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PaterMundi

Episodi visti: 26/26 --- Voto 5
Trama: Siamo in Giappone. L'East Tokyo United è una squadra che milita in prima divisione giapponese, ma da tempo si trova in disgrazia, avendo ottenuto una serie molto negativa di stagioni deludenti.
Nonostante ciò la dirigenza è alla ricerca di un uomo che possa risollevare le sorti di questa squadra, e quest'uomo è Takeshi Tatsumi, ex giocatore dell'ETU talentuoso che aveva portato la squadra al massimo splendore alcuni anni prima.
La dirigenza lo chiama per svolgere il ruolo di manager, dopo che Tatsumi aveva condotto un'ottima stagione con una squadra di dilettanti in Inghilterra proprio come manager.

Notiamo molti elementi di novità. In primis il punto di vista è differente in quanto ci sono ottime basi per uno spokon manageriale innovativo. Di conseguenza viene affrontata tutta quella attività tattica, emotiva, motivazionale, risolutiva che è necessario che sia svolta da un manager.
Ebbene, tutti questi aspetti secondo me vengono trattati con eccessiva approssimazione, rendendo quest'anime abbastanza lento e noioso da seguire. Non mi ha mai stimolato a vederlo puntata dopo puntata, ma mi sono sforzato proprio grazie alle ottime recensioni lette in giro.
La parte tattica del gioco è completamente tralasciata. Siamo pur sempre in una squadra che milita in prima divisione giapponese, e la tattica è affrontata in maniera banale senza gli approfondimenti che meriterebbe. Non c'è mai un colpo di genio "tattico" (che addirittura si trova facilmente in altri anime, seppur non manageriali), mi sarei aspettato molti colpi di scena, invece la tattica è davvero approssimativa anche per chi, come me, addirittura non ha mai giocato a calcio (ma lo seguo da sempre).
L'aspetto psicologico sembra non decollare mai. I personaggi sono stabili, fissi, non hanno una vera evoluzione psicologica a tutto tondo, pochi sono i cambiamenti, e i personaggi stessi non sono stati resi interessanti.
Già solo per questi due aspetti si merita secondo me 5 come voto. L'anime infatti non si concentra quasi mai sulle fasi di gioco (puntando più sulla fase manageriale) e se allora ci si decide di puntare più sull'aspetto tattico ed emotivo per me il giudizio non può che essere insufficiente, a maggior ragione perché penso a come sarebbe potuto essere davvero fatto meglio con quelle premesse davvero molto interessanti. Davvero un peccato, ma per è bocciato.


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KenRen

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Finalmente un anime sportivo letto da un altro punto di vista, non più da quello dei giocatori, dove vengono messi in risalto tre o quattro componenti della squadra e tutti gli ruotano attorno, ma da quello di un super allenatore, neofita ma con le idee molto chiare, un'insaziabile voglia di vincere e un carisma quantomeno coinvolgente... una sorta di Mourinho del Sol Levante!

"Giant Killing", come dice il nome stesso, narra la storia, o almeno una breve parentesi, di una squadra calcistica di Tokyo a corto di risultati, che per la nuova stagione decide di ingaggiare come allenatore un ex giocatore della stessa, che in Europa aveva ottenuto ottimi risultati nelle leghe minori e che tenterà di far risorgere una squadra quasi in rovina, per giocarsela alla pari con le grandi, o meglio i giganti. E' conosciuto da tutti per il suo forte ascendente quando era proprio lui a capitanare la nostra squadra, l'East Tokyo United, o ETU, l'acronimo con cui viene chiamata nell'opera, e che, ancora prima del suo arrivo, fa alquanto vociferare di sé.
La particolarità della storia sta proprio nel mettere in risalto non tanto le abilità dei giocatori, viste e riviste in tante, troppe situazioni, ma la parte puramente tattica di questo sport, la psicologia che c'è dietro la preparazione di una partita, la scelta tecnica nello schieramento iniziale e la gestione di giocatori "prima donna" e capricciosi, nonché i rapporti con dirigenza e stampa, in sintesi tutto quello che è l'aspetto non giocato dello sport, ovviamente non tralasciando neppure quest'ultimo e anzi dando proprio a questo maggior risalto, grazie alla comprensione del lavoro dietro alle quinte.
La partenza non sarà delle più rosee, anzi, sarà alquanto travagliata e fatta di alti e bassi, quindi non aspettatevi uno sviluppo scontato dove giocatori mediocri diventano magicamente da pallone d'oro.
Interessanti ed emozionanti sono pure le parti relative al tifo, per le quali viene ritagliato un discreto spazio, e sarà proprio il ritorno di un loro vecchio beniamino a far tornare allo stadio i gruppi di tifosi ormai "in pensione".

