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NovaGemir

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
Sinceramente, ho trovato quest'anime molto bello e interessante: essendo incentrato sugli zombie, magari può sembrare banale, ma devo dire che il cambiamento, che l'autore è riuscito a dare alla solita storia che conosciamo sugli zombie, lo rende abbastanza originale. Anche l'ambientazione e i colori mi hanno colpito particolarmente, e i personaggi mi sono piaciuti abbastanza.
Quindi, se vi piacciono gli zombie, ma vi siete stancati delle solite cose, questo penso che sia l'anime adatto a voi.


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Kotaibushi

Episodi visti: 15/12 --- Voto 5,5
È un anime che purtroppo non è riuscito a mantenere le buone premesse iniziali, rivelandosi ben presto per quello che è, ovvero la solita commediola romantica banale, che in questo caso è anche scialba.

Per l'appunto, la storia è stata abbastanza interessante fino a metà circa, per poi calare sempre di più tra alti e bassi; in realtà ci sono parecchi bassi, stando a galla solamente con la situazione familiare della ragazza, poi conclusasi in modo molto banale e sbrigativo. Per il resto ho trovato un'opera piuttosto povera, sia di idee che di contenuti, se non per la solita minestrina del triangolo amoroso.
Anche sul fronte personaggi non credo che sia stato fatto un bel lavoro: gli unici personaggi che mi sono davvero piaciuti sono stati i "genitori" di Rea, gli unici in cui ho riscontrato un minimo di caratterizzazione decente, mentre per quanto riguarda la stessa Rea, beh, anche se inizialmente riceve la giusta presentazione, piano piano il suo personaggio si ridimensiona sempre di più, arrivando ad essere il solito stereotipo. Per quanto riguarda il protagonista, l'ho trovato piuttosto piatto e insipido, anche perché oltre alla sua sfrenata passione per gli zombie non ci viene detto praticamente nient'altro su di lui, lasciandolo abbastanza nell'anonimato. I restanti componenti del cast per me fungono poco più che da comparse.

In conclusione, è un anime che non mi ha proprio convinto, sia a livello di storia sia nei propri personaggi; per questo, ahimè, per me non arriva alla sufficienza.

Voto finale: 5,5


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A. P.

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
E' un anime molto molto bello, in tredici episodi si può gustare tutta la trama. Direi che è affascinante, non mi sarei aspettato nulla di più dal finale, che, anche se molto libero, finisce a dir la verità bene; non capisco perché è stato classificato "ecchi", non è assolutamente quel genere, io avrei aggiunto "drammatico".
Lo consiglio? Assolutamente sì, la storia si conclude in tredici puntate, in realtà un OAV iniziale, dodici puntate e altri due OAV come finale. Nel mentre della stagione hanno aggiunto un episodio che collega la madre del ragazzo con la ragazza zombie, e fa capire che anche la madre era una zombie. Questa puntata mi è molto piaciuta, ma non come nona, io l'avrei preferita più come OAV.

Parlando di disegni, sono un po' deluso, l'inizio fa capire che l'anime ha dei disegni veramente elementari, ma dopo un paio di puntate ci si abitua.
Opening niente di speciale e musiche adatte, nulla di più.
Purtroppo questo anime poteva essere sviluppato molto meglio, e raggiungere livelli altissimi come qualità, perché la trama è molto originale e cattura lo spettatore. Nonostante questo, il mio voto rimane comunque alto.


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Hatake Rufy

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
I protagonisti di questa storia soprannaturale sono Chiharu Furuya, un ragazzo ossessionato così fortemente dagli horror e soprattutto dagli zombie, da voler un appuntamento con una ragazza zombie, e "Rea Sanka", una ragazza fin troppo pressata dalla famiglia che cerca un motivo per fuggire. Una sera i due si incontrano mentre Chiharu cerca di resuscitare il suo gattino dopo un incidente, usando una ricetta trovata in un quaderno davvero misterioso, e qui la ragazza prende in considerazione il diventare zombie come una via di fuga dalla propria famiglia.

"Sankarea" è uno di quegli anime da cui ti aspetti molto, soprattutto dopo aver letto la trama, e in seguito rimanere deluso per via di uno sviluppo che non segue il genere proposto.
L'anime inizia in modo perfetto, proponendo il genere soprannaturale, che fa salire in noi aspettative sulla storia, però gli eventi futuri si concentreranno su una commedia sentimentale, comunque carina, priva di aspetti horror che in primo luogo dovrebbero ricoprire la scena. Lo sviluppo della trama è comunque apprezzabile, per via degli aspetti sentimentali che intrattengono più che bene, ma ci sono alcune lacune nella storia e risposte non date che fanno aumentare gli interrogativi su quest'opera; inoltre, le aspettative erano seguire una storia più in stile horror e meno commedia, e per tale motivo alcuni momenti ci sembreranno un po' monotoni. I personaggi sono ben realizzati e quindi su questo aspetto ci siamo, peccato però che non vi è una conclusione effettiva della storia e nel rapporto dei due protagonisti, lasciando così il finale un po' amaro, ma comunque godibile per altri versi. Un altro punto a sfavore è come hanno dipinto ai nostri occhi lo zombie, proponendo una figura non del tutto pericolosa, e quindi non proprio lo zombie che siamo abituati a vedere in altre occasioni, ma questo aspetto può essere anche un pro per alcuni.

L'ambientazione si rende abbastanza piacevole grazie a un buon comparto visivo che offre dei colori molto azzeccati e delle buone animazioni, e il tutto si concretizza con una buona colonna sonora che riempie i momenti con giuste musiche di sottofondo, ma, se vogliamo puntare su un'ambientazione più cupa e in pieno stile horror, questa che ci viene proposta non fa al caso nostro.

Concludo consigliando quest'anime a chi cerca una storiella sentimentale e un po' misteriosa senza troppi aspetti horror, ma, se invece cercate una vera storia con una vera protagonista zombie, allora cercate altrove.


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Kairte

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
"Sankarea", un anime che ho iniziato con poche aspettative e invece ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. L'anime ha catturato sin dall'inizio la mia attenzione. I protagonisti Furuya e Rea si incontrano per la prima volta per caso, di notte, mentre lui sta cercando di far divenire zombie il suo gattino Babu, purtroppo appena deceduto, con una strana pozione la cui formula è scritta su un libro di appunti trovato in casa. Lei invece si trova lì per caso, scappata dalla sua abitazione e frustrata per il rapporto morboso del padre. Furuya è un fanatico di zombie, per questo sta tentando di resuscitare il povero Babu, a cui era molto affezionato. La pozione sarà in grado di salvare la bestiola?

La trama è veramente ben strutturata, a tratti commovente, e sa coinvolgere lo spettatore in questa assurda vicenda. Vengono ben affrontati anche i passati dei personaggi e le scene ecchi sono veramente lo sfondo di questa magnifica opera. A tratti risulta un filo lenta, ma troppo bella per essere offuscata da questi dettagli. (Voto trama: 8)

I personaggi sono tutti stupendi, a partire dai protagonisti, passando per i personaggi "secondari" fino ad arrivare al gattino Babu, che avrà anche lui una rilevanza nella serie. Profondi, originali e ben caratterizzati, è impossibile non amarli. In particolare Rea, dolce e a tratti malinconica, ma con una forza di volontà che mi ha particolarmente colpito. (Voto personaggi: 9)

A fare da sfondo alla trama e ai personaggi abbiamo una grafica e un sonoro superbi. Il comparto video è ben curato, con ambientazioni ottime e colori che sembrano quasi cambiare in base all'umore dei personaggi. Il sonoro e il doppiaggio sono bellissimi; la opening è fantastica. E' stata in grado di commuovermi solo ad ascoltarla. (Voto audio/video: 9)

Consiglio vivamente questa serie, che, a mio avviso, è messa eccessivamente in ombra rispetto alle sue reali potenzialità. Il finale è ovviamente aperto, ma, purtroppo, vedo difficile un sequel (la speranza è l'ultima a morire). In caso è possibile leggere il manga di undici volumi che è stato completato. Se non avete ancora visionato quest'opera e siete fan del genere, non potete assolutamente perderla.
(Voto finale: 9)


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Delandur

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
"Sankarea" è il tipico esempio, purtroppo, di anime con buone potenzialità e idee interessanti, rovinate da delle mancanze stupide e, a parer mio, inaccettabili.

