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Blastmally

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Tra gli anni '90 e 2000 ci sono state un numero di guerre pari a quello dei cinquant'anni precedenti e, a differenza del passato, la loro copertura mediatica è stata enorme. Era quindi inevitabile che anche la cinematografia commerciale si interessasse all'argomento, con film quali "Three Kings", "Blood Diamond", "Lord of War". Sull'onda di questo interesse crescente per tematiche quali terrorismo, armi, mercenari, strategie militari e spionaggio, anche il mondo degli anime vede il moltiplicarsi di serie che sviluppano tali argomenti in chiave moderna.
Tra i tanti, voglio citare qui "Noir", "Black Lagoon", "Phantom: Requiem for the Phantom" e appunto "Jormungand". Questi anime sono molto simili tra loro: ci sono gruppi di combattenti organizzati, ambientazioni paramilitari, armi, violenza, protagonisti discutibili e/o dal passato oscuro.

N.B. Questa recensione considera "Jormungand" e "Jormungand: Perfect Order" come un'unica serie, e il voto è condiviso.

In particolare, in "Jormungand" seguiamo le vicende di un team di personaggi al soldo di una famiglia di trafficanti d'armi, impegnati a competere su un mercato dove gli affari si chiudono con una stretta di mano o con un proiettile in fronte, mentre sullo sfondo si sviluppa un progetto chiamato Jormungand. Il fulcro della narrazione ruota attorno al rapporto tra la ricca Koko Hekmatyar (a capo del gruppo) e la sua giovane guardia del corpo Jonah (un ex bambino soldato), incentrando sui loro dialoghi le spiegazioni e le giustificazioni di un mondo dove il fine ultimo di ottenere la pace non può che passare attraverso il compromesso dei conflitti armati e del sacrificio di molti.
La serie alterna quindi momenti di azione ad altri più riflessivi, col pregio di offrire uno spaccato realistico e mai pretenzioso di una realtà sommersa, che è parte integrante del sistema.

I difetti però sono molti, a cominciare dai personaggi di contorno, che, per quanto a volte ben caratterizzati, spesso fungono da macchiette, sforando in una comicità che vorrebbe stemperare i toni, mentre risulta del tutto fuori luogo. Si tenta probabilmente di emulare una produzione come "Black Lagoon", dove i momenti scanzonati sono nel DNA dei protagonisti, ma in "Jormungand" le risate sono forzate e l'ironia spesso infelice.
La trama è poi costituita da archi di uno o due episodi dalle ambientazioni a volte troppo distanti tra loro. Si alternano senza soluzione di continuità: battaglie campali, inseguimenti e conflitti a fuoco metropolitani, intrecci politico-spionistici, flashback di approfondimento. Questo, anziché rendere la serie longeva, la appesantisce, e alla lunga può far perdere l'interesse dello spettatore.

La grafica ha un carattere altalenante, con grande cura nel dettaglio delle armi, dei conflitti a fuoco e delle dinamiche fisiche dei personaggi, ma con l'innesto di elementi "deformed" e caricaturali che sono quasi spiazzanti.
La musica c'è, ma non caratterizza mai la narrazione, e personalmente, se non avessi scoperto che esiste la colonna sonora, avrei detto che non ci fosse proprio. La sigla iniziale "Borderland" fa malamente il verso a quella di "Black Lagoon", mentre quella finale "Ambivalentidea" di Nagi Yanagi è invece bella.

Di solito si dice "prendersi troppo sul serio". Nel caso di "Jormungand" è vero l'opposto, manca il coraggio di andare fino in fondo.

Voto: 6


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Ataru Moroboshii

Episodi visti: 5/12 --- Voto 4,5
"Jormungand" è uno show che tratta di trafficanti d'armi; nelle intenzioni degli autori sarebbe dovuto essere il nuovo "Black Lagoon", però ha un enorme, grossissimo difetto che pregiudica l'intera opera: manca completamente l'universo narrativo!
Di solito in questi show criminali hai due scelte a disposizione: ambientare i fatti nel mondo reale, usando conflitti reali con personaggi di fantasia, oppure inventarsi di sana pianta un universo narrativo, con paesi fittizi, relazioni fittizie, conflitti fittizi e via così. "Jormungand" non fa nessuna di queste due cose: semplicemente manda i trafficanti d'armi a rifornire non si sa chi, in non si sa che posto, in non si sa quale conflitto, ma arriva la scena d'azione perché le cose si mettono male per non si sa quale motivo, oppure non si sa chi tenta di uccidere il capo per non si sa cosa.


