quello che troverete. Più di tante mie parole, procuratevelo: se quanto vedrete vi piacerà, probabilmente amerete anche il resto della serie e troverete un piccolo gioiello che assolutamente merita di essere seguito.
Non si tratta di una serie che piacerà a tutti, se cercate azione, se cercate qualcosa di cool, alla moda, guardate altrove, dopo aver visto il primo episodio, per sicurezza.

Il maggiore e più banale pregio che "Kemono no Souja Erin" può vantare è che ha una bella storia da raccontare.

Un po' come l'animo della giovane protagonista, l'anime prosegue in modo limpido, chiaro, lineare e mai complicato: non farete fatica a seguirlo e non vi sono misteri da dipanare. Non cercherà di attirare la vostra curiosità artificialmente con trame oscure o complicate, né si affiderà ad improbabili colpi di scena. Seguirete la vita di Erin, dalla sua infanzia, attraverso la sua adolescenza fino a giungere alla sua età adulta. Con lei scoprirete e conoscerete il suo mondo, in modo graduale, sicuramente lento, ma scorrevole, naturale, ricco di sfumature interessanti. Presa dimestichezza con il mondo di Erin vi vengono presentati una lunga serie di comprimari, anche loro con un passato che merita di essere raccontato, una personalità complessa e tante sfaccettature da scoprire. Alcuni sono contestualizzati in un quadro articolato, perni importanti per una trama che si snoda tra intrighi politici e giochi di potere, contrapposti a persone leali e motivate da nobili ideali. Tra loro c'è Erin, una bambina sveglia e diversa dalle altre, che si vede strappata dalle braccia della madre ed è costretta a crescere in un ambiente nuovo, per fortuna tra persone che tengono a lei.

Le tematiche che vengono offerte nel corso degli episodi sono molteplici, quella della morte ha certamente un ruolo primario e pervade l'intera serie, sebbene non venga mai trattata direttamente. Erin si porta dentro le cicatrici di un'infanzia finita in modo brusco e doloroso, ma riesce a trovare in quello che ama la forza per crescere e diventare una persona unica, speciale. Si parla anche di guerra, gli scontri non vengono quasi mai mostrati, eppure è un tema ricorrente che ha, soprattutto nella seconda parte, una grande influenza sugli avvenimenti raccontati.

Dal punto di vista tecnico spiccano da subito due caratteristiche: i fondali offrono uno stile particolare, che ricorda il pastello, che rende i bordi degli oggetti piuttosto approssimativi e imprecisi. Tale tecnica spiazza un attimo all'inizio, ma risulta azzeccata, integrandosi perfettamente con il tipo di tematiche offerte. La seconda riguarda le musiche: ogni episodio offre almeno una canzone cantata, che può essere utilizzata come background music, oppure essere intonata dagli stessi personaggi. Si tratta di una scelta atipica e forse rischiosa, ma le canzoni si sono molto belle, caratteristiche e anche in questo caso si sposano perfettamente con ambientazione e situazioni, risultando davvero pregevoli.
La sceneggiatura, nonostante il ritmo piuttosto lento e riflessivo, si dimostra orchestrata in modo magistrale. Le animazioni sono in genere essenziali, svolgono egregiamente il loro dovere, ma di certo non sono uno dei punti forza della produzione.

"Kemono no Souja Erin" è tratta da una serie di romanzi di Nahoko Uehash, scrittrice sulla quale Production IG aveva già puntato. La collaborazione era sfociata nella stupenda serie TV "Seirei no Moribito" e, anche nel caso di Erin, il risultato è decisamente da lodare. Vi consiglio vivamente di vedere entrambe le produzioni, sono due tra le migliori produzioni degli ultimi anni.


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Actarus

Episodi visti: 50/50 --- Voto 10
Kemono no souja Erin è un anime di rarissima intensità.
Gli autori di Seirei no Morobito riescono a incastonare un'altra autentica perla. Questa serie riprende tutto il meglio degli anime dagli anni '70 fino a metà anni '80, portandolo a vette altissime, difficilmente raggiungibili per gli anime odierni.
E' di una profondità incredibile il rapporto che c'è tra Erin e sua madre Soyon, una veterinaria dei Touda (grossi lucertoloni). Ho trovato da lacrime la morte di sua madre, mi sono commosso tantissimo.