La trama è piuttosto particolare: Chihiro Furuya è un ragazzo molto particolare, infatti ha una passione insana per tutto ciò che riguarda gli zombie, tanto da arrivare ad affermare che le uniche ragazze alle quali si possa interessare siano, appunto, quelle defunte. Però non ha ancora fatto i conti con Rea, una ragazza che Furuya incontra completamente per caso; lei, nonostante i notevoli problemi famigliari, possiede un carattere dolce e gentile. Gli avvenimenti che seguiranno il loro incontro "cambieranno" Rea e porteranno a uno sviluppo di trama del tutto particolare.

La storia trova il suo punto di forza appunto in Rea - non a caso l'intera opera porta il suo nome: il suo essere dolce, gentile e "femminile" mi ha portato ad avere una forte empatia nei suoi confronti. In più, dal punto di vista del design, è pensata in maniera fantastica. Se non fosse per la presenza di Rea, l'anime ne risentirebbe molto.
Diverso è invece per Chihiro, che, con l'eccezione di alcune uscite, è poco coinvolgente, ma, soprattutto, troppo stereotipato su questa storia degli zombie. Avrei preferito un protagonista con una personalità più incisiva di lui, che invece risulta per gran parte della storia scialbo.
Gli altri personaggi secondari non sono neanche male: Wanko è simpatica ed energica, dona molta dinamicità alla storia, che se no sarebbe risultata troppo lenta. Ma una menzione particolare va ai "genitori" di Rea. Per la maggior parte della storia risultano di un'antipatia davvero esagerata, ma, nel corso di una puntata, ci viene spiegato cosa li ha portati ad essere in quel modo, con una storia molto intensa e che mi ha colpito tantissimo per emotività e per costruzione. Purtroppo, viene tutto rovinato dalla solita redenzione affrettata e poco credibile, che distrugge i personaggi.

Ora passiamo a quello che secondo me è il peggior difetto: le puntate finali. Le ultime due puntate affrettano un finale "aperto" che non solo non conclude niente, ma che in quel poco che succede rovina molti personaggi e tutta la storia che si era costruita su di loro. Menzione particolare va a questa pessima abitudine degli anime di rappresentare le due ragazze innamorate dello stesso ragazzo come rivali che si rispettano... Ma quando mai? Ho visto ragazze scannarsi e distruggersi per molto meno.

Per ultimo, il comparto tecnico, tutto sommato positivo: disegno e colori sono di buon livello e le musiche non disturbano la visione. Nulla di eccezionale, ma sicuramente passabile.

Per concludere, dico che potrò dare un giudizio complessivo solo dopo la seconda serie, ma per il momento rasenta solo la sufficienza.


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Nyx

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Da un'idea bislacca o addirittura "malsana" può anche uscir fuori qualcosa di buono: ne è la riprova quest'opera, che si fonda sull'amore del protagonista per gli zombie, i cosiddetti "morti viventi". Cosa c'è di tanto assurdo? Direte voi... il punto è che non si tratta della semplice passione verso i film o i romanzi sui non morti, bensì di amore vero e proprio!

Furuya, questo il nome del protagonista, è attratto sentimentalmente dagli zombie e sogna un morto vivente come sua ragazza ideale! I generi di appartenenza dell'anime includono anche "commedia" ed "ecchi", indi per cui la questione viene trattata in modo decisamente leggero e tutto sommato difficilmente disturbante; se così non fosse stato, ci saremmo trovati di fronte a una schifezza nel vero senso della parola. Pur trattando l'argomento in modo scanzonato, in alcune scene mi è venuto spontaneo pensare al ben poco "simpatico" fenomeno della necrofilia (purtroppo realmente esistente) e tali pensieri hanno interferito non poco con una visione completamente spensierata di alcune scene. Sanka Rea è il nome del secondo protagonista dell'opera, una ragazza dai capelli lunghi e neri la cui situazione familiare è tanto "particolare" che si sarebbe prestata benissimo per uno sviluppo "drammatico, slice of life", qualcosa di molto più profondo di quelli che realmente erano i propositi di quest'anime, ma non so se essere dispiaciuto o contento della direzione intrapresa; col senno di poi, chissà?

Nonostante la brevità dell'opera (solo dodici episodi), a un certo punto, proprio quando si è più curiosi di conoscere gli sviluppi di una trama che si fa discretamente interessante, l'autore decide di mettere in ballo una serie di digressioni che si sarebbero potute tranquillamente evitare e rendono il prosieguo decisamente troppo blando e noioso. Avrebbero lo scopo di approfondire un pochino la caratterizzazione di alcuni personaggi, ma ci riescono poco e male; sarebbe stato preferibile continuare andando diritto al sodo, cosa che, a ben vedere, la storia non riesce a fare neanche nelle battute conclusive, lasciandoci oltretutto con un finale aperto o comunque inconcludente.

"Sankarea" non sarebbe potuto uscir fuori un capolavoro, questo no, ma le premesse per creare qualcosa di buon livello c'erano tutte; purtroppo sono promesse non mantenute e col prosieguo l'opera diventa poco a poco meno intrigante e meno "credibile". Il fatto che non si riesca neanche a chiuderla in modo dignitoso è solo la "ciliegina sulla torta". Una torta ben preparata, ma cotta male e farcita peggio. Peccato!


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Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
"Sankarea " è una commedia sovrannaturale uscita nel 2012 che, per molti aspetti, intraprende tematiche abbastanza nuove e innovative. Di fatto la base dell'anime è piuttosto standardizzata, ma, su questa, si innestano spunti intraprendenti, capaci di appassionare e coinvolgere lo spettatore.
Ho apprezzato veramente tanto questa commedia, perché, almeno penso, è stata capace di unire il simpatico al drammatico, il dolore alla gioia, creando così un mix incredibilmente sorprendente. Lo dico subito, "Sankarea" non è un anime da prendere sottogamba, anzi, presenta argomenti profondi che non vengono per nulla sdrammatizzati. La vita è cruenta e ingiusta, alle volte, ma non per questo non può scappare anche una bella risata. Su queste riflessioni, incomincerei a narrare brevemente le gesta dei nostri nuovi eroi.

Chihiro Furuya è un giovane liceale che, non si sa per quale strano motivo, è un vero appassionato di zombie. Ha un sacco di videogiochi/DVD/libri su questo argomento e, d'altro canto, in testa non ha altro che morti e carne decomposta. Vive in un tempio con suo padre (il sacerdote), sua sorella minore e suo nonno, tanto piccolo quanto strambo. La sua vita sembra scorrere tranquilla e monotona, sconquassata solo qualche volta dalle visite della sua energica cugina, Ranko Saouji, ma, nel complesso, si potrebbe dire che la vita di Chihiro è quella di un normalissimo studente.
Un giorno si reca in campagna per aiutare un amico di suo padre a traslocare e, nella vecchia dimora, scopre un vecchio libro, appartenuto a suo nonno (anche se il vecchio sembra non ricordarselo), dove vi sono scritte strane formule su una qualche pozione per far rivivere i morti. Zombie? Come può il povero ragazzo non esserne attratto con tutta l'anima? In fondo scoprire l'esistenza di questi non-morti è sempre stato il suo sogno e ora ha la possibilità di crearne uno. Torna a casa e incomincia a preparare l'intruglio, aspettando la notte e preparando tutto l'occorrente in un vecchio edificio abbandonato, in modo da stare in completa solitudine e tranquillità. O meglio, così sperava...
Una notte sente dei passi e, incuriosito, guarda di nascosto di chi si tratta. È una fanciulla, la bella Sanka Rea, che, mestamente, si dirige verso un pozzo e incomincia a urlare ai quattro venti tutte le sue preoccupazioni, i suoi tormenti familiari, le attenzioni del padre (esagerate e quasi maniacali), l'odio della madre nei suoi confronti, insomma, tutti i suoi drammi. Chihiro cerca di non farsi scoprire, ma ciò (altrimenti non ci sarebbe stata alcuna commedia) è impossibile. I due si incontrano e diventano amici, preparando insieme la pozione per gli zombie, che, man mano e dopo tanti tentativi, incomincia a prendere forma. I giorni proseguono veloci e le vicende si susseguono altrettanto velocemente, ma, cosa ancora più importante, i problemi della fanciulla si fanno sempre più oppressivi, tanto che Rea incomincia a pensare che, diventando zombie, questi si sarebbero dissolti nel nulla. Cosa succederà? Chissà... a voi l'arduo, ma neanche tanto, compito di scoprire come continueranno le vicende di questi due giovani studenti.