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Nyx

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Nessunissima serie meriterebbe più di questa il paragone diretto con il ben più celebre Black Lagoon, le differenze non sono poche ma il clima che si respira è essenzialmente lo stesso e le situazioni assai simili, è lo stesso medesimo genere impostato sulla malavita e il copioso abuso di armi da fuoco. Eccellente, per chi ama questi ingredienti!
Come scritto poc'anzi, le differenze secondarie non sono ininfluenti; in Jormungand abbiamo un gruppo molto ampio, dei personaggi molto carismatici, alcuni dei quali con una caratterizzazione davvero curata ma, a differenza di Black Lagoon, le parentesi leggerine, quasi comiche, non si faranno certo desiderare. Sono perlopiù piccole gag che risultano abbastanza simpatiche ma delle quali avrei fatto volentieri a meno valorizzando invece al massimo un'ambientazione che, naturalmente, lascerebbe ben poco spazio a fasi di questo tipo. In Jormungand, così come in Black Lagoon, non si andrà affatto per il sottile, vedremo scene forti e crudeli, non conviene affezionarsi troppo a certi personaggi, oggi ci sei, domani chissà!? La caratterizzazione è eccellente ma nonostante ciò è proprio sotto questo punto di vista che Jormungand perde nettamente il confronto con Black Lagoon. Lo stile grafico è particolare, può piacere o meno, io mi ci sono abituato e l'ho cominciato ad apprezzare in breve tempo, seppur partito con qualche pregiudizio iniziale.

Jormungand mi ha preso moltissimo sin da subito, ad eccezione di un paio di passaggi, c'è sempre tantissima ottima azione. La serie ha un finale aperto con eccellenti presupposti per un seguito che non si farà certo attendere.


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The_Gamer

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Introduzione: un anime d'azione allo stato puro. Raro che si riesca a vedere momenti di calma, i personaggi sono sempre attivi ognuno con un carattere proprio. Avrebbero potuto incentrare meglio la trama collegandola anche alle varie storie personali dei personaggi, fortunatamente non lo hanno fatto; in questa prima serie solo due o tre personaggi (a parte quelli principali) sono stati raccontati dettagliatamente, scelta saggia in un anime come questo secondo me, anche se c'è sempre qualcosa da criticare dietro l'angolo, ossia il fatto che la storia scorre troppo velocemente, alcune volte mi sono trovato a metà episodio cercando di ricollegare alla meglio i fatti non riuscendo e così andava a finire che mi ritrovavo alla fine dell'episodio senza aver capito cose di estrema importanza.

Detto questo passiamo all'analisi:

Trama: come al solito non rispiegherò tutta la trama, perché sarebbe indubbiamente inutile. La trama di questo anime è molto originale, piena di colpi di scena mozzafiato, ribadendo il fatto che io giudico questo anime "troppo veloce", io avrei fatto qualche episodio in più così da trattare la trama con più calma. Tutto sommato non viene fuori una bruttezza assurda, al contrario, nonostante questo mi è piaciuto lo svolgersi dei fatti.

Sonoro: per quanto riguarda le musiche sono perfettamente integrate con l'anime a partire dall'opening molto movimentato a finire con l'estrema calma dell'ending. Durante gli episodi le musiche coincidono perfettamente con quello che succede in un determinato momento. Le voci sono molto curate e il doppiaggio in giapponese mi è piaciuto sottraendo pochi particolari momenti in cui le voci non erano all'eccellenza con i movimenti della bocca dei personaggi.

Grafica: molto curata dal mio punto di vista, sono presenti scene di movimenti dei corpi lisce, senza staccare minimamente tra immagine e immagine, sorprendente. Disegni accettabili, ogni personaggio ha la sua caratterizzazione personale.

