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ALUCARD80

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Non semplicemente una conclusione, ma una complicazione che arricchisce il senso profondo di ciò che abbiamo visto nella serie, arrivando ad autocelebrarsi quasi eccessivamente.

È importante partire con una premessa doverosa che funga da punto fermo: questo terzo lungometraggio animato sarebbe a tutti gli effetti il “seguito” ufficiale e coerente dell’ormai celeberrima serie di dodici episodi “Puella Magi Madoka Magica.” Dopo aver decostruito, scomposto e riassemblato il genere Majokko, datogli nuova entità e rivisitatolo in chiave psico-drammatico/sovrannaturale, "Puella Magi Madoka Magica" aveva lasciato un vago spiraglio continuativo, un finale che definire aperto sarebbe eccessivo, ma che lasciava intravedere un qualcosa in più non ancora mostrato, inquietantemente oscuro, in linea con le apocalittiche sensazioni di un epilogo a tratti sconcertante. Così, questo lungometraggio ha infine cercato di sublimare l’immensa mole di informazioni che la saga serializzata ci aveva propinato, concludendo definitivamente l’arco narrativo in un modo più scoppiettante, simbolico e quasi iconografico, scegliendo tuttavia un sentiero complicato e a tratti incomprensibile.

Graficamente superbo rispetto alla serie, possiamo tranquillamente dire di essere di fronte ad un capolavoro visivo del genere. Luci, colori, brillantezza, frame delle animazioni, dettagli cromatici e sonori, fluidità dell’immagine, ogni particolare artistico risulta ineccepibile. La colonna sonora si dimostra ancora una volta un pilone portante su cui puntare ad occhi chiusi (ma non così eccezionale come lo fu nella serie TV), dove la Kajura spicca nuovamente in maniera eccelsa. Il sapiente uso di musica classica, incalzante, ritmata e a tratti volutamente confusionaria, dona un tocco speciale allo svolgersi della trama.
Dal punto di vista delle animazioni si riesce finalmente ad approfondire l’aspetto puramente bellico, mostrando più a lungo e più nel dettaglio le abilità combattive delle Puellae Magi, un concentrato di dinamismo cupo e scintillante, chiaro e scuro, un dinamico ossimoro perennemente circondato da tetri scenari e grotteschi decoupage.
Anche l’atto della trasformazione da ragazza di tutti i giorni a maghetta viene espresso nella sua forma migliore, una voluta citazione alle “antenate” vintage, con tanto di momento dedicato e mutazione fisica e di indumenti. Commemorazione storico-classica? Forse, più che dovuta.

Dopo una prima metà in cui si tenta un rinnovato inganno ai piacevoli danni dello spettatore, la seconda parte del lungometraggio ci introduce lentamente in quella rinnovata, utopistica struttura universale istituita dalla stessa Madoka, che si rivela, rispetto agli orrori nascosti della serie appena conclusasi, un palcoscenico altrettanto grottesco e confuso. Le scene sono ricche di immagini simboliche e rimandi astratti, una continua esposizione iconografica che genera dapprima un piacere visivo notevole, ma comincia a confondere man mano che la vicenda s’addentra nei suoi perché; verso l’ultimo terzo animato i disegni tendono ad astrarsi, i concetti a farsi ancora più complicati e i dialoghi stessi veri e propri quesiti criptici. Risposte poco chiare, insinuazioni e collegamenti occultati da espressioni volutamente incomprensibili. Il senso del tutto deve essere evinto da quest’insieme confuso ed enigmatico, trasformando un prodotto già selettivo in un qualcosa di nicchia che non tutti potranno apprezzare appieno.
L’algoritmo delle maghette moderne risulta quindi di difficile comprensione, con momenti di eccessiva masturbazione mnemonica ove lo spettatore si trova costretto a collegare gli eventi della serie precedente a commenti e constatazioni in continua evoluzione, pur di riuscire a raccapezzarsi in un agglomerato onirico e metafisico, che in tutta onestà non era necessario complicare fino a questo livello: in certi frangenti il film risulta così complesso che si fa realmente fatica a seguire il filo logico e l’evoluzione delle situazioni.