Purtroppo non posso dare il voto massimo, perché l'opera è alquanto incompleta, anzi si interrompe sul più bello in maniera molto filosofica, ma tutto sommato è un lavoro davvero ben riuscito che si lascia guardare molto piacevolmente.


 5
M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Una serie animata che riuscisse a descrivere la sfera calcistica nella sua vera forma, oltre che nei frangenti di puro spettacolo che caratterizzano lo sport più bello del mondo, non l'avevo mai trovata, finché non ho scoperto Giant Killing.

Lo spokon manga di Masaya Tsunamoto, o almeno una parte di esso, diviene serie televisiva nel 2010 ad opera dello studio DEEN. Figura di rilievo all'interno della trama non è alcun calciatore in attività, ma piuttosto un ex-giocatore giapponese trentacinquenne che, dopo aver suscitato curiosità in terra inglese come allenatore di un piccolo club di seconda divisione ed essersi guadagnato il soprannome di 'Giant Killing', prova a replicarsi anche in patria, ponendosi alla guida della squadra in cui militava, l'East Tokyo United (ETU), che parrebbe destinata a una retrocessione in lega inferiore. Takeshi Tatsumi - si chiama così questo personaggio molto carismatico dai modi un po' boriosi e dalla mentalità vincente, che i conoscitori della materia potranno indubbiamente accostare allo 'Special One' (io ci vedo anche una sottile somiglianza fisica, forse nello sguardo) -, è un protagonista che mi è piaciuto moltissimo, una sorta di Eikichi Onizuka del mondo del pallone, che inizialmente farà storcere il naso a tifosi, dirigenti e calciatori vari a causa delle scelte adoperate, eccentriche e spesso sprovvedute, ma che nel corso di allenamenti, partite di coppa e campionato, ma soprattutto fuori dal campo, riuscirà a farsi accettare e apprezzare come maestro di calcio e di vita dai suoi allievi. D'altronde, come vale per tutti gli spokon ben riusciti, anche in Giant Killing il campo di gioco fa solo da cornice a tutta una serie di considerazioni sulla forza d'animo, la lucidità, la determinazione e quel pizzico di coraggio che si richiedono nelle 'partite importanti' della vita, senza sottovalutare l'importanza del 'gioco di squadra' (come Tatsumi spiega nel bell'episodio finale). Quanto al lato prettamente pratico dello sport preso in esame, l'opera può essere tranquillamente indicata come la migliore 'simulazione calcistica' in circolazione (il FIFA degli anime, diciamo), poiché il realismo investe sia l'azione sul rettangolo di gioco, sia le situazioni di contorno che ritraggono allenatori, giocatori, giornalisti e tifosi in ragionamenti e atteggiamenti assolutamente verosimili. Aver optato per un doppiaggio nelle rispettive lingue di ogni presenza straniera - e ce ne sono tante fra mister e giocatori, proprio come nella J. League - è una delle idee che a mio parere hanno contribuito molto a incrementare il realismo della serie; allo stesso modo la tifoseria, che non si presenta come mero blocco coreografico senza voce in capitolo, ma divisa in più frange, tra 'ultras' e sostenitori nella norma, si caratterizza per l'attiva partecipazione e l'incredibile somiglianza della propria condotta al reale (memorabile una scena in cui il CT della nazionale viene 'sgridato' per le troppe convocazioni); per quanto riguarda il manto erboso, quasi inesistente è la frequenza di numeri rocamboleschi, né nel gioco, né tantomeno nelle statistiche: 'catapulte infernali', contropiedi millenari, palloni che distruggono gradinate o infortuni repentini non sono ammessi in questa serie, a beneficio, ancora una volta, della credibilità. Di certo non manca qualche cliché tipico del genere, ma si tratta sempre di situazioni indotte dai tempi di narrazione (es.: giocatori che si fermano a parlare in campo), e purtroppo le animazioni non esibiscono sempre tutta la grazia del mondo, per colpa di una computer grafica un po' troppo invasiva. Ma insomma, è davvero roba da poco, contando che la regia, il dinamismo di gioco e la fluidità di movimenti dei ventidue in campo confezionano comunque una realizzazione che non ha rivali in ambito di spokon calcistici. E anche la colonna sonora fa bene la sua parte, rendendo ogni match particolarmente eccitante.