Commento finale: anime consigliato a tutti quelli che amano storie sulla malavita allegata a moltissima azione senza tanti ripensamenti. Gli avvenimenti di Koko & Co. saranno interessanti e intensi anche per coloro che vogliono vedere un po' di sangue e crudeltà. Uno dei pochi aspetti negativi di questo anime degno di nota è quello soprascritto. Ho dato come voto 7 per questo ultimo motivo e per la trama poco argomentativa.


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Muxel

Episodi visti: 6/12 --- Voto 8
"Jormungand" (che fatico ancora a scandire quando ne parlo con gli amici), è un titolo ricco d'azione, adrenalina e combattimenti senza perdere la componente psicologica e morale che rende interessante la vicenda.
Attraverso gli occhi di Jonah, un ex-bambino soldato, ci si addentra all'interno di un gruppo di mercenari, una squadra di professionisti delle armi che ha il compito di assistere una mercante d'armi, Koko Hekmatyar. Mentre questa venditrice d'armi prosegue nei sui commerci, la squadra si scontra più volte, regalando scene realizzate al meglio, con un'animazione ultra realistica e molto strategica. Più volte infatti si notano scene di fuoco e fiamme scandite da pensieri, piani e stratagemmi molto utili e ragionati.
Quello che mi ha impressionato è il modo in cui questa serie ha saputo fornire molte informazioni di carattere tecnico sul modo in cui opera un professionista del commercio di armi, parlando del settore in modo approfondito, così da coinvolgere ancora di più chi lo guarda.
Di tutto quanto ho visto finora, quello che mi ha disturbato un po' è stato l'inserimento di così tanti personaggi. Una squadra dev'essere per forza composta da più uomini, questo lo capisco, ma credo che in questo modo l'attenzione si focalizzi solo su qualcuno, tralasciando gli altri. Forse mettendo due personaggi in meno l'opera sarebbe stata perfetta.
Un pollice in su sia per i disegni sia per i dialoghi. Trovo il tratto molto interessante, diverso dal solito, e i dialoghi, nonostante il genere, non sono le solite spacconate da hard boil, ma riescono più volte a fornire spunti brillanti, un po' filosofici, molto umani.

Ningen

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Ningen

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Leggendo la trama di quest'anime, salta subito all'occhio l'estrema somiglianza con quel capolavoro che è "Black Lagoon". Quando venni a conoscenza di quest'anime mi sono detto: "Ecco, ci mancava il plagio a Black Lagoon", ma alla fine possiamo dire che il prodotto riesce a differenziarsi almeno un po' rispetto al fratello maggiore. L'inizio non è male, subito ti colpisce il sadico mondo in cui operano trafficanti d'armi, mercenari, soldati d'élite; peccato che non si vada mai oltre: niente temi interessanti, niente evoluzione dei personaggi, che rimangono tutti piatti e in alcuni casi anche assurdi, niente di niente, e si rimane bellamente nell'anonimato più totale.

La trama di ogni episodio va pressapoco così: c'è un affare in corso per la vendita di armi, i protagonisti si recano sul posto, ma qualcosa va storto, e il tutto si riduce a un bagno di sangue. Altra variante della trama: qualcuno, non si sa per quale motivo, vuole uccidere il capo dei nostri trafficanti di armi, il tutto finirà nel solito bagno di sangue dei nemici.
E' incredibile poi che gli scontri a fuoco vedano vittoriosi sempre i protagonisti, oltre al fatto di avere il difettaccio di essere scontri a fuoco che avvengono a un metro di distanza, con tanti proiettili che volano ma nessuno dei quali colpisce i protagonisti. Altra cosa irritante degli scontri a fuoco: i nostri trafficanti di armi hanno sempre un cecchino appostato strategicamente, che ovviamente farà mattanza dei nemici senza essere notato.

