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menelito

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Stile grafico in generale piuttosto buono, senza silenzi imbarazzanti e fermi immagine inutili, regia piuttosto "dinamica".
La protagonista, anche da sola, potrebbe reggere benissimo tutta la baracca, personalità che ti prende e trascina a interessarti e commuoverti per cose che normalmente non ti interesserebbero di striscio.

La storia si prende tutto il tempo del mondo per andare avanti ma, grazie agli elementi positivi sopra citati, non risulta affatto pesante. Tutt'altro, mi sono sparato 26 episodi in appena 2 giorni, questo vorrà ben dire qualcosa (oltre al fatto che dovrei davvero smetterla di fare queste maratone...).

Unico neo, se così si può chiamare, è la sottotrama romantica della protagonista che non mi ha colpito quasi per nulla. E io sono uno che non ha troppo la puzza sotto il naso per 'ste cose, quindi evidentemente qualche piccola lacuna c'è stata. Commovente invece la storia dell'anziana direttrice dell'albergo. Classico esempio di "personalità" che non ho amato ma "personaggio" che invece mi ha colpito, la retorica del lavoro prima della salute stessa non l'ho mai apprezzata ma i flashback e altre cose che non spoilero mi hanno convinto che, dopo Ohana, sia proprio lei la "Best Girl" della storia.


In sostanza, se volete un racconto "tranquillo", capace di calarvi virtualmente in mezzo ai personaggi e di farvi quasi sentire parte di essi, probabilmente questo fa per voi.
E ora che la serie è finita, prima di vedermi il film vado un attimo a deprimermi per la malinconia che mi fanno salire queste storie piene di vite che si intrecciano e legami che si creano e distruggono. Malinconico si, ma contento; lo consiglio.

Utente70577

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Utente70577

Episodi visti: 26/26 --- Voto 6,5
"Hanasaku iroha" è un anime prodotto nel 2011, mai edito in Italia o in altra nazione.
L'ho visionato quest'anno (2017), guardandolo tutto d'un fiato.
Uno slice of life particolare nel suo genere, che riesce, credo, a catturare lo spettatore grazie proprio a questa sua particolarità, che consiste nel come viene affrontato l'intero sviluppo della trama, e in questo mi sento di far un elogio alla regia, che abilmente ci riesce.
Trama: Matsumae Ohana è una sedicenne che vive a Tokyo fin dalla nascita. Annoiata dal continuo andirivieni frenetico ma ripetitivo della capitale, sogna luoghi lontani pieni di meravigliose avventure da vivere. Ritornata a casa dopo un'altra noiosa giornata (tranne che per un piccolo evento), saprà da sua madre che dovrà trasferirsi per un indeterminato periodo di tempo dalla nonna che non ha mai conosciuto, direttrice e proprietaria di un albergo con terme, poiché essa (la madre) deve fuggire col nuovo, ennesimo fidanzato perseguitato dai creditori.
Da qui inizia la storia di "Hanasuku iroha" (facilmente traducibile nella nostra lingua come "I colori della fioritura"), con tutti i suoi personaggi, la loro vita, i loro problemi e il modo con la quale l'affrontano.

Le OST non sono memorabili, ma sono perfettamente contestualizzate nell'opera; opening carina.

Per quanto riguarda i disegni, devo dire che sono stati proprio questi a colpirmi all'inizio e a convincermi a visionarlo (oltre alle altre recensioni favorevoli degli altri utenti).

Ma perché un 6,5? Perché esso presenta certi errori a livello di sceneggiatura che, per quanto possa essere abile la regia, rimangono comunque presenti, specie alla fine del secondo episodio e all'inizio del terzo. Comunque, consiglio quest'anime in special modo agli amanti dello slince of life, o a coloro che cercano un anime tranquillo che alla fine gli lasci qualcosa. Quest'opera non è un capolavoro, ma è qualcosa di degnamente superiore ai soliti prodotti sciatti che il mercato nipponico ha da offrirci, tanto che penso che sia un vero peccato che non sia stato edito nel nostro Paese.


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Nagisa98

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Nel 2011 lo studio P.A. Works sforna una piccola perla chiamata “Hanasaku Iroha”, serie di 26 episodi diretta da Masahiro Ando con il soggetto di Mari Okada.

Protagonista dell’anime è Ohana Matsumae, liceale di Tokyo che trova la città in cui risiede monotona e senza stimoli. L’opportunità di cambiare vita le si presenta quando sua madre Satsuki fugge con il suo fidanzato e le annuncia che andrà a vivere con sua nonna in un piccolo paesino di nome Yunosagi. Ma ad attendere la ragazza non ci sarà quell’avventura da film che si era immaginata: la nonna, infatti, la costringerà a lavorare nella pensione di cui è la direttrice, la Kissuisou, per guadagnarsi vitto e alloggio.

“Hanasaku Iroha” ha, sicuramente, qualcosa di diverso rispetto agli altri slice of life che siamo abituati a vedere di solito. Infatti, l’ambientazione che fa da sfondo alle avventure dei nostri personaggi non è il comune edificio scolastico, ma una pensione termale. Dunque, oltre a battute fra amici e amori non corrisposti, che sono pur presenti in maniera equilibrata, l’anime verte essenzialmente sul lavoro, sulla sua importanza e su quanto esso possa essere gratificante. Ohana, che nei primi episodi poteva sembrare un personaggio un po’ spento, testardo e che faceva affidamento solo su se stesso, già nella prima parte della serie imparerà la lezione che è le stata impartita: dopo vari incomprensioni con gli altri dipendenti della pensione, mosse sbagliate e rimproveri della direttrice, la protagonista tira fuori il lato migliore di sé e comprende, a poco a poco, la filosofia di vita di sua nonna, propria anche del suo posto di lavoro. Non solo, dopo averla fatta sua, Ohana non mancherà di infondere coraggio ai suoi colleghi, di trasmettere a tutti l’importanza del “lanternare duro”, e di applicare questo suo motto anche al di fuori dell’ambito lavorativo. Insomma, si può dire che la personalità folgorante di Ohana, assieme all’impegno profuso in ogni sua azione, siano i protagonisti principali dell’opera, ma non è esattamente così. Fulcro centrale dell’anime, soprattutto verso le battute finali, è la pensione stessa, luogo attorno a cui molti dei personaggi hanno costruito i loro sogni, usandola come base di lancio per il loro futuro o modellando la propria vita in funzione di essa. Che sia per una ragione o per l’altra, tutto ciò ha contribuito a sviluppare un legame affettivo verso l’edificio non indifferente, che non è esattamente amore per la pensione in sé per sé, ma per i propri colleghi, per i clienti, per i ricordi costruiti al suo interno. In sintesi, amore per una parte della propria vita, impossibile da dimenticare e fattore essenziale per la crescita di tutti, da adolescenti ad adulti ad anziani.

Per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, c’è poco da aggiungere a quello detto in precedenza: così come tutti svolgono un ruolo ben definito all’interno della pensione, altrettanto fanno all’interno dell’anime. Ognuno è indispensabile sul posto di lavoro, e ognuno contribuisce ad arricchire la storia di “Hanasaku Iroha”, con la propria esperienza e la propria personalità. Ovviamente, c’è chi ha avuto più spazio e chi meno, e non c’è da sorprendersi se le giovani Nako e Minko hanno più presenza rispetto al signor Ren o a Nonno-fagiolo, ad esempio. Tuttavia, c’è da dire che tutti vanno oltre gli stereotipi a cui erano stati affiancati nelle prime battute. Per citarne qualcuno, l’aiutante cuoca Minchi, subito identificata come tsundere, è rimasta fedele al suo carattere gelido e aggressivo per quasi tutto l’anime, sorprendendo (in maniera positiva) le mie aspettative, che non facevano che attendere il momento trito e ritrito in cui avrebbe mostrato il suo lato “dere”. Anche Ohana, che incarna lo stereotipo della protagonista vivace e allegra, si è rivelata man mano molto più di questo, tra cambiamenti di personalità repentini e conseguenti preoccupazioni e confusione. Nell’ultimo episodio, però, troviamo un personaggio splendidamente cresciuto, anche se è ancora sulla strada per arrivare alla completa “fioritura”, come suggerisce il titolo.

Anche il comparto tecnico non delude: il character design, proprio di molte opere della P.A. Works, è carino anche se non sempre perfetto; le animazioni sono fluide, ma quelli che stupiscono di più sono i fondali, stupendi, luminosissimi e curati nei minimi dettagli. Piacevoli e orecchiabili sono le ost, così come le opening e le tante ending, in particolare “Yumeji”, utilizzata nell’ultimo episodio.

Tirando le somme, “Hanasaku Iroha” è un’opera unica, che fa della semplicità il suo punto di forza: non sono presenti situazioni eccessivamente drammatiche, tantomeno scene ai limiti dell’assurdo; questioni sentimentali, amicizie, crescita personale, impegno nel lavoro e prospettive per il futuro sono elementi trattati in egual modo, senza che nessuno prevalga troppo sull’altro, e che si amalgamano alla perfezione. Uno slice of life coi fiocchi, uno di quegli anime che fanno partire la nostalgia già un secondo dopo aver finito di visionare l’ultimo episodio. Voto: 9.


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Sguaida

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9,5
Cos'altro si potrebbe dire di "Hanasaku Iroha", se non che è un anime essenziale?
La semplicità e la sobrietà di questa opera, secondo me, sono i suoi grandi punti di forza: riesce ad adempiere al suo obiettivo di anime, cioè raccontare una storia trasmettendo emozioni e sensazioni, rimanendo sempre misurato e moderato, senza eccessi, ma mirando dritto al sodo, senza perdersi in inutili fronzoli. Insomma, "Hanasaku Iroha" è un anime che, pur senza grandi colpi di scena e senza sperticarsi in situazioni drammatiche, romantiche o sentimentali in generale, riesce a colpire, ad emozionare, scaldando il cuore e trasmettendo una certa sensazione di pace e benessere.
La forza di questo anime quindi sta nell'essere conciso, riuscendo a cogliere nel vivo pur rinunciando ad accessori.
Cosa aggiungere al giudizio di questo anime? Poco o niente. Sicuramente si tratta di un anime estremamente ben riuscito, piacevole, che scorre via forse fin troppo rapidamente, per quanto detto poco fa. Personaggi ben delineati e caratterizzati, situazioni trattate in maniera impeccabile e diverse tematiche originali (la passione nello svolgere il proprio lavoro difficilmente l'ho incontrata in altri anime), veste grafica precisa ed attenta ai dettagli, colonne sonore risultate piacevoli anche a chi, come il sottoscritto, ci presta poca attenzione.
In definitiva, direi un anime da 9,5. Encomiabile.


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Eversor

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9,5
Mi ci sono voluti pochi minuti per affezionarmi in maniera indelebile a questa serie: due personaggi d'apertura intriganti, una storia che pare avviarsi nel migliore dei modi e un bella introduzione sentimentale che pare far presagire sviluppi tormentati e appassionanti. Ecco le mie prime impressioni su "Hanasaku iroha", una serie del 2011 composta da ventisei episodi. Una storia lenta e cadenzata, come nei più classici degli slice of life, pronta però ad infiammarsi quando la commedia si fa più movimentata. Il sentimentalismo abbonda, condiziona la vita dei vari protagonisti, ma, per certi versi, non ingombra in maniera così opprimente la vicenda generale.
Un equilibrio incredibile, che permette la realizzazione di un'opera affascinante e melanconica allo stesso tempo. Un'atmosfera tradizionale, un profumo di legno antico e il rumore delle cicale d'estate… Lo spettatore non può che essere catapultato all'interno di questo mondo sensazionale.