Altro grande pregio di questo anime è il fatto che l'aspetto strategico-psicologico non sia stato troppo marcato - come ad esempio in One Outs - in modo da non sforare i limiti del probabile, rischiando di trasformare il nostro Tatsumi in un infallibile profeta e insuperabile genio della tattica. Difatti, l'organico che ha disposizione non può assicurargli strisce interminabili di vittorie, specie a inizio di lega, e il suo cammino sarà fatto di alti e bassi, come lo è per qualsiasi club di media classifica. Inoltre, Giant Killing sa essere, oltre che appassionante, molto divertente, e i toni leggeri della serie non vengono aboliti in favore dell'agonismo, tant'è che perfino nei momenti più intensi di una partita può scapparci un sorriso. L'unica nota dolente di questa serie è ad oggi (2013) la mancanza di una continuazione, anche se il manga ha ancora molto da dire.
Un titolo decisamente consigliato, che gli appassionati di calcio non possono assolutamente tralasciare.


 6
Robocop XIII

Episodi visti: 26/26 --- Voto 6
'Giant Killing 'ha un grosso problema: non invoglia lo spettatore a guardarlo. Personalmente quella di 'Giant Killing' è stata una visione travagliata, ho ricominciato quest'anime per ben due volte, ma non sono mai arrivato oltre la sesta puntata, e anche quando l'ho ricominciato la terza volta arrivare alla conclusione non è stato molto facile. Sia chiaro, non è noioso, anzi, è un prodotto originale per molti aspetti, solamente non si pone un obiettivo, manca quel "perché" che ti spinga a continuarne la visione, per fare una parallelismo con il mondo dei videogame, è un po' come un gestionale, ci giochi, ti diverti, ma non arrivi mai al "succo".

I punti in comune con i gestionali non si fermano però a questa mia personale - ma, per quanto mi riguarda, efficace - analogia, in quanto 'Giant Killing' è un anime calcistico che dà una discreta importanza alla figura dell'allenatore. Impossibile, almeno per me, non associare Takeshi Tatsumi al famoso allenatore portoghese Mourinho, vuoi per il comportamento fuori dalle righe, vuoi per la figura carismatica, vuoi per il rapporto con i media.

L'anime riesce comunque a mantenere un certo equilibrio tra le scene in campo e quelle in panchina, i calciatori dell'East Tokyo United non sono offuscati troppo dalla figura dell'allenatore, al contrario vengono approfonditi bene, e durante le varie puntate la telecamera si concentrerà su qualcuno di loro per mostrarcene la crescita psicologica, e molto spesso sembra quasi che il lato sportivo venga messo da parte. Il comparto tecnico è valido e più che sufficiente, e le animazioni rendono le azioni molto fluide e piacevoli da guardare.

