logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 1
alex di gemini

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7,5
Una scuola cattolica solo femminile e le vicende delle sue studentesse: questo è l'argomento dell'anime.
Si potrebbe pensare, quindi, a una versione moderna di "Caro fratello", manga e anime della leggendaria Ryoko Ikeda. Ed effettivamente l'inizio è simile, con la normalissima primina Yumi Fukuzawa che, incontrata casualmente la bella Sachiko Ogasawara, finisce in men che non si dica catapultata nel consiglio studentesco. Data la disciplina con cui è organizzata la scuola e il detto consiglio, il parallelo con "Caro fratello" sembra scontato, ma... non lo sarà per nulla in realtà.

Ma andiamo con ordine. L'accademia Lilian è infatti organizzata in un sistema gerarchico tipicamente nipponico, con la relazione studente anziano-giovane portata all'estremo. Ogni studentessa è infatti invitata, ma non obbligata, a scegliere una petite soeur, ovvero un'allieva più giovane a cui fare da guida per tutto il periodo degli studi liceali. Ma come in un rapporto tra un Jedi e il suo padawan anche la studentessa più giovane, giunta al secondo anno, potrà scegliere la propria padawan, completando il cerchio. Il gotha è dato dal consiglio studentesco, ove le tre studentesse più importanti del terzo anno, dette rosa rossa, gialla e bianca, vengono coadiuvate dalle loro sorelline, dette rosa rossa in boccio, rosa gialla in boccio e rosa bianca in boccio, a loro volta coadiuvate dalle loro sorelline - padawan del primo anno. Le vicende non avranno la violenza di "Caro fratello", dato che l'accademia è regolata dalla gentilezza e dai fiori: tutto, comprese le classi, ha nomi vegetali, e lo stesso nome Lilian significa giglio, simbolo di purezza. Va da sé che essere sorella di una ragazza importante avrà molti vantaggi, ma la piccola Yumi appare combattuta tra accettare la proposta di Sachiko, studentessa del secondo anno e futura rosa, per cui prova ammirazione e affetto sinceri, o rifiutare, non sentendosi all'altezza e temendo anzi di essere sfruttata. I primi episodi potranno infatti far sorridere, dato che Yumi sembra essere reclutata proprio perché Sachiko, bella ma dal carattere chiuso, si rifiuta di ballare con un ragazzo durante la rappresentazione di Cenerentola, ma, se avesse una sorellina, si libererebbe dall'impiccio! Povere cocche che si fanno problemi per nulla! Ma con il passare degli episodi capiremo che si tratti non di uno spaccato dell'adolescenza, ma di un semplice slice of life, con le vicende spesso autoconclusive, in cui Yumi, pur non avendo bellezza o altri talenti, sarà in grado di cavarsela. Anche l'aspetto sentimentale dato dai rapporti tra ragazze sarà sempre presente ma sempre sfiorato, per cui, salvo in un caso di esplicito lesbismo, per il resto tutto rimane in una luce soffusa, tranquilla, di sincera amicizia. Non si capisce se Yumi sia lesbica o no nel suo profondo legame con Sachiko, ed è meglio così.

La grafica è semplice e raffinata, la colonna sonora e il doppiaggio ottimi, le sigle originali e carine. Certo, molte cose saranno approfondite solo nella seconda serie, per cui è normale rimanere delusi per il fatto che alcune ragazze facciano solo presenza, ma a tutto ci sarà rimedio. Una serie da vedere, anche se non è detto che piaccia a tutti per il suo ritmo lento, che sarà uno dei suoi punti di forza, ma anche di debolezza.