Rimane invece ancor più asettico e spaventoso lo sguardo distaccato, disumano e fastidioso dell’Incubatore, probabilmente il miglior personaggio di tutto "Madoka Magica". Le gelide, insensibili, piccole pupille sbarrate di Kyubey ricordano palesemente la fredda alienazione priva di sentimenti del celebre Hal 9000 in “2001 Odissea nello spazio”. Il mostro dall’aspetto innocente capace di esaudire i desideri delle giovani speranzose è ancor più distante e spaventoso che in precedenza, ora preso di mira senza mezzi termini verso quello che sarà un finale non così sorprendente, ma plausibile e accettabile.

L’epilogo, appunto.
In questa assurda vanificazione della logica in onore di un eccessivo cripticismo, il finale è vago; s’intuisce di come l’amore possa issarsi ad araldo di salvezza e tramutarsi in faro per guidare un cuore contaminato da un demoniaco egoismo; morale altissima, per carità, ma fin troppo scontata. Ciò che abbiamo appreso nel finale della serie TV non si smarrisce completamente, riemerge infatti riequilibrando ciò che pareva tragicamente compromesso. Gli insondabili intenti alieni, espressi oramai a livello stellare vengono definitivamente emarginati da questo universo nuovamente, ineccepibilmente riscritto.
Alla fine della giostra, Madoka e Homura, luce e ombra, speranza e disperazione; si dimostrano due facce della stessa medaglia, unite da un sentimento più forte delle forze del cosmo, capace di incorniciare un finale astratto tuttavia lieto.

In definitiva, “La storia della ribellione”, risulta troppo complicato per ciò che voleva esprimere.
Se l’idea era quella di ricalcare un finale prolungato e incredibilmente intrecciato come fu “The end of Evangelion” post-serie, allora ci sono riusciti, dando luogo però ad eccessi che non tutti potrebbero apprezzare o comprendere.
Se la saga fosse terminata col finale che tutti conosciamo e questo film non fosse mai esistito, non ci saremmo certo strappati i capelli.
Bello, coinvolgente, difficile.
Apprezzabile, visivamente eccelso.
Ma non necessario.


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erika zago

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7,5
Ambientato dopo la fine del secondo film, e in corrispondenza con l'ultimo episodio della serie, comincia in una situazione totalmente diversa da quella che avevamo lasciato.

In questa realtà Madoka, Sayaka, Kyoko e Mami combattono contro i nightmare, in modo diverso da quello a cui siamo abituati, e Homura torna ancora una volta come una ragazza appena trasferita nella scuola delle ragazze, solo che stavolta è già una maga, anche se un po' inesperta. Kyubey non parla, e a fare da guida alle ragazze, questa volta, c'è Bebe, che nella vecchia storia era la strega che ha ucciso Mami. Tutto però procede molto allegramente tra le ragazze, che non sono mai state più felici di così, quando un giorno Homura si accorge che c'è qualcosa che non va. La città e le persone hanno un qualcosa di strano e inspiegabile. Homura allora cercherà di indagare sulle stranezze che le succedono attorno.

Sulla trama non posso andare più avanti di così, ma in questo film succedono davvero un sacco di cose. Fino all'ultimo non sono riuscita a capire dove la storia andasse a parare, e poi, quando l'ho capito, di nuovo la storia diventa inspiegabile, con tanto di falso finale e super colpo di scena. Devo dire che, a una prima visione, non ho capito molto di alcuni passaggi, dovendo andare a cercare delucidazioni su Internet, che mi hanno chiarito le idee. Sarebbe bastato guardarlo almeno un'altra volta, ma la curiosità ha avuto la meglio, e due ore di film mi sono risultate abbastanza pesanti.

Il comparto tecnico è sempre ottimo e molto accurato, uguale anche quello sonoro.

Infine, a questo film che conclude la tutta la saga di "Puella Magi Madoka Magica" do un 7.5 come alla serie originale. Per quanto le potenzialità ci siano, i problemi sono gli stessi, Madoka è sempre caratterizzata male, e questo ancora una volta non lo mando giù. Inoltre devo dire che il nuovo personaggio di Bebe è davvero inutile. Però sono rimasta davvero colpita dal finale, che non mi sarei mai aspettata e che ho apprezzato.