Ma purtroppo, il difetto del "ritmo" è troppo grande, arriverete a tre puntate dal finale e vi chiederete ancora "e quindi?". Per portare una partita importante alla conclusione o per preparare un colpo di scena vengono spese troppe puntate, lasciando spesso lo spettatore con l'amaro in bocca. La giornalista free-lance che decide di seguire la squadra, il confronto generazionale tra ultras della vecchia e nuova scuola, l'allenatore della nazionale giapponese, tutti questi elementi fanno sembrare quasi queste 26 puntate come la prima stagione di un progetto più ampio, che ora come ora non accenna ad avere un seguito.


 6
Ironic74

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Tifosi fuori in protesta, giocatori sul campo di allenamento tra la curiosità dei giornalisti e su tutti un allenatore dal fare spocchioso che sta per introdurre una nuova filosofia d gioco. No, non stiamo assistendo a un collegamento di Sky Sport 24, bensì siete di fronte al nuovo spoken a tema calcistico 'Giant Killing'.
Una delle maggiori critiche fatte alle serie animate nipponiche che hanno trattato il calcio in questi anni è stata senza dubbio la mancanza di realismo. Dalle imprese di Tsubasa in poi, il mondo degli anime/manga ha infatti raccontato lo sport più popolare del mondo con un piglio decisamente fantasioso, anche perché il pubblico a cui era destinato era prettamente quello della prima adolescenza. Capiamoci bene, non sto dicendo che i tiri dell'aquila e le catapulte infernali siano state una scelta infelice, anzi questa via di mezzo tra la fantasia e la realtà ha decretato il successo di buona parte di queste serie. Ma il calcio, quello vero, sappiamo tutti essere altra cosa e sembra incredibile che si sia arrivati fino al 2010 per potere vedere il primo anime capace di portarci dentro gli spogliatoi per raccontarci la vita di tutti i giorni d una squadra professionista .

Prodotto dallo studio DEEN ('Jigoku', 'Higurashi') sulla scia del successo dell'omonimo manga di Masaya Tsunamoto, 'Giant Killing' è la dimostrazione che il calcio in Giappone è arrivato alla maturazione definitiva, come d'altronde i successi della nazionale testimoniano. La trama, infatti, non è adatta a tutti, anzi ai non avvezzi al mondo pallonaro per certi versi questo titolo risulterà piuttosto noioso dato che il personaggio principale non è un giocatore ma il manager: Takeshi Tatsumi, un Mourinho nipponico pronto a sorprendere tutti con le sue strategie di gioco per riportare la sua vecchia squadra in decadenza a nuove glorie.
E' davvero impressionante come viene descritto in maniera precisa tutto l'universo che gira intorno a un team di calcio, dal tifo organizzato a salire fino ai dirigenti per arrivare agli stessi giocatori. Il capitano che si è sempre caricato tutte le difficoltà della sua squadra sulle spalle, la giovane e ancora inesperta matricola dal futuro promettente, il difensore coriaceo, l'attaccante con il problema del gol, sembra non mancare proprio nessuna delle variopinte figure calcistiche che da sempre popolano la vita del tifoso. I realizzatori hanno curato anche il più piccolo particolare scontrandosi solo con i diritti dei marchi sportivi, ma anche se leggermente modificati questi non mancheranno di apparire ovunque (dalle magliette, ai palloni fino agli scarpini) rendendo ancora più verosimile il tutto.