Tutto incomincia a Tokyo, ben lontano dal paesino di montagna in cui verrà poi ambientata la serie. Due amici stanno passeggiando per le vie trafficate della città, la simpatica e tenera Ohana e il suo fedele amico Kouichi. La loro vita pare essere destinata a un classico destino, monotono e ripetitivo. Ma ecco che, improvvisamente, qualcosa succede. La madre di Ohana si fidanza con un uomo sommerso dai debiti, così, per scappare dai creditori, decidono di lasciare la città… Senza però la figlia, a cui è destinata una noiosissima pensione in montagna, proprietà della nonna materna.
Ohana comunica la notizia a Kou, che pare colto alla sprovvista. Aveva sempre pensato che quella città così grigia e polverosa sarebbe stata illuminata per sempre da un unico sole: Ohana. Ed ecco invece che quella scappa lontano da lui e dal suo amore. Le rivela i suoi sentimenti, ma la fanciulla non sa cosa rispondere… Abbandonando così l'amico e fuggendo lei stessa in un luogo lontano che non conosceva affatto: la pensione termale Kissuisou.
Come sarà la sua nuova vita lontano da Kou? Cosa l'aspetterà?

Inizio la mia analisi dalla descrizione dei vari personaggi; questi, infatti, appaiono fin da subito carichi di valori e sentimenti. Superano i semplici cliché o le mere sagome di cartone e assumono conformazioni quasi reali, con il giusto tocco di drammaticità e simpatia. Kou è sicuramente il mio preferito, costretto a vedere la ragazza amata fuggire lontano da lui, in un mondo sconosciuto e distante.
Anche Ohana, però, non è affatto male. Solitamente, le protagoniste degli anime devono attenersi a certi criteri, che le rendono in qualche modo antipatiche o arroganti. Ohana, sebbene abbia un po' la testa tra le nuvole, mostra comunque una maturità degna di nota. E' una protagonista che pensa e riflette e, soprattutto, prova sentimenti concreti. La fatica con cui cerca di adattarsi al nuovo ambiente non può che farci simpatizzare per lei. Le nuove amiche, però, non sono da meno: la timida Nako e Minko, sempre arruffata e indispettita. Senza contare poi la gran varietà di personaggi che si troveranno alla Kissuisou, tutti ben conformati e in continua evoluzione. Verrà dato a ciascuno di loro il giusto spazio per potersi presentare e assumere così valenze ben precise.
Le questioni sentimentali sono coinvolgenti e intriganti allo stesso tempo. Ohana non dimenticherà mai Kou, ma al solo pensarci le gira la testa. Come comportarsi con lui? E, soprattutto, cosa prova lei nei confronti del ragazzo? La lontananza sembra aver avuto uno strano effetto, come se avesse finalmente capito il peso di Kou nella sua vita.
Dall'altra parte abbiamo Minko, invaghita del cuoco Tooru, a sua volta affascinato dalla dinamica protagonista. Che sia l'inizio di un triangolo amoroso? Sarà Tooru a conquistare definitivamente Ohana, oppure Kou prevarrà? Chissà… Una cosa è certa, in quest'anime non c'è spazio per la banalità o la prevedibilità. Tra colpi di scena, capovolgimenti inaspettati e battaglie amorose, lo spettatore non può che rimanere immobile e sbigottito, aspettando con impazienza di vedere cosa accadrà.

La grafica rasenta la perfezione, ma, d'altro canto, la P.A. Works ha sempre mostrato lavori degni di nota. Le atmosfere tenui e rilassanti si infiammano improvvisamente grazie a fasci di luce e contrasti di colori veramente magnifici. Un comparto tecnico sensazionale, in cui i disegni si fondono in maniera incantevole con la colonna sonora.
Molto belle le varie opening ed ending, che formano una cornice adeguata per le puntate. Il doppiaggio non mostra sbavature e la scelta delle voci pare sicuramente azzeccata. Un lavoro preciso e accurato, dunque, che fornisce un'ulteriore spinta in avanti a una storia già di per sé favolosa.

Dopo ventisei puntate in cui ci si trova sballottati un po' di qui e un po' di là, si giunge finalmente alla conclusione della serie. Un finale sicuramente inaspettato, ma anche adeguato per un anime di così gran pregio. Le questioni di cuore vengono risolte nel migliore dei modi (almeno secondo i miei gusti personali) e i personaggi non posso far altro che salutare lo spettatore con un sorriso sornione, che pare quasi un arrivederci.
Un finale aperto a possibili sviluppi futuri, anche se risulta piuttosto difficile. Perché in fin dei conti va bene così, perché non sempre bisogna porre definitivamente la parola "fine" e, soprattutto, perché la vita è una storia infinita, che non può essere racchiusa in sole ventisei puntate. Tale anime ha mostrato un frammento della vita di alcuni personaggi, le loro difficoltà e il modo con cui hanno saputo affrontarle. Sono cresciuti, sono maturati, e ora non gli rimane che guardare al futuro con un animo arricchito dalle esperienze passate.
Ecco cosa è "Hanasaku iroha"

Voto finale: 9… e mezzo!


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Kida_10

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
"Hanasaku iroha", letteralmente tradotto "L' ABC della fioritura", è una serie anime composta da ventisei episodi di durata canonica, diretta da Masahiro Ando e prodotta dalla P.A. Works nel 2011.

Ohana Matsumae è una sedicenne testarda e senza peli sulla lingua, che vive assieme alla madre nella città di Tokyo. A causa del suo particolare carattere, il suo unico amico è Kōichi Tanemura, suo coetaneo di lei segretamente innamorato. La storia inizia nel momento in cui, a causa di alcuni problemi familiari, Ohana è costretta a trasferirsi in campagna, più precisamente alla Kissuisō, una pensione termale gestita da sua nonna, con la quale non ha mai avuto alcun contatto.
Ohana inizierà a lavorare alla pensione come cameriera, e il suo stile di vita cambierà drasticamente, influenzato principalmente dai suoi nuovi e stravaganti colleghi.

"Hanasaku iroha" presenta una trama estremamente semplice, dai toni molto dolci e pacati, e per certi versi affascinanti. Col proseguire delle puntate non vi saranno particolari colpi di scena o sviluppi forzati, ma verrà semplicemente seguita passo passo la storia della Kissuisō e in particolare della protagonista, una ragazza come tante altre che cerca di realizzarsi attraverso il nuovo lavoro che le è stato assegnato. Piccoli pezzetti di vita nei quali vengono sapientemente mischiate una miriade di emozioni, alternando lavoro, amore e complicati rapporti familiari. Come il titolo stesso suggerisce, la protagonista maturerà puntata dopo puntata, affrontando problemi di vario tipo con i quali la maggior parte delle persone dovrà prima o poi fare i conti, ed infine giungerà alle sue più o meno discutibili considerazioni.

Gli altri personaggi, che si "limitano" prevalentemente ai dipendenti della pensione, sono molti e ben tratteggiati; come è lecito aspettarsi, alcuni di essi vengono analizzati più approfonditamente di altri ed assumono un ruolo più rilevante ai fini narrativi, ma nel complesso formano un gruppo ben amalgamato ed estremamente variegato.
La narrazione è fluida e leggera, gli episodi, anche quelli autoconclusivi, sono piacevoli da seguire e non risultano mai noiosi o scontati.

Come la P.A Works ha abituato nel corso degli anni, il comparto tecnico rasenta la perfezione. Graficamente semplice ed aggraziato il design dei personaggi, più che discrete le animazioni, e superlativi i fondali, suggestivi, ricchissimi di dettagli ed ulteriormente impreziositi da spettacolari colori e giochi di luce. L'ambientazione è unica, conduce lo spettatore all'interno di un Giappone ricco di verde, di sconfinate colline, e di calorosi tramonti, senza dimenticarsi di aggiungere una forte componente tipica del paese del Sol levante, ovvero il centro termale; essa ricrea un'atmosfera molto particolare, affiancata da un comparto sonoro che non manca di proporre OST melodiose e sempre azzeccate. Opening e Ending si adattano perfettamente alla tipologia dell'opera, oltre che essere orecchiabili e cariche di energia.
Il finale è semplice, e tutt'altro che scontato. Una conclusione agrodolce che dona un tocco in più all'opera, lasciando inoltre aperta la possibilità per una seconda stagione.

In conclusione, "Hanasaku iroha" si è rivelato essere uno Slice of Life coi fiocchi, perfetto nel mixare tutti gli elementi tipici del genere, bilanciandoli egregiamente. Una classica dimostrazione di come anche dalle idee più semplici possa nascere un prodotto di alto livello.


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DanyAR

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Non è volgare, neanche offensivo o spregevole, è solo una innocente storia che in qualche modo e riuscita a prendermi e non lasciarmi più.
Facendo un po' il resoconto, può essere una classica storia per alcuni anche noiosa, ma devo dire che non è la solita e classica storia, poichè è riuscita a trasmettere emozioni e sensazioni uniche per loro modo. Non mi ha fatto piangere esteriormente, ma interiormente, trasmette molte cose che possono risultare complicate e a volte impossibili da comprendere. Credevo che fosse soltanto una storia che volesse come un po' tutte far piacere, ma oltre questo, credo che è riuscita a spiegare la storia di una ragazza, un po' come noi, con tanti fatti comuni.
Per me non ci sono voti che possono determinare quanto può essere bello o speciale questo anime, perciò metto un 10 per fattori miei personali che è riuscita a toccare, ma consiglio esplicitamente di guardarlo e comprendere ciò che trasmettere. Avevo iniziato a vederlo come anime classico, ma si è trasformato in qualcosa di dolce e molto responsabile, così tanto da farmi crescere e comprendere in un solo attimo, e perciò se qualcuno ritiene sconosciuto e strano quello che ho detto, consiglio di guardarlo anche tranquillamente, perché sono certo che in qualche modo riuscirà a prendervi nel guardarlo e comprenderlo.
Non so se sono riuscito ad essere più chiaro possibile, però ho voluto veramente esprimermi con queste parole.


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Kelius

Episodi visti: 26/26 --- Voto 3
Le storie di vita quotidiana, nonostante spesso siano caratterizzate da cicli e da tranquillità, sono comunque in grado di dire molto, grazie a tanti piccoli dettagli che aiutano a caratterizzare in profondità i personaggi. Ma purtroppo non è il caso di Hanasaku Iroha.

L'anime è una serie di media durata per le produzioni contemporanee (26 episodi) e narra la storia di Ohana, una comune studentessa costretta ad andarsene di casa per via del trasferimento della madre divorziata con il nuovo compagno, trovando quindi una nuova dimora ad una pensione termale gestita dalla nonna, molto meno ospitale di quello che sembra: la costringerà fin da subito a lavorare per potersi guadagnare il diritto di vivere in quel posto, facendo quindi la conoscenza delle altre lavoratrici,due delle quali diverranno le sue amiche principali: Minko e Nako.

Dopo la prima puntata piuttosto interessante, l'atmosfera ha cominciato fin da subito a farsi parecchio pesante. Facile spiegare il perchè: i personaggi di questa serie sono terribili, Ohana in primis. La ragazza in questione non è di certo una persona intelligente, e avrà presto modo di dimostrarlo: a cominciare dall'entrata di scena dello scrittore di romanzi erotici, che nonostante il comportamento da poco di buono aiuterà senza battere ciglio (e si,oltre ad essere un personaggio sciocco le cui scenate sono inguardabili, la sua unica utilità sarà di fungere da scusa per dispensare un pò di fanservice), ai sentimenti che prova per il ragazzo che le si è dichiarato nella prima puntata: non sa nemmeno lei che gli passa per la testa, visto che arriverà persino a credere l'opposto di quello che la verità gli ha spiattellato in faccia. E il tutto è condito con un ottimismo e uno spirito di sacrificio che è ben oltre ciò che farebbe un essere umano con la giusta quantità di amor proprio, non importa quanto sia duro il lavoro o lentamente avanzino le relazioni: Ohana si spaccherà la schiena sia per la sua pensione sia per quella di una conoscente in caso di bisogno (lavora gratis in pieno periodo di svago e senza secondi scopi, che ragazza esemplare!) e detesto questo tipo di personaggi perchè secondo me sacrificarsi per concedersi gratuitamente a chiunque senza un valido motivo se non il "perchè è giusto farlo" rende un personaggio vuoto e quindi senza nulla di umano.