Voto finale: 7,5


 1
Otaku moderato

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8,5
<b>Attenzione: la recensione contiene spoiler</b>

Parlare del genere shoujo-ai-yuri non è cosa da prendere alla leggera, dal momento che vedere il sentimento dell'amore sbocciare fra due ragazze, tecnicamente, sarebbe poco gradevole. Ma il problema di questo amore non è solo il suo argomento, ma il modo in cui viene mostrato.
Oggigiorno, infatti, molti di questi rapporti vengono visti molto spinti e focosi, e soprattutto sono sempre inaspettati, e ciò potrebbe essere una fonte d'imbarazzo. Nel mondo degli anime, ma anche nei media in generale, il contenersi dal rendere questi rapporti semplici o spinti dipende da chi lo vuole mostrare e come vuole che lo si rappresenti.
E, se l'ambientazione riguarda un istituto femminile a sfondo cattolico, allora sì che la cosa andrebbe oltre, ma non è il caso di "Maria-sama ga Miteru", primo di una serie di anime che mostra quel sentimento in un modo molto semplice e puro.

Yumi Fukuzawa è una normale studentessa del primo anno all'istituto femminile Lilian, rinomata per l'atmosfera all'insegna della gentilezza. Ma come tutte le scuole giapponesi anch'essa ha un consiglio studentesco, che in questo istituto prende il nome di Yamayurikai, composto in genere da nove studentesse e da un particolare organigramma, composto da tre capi chiamate Rose, divise in Rosa Chinensis, Foetida e Gigantea, che usano un particolare sistema di Souer, ovvero studentesse più grandi che prendono sotto la loro ala protettiva, divenendo Gran Souer delle studentesse più giovani, chiamate Petite Souer, in modo da aiutarle ad ambientarsi nell'istituto. In questo modo le Rose hanno sotto la loro ala protettiva tre studentesse che erediteranno in futuro il loro ruolo, che prenderanno il nome di Rosa en bouton, che a loro volta possono scegliere delle studentesse più giovani e farle diventare, se lo desiderano, le loro Petite Soure.
E in un giorno come tanti Yumi conoscerà una di queste studentesse, la Rose Chinensis en bouton Sachiko Ogasawara, rimanendo molto colpita dal suo modo di fare calmo e raffinato; venuta a sapere che fa parte del Yamayurikai, decide d'incontrarla nel luogo dove si radunano, ovvero il palazzo delle rose, e dopo una serie di fraintendimenti e incomprensioni decide di accettare l'offerta che Sachiko gli propone per un motivo inizialmente egoistico: diventare la sua Petite Souer.

L'anime narra dei complessi legami che Yumi andrà a sviluppare nel corso della serie con i membri del Yamayurikai, ovvero: la gentile e protettiva Rosa Chinensis, nonché Gran Souer di Sachiko, Yoko Mizuno, l'esuberante Rosa Gigantea Sei Sato, che nel corso della serie tende a flirtare con Yumi per mascherare il suo senso di solitudine, insieme alla sua Petite Souer Todo Shimako, una tipa gentile nonché una delle prime a legare con Yumi, e la famiglia della Rosa Foetida, ovvero la Rosa Foetida Eriko Torii, quieta e riflessiva ma amante delle cose fuori programma, la Rosa Foetida en Bouton Rei Hasekura, abile nel Kendo ma anche in molti modi di fare femminili che stonano con la sua immagine, e la sua Petite Souer, nonché cugina, Yoshino Shimazu, che nel corso della serie legherà molto con Yumi.

L'anime affronta, in molte puntate che hanno come protagoniste le varie studentesse del Yamayurikai, i problemi che cercano in ogni modo di risolvere, narrando al tempo stesso i legami molto profondi che si svilupperanno fra alcuni personaggi; questo è l'elemento che gli ha permesso di distinguersi nel suo genere, perché non ha il suo punto di forza in scene molto chiare e spinte, ma nel contrario, cioè scene delicate e di atteggiamenti che fanno capire in modo chiaro e senza eccessi il profondo rapporto che lega molti dei personaggi.

Essi hanno la loro personalità e modo di fare le cose, ma riescono sempre a essere unite quando serve, specialmente quando arriverà Yumi, che aiuterà, a volte indirettamente, le ragazze a superare i loro problemi, ragazze che vedranno nella nuova arrivata una fonte di vitalità, nonché un'amica speciale, nel loro gruppo.