La puntata in cui Soju, una ragazza del villaggio, in procinto di sposarsi, si ammala, l'ho trovata educativa e riflessiva. Erin e sua madre andranno a depositare una stupenda forcina di capelli al punto della nebbia per avere in cambio l'antidoto in grado di guarire la ragazzina. Mi ha veramente toccato questa puntata, perché il padre ha lavorato duramente per ottenere questa forcina che doveva servire per il matrimonio, e invece è servita come scambio per avere l'antidoto.
Sono commoventi poi le puntate in cui Erin riesce a instaurare un rapporto splendido con un Oujuu (un falco gigante bianco) di nome Lilan. Le puntate finali sono veramente intense (ho dovuto riprendere i fazzoletti). Erin vuole a ogni costo comunicare ed educare gli Oujuu (grazie alla sua natura sensibile) in modo naturale, non vuole usare i fischietti che immobilizzerebbero l'animale in un stato di apparente coma. Essa riesce in modo eroico a resistere alle pressioni degli umani che ne vogliono fare delle macchine da guerra e chi ha la fortuna di avere avuto una buona educazione familiare riuscirà a capire la serie in tutte le sue più piccole sfumature.

Il chara design apparentemente potrà essere per un pubblico infantile, invece nelle scene più drammatiche rivela la sua bellezza, toccando profondamente l'anima. A proposito, gli Oujuu a mio avviso sono veramente fatti bene, altro che gli animali della Disney! Come in qualche altra serie non recente si nota l'evoluzione di Erin prima bambina, poi fanciulla, ragazza, e poi madre, con i capelli lunghi come sua mamma, e si nota che ha anche un comportamento più adulto. E' più riflessiva, meno chiacchierona, guardinga su qualcuno che potrebbe comportarsi male con lei. I fondali sono ben disegnati e si adattano bene all'ambiente circostante, anche se secondo me non raggiungono l'eccellenza di altri anime, come Anna dai Capelli Rossi o Conan, il Ragazzo del Futuro. La prima opening a mio avviso è stupenda (in tutti i sensi). Invece la seconda, ri-orchestrata sulle basi della prima, mi è piaciuta poco. Le canzoni di sottofondo sono altrettanto belle, ma secondo me troppo ripetitive.
Lo consiglio a tutti, quest'anime. Kemono no souja Erin è come una dolce carezza che riscalda il cuore.


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laury84

Episodi visti: 50/50 --- Voto 8
Seguiamo le avventure di Erin, che aspira a diventare un veterinario per bestie sacre e incontrerà un cucciolo in particolare che alleverà, con cui avrà un rapporto fuori dal comune e che la porterà a essere coinvolta negli intrighi del suo paese (precedentemente seguiti da altri personaggi).
Ciò che ho più apprezzato è la delicatezza con cui vengono espressi i sentimenti, in particolare quelli d'amore non solo romantico, che pure fa capolino nella parte finale della serie, ma soprattutto familiare e in particolare materno. Lo stesso vale per i temi difficili - guerra, famiglia, lutto, nascita, ecologia -, presentati con realismo e convinzione, senza drammi eccessivi.

Lo stile narrativo è quello del racconto/leggenda, con una voce narrante che presenta e chiude gli eventi principali di ogni puntata, aiutandoci a non perdere il filo dei numerosi salti spazio temporali. Si passa infatti da un luogo all'altro, seguendo non solo la protagonista, ma anche le sotto-trame dei comprimari che andranno a convergere nella seconda parte della serie. Il tutto è svolto con ammirevole ritmo e tempismo.

Kemono no souja Erin è sicuramente una serie impegnativa per numero di episodi, ma a mio parere vale la pena di vederla; una decina e più di episodi potrebbero essere tranquillamente tagliati dato che non aggiungono alla trama, ma per i ragazzini che dovrebbero essere il target originario sono interessanti ed educativi.
La scelta dei colori, l'apparenza sfumata dei fondali e il design semplice potrebbero apparire noiosi, ma sono invece un punto di forza, che contribuisce a creare un'atmosfera fantastica, da favola.
Peccato per le animazioni poco fluide, visto l'anno recente di creazione i produttori avrebbero potuto spendere di più in questo senso.
Una nota di merito per le musiche e in particolare per l'opening: d'avvero azzeccata per melodia e soprattutto testo.