Non ci sono buone notizie nemmeno per quanto riguarda la trama. Anche se si tratta di uno Slice of Life, delle situazioni particolari o dei momenti di climax offrono una valida opportunità per suscitare curiosità e mettere alla prova i personaggi. Purtroppo niente da fare anche stavolta, la quasi totalità della serie seguirà il lavoro nella pensione stessa con poche varianti,come l'arrivo di un gruppo di clienti "particolari" o l'entrata in scena di una rivale in amore per la protagonista,o un tentativo di approfondimento delle sue amiche,che onestamente pur invitandomi nuovamente all'attenzione, lasciano il tempo che trovano, in quanto verranno liquidate in fretta o in alcuni casi, sfruttando la situazione per sfociare in altro fanservice quando lo scopo poteva e doveva essere ben altro (Nako....) Non ci vedo nulla di male in ciò in linea teorica, ma se presenti qualcosa come interessante e poi si continua a insistere sulle rotondità ben sviluppare.....Alla fine mi ricorderò di lei due cose: questa e che è timida. Nient'altro. Tutte queste vicende durano perlopiù una puntata, lasciando gravitare quasi tutte le altre fino al finale nel nulla cosmico.

E il finale nonostante l'introduzione di un tema meno scontato del solito, è comunque infarcito del buonismo industriale emanato verso un edificio (la visione chiarirà il perchè) mantenendo purtroppo l'aderenza verso il messaggio della serie,dove il lavoro è la prima cosa. Stavolta però nonostante una delle motivazioni sia condivisibile,rimane il problema che si trattava di una situazione risolvibile senza troppe lagne.

La mia valutazione finale quindi è decisamente bassa, un 3. Fatico a capire le medie gravitanti sull'8 in giro, di salvabile c'e ben poco in quest'opera,giusto qualche momento di stampo umoristico e lo sviluppo finale di cui vi parlavo perchè perlomeno mi ha fatto venire la curiosità di come terminasse. Per il resto, la visione è talmente tediosa da sembrare interminabile.


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Oasis

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Mi mancava vivere - seppur indirettamente - l'esperienza di gestire una tipica pensione termale giapponese, così come appassionarmi alle vicende economico-finanziare di un'impresa a conduzione famigliare nipponica. Sì, perché sono questi i vantaggi principali che ho tratto dalla visione di Hanasaku Iroha.

Hanasaku Iroha è un delicato racconto imperniato sulla tradizione imprenditoriale giapponese', ma cadenzato con la leggerezza tipica degli slice of life. Un mix di profondità e divertimento che non annoia piuttosto abitua lo spettatore a usi e costumi, specchio di quel modo di essere propriamente nipponico. Il suo andamento narrativo ricalca in pieno i canoni dei personaggi proposti. L'iniziale rigidità un po' stereotipata che si manifesta conoscendo la direttrice Shijima, l'amica/nemica Minko, il cuoco Renji, l'ingenua Nako e la classica protagonista tutto genio e sregolatezza, Ohana, si stempera con il progressivo evolversi della storia, lasciando spazio ad un benefico sviluppo culturale' per ognuno dei suddetti protagonisti.
All'intreccio principale fanno da sfondo l'amore, presente ma - e questo è un grande pregio - non invadente, e le difficoltà quotidiane di un'etichetta che appare inflessibile pur nascondendo un retrogusto caldo e famigliare.

Hanasaku Iroha offre inoltre uno spaccato generazionale del Giappone moderno, ossessionato dal capital business in salsa anglosassone - reso alla perfezione dall'anglofila consulente gestionale Takako Kawajiri - contro il quale si scaglia il peso della tradizione salvaguardato da un'Okami (direttrice) sessantottenne. La scelta finale di non propendere per l'uno o l'altro aspetto è un merito, poiché dona la visione realistica della dualità in cui si trovano ad operare oggi queste diverse filosofie aziendali.
Tali discrepanze generazionali si registrano persino all'interno della tipica famiglia giapponese, dove il dovuto rispetto verso il genitore, sempre la direttrice, si scontra con le differenze caratteriali dei figli (in positivo, per la rivoluzionaria Satsuki; in negativo, per l'apparente inetto giovane padrone Enishi), per poi operare una sintesi nella figura della nipote/figlia Ohana. La stessa infatti contiene in sé i pregi e i difetti che si combattono tra le due generazioni famigliari precedenti, e non per altro è il mezzo mediante il quale si opera una composizione tra gli opposti, pur non snaturando le necessarie diversità.

Un merito particolare lo do infine all'ultimo episodio della serie, che personalmente reputo uno dei migliori finali visti in opere di questo genere. In particolare mi soffermo sui dialoghi offerti e faccio ancora una volta i miei complimenti alla sceneggiatrice Mari Okada. È un finale intenso, sebbene sobrio nella resa impreziosita dall'ottimo impianto musicale. Un epilogo che veicola un messaggio di speranza per il futuro: il prosieguo di un'avventura che non può fare a meno di appassionarti.


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Delandur

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Hanasaku iroha, i colori della fioritura tradotto in italiano... E' davvero difficile per me parlare di questo anime; perché è uno di quei rari casi in cui non trovi nulla di particolarmente interessante, divertente, romantico, profondo o altro... Anzi al contrario posso trovarne difetti senza eccessive difficoltà. Ma nonostante ciò questo anime mi è piaciuto tantissimo, non so come o perché ma l'ho davvero amato alla follia... Quando l'ho concluso ero davvero triste di "abbandonare" i personaggi e la Kissuiso, quindi dovrete perdonarmi se finirò per essere davvero poco obiettivo parlando di questa opera.

La trama ruota intorno a Ohana, giovane ragazza che si trasferisce da Tokyo ad un villaggio piccolo e lontano dalle grandi città, e alla Kissuiso, la pensione nella quale va a vivere e lavorare, gestita da sua Nonna.
Seguiremo la crescita di Ohana e delle ragazze che lavorano con lei, la sua ricerca di uno scopo, di un obiettivo, la sua forza sconvolgente di fronte agli ostacoli che le si parano dinanzi; la rigidità di sua Nonna, gli amori tra i vari lavoratori nella pensione, o della loro situazione personale e familiare farà da cornice a questo evolversi della protagonista.
I personaggi sono caratterizzati meglio che in quasi qualsiasi altro anime io abbia mai visto; difatti sono personaggi a tutto tondo (immagino l'abbiate studiato a scuola, significa che non hanno una sola caratteristica alla quale si rifanno sempre tipo "macchietta" ma hanno una personalità con numerose sfaccettature). L'autore è davvero bravo a farci affezionare ad ogni personaggio, per quanto diversi tra loro, e alle loro storie.
Il disegno e le musiche sono molto puliti e piacevoli da guardare e sentire; magari non superbi ma decisamente buoni.
Ora arriviamo alla parte dolente, le cose che mi hanno lasciato un poco (davvero poco però) l'amaro in bocca: questa opera è eccessivamente bonaria sulle reali situazioni... Finisce tutto eccessivamente bene e hanno tutti intenzioni troppo pure e gentili, e chi non ce le ha finisce per acquisirle... Questo è molto piacevole da guardare e permette un clima di serenità che non ho riscontrato in nessun altro anime ma non è per nulla realistico, come ci si dovrebbe aspettare da uno Slice of Life. Questo è l'unico motivo che mi ha trattenuto dal dare 10 a questa opera che mi è piaciuta tantissimo.

Per concludere lo consiglio vivamente a chiunque. Soprattutto a chi vuole respirare un'aria di pace e tranquillità per 26, meravigliose, puntate.


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_Protector_

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Trama: Ohana Matsumae vive a Tokyo, ma è molto insoddisfatta della sua vita e del rapporto con la madre, a causa della quale, per soddisfare un proprio capriccio, Ohana è costretta a trasferirsi nell'albergo termale della nonna che non ha mai conosciuto, in un quieto villaggio di periferia. Ohana è entusiasta, dato che si aspetta di potersi godere le terme, ma una volta giunta in questo luogo da favola scoprirà che la nonna non è la dolce signora che si aspettava e che sarà costretta a lavorare per l'albergo per guadagnarsi vitto e alloggio. Qui conoscerà il mondo del lavoro e molte persone nuove che la accompagneranno nel suo lungo cammino verso la fioritura.

Commento: nonostante la storia sia molto semplice e la trama praticamente assente, ho trovato questo anime molto godibile.
Lo scopo dell'autore a mio avviso è quello di mostrare quanto possa essere dura la vita lavorativa in un albergo, ma non solo. Mentre ci mostra ciò si segue la maturazione di Ohana, una ragazza stravagante che si trova costretta di punto in bianco a lavorare per poter avere un tetto sulla testa, e che dovrà maturare anche dal punto di vista sentimentale, dato che a Tokyo ha lasciato una persona per lei molto importante. Questo secondo aspetto è trattato meno, infatti ci si concentrerà sull'amore solo verso il finale. Ho letto molti commenti di persone che lamentano il fatto che la protagonista si diverta a lavorare ed è poco realistico. Mi permetto di dissentire. Se il lavoro che fai ti piace, ti svegli al mattino voglioso di andare a lavorare, io adoro il mio lavoro e per me è così.

L'anime non offre nulla di particolare in quanto a trama, mostra semplici scene del quotidiano, ma nella sua semplicità riesce a intrattenere e a divertire, questo grazie anche alla particolarità e all'ottima caratterizzazione dei personaggi, i quali si scontreranno spesso, ma saranno sempre pronti a sostenersi l'un l'altro, mostrando una bellissima amicizia e un ottimo lavoro di squadra in particolare tra le 3 giovani ragazze protagoniste (Ohana, Minko, Nako).

Ho letto anche altre lamentale per il fatto che nonostante a causa del lavoro queste tre ragazze non abbiano una vita privata e siano sempre al lavoro non si lamentino mai. Personalmente non la vedo così.
Durante l'anime più volte viene detto che una o l'altra hanno giornata libera e a volte vengono mostrate scene anche fuori dal lavoro, quindi tempo per loro stesse ne hanno. Ovviamente meno rispetto alle loro coetanee, ma il mondo del lavoro è così. Quindi a mio avviso questo da ulteriore prestigio all'anime in quanto è realistico.
Inoltre le scene di svago non vengono mostrate spesso (così come non viene mostrata la vita scolastica) semplicemente perchè non è quello che l'anime vuole raccontare.

Anime non impegnativo, ma simpatico e ben fatto.
Voto: 8


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alisa

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Se accostassi Hanasaku Iroha ad un opera del sublime regista Bernardo Bertolucci, potrei tranquillamente essere additata di blasfemia. Fatto sta, che la visione di questo anime ha inconsapevolmente rievocato nella mia mente, alcune sequenze di "Io ballo da Sola", film del 1996, dove una giovanissima Liv Tyler, nei panni di Lucy Armon, viene spedita dal padre in una casa di campagna nelle colline senesi, in una dimensione bucolica e sconosciuta, che segnerà l'inevitabile passaggio dall'adolescenza alla maturità, simboleggiato allegoricamente (fin dalle prime inquadrature) nel repentino scorrere del treno sulle rotaie.

La stessa evoluzione accompagnerà Ohana su una littorina per Yunosagi.
Nel contatto con l'albergo termale Kissuiso, la monotonia dei giorni trascorsi a Tokyo (passati in bilico sui muretti delle strade) si riempirà di nuovi significati, di nuove responsabilità, prima fra tutte l'impegnarsi per raggiungere un obbiettivo, appagando se stessa e gli altri.
Ad ogni episodio la protagonista cresce, allargando i suoi orizzonti, peculiarità che mi ha piacevolmente colpita, soprattutto in un panorama zeppo di storie con ragazze amorfe e frignone. Purtroppo sul piano sentimentale si rimane attaccati alla relazione standard con l'amicone d'infanzia, trascinata a mio parere sino alla fine, ed esasperata a volte da inutili crisi isteriche. Un occasione mancata per scoprire l'amore, osservandolo da un'altra angolatura (qualsiasi riferimento Tohru non è puramente casuale).

Infine, il paesaggio e il cibo (curato nei minimi dettagli con l'unico scopo di sconfiggere qualsiasi dieta) adornano un idillica brochure turistica, su cui si staglia l'eterea magione, forza immortale ricca di aneddoti e racconti, nella quale gli esseri umani figurano come viaggiatori erranti, accentuando quel senso di fugacità tipico della vita.
L'importante però è indirizzare i propri passi e "lanternare duro".