Più volte in questa recensione fin qui ho usato il termine "protagonisti", o "trafficanti d'armi": questo perché il gruppo dei protagonisti per l'appunto è di un anonimato unico. La maggior parte di essi non hanno né carisma né alcun ruolo all'interno dell'opera.
Gli unici un po' più "approfonditi" sono: Koko, la ragazza a capo di questi trafficanti, che però sembra una bimbetta mezza scema; Jonah, il bimbo senza anima in balia degli eventi; e Valmet, la lesbica con un occhio solo che cerca vendetta non si sa contro chi non si sa per cosa - in realtà nelle ultime puntate dovrebbe essere chiarito, ma sono fatte talmente male che non si capisce una mazza.
Il lato tecnico è ottimo, colpisce subito per la qualità del dettaglio e dei disegni, e anche il lato sonoro è di buona fattura, peccato però che tutto il resto lasci a desiderare.
In definitiva "Jormungand" è un anime che non vi rimarrà impresso nella testa, e non propone niente di particolare. Do 6 perché per chi ama il genere spara-spara è un prodotto sufficiente, mentre agli altri suggerisco di abbassare il 6 di due punti, per avere più chiaro l'effettivo valore.


 6
M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 12/12 --- Voto 3
Prendete uno dei più brutti personaggi femminili mai disegnati e affibiatele un impronunciabile nome esotico a random, aggiungete un apatico boy soldier con capelli e ciglia sbiancati, un tizio che pare il John 'Hannibal' Smith dei poveri, una culturista lesbica con una benda sull'occhio e un'altra serie di individui armati fino ai denti e sguazzanti nell'anonimato più assoluto, e avrete costituito quella che è la più ridicola combriccola di mercenari trafficanti d'armi mai apparsa in una serie animata. Parliamo di Jormungand, nuova bruttissima sorpresa dal fronte delle opere di genere action che tenta di emulare palesemente lo stile tamarro di un certo Black Lagoon, fallendo in modo altrettanto manifesto.
Pezzo drum 'n' bass in apertura, qualche primo piano di proiettili svolazzanti, e via, alla volta di nuove location da videogioco sparatutto, pronti a goderci queste dodici puntate a senso unico, in cui vedremo questi simil-terroristi non fare altro che sfoderare armi da fuoco, usare un linguaggio sboccato giusto per presentarsi come i palloni gonfiati che sono, giocare a fare affari sporchi con lunghi e tediosi patteggiamenti che termineranno puntualmente in bagni di sangue, e spiccicare a caso qualche termine che richiami contesti storico-politici, giusto per dare quel tocco di 'profondità' in più al copione. Ricorrere all'esaltazione della violenza facendo di essa un pregio, un segno di riconoscimento: cari autori di Jormungand, la cosa non vi è riuscita, a qualcun altro sì, prima di voi.
Ma le massicce dosi di pacchianeria che la sceneggiatura presenta, non sono l'unico problema: non solo la narrazione resta in fase di stallo fino alla fine, scarseggiando in termini di trama, ma l'azione stessa, cioè l'elemento che meno andrebbe preso sottogamba, di adrenalinico non ha un fico secco. Insomma, ci tocca anche sbadigliare durante le scene più movimentate: cosa chiedere di meglio?
Una seconda stagione, magari? Sì, saremo accontentati. I nostri amici guerrafondai torneranno, ma per quanto mi riguarda possono benissimo togliersi dalle scatole già da adesso, nel modo che più gli si addice: sparandosi.


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Usigna

Episodi visti: 3/12 --- Voto 8
Premetto, questa è la mia prima recensione, quindi perdonate banali errori, anzi vi esorto a correggermi.
"Jormungand" è un anime (ovviamente anche un manga) molto famoso spara-tutto che non vedevo dai bei vecchi tempi di "Black Lagoon".
La trama è molto bella, i personaggi sono i soliti tipi da anime spara-tutto: il duro, la ragazza pazza, la ragazza carina, il protagonista ragazzino, ovviamente tutti matti da legare, assassini spietati.

Quest'anime ruota attorno al mondo della criminalità organizzata: vedremo questo gruppo di contrabbandieri di armi gettarsi nelle loro folli imprese, insomma qualcosa di già visto, o sbaglio?
Ma vabbè, non facciamo caso a queste banalità. Il mio parere personale su quest'anime non posso ancora darlo a grandi linee, però posso dire di certo che con il tempo e le future puntate sarà una gran bella serie. Degna di "Black Lagoon".
Quindi chiudo questa recensione esortandovi a "sbirciare" quest'anime, che di sicuro per gli amanti del genere anime spara-tutto sarà qualcosa di entusiasmante.