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Ataru Moroboshii

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6,5
Attenzione: la recensione contiene spoiler

Dopo i pianti e le lagne del fandom, come spesso succede, ecco il film che rimedia al finale agrodolce dell'anime con un completo happy end, in cui tutti sono vivi e vegeti, e Madoka e Homura come due novelle divinità ying e yang la buttano prima in caciara e poi la finiscono a tarallucci e vino. Anche Kyubey e Sayaka, che conservano coscienza del cambio di "regime celeste", alla fine si arrendono al motto di: "Francia o Spagna purché se magna!"
Solo non ho capito bene come faccia esattamente la mora ad ottenere un potere opposto a quello della ragazza dai capelli rosa... se qualcuno lo capisce, me lo faccia sapere in privato, la "cattura" della memoria di Madoka mi sembra un po' pretestuosa! Lo salvo dall'insufficienza solo per la parte grafica: premio Terry Gilliam all'animazione!
Anche questa volta si parla di sacrifico, il sacrificio della tensione, dell'immedesimazione, del pathos e della profondità sull'altare dell'happy end. Insomma, tutto è perduto, fuorché la coerenza narrativa! Almeno quella rimane, e bisogna dire che, sommando salti temporali, piani alieni, divinità, contro-divinità e vari 'Inception', tenere dritta la barra del timone della sceneggiatura non è cosa da poco! Almeno, dopo tutte le 'sfighe' subite dalle maghette, qualcuno potrà anche sussultare di gioia, e devo dire che un certo sollievo lo si prova, ma resta comunque un film più vicino a un cinepanettone che alla serie del 2011. Molto superficiale!

P.S. I primi venti minuti svolti come una classico anime di maghette sono stati il momento più straziante dell'anime, una vera e propria tortura piscologica! Ad un certo punto ho pensato che Uro Butcher avesse 'trollato' di nuovo, presentando al pubblico un vero anime di maghette!


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MrMumble

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9

Attenzione! Questa recensione ha carattere puramente esplicativo, di conseguenza presenta numerosi spoilers.

Onestamente, a una prima visione, la trama del film Puella Magi Madoka Magika - La Storia della Ribellione potrebbe apparire oscura e incoerente con quanto visto nella serie; tanto da far gridare allo scandalo, da far bollare come spazzatura il seguito di quella che è una delle migliori serie d’animazione dell’ultimo decennio. Ma, credetemi, basta guardarlo più volte per ricredersi. Infatti, ad una seconda visione più accurata, risulta più semplice incastrare i pezzi mancanti e comprendere che questo film è effettivamente il degno successore di Puella Magi Madoka Magica. Mi permetto quindi di delineare in maniera abbastanza chiara gli avvenimenti di questo film, in modo da poter dimostrare quanto appena affermato.

