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Evangelion0189

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Ho deciso di recensire la versione rieditata di Ghost in the Shell (per questo il "2.0" del titolo) perché tra i due è quello che mi è piaciuto di più, se non altro per i colori saturati da capo e il nuovo doppiaggio italiano, più comprensibile e più fedele all'originale rispetto al precedente. "Lo spirito nel guscio" (questa, più o meno, la traduzione), tratto da un manga meno efficace e più improntato sull'umorismo di Masamune Shirow, è un film di fantascienza cyberpunk in piena regola che ha influenzato parecchio il mondo del cinema e dell'animazione: gli stessi fratelli Wachowski, autori della fortunata trilogia cinematografica di Matrix, hanno affermato di essersi ispirati alla pellicola (la cui prima versione è uscita nel 1995): mi vengono in mente i cavi elettrici inseriti nel collo all'altezza della nuca e le scritte verdi dei titoli di testa (poi eliminate nella "2.0"). Due anni dopo aver dato al mondo quel grande film che è Patlabor 2 , il Ghost in the Shell di Mamoru Oshii è diventato un vero e proprio fenomeno multimediale: a partire dal manga, ad oggi sono stati prodotti due film, due serie TV, una serie OAV (al momento in corso) e chi più ne ha più ne metta. La trama, a metà tra un cyber-thriller filosofico e un poliziesco, è parecchio intricata, dunque ne riassumerò gli spunti principali.

Seguiamo fin da subito le vicende di una squadra di agenti speciali della Sezione 9, una branca della Pubblica Sicurezza che si occupa di crimini relativi ad hackers, cyborg e tecnologica di ogni sorta. Il film comincia in medias res, proprio nel mezzo di un'operazione atta a incastrare un criminale. Capo della squadra è Motoko Kusanagi, una cyborg dotata di una forza sovrumana e abilissima nel combattimento; segue il fedele energumeno Batou, i cui occhi sono completamente cibernetici e Togusa, l'unico del gruppo ancora quasi completamente umano. A muovere le fila è il vecchio e astuto Aramaki. I membri della Sezione 9 si troveranno a indagare sul misterioso "burattinaio", un potente hacker che manda i cyborg in corto circuito e che comunica mentalmente a Motoko, instillando nel suo "ghost" il dubbio su se stessa e sulla sua visione del mondo... L'indagine poliziesca, ben congegnata e densa d'azione, è quindi solo un pretesto per introdurre tematiche di un certo rilievo, al punto da forzare lo spettatore a chiedersi se le macchine abbiano o no un'anima o se le persone siano ancora "umane". Il finale più o meno aperto è in linea con il cupo pessimismo che pervade l'opera.

Per quanto riguarda l'aspetto più tecnico, Ghost in the Shell 2.0 è una festa per gli occhi e le orecchie: il lavoro di rimasterizzazione a cura dello stesso Oshii stesso ci fa vivere questo film come mai prima d'ora. I colori sono sgargianti e le animazioni, già fluide nel 1995, ora sono messe ancora più in risalto. Il sonoro è sempre profondo e adeguato alla situazione. Un plauso va anche all'edizione italiana, il cui nuovo doppiaggio è stato missato a dovere e, se si dispone di un buon impianto sonoro, non si può restarne delusi. L'unica nota di demerito va all'uso un po' ridondante della CG in alcune sequenze: va bene usarla per i veicoli, ma anche per i personaggi... insomma (mi riferisco alla scena d'apertura: la Motoko in 3D non ha proprio motivo di esistere). Detto questo consiglio la visione di questa pietra miliare del cinema d'animazione a tutti gli appassionati di fantascienza, meglio se in alta definizione.


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Pan Daemonium

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
'Ghost in the Shell 2.0' rappresenta semplicemente un rimaneggiamento grafico dell'omonimo film del 1995. Niente di più, niente di meno. Nulla della storia, dei personaggi, dei fondali è stato minimamente alterato in alcuna scena.

Non posso, perciò, che consigliare l'unica cosa che mi balza in mente: se volete inoltrarvi nel mondo di GITS e avete dubbi se partire con il film del 1995 o con il rimaneggiamento del 2008, allora tutto dipende dai vostri gusti.
Se volete godervi la storia con una veste grafica leggermente migliorata allora guardate questo. Se volete godervi la storia con una veste grafica notevole per l'epoca, ma pur sempre limitata, allora guardate quello del 1995.

