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Joey il Padrino

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
IL NULLA

Il 2017, per quanto mi riguarda, non posso certo definirlo un anno fortunato, almeno per quanto riguarda gli anime: dopo l’apocalisse "Hand Shakers" che mi ha portato sull’orlo della follia e cecità, passando poi per l’insulso "Classroom of the élite", chiudendo infine in bellezza con il “mortale” "Osama Game", sono giunto alla conclusione di essere entrato, mio malgrado, in una diabolica spirale fatta di scempi animati che hanno finito per portare il mio senso del disgusto a livelli quasi nocivi. Deciso a trovare una via d’uscita da quello che sembrava essere un loop infernale, al termine dell’estate, mosso più dalla disperazione che altro, dopo aver visionato sul tubo un video che ne elogiava trama e contenuti di cui ancora sono alla spasmodica ricerca, ho finito per vedere tal "Gamers!", serie animata prodotta dallo studio Pine Jam e tratta dall’omonima light novel scritta da Sekina Aoi e illustrata da Saboten. La conclusione? Il nulla, solo un placebo mal riuscito, o meglio scaduto, che ha finito per consapevolizzarmi di come tal maledizione sia destinata a durare a lungo (e che in questo inverno 2018 posso considerare ancor più forte che mai). Ma passiamo alla recensione seria…

La storia comincia presentandoci Keita Amano, il classico studente solitario e mediocre, privo di qualsiasi particolare degno di nota se non un amore sconfinato per i giochi. Un giorno, Karen Tendo, la ragazza più bella della scuola nonché Presidente del Club dei Gamers (un gruppo di ragazzi che come attività pomeridiana si divertono a giocare ai più svariati videogiochi), improvvisamente, da buona trama cliché che si rispetti, chiede all’ameba di entrare nel suo gruppo. Dopo un'iniziale riluttanza, forse consapevole di essere vittima di chissà quale sorte sinistra (e come biasimarlo, viste le premesse…), il nostro nerd accetta di buon grado. Da quel momento la sua vita cambia per sempre ma, contrariamente a quanto potrebbe far pensare il titolo, più che a giocare alle console il nostro protagonista finisce per trovarsi nel bel mezzo di un commedia romantica con belle ragazze che spunteranno fuori come funghi. Fortunatamente, però, almeno in questa serie il nostro beta non diverrà oggetto della libido di mezza scuola, o forse no…

Cercherò di essere clemente. Per carità, "Gamers!" si presenta e poi si sviluppa coma il classico anime spensierato, dove alla fine a reggere tutta la baracca è la solita love comedy basata molto sui fraintendimenti. E fin qui la serie si mantiene su un livello accettabile, complice anche i personaggi non proprio banali (con l’eccezione del protagonista-ameba, che più di una volta farà venire dubbi su cosa le pulzelle della serie trovino in un simile soggetto, brutto sia “esteticamente” che, perdonatemi, caratterialmente, dal momento che la sua psicologia è tutta incentrata su un disagio che lo fa sembrare fuori luogo nelle interazioni con qualsiasi character del cast, ma tralasciamo…), che più di una volta fanno sorridere con alcune battute esilaranti. Il problema sorge però sullo sviluppo. Esatto, avete capito bene, "Gamers!" non ha una maledettisima trama! Si può dire che tranquillamente la storia di questo anime si concluda al quinto episodio, momento in cui si forma il gruppo di cinque inseparabili (almeno in apparenza) amici, e poi i rimanenti sei episodi (per l’ultimo voglio fare un discorso a parte) sono un crogiuolo di scene inutili intercalate, per fortuna, da qualche scena comica. Ma la noia è sempre dietro l’angolo, fino all’ultimo, eccezionale, innovativo dodicesimo episodio. E non vi preoccupate, non c’è bisogno di spoilerare, semplicemente perché l’ultimo episodio di "Gamers!" è il niente più assoluto, un guazzabuglio di scene animate alle terme (strano, chissà perché questi episodi di fan service tappabuchi sono sempre i peggiori, e ripeto io sono assolutamente pro ecchi, ma deve avere un senso accidenti), due discorsi campati a caso, e la storia che (non) si conclude con la stessa situazione in cui si era concluso il quinto: cinque ragazzi amici tra loro chiusi in un pentagono amoroso che non sembrerebbe dare via di scampo. Ora, prego vivamente che lo studio Pine Jam stia già programmando una seconda stagione, perché davvero (non) concludere in questa maniera una storia è a mio parere un'offesa nei confronti del pubblico, che poteva davvero fermarsi a un decimo episodio senza inutili aspettative.