Il film comincia con Mami, Kyouko, Sayaka e Madoka che affrontano in combattimento una creatura che non assomiglia né a una strega né ad una bestia magica. Veniamo quindi catapultati in un mondo lontano dagli avvenimenti accaduti nel finale della serie, e questo viene reso più evidente sia dall’esistenza di Madoka che da quella di Sayaka. Se per Madoka l’incongruenza si deve al fatto che lei fosse ormai diventata un’entità divina predisposta alla salvezza di tutte le maghe, per Sayaka, invece, si deve al fatto che lei sarebbe dovuta essere morta. Non può quindi che trattarsi di un sogno. Ma il sogno non appartiene alla Madoka nel suo stato di divinità impercettibile e onnipresente, bensì a quella umana, normalmente addormentatasi nel suo letto.
Più tardi, a scuola verrà presentata come nuova studentessa Homura, con tanto di trecce ed occhiali proprio come nella prima linea temporale in cui aveva conosciuto Madoka. Ciò farebbe supporre ad un flashback, ma questa ipotesi decade immediatamente. Homura, infatti, dimostra di possedere già una Soul Gem, cosa non vera nella prima linea temporale. Qualcosa quindi non quadra e ad accorgersene non è soltanto lo spettatore. I ricordi pian piano riaffiorano in Homura che comincia di conseguenza a nutrire sospetti circa i nemici fino a quel momento affrontati, i “Nightmare”. Indagando su queste incongruenze, scopre che ciò che stanno vivendo non è la realtà, ma un’illusione; una finta Mitakihara all’interno di una barriera creata da chi se non una strega? Ma com’è possibile l’esistenza di una strega? E soprattutto, chi è la strega? Un confronto con Sayaka, che contrariamente alle altre ricorda tutto, fa sospettare Homura di essere lei stessa la strega. È lei infatti l’unica a poter desiderare davvero una realtà alternativa in cui Madoka possa esistere. Ma è Kyubey, fino ad allora rimasto in silenzio, a rivelare tutta la verità: nel mondo reale gli incubator, non riuscendo a spiegarsi la cosiddetta "Legge della Ruota", rapirono Homura, al fine del suo ciclo da maga, e ne posero la Soul Gem all’interno di un campo di interruzione energetica che la proteggesse da ogni ingerenza esterna. L’esperimento ha il fine di rivelare ciò che accade ad una maga quando la Soul Gem esaurisce la propria energia, dando inizio alla “Legge della Ruota”. Posta all’interno di questo campo di interruzione energetica, Homura, non poteva essere prelevata dalla “divinità” Madoka, ma poteva generare ugualmente una barriera al proprio interno: la realtà alternativa e illusoria che stavano vivendo. Gli Incubator fecero in modo che il campo di interruzione attorno alla Soul Gem di Homura impedisse l’ingresso di ingerenze esterne solo nel caso in cui l'invito non fosse partito da Homura stessa, e questo spiega la presenza di Mami e Ryouko – che possiedono però ricordi alterati – ma non di Sayaka e Madoka. Quest’ultima, infatti, per poter intervenire e salvare Homura prima che la sua Soul Gem si trasformasse in Grief Seed, dovette rinunciare alla propria divinità per riuscire ad aggirare il campo di interruzione energetica ed entrare, così, all’interno della barriera. Sayaka. Invece, ha l’importantissimo compito di ricordare a Madoka chi fosse veramente, dal momento che, essendo già morta, è immune al fenomeno di manipolazione della memoria che subiscono, invece, le altre.
L’esperimento degli incubator dà quindi i suoi frutti: essendo Kaname Madoka l’unica forma di vita del tutto insensata – nel mondo reale non era mai esistita – ad essere inserita da Homura in quella realtà alternativa, la “Legge della Ruota” non può che essere lei. Il loro obiettivo finale consiste nell’impadronirsi di Madoka in modo da porre fine alla “Legge della Ruota” e ristabilire la trasformazione delle maghe in streghe dalla quale, in seguito al processo di metastasi tra speranza e disperazione, ne scaturisce un’incredibile energia. Homura a questo punto si abbandona alla disperazione e diventa una strega, per far sì che le altre maghe possano eliminarla prima che la divinità sopita in Madoka si risvegli e cada preda degli incubator.
A questo punto Sayaka, rivelata la verità a Madoka, combatte insieme alle altre maghe per distruggere la barriera e impedire che l’anima di Homura vada perduta per sempre al suo interno. Tuttavia, una volta distrutta la barriera ed eliminati quasi tutti gli incubator nel mondo reale, accade l’impensabile: Homura ruba una parte dell’essenza divina di Madoka, che nel frattempo era tornata al suo stato divino ed era venuta a prelevarla. Da ciò segue la trasformazione di Homura in un’entità superiore del tutto nuova, la quale, non essendo originata da un sentimento puro di speranza come quello di Madoka, bensì da un sentimento egoistico d’amore, non risulta in un’entità di natura divina ma piuttosto demoniaca.
Il “demone” Homura riscrive nuovamente le leggi dell’universo, ricreando una realtà nella quale le maghe non finiscono per esaurire l’energia delle proprie Soul Gem e dove quindi Sayaka è ancora viva e Madoka, privata di una parte dei suoi poteri divini, è tornata alla sua forma originale. Nel finale si vedono Homura e Madoka avere un confronto nei corridoi della scuola. Qui Madoka sembra ricordare brevemente di essere in qualche modo una divinità, ma l’intervento tempestivo di Homura la persuade, convincendola di non essere altro che un semplice essere umano; e questo per poter continuare ad essere delle normalissime amiche.