La storia è bella, ma ancora di più lo è l'analisi introspettiva dei vari protagonisti. Zombie, non-morti e via dicendo avrebbero potuto distogliere l'attenzione dai temi più intimi della vicenda, cioè quelli che nascono nell'animo dei personaggi. Nonostante la trasformazione in zombie sia certamente uno spunto interessante, credo che l'opera sia riuscita allo stesso tempo a non dargli troppo peso, concentrandosi invece sulle emozioni, i sentimenti, che questi cambiamenti avrebbero portato nella vita di Chihiro e Rea.
Insomma, si tratta di persone vere e non sagome di cartone e, tutto ciò, porta alla conseguente analisi delle loro passioni, delle preoccupazioni che ne attanagliano l'animo e, soprattutto, dei sentimenti del cuore.
L'amore tra Chihiro e Rea sembra inevitabile, ma i due non hanno fatto i conti con un altro nemico, forse ancora più formidabile di tutte le possibili calamità incontrate: Ranko. L'energica cugina di Chihiro prova forti sentimenti verso il ragazzo, ma, di fatto, non è mai riuscita a confessarglieli. Ora, però, l'arrivo di questa bella e pallida fanciulla rischia di mandare in frantumi i suoi piani, portandola così a farsi più decisa.
Questo triangolo amoroso, nonostante ad alcuni possa sembrare monotono e già visto, in realtà dona a tutta la vicenda un pizzico di pepe in più, riportando così il sovrannaturale su un piano più "umano". Lo scontro di cuori non è così forte e, nel complesso, riesce a inserirsi molto bene nella storia principale, in modo tale da non stonare, ma nemmeno apparire troppo pesante.
Ci sarebbero molti altri elementi di riflessione, ma non vorrei anticiparvi altro, rischiando, magari, di rivelare qualcosa di troppo, rovinandovi così alcune sorprese che, di fatto, costituiscono un altro punto a favore di "Sankarea". Proprio queste rivelazioni e la tensione che rimane relativamente alta per tutta la storia riescono ad attrarre lo spettatore, senza annoiarlo o tediarlo con momenti morti (anche se forse in un anime con zombie i momenti "morti" non starebbero neanche male... battutaccia!).

La grafica è quasi eccellente, quasi solo perché non esiste, a parer mio, l'eccellenza. I colori non sono molto vivaci, ma, in un certo senso, risplendono a fasi alterne. Cupi in momenti di bisogno, dove la situazione è più drammatica, ma, allo stesso tempo, forti e carichi di vita, quando il momento cambia e i temi differiscono dai precedenti. Insomma, il colore è usato benissimo per evidenziare gli stati d'animo e le passioni che attraversano l'anime, come se un rosso acceso richiami il sangue o un azzurro vivace la libertà.
Le musiche sono nella norma e anche la regia non è male, capace di raccogliere tutto il necessario per creare un ottimo anime in soli dodici episodi.

In conclusione, consiglio a tutti la visione di quest'anime. Non preoccupatevi se all'inizio può deludervi, perché, quando meno ve lo aspettate (ma neanche tanto tardi) la situazione generale esploderà e la storia incomincerà a scorrere molto più velocemente. Il finale è forse l'unica pecca di quest'opera, non perché sia brutto, ma, forse, perché non riesce appieno a dare una vera e propria "fine" alla vicenda. In effetti i due OAV successivamente usciti annunciato una sorta di seguito e io, avendo letto il manga, posso affermare che un seguito c'è e ancora più entusiasmante. D'altro canto questo è l'anime e dunque sarebbe stato opportuna una fine più ad effetto, che concludesse la storia e non lasciasse quel sapore agrodolce in bocca. È finito? Continua? Insomma, il dubbio alle volte è un dolore più forte di un addio certo. E con queste parole concludo anche la mia recensione, sperando in una seconda stagione, valida come la prima.

Voto finale: 9


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Kyojin

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
"Sankarea" è un anime a mio avviso superbo, ma andiamo con ordine.
La realizzazione tecnica risulta sempre e costantemente tanto piacevole quanto impeccabile, il comparto audio fa niente di più e niente di meno che il suo lavoro, senza disturbare la scena. Non ho avuto modo di notare colonne sonore o musiche imponenti, magnifiche o magistrali, perché non mi accorgevo minimamente né della loro presenza né della loro assenza, e ho dovuto riprender gli episodi e riguardarli, per soffermarmici e prestar loro l'attenzione che, dopo averle ascoltate, ritengo meritino. Il comparto video, anch'esso, risulta enormemente piacevole (gusto personale) e curato (oggettivamente) tanto nel disegno quanto nel colore e nell'illuminazione delle scene, su cui spesso si gioca.

La trama (eviterò ogni forma di spoiler) è sia introdotta che sviluppata in maniera ottimale. Essa risulta abbastanza interessante fin dall'inizio, e il lieve mistero che subito circonda l'ambiente riesce a mantenere l'attenzione dello spettatore, pur non presentando fin da subito elementi veri e propri, che comunque non tardano ad arrivare. L'evolversi dei fatti, soprattutto alcuni principali ed eclatanti, è relativamente prevedibile, ma non se ne ha mai la certezza finché non lo si vede. Inoltre, nonostante uno possa essersi aspettato la scena (intesa come evento che accade), viene puntualmente presentata in modo che risulti comunque gradevole e non deludente, dando quell'emozione alla "Oh sì! Lo sapevo, cavolo!" seguita dall'esaltazione al solo pensiero di cosa potrà seguire, data l'importanza e la centralità della stessa. Sono presenti, nel corso dei dodici episodi, degli intermezzi in cui la trama sarà sospesa e si approfondiranno i personaggi, scelta che non ho amato particolarmente, ma che posso comprendere e non trovo sia sbagliata o deleteria. La trama in sé risulta comunque sufficientemente originale e oltremodo interessante, fa il suo lavoro e lo fa bene, insomma.

Veniamo ai personaggi. In dodici episodi ne accadono tante, e i personaggi che si vuole caratterizzare non sono pochi (circa sei), ma personalmente non ho notato errori o problemi. Il passato di molti personaggi trova il suo giusto tempo, e il loro comportamento è coerente con esso. Alcuni dei sei personaggi sono, ovviamente, caratterizzati meno, e in particolare ho notato una caratterizzazione un po' "generica" per Chiharu (il nostro protagonista) e la sorella, al punto che sono quasi propenso a sospettare che l'unica protagonista sia Rea - com'è che si chiamava l'anime? -, e che, per quanto importante, Chiharu sia comprimario al pari degli altri, pur finendo con il giocare ruoli troppo cruciali per la caratterizzazione che ha avuto (ma il tempo disponibile era comunque poco).

Il più grande difetto-pregio dell'anime, difatti, è che è un po' compresso, e palesemente parte di un'opera più vasta (vedasi il manga), di cui spero assuma presto le dimensioni - seconda stagione! È ovviamente anche un pregio, perché se si finisce con l'agognare più episodi e più tempo, significa che il prodotto è valido.

Due commenti sul genere riportato nella scheda: definire l'anime ecchi è secondo me fuorviante, dato che se penso a un anime ecchi mi aspetto qualcosa del calibro di "Kampfer" o, beh, con molta bella merce in mostra. Così non è, quel che si vede è funzionale alla trama, e il fanservice presente risulta tanto ben amalgamato quanto piacevole - mi serve un dizionario dei sinonimi temo... Non finirete mai con il pensare che una scena di nudo sia fine a sé, anche perché ce ne sono assai poche (e spesso assai malate, se vogliamo).

Concludo con alcuni commenti più generici. Capita, nel corso dell'anime, che ci siano situazioni in cui il personaggio "buono" fa la predica a quello "cattivo", e ho apprezzato in modo inverosimile il fatto che queste situazioni non fossero narrate con un pathos stucchevole e stravisto. Anzi, capita anche che il "buono" faccia questa predica mentre si burla, divertito, del "cattivo". Stessa cosa per le tipiche "situazioni imbarazzanti" tipiche del genere sentimentale: capita spesso che due personaggi in un anime si sfiorino, e improvvisamente tutta la scena urla "OMMIODDIO!". Qui, grazie al cielo, non succede; potremo vedere che uno, o entrambi, i personaggi avranno la reazione che spesso vediamo in questo genere, ma sarà solo una reazione dei personaggi, mentre la scena resterà più oggettiva, e non esaspererà la cosa.