Una nota di merito credo sia comunque doverosa farla sui personaggi di "Gamers!", sorvolando sull’oscena mummia Amano Keita, beta del quale proprio non sento nemmeno il bisogno di parlare, i quali, contrariamente alla trama, risultano psicologicamente ben delineati. Kendo risulta infatti essere un curioso connubio tra possessività e sentimentalismo di altri tempi. Poi c’è Uehara, ragazzo che si atteggia a “figo”, ma che è stato, in passato, il tipico adolescente nerd, con un carattere maturo e atipico per questo genere di serie. Aguri, la ragazza di Uehara, carina e svampita, ma con un grande cuore, è la dolcezza e ingenuità fatta persona. Infine, degni di nota, sono Chiachi e sua sorella, entrambe giocatrici. La prima è una ragazza isolata e nerd, mentre la seconda ha la passione per i giochi age restricted, ma presenta anche un lato molto popolare, dal momento che è membro del consiglio studentesco della sua scuola. E tutto questo non fa che accentuare la mia delusione per come dei simili personaggi “interessanti“ non siano stati sfruttati a dovere.

Graficamente la serie è piuttosto godibile, con sfondi e caratteri graziosi e abbastanza curati. Il comparto audio, invece, è purtroppo quasi inesistente, fattore che di certo non aiuta a superare i momenti morti. Non mi esprimo troppo su opening ed ending, che sinceramente non mi hanno fatto impazzire, ma almeno sono a tema.

Concludendo, "Gamers!" alla fine è il nulla più assoluto, un anime passabilissimo dove dei personaggi interessanti vengono gettati a caso in un contesto non sviluppato, in una sceneggiatura dopo le prime battute inesistente, e in un comparto audio che sterile è fargli un complimento. Sinceramente non so se consigliarne la visione oppure no, perché se è vero che qui i personaggi almeno si distaccano un po’ dai canoni ai quali un pubblico può essere già saturo fino alla nausea, qui tutto viene buttato alle ortiche e finisce per non lasciare niente al termine della visione. Volete qualcosa che vi aiuti a tenere spento il cervello per qualche ora? Provatelo, ma io credo che ci si possa rilassare anche con serie leggere migliori, o almeno con una trama fatta e finita. Poi fate voi, io vi ho avvisato.


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Modellareisogni

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Dunque... qui parte il dramma morale: consigliarlo o non consigliarlo?
I dodici episodi mostrano uno slice of life di un gruppo di appassionati di videogiochi, pieno di triangoli, quadrilateri, pentagoni amorosi dove l'equivoco è all'ordine del giorno, perché la gente parla senza mai mettere il soggetto, quindi nessuno capisce il vero significato di quel che gli viene detto. "Gamers" sembrerebbe a tema videogiochi, ma alla fine il tutto viene accantonato per la trama amorosa, e si arriva alla classica commedia liceale, né più né meno.
Inoltre pensavo che gli episodi fossero di più, perché concluso il dodicesimo non mi è parso ci fosse una fine vera e propria... tanto che mi son chiesta: "E ora?". E niente, era finito così.
Vedete voi se azzardarvi a darci un'occhiata. E' stato divertente, mi ha fatto passare il tempo con qualche risata, ma alla fine è un anime abbastanza mediocre.


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Subject-0709

Episodi visti: 12/12 --- Voto 1
L'anime tratta di un ragazzo otaku con una forte passione per i videogiochi e stranamente senza amici. Per non deludere le aspettative, la ragazza più bella della scuola, che guarda caso è anche il presidente di un club dei videogiochi, si interessa (e si invaghisce) a lui invitandolo ad entrare nel club.
E' evidente che il punto forte non è l'originalità della trama, ma comunque inizia bene con situazioni divertenti e personaggi per lo meno non noiosi, a parte il protagonista che è il classico ragazzo introverso che si scusa per tutto e non ha niente di interessante se non la passione per i videogiochi.

Detto questo, sarebbe potuto essere un prodotto appena sufficiente se non fosse che, per una bella parte di trama, interi episodi si basano solo e unicamente su fraintendimenti. I personaggi discutono immaginandosi situazioni inesistenti e perseverano a fraintendere per il solo fatto che per qualche oscuro motivo non vogliono chiarirsi tra loro dicendo quello che realmente pensano. Va bene un episodio, ma va avanti cosi per metà serie: questa cosa innervosisce non poco perché rende tutti i personaggi grotteschi e dei completi idioti.
Si riprende un po' nel finale.