Ma il rapporto su cui la serie punta maggiormente i riflettori è quello che si svilupperà fra Yumi e Sachiko che, fra fraintendimenti e riappacificazioni e momenti che trascorreranno insieme, crescerà sia come legame fra Grand e Petite Souer, ma anche come amicizia, sviluppando col tempo un rapporto molto profondo e speciale fra le due.

Graficamente il titolo usa uno stile molto semplice e raffinato al tempo stesso, unito a OST che richiamano in ogni nota la musica classica, che permette di far respirare le atmosfere che permeano questa serie, il tutto unito a doppiaggi molto riusciti che esaltano i caratteri delle protagoniste e dei personaggi che conosceranno (e che hanno conosciuto).

Un'opera molto diversa per il suo genere che meriterebbe un'occhiata.


 0
Antoine

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Maria-sama ga miteru (abbreviato dai fan in Marimite) è la prima serie di tredici episodi di un prodotto sviluppato successivamente attraverso altre due serie TV e una serie OAV (tutti tratti da una light novel di Oyuki Konno). Si tratta di uno shoujo piuttosto tradizionale, con ambientazione scolastica e diversi elementi dal sapore yuri, cioè lesbico (o piuttosto shoujo-ai, vista la castità e la vena platonica delle relazioni tra le protagoniste).

Il titolo significa letteralmente "La Vergine Maria vi guarda", ma può essere tradotto anche come "Vergine Maria, veglia su di noi". La storia, infatti, è ambientata nell'Istituto Lillian, una scuola femminile cattolica: nel giardino, le ragazze sono solite raccogliersi in preghiera davanti a una statua della Madonna, da cui il titolo. Nell'istituto vige un complesso sistema gerarchico di relazione tra le varie studentesse. In primo luogo ogni studentessa più piccola può stringere un rapporto privilegiato con un'altra più grande, ricevendo da questa il suo rosario e diventando sorelle: rispettivamente petite soeur la minore e grande soeur la maggiore (la più grande delle due ragazze verrà quindi chiamata dall'altra onee-sama, cioè sorella maggiore). Come in ogni scuola privata per signorine che si rispetti, c'è un'élite di studentesse che guida tutte le altre (si pensi alla "Sorority" di Lady Miya in Caro fratello): costoro fanno parte del consiglio studentesco, chiamato "Yamayurikai" (Società del giglio di montagna). Quest'ultimo è composto da tre studentesse del terzo anno, soprannominate con i nomi latini di tre fiori di rosa: Gigantea, Chinensis, Foetida. Visto che ciascun membro ha una petite soeur, queste ultime sono definite rose en bouton (bocciolo) delle rispettive sorelle maggiori: quindi Rosa Gigantea en bouton, Rosa Chinensis en bouton, Rosa Foetida en bouton. Ovviamente anche i boutons, essendo studentesse del secondo anno, hanno delle sorelle minori (ciascuna delle quali è chiamata petite soeur di Rosa (Nome) en bouton). Tutta questa tiritera è necessaria per capire lo svolgersi dei primi episodi (io francamente nel primo episodio ho avuto un po' di difficoltà a raccapezzarmi, quindi mi sono fatto uno schemino delle varie "famiglie" di Rose, manco stessi leggendo un romanzo russo...).

Veniamo alla trama: Yumi Fukuzawa, studentessa del primo anno senza nessuna dote particolare, viene casualmente scelta da Sachiko Ogasawara (Rosa Chinensis en bouton) come sua sorella minore. La ragazzina si troverà quindi coinvolta nelle attività dello Yamayurikai, il consiglio studentesco. Detta così, chiunque abbia visto Caro fratello di Riyoko Ikeda/Osamu Dezaki avrà pensato a quella serie (Nanako Misono, studentessa del primo anno senza nessuna dote particolare, viene casualmente scelta per entrare nell'esclusiva "Sorority"). Bene, come si noterà fin dal primo episodio, le somiglianze con quella storica serie finiscono qui. Caro fratello era un dramma esistenziale, sociologico, psicologico (tutti i -logico che volete) e nel mezzo c'erano droghe, suicidi, intrighi incredibili, sentimenti incestuosi e via discorrendo (insomma, uno shoujo drammatico anni Settanta portato ai massimi livelli del melodramma).

