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Fabbrizio_on_the_Road

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Parto dicendo che non ho mai visto la serie storica di Capitan Harlock né altre opere animate del franchise, tuttavia lessi il manga diversi anni fa, ma onestamente non lo adorai, quindi in questa breve recensione non mi perderò a fare paragoni o lunghi confronti con le opere precedenti legate a questo personaggio perché non me li posso permettere, voglio invece dare un’opinione riguardo a questo lungometraggio che fin dalle premesse fa capire di essere un film accessibile a tutti e che può essere visto in totale autonomia.

La prima cosa che mi ha colpito del film è stata sicuramente la grafica. A livello tecnico siamo di fronte ad un prodotto veramente ben realizzato, peccato giusto per qualche scena in cui sembra ripetersi la stessa animazione, ma nulla di veramente importante. Non posso giudicare l’effetto 3D perché quando lo vidi al cinema scelsi la proiezione in 2D e anche di recente l’ho rivisto così. Fatto sta che l’impatto visivo che genera la pellicola è notevole ed è probabilmente la cosa che ho apprezzato maggiormente. Per quanto riguarda la trama, l’ho trovata molto interessante e con diversi buoni spunti filosofici e naturalmente fantascientifici, purtroppo però non ho apprezzato a pieno la narrazione, troppo retorica per i miei gusti, che sfocia quasi sempre in un sentimento nostalgico-romantico che accompagna tutte le vicende. Non ho né amato né odiato i personaggi, probabilmente su questo fronte si poteva fare qualcosa in più.
Sommariamente, è stata una visione spettacolare e scorrevole, anche se con alcuni limiti e con qualche momento discutibile.


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alex di gemini

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
"Capitan Harlock" segue la via del remake. Abbiamo quindi una storia decisamente nuova, originale, in cui l’umanità ha sì colonizzato la galassia ma, dato l’esaurimento delle risorse, tutti cercano la salvezza semplicemente ritornando sulla Terra, come se il semplice ritorno ove tutto è cominciato potesse cambiare le cose. Ma ciò ha portato ad una guerra e alla distruzione della Terra stessa. Harlock quindi cerca di salvare il salvabile e riattivare quello che potrebbe restituire la vita all’umanità. Ma cosa sarà? Il mondo e la galassia potranno essere salvati? Ed è vero che lui sia un centenario? A queste e altre domande Tadashi, appena entrato nell’equipaggio dell’Arkadia cercherà di dare una risposta. Indubbiamente siamo in presenza di un film adrenalinico ma anche riflessivo, con un Harlock in forma, gran uomo come sempre. L’uso della computer grafica e degli effetti computerizzati davvero ampio, da urlo. Ma quel che non mi ha convinto è il cambio di registro. Mentre nel film sulla Yamato si è rimasti nel registro classico, qui si è passati ad un cambio radicale, guardando ad "Evangelion", realizzando un "Harlock" per molti versi diverso dalla serie classica, davvero innovativo o per meglio dire troppo. Questo doppio registro non mi convince, si cerca di stare su due piani, "Harlock" ed "Evangelion", e poi non si resta in nessuno, per cui, alla fine, non mi sento di dare la sufficienza, a dispetto del’ottima grafica e della valida regia. Voto 5


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selene90

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7,5
Fare un reboot di un’opera mastodontica, divenuta quasi una “leggenda” per l’animazione nipponica, una sorta di simbolo, personificata da un unico grande personaggio, è una scelta coraggiosa, perché si può incorrere in diversi problemi: il cambiare la storia, il punto di vista dei personaggi, l’evoluzione degli stessi, rendendo meno avvincente la visione; o restare sulla stessa linea d’onda della serie originale, e finire per fare una copia bella e buona che di originale offre solo un nuovo tipo di animazione.
Nutrivo forti dubbi sul film “Captain Harlock”, sia per la resa grafica - non essendo un’amante della CG - che per il cambio netto di trama. Tuttavia, soprattutto nel caso della prima, i dubbi sono morti praticamente subito: la nuova resa grafica ha permesso di infondere ai personaggi un realismo tridimensionale, restando però fedele al tratto di Matsumoto e alla sua visione grottesca e romantica dello spazio e della terra. E sì, l’equilibrio tra il grottesco, l’oscuro, il nero, e il romantico, l’eroismo e l’epicità è stato pienamente trovato.

Ma facciamo un passo indietro. Se si è vista solo la serie anime, si deve tener presente che il film modifica molti dettagli della trama. A cominciare dallo stesso Harlock, qui figura più cinica, più misteriosa, più nichilista, e che invece nella serie era il prototipo di eroe romantico, che disprezzava il potere e il governo, in favore dell’umanità che voleva salvare ad ogni costo.
Anche il punto di vista principale cambia, perché si potrebbe quasi dire che il protagonista sia Yama, fratello del capo della Gaia Sanction (qui principale nemica di Harlock), che sale sull’Arcadia allo scopo di studiare il suo nemico e distruggerlo, ma che finisce per nutrire rispetto per il capitano che dovrebbe uccidere. Yama è nel film quello che Harlock è nella serie, o almeno è così che mi è venuto da pensare durante la visione: l’eroe che, messo di fronte a una brutale realtà, accetta di diventare il portatore della vera libertà e il salvatore dell’intero genere umano, a costo di estinguersi prima di poter vedere questa miracolosa rinascita.
Yama costituisce sia il perfetto rivale che il perfetto successore: accomunato ad Harlock dal peso delle azioni passate che fa nascere un senso di colpa troppo forte, e dall’incertezza su come porvi rimedio.
Il film può essere definito come un reboot magniloquente e forte, ma anche come un film che si pone a metà strada tra il prequel ed il sequel della serie animata, giocando molto con i paradossi temporali. Ad accentuare la cosa, è la scelta finale del film di parlare di un nuovo inizio, di una nuova partenza, oltre che di eternità: “Un istante che si ripete, diventa eterno. È questa la libertà” (Captain Harlock)