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KillCurda_94

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Di solito, quando qualcuno sente parlare di zombie, pensa immediatamente a titoli del calibro di "Resident Evil" tra i videogiochi o a "La notte dei morti viventi" tra i film. Siamo inoltre abituati all'idea che uno zombie sia un essere soprannaturale non più dotato di raziocinio e affamato di carne umana. "Sankarea" ritengo che abbia avuto il grande merito di reinterpretare la figura dello zombie, donando una ventata d'originalità piacevole da guardare.

Riassumendo l'incipit della storia, vediamo il protagonista Chihiro Furuya morbosamente appassionato di zombie, tanto da volerne baciare uno di sesso femminile. Sfortunatamente, il gattino a lui caro muore, provocando in Chihiro la tentazione di resuscitarlo attraverso un antico di libro di pozioni appartenuto ai suoi primi antenati. In un vecchio edificio abbandonato incontrerà la compagna di scuola Sanka Rea, determinata a fuggire dall'insopportabile clima familiare, comprendendo come possa essere la sua salvezza la pozione resuscitante dell'amico Chihiro.
La trama si preannuncia interessante e rappresenta il perfetto incipit di una storia principalmente a sfondo sentimentale. Comunque, la serie in questione alterna il sentimentalismo a qualche gag comica o momento drammatico. Il dramma nasce dal rapporto burrascoso che ha Rea nei confronti della sua famiglia: il padre ha solo occhi per lei ed è iperprotettivo, mentre l'attuale madre, che è la seconda moglie e matrigna di Rea, è infastidita dalla mancanza di attenzione che gli viene data e così trova conforto solo attraverso l'alcol. Chihiro dal canto suo vive agiatamente in una famiglia che è proprietaria del tempio cittadino e passa il suo tempo con lo visionare film di genere horror/zombie o con la cugina Ranko.

Lo svolgimento della storia è lineare e non sono presenti molti flashback. Quest'ultimi sono principalmente associati alla precedente vita familiare di Rea, in modo che si possa comprendere la difficile infanzia che ha dovuto sopportare. I primi episodi vengono utilizzati come presentazione dei vari personaggi, ma dall'episodio 4/5 le cose iniziano a cambiare: l'intreccio assume maggior importanza e le scene di vita quotidiana lasciano il posto a dei colpi di scena anche piuttosto inaspettati e piacevoli.
Per quanto riguarda il comparto tecnico, "Sankarea" si attesta su ottimi livelli. La cura dei dettagli è molto elevata e inoltre sia le ambientazioni che il disegno in generale sono di eccellente fattura. Il sonoro appare nella media: l'opening non è nulla di eccezionale ma comunque gradevole, e lo stesso vale per l'ending, dal carattere un po' più dolce e sentimentale. Le soundtrack sono fatte bene e rientrano nella media.

Dopo un'analisi del genere molti si aspetterebbero che uno come me desse almeno 8 o addirittura 9 a quest'anime, ma non mi è permesso per colpa di un difetto abbastanza fastidioso dal mio punto di vista: la brevità. Ritengo che "solo" tredici puntate non bastino per accattivarsi a sufficienza lo spettatore, poiché il ritmo dell'opera è molto lento. Ritengo inoltre che la serie finisca sul più bello, non dando spazio a sufficienza al rapporto dei due protagonisti, rendendo la serie dal punto di vista sentimentale povera di momenti interessanti. Per questo motivo il mio voto finale non può che essere un 7. Spero proprio che i produttori di questa serie, in un'ipotetica seconda stagione, decidano di approfondire di più il genere sentimentale, limitando il più possibile quello comico/ecchi oltre che il fanservice. Tuttavia, una serie di questo calibro la consiglio vivamente a tutti, sperando venga gradita.


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SoniKK

Episodi visti: 13/12 --- Voto 9
Quando ho letto la trama, avevo pensato alla classica stupidata ecchi, con una storia banale e dove tutto è un pretesto per mostrare tette, in questo caso in versione 'zombesca'. Tuttavia, mi sono dovuto ricredere subito dopo i primi episodi. Innanzitutto non so fino a che punto possiamo definire "Sankarea" come ecchi, in quanto le scene sexy non sono il piatto forte, come invece accade in altre serie contrassegnate come tali. Qui, a parte qualche tetta di Ranko mentre fa il bagno, o quest'ultima vestita in abiti succinti che mettono in mostra le sue forme, abbiamo ben poco; oltre a questo vi è qualche scena pseudo-sexy con Rea, o un leggero accenno, ma solo nei primi episodi in cui diventa zombie.
"Sankarea" è perlopiù una commedia sentimentale, che mischia bene scene divertenti con altre drammatiche, senza mai andare oltre in entrambi i casi. La novità sta nell'inserimento degli zombie all'interno di un genere lontanissimo dall'horror, dove di solito conta solo l'evolversi delle storie d'amore tra i protagonisti, cosa che rende la serie quasi un "sui generis".
Ma la vera sorpresa sta nel modo in cui viene trattato il tema "zombie": solitamente li conosciamo come creature orrende, prive ormai del senso della ragione e affamate di carne umana. Qui invece, a parte i film che vede Chihiro, gli zombie vengono visti come creature che, una volta resuscitate, hanno ancora gli stessi sentimenti che avevano in vita, e possono tornare a stare vicini ai loro cari. Ed è proprio il caso della protagonista, Rea, che in vita era una ragazza dolce e timida, e manterrà tali caratteristiche anche da zombie, compreso l'affetto (o meglio l'amore) verso Chihiro, il quale le ha donato la possibilità di rinascere, grazie alla sua pozione, liberandosi così dalle grinfie dell'ossessivo padre. Ma se tutto andasse liscio come l'olio, la trama diverrebbe troppo scontata, e infatti la nuova vita di Rea non sarà facilissima: dovrà stare lontana dal calore, non potrà uscire come tutti gli altri, ma soprattutto dovrà nutrirsi di ortensia per non perdere il controllo. Ma ciò non basterà a preservare per sempre il suo corpo, perché occorre conoscere il metodo, e l'unico a saperlo è il nonno di Chihiro, inventore della formula, ma che ormai non ragiona più per la vecchiaia. E come se non bastasse, il padre di Rea tornerà a mettere i bastoni tra le ruote...

La visione scorre piacevole dall'inizio alla fine, e l'interesse per l'episodio successivo cresce sempre di più man mano che si va avanti. I personaggi secondari sono tutti ben caratterizzati, e ognuno di essi ha una propria personalità: abbiamo Ranko che è la ragazza dal carattere forte e deciso, nonché la bomba sexy di turno, anche più della protagonista; poi c'è Mero (il nome è un omaggio a George Romero), sorellina di Chihiro, una bambina piuttosto strana e apatica, ma il suo carattere è forse dovuto alla mancanza della madre; tra gli altri, invece, abbiamo la matrigna sexy e invidiosa, il padre ossessionato (e anche un po' maniaco) e il compagno di classe chiassoso; persino il gatto ha il suo ruolo all'interno della trama. Tuttavia, dedicare interi episodi ad alcuni personaggi l'ho trovato un po' eccessivo, specialmente in una serie che conta solo dodici episodi all'origine (tredici poi all'uscita su home video).

Il chara design è ottimo, ma ancora meglio è la grafica di luoghi e paesaggi, che appaiono nitidi e brillanti. Le musiche sono carine, sia le sigle sia quelle di sottofondo, e si adattano bene al contesto.

Il finale è un po' vago e lascia intendere che possa esserci una continuazione. In verità abbiamo due finali, ed entrambi lasciano dei punti interrogativi. Il secondo è presente alla fine dell'episodio 13, dove compare una misteriosa donna che fa strani discorsi sugli zombie, e che lascia intendere un futuro collegamento (non piacevole) con Rea. Se mai faranno una seconda serie, non mi dispiacerebbe affatto vederla, anzi.


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Ouma shu

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Attenzione: la recensione contiene spoiler

"Sankarea" è un anime di dodici episodi della stagione primaverile 2012. Un anime che parte da un incipit abbastanza accattivante, in effetti.

