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Ataru Moroboshii

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
"La donna chiamata Fujiko Mine" è sia uno spin-off che un prequel della serie originale di "Lupin III" del '71. Fujiko non è davvero la protagonista indiscussa, visto che tutti i personaggi classici, più il tenente di polizia Oscar, un personaggio creato appositamente per questa serie, appaiono quasi quanto Fujiko stessa. Tuttavia il nome dell'opera è azzeccato, poiché sarà proprio il passato di Fujiko ad essere al centro delle vicende di questa mini-serie.

Il chara design e lo stile dei personaggi richiama molto il Lupin dalla giacca verde dell'anime, e ancor più il Lupin del manga di Monkey Punch. Un particolare però fa storcere il naso: nel tentativo di dare più l'idea di "disegno noir", le ombreggiature vengono fatte con un tratteggio in CGI un po' troppo vistoso, che ricorda pericolosamente quello di "Berserk 2016".
All'interno dell'anime ci saranno dei frizzanti primi incontri in separata sede fra Fujiko e i membri della banda di Lupin. Zenigata invece sembra essere già una vecchia conoscenza per i nostri ladri. Proprio su Zenigata è stata fatta una scelta che non ho apprezzato, l'inserimento di una spalla per l'ispettore dell'Interpool: il sopracitato Oscar. Il personaggio, sviluppato in chiara antitesi a Fujiko, non è a mio parere affatto riuscito, e mai si amalgamerà veramente all'universo di "Lupin III". L'ispettore invece risulta essere un serissimo mastino da inseguimento, molto diverso dal personaggio umoristico sviluppato nelle precedenti serie. Anche Lupin è molto più serio sia nell'approcciarsi a Fujiko sia nel suo "lavoro". Ho molto apprezzato la suddivisione della trama in mini-storie spesso interessanti e a volte proprio eccellenti, con una trama verticale molto pronunciata e una orizzontale abbastanza latente fino a quasi la fine della serie.

In questa serie si parla molto del tema che nell'anime originale di Lupin più manca in assoluto: il sesso! Inteso come arma definitiva di Fujiko, avrà molto più spazio nelle tecniche e nelle sequenze riguardanti la ladra giapponese. Il chiaro scopo di fare una serie sexy è d'altra parte chiarissimo, vedendo l'opening e l'ending, forse le più spinte mai viste in un anime.

Sword

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Sword

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Finalmente vediamo il debutto del nostro caro Lupin III in una serie molto più adulta, seria, psicologica e ai limiti del surreale (con un bel pizzico di erotismo). Ora questa banda di ladri è caratterizzata per ciò che è realmente, senza nulla togliere alla caratterizzazione dei personaggi della vecchia serie. Si comincia ad avvertire realmente il senso e lo scopo che quest'anime ci vuole trasmettere, senza togliere nulla alla comicità, facendoci respirare un giallo ricco di intrecci e colpi di scena.
P.S. Il doppiaggio è stato fatto veramente bene (cosa difficile qui in Italia) al pari del doppiaggio italiano di "Death Note".


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āto

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
"La si ama o la si odia"
Una delle serie che ha provocato alcune delle opinioni più contrastanti tra i fan del ladro gentiluomo è la recente "Lupin the Third - La donna chiamata Fujiko Mine", con regia di Sayo Yamamoto, spin-off incentrato sul personaggio della provocante ladra, che narra del primo incontro dei nostri amatissimi personaggi.
Questa serie ha segnato il ritorno del personaggio di Lupin III e della sua banda sul piccolo schermo.

La trama si sviluppa intorno al personaggio di Fujiko Mine, la quale, durante la serie, entrerà in contatto con gli altri personaggi principali, primo fra tutti Lupin, catturato fin da subito dal fascino della ladra. Durante lo svolgimento della serie scopriremo la storia che si cela dietro la difficile infanzia di Fujiko, avvolta nel mistero e nell'inquietudine.
Questo spin-off si è rivelato un elemento di assoluta novità per lo storico franchise, presentando caratteristiche uniche, non ritrovabili in alcuna delle precedenti opere di Lupin.
I disegni si avvicinano il più possibile a quelli originali dell'autore Monkey Punch, il tratto è preciso, tuttavia non eccessivamente pulito, e il modo in cui le ombre vengono direttamente tratteggiate sulle figure contribuisce a donare quell'atmosfera noir e sensuale che si è deciso di mantenere in quest'opera.

La serie si propone più matura delle altre, non solo per i temi trattati (droga, manipolazione mentale, esperimenti su esseri umani...), ma per il modo in cui essi vengono espressi, senza censure, con assoluta libertà. A partire dai nudi di Fujiko, i quali hanno suscitato non poche critiche; tuttavia ricordiamo che lei incarna il perfetto ideale di femme fatale, e utilizza la seduzione come arma principale.
L'atmosfera della storia alterna scenografie tipiche del genere giallo, e noir, ad esperienze oniriche ricche di simbolismi che possono rivelarsi difficili da cogliere, rappresentanti i viaggi mentali di alcuni personaggi, e servono a sottolineare l'importanza di alcuni momenti nella serie (la ricostruzione dei ricordi di Fujiko, gli effetti della droga, la morte di un personaggio). L'utilizzo diffuso di queste esperienze oniriche può rivelarsi poco chiaro ed eccessivo, ma esse costituiscono sicuramente l'elemento di novità più interessante di questo nuovo prodotto.
Un altro aspetto sul quale ci si dovrebbe soffermare riguarda la caratterizzazione dei personaggi, in particolare dell'investigatore Zenigata e del suo assistente, il tenente Oscar. Zenigata ha un carattere che rispecchia la maturità di questa nuova serie, infatti lo vediamo agire in modo più serio e risoluto, meno scherzoso e impacciato, insegue il suo obbiettivo con determinazione, come un investigatore tratto da un'opera hard-boiled. Il suo assistente, Oscar, invece lo considero il personaggio più superfluo della serie, egli prova un'attrazione morbosa nei confronti del suo superiore e l'unica funzione che ha in relazione alla serie è quella di voler uccidere Fujiko, per gelosia.
Un ultimo elemento degno di menzione è l'opening, la sigla, funzionale, che consiste in un monologo fatto dalla doppiatrice nella parte di Fujiko, che introduce lo spettatore alla mentalità della protagonista, mostrando illustrazioni non troppo sobrie, e richiamando l'atmosfera noir della serie.