“Harlock è il personaggio più antico che abbia mai creato - dice il Maestro - mi è venuto in testa poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, ascoltando i racconti di mio padre. La parola Harlock, così onomatopeica, mi rimbombava nella mente, non so nemmeno io perché. Ero bambino e immaginavo questo personaggio che ha varcato i sette mari ed è in grado di pilotare nello spazio e aiutare l’umanità contro problemi come il riscaldamento globale e l’invecchiamento del mondo. Sono felice di poterlo vedere in cgi, con le tecniche di oggi. È fantastico, immagino quanto tempo e quante persone ci sarebbero voluti per raggiungere questo risultato senza il computer. Sia chiaro che non mi sento finito: la mia mente è ancora ricca di storie da raccontare e voglio continuare tenacemente a farlo. Ho visto tanto nel mondo, mio fratello è un ingegnere che si occupa di satelliti artificiali, mio padre era un pilota, nel mondo ci sono le lucciole, le barche, la luna, c’è molto da raccontare. Non credo sia necessario far ripartire il mondo, ma bisogna anche avere il coraggio di fermarsi a piangere, soprattutto i giovani: non è una vergogna. Bisogna piangere e andare avanti dandoci dentro”


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Hatake Rufy

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Non avendo mai visto la serie anime di "Capitan Harlock", non mi cimenterò nello scrivere possibili differenze tra anime e film, quindi mi limiterò a giudicare semplicemente il film che ho visionato. Non sapevo cosa mi sarei dovuto aspettare da questo titolo tanto amato da molti, ma dopo circa 100 minuti di film sono rimasto abbastanza affascinato.

La trama è molto complessa e prende origine sulla Terra, ormai abbandonata da secoli per via di un incremento smisurato della popolazione, diventando un luogo sacro a cui è vietato l'accesso. A questa legge si oppone l'Arcadia, una nave spaziale capitanata da Harlock, e la sua ciurma; durante la vicenda di questo film, un infiltrato cercherà di assassinare il capitano.

Lo sviluppo di questo film è sicuramente positivo, dato che fin dai primi minuti del film è presente una buona ambientazione in grado di coinvolgerti subito. I dialoghi sono sempre ben proposti e mai noiosi, con la capacità di interessare e creare suspense, senza contare che in quei momenti avremo anche l'opportunità di ammirare le espressioni facciali molto convincenti e reali; i personaggi sono ben caratterizzati, in particolar modo il capitano, che dimostra di essere molto misterioso, cupo e di ghiaccio. La sceneggiatura quindi è un pro di questa serie, ma, se proprio vogliamo congratularci, allora prendiamo di mira il comparto visivo: la grafica computerizzata è sempre stata di mio gradimento ed anche in questo caso soddisfa i miei gusti, contando anche le buone animazioni che rendono il tutto molto bello; il comparto sonoro è nella norma, con un buon doppiaggio in italiano ed una colonna sonora piacevole.

Concludo dunque questa recensione assegnando un 7 a questo film, premiando la sceneggiatura e la grafica. Consiglio questo film, in quanto credo possa essere un buon incentivo per iniziare una serie anime famosa come questa.


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Limbox

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Premetto che sono un vecchietto e ho visto affacciarsi i primi anime in Italia in tenerissima età e quindi mi sono visto in prima TV la mitica serie di "Capitan Harlock", possessore inoltre del mitico bamboccio gommoso con le sue fattezze.

Detto questo posso finalmente criticare qesto piccolo lungometraggio. Voglio evitare di ripetere quello che altri hanno scritto sulle loro crtiche, che sono tutte lecite e che io stesso ho notato, invece mi va di parlare dei lati postivi di questa opera, che mantiene inalterata l'immagine romantica e gotica di Capitan Harlock, dell'uomo di ghiaccio che sa sempre come comportarsi.
Anche la colonna sonora supporta correttamente tutta l'animazione che risulta spettacolare nelle musiche come negli effetti sonori.
Un'altra nota di mertio va alla trama originale e non copiata dalla serie (grosso errore fatto con "Space Battleship Yamato"), in modo da non avere un paragone troppo marcato o di dove tagliare di tutto pur di far stare quarantadue puntate (42 * 25 min = 17,5 ore) in poco meno di due ore.
Il prodotto è ben riuscito, ottime animazioni, bellissimi disegni, colonna sonora di tutto rispetto, il vero difetto che trovo (e non è un vero difetto), è il fatto di doversi trascinare dietro l'eredità di un titolo tanto amato. Un otto ci sta tutto.


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Delandur

Episodi visti: 1/1 --- Voto 4
Come ho già detto più volte, sono neofita nel mondo dei manga e degli anime, quindi conoscevo "Capitan Harlock" solo di nome, ovviamente perché sia il manga che l'anime sono di ben prima della mia nascita. Di conseguenza, il mio giudizio è quello di chi si approccia per la prima volta al brand tramite questo film, che, nonostante le mie vaghe aspettative, mi ha deluso.

La trama è piuttosto complessa, ma a mio avviso mal gestita, perché prova a inserire troppi avvenimenti in un tempo limitato, senza approfondirne nessuno.
Riassumendo velocemente la storia: l'universo ha visto una rapida colonizzazione da parte dell'umanità, che, in poco tempo, ha raggiunto quasi ogni luogo della galassia, rendendolo parte del suo impero. Ma nessuno dei mondi raggiunti ha permesso uno standard di vita paragonabile a quello sul suolo terrestre, di conseguenza l'intera umanità decide di tornare sul pianeta natale, che però, ovviamente, non può fare da casa a un numero così alto di abitanti. Allora scoppia una grande guerra, nella quale si trucidano tra loro milioni di umani, finché non si decide di formare una coalizione che gestisca la situazione. La decisione che si prende è di rendere la terra un mondo "ideale", nel quale non viva nessuno, ma che venga venerato come la perfezione da tutti. Da qui ci viene lanciato in faccia l'inizio della storia, in maniera sin troppo brusca, nella presentazione sia della situazione sia dei personaggi principali.

Altro punto che mi ha convinto poco è stato, appunto, la caratterizzazione dei personaggi. Tutti, nessuno escluso, sono solo abbozzati, delle idee non completamente realizzate, rendendomi impossibile calarmi nell'opera. Io tengo molto in considerazione l'empatia che mi trasmettono i personaggi nel giudizio complessivo dell'opera; in questo film è quasi inesistente. Per fare un esempio, ci ho messo secoli a capire che la ragazza che stava con il fratello del protagonista fosse la sua fidanzata, pensavo fosse la sorella. Non puoi inserire così tanti personaggi per poi dedicare ad ognuno di loro dieci minuti, non funziona.

Il comparto tecnico è valido, anche se non apprezzo le ambientazioni scure e lo stile grafico computerizzato, ma questa è una valutazione totalmente personale; la realizzazione è sicuramente di buon livello. Le musiche non mi hanno particolarmente colpito.