Furuya è un sedicenne con un'unica ossessione, quella degli zombie. Possiede una grande varietà di film horror in casa e il suo sogno da sempre è quello di baciare una ragazza zombie. Sogno alquanto irrealizzabile. Parallelamente a Furuya conosciamo Rea, una ragazza dolce e gentile che ha un unico desiderio: vuole vivere una vita semplice e dignitosa come quella delle sue coetanee. Questo sogno, apparentemente sciocco e banale, è per lei quasi un'utopia. Il padre di Rea, infatti, è un uomo opprimente che vede la figlia come un oggetto, crede di poterla portare ovunque lui voglia e di fare di lei tutto ciò che desidera, arrivando al punto di proibirle di uscire con le amiche e farla studiare a casa, piuttosto che a scuola. Rea è costretta ad acconsentire al padre, ma in cuor suo desidera ribellarsi e realizzare il suo modestissimo sogno. Furuya, tramite delle improbabili pozioni magiche, riesce a far resuscitare il suo gattino Babu, appena deceduto. Fortuitamente accade che Furuya incontra Rea e i due fanno presto amicizia. In seguito a un disastroso incidente Rea muore e Furuya prova a resuscitarla con la pozione magica che aveva in precedenza aiutato il suo gatto; ci riesce. Rea è diventata uno zombie, e ora? Furuya realizzerà il suo desiderio? Starà a voi scoprirlo addentrandovi nella visione dell'anime.

Ho trovato la trama altamente originale sin dalla sua presentazione. I primi episodi sono stati veramente di alto livello, e ne sono rimasto molto contento; purtroppo, però, non è tutto oro quel che luccica. Proprio quando "Sankarea" sarebbe dovuto giungere al culmine della sua narrazione, la sceneggiatura non ha tenuto ed è iniziata a cedere. La noia ha pervaso diversi episodi e l'opera, dall'ottimo spunto da cui era partita, è andata via via calando fino ad arrivare a un finale che ho trovato decisamente banale (sì, parlo anche della storia del "rapimento"). Insomma, tra interi episodi inutili - ad esempio quello dedicato a Mero, la sorellina di Furuya, che sarebbe anche potuta essere un personaggio interessante, ma, essendo l'opera molto breve e non essendole stato dedicato tanto tempo, se non un misero e banale episodio, risulta non molto ben definita - e flashback, alcune volte risulta difficile seguire la serie, più per noia che per altro. Poi c'è Ranko, la bella cugina di Furuya, innamorata segretamente - ma neanche tanto - di lui. E con lei vi è un po' di "sano" fanservice; dico sano perché l'ho trovato abbastanza leggero e piacevole, e non si presenta repentinamente nell'opera, cosa che succede spesso in altri anime e che dà abbastanza fastidio.

Per quanto riguarda la colonna sonora abbiamo una opening carina, niente di che, ma comunque abbastanza orecchiabile, e una ending molto piacevole, che fa da ottimo contorno all'anime. Le OST non sono di buon livello, risultano tutte abbastanza anonime.
La grafica è tutto sommato buona: un chara design originale che sicuramente cattura lo spettatore. Animazioni nella norma.

In conclusione, "Sankarea" è un anime con una bella storia, che però non viene affrontata con le potenzialità che aveva in partenza. Anche qui, essendo il manga non ancora concluso, vi è una sorta di "non finale" che personalmente trovo davvero fastidioso. Consigliato? Ni. Se lo volete guardare, fatelo senza troppe pretese, perché magari potreste rimanerne delusi. Voto finale: 6½, e qui preferisco arrotondare per difetto.


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Gambaruzzu

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Quando ho letto nella descrizione dell'anime la parola 'zombie' mi sono subito precipitato a vederlo, poiché sono un amante del genere. Devo dire che mi aspettavo una cosa in stile 'High School of The Dead', ma non è stato così; un errore mio, che però non mi ha rovinato la visione di questo anime, a mio avviso strano, ma che ha quel non so che, che ti tiene incollato allo schermo per tutte le puntate.
La trama all'inizio è molto semplice: il protagonista, Chihiro Furuya, è uno studente appassionato di film sugli zombie, tanto da avere uno strano desiderio, sposare una bellissima donna zombie. L'altra protagonista è Sanka Rea (da cui deriva il nome dell'opera), una bellissima ragazza di famiglia ricca che studia in una scuola prestigiosa. Una sera i due s'incontreranno per caso e insieme, grazie a un libro, cercheranno di creare una pozione per far rivivere il gatto morto di Chihiro. Non sarà un segreto che quella pozione verrà creata e che Rea dopo una serie di eventi diventerà uno zombie.

Questa parte contiene spoiler

Da questo punto si sviluppa una storia d'amore fra un umano e uno zombie, che però a mio avviso si distacca dalle solite storie romantiche con vampiri e compagnia bella (stile "Twilight" per intenderci), perché Chihiro dimostrerà il suo amore per la ragazza zombie non baciandola o facendoci figli (sempre stile "Twilight", coff coff), ma dovrà conservare il suo corpo per evitare la decomposizione, e, dopo che lei scapperà di casa, diventerà come un tutore che vuole farle vivere una vita normale nonostante lei sia morta.
Quello della famiglia è un altro aspetto interessante secondo me; il padre di Rea è quello che si potrebbe definire un pedofilo, solo verso sua figlia però, poiché in lei vede la reincarnazione della sua defunta moglie. Ho voluto analizzare questa storia degli abusi in famiglia e secondo me non sono buttati a caso dall'autore: a mio parere queste violenze psicologiche sulla figlia, il fatto di farla posare nuda, ecc. sono le cause "sociali" che l'hanno trasformata in un morto vivente (oltre ovviamente alla pozione per diventare zombie).
Secondo me quindi questo anime tratta un tema importante e non da sottovalutare, tutto il resto di seni e mutandine è ovvio fanservice, ma, nonostante questo, la trama mantiene una sua serietà. Si nota ovviamente che l'opera è ancora in via di sviluppo (il manga dovrebbe essere al volume sette), il finale infatti lascia pensare che ci sarà un continuo, molto presto si spera.


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Amaterasu

Episodi visti: 13/12 --- Voto 7
"Sankarea" è una serie anime tratta dall'omonimo manga di Hattori Mitsuru, che conta al momento sette volumi ed è tuttora in corso. Di sicuro, il fatto che il manga non sia ancora concluso (non solo, non è nemmeno arrivato al fulcro della trama, e pertanto è abbozzato quanto lo possono essere tutti i manga incompiuti) ha influenzato grandemente il valore complessivo dell'opera, incidendo sul punto in cui trovo sia più debole: la trama.

Vediamo di farne un piccolo riassunto: Furuya Chihiro, patito di film horror e zombie, ha sempre avuto il "romantico" sogno di avere come ragazza una non-morta; l'occasione gli si presenta prima di quanto immagini. Sta infatti tentando, in un hotel abbandonato, di riportare in vita il suo gattino morto seguendo le istruzioni di una vecchia ricetta trovata frugando tra i taccuini di casa, quand'ecco che sente una ragazza correre al pozzo del cortile dell'hotel per urlarvi dentro tutti gli sfoghi della sua vita infelice. La cosa si ripete per un paio di giorni, fino a quando i due finalmente si presentano e iniziano a lavorare assieme alla pozione per il gattino. La ragazza, Sanka Rea, vuole in realtà trovare un modo per sfuggire alla vita impostale da suo padre, un maniaco che riversa su di lei l'amore perverso che coltivava verso sua madre, morta da tempo.
La situazione si evolve presto: preparata la pozione, Rea la beve di nascosto e quando, durante una lite con suo padre, scivola in un burrone, morendo sul colpo, risorge davanti agli occhi di Chihiro sotto forma di zombie. Ciò darà poi il via a vicende complicate, che non troveranno soluzione nemmeno alla fine dell'anime - di fatto, non c'è una fine. Si sapeva già, ma vi dirò di più: la mancanza di una conclusione non è la pecca più grave di quest'anime.
Penso infatti che i difetti maggiori siano legati più alla realizzazione: gag di cattivo gusto – c’è troppo ecchi per il mio palato. Non disdegno particolarmente questo genere, ma, in questa commedia, l'ecchi che ho trovato negli atteggiamenti della cugina di Chihiro, nelle inquadrature di Rea o nelle movenze della madre di quest'ultima, è davvero superfluo e per questo irritante –, regia che fa largo uso di una grafica computerizzata che in più punti lascia a desiderare (certi combattimenti sono davvero realizzati male, tutti al rallentatore) e una certa ripetitività nelle scene.

