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Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Henry Selick si è fatto le ossa nella peggior Walt Disney Pictures di sempre, quella a cavallo degli anni '70 e '80, allo sbando in seguito all'abbandono di Don Bluth e molti altri bravissimi animatori, prima che la coppia Ron Clements e John Musker riportasse la casa di Topolino sui binari giusti nel 1989 con La Sirenetta e seguenti successi. In questo travagliato periodo conosce un giovane Tim Burton, e con lui instaurerà un forte legame creativo. L'idea di "Nightmare Before Christmas" prende vita nei primi anni '80 con un libro illustrato dallo stesso Burton, ma la Disney ne nega la produzione considerando il soggetto "strano e non adatto ai bambini". Ecco, in America vige la regola che se le cose le devi fare, le devi fare da solo; dopo i successi al botteghino di "Beetlejuice" e "Batman" Tim Burton si occuperà personalmente della produzione, affidando a Selick la regia, al fidato Rich Henirichs la parte creativa ed estetica, a Danny Elfman quella musicale mentre la Disney darà un supporto per le animazioni finali, occupandosi poi di distribuzione e marketing.

Jack Skellington (Skeletron dalle nostre parti) è una celebrità nella paurosa Halloweentown, luogo fantastico nel quale non si pensa ad altro che festeggiare nel migliore nei modi la festa delle streghe e delle zucche, con countdown durevole per tutto l'anno. Stanco di questa monotonia, a seguito della scoperta del "Paese del Natale" tramite un magico varco, viene letteralmente folgorato dalle sue luci e i suoi suoni così diversi dal tenebroso luogo al quale appartiene, e decide così che anche Halloweentown, per quest'anno, festeggerà il Natale. Ma se l'intenzione è buona, i risultati saranno tutt'altro che soddisfacenti, rischiando di mandare a monte la festività più amata dai bambini, a causa anche del Baubau e dei suoi scagnozzi incaricati di prelevare temporaneamente Santa Claus.

Monumentale lungometraggio realizzato con la storica tecnica dello stop-motion, ovvero tramite 109.440 fotogrammi, 24 per ogni secondo di animazione, atti a catturare e dar vita a personaggi realizzati in plastilina, legno, fil di ferro, tessuti di ogni genere. Il risultato è una vera e propria "opera animata", grazie anche alla sua natura di musical, e soprattutto un divertente e originale film per famiglie. Jack ispira immediata simpatia grazie al suo animo gentile, ma anche al vuoto che prova dentro di sé (splendida la canzone "Jack's Lament"), ma sbaglia nel suo tentativo di cambiare la sua routine semplicemente festeggiando il Natale invece di Halloween, non cogliendone il senso più recondito e causando non pochi problemi attorno a sé, quando invece la felicità era a portata di mano nell'affetto dell'amica di pezza Sally.
Il film è talmente pieno di geniali invenzioni visive che elencarle risulta assai arduo, meritano menzione il Dottor Finklestein dal cranio apribile, la citata Sally dagli arti cucibili, il cane fantasma Zero, il Trio Vado, Vedo e Prendo e tanti altri, tutti facenti parte di uno splendido affresco, un inno al macabro "buono" e al lato oscuro della nostra infanzia. Da antologia la splendida scenografia: lo staff si conferma una riuscita fabbrica di mondi contrapposti che alla fine si incontrano nella romantica sequenza finale con la neve che cade su Halloweentown. Azzeccata la scelta di affidare a Renato Zero l'interpretazione canora di Jack, anche se il mio consiglio è sempre di gustare il film in entrambi i doppiaggi.

Seppur lontano dalla nostra cultura mediterranea, Nightmare Before Christmas ha saputo divertire e commuovere un'intera nuova generazione, benché gli "emo" che indossano magliette di Jack e merchandising inerente siano solo da prendere a stivalate sui denti, considerato che non è assolutamente questo lo spirito del film (di evasione o di ribellione) bensì l'esatto contrario, una storia che ci insegna che anche il nero può assumere il colore della felicità così come lo spirito natalizio non si trova nelle forme e nelle luci, e sta a noi capire e accettare la propria identità e quella delle persone a noi vicine.
Da vedere e conservare, in qualunque formato. Semplicemente immortale.