L'insieme di questi elementi ha portato il pubblico ad esprimere opinioni e recensioni terribilmente discordanti tra loro. Io mi trovo a favore della "ventata d'aria fresca" che quest'opera rappresenta nei confronti di un brand storico dell'animazione giapponese, amato da giovani e meno giovani. Sicuramente consiglierei questa serie a un pubblico maturo, o a coloro che sono alla ricerca di un'opera impegnata, la cui visione potrebbe risultare a tratti pesante.


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doctor Octopus

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Complice il cambio della doppiatrice originale, nel 2012 arriva in Giappone questa "Lupin III - La donna chiamata Fujiko Mine", maxi-serie di tredici episodi incentrata sulla complice/traditrice/amante di Lupin III. Nelle tre serie precedenti abbiamo amato in lei la capacità di tradire, ma anche di essere "fedele" al ladro dalla faccia scimmiesca, perché le altre donne che compaiono negli anime sono quasi sempre delle pere cotte - cadono ai piedi di Lupin troppo facilmente -, se non delle assassine. Dopo troppi special TV che la vedevano in ruoli marginali, da miss Moneypenny degli 007 vecchia maniera, eccola guadagnarsi un ruolo da protagonista, o quasi. Ovviamente, aspettarsi nel 2012 degli episodi stile "Lupin III" anni '70, ovvero autoconclusivi, è un'utopia, qui tutto è collegato, persino negli episodi dove la ladra incontra per la prima volta Lupin, Jigen, Goemon e Zenigata. La trama, che non è altro che un prequel della prima serie TV, si avvicina a quella horror del film "Lupin III - La pietra della saggezza", con degli inquietanti uomini gufo che rimpiazzano il nano millenario Mamoo, e tutto sembra sospeso in quei magici anni '70 che sono la spina dorsale dell'animazione migliore di Lupin.

Le trame sono adulte, i nudi della ladra rimandano a quelli della nostra Valentina di Crepax, Lupin è il solito marpione in giacca verde (riacquista anche molto del cinismo perso negli anni) e Jigen il solito pistolero misogino. Quelli che cambiano un po' sono Goemon e Zenigata; troppo infantile e infatuato di Fujiko il primo, troppo poliziotto alla Dick Tracy tutto d'un pezzo il secondo. Non che sia un male, specie per l'ispettore, che ha persino un giovane assistente fra i suoi collaboratori, ma questi ha ben pochi faccia a faccia con Lupin, per quanto sia, ovviamente, ossessionato da lui. Il fatto che qui Fujiko sia disinibita più che in passato non deve scioccare, siamo nel terzo millennio e certi argomenti vanno trattati. Non mancano i personaggi eccentrici, gli invertiti innamorati di altri uomini invidiosi del sex appeal di Fujiko e i mafiosi dai nomi buffi (Maccherone lui e Cicciolina lei).
Magnifica la colonna sonora della serie, diversa dalla consueta di Yugi Ohno, ma indovinata come la sigla iniziale parlata, che ci introduce magnificamente nel mondo della ladra. Discreto il doppiaggio Milano/Roma effettuato nel 2014, accettabile il nuovo Jigen, Alessandro Maria d'Errico, che mi ricorda nei toni il Germano Longo della prima serie. Si attende solo l'uscita italiana dei DVD.


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Diabolico

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Questa saga è fedele al manga di Monkey Punch ed è più seria e matura rispetto alle stagioni "originali"; per questo, agli appassionati del "Lupin" classico questo spin-off potrebbe non piacere. Quindi, se volete vedere episodi più leggeri di Lupin che compie furti inseguito da uno Zenigata imbranato, questa saga non fa proprio per voi.

Si notano subito gli ottimi disegni, molto particolari e strani, un po' grezzi ma allo stesso tempo eleganti. Anche i personaggi sono disegnati diversamente da quelli a cui siamo abituati a vedere: ad esempio Lupin (qui in giacca verde) ha dei lineamenti più cattivi e Jigen ha la barba a punta... proprio come nel manga. Le animazioni sono perfette, di alto livello così come la sceneggiatura degli episodi. Il tutto accompagnato da delle musiche eccezionali che si adattano bene all'atmosfera cupa dell'anime. Complimenti anche per il doppiaggio.

La serie si concentra su Fujiko e sul mistero che avvolge il suo passato. Ci sono molte scene di nudo e sesso, ma nulla di volgare, anzi. Nei primi episodi vengono introdotti singolarmente anche Lupin, Jigen e Goemon (quello meno presente in tutto l'anime), ma poi man mano vediamo crescere l'amicizia tra di loro, almeno tra Lupin e Jigen. Zenigata qua fa la parte dell'ispettore serio, grazie al cielo, e a fianco a lui c'è Oscar, un personaggio secondario insulso ed esteticamente orrendo che non aggiunge nulla di bello all'anime.
Non dimentichiamoci della fantastica introduzione. "Chi è lo schiavo? Chi il padrone?"
Io questa saga l'ho amata e preferita alle stagioni originali.