Nonostante questi difetti, importanti ma non essenziali, nel complesso ho un buona opinione dell'opera: ha una trama piuttosto originale con un buon mix tra dramma e comicità, che stuzzica gli spettatori a seguirla fino alla fine. Inoltre, la grafica è splendida: le animazioni sono eseguite magistralmente, i colori risaltano e certi sfondi sono così realistici da risultare più belli di alcune fotografie. Il chara design è piacevole ed efficace (anche se il merito bisognerebbe attribuirlo all'autore del manga!).

Attribuisco dunque a "Sanka Rea" un 7: nonostante vari buchi nella trama e nella regia, è un'opera che mi ha saputo coinvolgere fino alla fine, attraendomi anche grazie alla sopracitata qualità della grafica. Forse tredici episodi sono un po' pochi per una storia così complessa, e la mancanza di spazio si percepisce molto chiaramente nell'arco dell'anime, soprattutto alla fine, quando i problemi col padre di Rea si risolvono così velocemente, dopo essersi protratti a lungo, da lasciare un po' spiazzati tutti gli spettatori.
Proprio per la mancanza di un finale vero e proprio, aspetto con ansia una seconda stagione, mentre consiglio a tutti di gustarsi la prima: è sempre bello osservare il modo amabile in cui uno zombie sbrana una ragazzina irritante, mentre si stanno gustando tè, biscotti e qualche pasticcino.


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Prao

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
A partire almeno dall'Apocalisse di Giovanni, la suggestione del ritorno dalla morte resuscitando i corpi originari è sempre stata più o meno presente in tutta la letteratura mondiale. Passando per Shelley e Stoker, il tema ha avuto uno dei suoi sviluppi più interessanti con l'avvento del cinema e, nello specifico, ha raggiunto la massima notorietà nella figura dello zombie. In questo senso, il punto di volta si è avuta nel 1968 ad opera di George A. Romero con il suo "La notte dei morti viventi", film con il quale si dimostrò pioniere e creatore di un nuovo sottogenere cinematografico dell'horror. Avvenne così che questa nuova creatura entrò a far parte del prestigioso pantheon dei Mostri, conquistando con il tempo una sempre maggiore notorietà la cui crescita non sembra essersi ancora arrestata.

Poco dopo la nascita, grazie alle sue frequenti apparizioni su vari mezzi (cinema, tv, fumetti, videogiochi), la figura dello zombie divenne presto ben consolidata e poterono così iniziare a sorgere diverse variazioni sul tema: la loro origine fu imputata a vari virus, furono resi veloci, mutanti, senzienti e a volte persino intelligenti. C'è stato chi però ha tentato di innovare ulteriormente, estirpando la creatura dal contesto che la rese celebre e inserendola in generi nuovi, come il thriller, il dramma e la commedia; a tal proposito sarebbe scorretto non citare almeno il buon "L'alba dei morti dementi" (titolo adattato in modo scellerato), uno zombie-movie dichiaratamente comico. È proprio lungo questo cammino di destrutturazione che si inserisce "Sankarea", un anime zombie romantico. E basterebbe forse constatare tale coraggio nel tentare di rinnovare un genere apparentemente saturo per decidere di premiare a priori questo prodotto, ma l'ammirazione diventa sorpresa ed entusiasmo quando ci si accorge che l'operazione è anche deliziosamente riuscita.

Chiharu Furuya è un giovane di sedici anni orfano di madre che condivide con la cugina, di lui segretamente innamorata, la passione per gli zombie: la sua camera è tappezzata di poster e gadget a tema, ha una conoscenza enciclopedica dei film di genere e sogna, in modo un po' morboso, di potere un giorno trovarsi una fidanzata zombie. La morte improvvisa del gatto domestico lo spinge a tentare di sintetizzare una pozione che lo resusciti, traendo le formule da un antico quaderno appartenuto ai suoi antenati. La sua vita andrà poi ad intrecciarsi in modo fatale ma romantico con quella della bella Rea, ricca e infelice coetanea vittima dell'ingerenza del padre.

Tralasciando lo spunto iniziale, la trama non si mostra poi molto originale e non tanto nello svolgimento dell'azione, quanto negli sviluppi piuttosto ovvi specialmente nella prima parte, anche se la serie nel suo complesso non si fa mancare qualche colpo di scena. In realtà poco importa, poiché la vera forza della narrazione e di tutto quanto l'anime consiste in realtà nei personaggi: sono per la maggior parte bene o molto bene caratterizzati, dal protagonista a sua sorella minore, dalla madre di Rea (cui è dedicato un intero episodio) al nonno di Furuya (relegato a un ruolo comico ristretto ma irresistibile), fino ad arrivare alla stessa dolcissima Rea, per cui è impossibile non provare tenerezza e simpatia.

Lo svolgimento si costituisce perciò delle interazioni fra queste maschere perfette, nel concatenarsi di situazioni divertenti, talvolta esilaranti, alternate da alcuni grossi flashback, ampie digressioni dedicate a specifici personaggi e almeno un paio di eventi chiave catalizzatori dell'azione. L'anime scorre così per dodici episodi con una leggerezza straordinaria e piacevolissima, fino a un finale in sospeso (lo sviluppo è appena accennato, lasciando spazio a nuove stagioni) purtroppo appesantito da un frettoloso cliffhanger di cui non si sentiva proprio il bisogno.

A una cura degli elementi macroscopici - personaggi e sceneggiatura -, si associa un'altrettanta attenzione per i dettagli, dal tratto grafico pulito, alle buone opening ed ending, al gioco di rimandi nelle inquadrature (che, una volta individuato, diventa però ridondante), fino al design degli abiti indossati da Rea.
Pregi a parte, vero è anche che gli zombie presenti si discostano drasticamente dall'iconografia tradizionale, mantenendone solo gli elementi minimi e fondamentali. Ciò che invece stona maggiormente è la presenza, a tratti davvero massiccia, di un fanservice perlopiù inspiegabile. Questo aspetto in particolare non solo non risulta gradito, ma lascia lo spettatore, più che perplesso, deluso da tale caduta di stile. Oltre che essere infatti gratuito, ma il fanservice lo è spesso, esso stride in modo evidente con tutto il tono della serie, essendo relegato a un solo personaggio e a situazioni brevi, chiuse e di solito autoconclusive.

Tralasciando questi difetti puntuali, il limite più diffuso dell'opera è probabilmente la stessa leggerezza che lo contraddistingue, il suo scorrere in superficie in modo immediato e semplice. In questo senso si valutino le aspettative del singolo spettatore. Alla maggior parte sarà però sufficiente iniziare la serie perché ci si accorga che è già inaspettatamente passata, lasciando un senso di freschezza (la stessa sulla pelle di una fidanzata zombie) e la voglia di averne ancora.


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Barbex

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Sankarea, un anime che nelle prime puntate mi aveva preso parecchio, purtroppo si è spento nel corso degli episodi.
Cominciamo dalle cose basilari: il titolo dell'anime viene da Sanka Rea, cognome e nome uniti della co-protagonista della serie. Il protagonista maschio si chiama invece Chihiro Furuya, ragazzo assolutamente malato di zombie, tanto da sognare una relazione con una ragazza non-morta. Si ritrova così dispiaciuto di avere perso il gatto che tenta di rianimarlo seguendo le istruzioni di un vecchio libro per creare una pozione dai poteri occulti, e dopo qualche tentativo, supportato dalla ragazza che ha casualmente incontrato pochi giorni prima, ci riesce.
Guarda caso Rea, per circostanze legate a gravi problemi familiari che saranno poi il fulcro della maggior parte delle puntate, desidera morire e prova a suicidarsi. Il tentativo non va a buon fine, ma l'esito non cambia: sì, poco dopo diventerà comunque una zombie. A questo punto i temi principali dell'anime sono tre: il rapporto di Rea con la famiglia e in particolare il padre, la sua salute e i sentimenti suoi e della cugina tutta zinne di Chihiro.
Purtroppo sì, a quanto pare si doveva metterci questo per rovinare (in parte) una trama quantomeno interessante e con buoni spunti che si sarebbero anche potuti approfondire meglio.