Per concludere, per quanto sia un titolo abbastanza osannato, l'ho trovato personalmente noioso e inconcludente; c'era qualche messaggio di fondo interessante, ma tutto troppo vago e mal gestito. Non posso che sconsigliare quanto meno la visione del film a chi, come me, è lontano da questo titolo nelle altre sue forme.


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eracliano

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Quando anche solo citi "Capitan Harlock" è facile vedere qualcuno accennare un gesto di nostalgia, ripensare al bel ricordo dell'eroe dello spazio che a bordo della sua astronave fa della libertà il proprio vessillo (in quanti a questo punto risentiranno nella mente la celebre sigla? "… il suo teschio è una bandiera che vuol dire Libertà…").
Ora, il Capitano di cui stiamo parlando in questo momento non è il protagonista dell'anime del 1978, ma del recentissimo (2013) film in animazione 3D che tanto ha fatto scalpore al botteghino. Ed è di quest'ultimo che qui si parla.
Ho detto protagonista? Perdonatemi, ho sbagliato! Già, perché in realtà, sebbene sia senza dubbio il personaggio chiave della vicenda (e ci mancherebbe), Harlock in realtà non è il protagonista della storia, che è invece Yama, una giovane spia infiltratasi nella sua ciurma per conto della Gaia Corporation, l'autorità politica egemone nella galassia, nemica numero uno del pirata ribelle.
E, se vogliamo dirla tutta, Harlock stesso non è quello che si conosceva prima: è diventato in qualche maniera più tenebroso, tormentato dai dubbi, e da ribelle è divenuto in qualche maniera terrorista. Ora, questo per un purista della serie originale può sembrare un affronto, io lo ho visto in maniera positiva. Mi è piaciuta la sua caratterizzazione. Ho apprezzato meno quella degli altri personaggi: i membri della ciurma mi sono sembrati piuttosto privi di spessore, quasi delle macchiette; Yama sembra non riuscire a prendere una decisione, e cambia campo un numero impressionante di volte; suo fratello, comandante della flotta della Gaia Corporation, in confronto è già un po' meglio (almeno è coerente con il suo odio!).
Insomma, un po' una delusione sui personaggi. E devo dire lo stesso anche per la trama: la regia ha voluto strafare, immettendo nel film più elementi di quelli che il tempo concesso fosse in grado di gestire. E così, specie nel finale, l'impressione è quella di una storia che è stata stroncata anzitempo e costretta ad avere una rapida conclusione. In questi casi, io dico: ci sono due modi di agire. Il primo è mettere meno materiale nel film e dedicare adeguato spazio ad ogni cosa, il secondo fare due film. E secondo me la seconda sarebbe stata la scelta migliore.
Già, perché con la grandissima cura profusa nella realizzazione tecnica, che è senza ombra di dubbio di eccellente qualità (gli scontri stellari, per dirne una, sono davvero un qualcosa di spettacolare -in fondo se in passato si è chiuso un occhio sulle incoerenze dal punto di vista fisico per Star Wars, perché non chiuderlo anche qui?), ci sarebbe certamente stata una grande affluenza per il sequel anche da parte di chi non conosceva Harlock prima di quest'inverno…
E invece è andata così. Tiriamo le somme: darei un 10 per la grafica, un 9 per il sonoro, un 6 tirato per i personaggi, un 5 per la trama e un 4 per il finale. Di media, dunque, darei un 7. E questo è quanto in effetti do. (Oh, comunque, guardatelo!)


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Tacchan

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Non sono un appassionato della serie originale, ma mi sono imbattuto in Harlock e nelle sue incarnazioni animate diverse volte. Non è uno dei miei personaggi preferiti, ma ammetto che riesce a trasmettere un certo carisma e fascino.

Ora Harlock torna in 3D e in computer grafica, supportato da effetti visivi di primissima categoria, tanto da guadagnare meritatamente la vetrina cinematografica e un gran successo al botteghino.

Dal punto di vista tecnico mi ha sorpreso, mi aspettavo una realizzazione di livello inferiore, invece visivamente il film è spettacolare. Non perfetto, rimane qualche problema con le animazioni, che come spesso succede con il 3D non riescono a garantire una fluidità diffusa nei corpi, che risultano a volte un po' legnosi e animati, seppur molto bene, solo parzialmente e tramite calcoli legati ai singoli poligoni che "si devono muovere" dalla posizione X alla Y. E' un concetto che fatico a mettere in forma scritta e che necessiterebbe una lunga serie di esempi per farmi capire, l'idea che spero che passi è che ancora trovo le animazioni bidimensionali più dinamiche, flessibili e sinuose. Si tratta comunque di cercare il pelo nell'uovo: il film offre un design dei personaggi molto curato e carismatico, frutto di uno splendido lavoro di adattamento, che sfocia in alcuni personaggi che mi hanno sorpreso per come hanno superato il balzo dal 2D al 3D (ho particolarmente apprezzato quelli femminili).

Il vero problema di questo film, quello che abbassa di molto il mio giudizio, è una trama piuttosto scialba e una caratterizzazione psicologica del protagonista dissimile da come me lo ricordavo.

Ambientato nell'anno 2977, il lungometraggio mostra un universo dominato in modo severo e intransigente dalla coalizione Gaia. La Terra, disabilitata, è stata trasformata in un santuario sacro e inviolabile, inaccessibile alla popolazione. Le colonie vivono spesso in condizioni precarie e l'idea generale trasmessa è quella di un declino, per l'uomo, ormai difficile da arginare. Ad opporsi a Gaia vi è l'Arcadia e il suo capitano, simbolo di libertà e speranza per il futuro. Visto che con la forza la coalizione fatica a farsi valere prova a eliminare Harlock con l'inganno, infiltrando nell'equipaggio dell'Arcadia il giovane Yama.