Marimite è di tutta un'altra pasta, visto che è praticamente uno slice of life: non c'è una vera e propria trama, visto che nei tredici episodi si susseguono gli eventi della vita quotidiana delle ragazze, senza che accada mai qualcosa di veramente significativo (almeno per lo spettatore esterno). Se da un lato questo può sembrare positivo, perché darebbe modo di offrire un ritratto sincero e interessante della psicologia di giovani ragazze (rispetto agli estremismi da tragedia greca di Riyoko Ikeda), dall'altro si può purtroppo sottolineare lo scadimento generale nella sagra dello stereotipo poco interessante delle "ragazze giapponesi idealizzate".

Yumi è dolce, simpatica, allegra, buffa e imbranata (e quindi perfettamente inadatta al ruolo che casualmente si trova a ricoprire, ma proprio per questo apprezzata da tutte le studentesse del consiglio); Sachiko è la ragazza benestante, apparentemente algida e fredda, ma in realtà di buon cuore (e ovviamente svilupperà una sincera amicizia per Yumi). Gli altri membri dello Yamayurikai non vanno oltre: c'è la coppia Rei (Rosa Foetida en bouton) e Yoshino (sua petite soeur), rispettivamente la ragazza dall'aspetto molto mascolino (fisicamente è la copia sputata di Sailor Uranus) ma in realtà con indole estremamente femminile e versata nelle faccende domestiche (vedi Sailor Jupiter), e l'altra la ragazzina fragile e malaticcia, apparentemente l'emblema della femminilità ma in realtà con hobby più indirizzati ai maschi (viva la fantasia). C'è poi Shimako, diventata Rosa Gigantea en bouton pur essendo del primo anno, che è la ragazza bellissima e dai capelli ondulati e svolazzanti, che parla sempre e comunque sospirando (la doppiatrice è odiosa) e si preoccupa di non calpestare frutti e fiori caduti dagli alberi (!). Sua sorella maggiore è Sei (Rosa Gigantea), ragazzona molto burlona (e l'unica che praticamente si può dire davvero lesbica) che in realtà nasconde un passato malinconico e doloroso, celato sotto una maschera di allegria (viva la fantasia 2). I caratteri di Yoko (Rosa Chinensis) e Eriko (Rosa Foetida) non pervenuti. Personaggi maschili - due, un fratello e un cugino, manco i padri esistono - non pervenuti. Tutte le altre studentesse della scuola non escono dal branco dello stereotipo inutile (la fotografa impicciona, il capo del giornalino, pure lei impicciona ecc.).

Questo "imprevedibile" cast è quindi ovviamente prevedibilissimo. Le povere fanciulle si troveranno a dover affrontare difficoltà inimmaginabili: e la rappresentazione teatrale di Cenerentola in cui «ma dovevo ballare con Sailor Uranus, ora che devo ballare con un maschio vero sono in crisi e non se ne parla», e la tizia venuta dal nulla che si candida a membro dello Yamayurikai per il prossimo anno «oddio, la povera Shimako rischia di non passare automaticamente alla digievoluzione in Rosa», e la festa di San Valentino «oddio ma le piaceranno i cioccolatini e come diamine si fa a farli?», e la caccia al tesoro della scuola che permetterà di uscire con le Rose en bouton con «studentessa infame che cerca di barare e fregare la povera Yumi», e il primo appuntamento «oddio come mi vesto, dove la porto, cosa facciamo, dove mangiamo, come faccio con soli 3000 yen, sembra che io non sia mai uscita di casa per andare in centro con le amiche». Tutto questo ovviamente - insieme a sospiri, rosari e preghierine - avverrà sotto gli occhi della candida statua della Vergine Maria, che si sarà fatta quattro risate. Gli unici momenti un po' più seri e realistici (o per lo meno accettabili per chi è stato adolescente senza farsi tutti questi problemi) sono gli episodi su uno dei personaggi che deve subire un'operazione e quello sul passato di una delle ragazze (sebbene con sviluppi un po' improbabili).