Non è che io sia a priori un hater dell'ecchi/harem eccetera, ma va misurato e qui l'ho trovato spesso, anche se non sempre, esagerato e fuori posto. Un esempio? Rea che, prima di salvare Chihiro dal padre, si ritrova vestita da coniglietta. Bah. Per fortuna che ciò non è al centro delle azioni dei protagonisti, o almeno per gran parte del tempo.
Per il resto il problema principale è che gli episodi sono a tratti lenti, o meglio, a volte si ha l'impressione che la trama non abbia molto altro da dire. Eppure il potenziale c'è, anche episodi di vita quotidiana sono gradevoli se visti sotto la luce di una ragazza morta e più o meno resuscitata, ma ciò potrebbe essere sfruttato meglio. In fondo sono solo 12 episodi, e ce ne sarebbero di cose da dire. Per citarne una, gli altri personaggi alla frase "Rea è una zombie" reagiscono mostrandosi appena sorpresi, e nell'inquadratura dopo l'hanno già preso a verità e non si pongono domande. Giusto un accenno si ha nel caso di Babu, il gatto, ma niente di più.

Tuttavia, boobies escluse, ho gradito l'alternanza di temi profondi quali la famiglia, la responsabilità, la vita e, perché no, anche le ossessioni (anche se forse con questi ultimi due ci si sarebbe potuti spingere un po' più in là a livello di riflessioni) con ambienti quotidiani molto più leggeri. È piuttosto intrigante vedere una ragazza zombie convivere con una famiglia normale, per quanto possa esserlo la famiglia Furuya, con la sorellina silenziosa che si occupa della casa, il papà sacerdote, il gatto zombie anch'esso e il nonno rincitrullito.

I personaggi principali sono molto ben caratterizzati, su tutti la famiglia Sanka, decisamente anormale ma ben descritta e per questo realistica. Quelli secondari sono piuttosto anonimi, ma vabbè.
Ah, voglio spendere due parole sull'ultimo episodio in particolare. Sarebbe un finale? Ok, serve a smorzare la tensione dopo la puntata precedente, ma sa davvero tanto di episodio di intermezzo, non di conclusione.
La grafica è ottima e la musica è buona, le sigle sono orecchiabili, anche se niente di spettacolare.

Concludendo "Sankarea" è un anime consigliato, ma conviene partire senza troppe pretese in quanto probabilmente verrebbero smentite. Ha temi molto buoni, trattati bene in alcuni casi, da approfondire in altri, alleggeriti in altri ancora e, purtroppo, un po' rovinati nei restanti.


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falcus92

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
"Sankarea", o meglio Sanka Rea (in quanto è il nome della protagonista), è sicuramente un anime/manga innovativo, con una trama originale, interessante e, nonostante il tema soprannaturale, con temi profondi.
Furuya è un sedicenne al primo anno delle superiori. Va in una scuola maschile ed è ossessionato dagli zombie. La sua ossessione non si limita al solo guardare film o a collezionare tutta roba mostruosa: è quasi una perversione. Infatti uno dei suoi sogni ricorrenti è baciarsi con una ragazza zombie. La sua, nonostante ciò, è una vita lineare e monotona fin tanto che non muore il suo gatto Babu. La morte ha destato in lui uno stato di angoscia che lo porta a disseppellire il suo gatto e provare a somministrargli delle pozioni che crea seguendo un libro che aveva trovato in una riserva di famiglia.
In questo contesto incontra una ragazza, Rea. Le sente pronunciare delle parole al vento che segnano una profonda crisi della ragazza che, pur di evitare che quello che gridava venisse allo scoperto dei molti, decide di fare qualsiasi cosa per Furuya. Da ciò si arriva al punto che i due si incontrano ogni sera e che Rea comincia a desiderare di diventare zombie.

Ora, la storia non si ferma qui: praticamente questa è solo un'introduzione, visto che succede molto altro e la storia si sviluppa in un modo inaspettato dall'episodio 3.
Il tema è originalissimo, lo metterei come capostipite di un genere interessante: zombie-moe, io direi creature moe, perché personalmente se lo si facesse con altri mostri vedrei questo genere di anime. La cosa affascinante sono sicuramente, oltre la storia, i temi. Infatti il fatto che la vita della protagonista e della sua famiglia non sia rose e fiori rende tutta la storia avvincente e fantastica. Infatti per spiegare ciò che succede capita spesso l'utilizzo di analessi, anche in interi episodi.

Inutile dire qualcosa sul disegno, a mio avviso è semplicemente stupendo. L'episodio 3, evito di dire quello che succede, è semplicemente stupendo graficamente, per storia e per coinvolgimento. Addirittura mentre guardavo l'episodio, per la prima volta in tutti gli anime che ho visto, ho chiuso gli occhi per la scene fatte veramente bene.
Da come si è capito, "Sankarea" mi è piaciuto molto. Ma allora perché 8 e non 10?
Per tre motivi; principalmente per il finale. Dobbiamo aspettare una seconda serie e quindi l'anime non si è concluso e non so quanto devo aspettare per vedere il continuo - visto il grande successo spero presto.
L'altro motivo sono le cretinate del protagonista. Cavolo, che sia concludente! E' vero che è un pazzo per gli zombie, ma non può essere così pazzo da non saper concludere niente di niente. Non saprebbe concludere neanche se fosse davanti al suo sogno.
Ultima cosa sono le scene ecchi. Non so, sembrano quasi fuori luogo certe vole. Ma non sono marcate, quindi alla fine ci può stare.
Consigliato assolutamente.


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inglimod

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Quest'anime narra di un ragazzo sedicenne ossessionato dagli zombie, che dopo la morte del suo gatto decide di resuscitarlo tramite una pozione. Mentre prepara la pozione Furuya fa la conoscenza di una ragazza altolocata con un padre molto "possessivo". Lei vedendo questa pozione spera di poter morire e rinascere come zombie in modo da poter fuggire dalla sua famiglia.
Che dire di quest'anime, i primi episodi li ho trovati davvero ottimi, ma andando avanti l'anime spesso diventa noioso. La trama non porta a nulla di particolarmente inaspettato, ma è tutto sommato godibile. Mi ha deluso, però, visto l'ottimo inizio. I disegni sono buoni, nulla di eccezionale; è presente molto ecchi a volte ben messo e sensato e altre volte meno.
I personaggi sono caratterizzati discretamente bene, ma si poteva fare di meglio. La storia scorre lenta ma non troppo (sono solo 12 episodi non può permetterselo) e tutto sommato poteva coinvolgere di più soprattutto negli episodi finali.
Il mio voto finale è un 7 perché nonostante i difetti l'anime si lascia guardare e apprezzare.


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kisa87

Episodi visti: 11/12 --- Voto 8
Questa é la mia prima recensione su un anime che ho trovato interessante sotto vari punti di vista.
La trama: Chiharu Furuya ama gli zombie al punto che il suo sogno è potersi fidanzare con una ragazza zombie. Sanka Rea è la ragazza per bene, bella e dolce a livelli diabetici, ma con vari problemi familiari. A causa di un incidente lei morirà rinascendo come zombie: insomma, la realizzazione dei sogni di Chiharu. Tutto sembra andare nel migliore dei modi in quanto i due giovani finiscono per vivere insieme e lei riesce a sfuggire a un padre ossessivo, morboso e con un amore incestuoso oltremodo scandaloso.
Indubbiamente i disegni sono molto belli, delicati quando si tratta di caratterizzare lei e la sua bellezza. Inoltre in questi 11 episodi viene approfondito non solo il rapporto tra i due ragazzi, ma anche le vicende della sorella di lui (Meru) e delle avventure di lei con le amiche, e della cugina (Wanka) immancabilmente innamorata di lui.
Insomma, "Sankarea" è uno shoujo con sfumature horror che ne rendono gradevole la visione. Ah, e poi non dimentichiamo le musiche. Carine e gradevoli, divertenti quand'è necessario, e cupe quando lo richiede la situazione. In parole povere, quest'anime è consigliato.


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npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Quando una passione per qualcosa supera quei limiti che la società considera come accettabili si è soliti parlare di "mania" e gli individui che ne diventano soggetti vengono definiti "maniaci". Questa particolare figura è stata spesso sfruttata in ambito culturale-letterario: si pensi ad esempio all'avaro di Molière, un individuo con una passione maniacale per il denaro.
Con l'avvento dell'era consumista questo fenomeno si è accentuato notevolmente: l'evoluzione ha determinato la nascita di tutta una serie di nuovi bisogni e, conseguentemente, di nuove manie e nuovi maniaci. Così accanto a "fissazioni" per così dire tradizionali (sesso, soldi, ecc.) ne troviamo altre legate ai nuovi fenomeni propri del tempo in cui viviamo (cellulari, internet, gli stessi anime e manga) e altre decisamente più strambe. E seppure fossi consapevole di tutto questo, mai e poi e poi mai avrei pensato che qualcuno potesse pensare di rappresentare una così "originale" forma maniacale come quella da cui è affetto il protagonista di questa serie.
Chiharu Furuya è un ragazzo di sedici anni che, a dispetto dei suoi ormoni, non ha nessun interesse verso l'altro sesso. Ciò che, invece, riesce ad accendere le sue fantasie, anche e soprattutto quelle erotiche, è il mondo dei morti viventi. Da sempre appassionato a questo genere di film dell'orrore, il suo sogno è quello di incontrare una "ragazza-zombie" con cui cominciare una relazione.