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A q u i l e g i a

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Hanasaku Iroha, in breve Hanairo, è un anime targato P.A. Works trasmesso nel 2011.
Come si può ben vedere, ho deciso di assegnare dieci all'opera in questione, anche se certo non si tratta di una serie perfetta. Vedo spesso valutazioni molto alte, ma il più delle volte tendo a fidarmi di più delle valutazioni più basse o contenute, ma il dieci è il minimo che possa dare a questo capolavoro.
Questa recensione seguirà esclusivamente i miei gusti, le mie sensazioni e i miei pensieri, perché io credo che l'oggettività sia qualcosa di impossibile.

Venni a conoscenza di Hanasaku Iroha un po' di tempo fa, meno di un anno forse, tramite la opening. Non che fosse una melodia particolarmente incalzante o che altro, ma rimasi sorpresa dalla figura di un'anziana signora che fumava, una figura maestosa e ligia che mi colpì profondamente.
Però, la prima visione di questo anime risale a parecchi mesi dopo, sicché non ero riuscita a trovarlo sottotitolato in italiano, ma solo in inglese - e credo che un'opera del genere vada apprezzata in una lingua che si conosce bene.
Lo finii in due giorni, se non di meno. Non per un motivo particolare; non era la trama - perché trattandosi di uno slice of life ha pochi momenti intensi -, ma era semplicemente perché un episodio mi spingeva a vedere il seguito. Senza perché.
Credo che Hanasaku Iroha sia un'opera straordinaria e indescrivibile, il semplice elencare gli aspetti che mi hanno colpito sarebbe poco o niente per esprimere a parole quanto questo anime mi sia piaciuto.
Sarà che non sono un'esperta; non riconosco a colpo d'occhio errori, cali, o sbavature, ma io sono comunque convinta che si meriti dieci.

Abbiamo una protagonista, tale Ohana Matsumae. Sedicenne, residente a Tokyo con la madre Satsuki, che vive la sua vita senza particolari stimoli con poche amicizie e in modo abbastanza fiacco, distaccato. Quante persone sono in una situazione simile alla sua? Se mi facessero una domanda simile, alzerei la mano.
Con grande probabilità, questo è per fare sì che nel personaggio di Ohana possano riconoscersi più persone; potrebbe essere una tattica commerciale, questo è vero, soprattutto per quanto riguarda la società giapponese, ma questa situazione la vedo ben diversa dal "otaku-fullfillment" (un 'otaku' belloccio e fiko che viene circondato da schiere di belle puledre); credo che il personaggio di Ohana sia il primo passo per avvicinarsi ad Hanasaku Iroha, il primo per entrare emotivamente in quest'opera.
In questo frangente di grande normalità e quasi banalità, cosa succede? Si stravolgono le regole. La madre decide di tentar una fuga d'amore con l'amante e di spedire la figlia dalla nonna in campagna, noncurante della sua vita. La nonna, Sui Shijima, gestisce una pensione termale (Ryokan) in un piccolo villaggio nell'entroterra giapponese; una prospettiva che Ohana vede adatta per la trama di un film e un modo per cambiare vita.
La Kissuisou è un luogo che affascina subito la giovane, con le sue atmosfere antiche e segnate dal tempo, ma talvolta l'apparenza è più morbida e felice di quel che sembra. Difatti, la Kissuisou è "popolata" da persone che lavorano sodo, che si muovono come un unico organismo ben coordinato, dalle due cameriere alla squadra che lavora in cucina. A monte di tutto ciò c'è la carismatica figura della "direttrice", sua nonna.
Vengono presentati tanti personaggi, tanta carne al fuoco che lascia un po' spaesati all'inizio. Esattamente come si sente la protagonista, totalmente esterna a quel meccanismo perfetto e quasi impotente. Ohana cerca di fare del suo meglio, tenta di inserirsi in quella società che pare non avere bisogno di lei, ma ciò che ottiene è lontano dalle sue aspettative.
Hanasaku Iroha non è altro che questo: la storia di una ragazza che tenta di incastrarsi in un meccanismo che pare funzionare benissimo anche (e soprattutto) senza di lei; ma per farlo ha bisogno di mutare forma, carattere e di adattarsi.
Ecco cos'è.

Non saranno ventisei episodi improntati in questa maniera, ci saranno numerose svolte narrative e dei piccoli stratagemmi per non far annoiare lo spettatore. Ma io credo che nessun episodio sia inutile, tutti aiutano a definire in ogni sfumatura la storia e a far entrare lo spettatore nella quotidianità di uno Ryokan qualunque, nel quale convivono personalità tutte diverse, ma tutte in perfetta sincronia.

La forza di Hanasaku Iroha risiede certamente nei personaggi. Personaggi fantastici, che ho amato dal primo all'ultimo.
Innanzitutto Ohana, che è il cuore di questo anime, da dove partono i pensieri e le riflessioni. È un personaggio che cambia e matura, errore dopo errore, batosta dopo batosta, con un carattere che sprizza sì allegria da tutti i pori, ma sa anche piangere, abbattersi e chiedersi come mai. Per poi risollevarsi.
Il suo aspetto è davvero qualcosa che mi ha colpito. In una panoramica in cui i fattori "moe" e "kawaii" si fanno sempre più frequenti e rendono i volti dei personaggi sempre più anonimi, Ohana è kawaii, ma con un volto espressivo e realizzato davvero bene, senza perdere di credibilità.

A monte di questa società quale è la Kissuisou, c'è la figura di Sui Shijima. Una donna anziana, ma non trascurata, che custodisce il suo cuore dentro quella pensione. L'aggettivo ideale per definire il suo carattere è: maestoso. Non si può non venire incantati dalla sua figura, austera e solenne, che dirige con grande severità e rigore la sua amata e adorata pensione; e malgrado non lo dia a vedere, è una persona dotata di una grande umanità.
Considera gli ospiti come la prima priorità, alla Kissuisou, mentre i dipendenti e le esigenze di chi lavora vengono al terzo se non quarto posto.
È una figura che si svelerà pian piano, poco a poco, nel corso degli episodi, mostrando una marea di sfaccettature della sua persona.
Erede della pensione, c'è il "waka danna", giovane padrone, Enishi. Sebbene il figlio minore della donna, a causa della fuga di casa della sorella Satsuki, ha finito con il dover sottostare al gravame dell'eredità di un'intera pensione. Ha una personalità molto cedevole e remissiva, non si impone mai e si ritrova sempre con il dover sottostare ad una figura più forte di lui.
Al suo fianco vi è la consulente aziendale Takako, figura che si impone sul waka danna e che più volte colpisce la Kissuisou con le sue idee atte al miglioramento dello stabile, ma che puntualmente falliscono.
Sotto, vi sono le cameriere e la cucina. Un organo che funziona solo se tutte e due le componenti funzionano alla perfezione: il cuore della pensione.
Ohana è l'ultima arrivata fra le cameriere, mentre prima di lei vengono Nako e Tomoe. La prima ha la stessa età della protagonista, nonché sua senpai (almeno in teoria); nonostante le cose le sappia, non riesce ad imporsi a causa del suo carattere timido e introverso. Carattere che si ribalta totalmente non appena entra nelle mura di casa sua.
Tomoe è invece una donna dall'età abbastanza inoltrata, l'ultima della sua classe alle superiori a non essersi ancora maritata e che inizia a lavorare nella pensione solo per trovare un uomo ricco da sposare. Cosa che ovviamente non avviene.
Nonostante il suo carattere superficiale, ci tiene molto alla sue colleghe e si rivelerà un'importante figura per Ohana. Inoltre, gran parte delle scene comiche hanno lei come protagonista! ^^
Nella cucina, l'ultima arrivata è Minko (o "Minchi"), apprendista cuoco, sedicenne anche lei e compagna di stanza di Ohana. Le due hanno sin da subito un rapporto molto conflittuale, che perdurerà per molto tempo. È una ragazza che vuole solo imparare a fare il suo mestiere, non importa come e non importa con quali fatiche.
I due cuochi sono Ren, il più esperto, e Tohru, il suo sottoposto, nonché mentore - per così dire - della giovane Minko.
Infine, al di sotto di tutto ciò, abbiamo Jiroumaru, uno scrittore di romanzi erotici, ultimo arrivato e figura di contorno, ma comunque importante.
E per ultimo, esterno a questa scala gerarchica, abbiamo Denroku, "nonno-fagiolo", addetto alle caldaie, che ha visto cresce la Kissuisou dai suoi primi momenti di vita e tiene il registro dei visitatori da tempo immemore.

Altri personaggi importanti sono la madre, Satsuki Matsumae, inizialmente erede dello stabilimento, fugge da giovane da tutti quei doveri che l'assillavano. Ha un carattere molto particolare, garantito.
Poi Kou-chan, amico di Ohana, rimasto a Tokyo, che costituirà la parte romantica dell'anime.

Un cast molto variegato, doppiato - inoltre - in modo eccellente, con voci chiare e adatte ad ogni personaggio, diverse e perfette. Tra tutte, ho apprezzato in particolare le voci di Ohana e della Direttrice.
Il comparto sonoro, relativo alle musiche, è qualcosa che non ho apprezzato per niente.
Le opening sono cantate dalla stessa cantante, che ha una voce orrenda, nasale, infantile, e sentire ben due opening del genere non mi è piaciuto. Ed è un peccato, perché di per sé erano orcchiabili.
Ma non finisce qui, perché la stessa cantante ricompare con numerose ending (ne ho contate tre) e almeno quattro canzoni comparse durante gli episodi. Più una splendida comparsa della cantante come amica della coppia di sposi al matrimonio, per poi cantare una sua straordinaria canzone con tanto di chitarra.
Mh.
E poi, negli ultimi due episodi, c'è uno sgradevolissimo sottofondo musicale, con canti lirici e assolutamente stonanti con il festival delle lanterne.
Ergo: chi si è occupato delle musiche è un incompetente.

Ma l'aspetto sonoro, oltre a venir compensato da uno splendido doppiaggio, viene sovrastato dalla splendida grafica che sfoggia Hanairo. Da un chara design molto accurato, a scene fluide, lisce e scorrevoli, con paesaggi mozzafiato e una cura davvero straordinaria. D'altronde parliamo della P.A.!

Hanasaku Iroha è, in conclusione, un anime straordinario. L'ho appena finito di vedere una seconda volta e non passera molto tempo prima che lo rivedrò per una quarta e quinta.
Se avrete un minimo di umanità, vi farà commuovere nelle scene finali e non vi annoierà un momento (almeno, io non mi sono mai - e dico mai - annoiata, anzi) e vi lascerà con la curiosità di scoprire "cosa verrà dopo".
Poi ovviamente ognuno trarrà le dovute conclusioni, ma io non sono riuscita a dare ad Hanasaku Iroha un voto inferiore al dieci, capitemi.

Utente1336

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Utente1336

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Hanasaku Iroha è una serie anime del 2011 di 26 episodi prodotta dalla P.A. Works. Narra la storia di Ohana, ragazzina di 16 anni che va a vivere dalla nonna perché la madre ha deciso di fuggire insieme al suo fidanzato per evadere dei debiti. La nonna è la proprietaria di una pensione e Ohana inizierà a lavorare come dipendente all'interno di essa.
La serie appartiene al genere Slice Of Life, per cui all'interno troviamo tutti gli elementi classici del genere: dalla descrizione delle vite dei personaggi e dei legami che si instaurano tra essi, alla manifestazione di una vasta gamma di sentimenti, alla tranquillità generale e all'atmosfera quasi rilassante dell'opera.
Tema portante della serie è, secondo me, quello della crescita. Nel corso della serie vedremo Ohana alle prese con il lavoro nella pensione, inizierà a prendersi le prime responsabilità, a fare le proprie scelte e ad instaurare amicizia con delle compagne inizialmente molto restie nel farlo.
Il sottotitolo della serie, "I colori della fioritura", mi piace pensare che si riferisca a tutte quelle emozioni e quei sentimenti che si possono provare durante la crescita verso l'età adulta (la "fioritura" appunto) e ognuna identificabile con un colore diverso.
I personaggi sono molteplici e ognuno ben caratterizzato e con dei caratteri molto diversi fra loro.
Sotto il profilo tecnico, l'anime è ottimo. Chara Design abbastanza vario, e animazioni ottime. Ottimi anche i disegni, soprattutto quelli dei paesaggi mozzafiato che si vedono durante il corso della serie.
Buona anche la colonna sonora, che contribuisce a creare quell'atmosfera di tranquillità che si respira durante le puntate. Buone Opening ed Ending, le prime più frizzanti e vivaci sia per musica che per immagini, le seconde più tranquille con immagini quasi fisse e ballad in sottofondo.
Hanasaku Iroha si dimostra quindi una serie ottima, molto diversa da quello che si vede nell'ultimo periodo, tutta incentrata sui sentimenti (ma senza essere stucchevole) e sulla vita dei vari personaggi all'interno della pensione Kissoisu.