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micheles

Episodi visti: 13/13 --- Voto 5
"Una donna chiamata Fujiko Mine": promosso o bocciato? Questa domanda mi è rimasta in testa per tutta la visione dell'anime, protattasi per diversi mesi; ancora adesso, a visione conclusa da un pezzo e mente fredda, non sono sicuro del giudizio da assegnare. Il mio voto numerico è esattamente 5,5: potrebbe essere arrotondato per eccesso o per difetto indistintamente, a seconda della giornata. Oggi mi sento cattivo e lo arrotondo per difetto, ma questo non vuol dire che boccio la serie totalmente. C'è qualcosa di buono in "Mine Fujiko to Iu Onna", in particolare un chara design, che richiama davvero l'originale di Monkey Punch, come pure alcune delle atmosfere noir del primo Lupin. Io sono di quelli che nella serie originale del '71 preferiva gli episodi dark, quelli realizzati prima dell'arrivo di Miyazaki, che a mio avviso ha un po' tradito lo spirito di Lupin sdrammatizzandolo troppo e puntando su sparatorie, inseguimenti e animazioni spettacolari più che sulle storie. Sono anche uno di quelli che non ha apprezzato la seconda serie di Lupin, troppo leggera per i miei gusti, e non ha mai visto la terza serie: per me Lupin è solo quello in giacca verde. Non protesto per il forte accento posto sulla femminilità di Fujiko e sulle abbondanti scene di nudo e di sesso: sono un'interpretazione possibile del personaggio, accettabile per un prodotto che non è rivolto a un pubblico infantile e non deve rispondere ai dettami della censura. Il problema di questa serie, a parte l'eccessivo virtuosismo grafico, è che gli episodi sono brutti: la maggior parte delle storie non convincono, non piacciono, sono noiose. Le atmosfere sono eccessivamente dark; nella parte finale diventano oniriche, pretenziose, d'autore e in certe puntate la serie è francamente inguardabile, non si capisce più quello che sta succedendo. Anche perché sul finale il personaggio di Fujiko, che dovrebbe essere la protagonista, di fatto sparisce, non fa più nulla. D'altra parte neppure la prima puntata mi è piaciuta: troppa azione e scene spettacolari. Si salvano le puntate centrali, quelle con Jigen e Goemon protagonisti, ma anche quelle non raggiungono molto più della sufficienza. Il personaggio di Oscar è totalmente inutile e fuori posto. Ciò detto sono riuscito a finire la serie, seppure a fatica, quindi in un giorno di buona potrei anche avere assegnato la sufficienza. Oggi però Fujiko è stata sfortunata.


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SuperNic

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Mi sono avvicinato a questo anime due giorni fa, letteralmente divorandolo; da fan di Lupin e della prima serie, avendo anche visionato gli screenshot e letto alcune opinioni, le mie aspettative erano molto alte. Nonostante, durante gli anni, abbia visto numerosi anime e letto innumerevoli manga, non mi reputo un esperto, ma un appassionato; inoltre, questa è la mia prima recensione.
Cercate, quindi, di dare il giusto peso alle mie parole.

Disegni promossi a pieni voti, grazie ad un character design vicino a quello della prima serie; quello attuale, secondo me, è comunque migliore, grazie ad un disegno più pulito e un maggior dettaglio sia dei visi, che del vestiario in generale. Come da tradizione, a parte un'occasione per Goemon, gli unici che cambieranno d'abito saranno Fujiko e Lupin. Lei può vantarsi di sfoggiare anche diverse pettinature e colori, mentre Lupin i "soliti" travestimenti, ma non così presenti come in passato. Occasione persa, in questo caso, per il camaleontico Jigen.
Fondali molto ben realizzati, sia quelli realistici e dettagliati, sia quelli più onirici, che ben si accostano ai personaggi; effetti grafici (colpi di pistola su tutti) in vecchio stile ed ombre tratteggiate, e sempre presenti, completano il quadro.
Animazioni che si attestano su un livello altissimo, rendendo bene sia le classiche espressioni facciali, caratteristiche di ognuno dei protagonisti, che i numerosi inseguimenti al limite dell'incredibile. Menzione d'onore, quello a bordo del carrello delle montagne russe, con salto finale nel vuoto degno di Lupin!

La trama di fondo, incentrata sul personaggio di Fujiko, che lega gli episodi è ottima e riserverà molte sorprese e colpi di scena fino all'ultimo; comunque, ogni puntata (a parte il doppio episodio finale) è "fine a se stessa", almeno fino a quando non sveleranno tutti i segreti. I primi 3 episodi servono a presentare i nostri vecchi amici; Fujiko ne incontrerà uno per episodio (oltre a Zenigata), così come avvenne con Lupin nella prima serie. Si potrebbe pensare ad una specie di reboot. Veniamo anche a conoscenza di una new entry, Oscar, un personaggio ambiguo che ci riserverà anche lui qualche colpo di scena; l'unico che sembrerebbe un tantino fuori posto, sia come design che come carattere, ma non dà fastidio più di tanto. La trama si sviluppa episodio per episodio, senza che l'osservatore (almeno alla prima occasione) se ne accorga, fino a raggiungere l'esplosione nell'ultima parte.

Animazioni e disegni fenomenali contornano una trama ed una regia senza pari; "reboot", incentrato sul personaggio di Fujiko, all'altezza della prima, storica serie di Lupin, con uno stile inconfondibile. Tredici episodi imperdibili!