Più che ad un paladino della libertà, ci troviamo davanti ad un Harlock disperato e giustamente tormentato per un grosso azzardo fatto in gioventù, che ha avuto conseguenze disastrose. Non intenzionato a pagare per l'errore commesso, decide di rimediare a modo suo con un azzardo ancora più grande che, se andasse male, e le possibilità non sono così remote, cancellerebbe l'umanità dall'universo. Che sia ricercato come terrorista, pertanto, non la trovo una grande blasfemia, sfortunatamente in questa sceneggiatura Harlock sembra bel lontano da quel simbolo di libertà e lotta all'ingiustizia con cui lo avevo sempre riconosciuto. Non si fa remore a passare sopra a tutto e tutti, con la sola eccezione del suo equipaggio per il quale è disposto a dare la vita, pur di raggiungere il suo obiettivo. Se non bastasse, il suo ruolo è in un certo modo dimesso, sembra quasi una figura secondaria, il cui carisma è più ereditato dal nome che ha, che provato dalle azioni che compie. Insomma, l'Harlock di questo film lo trovo decisamente più povero e piatto di quello di Matsumoto: è stato probabilmente adattato ai gusti di un pubblico internazionale, uscendone non molto bene.

Personaggi a parte, anche la stessa sceneggiatura l'ho trovata molto lineare, prevedibile e priva di qualsiasi pathos. Bellissimi gli scontri, soprattutto nel finale, ma oltre quelli, di concreto, c'è molto poco: rimane la storia e il passato dell'unico personaggio degno di nota, Yama, che di fatto è il vero protagonista del lungometraggio.

Tirando le somme: vi troverete davanti ad un'eccezionale esercizio di stile, ma solo ad un mediocre lavoro di sceneggiatura.


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scarlet nabi

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
SPACE PIRATE CAPTAIN HARLOCK 3D

Avevo segnato il 1° gennaio 2014 con un cerchietto rosso sul calendario da quando la Lucky Red aveva annunciato la distribuzione del film Space Pilot Captain Harlock 3D in Europa. Sulla scia del successo riscosso in Francia, l'attesa nel nostro Paese è salita all'inverosimile, non solo tra gli appassionati del pirata dello spazio e per la prima nazionale, il Festival del Cinema di Venezia si è abbandonato a una vera festa in stile cosplay, mentre Matsumoto sul tappeto rosso con indosso un cappello da mozzo!

La fantasia di Leiji Matsumoto ha saputo ideare l'ennesima incarnazione di questo "fantasma centenario" che vaga per l'universo alla ricerca della libertà, con una storia che, pur riprendendo i tratti fondamentali dei personaggi storici, fornisce un ottimo spunto di attualizzazione. Restando fedele al canovaccio principale, l'autore reinventa le sue creature in chiave iper-moderna, ormai quasi al di là dell'era spaziale classica, pur prestando tributo alle opere della fantascienza occidentale. Il richiamo a "Star Wars" è palese in molte scene, specie nell'assalto finale alla nave nemica, quando i pirati affrontano una truppa di soldati nelle loro tute bianche. Gli affezionati possono quindi giocare a rintracciare differenze e analogie, rievocazioni e neologismi nelle nuove rappresentazioni di Kei e Yattaran. Se la prima resta l'elemento più umano dell'equipaggio, il secondo perde quasi completamente la sua funzione comica che qui ricade solo su Tori-san, il grosso rapace appollaiato sulla spalla del capitano.
Solo alcuni cammei secondari alleggeriscono la tensione generale: uno dei più riusciti è quello in cui i protagonisti incontrano gli strani esseri del pianeta Tocarga. Simili a ragnetti con un ciuffo azzurro fiamma, essi sono alacremente impegnati in un lavoro ripetitivo e continuano ad andare avanti e indietro anche mentre il loro intero habitat viene minacciato da una bomba. Anche l'aspetto iconografico ha una duplice lettura: da un lato l'ispirazione primaria sembrano i susuwatari della "Città Incantata" di Miyazaki, d'all'altro il pennacchio luminescente crea un contrasto immediato con la furia dell'esplosione.
Venendo all'intreccio dei personaggi, Tadashi - il ragazzo che si unisce all'Arcadia nelle serie storiche - qui è Yama (chiamato Logan da alcuni blogger che hanno visto il film prima dell'uscita italiana), un infiltrato della Gaia Fleet che però scopre a poco a poco la fondatezza degli ideali di Harlock. Ecco quindi che, proprio come avveniva negli anime, la distanza tra eroe e antagonisti si riduce man mano che si racconta la storia personale di Ezra, comandante della Okeano: la sua abnegazione alla causa governativa deriva infatti dall'incidente - causato da suo fratello Yama - in cui lui perde l'uso delle gambe e Nami, la ragazza amata da entrambi, muore venendo poi trasfigurata in un ologramma. La rappresentazione della donna in una teca trasparente richiama ovviamente le fiabe, e ricontestualizza l'idea di purezza generativa all'interno di un discorso molto più ampio che vede numerosissimi precedenti iconografici. Considerando solo gli antecedenti interni all'universo di Matsumoto, l'esplosione che distrugge la serra marziana potrebbe basarsi sull'analogo incidente che distrusse il pianeta sul quale lavoravano i genitori di Yuki Kei nella prima serie animata, ma l'espediente ha fonti narrative ancora più antiche se si pensa ai danni causati dalle ire di Susanoo - dio delle tempeste - nei confronti di sua sorella Amaterasu - dea del sole - nello shintoismo. L'episodio biografico che serve a mettere la donna e Yama sullo stesso piano, qui contribuisce anche a universalizzare un pubto di vista che da alieno diventa condivisibile, un dramma assolutamente umano che lega i due giovani in una forma di cameratismo molto simile all'attrazione.