Le accuse che molti rivolgono a quest’opera riguardano anzitutto la presunta incoerenza della trama con gli avvenimenti della serie, ma queste accuse, come ho spiegato nella mia prefazione, sono ingiustificate: la sceneggiatura e i molti dialoghi complessi, che rendono difficile la comprensione della trama ad una prima visione, non denotano delle incongruenze. Come ho cercato di dimostrare con la mia spiegazione, ad una visione più attenta, risulta evidente come niente viene lasciato al caso, e come invece ogni avvenimento narrato in questo film si riallaccia perfettamente alla trama della serie originale senza sconvolgerla. Poi, oltre alle accuse rivolte alla trama, molti rifiutano, etichettando come assurdo, il comportamento di Homura, dovuto ad un’evoluzione psicologica che, secondo questi, risulterebbe innaturale. Se questa “evoluzione” non è consona alla caratterizzazione della Homura vista nella serie, vorrei ricordare che il suo desiderio, il fine ultimo per cui ha tanto lottato e sofferto nelle diverse linee temporali affrontate, è sempre stato uno solo: salvare l’amata amica Madoka dal suo ineluttabile destino e vivere un’esistenza serena in sua compagnia. Eppure Madoka, in un estremo gesto di altruismo, si sacrifica costringendo sé stessa ad un’esistenza eterna, in uno stato ultraterreno nel quale nessuno si ricorderà o potrà avere contatti con lei. In un certo senso la si potrebbe considerare “salva”, ma non è questo ciò che Homura – che conserva qualche vago ricordo dell’amica – desiderava nel profondo. E quindi, dopo questa analisi, mi pare assolutamente coerente la volontà di Homura di riportare Madoka ad un’esistenza umana, anche a costo di diventare lei stessa il cattivo di turno.

Parlando invece degli aspetti puramente tecnici, nulla di nuovo va rilevato per quanto riguarda il comparto visivo: questo, infatti, ricalca perfettamente lo stile “sperimentale” impiegato nella serie, frutto del consueto lavoro magistrale compiuto dalla Shaft, tanto nella realizzazione delle animazioni quanto in quella di disegni e fondali. Alcuni lamentano una troppa propensione per i fondali tipici dei labirinti delle streghe, ma ciò lo ritengo del tutto normale visto che il 90% del film si svolge all’interno della barriera creata da Homura. Un discorso opposto va fatto invece per il comparto sonoro: le musiche di questo film non risultano infatti minimamente paragonabili a quelle dell’iconica colonna sonora della serie. Per questo motivo considero La Storia della Ribellione inferiore al suo antecedente. In quel connubio di immagini e suoni che elevano una storia a capolavoro, il film fallisce proprio in quell’aspetto che era stato, invece, il punto di forza della serie.


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SimoSimo_96

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Attenzione: la recensione contiene spoiler

Premesso che, per questo film, come per la serie probabilmente, non è alle volte sufficiente una sola visione per comprendere o apprezzare, se vogliamo, a pieno quest'opera. Perché questo, per quanto possa non sembrare tale, è il finale (il film) più "umano" che si potesse avere. Questa recensione nasce però per chi ha già visto il film, perché il mio scopo è unicamente quello di correre in aiuto di coloro che, come me inizialmente, non hanno compreso a pieno il susseguirsi degli avvenimenti e ciò diventa possibile solo ricorrendo a crudeli spoiler. Malus e Bonus passano, per questa volta, in secondo piano.