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Kanaεїз

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
Dopo tanto tempo ritorna Lupin. Ero entusiasta da ciò, soprattutto dal fatto che avrebbe seguito lo stile del manga originale. Vedere i personaggi tutti molto diversi da come eravamo abituati nel vecchio Lupin mi è piaciuto a dir poco.
Non mi dilungherò di certo a spiegare la trama, dato che sono stati fatti degli episodi autoconclusivi, con un filo di storia che è incentrata su Fujiko Mine, protagonista della serie.
I personaggi mi sono piaciuti molto, soprattutto Lupin, era ora di vedere un ladro cattivo. Anche Fujiko mi è piaciuta a dispetto di molti altri che l'hanno reputata troppo sgualdrina, beh, si sapeva che Fujiko era quel tipo di donna, anche se concordo che alcune scene di nudo poteva risparmiarsele.

La serie in sé è stata interessante, la voglia di volere sapere il passato di Fujiko era la cosa più intrigante della serie, e temo che sia per questo che gli darò appena la sufficienza, perché il finale della serie ha completamente rovinato, secondo me, tutta la serie. Tant'è che mi sono chiesta "Ma che c'entrava il titolo se poi non è stato detto niente di speciale su di lei?". Non credevo che si potesse rovinare così tanto un anime con l'episodio finale.
Senza contare quello, la serie in sé mi è piaciuta, tra tutti gli episodi quello che ho apprezzato di più è sicuramente il primo.

Il chara design mi ha soddisfatto, niente da dire, rispecchia appieno il manga, dandogli quel non so che di sporco, le animazioni idem. Il mio voto quindi è la sufficienza, non ho voluto mettere di più proprio per la delusione del finale, e non ho voluto mettere di meno perché non penso che se lo meriti; detto questo se siete dei fan della serie ve lo consiglio assolutamente, solo per potere vedere il vero aspetto dei personaggi di Lupin III.


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Locke Cole

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
Un nome noto, inciso a chiare lettere nel firmamento della fumettistica e dell'animazione orientali, la maestosa eco di Arsenio Lupin III risulta sempre chiara e limpida, pur dopo decadi, il formarsi di sempre nuove generazioni di spettatori e i cambiamenti nei gusti estetici.
Ciò che ci si trova ora a valutare non è una prosecuzione in continuità con lo spirito delle ultime opere degli anni '80 dedicate al celeberrimo ladro, s'avvicina ben più alla prima serie o, ancora, alla stessa opera cartacea di Monkey Punch, nondimeno non rinuncia a marcar bene la propria originalità rispetto a queste, in un pericoloso gioco ossimorico fra istanze lontane e vicine alla sensibilità contemporanea: la perfetta ricetta per farsi detestare dal pigro pubblico odierno, tanto avverso ai cimeli storici e ancor più agli sperimentalismi, e questa è cosa che alla coraggiosa opera in esame non può che fare estremo onore.

Dunque, quale originalità fa emergere quest'opera rispetto alla pur sempre eccellente tradizione che la precede? Certamente non la figura della perennemente affascinante Fujiko in veste di protagonista, cosa che agli effetti non accade strettamente. Si ha soltanto la sua preponderanza sugli altri personaggi, ma affatto la centralità scenica. E' piuttosto il suo essere il nodo attorno a cui tutte le vicende s'imbastiscono e gravitano ad alterare pesantemente la condizione del precedentemente trio di fuorilegge e il loro prender posto in scena: i personaggi vengono introdotti l'un l'altro in un'ipotetica prima volta, il loro relazionarsi sarà fortemente conflittuale e solo Lupin e Jigen giungeranno a unire le forze per obiettivi comuni, ben lungi dalle articolate e mirabolanti rapine che insieme a Goemon venivano pianificate in passato.
I caratteri, per tutta conseguenza, risultano mutati, più diffidenti e cinici, meno scanzonati, un tocco di classe che, seppur interdica chiunque, per quanto poco possa essere nostalgico, avvicina l'opera al tenore della prima serie del '71.

E in tutto questo la sempre splendida signorina Mine, anzi, forse mai così bella, nell'ostentata esaltazione della sua sensualità che il tratto del disegnatore compie. Non mi si fraintenda, non voglio qui attribuire meriti a quell'esecrabile e morboso amore per la sessualità spicciola che con il nome di fanservice impera su larghissima parte della produzione contemporanea.
Innegabilmente l'opera è costellata da tocchi d'erotismo sovente inutile, ma molto meno spesso di quanto la frustrazione iniziale possa far credere: il personaggio dell'avvenente truffatrice è infatti più che sensatamente legata a tale arma naturale, sulla quale costruisce la gran parte dei suoi piani.

La serie, con piena aderenza alla tradizione di cui porta il nome, è costruita sopra episodi autoconclusivi e svincolati (eccetto nella chiusa finale), sebbene siano ben evidenti tre archi, distinti per approccio narrativo: i primi episodi, d'introduzione per ogni singolo personaggio del trio storico e per il vecchio - ma sarebbe meglio dire nuovo - Zazà, il corpo centrale di avventure miscellanee e infine gli ultimi capitoli, a concludere il leitmotiv dell'opera.
In ciò è inevitabilmente amaro constatare un deciso climax discendente, con il mordente dei primi episodi che va dissolvendosi, in una sceneggiatura altalenante, verso una più che ovvia conclusione; certo non si può biasimare troppo la produzione, se non nella scrittura del progetto, che si è trovata in perfetto scacco avvicinandosi all'epilogo, stretta fra l'alternativa di ridisegnare un ingombrante passato per la bella Fujiko, in netto contrasto con il mistero che avvolge l'intimità di ogni personaggio centrale della saga, o, per contro, la prevedibile conclusione.
A conti fatti, perdere un pezzo anziché l'intera partita è stata la scelta più saggia, ma in questo sono state decisamente sopite molte delle aspettative prima alimentate.
Non trovo nulla da eccepire sulla nuova caratterizzazione dei personaggi, meno spensierati, ma talvolta persino ridicolizzati (vedasi Goemon), un'interessante rivisitazione alternativa delle loro figure, seppure con taluni vistosi fallimenti, sopra a tutti l'introduzione di Oscar, figura le cui dubbie potenzialità non incidono sulla scena, facendogli agli effetti rubar tempo alle riprese.