Persino l'integrità morale di Harlock viene messa in dubbio dall'epifania conclusiva perché, seppur con fini diversi e più nobili, anche il pirata partecipa alla bugia inscenata dalle autorità. Ancora una volta, le citazioni sono illuminanti: in questa nuova versione, il pianeta Tocarga non è più l'oggetto sacrificabile per mire del governo ma il penultimo tassello la cui distruzione consentirà la realizzazione del piano del Capitano, azzerare le spirali temporali per ricolonizzare una Terra vergine. Quale sarà il pezzo finale è chiaro. Per avverare un sogno è necessario distruggere proprio l'oggetto dei desideri, in questo modo si perde il confine tra l'ideale (immateriale) e le sue conseguenze (pratiche). L'impulsività che era stata di Tadashi nelle serie storiche qui diventa un calcolo che mette in gioco da un lato l'eguaglianza e dall'altro il totale sradicamento dell'essere umano dalle sue origini.
In questa visione si possono ritrovare le tracce di due spinte apparentemente discordanti. In primo luogo dobbiamo ricordare che l'anime degli anni Settanta era stato rifiutato in Italia e poi censurato in quanto latore di un messaggio politico e, in effetti, se un intento ideologico si cela dietro ai personaggi di Matsumoto, lo dobbiamo ricondurre all'impostazione radicale dell'egualitarismo libertario secondo il quale tutti gli individui sono sullo stesso piano di fronte al potere, senza alcun tipo di restrizione: una filosofia estrema che si rispecchia nella figura del pirata solitario ed esploratore di frontiere. D'altro canto, sembra esserci qui un sottile riferimento agli avvenimenti della storia più recente - universalizzati dalla collocazione fantascientifica - con l'annichilimento di una popolazione per il perseguimento di un' utopia astratta (guerra per la democrazia?). Nell'ambito della politica mondiale dell'ultimo decennio, una figura solitaria che si trova a metà strada tra la moralità e il terrorismo sembra quanto mai appropriata.
Come già in precedenza, si è trovato il giusto equilibrio tra la vicenda privata dalle tinte romantiche e il côté più propriamente (fanta)scientifico, reso verosimile dalla precisione e dall'abbondanza di termini specifici. Ovviamente, parte fondamentale del lavoro di rielaborazione è stato possibile grazie alla tecnica del regista Shinji Aramaki, uno dei maestri della computer grafica nipponica, già autore di pietre miliari del genere come i due film di "Appleseed". Rispetto a questi però, sembra siano stati compiuti passi da gigante verso l'umanizzazione e la fluidità dei movimenti, che qui raggiungono apici sorprendenti. Basti pensare alle movenze di Meeme, l'aliena sempre al fianco del capitano: in accordo con la sua voce flautata, il corpo è sinuoso e fluttuante nello spazio, mostrando alla perfezione l'interazione tra i protagonisti e gli scenari. Non mi dilungo sulle caratteristiche tecniche degne di film hollywoodiani come "Lo Hobbit" e spiegate in modo esaustivo nella recensione di Ironic74. Non essendo una grande conoscitrice delle tecnologie digitali, mi è venuto in mente un confronto con il video di "Dirge of Cerberus - Final Fantasy VII" di Gackt. Nella tridimensionalità realistica di questo reboot, i personaggi oblunghi di Matsumoto acquisiscono un fascino personale che non avevano un tempo: intendiamoci, i vari membri l'equipaggio hanno sempre risposto a una caratterizzazione immediata di tipo teatrale più che all'intento di piacere in senso sensuale, anche se già allora, nei tratti androgeni e nel ciuffo di Tadashi si poteva leggere un ammiccamento allo shôtacon. Oggi siamo quasi ai livelli del bishônen, senza comunque togliere nulla alla qualità del film.
In qualsiasi forma di animazione, l'impatto attoriale sta tutto nell'uso espressivo della voce e quindi in questo caso le mie considerazioni possono riguardare solo i doppiatori italiani dei personaggi. La mia palma d'oro va a Simone d'Andrea noto soprattutto come alter ego italiano di Colin Farrell (nella serie televisiva "Scrubs" e poi in "Alexander" e in "Parnassus") perché ha saputo rendere al meglio la complessità psicologica che si cela dietro alle scelte di Ezra, l'antagonista. Inoltre va ricordato anche Gianfranco Miranda nelle vesti del Capitano, sia per l'autorevolezza della figura - posta volutamente in secondo piano rispetto alla complessità della vicenda, sia per la sua carriera di tutto rispetto nel mondo dell'animazione mainstrem, che ha visto la partecipazione a film quali "Ratatouille" "Cars", "L'Era Glaciale 4", "Shrek 2".