La psicologia curatissima di tutti i personaggi e la meticolosa descrizione di ogni tattica di gioco portano questa serie a un livello alto ma proprio il volere incentrare buona parte della trama nello scontro intellettivo tra Takeshi e il manager della squadra rivale di turno costringe però il ritmo narrativo su binari piuttosto lenti, a volte fin troppo. I difetti però sono altri, su tutti la conclusione della serie proprio nel pieno della storia, scelta sicuramente dovuta al desiderio di mantenersi fedele al manga che in quel momento non era ancor concluso. Certo questa decisione lascia una certa frustrazione nello spettatore, che dopo essersi sorbito tante puntate su allenamenti e aggiustamenti tattici vede interrompersi tutto sul più bello. Al momento non si hanno notizie su una seconda serie, essendo il manga concluso.
Dal punto di vista grafico ci sono da avanzare altre riserve. La scelta di disegnare i personaggi con uno stile classico e di abbonare tutto il resto con la CG non è nuova, ma qui si è abusato a mio parere creando uno stacco evidente nelle animazioni. Particolarmente poco riuscita è la visione generale, tutta in grafica computerizzata, di stadio e giocatori, tanto da sembrare una vecchia versione del gioco Pro Evolution della Konami.
In generale, 'Giant Killing' è un titolo da dedicare ai veri patiti del calcio, coloro che non possono fare a meno di leggere i giornali specializzati e vedere ogni programma dedicato, con l'avviso però che la serie non è autoconclusiva. Facendo parte della categoria il mio voto è sette in attesa di una seconda, spero esaltante, serie.


 5
Nyx

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
"Giant Killing" è un'interessantissima opera a carattere calcistico che forse per la prima volta vede il protagonista nei panni dell'allenatore e non del giocatore.
Il personaggio in questione risponde al nome di Takeshi Tatsumi, ex stella dell'East Tokyo United (abbreviato ETU nell'anime) che, dopo avere svestito i panni da calciatore, si era recato all'estero in veste di commissario tecnico ottenendo in fretta eccellenti risultati, riuscendo infatti a portare ai vertici della classifica una squadra di poche ambizioni.
Gli scout dell'ETU non si lasceranno scappare l'occasione di riportare il giovane in Giappone, nella sua vecchia squadra di calcio che nel frattempo ha vissuto periodi piuttosto cupi.

Takeshi si rivelerà un allenatore anticonformista sotto ogni punto di vista. Innanzitutto la personalità di Takeshi è assai intrigante, dà l'impressione di essere sicurissimo di sé, è uno stacanovista quando studia le migliori tattiche di gioco, ma al contempo fa molto affidamento sui suoi giocatori e sui consistenti margini di rischio che ogni sua strategia inevitabilmente andrà a comportare.
Riformerà l'undici titolare da zero, scegliendo i giocatori non in base al grado di anzianità e/o dal loro precedente ruolo in squadra, ma basandosi esclusivamente su dei test psico-fisici apparentemente assurdi. I suoi metodi saranno aspramente criticati sia da alcuni giocatori sia dalla tifoseria, memore tra l'altro del suo passato in squadra.
Takeshi, come già detto, è una persona molto sicura di sé, tanto da potere sembrare un grandissimo sbruffone, ma gli ostacoli iniziali saranno moltissimi e, a fronte di una conferenza precampionato che prometteva prestazioni emozionanti, per la sua squadra le prime partite avranno un esito disastroso.
Riuscirà questo eccentrico ragazzo a mantenere le promesse di gloria tanto millantate? La sua precedente e quasi miracolosa impresa all'estero è stato davvero solo frutto del caso e della fortuna, o Takeshi saprà dimostrare al calcio Giapponese che le sue strategie calcistiche sono in grado di portare alla vittoria "qualsiasi" team?

Il vero problema di quest'appassionante opera è che durante i 26 episodi che compongono la (prima?) serie tutte questi interrogativi resteranno insoluti, e questo perché il manga è tuttora in corso, quindi l'anime s'interrompe grossomodo a metà campionato. Ipotizzando che in futuro possa uscire una seconda serie, si porrà rimedio a tutto ciò, ma il "bello" è che sin d'ora nessuno parla di un'eventuale proseguo e se "Giant Killing" dovesse finire davvero in questo modo sarebbe un'opera incompleta e in definitiva inutile.
Nel qual caso una seconda serie non fosse prevista, il mio consiglio sarebbe quello di lasciare perdere quest'opera che, allo stato attuale dei fatti, mozzata violentemente in questo modo, si rivelerebbe una completa perdita di tempo per il telespettatore.