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Slanzard

Episodi visti: 50/50 --- Voto 9
<b>Kemono no souja Erin</b> (<i>The Beast-Player Erin</i>) è una serie di 50 episodi del 2009 adattata in animazione da un soggetto originale di <i>Nahoko Uesashi</i>, meglio nota per aver scritto il romanzo di <i>Seirei no Moribito</i>. In occasione dell'adattamento televisivo, si è scelto di animare solo i primi due romanzi della serie, usciti contemporaneamente nel 2006, lasciando stare i due più recenti, usciti anch'essi insieme nel 2009.

<b>Kemono no souja Erin</b> è la storia della piccola Erin, bambina di 10 anni appartenente al “popolo della nebbia”, misteriosa tribù raminga dai capelli e occhi verdi che si ritiene dotata di chissà quali poteri magici. Solitamente, tra i normali esseri umani e la tribù della nebbia non ci sono contatti, salvo qualche sporadica contrattazione mercantile, tuttavia Erin è nata e cresciuta nel tranquillo villaggio rurale di Ake dal momento che sua madre, innamoratasi di un uomo del villaggio, decise di sposarlo e di abbandonare per sempre la sua gente. Il lavoro della madre di Erin, Soyon, è abbastanza particolare; ella è infatti una veterinaria di... draghi. O meglio, più che di draghi si dovrebbe parlare di touda, razza di pericolosi rettili dalle draconiche sembianze allevati nel villaggio di Ake per poi essere utilizzati in guerra come cavalcature mobili. Enorme importanza è data ai touda, che grazie alla loro prestanza fisica sono alla base dei successi militari del Regno del Granduca, così come grande è la responsabilità che grava sugli addetti ai touda, che sono direttamente responsabili di qualsiasi danno questi subiscano mentre sono sotto le loro cure. Erin è una bambina vivace, curiosa e intelligente che sogna un giorno di seguire le orme della madre in quanto allevatrice di touda; non tutto andrà però come previsto e molte saranno le prove e le vicissitudini che Erin si troverà costretta a superare, in un percorso di maturazione e crescita psicologica che, snodandosi in un arco temporale di circa una decina d'anni, ci mostrerà la piccola Erin diventare prima adolescente e poi adulta.

La trasposizione animata dei romanzi originali è stata attuata in maniera estremamente fedele, con solo qualche sporadico episodio creato appositamente per la serie, ma che non pesa e non stona minimamente nell'economia generale della storia. Principalmente, questi episodi “anime original” si raccolgono a inizio serie, in modo da meglio introdurre lo spettatore alla vita quotidiana del villaggio di Ake e ai personaggi di Erin e Soyon; la storia vera e propria del romanzo, invece, partirà all'incirca dalla sesta puntata.

Uno dei fulcri narrativi di <b>Kemono no souja Erin</b> è l'ambientazione bucolica, con Erin che apprende gradualmente i misteri e le meraviglie del mondo naturale per poter realizzare il suo sogno di diventare allevatrice; si assiste ad episodi utilizzati per spiegare come funziona l'allevamento delle api o a sviscerare gli effetti benevoli o malevoli di veleni e piante, senza che il ritmo diventi mai troppo lento o pesante da arrivare ad annoiare lo spettatore, che anzi seguirà con interesse queste piacevoli ed occasionali digressioni come fossero brevi spezzoni di un documentario.
Altro centro su cui si snoda la serie è il rapporto uomo-natura, incarnato dal modus operandi seguito dagli esseri umani per allevare, o sarebbe meglio dire schiavizzare, i touda (e gli oujuu). Ogni allevatore è infatti fornito di un fischietto ad ultrasuoni in grado di emettere un suono inudibile agli esseri umani ma in grado di paralizzare temporaneamente i touda; in questo modo è possibile curarli, nutrirli, ma anche controllarli sul campo di battaglia e soggiogarli durante la caccia. Per chi ama tutti gli esseri viventi, tuttavia, il vedere fiere bestie come i touda divenire obbedienti schiavi ai comandi degli esseri umani non può che arrecare dolore e sofferenza, e così è infatti per Soyon, che in uno dei primi episodi afferma: «<i>I touda allevati dagli esseri umani sono creature davvero miserabili</i>». Ma, in fondo, come spiega Soyon ad Erin, i touda sono delle bestie selvatiche, e gli allevatori non esistono per le bestie, ma per gli umani che con le bestie devono convivere. Questo conflittuale rapporto tra ideali e realtà sarà la base su cui si svilupperà tutta la crescita e l'evoluzione psicologica della piccola Erin.