Per ultimo, tanta è la sua evidenza che parlarne è fiato sprecato, il comparto grafico raggiunge vertici sommi, con uno splendido tratto grezzo e inattuale, fortemente evocativo e rétro, in grado di adattarsi con grande spontaneità sia ai tratti duri dei personaggi maschili sia alla grazia dell'avvenente eponima dell'opera.

Una serie per gli amanti di "Lupin", ma non troppo, che rischia di andare in conflitto sia con le meno audaci sensibilità moderne sia con i più severi puristi del genere.
In conclusione, se v'interessasse sapere chi sia "la donna chiamata Fujiko Mine", guardatevi la serie del '71, ma se volete godervi una piacevole rivisitazione in chiave moderna del pilastro dell'animazione che è "Lupin", eccovi il piatto bell'e servito.


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Thorgrim

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Quando qualcosa entra nell'immaginario collettivo della gente, allora si può dire che quel qualcosa sia diventato immortale e che, pur volendo, non potrà mai essere cancellato. L'universo di Lupin III appartiene a questa categoria. Creato nel 1967 dalla fervida mente di Kazuhiko Katō (alias Monkey Punch), l'immaginario nipote di Arsène Lupin conquistò letteralmente le platee di tutto il mondo con il suo mix di genialità, personaggi caratterizzati magistralmente e atmosfere in bilico fra noir e gangster movie.
Di opere dedicate se ne contano in quantità (9 serie cartacee, 4 serie TV e 36 fra OAV e speciali televisivi) e l'interesse del pubblico sembra non scendere nonostante i 45 anni di vita. Questo 2012 difatti ci regala una miniserie di 13 episodi dedicati alla "femme fatale" per eccellenza: Fujiko Mine.
Affidata alle sagge mani di Sayo Yamamoto (regia), Dai Sato (sceneggiatura) e Naruyoshi Kikuchi (musiche), questo nuovo spin-off rende omaggio al concept originale dell'autore (non pochi hanno storto il naso per il character design) e mette da parte il clima "giocoso-burlesco" delle serie precedenti a favore di toni più adulti, spietati, ma anche più verosimili. Nell'arco delle 13 puntate vedremo quindi una Fujiko inedita, più umana, i cui lati nascosti emergeranno per rispondere alla domanda che i fan della serie da anni si fanno: chi è realmente Fujiko Mine?
Ed è nella realizzazione a dir poco magistrale, capace di far rivivere allo spettatore l'immaginifico che imperversava negli anni '60, che questa serie ha il suo punto forte. Le animazioni sono allo stato d'arte, pochissima computer grafica e una regia sapiente aiutata anche da una colonna sonora sopra le righe. La narrazione è dinamica, sono pochi i punti morti, e lo spettatore rimane sempre attento allo svolgersi delle vicende.
Un piccolo capolavoro, questo spin-off che, nel suo distaccarsi dalla serie animata, rende perfettamente omaggio a ciò che in realtà Lupin III doveva essere. Capolavoro animato.


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deathmetalsoul

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Nel 2012, a distanza di 27 anni, si decide di realizzare una nuova serie in 13 episodi dedicata al ladro più famoso di tutti i tempi: trattasi di "Lupin the Third - Mine Fujiko to iu onna".
Un progetto molto coraggioso, poiché raccogliere l'eredità di una delle serie animate più famose di sempre non è facile, ma dal cast di realizzazione, tra cui spicca il nome di Dai Sato, si può capire che l'intento è molto serio. Infatti la serie parte come meglio non si può: regia, character design, animazioni e sonoro ti catturano subito, e ti portano in quelle atmosfere proprie di ogni Lupin, tuttavia man mano che gli episodi proseguono, si perde quello spirito iniziale, e l'anime scade in episodi più noiosi e troppo poco movimentati per appartenere a questo nome; inoltre a volte si cerca di implementare qualche componente psicologica che proprio stona con il resto.
L'anime è incentrato su Fujiko al tempo dei primi incontri con il ladro gentiluomo, e tramite qualche peripezia ci spiega qualcosa sul suo passato, fatti che nelle serie precedenti non erano mai stati toccati.
I personaggi non sono quelli che ricordiamo dai vecchi episodi: non avendo mai letto il manga di Monkey Punch, non posso dire se questi del 2012 siano più somiglianti a quelli disegnati originalmente, sta di fatto che rispetto alle vecchie serie, tutti sono cambiati radicalmente e non si avvicinano minimamente a quel gruppo affiatato che è rimasto nella storia. Inoltre, oltre a comparire tutti insieme solo negli ultimissimi episodi, non vi sono nemmeno quelle grandi collaborazioni del leggendario trio Lupin, Jigen, Goemon, che con le loro gesta ci hanno mostrato molte avventure indimenticabili tra serie e film.
Nemmeno il finale è riuscito a soddisfarmi pienamente: quello che è il finale della serie sembra infatti quello di un normalissimo episodio, con le vicende conclusive di alcuni personaggi nemmeno mostrate, anche se bisogna dire che esso ci dà comunque un quadro generale del passato della sensuale ladra.
Ciò che risolleva il tutto è proprio una componente tecnica invidiabile, che riesce il più delle volte a dare un senso anche a scene più stupide.
Consiglio la serie a tutti coloro che conoscono i precedenti lavori: avvicinarsi a Lupin con questo nuovo del 2012 potrebbe darvi anche una cattiva impressione che gli storici personaggi di Monkey Punch non meritano.