Detto questo, uno si aspetterebbe una stroncatura totale della serie, mentre ho deciso di dare a Marimite un bel 7 pieno. Nonostante, infatti, la matassa di semplicità e di irrealtà banalotta - va bene che le ragazze giapponesi hanno un'educazione diversa dalla nostra, ma non ci credo che si fanno dei film mentali perché a sedici anni non sono in grado di andare in centro per un pomeriggio o che non sappiano come si ordini e si mangi al MacDonald's - la serie scorre piuttosto piacevolmente e risulta piuttosto rilassante (a tratti anche divertente, proprio per l'inadeguatezza delle protagoniste al mondo reale). Anche il livello tecnico risulta abbastanza piacevole: le animazioni sono quanto di più essenziale ci sia, pure loro quasi non pervenute (ma raramente le fanciulle fanno più che camminare e parlare), ma il character design è riuscito e molto da shoujo di fine anni Novanta/primi anni Duemila; le musiche sono piuttosto dolci, anche se limitate in numero (in compenso c'è un po' di musica classica e di opera, che è sempre un piacere). Il doppiaggio è molto buono, soprattutto Yumi e Sachiko (l'unica che ho trovato tremenda e odiosa è Shimako: non c'è una scena in cui la doppiatrice non abbia "recitato" sospirando con la bocca attaccata al microfono, ovviamente sempre con lo stesso tono monocorde: fiati e colore della voce, questi sconosciuti).

Esco dalla costola dello shoujo anni Settanta, quello iper drammatico e melò (e, infatti, il più volte citato Caro fratello, nonostante sia diversamente ma altrettanto irrealistico, è una delle mie serie preferite). Nonostante questo ho apprezzato Marimite per la sua semplicità un po' ingenua e sciocca, che ci presenta un mondo femminile quanto mai idealizzato e irreale, ma senza dubbio estremamente rilassante (e poi, ogni tanto, un cuore cinico ha bisogno di un pochino di zucchero, no?). Consigliato a chi predilige lo slice of life, il romanticismo da adolescente ingenua, le ragazze caste e pure (sconsigliato a tutti gli altri, vi annoiereste a morte).


 3
Swordman

Episodi visti: 26/13 --- Voto 8
L'istituto femminile Lillian è una scuola cattolica di elevato prestigio fondata nel 1902 Cardine dell'insegnamento è la grande attenzione all'educazione e all'osservanza delle buone maniere. Dopo l'iscrizione al primo anno del liceo le studentesse sono divise in tre famiglie: Rose rosse, gialle e bianche, a capo delle quali ci sono tre studentesse principali che hanno il titolo rispettivamente di “Rosa” Chinensis, Foetida e Gigantea.
Altra tradizione dell'istituto, anche se non obbligatoria, è quella di stabilire tra due studentesse un legame formale di “sorellanza”. In sostanza una studentessa del secondo o terzo anno si può così legare a una del primo attraverso il dono del proprio rosario. Nel caso che la più giovane accetti le due divengono così “soeurs” (sorelle in francese). Da quel momento la maggiore accoglie la minore sotto la sua ala e la guida durante la vita scolastica nell'osservanza delle regole e dello spirito dell'istituto mentre la minore la sosterrà nelle difficoltà e la aiuterà in eventuali mansioni.
Il tutto non è di secondaria importanza in quanto le soeurs delle tre rose sono destinate a succedere a queste ultime (in realtà per ottenere il ruolo di Rosa si tengono annualmente delle elezioni ma queste appaiono piuttosto “bulgare”).
Le Rose, le relative soeurs (dette boutons, boccioli) e le soeurs dei boutons compongono il consiglio studentesco, lo Yamayurikai.