Sarebbe un vero peccato.
In "Giant Killing" viene curato sia l'aspetto del gioco sia quello psicologico dei giocatori e viene fatto in modo realistico, non come nell'arcinota serie di "Holly e Benji": qui non ci sono tiri speciali, campi che non finiscono mai, né azioni ben oltre la possibile comprensione umana; in Giant Killing è tutto molto fedele a quel che potrebbe essere il vero calcio giocato.
La grafica è curata, la caratterizzazione dei personaggi pure, insomma se non le mancasse un finale degno di questo nome la serie sarebbe un ottimo anime sportivo, senza ombra di dubbio tra i migliori a tema calcistico.

Dare un voto ad un'opera come questa è assai complicato.
Prendendo questa come una possibile prima serie (così come ho intenzione di fare) il voto sarebbe un 8 pieno.
Nella malauguratissima ipotesi che l'anime finisca definitivamente in questo modo il voto assegnabile sarebbe un 2, dato che tutto ciò che di bello si è visto fino al ventiseiesimo episodio sarebbe stato nient'altro che un'enorme perdita di tempo.


 1
trioforza

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Non mi sono mai appassionato a uno spokon in questo modo dai tempi di Slam Dunk. Perfino io che non seguo il calcio ho trovato quest'anime molto godibile. Presenta episodi mai monotoni, personaggi ben caratterizzati, tra cui spiccano il tamarro Gino e il ribelle Kuroda, musiche godibili (basti pensare che la opening è diventata la mia suoneria) e doppiaggio veramente ottimo. Inizialmente, bisogna dirlo, ero del tutto diffidente; immaginavo questa serie come un Capitan Tsubasa con protagonisti più vecchi. Mi sono ricreduto subito arrivato al 2° episodio. Insomma, che dire, per chi vuole cambiare genere, stufo dei monotoni shounen da combattimento, questa serie è adatta.


 1
Elam

Episodi visti: 7/26 --- Voto 8
Le serie sportive mi sono sempre piaciute e questa Giant Killing è davvero fatta bene, a mio avviso, sia per animazioni che per personaggi. Il prodotto, certamente per gli amanti del genere, si discosta dalle serie fantasportive con tiri speciali, acrobazie da funamboli, distorsioni delle immagini e dello spazio, e ha invece un approccio molto più realistico al mondo del pallone su erba.
Protagonista è l'ETU, una squadra di serie A giapponese che non se la passa molto bene: nell'anno precedente ha terminato al 15° posto e non ha molte speranze di fare meglio nel nuovo anno. I suoi dirigenti per cercare di disputare un campionato più dignitoso si rivolgono a Takeshi Tatsumi, trentacinquenne, ex asso della stessa squadra e della nazionale Giapponese. Tatsumi dopo essersi ritirato dall'ambiente (deludendo i suoi tifosi) è finito in Inghilterra ad allenare delle squadre di dilettanti.

Takeshi, per ora, è il vero protagonista della storia, imperscrutabile, sicuro di sé, anticonformista, la sua più grande capacità sta nel sapere leggere nell'animo delle persone trovando le parole giuste per motivare i suoi giocatori e stimolare l'ambiente. Purtroppo, nonostante il personaggio sia caratterizzato molto bene, questo "genere" di allenatore è ampiamente stato sfruttato con varie sfumature in anime (e manga) sportivi e forse avrei desiderato qualcosa di diverso.
Una volta tanto i protagonisti non sono liceali, ma professionisti, e sono curioso di vedere se sarà preso in considerazione non solo il lato sportivo, ma anche quello mediatico della storia e della gestione manageriale della squadra di calcio.

Dopo 6 episodi purtroppo iniziano alcuni allenamenti "speciali" alla "dai-la-cera-togli-la-cera" fuori dagli schemi e che creano vari problemi di coesione interna. Questo vengono approntati non per migliorare le prestazioni, ma al fine di trovare la giusta motivazione a vincere - spero che la trama non perda la maturità dimostrata finora.
In conclusione, Giant Killing è consigliato vivamente agli amanti del genere!