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irishman

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
Ero molto combattuto riguardo alla valutazione di questo lavoro; i numerosi e indiscutibili pregi sono infatti contrastati da alcuni "vizi", che ho ritenuto così pesanti da indurmi ad abbandonare le immense aspettative che riponevo su quest'anime. Combattuto quindi tra il 9, che le buone qualità indubbiamente avrebbero meritato, e il 4 che, viceversa, si faceva largo nella mia mente a causa dei problemi cui ho accennato e che spiegherò più avanti, ho optato alla fine per un 6, che ben racchiude, a mio parere, le due facce di questa medaglia, che da oro zecchino alla fine si è ritrovata composta da ben minore nobiltà.
Il pregio maggiore - e penso che anche gli altri recensori che si sono già adoperati su quest'anime la pensino come me - va decisamente al comparto audiovisivo, che, amici di Animeclick.it, è senza dubbio di un'efficacia, di un'eleganza e una perfezione così aderenti ai vari momenti dell'anime che di rado le si riesce a trovare in altre opere.

Senza voler fare spoiler eccessivi, uno dei punti cardine di tutta la vicenda sarà una droga di nuova concezione, altamente allucinogena: ecco quindi che le immagini spesso e volentieri sembreranno esse stesse influenzate dall'effetto stupefacente di questa misteriosa sostanza, mostrandoci, quindi, fotogrammi dai colori saturi, in cui si muovono personaggi a volte altamente improbabili, ma comunque sempre in linea con lo stile di Monkey Punch, l'autore del manga di Lupin. Lo stile degli scenari, dell'ambiente in cui si muovono personaggi, mezzi di trasporto, il loro abbigliamento, è sempre un po' barocco, eccessivo, a testimonianza di quanto detto poco fa.
Perfetto accompagnamento a queste immagini così visionarie, lo fanno i motivi musicali della colonna sonora, in cui la fa da padrone, molto spesso, un elegantissimo basso, a sottolineare i toni decadenti della vicenda di Fujiko.
Già, Fujiko... Devo dire che raramente ho visto un personaggio di un anime così vivo, sexy, seducente, fin quasi al punto di crederlo capace di uscire dallo schermo, acquisito in qualche modo un corpo in carne e ossa. Stessa perfetta caratterizzazione l'ho apprezzata per Lupin, cinico, scanzonato ed eternamente arrapato, per Zenigata e per Jighen, entrambi con un carisma ancor più strabordante che nella prima serie tv - quella cosiddetta della "giacca verde".

Chi viceversa esce dal lavoro degli sceneggiatori con le ossa rotte - e questa è una vera e propria eresia che si traduce davvero in un punto estremamente negativo per l'anime - è il povero Goemon, che sbava dietro a Fujiko in modo molto poco ascetico e decisamente in contrasto con quello che ha mostrato nella serie tv. Vera e propria pugnalata, che mi ha portato a pensare che gli autori non amassero affatto il taciturno samurai, è quando, nei due episodi finali, vediamo Goemon agire per lungo tempo travestito da Fujiko (orrore!!!).
Se Goemon esce quindi snaturato, la stessa sensazione, con il procedere della serie la percepiamo un po' per tutti i personaggi, che abbandonati piani geniali e furti impossibili, sembrano più interessarsi al lavoro di psicanalisti che di ladri.

E questo ci introduce alla parte finale dell'analisi su questo "Lupin III - Mine Fujiko to Iu Onna": la trama, che anch'essa, come il pessimo lavoro su Goemon, contribuirà al calo drastico della valutazione dell'opera. Se infatti i primi episodi sono davvero eccezionali, per azione, ritmo incalzante degli eventi e loro comprensione, gli ultimi, quelli che sollevano il sipario sul triste passato di Fujiko, si inoltrano in un campo particolarmente ostico e impegnativo, che alla fine risulta decisamente fuori luogo in un contesto come quello scanzonato e fuorilegge di Lupin. Alla fine si ha l'impressione che la stessa droga allucinogena l'abbiano assunta pure gli autori, visto il continuo alternarsi di visioni, sogni, allucinazioni, e parchi a tema incentrati sulla pur bellissima Fujiko. E non salva il tutto neanche l'ultimo episodio, che pure ricuce in modo coerente gli eventi e ci dona un simpaticissimo finale che ci ricorda, con nostalgia, i vari scontri-incontri avuti tra Lupin e Fujiko nella serie tv.
Che dire, in conclusione, quindi? Se siete amanti di Lupin questa serie è comunque un must: i primi episodi vi faranno sognare, ma state pronti alla delusione negli episodi finali; se viceversa non conoscete o amate Lupin, vi consiglio di passare ad altro, a meno che non apprezziate storie complesse e altamente introspettive come si è rivelato questo "Mine Fujiko to Iu Onna".

M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 13/13 --- Voto 5
Sono trascorsi ventisette anni, e nessuno si sarebbe aspettato di rivedere Lupin III in azione in una serie televisiva: per molti è un successo annunciato prima di andare in onda, per altri un ritorno da prendere con le pinze.
La 'nuova serie di Lupin' è in realtà la prima incentrata sull'altro personaggio simbolo della saga, la femme fatale per antonomasia dell'animazione, amatissima in Giappone, come anche da noi. Che sia conosciuta come Margot, Rosaria o Fujiko, l'eroina creata dalla matita di Monkey Punch continua ad affascinare generazioni di appassionati, e lo fa nel modo più sensuale possibile in questo nuovo, eccentrico prodotto dedicato tutto a lei. Mine Fujiko to Iu Onna (Una donna chiamata Fujiko Mine) viene trasmesso in patria a partire dal 4 aprile 2012, sul canale Nippon Television, e si conclude al tredicesimo episodio.