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Vagabond90

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Ho appena finito di vedere l'ultima puntata di "Hanasaku Iroha" e devo dire che è stata davvero una piacevole sorpresa, sotto tutti i punti di vista. E' un anime completo in tutte le sue componenti, e, salvo qualche piccola pecca, merita davvero di essere visto. E' leggero e divertente, ma offre anche spunti di riflessione interessanti sulla vita.

La protagonista è Ohana Matsumae, una sedicenne che abita a Tokyo assieme alla mamma, giornalista casinista e scapestrata. Proprio per le esigenze di quest'ultima, Ohana è costretta a trasferirsi a tempo indeterminato dalla nonna, che abita in campagna e gestisce una pensione termale, e mai ha conosciuto sino a quel momento. Ohana è carica di sogni e di aspettative per il futuro, e accoglie questa nuova esperienza che le si para di fronte con spigliatezza e allegria; però, partendo, lascia a Tokyo un compagno di classe e amico speciale, Kou, che le rivela i suoi sentimenti proprio prima della sua partenza. La confessione lascia spiazzata Ohana, che aveva visto Kou sempre come un amico, però le sbloccherà anche qualcosa dentro, e le darà la giusta determinazione poi nei momenti difficili che verranno.
Arrivata alla pensione "Kissuisou", Ohana farà la conoscenza di tutti i suoi lavoratori, e della nonna, direttrice della pensione, dai modi severi e distaccati anche nei confronti della nipote stessa. La ragazza si confronterà per la prima volta nella sua vita con il mondo lavorativo, e inizierà un percorso di formazione interiore. Difatti, il lavoro di fatica da cameriera temprerà il suo animo, e la vicinanza con gli altri lavoratori della pensione la farà crescere nei rapporti interpersonali. Ognuno dei dipendenti della pensione ha un suo carattere ben definito, nessuno è semplicemente abbozzato, tutti hanno un sogno nella loro vita e vorrebbero coltivarlo, magari proprio nella pensione Kissuisou.

Personalmente ho trovato la prima parte, diciamo fino agli episodi 13-14, più concitata e quindi anche più coinvolgente, mentre la seconda parte più distesa, e qualche episodio nel mezzo tra i due filoni narrativi principali non è stato proprio eccezionale, ma in fondo ci può stare, visto che il tenore della serie nei restanti episodi si è poi sempre mantenuto su un livello alto. Forse ci si aspettava una parentesi più ampia per i risvolti sentimentali della protagonista e anche di alcuni altri personaggi, ma in fondo non era l'argomento principe, e quindi, se vi si fosse centrata di più l'attenzione, poi l'effetto di insieme non sarebbe stato lo stesso.

Conclusa la serie - con un finale aperto, che lascia spazio a possibili speculazioni - rimane un po' di malinconia, perché ci si è affezionati ai personaggi e ai luoghi della pensione, a contatto con la natura, tutto sommato l'incarnazione di un ideale di vita lontana dalla frenesia della città metropolitana.
Le animazioni sono dettagliate, il design dei personaggi è interessante e anche la loro caratterizzazione psicologica non è da meno, e poi il reparto grafico è stato messo a servizio di una trama originale e mai scontata. Consigliato a tutti.

npepataecozz

Episodi visti: 26/26 --- Voto 5
"Hanasaku iroha" è uno di quei titoli che mi spingono a una profonda riflessione su quale sia il ruolo assegnato agli anime ai giorni nostri. All'apparenza ciò che ci viene mostrato è solo un gruppo di comuni ragazzi che lavorano in una pensione e che un po' alla volta ci raccontano le loro aspirazioni, i loro sogni, i loro sentimenti, i loro successi e le loro delusioni; il tutto condito da un fanservice limitato allo stretto indispensabile - anche se indispensabile è una parola grossa -, con bei disegni e con musiche orecchiabili. Insomma, "Hanasaku iroha" a un'analisi superficiale, e ciò indipendentemente dal fatto che la storia raccontata piaccia o meno, sembra un prodotto del tutto innocuo per una qualsiasi tipologia di spettatore. Ma è davvero così? Personalmente ho diversi dubbi in proposito; per capire da dove hanno origine bisogna estendere maggiormente il livello dall'analisi. Partiamo dalla trama.

Costretta dall'irresponsabilità della madre a lasciare Tokyo, dove conduceva una vita tranquilla ma senza grossi stimoli, la giovane Ohana dovrà trasferirsi presso una pensione di un piccolo villaggio gestito da sua nonna. Qui dovrà fare i conti con una realtà molto diversa rispetto a quella vissuta fino a quel momento, fatta di persone all'apparenza fredde e chiuse e di lavoro, tanto lavoro. Ben presto, però, la ragazza riuscirà a conquistare tutti grazie alla sua innata allegria, alla sua testardaggine e alla sua totale abnegazione nel lavoro. Le rimarrà un unico rimpianto: quello di non essere riuscita a confessare il suo amore a Kou, un suo amico d'infanzia che continua a vivere a Tokyo.
Se si esponesse su un grafico il livello del mio gradimento dei singoli episodi, si noterebbero due picchi: uno verso la metà della serie e l'altro in prossimità del finale: è solo in questi episodi, infatti, che la trama si muove veramente e fa vedere o sperare in un'evoluzione più profonda delle relazioni tra i vari protagonisti. Anche contando questi episodi, però, la complessità della trama è ai minimi storici e il tutto sarebbe stato liquidabile in pochissimi episodi. Se questo non accade, invece, è perché negli altri noiosissimi episodi sale in cattedra il vero protagonista di questa serie: la pensione.

A mio avviso la trama fin qui raccontata è solo un contorno nella mente dell'autore rispetto a quello che è il suo reale obiettivo: descrivere l'attività di un albergo tradizionale e il duro lavoro che occorre per gestirlo. Ma, ed è qui il punto cruciale, nessuno dei protagonisti si lamenta mai della stanchezza, degli orari impossibili, della quasi totale assenza di una vita sociale al di fuori delle quattro mura della pensione; anzi, all'opposto, essi amano incondizionatamente e acriticamente il loro lavoro, impegnandosi ancor più duramente per salvare questa specie di "prigione dorata" nei momenti di difficoltà.

Anche a me, in passato, è capitato di lavorare in strutture e con mansioni che mi piacevano tantissimo, e se c'era bisogno di trattenersi qualche ora in più a causa di necessità impellenti non mi tiravo affatto indietro. Ma qui parliamo di qualcosa di profondamente diverso: quest'anime è un prodotto di propaganda puro e semplice. E' uno di quei titoli che io definisco "educativi" (e non nell'accezione positiva del termine), con i quali si vuole tramandare alle nuove generazioni concetti come "lavorare 24 ore al giorno è divertente", "la mia casa è il mio posto di lavoro", "i miei ricordi migliori e i miei migliori amici sono legati al mio lavoro", "la tradizione vince sempre contro il modernismo", eccetera, eccetera. Per il resto la trama è così scarna da cadere quasi immediatamente nello spoiler nel tentativo di raccontarla.

Di fronte a questa convinzione di base, tutto il resto passa in secondo piano. E mi chiedo se è davvero questa la direzione in cui si sta cercando di indirizzare il mondo degli anime: intrattenimento basato su una storia gradevole (come in questo caso) o zeppa di riferimenti sessuali (come in altri casi) per attirare un'utenza a cui propinare modelli di vita tradizionali da imitare. Se così fosse non potrei aspettarmi davvero nulla di buono dal futuro.
So di andare controcorrente, ma non assegnerò un voto positivo a quest'anime, e ciò per due motivi: uno perché è troppo evidente l'elemento propagandistico - elemento che non è presente solo qui, ma in "Hanasaku iroha" si esagera - e due perché la trama è troppo scarna per essere quella di un anime di ventisei episodi.


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Tomoya Fujisaki

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
"Hanasaku Iroha" è un anime fantastico; non è eccezionale soprattutto per quanto riguarda la storia, a volte forse non troppo esaltante e comunque abbastanza lenta, ma è da considerarsi un piccolo capolavoro, un compendio di tecnica perfetta, personaggi efficaci e sentimenti puri.
La protagonista di questa storia è Ohana Matsumae, ragazza di 16 anni che abita a Tokyo con la madre e conduce una vita abbastanza normale insieme a lei e forte dell'amicizia con Kou-chan, che in realtà ne è innamorato. Ohana è costretta a lasciare Tokyo perché sua madre è fuggita con il suo compagno per evitare i debiti appena contratti, e si deve congedare anche da Kou, lasciando in sospeso la risposta da dargli, dal momento che lui le si era appena dichiarato. La destinazione di Ohana è la pensione di sua nonna, situata nei pressi di una località termale lontana dalla città, e una volta arrivata lì spera in un'accoglienza ospitale e in una permanenza altrettanto confortevole, finché le questioni familiari non si saranno risolte.

Tuttavia la realtà è ben diversa: la nonna è molto severa e fa lavorare Ohana alla pensione insieme alle altre cameriere senza concederle sconti o favori, senza nemmeno considerare il fatto che lei è sua nipote. All'inizio è dura adattarsi e apprendere il mestiere, ma Ohana continua a migliorare e grazie alla sua forza d'animo fa amicizia con le due coetanee che lavorano lì, Nako e Minko. Nako è una ragazza molto carina e timida, ligia al suo dovere e spesso affascinante grazie alla sua personalità dolce ma determinata; Minko è una tsundere e soprattutto durante i primi giorni di permanenza di Ohana si mostra antipatica e scontrosa, mentre andando avanti mostra il suo lato nascosto, quello più romantico, tipico delle adolescenti innamorate. Tra queste tre ragazze nasce un bel rapporto, durante e dopo il lavoro, e nonostante l'entusiasmo di Ohana possa risultare a volte dannoso per il rapporto con Minko si trova sempre il modo per riappacificarsi.
Gli altri personaggi sono anch'essi gradevoli, sfaccettati e simpatici, e sono principalmente gli altri lavoratori della pensione e Yuina, la nipote della padrona della pensione rivale, nonché compagna di scuola delle tre ragazze.

La storia mantiene quest'ambientazione e quest'ottimo gruppo di personaggi e propone 26 episodi tuttavia molto variegati ed estremamente godibili, e li impreziosisce con amori, gelosie, desideri personali che conferiscono un grande spessore a tutti quanti i personaggi, e devo dire che quest'anime esprime i sentimenti di ciascuno con grande maestria e realismo.
La storia matura gradualmente e vede la crescita interiore di tutti i dipendenti della Kissuisou, e il finale rappresenta in modo magnifico come ogni personaggio abbia preso coscienza di ciò che prova per il posto in cui lavora, proprio nel momento in cui tutto deve finire. L'ultimo episodio, dopo molte difficoltà affrontate insieme, chiude questo lungo cerchio e in esso prevale l'elemento simbolico e folkloristico del festival annuale della cittadina, ricco anch'esso di significati e perfettamente legato alla realtà dei personaggi, in primis quella di Ohana e della sua famiglia.
"Hanasaku Iroha" ci dà un addio o un arrivederci? Non so se ci sarà una seconda stagione; magari quello che ancora bisognava riprendere è stato espresso a dovere nel film "Hanasaku Iroha home sweet home", che tuttavia non ho ancora visto, motivo per cui non ne conosco la trama.
Un anime comunque splendido, e per descriverlo compiutamente non si può tralasciare la perfezione tecnica, i colori sgargianti e l'ambientazione affascinante, orgoglio di un Giappone rurale che nasconde paesaggi da sogno. Cosa non lo rende perfetto credo sia principalmente l'assenza di momenti spettacolari o strappalacrime, ma per il resto è un anime di semplicità e bellezza invidiabili, sorprendente per il modo in cui una storia apparentemente spoglia trascina lo spettatore e lo rende partecipe di tantissimi sentimenti.
Dare 8 a un anime praticamente privo di difetti mi sembrava riduttivo, per cui è con gioia che do un bel 9 ad HanaIro, senz'altro un gioiellino della P.A. Works.