Se l'obiettivo dichiarato era quello di raggiungere una vasta platea, il risultato è sicuramente vicino alle aspettative: le sale sono piene e tra il pubblico non ci sono solo i fan, ormai trentenni, ma anche appassionati di cinema e persino bambini.
La trama di per sé è abbastanza lineare: la Terra è diventata un luogo sacro e inviolabile, oggetto di culto da parte delle alte sfere dell'organizzazione militare Gaia Sanction, guidata da un consiglio di saggi dall'aspetto druidico. In questo forse troviamo una delle grandi differenze rispetto al passato: nell'anime storico, il nostro pianeta era abitato e governato da un'umanità indolente e corrotta, anzi il Primo Ministro della Federazione mondiale era una figura caricaturale destinata ai siparietti comici, in netta contrapposizione non solo con gli ideali di Harlock ma anche con il suo carattere spiccatamente dark. L'atmosfera cupa è senz'altro dominante anche nel nuovo film - tanto che rendere le tonalità dev'essere stata una sfida non da poco per gli adattatori e i fan più esperti hanno lamentato una perdita della qualità cromatica nella visione con gli occhialini. Molti commentatori hanno notato questa caratterizzazione oscura di Harlock, che si discosta abbastanza da quella originale, forse per incontrare i gusti di un nuovo tipo di pubblico: i cosiddetti "young adults" abituati a storie infarcite di horror preconfezionato; ma qui siamo di fronte a qualcosa di diverso, più strutturato e profondo, che incontra i canoni maturi del seinen (destinato a un target che va dalla maggiore età in su). Diversi elementi scenici, ad esempio, sembrano collegati all'immaginario di un grande maestro del genere, Takeshi Obata. In primo luogo, il grosso teschio che funge da testa / polena dell'Arcadia ha perso i suoi connotati caricaturali per diventare sporgente e minaccioso: un richiamo a Giger e alla sua visione industrial del tema artistico della vanitas. Nell'incredibile realismo espressivo dei personaggi, l'astronave è una presenza senziente diversa, immediatamente riconducibile al piano metafisico, esattamente come avveniva per il dio della morte Ryuk nei film live action di Death Note. Parallelamente, uno delle locandine di "Space Pirate Captain Harlock 3D" ha la stessa composizione grafica dell'anime ispirato al romanzo "Lo Squalificato"("Ningen Shikkaku" o "No Longer Human", nella traduzione internazionale) di Osamu Dazai e disegnato da Obata per la serie "Aoi Bungaku" nel 2012. Il protagonista siede immerso nell'ombra sul suo trono, mentre sulla sinistra scorre dall'alto in basso yba scritta sibillina che domanda: "Incarnazione della distruzione o ultima salvezza per i terrestri?": Harlock non è più un umano, dal momento che si eleva a simbolo di una verità più nobile, e d'altro canto lo spettatore scoprirà che il "pirata tutto nero" non ha nemmeno più un'identità individuale perché la sua è una carica che passa da una persona all'altra nel corso dei secoli, solo per poter continuare a rappresentare il valore universale sul quale si basa la specificità della civiltà.
La Terra come sinonimo di "casa" è un liev motiv costante della serie: già in origine l'idea principale della ciurma è rigenerare il luogo di provenienza degli esseri umani per poter avere un rifugio sicuro. La continuità tra il messaggio di speranza del 1976 e quello attuale è chiarito dalle numerose autocitazioni disseminate nel corso del lungometraggio. I fiori bianchi che ricominciano a crescere su un suolo terrestre che tutti ormai consideravano sterile sono un esempio delicato ma allo stesso tempo potente perché con il loro candore richiamano la vegetazione accarezzata dal decollo dell'Arcadia nei finali delle diverse serie animate, quando l'astronave riparte puntualmente salutata dalla corsa della piccola Mayu. Alcuni potranno vedere nella tenacia delle piantine - che non hanno attecchito nella cattività della serra costruita su Marte "preferendo" la difficile libertà del posto in cui sono nate - la fioritura stupefacente sul pianeta Yura colpito da una tragedia nucleare. Infine i più colti, vedranno un sottile riferimento alla leggenda del Buddha che rivelò l'essenza intangibile dello zen mostrando un umile fiore ai suoi discepoli. Sulla scia di questo concetto filosofico, il topos principale è che "Un istante ripetuto nel tempo diventa eterno: è questa la libertà". Questa frase, ripetuta come aforisma in momenti diversi, si lega alla parte più prettamente scientifica della vicenda che, ruotando intorno alla possibilità di riavvolgere il Tempo, riprende la complessa sottotraccia di "L'Arcadia della mia giovinezza". Inoltre, in accordo con la complessità logica del film, Tochiro, il fidato amico di Harlock costruttore dell'Arcadia, qui è diventato una presenza incorporea che manovra l'astronave grazie alla misteriosa Dark Matter. Si realizza così la compenetrazione tra Uomo e macchina che era già presente in altri episodi dell'epopea, in un insieme che - come nota Andrea Guglielmino nella sua recensione per Everyeye - è a metà tra il prequel e il sequel. A ben vedere, ci troviamo nello stesso anno nel quale si apriva la serie del 1978, ma si tratta di un 2977 alternativo a quello che i fan ricorderanno.
Il disastro ecologico è tema fondamentale derivato dalla tradizione degli anni Settanta / Ottanta. Secondo l'illuminante saggio di Jean-Marie Bouissou "il manga [e dunque l'anime, aggiungo io] moderno è diventato uno strumento di catarsi collettiva" ("Il manga - Storia e Universi del fumetto giapponese, Tunué, 2011 p. 189) principalmente attraverso il genere post-apocalittico, in tutte le sue forme distopiche. Tuttavia, il dramma atomico che esorcizzava l'esperienza storica traumatica cede il passo a un generale tracollo degli ecosistemi, in linea con il recente allarme climatico. In questo senso, il graduale dissolversi della cortina illusoria che ammanta la Terra con la conseguente rivelazione del vero aspetto del pianeta è gemma d'arte contemporanea: su di una superficie purpurea, i crateri si aprono scuri, orlati di rocce che risaltano in rilievo come applicazioni di lana cotta, un'operazione di "knitting" in 3D o un pattern decorativo di Robert Zakanitch. Le forme in rilievo hanno lo stesso fascino morboso delle cellule malate viste al microscopio, esattamente come avveniva per il riferimento botanico alla raflesia nel 1978; anzi le orbite violacee che si aprono all'improvviso sulla superficie terrestre potrebbero essere proprio un richiamo alla corolla scura di questo tipo di piante parassite.
Si tratta di un espediente dal fortissimo impatto visivo che concretizza le idee astratte presenti nel film: caduto il Velo di Maya la verità si presenta nella sua durezza oggettiva non-nascosta, ma anche non-dimemnticata (come vuole la "aletheia" di Heidegger); resta una nostalgia per ciò che non si è conosciuto (una sorta di saudade lusitana, se si preferisce) che spinge tutti gli esseri di origine terrestre a rimpiangere un luogo-simbolo. È la rivisitazione delle premesse che motivavano le gesta degli eroi di Matsumoto: la ricerca delle radici - ovvero il ritorno a un rifugio mitico - sono alla base di mille peregrinazioni spaziali, non solo per Harlock e compagni ma anche nella lunghissima serie "Galaxy Express 999". Non a caso, in questo capitolo della saga il conflitto che trasforma Harlock da capitano della flotta regolare nel ricercato S999 è chiamato Guerra di Come Back e l'esplicito passaggio di testimone spiegherà apertamente il mistero dietro la sua presunta immortalità: è l'ideale di libertà a essere perpetrato, restando immutato nelle generazioni mentre cambiano gli attori sulla scena.


 2
kayb

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Devo dire che sono rimasta molto colpita da questo film. La grafica, la qualità visiva dei personaggi, è veramente impressionante. Vedere Yattaran trasformato da cartone ad "attore animato" è incredibile. certo alcuni personaggi mancano un po' ma quelli rimasti sono straordinari, così come le ambientazioni. L'arcadia è spettacolare e non mi ha fatto rimpiangere i disegni dell'anime.
La trama non centra nulla con quella che abbiamo visto nella serie, ma è comunque molto godibile.
Le caratteristiche dei personaggi sono rimaste molto ben curate. Mime è fantastica. Forse un pò troppo cupo il nostro Harlock rispetto a quello a cui eravamo abituati, ma è sempre il nostro pirata dal cuore "bianco".
Consiglierei sicuramente la visione. E' vero non è la trama che conosciamo ma se è bella a chi importa....