Il lavoro alle spalle di questo vero e proprio esperimento dal punto di vista stilistico è operato da uno staff talentuoso: la brava Sayo Yamamoto dimostra ancora di poter sbaragliare molti suoi colleghi 'maschietti' in campo registico, dopo il mai troppo sottovalutato esordio con Michiko e Hatchin, mentre Takeshi Koike riprende l'effervescente finezza grafica mostrata in Redline, spingendosi anche oltre e riuscendo a donare alla serie un profilo 'vintage' che sia al contempo capace di uno svecchiamento, in modo da rispecchiare quella che è l'essenza stessa di questo progetto, cioè dare nuova prospettiva alle radici del manga, estrapolando l'aspetto 'peccaminoso' del cartaceo, ritornando al passato per proiettarlo nel futuro.

Eppure qualcosa non funziona a dovere, qualcosa di davvero importante, e qui bisogna tirare in ballo gli sceneggiatori, guarda caso, altri pezzi grossi: si tratta di Dai Sato e Mari Okada, due professionisti nel proprio campo, che purtroppo non si dimostrano all'altezza in un'occasione così rilevante. I motivi della riuscita incompleta di Mine Fujiko to Iu Onna non possono certo riscontrarsi nella presentazione dei personaggi principali, totalmente estranei al contesto quasi comico degli anni '70 e quindi non ispiranti la stessa familiarità, ma proprio per questo molto più fedeli agli originali; la sceneggiatura, d'altro canto, che si spezza in momenti alquanto scialbi o al contrario opprimenti, non consente con facilità quest'avvicinamento tra i fan e i 'nuovi' Lupin, Zenigata, Goemon, Jigen - tantomeno Oscar, che è un po' l'intruso della situazione - e infine la star dello spettacolo, una Fujiko a due facce, che appare prima disinibita, poi visibilmente frustrata e, sul finire, relegata a un ruolo secondario. E dire che non mi sarei mai aspettato di ritrovare una versione così 'opaca' dello stesso ladro in giacca verde, esuberante sì, ma senza riuscire a rendersi simpatico come al solito. Oltretutto appare veramente troppo poco sulla piazza, senza nulla togliere alla vera protagonista.

Per Jigen e Goemon il discorso è un po' diverso perché devono pur mantenere il ruolo di spalle, e lo fanno anche abbastanza bene, soprattutto nelle prime battute. Per quanto riguarda Zenigata, la sua figura è certamente la più pesante da digerire - specialmente quando Oscar gli ronza intorno -, ma questa sua alterazione è anche la sorpresa più notevole, che spinge a chiedersi come abbia fatto a tramutarsi poi in quella macchietta che è 'Zazà'. In definitiva, l'opera tradisce le aspettative generate nelle prime, eccezionali puntate, faticando a ingranare proprio quando è il momento di avviare la trama, fatta di luci e ombre, raccontata in modo pretenzioso a tratti, soporifero nel complesso, sprecando così un testamento artistico con i fiocchi che avrebbe potuto fare la gioia di tanti altri soggetti interessanti.


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Pan Daemonium

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Probabilmente ai puristi di Lupin quest'opera non piacerà, sia per il nuovo adattamento grafico, che si dice sia più consono al disegno di Monkey Punch, anche se io lo conosco molto poco e quindi riporto per sentito dire, sia anche per le peculiarità di regia e dell'impostazione dei personaggi.
In questa quarta serie la protagonista è o, perlomeno, dovrebbe essere, Fujiko. Vengono introdotti nei primi episodi tutti i personaggi classici, più Oscar, il "delfino" di Zenigata dalla sessualità poco chiara e dalla simpatia ancora meno percepibile. In realtà, sebbene vi sia un'ending che preannuncerebbe il tema principale di questa serie, esso comparirà solo in puntate più inoltrate.

Nella prima parte, difatti, ci si concentra, bene o male, a introdurre i personaggi, a mostrare Fujiko nuda, a fare qualche rapina e a sentire Oscar piagnucolare veementemente. Mentre generalmente gli episodi iniziali hanno come protagonisti 2 o 3 personaggi, successivamente iniziano a vedersi maggiormente in gruppo, anche se mai si prova la sensazione dell'esistenza di un vero e proprio gruppo, dacché l'individualità dei singoli appare ancora più fortemente che nelle serie precedenti.
A parte quei due episodi impostati in modo surrealistico (10° e 12°) per obnubilare la mente dello spettatore, che sarà poi sgarbugliata grazie alle spiegazioni della 13a e ultima puntata, i restanti sono abbastanza nella norma del mondo di Lupin, ricordando sempre che è presente un'eccentricità grafica e di sceneggiatura non presente nelle serie passate, erotismo maggiore, ma anche ironia e momenti leggeri molto minori in quantità.

Gli episodi, in generale, a mio parere sono egregi, ma non bisogna aspettarsi troppo da una serie di sole 13 puntate. Difatti preferirei definire questa serie più che altro una saga, in particolare per la lunghezza totale, ma anche per il finale, che non mi ha realmente convinto, non è molto inciso come finale di una serie, mentre come finale di una piccola saga, come quelle di pochi episodi presenti nelle serie di Lupin precedenti, calzerebbe a pennello.
In sostanza "Mine Fujiko to Iu Onna" è un'innovazione, un anime godibilissimo graficamente, a mio parere, ma anche a livello di regia e trama, che seppur abbia un finale poco prevedibile, ma poco incisivo, riesce a trascinare lo spettatore per quasi tutti gli episodi. Meno godibile, forse, per, come ho detto, i puristi del Lupin anime.