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npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
Che i mangaka giapponesi amino la geometria è un dato di fatto: per anni ed anni si sono esercitati sui “triangoli” più intensamente di quanto abbia fatto Pitagora in tutta la sua vita. Ormai, però, quasi tutti i segreti legati a questa figura geometrica sono stati sviscerati, per cui anche per loro è arrivato il momento di diventare più ambiziosi e puntare ad un poligono un po' più complesso. I possibili sostituti non mancano: ci sono il quadrato, il rettangolo o il rombo, tutte figure che avrebbero garantito ai mangaka un lato in più rispetto al classico triangolo. Ma si sa, il vero genio è colui che non tiene conto delle gerarchie e che non ha paura di osare. E così ecco qui “Gamers!”, un trattato di geometria sulle proprietà dei “pentagoni”; e, ancora una volta, questa branca della matematica si è dimostrata essere sinonimo di successo.

Keita Amano è un ragazzo che conduce una vita scolastica molto solitaria e che dedica la maggior parte del suo tempo al “culto” dei videogiochi. Proprio per questo, però, viene notato da Karen Tendou che, oltre ad essere la ragazza più carina della scuola, è anche uno dei membri del club dei videogiochi della scuola. Anche se Keita rifiuterà di entrare nel club, la sua vita solitaria è ormai arrivata agli sgoccioli; oltre alla bella Akane, a rendere più movimentata la sua esistenza penseranno Tasuku Uehara, un ex videogiocatore incallito convertitosi sulla strada della “figaggine”, la sua ragazza Aguri, un tipetto carino ed un po' svampito, e Chiaki Hoshinomori, una sorta di Keita versione femmina.
Se dovessi definire “Gamers!” in due parole sceglierei la già citata “pentagono” e “commedia degli equivoci”.
Per “pentagono” non intendo semplicemente dire che i personaggi principali della serie sono cinque, ma che questi sono legati fra loro da complessi rapporti emotivi in cui dominano l'amore e la gelosia; insomma, si tratta dello schema classico del triangolo sentimentale applicato ad un gruppo di cinque persone.

Se lo schema adottato è quello del pentagono, il motore che muove i suoi vari componenti è invece l'equivoco. Ogni azione posta in essere dai vari personaggi, infatti, finisce per aggiungere un nuovo tassello alla gran confusione che si viene a creare nel riconoscimento del tipo di rapporto che lega una persona del gruppo ad un'altra: così l'innamorato di turno finirà per attribuire all'amata sentimenti verso una o più persone senza accorgersi che in realtà anche il suo comportamento avrà lo stesso effetto sul suo partner. In realtà, per citare una famosa commedia degli equivoci, si tratterà sempre di “molto rumore per nulla”; tutto ciò che accade è solo il frutto della fantasia dei vari personaggi. Nel frattempo, però, la gelosia o le incomprensioni genereranno una serie di sketch comici davvero esilaranti e che raggiungeranno la loro punta massima nel momento della “resa dei conti”.
Tutti i personaggi, anche se in misura diversa, risultano estremamente gradevoli. Tra tutti, però, il più divertente è sicuramente Uehara. I suoi piani machiavellici, la sua vasta gamma di espressioni facciali, le sue imprecazioni ad alto volume sono il marchio di fabbrica di un personaggio che pian pianino porta a termine la distruzione della sua immagine iniziale di “figo dalla vita perfetta” per costruirne una nuova di “ragazzo simpatico e divertente”.
Un'altra cosa che mi è piaciuta molto, e qui in molti mi prenderanno per matto, sono gli spoiler che l'autore ha deciso di inserire qua e là; in alcuni episodi, infatti, l'anime preannuncia ciò che sta per accadere con piccole frasi aggiunte apposta sullo schermo. La cosa effettivamente fa storcere un po' il naso, ma in realtà si tratta di anticipazioni che da un lato rivelano poco ma che, dall'altro, creano grandi aspettative nello spettatore.