 3
LovesickDead

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Dal trailer elaborato con tanto di musica dubstep, sinceramente, mi ero aspettata qualcosa di diverso. Qualcosa di più romantico forse, più anni '70.
Il film non è brutto in sé, ma purtroppo c'entra poco o niente con l'opera originale di Leiji Matsumoto. Infatti, oltre ad una trama completamente diversa, Capitan Harlock presenta notevoli differenze caratteriali con il suo "omonimo" cartaceo e animato. Il capitano di questo film non è lo stesso pirata avventuriero presentato dal manga (o dall'anime), a volte un po' arrogante e sarcastico, cinico e addirittura alcolizzato con quel bicchiere di vino perennemente in mano.
No, questo Capitan Harlock è un personaggio drammatico, quasi negativo poichè schiacciato dalla consapevolezza di aver commesso un errore che ha condannato tutta l'umanità a non rivedere mai più la propria patria; è un uomo disperato che per cancellare il proprio errore decide di distruggere l'universo e farlo rinascere attraverso un nuovo Big Bang. Capitan Harlock e la sua ciurma, in questo film, più che pirati spaziali si dovrebbero definire degli ecoterroristi! Una trama molto strana rispetto a quella semplice del manga, ma se il maestro Matsumoto (che più volte ha riutilizzato i suoi stessi personaggi cambiando nomi e passato di questi in altre sue opere) non vedo perché dovrebbero farlo i suoi fans.
Infatti, come dicevo prima, Capitan Harlock 3D non è un brutto film. La grafica è spettacolare e fa un certo effetto vedere personaggi come Yattaran che nel manga e nell'anime erano appena abbozzati, giusto delle caricature d'uomo, avere una ben definita struttura del corpo.
L'unica cosa che lascia molto perplessi è forse il finale. Non saprei se definirlo un cliffhanger, ma è di certo un finale aperto all'interpretazione. Un 7 meritato per la grafica digitale che era davvero uno spettacolo.


 3
ward-ed94

Episodi visti: 1/1 --- Voto 4
"Meh"

E' questo che ho pensato dopo aver finito di vedere Capitan Harlock 3D ed essere uscito dal cinema. Nutrivo grandi speranze per questo film, così tante che mi sono sentito amareggiato e frustrato.

Premessa: Io non ho mai letto/visto nulla dell'opera di Leiji Matsumoto, e non ho voluto farlo perché volevo godermi appieno questo film senza conoscere nulla al riguardo. Sapevo che c'erano delle divergenze, ma a quanto pare non serviva.
Già, perché Capitan Harlock 3D è il classico film con tanto budget (30 milioni) e poca sostanza.

Gli umani che ora abitano in alcune colonie sparpagliate nell'universo sono i discendenti di coloro che un tempo vissero sulla Terra e che dovettero abbandonare per via del loro aumento demografico, ma dopo qualche periodo le risorse iniziarono a scarseggiare e la voglia di ritornare nella loro amata "casa" era tanta. Però la Terra non poteva permettersi di contenere tutta la popolazione umana, così scoppiò la guerra di ComeHome per contendersi il diritto di rimpatriare nel loro paese. Per porre fine a tale conflitto venne sancito un organo speciale, la Gaia Sanction, un'entità corrotta e con un potenziale bellico oltremisura che governa il genere umano, di cui fece del pianeta Terra un luogo sacro e allo stesso momento inviolabile. L'ultima speranza che lotta per la libertà è Capitan Harlock , un pirata spaziale tutto nero che vuole riportare l'umanità al loro luogo d'origine. La storia parte da un ragazzo di nome Yama che si infiltra nell'Arcadia per eliminare tutta la ciurma, compreso il Capitano.

In questo remake, se si può definire tale, Harlock interpreta la parte dell'anti-eroe figo dark, meno profondo e riflessivo, ma che mantiene lo stesso affetto che prova per la libertà e la Terra e che pensa più a sventolare il mantello. Dagli altri viene visto come una leggenda, dove solo nominarne il nome provoca paura e timore nel cuore di tutti. Egli però viene messo in secondo piano( cosa che fatico ad accettare). Nonostante tutto viene rappresentato molto bene, anche se verso la fine perderà un po' la tenebrosità che lo caratterizzava prima.

Da qui inizia la tragedia: tutti gli altri personaggi, a partire dal protagonista fino al capo della Gaia Sanction, ed oltre aggiungere il classico stereotipo, sono vuoti. Senza anima. Non comunicano niente di niente, zero emozioni. Sembrano uno più stupido dell'altro. Il protagonista è il giovane Yama che ha come fratello Ezra, un comandante della Gaia Sanction, di cui entrambi sono innamorati della stessa persona, Meku, e tra i due ci sarà un diverbio infinito. Per non parlare poi di come mutano i pensieri del nostro baldo giovane e di come prenderà piega la storia. Più che noioso, direi abbastanza prevedibile.

Se da un lato la caratterizzazione dei personaggi è pessima, eccetto Harlock, la grafica in CG è superba. I personaggi sembrano quasi veri e il design è impeccabile. Gli effetti di luce, ombre, i movimenti sembrano reali, soprattutto le esplosioni che sono assolutamente conforme a ciò che ci si possa aspettare in un film spaziale come questo. Per non parlare dell'Arcadia, raffigurata in modo eccezionale, mostra tutta la sua bellezza e potenza una volta in movimento e/o cominciata la battaglia.
Considerando l'elevato budget mi sembra normale, non potevano sbagliare pure in questo.

Il finale è quello che mi ha fatto storcere un po' il naso. Non so se considerarlo patetico, nel modo in cui si è svolto e concluso, o bello per i messaggi (forse anche troppi) che lascia alla fine della proiezione. Sono del parere che il film doveva essere spezzettato in due o tre parti se ce n'era bisogno per rendere un miglior omaggio al pirata spaziale.

Ultima nota stonata, e non per modo di dire, è il soundtrack. Non rende epico, triste o emozionante ciò che doveva esserlo nel film. Sono rimasto stupito, invece, del doppiaggio. Davvero ottimo, se trascuriamo il carisma dei personaggi.

In conclusione, tutto quello che gira attorno al Capitano Harlock e alla nave spaziale Arcadia è privo di anima e suspance.

Forse potrebbe piacere più a quelli che non hanno letto o visto niente del classico Harlock di Leiji Matsumoto, a quanto pare eccetto me. Sicuramente acquisterò il manga perché il film non rende giustizia a tale opera.

Ringrazio Lucky Red per aver portato con coraggio il film nei cinema.


 4
Giuseppes93

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Capitan Harlock è un film del 2013, prodotto da Toei Animation, e portato in Italia da LuckyRed.