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Cinisello shampoo

Episodi visti: 12/13 --- Voto 8
Sono passati più di 28 anni dall'ultima serie televisiva dedicata a Lupin III e compagna, e dopo una lunga serie di speciali televisivi e un crossover di dubbio gusto, ci viene presentato quest'anno (2012) una nuova serie animata, molto federe all'aspetto originale dato dal suo autore Monkey Punch.

La donna chiamata Fujiko Mine si dimostra qualcosa di diverso rispetto al solito "modus operandi", avvicinandosi di molto all'idea originale di Monkey Punch riguardante le atmosfere, i personaggi e le sue storie. Lo si nota già dal primo episodio (oltre alla sigla d'apertura ovviamente) dove ci troviamo davanti a una serie totalmente differente rispetto al passato, per un'ambientazione che farà piacere agli estimatori della serie "giacca verde" di Lupin, che nonostante abbia praticamente tanti episodi autoconclusivi, dà spazio ad un filo conduttore incentrato su Fujiko Mine, protagonista di questa serie, dove oltre a vedere la nota ladra a esibire i suoi stratagemmi e sensualità, di cui fa gran uso in molte delle sue avventure, non si potrà fare a meno di notare un altro lato di lei inedito, che ci verrà mostrato più o meno gradualmente con il proseguire degli episodi, forse vero e proprio fulcro di tutto l'anime preso in esame.

L'unica pecca, che si può riscontrare obbiettivamente, accantonando ricordi d'infanzia deviati dalla censura bieca di Mediaset in Italia e da un adattamento televisivo in patria che snaturò l'idea originale dell'autore, sono i ritmi per puntata, non sempre ben dosati: può capitare di trovare episodi ben adrenalinici e ricchi d'azione e altri forse troppo calmi, ciò dovuto forse al numero esiguo di episodi totali (13). Ciò non dà molto spazio ad approfondimenti adeguati, un difetto molto comune degli anime rilasciati in questa maniera.

Nel complesso si tratta di un'opera molto godibile, che con molte probabilità non deluderà comunque l'appassionato/estimatore di Lupin III, a meno che non siete eccessivamente legati alla versione edulcorata della controparte animata, vista da 2 o 3 generazioni di spettatori.


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Actarus

Episodi visti: 7/13 --- Voto 3
Ritorna Lupin dopo 28 anni (troppi). Protagonista di questa serie è Fujiko. Rispetto alle serie precedenti la struttura delle puntate autoconclusive, ma di qualità inferiore al passato, non è cambiata. Ciò che è cambiato è proprio l'amante di Lupin. Mi ha irritato non poco la ladra, ho notato che è stata "hentaizzata". Sì, proprio così. E' sempre furba cerca di fregare Lupin, però a me è sembrata troppo allupata, non è una giustificante che l'anime aderisce al manga. Se si fosse fatta una via di mezzo (un po' svestita qua e là) mi sarebbe anche andato bene, avrebbe aderito ai canoni originali delle serie precedenti nella parte esclusiva all'anime, dove non ci si è spinti oltre.
Il motivo di tutto questo disprezzo? Semplice, si è passati da una Fujiko rigorosamente in abiti succinti di cui certo si innamorava chiunque, ma della quale nulla non veniva fatto vedere in modo così sfacciato e plateale. E la conferma c'è anche nell'opening e nell'ending, dove si fa ritrarre nuda. Forse i creatori hanno scambiato l'anime per un hentai.

Per l'aspetto tecnico a mio parere siamo messi anche peggio, infatti il chara design e le animazioni sono mediocri, i peggiori che abbia mai visto tra quelli odierni - per fare un esempio Jigen è orribile, non si riconosce. Se ci si voleva ispirarsi alle serie passate dando all'anime uno stile retrò, si è proprio sbagliato in pieno. Preferisco di gran lunga la prima serie uscita più di 40 anni fa e ancora con un chara design che appaga la vista - gran parte delle animazioni non saranno un granché, ma non si può pretendere tutto da una serie uscita tanti anni fa. Quindi il voto non può che essere insufficiente, tra l'altro questa è una delle poche serie che non sono riuscito a portare avanti fino alla fine, perché la storia non mi ha attirato, l'ho trovata noiosa, troppo incentrata sul personaggio principale Margot - avesse almeno un po' di carisma rispetto a quella passata, ma nemmeno quello.
Per sviluppare una trama adeguata 13 puntate a mio avviso sono troppo poche.
Deluso veramente, dopo tutto questo tempo mi aspettavo un prodotto di ben altro spessore.

verofuji

Episodi visti: 1/13 --- Voto 10
"Mine Fujiko to Iu Onna" è accattivante: una Fujiko alle prime armi, giovane e straordinariamente sexy, un Lupin a dir poco eccezionale in giacca verde, dai lineamenti spigolosi, tipico di Monkey Punch, ma sensuali al tempo stesso, un mix allettante di erotismo, passione e violenza, tra "amore e odio " sin dalla prima puntata, mostrando quel complesso rapporto tra Lupin e Fujiko, che va oltre l'amicizia e la rivalità presente fra i due. Questa serie merita un 10 perché secondo me è geniale, cattura subito l'attenzione dello spettatore sia per il disegno sia per la colonna sonora. L'anime è molto fedele al manga e non vedo l'ora di vedere il resto della serie. Voto :10.