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Jenovian

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Trattando di "Hanasaku Iroha" ci riferiamo a uno dei migliori anime degli ultimi anni. Per testimoniare questo, potrei iniziare con il dire che la grafica dell'anime in questione è a livelli eccelsi, con un livello di dettaglio quasi maniacale su sfondi e personaggi. Anche la colonna sonora che lo sorregge è di ottimo livello, e contribuisce in maniera fondamentale a far sì che lo spettatore venga coinvolto negli stati d'animo dei protagonisti.
Va detto, però, che i pregi di "Hanasaku Iroha" non si fermano qui. La storia di "Hanasaku Iroha", che ha per protagonista una dolcissima Ohana, è soprattutto una storia di crescita, di maturazione, di intrecci romantici e/o intergenerazionali, con molti spunti di commedia. Ohana, per inteso, grazie a una madre non proprio normalissima, si ritrova a dover vivere e lavorare nell'albergo termale Kissuisou gestito dalla severa nonna, con cui non ha mai avuto rapporti. Lì intreccerà stretti rapporti con tutti i lavoratori della pensione, ma soprattutto con le sue coetanee Nako (molto moe) e Minchi (molto tsundere), con cui condivide anche la vita scolastica. Il lavoro duro (o "lanternare duro", come direbbe Ohana; mischiando le parole "lavoro" con il "festival delle lanterne" importante per la storia) vissuto da lei con piacere ed entusiasmo, rappresenta un pregio che farà sì che Ohana faccia "breccia" nei cuori di chiunque abbia attorno.
Le "tribolazioni" amorose, che coinvolgono molti dei personaggi, occuperanno grande spazio nella storia, pur non ergendosi a unici protagonisti delle vicende, che più che altro raccontano più di una ricerca di se stessi e del proprio futuro. Anche i malintesi generazionali nella storia sono molto importanti, riaprendo vecchie ferite tra i protagonisti che fanno fatica a rimarginarsi.
In conclusione ci troviamo di fronte un anime di grande qualità sotto il profilo tecnico, ma anche nella narrazione delle vicende che, seppur non sempre leggere, saprà raccontare con una buona dose di ironia ed entusiasmo dovuti quasi sempre a Ohana. Un anime da guardare, quindi, che saprà emozionare ogni genere di spettatore.


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klunk

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Ohana vive con la sua irresponsabile madre a Tokyo, ma quando questa scappa in una fuga d'amore, si vede costretta ad andare a vivere in campagna, nella pensione gestita dalla nonna materna. Qui, con sua sorpresa, si troverà a dover lavorare come cameriera per pagare alla severissima nonna, vitto e alloggio.
L'anime si muove attorno alle problematiche adolescenziali della protagonista, ma anche alla vita della Ryokan e dei suoi dipendenti, presentando un perfetto slice of life, con tutti gli aspetti e le questioni legate alla gestione della pensione.
Molto interessanti sono i personaggi comprimari, analizzati individualmente in maniera magistrale nel corso delle puntate, mai stereotipati, ognuno dei quali con i propri sogni e il proprio carattere delineato alla perfezione.
Non passa certo in secondo piano l'aspetto sentimentale in "Hanasaku Iroha", con amori corrisposti e non, come quello della protagonista per il giovane Kouichi, rimasto a Tokyo lontano dalla sua amata Ohana.
Altro aspetto sicuramente positivo dell'opera è quello grafico: i disegni sono bellissimi, sia per quanto riguarda i personaggi sia per quanto riguarda le ambientazioni, incredibilmente ricche di particolari e curate, il tutto orchestrato da un'animazione eccellente, in grado di rendere le innumerevoli espressioni dei personaggi verosimili.
Mi è piaciuta molto anche la colonna sonora, come anche le due opening e le ending, molto appropriate al caso.
Insomma, senza stare a dilungarsi ancora con gli elogi, si può sicuramente dire che ci troviamo di fronte a un capolavoro del genere, un anime riflessivo e appassionante che consiglio caldamente a tutti.

Eren

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
In un presente in cui la tendenza a colpire l'occhio con la stravaganza e l'apparenza a tutti i costi è la regola base del successo, pareva non esserci più posto per un prodotto che puntasse dritto al cuore. Ma "Hanasaku Iroha" mi ha dimostrato l'opposto. Non con storie strappalacrime e amori tragici, niente di terribilmente drammatico e inutilmente contorto: quest'anime trasmette con un calore e una dolcezza decisamente unici la meraviglia delle vita nella sua semplicità e vivacità, senza artifici o forzature stilistiche, con un risultato alquanto sorprendente.

Trama
Ohana è una grintosa liceale che, in seguito al trasferimento fuori città (Tokyo) della madre con il nuovo compagno, è costretta a recarsi a Yunosagi, presso la struttura termale diretta dalla nonna, la "Kissuiso". Incontratala per la prima volta, Ohana si trova faccia a faccia con una donna rigida e dedita al proprio lavoro, che non lascia spazio ai sentimentalismi. Le prime vicissitudini e gli incontri, non sempre positivi, con il resto dello staff, accompagnati dalle iniziali difficoltà ad abituarsi alla sua nuova vita di liceale-lavoratrice, potrebbero sembrare un muro insuperabile, ma la voglia di darsi da fare della giovane ragazza non è facile da spegnere. Grazie alla sua capacità d'adattamento e al suo sorriso sempre acceso per tutti, Ohana riuscirà presto a farsi accettare e a inserirsi nella quotidianità della Kissuiso, appassionandosi alla vita all'intero delle sue mura che, con il passare dei mesi, diventano la sua nuova casa. Ma Yunosagi, con le sue terme, i suoi splendidi paesaggi e le meravigliose persone che ci vivono, non sono gli unici a occupare il cuore di Ohana. A Tokyo c'è ancora qualcuno che aspetta una sua risposta e magari un suo ritorno.
Gli episodi narrano con estrema tenerezza lo scorrere del tempo, descrivendo accuratamente l'evoluzione psicologica dei personaggi e le loro emozioni. Le vite di tutti i membri dello staff s'intrecciano in una matassa indissolubile, che non si spezza nemmeno davanti alle sventure e agli ostacoli più grandi, per il bene comune e per l'amore verso la Kissuiso.

Personaggi
La gamma dei caratteri presenti è varia e ben curata: da Nakochi, la cameriera timida e impacciata, a Ren, il cuoco scorbutico dal cuore d'oro, passando per Enishi, il giovane padrone della stazione termale e Takako, la sua moderna partner con la passione per l'inglese e l'imprenditoria. Ognuno ha molto spazio nella serie e i loro caratteri, le loro aspirazioni e i dubbi sono approfonditi e analizzati.
La giovane protagonista è senza dubbio ben caratterizzata e simpatica, nonostante non sia un personaggio incredibilmente originale, l'opposizione fra la sua voglia di vivere e il timore di ferire coloro che la circondano è rappresentata egregiamente e la sua grinta è travolgente. Il suo dilemma amoroso con l'amico d'infanzia Kou è un dolce accompagnamento alle vicende di Yunosagi.
Degni di nota sono anche l'apprendista cuoca Minko, dal carattere forte e orgoglioso, e Tohru, assistente di Ren, che pare non accorgersi dei sentimenti che la ragazza cova per lui, tra un piatto di sushi e l'altro. Abbiamo poi il perverso scrittore Jiroumaru, che entra a fare parte dello staff per ripagare la struttura del suo prolungato pernottamento "a scrocco"; Tomoe, che si occupa della gestione dello staff sospirando sulla sua situazione di single cronica; nonché la mamma di Ohana, Satsuki, figura dal carattere forte e, talvolta, controverso. Una piccola parentesi va anche al "Nonno-Fagiolo", l'addetto alle caldaie, il membro più anziano della compagnia insieme alla direttrice, che porta sempre allegria, con la sua faccia buffa e le sue frasi coincise, ma sempre molto dirette.
Su tutti, a mio avviso, spicca la figura della direttrice Sui Shijima, la nonna di Ohana, che sprigiona un'aura quasi maestosa. Spigolosa all'apparenza, cela un cuore enorme, nel quale custodisce la Kissuiso, i suoi clienti e tutti coloro che ci lavorano, e per i quali è disposta a dare tutta se stessa, in nome di un sogno nato molti anni addietro.

Grafica
Dinamico, fluido e con un'ammirevole attenzione alle espressioni, "Hanasaku Iroha" sfoggia un'animazione decisamente buona e ben realizzata. I movimenti sono sempre morbidi, gli sfondi sono ben delineati e curati sin nei dettagli, con una dedizione particolare agli ambienti della stazione termale che sembrano usciti da fotografie d'autore, grazie all'intensità dei loro colori e alla poesia che li contraddistingue.
Per tutte le 26 puntate dell'anime, la qualità non cala nemmeno per un momento, mantenendo un livello nettamente sopra la media, che non fallisce mai nel trasmettere al meglio le emozioni e le sensazioni dei protagonisti.

Sigle e colonna sonora
La serie cambia sigle d'apertura e chiusura dalla puntata 14, per un totale di 4. Quelle d'apertura sono sempre animate molto bene, mentre quelle finali sono a immagini fisse, ma comunque piacevoli. Le musiche di tutte e 4 sono graziose, peccato per la voce della cantante (è sempre la stessa) che, a mio avviso, le rende molto meno apprezzabili. Peraltro, la cantante fa una breve comparsa nell'anime, nel ruolo di un'amica del giovane padrone Enishi e, anche in quella occasione, canta un brano per allietare, o forse no, gli ospiti.
La colonna sonora è carina e interessante, con l'eccezione del brano di stampo lirico che ricorre nelle ultime due puntate, che a mio avviso non s'intona molto bene con il "feeling" della serie.

Nota personale sul titolo: mi è capitato di leggere più volte la traduzione di "Hanasaku Iroha" come "I colori della fioritura", ma mi permetto di dissentire con coloro che hanno fatto tale scelta. In giapponese la particella "ha" intesa come indicatrice del soggetto è pronunciata "wa", ma dato che tale pronuncia non viene utilizzata nelle sigle dell'anime, e nemmeno il termine "iro" (colore), che in questa traduzione viene da essa separato, viene trascritto con il rispettivo kanji, credo che questa interpretazione sia errata. Cercando il termine "iroha" sul dizionario è rintracciabile il suo significato in quanto "ABC" o "insieme di cose da sapere riguardo una data cosa". Il termine viene usualmente scritto in hiragana, data l'eccessiva complessità degli ideogrammi che lo compongono, proprio come nel titolo dell'anime, e io ritengo sia la traduzione giusta. Pertanto, a mio avviso, il titolo effettivo dovrebbe essere "l'ABC della fioritura" o "tutto ciò che bisogna sapere sulla fioritura", cosa che peraltro avrebbe perfettamente senso, visto il riferimento al concetto di fioritura come metafora della crescita interiore che ricorre in tutta la serie.

Proprio come un salubre bagno termale offre rifugio e riposo dalla frenetica vita moderna, "Hanasaku Iroha" è un anime squisito e delicato, che ti permette di rilassarti e goderti un po' di pace, immergendoti nelle vicende della Kissuiso e delle persone che vi lavorano e vivono. Come alla fine di una splendida vacanza, quando si giunge all'ultima puntata, nel cuore rimane quel briciolo di nostalgia per i momenti di svago e di divertimento passati guardandolo.
Lo consiglierei a tutti coloro che hanno voglia di farsi affascinare da una parte di Giappone che non siamo abituati a vedere normalmente, ma che in realtà fa parte dell'anima del paese del Sol levante.
Lasciatevi avvolgere dal calore dei suoi personaggi e dall'aria incantevole che li circonda, e seguiteli nel loro percorso, come tante piccole lanterne rosse lungo il sentiero di un tempio.