Vi è infine un ulteriore aspetto su cui si concentra la narrazione, ovvero la situazione politica dei due regni confinanti della Regina e del Granduca. Vuole la leggenda che molto tempo prima la Divinità Je, a cavallo del suo oujuu, fosse discesa da una terra lontana sottomettendo tutti i touda e riuscendo a conquistare il trono del regno. Nacquero così due nazioni, quella della Regina, in cui vigeva la pace assoluta grazie al potere di controllare gli oujuu e al controllo religioso dato dall'avere come sovrana una discendente della divinità, e quella del Granduca, incaricato di mantenere la pace del Regno della Regina sconfiggendo tutte le minacce esterne con l'ausilio dei touda. Nel momento in cui è ambientato <b>Kemono no souja Erin</b>, questo rapporto simbiotico è in procinto di crollare; il popolo del Granduca è ormai stanco delle continue guerre combattute solo per proteggere la Regina, i cui sudditi, abituati ormai da secoli alla pace assoluta, disprezzano i loro salvatori tacciandoli come rozzi guerrafondai che altro non conoscono al di fuori della battaglia. Inizialmente le vicende politiche resteranno slegate da quelle personali di Erin, per poi convergervi sempre più col proseguire della storia.

Tecnicamente <b>Kemono no souja Erin</b> è abbastanza particolare; la prima cosa che salta agli occhi sono gli sfondi, realizzati tramite una colorazione a pastello atta a simulare la realizzazione di un romanzo per l'infanzia, tecnica utilizzata anche per “edulcorare” alcune scene violente o per alcune sigle. Sebbene questa inusuale scelta possa lasciare spiazzati sul primo momento, i fondali riescono ad amalgamarsi più che bene coi personaggi, disegnati in modo canonico, senza dare la fastidiosa sensazione di essere stati “incollati sopra”. Anche il character design si mantiene in linea col target originario – che ricordiamo essere l'infanzia – con un disegno semplice, seppur accurato e preciso, che ricorda vagamente quello utilizzato dallo Studio Ghibli o dai primi meisaku di Takahata e Miyazaki. Le animazioni sono abbastanza povere, in linea con quelle della canonica animazione semplificata adottata per le serie televisiva a cadenza settimanale. Degna di nota, infine, la decisione di inserire un'insert song cantata in ogni singolo episodio, una canzone il cui testo si presta a diverse interpretazioni in base al periodo della serie in cui è inserita.

<b>Kemono no souja Erin</b> è un ottimo titolo, che può vantare alle sue spalle la solidità e la coerenza di un ottimo romanzo per l'infanzia, permettendo la creazione di una sceneggiatura organica e ragionata dall'inizio alla fine, senza sostanziali cali o incoerenze narrative. È una serie che ricorda alcuni meisaku dell'epoca d'oro del primo <i>World Masterpiece Theater</i> e che strizza l'occhio ad un determinato filone narrativo ambientalista “ghibliano”. <b>Kemono no souja Erin</b> è in definitiva un prodotto per l'infanzia che, come tutte le grandi opere di questo filone, risulta apprezzabile da un pubblico eterogeneo e di tutte le età, grazie a personaggi ottimamente caratterizzati, una sceneggiatura solida e ben costruita e, cosa forse più importante, una tesi di fondo e un messaggio da voler trasmettere allo spettatore, che lo situano, indubbiamente, tra i migliori anime del 2009. E, come tutte le grandi opere, la fine di <b>Kemono no souja Erin</b> lascerà un piccolo vuoto nello spettatore, rattristandolo per il dover salutare la (ormai non più) piccola Erin che l'ha accompagnato in questo viaggio di 50 episodi.

paul1968

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paul1968

Episodi visti: 25/50 --- Voto 8
Storia interessante, falsamente infantile, visto il modo di raccontare i temi trattati, e giocata su canoni ecologisti, ma un po' lenta, forse.
Buoni i disegni, pur senza essere particolarmente curati, e comunque adatti ai personaggi.
In sintesi, l'anime parla della crescita fisica, mentale e morale di una bambina, figlia di una veterinaria di animali sacri, i quali vengono impiegati come armi da guerra. Ci sono varie sotto-trame ben inserite nella storia, che pur essendo fondamentalmente una specie di fantasy storico esce parecchio dal consueto, tanto è vero che ancora non ho ben capito dove voglia andare a parare.
Comunque, a me piace: il voto è otto, perché pur non essendo un capolavoro risulta interessante, sopratutto dopo qualche episodio.