Io guardai per primo il film storico, di conseguenza non posso che dare un voto basso a quest'opera, che mi sembra semplicemente un metodo per fare soldi, pur non mettendo in dubbio la capacità nell'ammodernare l'animazione.

Utente5795
Utente5795

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Solitamente i film riciclati, ovvero quelli composti da significative porzioni di una precedente opera, realizzati solitamente in funzione riassuntiva (o integrativa se presentano scene inedite), non sono ben visti: d'altronde come si potrebbe intendere qualcosa che sfrutta i punti di forza di un suo predecessore, magari illustre, se non come una furbata spudoratamente commerciale? Posto quindi che questa categoria di lungometraggi si porti dietro un non leggero fardello sul piano intenzionale, credo però che ostracizzarli a priori, come spesso accade, non sia corretto. Nel valutare questi lavori, solitamente tengo conto di quanto l'opera originale sia stata rispettata, e se gli eventuali cambiamenti e rielaborazioni si siano inseriti con efficacia nella matrice originaria: in altre parole se il risultato, pur dovendo sottostare allo sgradevole nominativo di pellicola riciclata, si dimostra infine appagante, è per me condizione necessaria e sufficente per considerare il film meritevole - come <i>Evangelion: Death & Rebirth</i> e i due film di <i>Gurren Lagann</i>, che apprezzo sinceramente.

Tutto questo discorso serve a rendere più chiari i motivi della valutazione da me attribuita al qui recensito <i>Ghost in the Shell 2.0</i>, che di primo acchito pare niente di più di un capriccio del regista Mamoru Oshii, reo di avere profanato il suo capolavoro conferendogli una veste grafica più al passo con i tempi ma lasciando pressochè immutato tutto il resto, spinto da un impulso creativo di poco conto o magari dalla possibilità di racimolare qualche quattrino in più. Indicativamente l'opera a cui <i>2.0</i> può essere accostata più facilmente è <i>Evangelion 1.01</i>, con la differenza che, mentre il primo capitolo del <i>Rebuild</i> presentava un restyling grafico piuttosto intenso e qualche piccola differenziazione narrativa, <i>2.0</i> non solo non ha il minimo elemento di novità nella trama e nei personaggi, ma la modernizzazione visiva che lo caratterizza è tutto sommato marginale. Character design e storyboards sono gli stessi, quello che cambia è la stesura del colore e la gestione delle ombreggiature, e ultima ma non meno importante la presenza massiccia della computer graphics, utilizzata nelle luci, nelle ambientazioni e ovviamente negli effetti speciali.

Diciamolo chiaro: questo è <i>Ghost in the Shell</i>, né più né meno, graficamente potenziato, certo, ma in soldoni siamo di fronte a un film parassita... Però è un gran bel film. Non soltanto perchè chi è rimasto fedele all'originale può ritrovare qui intatto tutto quello che aveva amato di esso, ma anche per la mirabile assimilazione tra il gentile ritocco estetico apportato e tutto il resto. Certo, l'abbondante utilizzo della CG non risparma qualche scivolone, in particolare in due scene realizzate interamente a computer, sulle quali bisognerebbe stendere un velo pietoso per la loro grettezza e l'assoluta incapacità d'integrazione con le sequenze 2D che le circolandano; tolte quelle però, il risultato è davvero sopraffino, in grado di rendere più morbidi e meno brutali gli scorci sulla cupa realtà di New Port City pur mantenendo intatti tutta la freddezza, il distacco e l'alienazione che da sempre hanno contraddistinto il <i>Ghost in the Shell</i> di Oshii.

<i>2.0</i> è in fondo un film sul quale c'è poco da dire e tutto da vedere: non pretende di essere depositario di chissà quali cambiamenti, bensì è un tanto piccolo quanto convincente restauro del suo antesignano, luccicante in superfice e solidamente fedele a se stesso nella sostanza. La visione è ovviamente sconsigliata a chi cerca qualcosa di veramente inedito sull'universo cinematografico di <i>GITS</i>: a tal proposito consiglio caldamente <i>Innocence</i>, seconda divagazione oshiiana sugli spunti del mangaka Masamune Shirow. Nessun problema invece per chi si affaccia per la prima volta sulla seminale saga cyberpunk, essendo come ho già detto <i>2.0</i> equivalente al primo film, e allo stesso modo lo consiglio senza ripensamenti anche a chi è già esperto in materia: dopotutto è una buona occasione per rivedersi <i>Ghost in the Shell</i>...


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daniel

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Cosa posso dire di questo ghost in the shell 2.0 ?

La risposta é semplice ma lunga.