Yumi Fukuzawa è una ragazza come tante iscritta al primo anno della Lillian già contenta anche solo per essere stata ammessa. Il primo giorno incontra, senza sapere chi sia, la studentessa forse più in vista dell'istituto: Sachiko Ogasawara, una ragazza particolarmente bella, dai modi aristocratici e che eccelle nelle arti. Tra l'altro Sachiko è anche Rosa Chinensis en bouton.
Gli eventi faranno si che Sachiko proponga a Yumi di diventare sua soeur ma questa, non sentendosi affatto all'altezza, rifiuta. Tuttavia Sachiko non vuole, e non può, arrendersi così facilmente...
Yumi inizia così a frequentare il consiglio studentesco e i membri che ne fanno parte...

Maria-Sama ga miteru è un anime molto particolare. La storia non prosegue seguendo una trama in modo “classico” piuttosto si svolge in modo episodico focalizzando l'attenzione di volta in volta sui vari personaggi ma mantenendo come filo conduttore la loro crescita caratteriale e psicologica. Dunque, sebbene Yumi e Sachiko possano essere considerate le protagoniste, abbiamo una certa coralità d'insieme con un un buono spazio riservato per quasi tutti i personaggi.
Un altro elemento di distinzione è l'atmosfera generale che si respira: calma, cordialità e tranquillità contribuiscono a creare un ambiente quasi aulico che riflette in pieno gli ideali di insegnamento dell'istituto Lillian.
La quasi assenza di personaggi maschili, i molteplici riferimenti floreali, la delicatezza d'insieme rendono Maria-Sama uno shojo tendente allo yuri. Sguardi languidi e sorrisi maliziosi non mancano anche se alla fine esempi veri e propri li abbiamo solo nella storia di Sei alias Rosa Gigantea.

Cosa mi è piaciuto di più di questo anime?
Indubbiamente il character design, un po' spigoloso ma al contempo delicato e dettagliato. I personaggi, particolari e ben caratterizzati nonché ottimamente resi grazie a un ottimo doppiaggio. La storia che nel suo non frettoloso sviluppo sa appassionare e coinvolgere anche grazie all'inserimento di momenti prettamente umoristici.
Alla serie si accompagnano inoltre dei mini episodi (omake) parodistici e realizzati in stile deformed, simpatici con alcuni molto divertenti.
Qualche nota stonata è comunque presente. Poca varietà nelle ambientazioni, del resto la maggior parte della storia si svolge nell'istituto e l'unica variazione dell'ambiente è quella data dall'alternarsi delle stagioni e infine, pur convenendo che in un opera sentimentale di lacrime ce ne possano stare, ritengo che a volte “queste ragazze” facciano una tragedia per un nonnulla...

A chi predilige storie dinamiche, intricate e incalzanti dico che Maria-Sama ga miteru non fa per voi. Agli altri, appassionati di shojo ma anche no (come me...), ma specialmente a che cerca qualcosa di diverso nel panorama dell'animazione nipponica consiglio di dargli un occhiata. Potrebbe sorprendervi.

Fuby B.

 0
Fuby B.

Episodi visti: 18/13 --- Voto 9
Questo anime è bello e delicato... trascina in situazioni surreali, dove regnano calma e buone maniere. A me è piaciuto particolarmente per la dolcezza dei personaggi e la purezza dei loro sentimenti. Lo consiglio vivamente a chi ama il genere Yuri. Anche se può sembrare per la trama simile a Strawberry Panic!, non vi ha nulla a che vedere... è SUPERIORE, credetemi!!

Guest

 1
Guest

Episodi visti: 26/13 --- Voto 10
Anime molto con un ottima caratterizzazione dei personaggi - forse perchè prende spunto da una seri di romanzi anch'essi bellisssimi - ho avuto odo di leggerne alcuni capitolo e credetemi valgono la pena di imparare il giapponese!! Anyway una volta iniziato a guardare l'anime si rimane ipnolizzati dalla storia e non si riesce più a smettere..