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Ironic74

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
"Mi rendo conto di essere ancora un bocciolo, ma proprio per questo guardo sempre in alto verso il sole, perché so che presto arriverà anche per me il tempo della fioritura". In queste semplici parole della giovanissima protagonista, troviamo il perfetto compendio se non l'essenza stessa di quello che è stato il titolo di punta della P.A. Works nel 2011: 'Hanasaku Hiroha'. Niente voli pindarici, niente universi di fantasia; dopo il successo di 'Angel Beats!' e per festeggiare i 10 anni di attività dello studio, la storia scelta è inaspettatamente uno slice of life dai toni pacati e dai ritmi rilassati.

Ohana è un'ingenua sedicenne di Tokyo cui la vita non ha riservato di certo un trattamento di favore. Non ha il padre e la madre è quanto di più lontano da una figura genitoriale ci possa essere; pur tuttavia la sua vita procede tranquilla fino al fatidico giorno in cui sarà costretta a trasferirsi dalla nonna, la quale gestisce un ryokan, un albergo tradizionale in una città termale nella bucolica regione di Yusonagi .Un cambio di vita radicale a cui va aggiunto il fatto che Ohana non verrà trattata con riguardo, ma anzi dovrà rimboccarsi le maniche e imparare il duro mestiere della cameriera per volontà della sua burbera parente.

Il buon successo, in termini di ascolti televisivi e vendite, che ha ottenuto questo titolo palesa per l'ennesima volta un dato di fatto ovvio ma non scontato, e cioè che il buon esito di una serie animata deriva dalla riuscita alchimia di un duro lavoro di equipe. 'Hanasaku Iroha' riesce nel difficile risultato di rendere godibile allo spettatore una trama che certo non spicca per originalità né per colpi di scena, facendo perno sulla semplicità, ingrediente sempre meno presente nelle produzioni odierne che, ostinandosi nell'insistente tentativo di meravigliare, riescono alla fine a ottenere il risultato contrario, annoiando mortalmente lo spettatore. Questa è una genuina storia di crescita personale, di perseguimento dei propri sogni nel ritrovare le proprie radici nella sempre amata tradizione giapponese; non c'è da stupirsi che in un paese uscito sgomento da una delle più spaventose calamità che la storia recente dell'uomo ricordi, scopertosi vulnerabile nonostante tutta la sua tecnologia di avanzata potenza economica mondiale, una trama del genere risulti quasi un balsamo taumaturgico.

Questo non implica però che questa serie non possa venire adeguatamente apprezzata anche da noi occidentali anzi, gli appassionati di cultura giapponese non potranno che rimanerne affascinati; 'Hanasaku Iroha' riesce perfettamente a calare lo spettatore nella quotidianità della vita di una tipica struttura termale della provincia giapponese, come mi era capitato soltanto leggendo le pagine di un romanzo di Banana Yoshimoto. Ho citato la semplicità della trama a questa va aggiunto un adeguato approfondimento psicologico di tutti i personaggi, anche se alcuni non risulteranno essere molto convincenti, non riuscendo a varcare la barriera del facile stereotipo; a dirla tutta il personaggio più riuscito è la protagonista Ohana, che, pur con la lacrima facile, riesce a creare una buona empatia con lo spettatore, che verrà conquistato dalla sua verve e dalla sua ingenuità per nulla artificiosa. La piccola Ohana sembra distinguersi dalla massa degli altri personaggi anche per un look diverso e particolarmente riconoscibile, in un titolo che denota una banalizzazione estrema del chara design dove si è puntato sopratutto a enfatizzare le sinuose forme delle giovani protagoniste, con l'intento neanche tanto mascherato di stuzzicare l'interesse anche di un pubblico maschile su una storia altrimenti quasi completamente in rosa.

Dal punto di vista tecnico non si può non elogiare il gran lavoro fatto sui fondali, splendidi e delicati, adeguata cornice della storia narrata come la colonna sonora, semplice e ben modellata sulle vicende. Le due canzoni di opening, frizzanti e giovanili, riescono nel compito di trasportare lo spettatore subito nei temi trattati, mentre le ending più riflessive e delicate chiudono in maniera a mio avviso adeguata ogni puntata.
Siamo di fronte quindi a un prodotto ben confezionato, forse un po' troppo "leggero" data la quasi completa assenza di una qualsivoglia drammaticità che magari in una storia di crescita personale, di ricerca del proprio posto nel quadro della vita, non avrebbe affatto stonato e avrebbe reso il tutto più credibile e meno "all'acqua di rose". Questo è forse il grande limite di questo titolo, che denota una certa refrattarietà odierna alla tragicità tanto abusata invece dall'animazione nipponica degli anni '70 e '80.
'Hanasaku Iroha' è uno di quei titoli, insomma, da vedere solo se ci si trova in uno stato d'animo disteso e distaccato, in modo da apprezzarne appieno i 26 episodi , forse un po' troppi per una serie che a mio avviso avrebbe assolto appieno il suo compito con la metà delle puntate, ma che riesce comunque a conquistare in un periodo come questo, dove si sente un gran bisogno di storie pacate e rassicuranti.


 2
onizuka90

Episodi visti: 26/26 --- Voto 6
'Hana saku iroha' è una serie diretta da Masahiro Ando e prodotta nel 2011 dallo studio P.A Work, che già ci era noto per 'Angel Beats!' e 'Canaan'.
Non ritengo di commettere empietà alcuna nell'affermare che 'Hanairo' sia stata una piacevole sorpresa, in quanto poco mi aspettavo da un simile titolo e molto è stato quello che invece è riuscita a offrirmi (emotivamente parlando) in proporzione alle mie aspettative che, a onor del vero, erano comodamente approssimabili allo zero assoluto.

Prima di dare inizio all'analisi della serie, tuttavia, si ritiene d'uopo un breve e conciso accenno alla trama: Ohana è una ragazza di Tokyo estremamente vivace e di mente aperta che si trova purtroppo costretta, per colpa di una madre irresponsabile, a lasciare la città natia per trasferirsi dalla nonna, in un paese di campagna piuttosto fuori mano. Lo stupore per la bellezza del luogo e della natura circostanti viene subitaneamente e letteralmente demolito, poiché la sua ascendente, nonché direttrice di una pensione tradizionale, si rivela tutt'altro che un'amabile vecchina e le concede di rimanere a condizione di lavorare per pagarsi vitto e alloggio. Da qui ha inizio il confrontarsi di Ohana con la nuova realtà, dura e difficile, tale da portarla a conoscere meglio se stessa, i propri limiti e desideri.

Sin dal principio appare lapalissiana la leggerezza della serie in questione: il suo proporre un racconto di maturazione interiore avulso da qualsivoglia riflessione di carattere psicologico che ambisca a una seppur minima profondità, e disadorno di approfondimenti di natura psicoanalitica o filosofica ne è una controprova evidente; la scelta è quella di prediligere l'immediatezza e la semplicità. Cionondimeno il risultato che si viene a delineare non è da ritenersi platealmente artificioso o deprecabile, anzi, il percorso che la ragazzina compie nel suo crescere e scontrarsi con le difficoltà viene gestito ottimamente per i propositi che la serie si prospetta e il messaggio traspare chiaro e diretto, una freccia al cuore dello spettatore.
L'impressione globale è abbastanza positiva, sebbene l'esposizione delle tematiche non si possa considerare brillante esse vengono quantomeno esibite con stile e intelligenza, in modo particolare per quanto riguarda il rapporto tra la protagonista e il suo lavoro, verso il quale inizialmente lei guarda con disperazione ma che, senza nemmeno accorgersene, si ritroverà ad amare, sia per l'appagamento e la soddisfazione personali che ne trae, sia per l'ambiente in cui è inserita, che è tale da assumere gradualmente le peculiarità di una vera e propria famiglia. Le relazioni umane tratteggiate sono molto incisive e, seppur non sfuggendo a stereotipi comuni e rivelandosi deficitarie di qualsivoglia originalità, in ultima analisi, si scoprono ben inserite e armonizzate fra loro, in particolar modo in riferimento al rapporto tra Ohana e la "direttrice" che assume, nelle ultime puntate, un valore particolare e intenso.

Tale elogio non è tuttavia estendibile a molti altri aspetti della serie e, ahimè, si giunge infine alle dolenti note. In primis risulta quasi pleonastico sottolineare come 'Hanairo' sia una serie pregna di un pletorico ottimismo considerevolmente enfatizzato: sebbene tale tripudio di positività non sia decontestualizzato e non appaia incoerente rispetto alla generale atmosfera, si rivela purtroppo abbastanza ridondante e futilmente retorico. Si assiste a una vera e propria apoteosi di buoni sentimenti in bello stile la cui fonte risiede giustappunto nella protagonista. Ohana, come precedentemente accennavamo, incarna la quintessenza della vitalità e della generosità, colma di entusiasmo, di voglia di impegnarsi e di speranza nel futuro, carica di una fiducia che matura via via misurandosi con i propri limiti e i propri errori, anche grazie al supporto fornito immancabilmente dall'amore, sebbene lontano, e dall'amicizia. Il tutto viene da lei mirabilmente riassunto nell'espressione "lanternare duro" sintomatica della sua determinazione a non arrendersi e a impegnarsi, locuzione vuota nella sua retorica, che viene successivamente abusata nel corso dei ventisei episodi in innumerevoli occasioni diventando un vero e proprio motto e contagiando un po' tutti i personaggi comprimari, diffondendosi alla stregua di uno spietato e crudele morbo incurabile. Nessuno viene fatto salvo da tale zuccherosa epidemia, nemmeno la severa direttrice.
Di secondaria importanza, ma degne di essere comunque considerate, sono le vicende di natura prettamente sentimentale. Dal principio sembrano promettere chissà quali sviluppi melodrammatici ma, fortunatamente, tali segni premonitori si rivelano soltanto apparenti e il tutto scorre come "il corso di un impetuoso torrente che giunge infine, pacificamente, nel pigro alveo del fiume". Questa similitudine rende molto bene come i vari elementi patetici, e non, che dovrebbero andare a comporre il teatrino del dramma sentimentale, vengano poi a prodursi in nulla, sono solo apparenti e creano incertezze ovvero false certezze nello spettatore, il quale si aspetta forse di più da tali potenziali relazioni amorose.

D'uopo è infine accennare all'aspetto tecnico; 'Hanairo' ci offre degli splendidi sfondi che sfiorano pericolosamente il fotorealismo grazie soprattutto a giochi di luce pressoché perfetti e all'utilizzo di una CG ben amalgamata al contesto. La sceneggiatura è, alle volte, ridondante e vacua ma vi sono dialoghi ben pensati che esplicitano a dovere il carattere e l'atteggiamento dei personaggi e risultano perciò abbastanza convincenti. Il chara design è decisamente moe e apprezzabile, personalmente non mi è dispiaciuto affatto e ho trovato molto carine le figure di Ohana e Minchi. La regia è ottima così come la qualità narrativa tale da rendere le vicende incalzanti e molto coinvolgenti, tanto da invogliare a vedere gli episodi in rapida successione.

Pervenendo infine a una conclusione, 'Hana saku iroha' è un'opera che sa donare momenti di intenso coinvolgimento emotivo, di ilarità ma anche di pace con se stessi in una miscela ben equilibrata, se non fosse per l'enfasi un po' troppo accentuata di alcuni aspetti e per la pletora di banalità che lo rendono fin troppo lineare e semplice. Fortunatamente il finale riserba alcune sorprese e momenti apprezzabili, e sebbene non brilli per saggezza e profondità lancia un messaggio, piuttosto scontato a dire il vero, ma comunque coerente con il percorso intrapreso dalla serie e soddisfacente rispetto alle prospettive delineatesi.
Voto:6/7

generalenero

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generalenero

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Trovo che 'Hana-saku iroha' sia davvero una bella storia, niente da dire. Tratta della crescita di una ragazzina, che nell'arco dei 26 episodi impara cosa vogliano dire lavoro e amicizia, senza mai perdere il pensiero del suo primo amore, lontano, a Tokio, ma sempre nel suo cuore. La madre, che subito sembra essere solo una bambinona egoista, si scoprirà poi essere una gran persona, così come la nonna, che nonostante il carattere burbero e inflessibile dimostra qualità fuori dal comune.
Gli amori, i problemi, i momenti di divertimento si alternano in 26 episodi che vanno via in gran velocità, e il pregio di questa serie, nonostante l'ambientazione potrebbe portare a credere di avere a che fare con una serie lenta, è proprio il ritmo che la contraddistingue, ritmo dato soprattutto da Ohana, la protagonista, questa ragazzina che sembra fin più piccola della sua reale età, ma alla quale tutti si affezionano. Un appunto da fare, ma questo andrebbe fatto direttamente al manga da cui la serie è tratta, è che forse il lato sentimentale poteva essere più sfruttato, ma un 9 è decisamente ben meritato.
Ricordatevi di... 'lanternare' duro anche voi.