In Innocence (seguito di GITS) si notava una certa differenza "epocale" nei disegni, ma non mi riferisco in modo particolare alle animazioni (logicamente migliori visto che innocence uscí 7 anni dopo e si vede) ma in maniera particolare alle ambientazioni: infatti sembra siano passati una cinquantina d'anni tra un film e l'altro ...

E molto probabilmente deve aver pensato lo stesso la I.G. production visto che ha deciso di fare questa riedizione (assieme ai soliti motivi commerciali logicamente ) ritoccata.

E qui sorge il dilemma ( o meglio la domanda): sono riusciti nell'intento di migliorare l'opera ?

La risposta, a parer mio, é ni.

Il motivo é dovuto al fatto che in alcuni punti é sí vero che il lavoro fatto con la CG risulta ben fatto ( in modo particolare gli ambienti urbani, diventati piú simili al suo seguito ), ma in altri momenti invece finisce semplicemente con "incrementare" la differenza tra l'animazione classica (comunque scattosa), e la giá citata CG.

Un esempio é la scena di apertura dove praticamente c'é una differenza abissale tra la Motoko kusanagi fatta al computer e quella animata classicamente.

Se a questo aggiungiamo la decisione di cambiare ( e di mutilare ) alcune scene, ci si rende conto che l'opera ha praticamente a che fare con degli alti e bassi ulteriormente incrementati.

Personalmente avrei preferito l'aggiunta di animazioni "classiche" a quelle scene che difettavano di scattositá e avrei un po' ritoccato ( ma solo un po') gli ambienti urbani ma nulla di più.

Per carità, ci sono stati cineasti come George Lucas che hanno fatto la stessa cosa con la vecchia trilogia di Guerre Stellari (tra i massimi gioielli del cinema di fantascienza tra l'altro), in modo da decrementare le differenze "Tecnologiche" tra le due trilogie, e fare in modo che la quarta, quinta e sesta puntata risultassero tuttora godibili come effetti speciali.

Anche qui alcuni fan finirono con lo storcere il naso.

Concludo consigliando la visione di questo 2.0 solo ed esclusivamente a coloro che non abbiano ancora visto la prima puntata del capolavoro di Oshii/Shirow; oppure di aspettare che esca un qualche cofanetto speciale con le due versioni del film.

A coloro che invece hanno la prima versione del film consiglierei di lasciare allegramente perdere.

Buona visione.


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KiraSensei

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Società futuristica, uomini e cyborg convivono e lavorano assieme in maniera quasi perfetta. Questo è lo scenario di Ghost in the shell 2.0…!! A mio parere un capolavoro dell’animazione per storia, disegni, caratteristiche fisiche e soprattutto mentali dei protagonisti. La storia è incentrata sulle vicende di una poliziotta cyborg, la quale (aspetto classico dei polizieschi) indaga per sventare un complotto ma allo stesso tempo (aspetto innovativo e a mio parere punto do forza di Ghost in the shell) cerca di dare un senso alla sua esistenza andando “contro” la sua natura di cyborg, avendo riscoperto in se stessa una “coscienza” prerogativa che distingue l’essere umano dal resto delle creature esistenti. E qui il colpo di scena che ti lascia con la domanda che ti poni per tutta la durata del film: Può il cyborg diventare umano?? La dinamicità delle sequenze cattura lo spettatore, che riesce a percepire perfettamente le emozioni dei protagonista grazie all’espressività dei volti, ai fondali ben definiti e all’alternarsi di scende d’azione a scende di suspense e riflessione. In conclusione un film spettacolare che piacerà molto agli amanti del genere e farà ricredere gli scettici.
Voto 10!!


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Caio

Episodi visti: 4/1 --- Voto 10
Ancora un capolavoro del cinema d'animazione made in Giappone. Eccellente trama, un cyborg poliziotto alla scoperta di un complotto e alla ricerca del proprio cammino di vita. Eccellente ruolo della protagonista, un automa che si sente umana e diventa umana nel corpo di una bambina, qui rinasce a nuova vita? No qui diviene se stessa, viva! Eccellente montaggio che arreca alle scene d'azione una suspense maliziosamente europea. Ottima la sceneggiatura che produce uno storyboard con visi pieni, espressivi, belli, dinamici e sequenze all'altezza della camera (non si capisce a lungo andare nella visione che è tutto disegnato, ma tutto appare reale!). Un cast come questo anche se disegnato è pura argilla carica di vita che fa l'invidia dei cast meglio pagati in Los Angeles e Miami. Da vedere.