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Testu

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
A metà strada tra un prodotto serio e la cosa più commerciale che potesse uscire sul mondo degli scacchi giapponesi.

In pratica, abbiamo Yaichi, un sedicenne che nel campo dello shogi ha un talento più unico che raro, al punto da aver superato molti veterani professionisti di una determinata categoria, diventandone il peso massimo, ottenendo così il prestigioso titolo di Ryuo. Essere però diventato uno dei migliori giocatori di shoji in circolazione impone una certa responsabilità, e Yaichi comincia a farsi problemi sullo stile da adottare nelle partite. Prima che ciò diventi un problema, si troverà, senza volerlo, una ragazzina servizievole, talentuosa e scappata di casa, a cui fare da mentore. Ad essa, se ne aggiungerà in seguito un'altra di tipo "tsundere benestante", con pascolamento occasionale di loro amichette moe. Ovviamente non mancherà nel quadro femminile l'amica d'infanzia invaghita di Yaichi, che per timidezza è costantemente in modalità ultra-violenta, e nemmeno qualche bellezza più matura di tipo ornamentale; del resto gli scacchi, si sa, attirano moltissimo le millenial, e in "Ryuuou no Oshigoto!", tolti gli adulti di mezza età e i pochissimi giovani, i giocatori visti all'opera sono per la maggior parte donne.
Per farla breve, il ragazzo dovrà prendersi la responsabilità di far diventare le sue due discepole (entrambe di nove anni e di nome Ai) delle giocatrici professioniste, e prepararsi a combattere con un genio imbattuto da anni, che sta collezionando tutte le onorificenze del mondo degli scacchi giapponesi e che mira ovviamente al titolo conquistato l'anno prima dal protagonista.

"Ryuuou no Oshitogo!" non è un anime di tipo genuinamente harem, il ragazzo gode di rispetto, ma a desiderarlo davvero sono solo l'amica d'infanzia e la prima discepola del ragazzo, di sette anni più giovane... e va detto che il ragazzo, pur avendo un cervello sopraffino, a intuito sentimentale è pari o poco sopra Ash Ketchum.
L'umorismo come intuibile è di scarso livello, il protagonista verrà costantemente minacciato e pestato dall'amica d'infanzia, messo in cattiva luce dalle allusioni di una giornalista o involontariamente dalla truppa di bimbe moe che lo seguirà occasionalmente, oppure subirà le attenzioni di una avversaria yandere con i denti da squalo e di un ragazzo omosessuale. Addirittura si spaventerà e si giustificherà a più riprese con la principale mocciosetta discepola a cui fa da maestro, quando lei entrerà in modalità gelosia con sguardo vuoto... niente di nuovo, insomma. A ciò si va ad aggiungere la tristissima, ma breve parentesi, dei genitori di Ai, che, vuoi per le tradizioni, vuoi per il matriarcato, più che una coppia di sposi sembrano padrona e cagnolino.

Ma del resto l'anime gioca e si fa complessi con le posizioni uomo-donna anche in altri ambiti. Ad esempio, le due discepole vengono considerate dei genietti con un futuro brillante davanti a loro, dovrebbero diventare meglio dell'amica d'infanzia del ragazzo, ma, a guardar bene, mai viene dato a intendere che possano arrivare in cima, o al pari del maestro, anzi, un certo discorso sugli alieni dello shoji e sul fatto che la cima della categoria competitiva sia composta di soli uomini fa intendere che, sì, le donne possano far paura, possano anche essere competitive o comandare, ma l'uomo sarà sempre un passo avanti.

Per quanto riguarda le puntate, comunque, esse scorrono discretamente bene, considerando l'argomento, e le partite, mai troppo lunghe, sembrano comunque voler fare presa sugli appassionati, usando termini reali per pedine, categorie di giocatori e di stili di gioco esistenti, evitando qualsiasi rappresentazione fantasiosa che potesse aiutare i non giocatori a figurarsi meglio la vicenda.

Sotto il profilo degli allenamenti e della battaglia finale è tutto un po' sacrificato dalle puntate limitate e dal fatto che l'opera di riferimento sia ancora in corso. Molte cose non si vedranno, Yaichi per la maggior parte del tempo non sembrerà poi così forte, e anche la sua seconda discepola, dopo una buona conoscenza iniziale, finirà per essere meno presente e, se vogliamo, un po' sminuita, grazie a un incontro con un personaggio che semplicemente andava fatto ritirare dalla categoria professionista, semplicemente perché mancante del talento necessario. Il suo volerla premiare per l'impegno e lo spirito combattivo, nonostante i propri limiti, è un messaggio tanto classico quando furbetto e falso, anche se la differenza di età tra le due sfidanti può in qualche modo aiutare a giustificarlo.

Insomma, "Ryuuo no Oshitogo!" è un prodotto carino che scade un po' nei soliti cliché; poteva puntare più in alto e ha un finale un po' monco nell'ultima parte, a cui si aggiungerà un siparietto comico-romantico che potrebbe piacere, come far avvertire la storia ulteriormente affrettata.


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alex di gemini

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Quando ho saputo di questo anime, sono rimasto piuttosto perplesso: con tutti gli anime sportivi immaginabili, hanno finalmente deciso di farne uno sullo shogi, i famosi scacchi giapponesi.

Ma questo sarà un anime sportivo atipico. In primo luogo non vi sarà la minima spiegazione sulle regole degli scacchi, non si capisce se sia perché gli autori le diano come già conosciute o se, semplicemente, in fondo, la storia si goda lo stesso, vedendo e allo stesso tempo non vedendo le partite. Poi, contrariamente al solito, il protagonista sarà sì giovane, ma ha già raggiunto un livello altissimo, non quindi il novellino a caccia di vittorie. Nello shogi, infatti, vi sono sette titoli, e possederne uno dà naturalmente molto prestigio, ma possederne di più diviene una vera tentazione. Inoltre il titolo va difeso ogni anno, ma chi fosse così abile da difenderlo un certo numero di volte lo ottiene a vita. Proprio per questo il nostro dovrà sudare sette camicie per non perdere tutto e bruciarsi come un pallone gonfiato. In più dovrà gestire il difficile ruolo d’insegnante, perché prenderà due bambine come apprendiste. In ambo i casi più per costrizione che altro, e una assomiglia davvero, in ogni aspetto, alla Rin bambina di “Fate/Stay Night”. Inoltre non sarà certo un protagonista solitario, poiché sarà circondato da un gran numero di amici, rivali, compagni di addestramento, vecchi maestri che non hanno raggiunto il suo livello.

Non mancheranno le scene ecchi, ma il tono resterà, comunque, serio. Questo infatti è un anime psicologico, prima che sportivo. La grafica è buona, dai colori caldi, valida la regia, discrete le sigle.
Molto bello il pensiero finale, secondo cui il nostro modo di giocare è influenzato dalla nostra personalità, così giocheremo tutta la vita e ci parleremo sempre. Come in ogni anime sportivo, comunque, la passione del protagonista raggiunge livelli altissimi, al limite del fanatismo, cosa non rara anche nei giocatori di scacchi occidentali.

Un valido anime, consigliato sia a chi voglia conoscere lo shogi sia a chi conosca solo gli scacchi europei e non abbia interesse ad approfondire l’argomento.
Voto: 7