In qualunque parte del mondo una persona del genere sarebbe stata costretta a rivolgersi a un bravo psichiatra, ma questo non è il caso di Chiharu, che anzi, incredibilmente, riesce addirittura a coronare il suo sogno: nel tentativo di "risuscitare" il suo gatto morto in un incidente stradale finirà per creare una pozione che si dimostrerà estremamente efficace. Questa pozione verrà poi ingerita da Rea, una sua bellissima quanto infelice coetanea, la cui vita è fortemente condizionata dall'invadenza del padre (un maniaco anche lui). Come ci si aspetta, la sfortunata ragazza a seguito di un incidente morirà per poi risuscitare e diventare la compagna di un incredulo quanto felicissimo Chiharu.
Avevo già letto il manga di questo "Sankarea" e m'era sembrato un titolo il cui unico scopo era quello di creare una storia divertente che, giocando con l'assurdità di questa situazione, si proponeva di divertire il lettore attraverso l'alternarsi di situazioni improbabili e di personaggi un po' fuori di testa. Il difetto principale che annotai era quello di una scarsa longevità: i primi capitoli suscitavano un grandissimo interesse ma, una volta superata la curiosità per l'originale situazione, il tutto era destinato a divenire noioso e scontato.

Ho riscontrato gli stessi pregi e difetti anche nell'anime che, rispetto al manga, offre una maggiore complessità e un maggior livello di introspezione dei vari protagonisti. Questo da un lato va valutato positivamente, in quanto in questo modo si è cercato di creare un anime migliore e offrire nuovi spunti di discussione; dall'altro, però, tutto ciò finisce per oscurare la forte componente demenziale che era alla base della storia, trasformandola forse un po' troppo e rendendo il susseguirsi degli eventi troppo lento.
Alla fine credo proprio che confermerò anche per l'anime lo stesso voto dato al manga, ossia la sufficienza. Va aggiunta, però, una nota di merito per la bellezza delle due sigle: l'ending, in particolare, è davvero straordinaria.


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M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Dopo aver dato un'occhiata al genere d'appartenenza e aver recepito in sintesi dove volesse andare a parare in fatto di trama e personaggi, Sankarea mi si era presentato come l'ennesimo titolo candidato all'appellativo di 'cretinata'. I primi episodi mi stavano anche dando ragione: un sedicenne dalla capigliatura 'felina', con l'inverosimile aspirazione di poter stabilire una relazione amorosa con una ragazza-zombie, non aveva certo dato l'impressione di profilarsi come protagonista memorabile, e allo stesso modo era sembrato funzionare con la smancerosa eroina di turno.
La presentazione di una storia così banale e precipitosa, arrangiata da una disposizione casuale di cliché, sembrava aver sradicato in partenza qualsiasi ipotesi di personale interessamento all'adattamento del manga di Mitsuru Hattori. Ebbene, Il fatto che sia dovuto ricredermi, neanche dopo troppa attesa, ha stimolato in me una sorpresa molto piacevole, quanto lo sia stata la visione di quest'anime. Ad oggi non è facile visionare opere che migliorino con il progredire degli episodi, tanto quanto non lo sia viceversa. Sankarea è stato invece capace di migliorarsi man mano e addirittura di evitare lo sfavorevole influsso di certe 'perle' destinate ai peggiori otaku, pur non dispensando di una certa 'prassi', consistente in determinati canoni scenico-registici e di caratterizzazione dei protagonisti - insomma, ci scappano sia le inquadrature birichine sia la ragazzina apatica, il vecchio maniaco e così via. L'approfondimento di questi ultimi è stato tra le cose che più mi ha spinto a ricredermi sulla validità di Sankarea, insieme alla buona sceneggiatura, che li vede coinvolti in situazioni anche molto divertenti.
Della narrazione ho particolarmente apprezzato l'inclinazione a sdrammatizzare in modo efficace quei frangenti che avrebbero potuto peccare di una certa seriosità, come accade spesso, in modo stonato, in molte altre commedie. Laddove sopraggiunga un pizzico di sentimentalismo, oppure il dramma di un passato rivelato, l'intrattenimento cui mira Sankarea resta sempre dei più spensierati, e ciò è consentito soprattutto dagli atteggiamenti, spesso ironici, che tutti i personaggi mostrano nell'interazione fra loro.
A garantire un'atmosfera gradevole sono anche un design brioso e una regia incisiva, coadiuvati da un'animazione che non accusa sbavature.
Sankarea si colloca tra le piacevoli sorprese del 2012 e chissà, magari lo sarà anche in futuro, dato l'epilogo piuttosto vago. Consigliato.


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irishman

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Questo "Sankarea" è stato davvero una sorpresa per me, che non avevo mai sentito parlare nemmeno del manga. A dire la verità non l'avevo neanche messo nella lista degli anime da vedere, tra quelli in uscita in questa ricca primavera, pensando di trovarmi di fronte al solito prodotto demenziale di basso livello, con fanservice a tonnellate. Viceversa, dando un'occhiata ai vari commenti dei primi episodi, ho visto che erano tutti concordi nell'affermare la bontà di questo lavoro, per cui mi sono deciso a visionarlo anch'io. Ed è stata un'ottima idea, devo dire!

La trama, come avviene molto spesso negli anime, parte da un incipit piuttosto bizzarro, la passione di Furuya per gli zombie, soprattutto quelle in gonnella, ma da questa bizzarra introduzione si sviluppa un canovaccio molto intenso in cui sicuramente non mancheranno i momenti comici e un pizzico di fanservice (mai eccessivo, comunque), ma, soprattutto, l'attenzione a temi piuttosto forti e che raramente sono oggetto di un anime, soprattutto di uno come questo "Sankarea", che non partiva certo, in apparenza, come una serie dichiaratamente drammatica. Quello che ho apprezzato moltissimo, riguardo a questi temi altamente difficili e talvolta anche molto tristi, è stata l'abilità con cui gli autori sono riusciti ad alternare i momenti di riflessione, d'introspezione psicologica piuttosto profonda dei personaggi, a momenti ben più leggeri in cui le grazie di Rea e Ranko la facevano da padrone, riuscendo comunque a preservare un ritmo gradevolissimo in entrambe le situazioni. La stessa abilità gli autori l'hanno mostrata nella gestione di argomenti tanto difficili e toccanti, sfoggiando una delicatezza davvero inaspettata e apprezzata.

Degni protagonisti di tanto ricca trama sono i personaggi che si muovono nel mondo di "Sankarea", tutti con una caratterizzazione ottimale, sia dal punto di vista psicologico (Rea su tutti con la sua apparente fragilità, che però nasconde una forza poderosa) sia da quello estetic0 (ditemi se Furuya con quella sua faccia palliduccia e i capelli che gli spiovono sul viso non dà proprio l'idea di un adoratore di zombie). Ho citato solo i due protagonisti principali, ma vi assicuro che anche gli altri, dai genitori di Rea, nella loro pochezza morale, a Ranko, con la sua prorompente femminilità ed esuberanza, sono davvero degni compagni di avventura dei nostri eroi.

Il resto del comparto grafico, detto del chara design, fa il suo onesto lavoro di contorno, non brillando per miracoli estetici, ma tantomeno mostrando alcuna pecca.
Su questa lunghezza d'onda è anche la parte musicale, abbastanza fedele alle immagini, che accompagna correttamente senza particolari lampi di eccezionalità, eccezion fatta per la sigla di apertura, che, rispetto al resto dell'accompagnamento musicale, spicca per una qualità sicuramente più elevata.
Per chiudere, questo "Sankarea" è un anime che consiglio decisamente a tutti gli utenti di AnimeClick.it, visto che ha le qualità per ambire a un target onnicomprensivo, accontentando praticamente tutti i cultori dei vari generi che si possano apprezzare. E lo fa, nonostante il compito non fosse davvero semplicissimo, in un modo egregio, regalando, come detto, emozioni a piene mani a chi si soffermerà a vivere questa bella storia.