Nell'universo in cui è ambientata la vicenda, lo sviluppo tecnologico raggiunto dagli umani favorì con il tempo la colonizzazione di territori extraterrestri, con la conseguente formazione ed espansione di numerose colonie; tuttavia, le risorse a disposizione cominciarono a mancare, e quindi tra le diverse colonie umane iniziò una disperata corsa verso il ripopolamento della Terra, un tempo abbandonata. Ma essa non era più in grado di contenere l'intera popolazione umana che si era espansa a dismisura anche a livello demografico. Così scoppio la Guerra di ComeHome, per riconquistarsi il diritto a ritornare sul proprio paese natio.
Per porre fine a questa guerra, venne istituito un organo speciale, la Gaia Sanction, che forte del suo strapotere bellico, fece della Terra un luogo sacro e inviolabile, condannando tutti i terrestri "emigrati" ad una morte lontana da essa.
L'unica speranza per gli uomini rimane Capitan Harlock, un misterioso pirata spaziale che, a bordo della sua astronave Arcadia, combatte spietatamente contro la Gaia Sanction, per liberare finalmente la Terra e poterla restituire agli uomini.
La storia prende avvio quando Yama, un giovane ragazzo, viene fatto infiltrare all'interno dell'Arcadia per eliminare il Capitano e tutto la sua ciurma.

Per questo film Shinji Aramaki e i suoi, ovviamente sotto la supervisione del Maestro Matsumoto, reinterpretano completamente la figura del Pirata Spaziale: l'Harlock che ammireremo infatti, è più cupo, dark, ma anche controverso, "maledetto" di quello "classico" ammirato in passato; pur mantenendo però, gli stessi immortali ideali di libertà che muovevano anche l'eroe della serie tv.
E questa reinterpretazione coinvolge anche tutti gli altri personaggi: da Yuki (che vedremo in un insolita veste di guerriera), Yattaran, l'Arcadia stessa, e Mime, l'eterna compagna del Capitano, che in questo film svolgerà anche un ruolo di rilievo nella storia.

Questo coraggioso "esperimento", questo remake, risulta essere completamente riuscito: gli autori infatti, danno vita ad un Harlock moderno, nuovo, ma comunque legato all'eroe classico, reinventando l'universo in cui si muove, le sue origini, ma dando luogo a una storia e un personaggio perfettamente credibili nonostante le differenze con l'originale.

Per un nuovo Harlock non poteva che essere utilizzata una tecnica completamente diversa di animazione, ovvero la Computer Grafica, la quale raggiunge probabilmente il risultato migliore mai visto in tale ambito, i personaggi sembrano quasi attori in carne e ossa, infatti molto è stato speso soprattutto nella realizzazione dei dettagli dei volti e delle diverse espressioni. L'effetto spettacolare è inoltre implementato dalla tecnica 3D che risulta essere quanto mai azzeccata e sfruttata per questo lungometraggio, facendo direttamente partecipe lo spettatore delle numerose battaglie e scontri spaziali, che attingono a piene mani dai film di fantascienza di stampo americano.

Una parola vorrei poi spenderla par la LuckyRed, che ha avuto la bravura di realizzare un doppiaggio all'altezza delle aspettative e il coraggio di portare un film del genere nei cinema italiani, grazie.

Per concludere, quindi Capitan Harlock è un film ottimamente realizzato: con una trama interessante e visivamente mozzafiato, il "pirata tutto nero" ritorna e lo fa in grande stile; scordatevi però di ritrovare luoghi, atmosfere e i personaggi della serie tv, magari con tanto di canzoncina della Banda dei Bucanieri come colonna sonora, questo Harlock non è (e non vuole essere) quello del 1979.
Partendo da questo presupposto potrete sicuramente apprezzare questo "nuovo" ma comunque "familiare" Capitan Harlock.


 6
AkiraSakura

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Da fan di vecchio stampo di Matsumoto e di Capitan Harlock ho cercato, durante la visione del suddetto film, di evitare paragoni con l'inarrivabile serie classica del '78. Non ci sono riuscito, la mancanza della Regina Raflesia e delle Mazoniane si fa sentire. Manca un'antagonista alllo stesso livello di Harlock, manca la sua spiccata vena anarchica e romantica, manca il risolutivo duello finale all'arma bianca. L'apparato tecnico del film è comunque stupefacente, abbiamo a che fare con un 3D di qualità altissima e dotato di una motion capture dei personaggi molto realistica. Le ambientazioni sono splendide e molto dettagliate, il design dei personaggi molto raffinato, così come quello delle astronavi, molto simili a quelle di "Star Wars". Gli aspetti tecnici sono quindi eccellenti, niente da aggiungere.

"Harlock 3D" non è affatto un'americanata. E' molto giapponese, in quanto presenta una moltitudine di cliché tipici della cultura del sol levante, come il climax apocalittico, il reset the world, il nobile messaggio alle nuove generazioni, il tema delle illusioni e della verità, l'ambivalenza nei confronti della scienza e così via. Cliché che tralatro ho assimilato da moltissimi altri anime e manga, tra cui metto in primis "Star Blazers", "Baldios" e "Ideon".

Sebbene intervenga in pochi momenti epici, Capitan Harlock rimane sullo sfondo per lasciare spazio alle vicende di due fratelli rivali che si contendono una donna (altro cliché tipicamente giapponese). Si assiste inoltre alla trasformazione dell'eroe da anarchico in rivoluzionario: non stupitevi se vedrete il pirata dello spazio distruggere un pianeta dove vivono esclusivamente i privilegiati e gli alti funzionari pubblici (cosa che non avrebbe mai fatto nella serie classica, in quanto amava la natura!).

Il vero grande difetto di questo film, a parte la mancanza di cattivi all'altezza della situazione e la scarsa originalità, è la sceneggiatura: si mette troppa carne al fuoco in poco tempo per stupire lo spettatore, rendendo il film difficile da seguire. Un'enorme forzatura di script nel finale ne è la prova inconfutabile; è stato detto troppo, è successo di tutto e il film è quasi finito, cosa fare? Si forzano le vicende in modo evidente, lasciando lo spettatore sbigottito dalle incongruenze della sceneggiatura.

In definitiva, "Harlock 3D" è un bel film, che sarebbe potuto essere migliore con uno script più solido e meno pretenzioso. Un messaggio comunque lo lascia, insieme a delle frasi ad effetto assai poetiche e a dei momenti epici presi in prestito dagli innumerevoli film di "Corazzata spaziale Yamato". Se poi chi è ancora a digiuno della serie classica con questa visione decide di approfondire la sua conoscenza del pirata dello spazio, questo film avrà svolto egregiamente il suo dovere.