Utente8806

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Utente8806

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
'Hana-saku Iroha' è ottimo. Ma i motivi che mi portano a dire ciò sono innumerevoli, partiamo quindi dalla rude analisi delle animazioni. C'è poco da fare, in questo campo la qualità è proporzionale alla quantità di frame, quindi al numero di animatori che vi lavora e infine alla spesa dedicata esclusivamente a questo campo. Non è, in realtà, un campo che richieda doti creative enormi, che sono dettate dall'alto, quindi la differenza tra 'HanaIro' e altre opere è dovuta all'importanza data a questo punto dai produttori. Sia i personaggi, con movimenti fluidi che rendono al meglio nel prodotto in alta definizione, sia gli sfondi, spesso creati con l'ausilio di strumenti di CG anche in 3D, raggiungono uno dei massimi livelli mai visti. Vi consiglio, per farvi un'idea, di visionare la prima opening, facendo particolare attenzione anche ai riflessi e ai giochi di luce, non da meno agli effetti speciali hollywoodiani. Su questo punto, è oggettivo il senso d'ammirazione per la voglia di creare un'opera di qualità.

Prima parlavo dell'opening, e per quanto riguarda tutte le OST si ha un costante livello qualitativo alto, ma personalmente ho preferito la prima opening. Per smetterla di parlare della qualità tecnica, taglierò un po' le lodi e passo subito alla storia: un punto che richiama un cliché, la ragazza di città, Ohana, che si ritrova a trasferirsi improvvisamente in campagna. Per di più, nella pensione della nonna, ma non da ospite: dovrà lavorare duro come cameriera per pagarsi l'alloggio e il vitto, oltre che per ottenere un po' di soldi. Parlo di una cameriera tradizionale, non delle maid che vanno tanto di moda. Non che non fosse abituata al lavoro, costretta sin da bambina a cucinare e pulire al posto della madre sconsiderata. Ma l'impegno messo da lei, come anche da le altre dipendenti, nel lavoro alla pensione le darà la possibilità di crescere interiormente, confrontandosi con i sogni e con l'amore.

Una storia che parla soprattutto della vita quotidiana senza illusioni, molto realistica ma resa spensierata dal carattere della protagonista. Non è un'opera "seria" ma neanche troppo leggera, sia realistica sia rigorosamente "2D" e a scopo d'intrattenimento, come anche le protagoniste rigorosamente moe ma non così assurde da non poter esistere come idealizzazione di adolescenti reali. Penso di dovere consigliare quest'opera proprio per l'equilibrio perfetto, oltre che per la qualità oggettiva.


 1
memole

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
<b>ATTENZIONE SPOILER</b>

Hanasaku Iroha è un bell'anime, non si può dire altro: personaggi simpatici e variegati, protagonista vivace, carina, bambinetta che cresce. Dal punto di vista tecnico è ineccepibile. Eppure, non so ma non mi ha preso il cuore; forse solo l'ultima puntata, quando la direttrice ricorda la pensione quand'era piena di vita, allora mi si è stretto un po' il cuore per una vaga malinconia ma nulla di più.
Trovo che le vicende narrate siano un po' troppo semplici senza grandi avvenimenti o, per meglio dire, non ci sono vicende che, pur nella loro semplicità, mi abbiano interessato come accaduto in altri anime.

Riguardo alla storia d'amore della protagonista con Kou, meno male che finisce bene, senza che lei si invaghisca di Toru, facendo la solita parte dell'indecisa come normalmente accade alle protagoniste. Ohana e Kou sono molto dolci e teneri ma devo dire che, alcuni dialoghi e fraintendimenti in cui incappano, proprio non li ho capiti: mi sarò rincretinita? Certo il senso finale si capisce ma certi dialoghi restano sospesi, come se loro due non si connettessero.
Avrei approfondito maggiormente la storia di Minchi e Toru, quella mi intrigava davvero ma finisce con un buco nell'acqua.
Quindi è un anime consigliato comunque, perché, oggettivamente parlando, è ben fatto e può piacere e risultare gradevole. Soggettivamente, invece, non lo rivedrei perché ha prevalso la noia ed è sceso giù come un bicchier d'acqua se non altro fresco.


 1
OMEGA_BAHAMUT

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Protagonista delle vicende narrate in questa simpatica commedia trasmessa nella primavera 2011 è Ohana, una giovane studentessa, la cui vita è caratterizzata, così come quella di tante altre sue coetanee, dalla classica routine di abitante di una grande città. Un giorno, causa i guai economici dell'attuale fidanzato della giovane madre, la protagonista si trova a doversi trasferire dalla nonna sinora mai conosciuta (abbandonando l'amico Koichi che si era appena confessato a lei, non ottenendo però risposta), la quale lavora in una pensione in una regione termale.
La vita della ragazza, apparentemente sconvolta da tale radicale mutamento, trova però nuova linfa vitale con il sua graduale insediarsi nella nuova realtà, diventando al contempo un'ottima occasione per conoscere meglio sé stessa e trovando finalmente uno scopo per cui impegnarsi.

Pur avendola iniziata con poche pretese, devo ammettere che questa serie a fine visione mi ha lasciato piacevolmente sorpreso, presentando abilmente al suo interno un setting da tipica commedia "di formazione", capace di fare ridere, ma anche semplicemente passare il tempo, con leggerezza, e un cast di tutto rispetto.
Il motore della storia infatti sono delle vicende che, se analizzate a parte, si potrebbero forse definire addirittura banali, ma che, come accade in 'Toradora', se sommate al contributo in essa dei vari personaggi, forniscono come risultato finale qualcosa che va ben oltre la semplice somma degli elementi. Ohana nel corso della storia evolve notevolmente, si avvicina così come tutti gli altri comprimari - i membri del personale della locanda -, verso una propria e personale maturità, prendendo decisioni ben precise in modo molto umano e realistico. Non è un caso che tali evoluzioni siano spesso anche piccole e passino attraverso processi molto lunghi.
Per il resto si ripetono le osservazioni fatte con tanti altri anime che puntano su un cast variegato per attirare le simpatie degli spettatori, rischiando di innescare degli alti e dei bassi a livello delle vicende. Per fortuna ciò tende a non verificarsi, soprattutto vista la natura della storia stessa, la quale non presenta degli estremismi tali da rendere il tutto noioso.
Bel finale per una volta, niente affatto banale e anzi perfettamente in linea con quanto visto nelle puntate immediatamente precedenti. Niente pericolose discontinuità quindi.

Il lato tecnico è molto curato, con OST e grafica tali da meritare ampie lodi, soprattutto vista la natura di commedia, che non imporrebbe tanta cura di per sé. Mi colpirono molto gli effetti di luci ed ombre e la cura con cui erano stati resi i paesaggi al tempo.
Voto: 8 - E' un anime piacevole quanto rilassante, in grado di non cadere nella banalità grazie a un qualcosa di piuttosto originale nel genere. Dire che questo è uno degli anime più belli del 2011 è un po' troppo forse, eppure sarebbe ingrato dire che vi sia un abisso con i big della sua stagione di riferimento, tant'è che il successo ottenuto in patria ha fatto sì che venisse iniziata la lavorazione di un film.


 7
Rieper

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Uno slice of life è composto da vari elementi: comicità, sentimentalismo, drammaticità, ecc. Tutti questi elementi vanno dosati con estrema cura poiché lo sbilanciamento di uno o un altro elemento porta l'opera a risultare diversa da quello che in realtà è. 'Hanasaku Iroha' affascina per il perfetto bilanciamento tra commedia e sentimentale che tuttavia non manca di mostrarci degli ottimi esempi di stile di vita.

Ohana è una ragazzina sveglia e piena di vita capace di adattarsi a ogni situazione, ma le sue qualità verranno messe a dura prova quando si vedrà costretta a vivere nella pensione della nonna. Il 99% della storia avrà luogo infatti proprio alla Kissuisou, ovvero la pensione gestita dalla nonna, ma Ohana non avrà certo di che stare molto allegra, infatti dovrà rendersi utile e lavorare come tutti i dipendenti. Proprio questi ultimi non saranno molti, ma se non altro non vi troveremo alcuno stereotipo evidente.

Forse la trama potrà non risultare esattamente originale, ma il metodo narrativo scorrevole e la perfetta caratterizzazione dei personaggi invece sì. L'opera infatti non è mai noiosa, salvo non risulti il vostro genere a prescindere, troveremo anzi vari colpi di scena, siparietti al limite della comicità e quel tocco sentimentale che serve anche a riequilibrare il tutto, senza tuttavia intaccare nulla. Forse l'unico difetto che si potrebbe trovare è lo stimolo che Ohana ritrova nel lavorare nonostante la giovane età, d'altronde è una ragazzina e quindi vederla lavorare duramente invece che godersi la gioventù può un po' stonare inizialmente, ma in fin dei conti ciò che può rendere felice una persona è anche il lavoro, no?

Tecnicamente 'Hanasaku Iroha' è reso superbamente sotto ogni aspetto a cominciare da uno stile grafico particolare e in grado di ricreare splendidi paesaggi da cartolina per finire con una colonna sonora leggera ed energica allo stesso tempo. Unica particolarità forse poco gradita è quella degli occhi dei personaggi che spesso e volentieri sembrano uguali e leggermente "squadrati". Troviamo anche un leggero uso di grafica computerizzata che tuttavia non intacca minimamente i paesaggi, ma anzi rende il tutto leggermente più "graficamente vario" e realistico.

In conclusione 'Hanasaku Iroha' è stata una più che gradita novità di questo 2011 in grado di regalare una storia che nella sua relativa semplicità riesce ad appassionare lo spettatore. Anche se io sono un estimatore degli slice of life non posso non consigliare questa gradevolissima opera a tutti, anche solo per curiosità.


 4
Gingerholly

Episodi visti: 7/26 --- Voto 9
"Hana-saku iroha" per me è Carino, davvero. La trama è abbastanza originale, i personaggi - eccetto la protagonista, che sembra l'incarnazione della vitalità e dell'ottimismo - presentano stereotipi abbastanza conosciuti ma non per questo banali.
La storia lentamente si sta sviluppando ed è apprezzabile l'intento di volere mostrare la maturazione non solo della protagonista ma anche di vari personaggi, all'interno della storia.
La grafica secondo me è spettacolare, di una qualità eccezionale: e il character design non è da meno, accattivante e un poco stilizzato. Le musiche sono adatte e secondo me bellissime.
Non posso che consigliarvi questa piccola perla di quest'anno.


 4
RyOGo

Episodi visti: 1/26 --- Voto 9
Ho visto solo il primo episodio, e che dire? Lo trovo davvero spettacolare.
La vivacità di Ohana è coinvolgente, non sono di certo tra quelli che s'innamorano di un personaggio di un anime, ma sicuramente lascia dentro una gioia contagiosa mista alla curiosità anche nelle piccole cose. E' un'ottima protagonista, che però si ritroverà a trasferirsi lontana dalla madre decisamente sregolata e dal suo amico che prova decisamente qualcosa di più per lei, per ritrovarsi a lavorare duramente per la pensione della nonna, di cui conosce poco o nulla, e che non la tratterà dolcemente. Qui fa conoscenza delle altre dipendenti, e della rigida disciplina necessaria a mandare avanti l'attività in maniera impeccabile, lei che viveva fino a poco tempo prima senza limiti né obblighi.
Insomma, "Hana-saku iroha" ha l'aria di essere un meisaku, ma con molti elementi moe, dalla sigla sembra che la serie poi narrerà anche della nuova scuola e dei rapporti con le colleghe e compagne di classe, staremo a vedere.
Per ora, per me è un ottimo anime, con belle musiche e animazioni, consigliato.