Ci troviamo di fronte ad un mondo completamente nuovo, in cui le maghette, tutte incomprensibilmente riunite assieme, affrontano un nuovo e mai visto nemico: i Nightmare. Suppongo che tutti abbiano capito fin da subito che qualcosa non quadrasse. Difatti la narrazione si sposta velocemente su un altro fronte, quello di Homura che, come lo spettatore, va a caccia di risposte a questa totale incongruenza. Giunge rapidamente ad una conclusione: quella in cui si trovano è la barriera di una strega, e quella strega è proprio lei, Homura stessa. Ma la faccenda si rivela ben presto leggermente diversa, e ad aprirci gli occhi è proprio lui, quell'infame Incubator dagli occhi rosa. Catturata e intrappolata "al sicuro" in un campo di interruzione energetica assieme alla propria Soul Gem, Homura diventa oggetto di un esperimento molto ambizioso e losco architettato dagli Incubator: usare la "barriera da lei stessa creata" (in realtà solo Homura pensa sia una barriera) per scoprire ed individuare, se possibile, la Legge della Ruota, ovvero Madoka nella sua forma divina. Madoka è infatti la causa per cui le maghe, una volta giunte al punto di trasformarsi in streghe, vengono fatte "sparire nel nulla", fattore di cui gli Incubator, dopo la "ricostruzione dello spazio-tempo" ottenuta dal desiderio di Madoka, non erano ovviamente a conoscenza. Intrappolando la Soul Gem nel campo di interruzione avrebbero scoperto cosa sarebbe successo durante l'applicazione della Legge della Ruota su Homura. Nella barriera, per volontà degli Incubator, sarebbe stato possibile l'accesso di elementi esterni solo se anche Homura stessa lo avesse voluto; questo spiega quindi la presenza di Mami, Kyoko e Sayaka, tutte presenti nelle conoscenze di Homura, ma non la presenza di Madoka in forma umana che, agli occhi degli Incubator, non era mai esistita. A questo punto il piano degli Incubator sembrerebbe riuscito; Homura si trasforma in strega per farsi eliminare dalle altre prima che Madoka in forma di Legge della Ruota intervenga, cosa che permetterebbe agli Incubator di porvi fine, così da poter tornare a nutrirsi dell'energia scaturita dalla trasformazione in strega delle maghe da lì in avanti. Ma qui entrano di fatto in gioco Madoka e Sayaka. Quest'ultima, essendo morta, è immune alla manipolazione dei ricordi applicata sulle altre ragazze, Madoka in forma umana compresa. Madoka però lo aveva previsto e, potendo disporre di Sayaka, le affida il compito di ricordare tutto e di trasmetterglielo una volta arrivate all'interno della barriera. Durante lo scontro le ragazze distruggono la barriera ed eliminano gran parte degli Incubator che decidono di ritirarsi, si spera, per sempre.
Tutto questo piano non impedisce però la trasformazione di Homura e così Madoka in forma divina opera la Legge della Ruota per prelevarla. Nello stesso istante accade che Homura rubi una parte di essenza divina a Madoka, divenendo lei stessa una divinità, un Demone per la precisione, perché scaturita da uno scopo egoistico: quello nato in funzione dei sentimenti di forte amicizia che prova per Madoka. Homura ottiene quindi la capacità necessaria ad impedire la trasformazione di Madoka, riscrivendo di fatto, per una seconda volta, la storia e l'asse spazio-tempo che la determina. Alla fine Homura riesce nel suo iniziale intento, ovvero impedire la trasformazione di Madoka.

Questa è, a grandi linee, la faccenda nella sua interezza. Personalmente, temevo tantissimo che il film sciupasse quello che è ed è rimasto, il mio anime preferito, ma per fortuna sono stato smentito. Seppur di difficile lettura rispetto alla serie, la trama del film si sviluppa in modo coerente ed affascinante, dandoci tutte le risposte alle domande poste nei primi dieci minuti di visione. I tratti psicologici sono trattati a dovere in qualsiasi caso e nessun elemento sembra essere "fuori scala". Ho apprezzato in modo particolare il comportamento di Homura, coerente in tutto e per tutto e gestito veramente in maniera esemplare. I comparti visivi e sonori non offrono niente di nuovo rispetto alla serie a episodi e sono dunque promossi a pieni voti. Creare questo film era veramente rischioso e, in tutta onestà, nemmeno io lo trovo tutt'ora strettamente necessario perché il finale della serie era ottimo, ma mettendomi nei panni di Homura, sono contento che sia stato realizzato, come vera conclusione di questa incredibile storia. Devo però segnalare una brutta pecca per quanto riguarda il film, ovvero l'aggiunta di una nuova ragazza, del tutto inutile ed insignificante se non per ottenere, a conti fatti, le maghette tutte accoppiate. Questo comporta la riduzione del voto a 9/10, per un'opera che comunque, rimane veramente eccezionale.


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Otaku moderato

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7,5
Attenzione: la recensione contiene spoiler

"Puella Magi ★ Madoka Magica" ha narrato la storia di un ciclo, di come fosse crudele ai danni di altri per un vantaggio a dir poco crudele, rotto infine con un sacrificio molto alto e con la costruzione di un nuovo ciclo, in parte vantaggioso.

Ma riprendere la storia, dopo due lungometraggi riassuntivi, genera domande molto difficili e pesanti nella mente dello spettatore, e sono tante, ma proprio tante. Da una parte, il lavoro di Studio Shaft in ambito grafico e di Yuki Kajiura alle musiche, stupisce e mette tutti d'accordo, ma è la storia a essere centro aperto della diatriba, di cosa poteva ancora raccontare, di come vedere certi personaggi in un nuovo contesto, quale ciclo si era andato a formare, di come la cieca convinzione dell'amoralità voleva approfittarne, di come una sola persona voleva lottare questo controllo, liberare tale ciclo, tentare di conviverci e alla fine ribellarsi ad esso, modificandolo a vantaggio proprio ai danni di tutti e mandando all'aria tutto quanto, e tutto questo per una sola persona. E incredibilmente Gen Urobuchi non voleva che finisse così, ma la brama altrui del vile denaro ha avuto il sopravvento e lui doveva rendersi responsabile delle future diatribe.