Veniamo adesso alle dolenti note.
In primis, “Gamers!” è un anime che si mantiene su altissimi livelli per sette-otto episodi poi cala vistosamente. Ciò, a mio avviso, è dovuto ad un percorso narrativo sbagliato, che risolve le questioni importanti troppo presto (quando poteva invece marciarci su un altro po') per poi partire con qualcosa di leggermente diverso ma che continua imperterrito a proporre la stessa tipologia di equivoco già vista in precedenza e che ormai non ha più senso. Non posso dire che come episodi siano brutti; però, guardandoli ho avuto l'impressione che la storia si fosse ormai conclusa diverso tempo prima.
In secondo luogo metterei tra i difetti la tendenza propria dei mangaka nel proporre sempre lunghissimi pistolotti informativi sull'argomento di turno. D'accordo, i personaggi sono videogiocatori, c'è il club di videogame, e passano il tempo a giocare; ma questo non è un buon motivo, a mio avviso, per partire con minuti e minuti di considerazioni sul mondo dei videogiochi quando in realtà questo fa solo da sfondo. L'esempio più eclatante è l'episodio dodici: per far capire che si trattava di un episodio che non seguiva la trama ma che doveva essere considerato un DLC (che nel linguaggio videoludico significa un “contenuto extra”), si è perso tutto il tempo a disquisire sull'importanza degli stessi nel mondo dei videogiochi. Ma che senso ha?

Ad ogni modo, "Gamers!", nonostante qualche piccolo difetto, resta un anime da vedere e da consigliare: la sua prima parte è un autentico capolavoro di commedia degli equivoci e non si può rischiare di perderla solo perché poi peggiora un po', ma sempre entro limiti accettabili, nella parte finale. Personalmente mi sono divertito moltissimo a guardarlo e mi farebbe piacere se ne facessero una seconda stagione, a patto, però, che non si continui imperterriti a sfruttare una situazione narrativa che si è già esaurita da tempo. Il giudizio complessivo, comunque, è ottimo.


 3
alex di gemini

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Non senza una certa tristezza mi accingo a recensire per primo questo anime.
"Gamers!" è un anime della stagione estiva 2017, tratto da una serie di light novel, e narra le vicende dei membri del più improbabile club scolastico, quello dei videogiochi.

La bella Karen Tendou, cugina brutta della splendida Erica Blandelli di "Campione!" nutre infatti una forte passione per i videogame, e cerca di costringere il timido e imbranatissimo Keita Amano ad entrare a farne parte, ma senza successo. Tutto ciò attirerà l'attenzione di Tasuko Uehara, che, pur non entrando nemmeno lui nel club, finirà col diventare amico e consulente sentimentale di Amano. Altre due ragazze finiranno con l'essere coinvolte, ovvero la programmatrice di giochi freeware Chiaki Hoshimori e la ragazza di Tasuko.

Le premesse per un anime ispirato ai videogiochi e vettore di interessanti riflessioni sul mondo videoludico ci sono tutte, ma non saranno mantenute. Già dopo quattro episodi il club dei videogiochi finirà nel dimenticatoio e la vicenda si trasformerà in una serie di storie d'amore adolescenziale. Non solo per il fatto che Amano e Tendou si innamoreranno, ma perché, in una perfetta commedia degli equivoci, inizierà una serie infinita di triangoli, quadrati e pentagoni amorosi, in un vortice sentimentale senza capo né coda. Una storia degna di "Ranma 1/2", come suggerisce anche il nome della protagonista. Di riflessioni sui videogiochi ce ne saranno poche e molto noiose, con l'ultimo episodio che, a recuperare il tempo perduto, parlerà esclusivamente di VG, finendo con l'essere il più noioso di tutti.

La grafica e la regia sono buone, la ending carina e l'opening un gioiellino, in cui i nostri vivono varie situazioni tipiche del mondo dei videogiochi, il tutto con le sonorità tipiche dei giochi a 8 bit del NES.
Forse a un pubblico adolescenziale questa lunga serie di storie amorose potrebbe risultare divertente, ma personalmente l'ho trovata piatta e noiosa, piena d'ingenuità. Il fatto poi di cercare d'aprire l'anime al mondo videoludico, per poi dimenticarsene quasi subito, risulta davvero deprimente e frustrante. I personaggi, poi, sono piatti e senza carisma, stereotipati al massimo. Con la capoclasse perfettina, il protagonista ameba come Shinji, la bella misteriosa e complessata, il bellone virile e la bella senza cervello. A questa stregua si sarebbe potuto fare un club di scacchi, badminton o qualunque altra cosa. Decisamente una presa in giro per le speranze dello spettatore. Il finale, poi, oltre ad essere il peggiore e più noioso episodio, è anche aperto, come capita inevitabilmente agli anime tratti da light novel ancora in corso.

Anime decisamente noioso e superficiale, che non mi ha dato nulla e che ho visto chiedendomi ogni volta quando sarebbe finito l'episodio, solo per trovare una chiave di lettura, almeno nel finale, ma che non c'è stata.

Voto: 4