Di nuovo le domande vengono ad affollarsi nella mente dello spettatore/interprete ma la domanda vera è sempre e soltanto una: Perché? È giusto il risultato finale? È giusto compiere il più azzardato dei passi per il bene di una sola persona? È questa la conclusione finale di questa storia?

Ancora una volta siamo noi a trovare la risposta a tutto questo.


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DakenfromVault101

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Terzo film della saga cinematografica di "Madoka Magica" e unico titolo veramente interessante dei tre, in quanto, invece di ri-narrare le vicende della serie televisiva originale con un budget leggermente più alto e una drammatica riduzione dello sviluppo dei personaggi (causa mancanza di tempo), si concentra su una storia originale successiva al segmento finale dell'ultimo episodio.
Il film soffre di diversi problemi, a cominciare da un ritmo decisamente troppo altalenante e una durata troppo ampia, soprattutto con una serie di "falsi finali" verso la conclusione della pellicola che risultano veramente eccessivi, ma nel complesso la realizzazione tecnica è ancora una volta impressionante, con un mix di tecniche estremamente ben realizzato e ricco, e una colonna sonora veramente evocativa. Il tutto si sposa con una trama intesa a spiazzare e confondere lo spettatore con false aspettative e una generale sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato e fuori posto in praticamente ogni scena, come da tradizione della serie...
Sinceramente, l'unico vero problema che ho trovato nel film sono i purtroppo deludenti quindici minuti finali (che non è poco), ma è un titolo sicuramente capace di portare sulle spalle l'eredità della serie madre.


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NickyFlowers

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
<b>Attenzione: la recensione contiene spoiler</b>

Quando "La storia della ribellione" uscì al cinema l'anno scorso, mi aveva lasciato non pochi interrogativi su certe azioni dei personaggi e su certi dialoghi di cui non capivo il senso, e feci il grande errore di criticarlo perché non si capiva nulla. A distanza di più di un anno, però, ho deciso di dargli una seconda occasione: essendo un film che non si comprende appieno a una prima visione, magari guardandolo una seconda volta si capiscono più cose e si apprezza un po' di più ciò che propone la pellicola. Pertanto, dopo averlo rivisto, molte cose sono state chiarite. Tuttavia, c'è ancora una domanda rimasta senza risposta: era davvero necessario fare questo film? Vediamo di andare con ordine.

Il film inizia come se tutto ciò che è capitato nel finale della serie di "Madoka Magica" non fosse mai accaduto: Sayaka e Kyouko sono vive, Mami è viva ed è in compagnia di Bebe, la strega che nella serie l'aveva decapitata, Madoka non è diventata una divinità e Homura è ancora con treccine e occhiali. Dalla situazione presentataci si capisce che c'è qualcosa che non va. Infatti, si verrà a scoprire che in realtà quest'atmosfera spensierata in cui le maghette combattono a mo' di Pretty Cure contro dei nuovi nemici non è altri che una dimensione fittizia creata da una strega, la quale si rivelerà essere la stessa Homura.

Se questo colpo di scena può sembrare incoerente con quanto successo nel finale di serie, ovvero che Madoka aveva desiderato che le maghe invece di diventare streghe rinascessero semplicemente, in realtà ha una sua spiegazione: Kyubey ci ha messo lo zampino, creando una sorta di piccolo cosmo che non fosse sottoposto a ciò che aveva stabilito Madoka col suo desiderio. Ci sta pure come colpo di scena, ma questo non basta a rendere il film interessante.
Perché il film cominci a scoprire le sue carte e a rivelare ciò che Homura è realmente diventata ci vogliono quaranta minuti (li ho contati), quaranta minuti di nulla cosmico in cui la noia regna sovrana, interrotta solo dalla scena di combattimento tra Homura e Mami, girata in maniera divina.

Un altro difetto che si può trovare sono i personaggi: dove sono quelle figure drammatiche presenti nella serie animata? Madoka è quello che si può definire letteralmente una "dea ex machina", cosa che accadeva anche nella serie, quindi nulla da dire su di lei. Bebe non ha alcuna utilità. E le altre? Dov'è finita Mami, quella maga afflitta dalla solitudine? Dov'è finita Kyouko col suo triste passato e che scopre alla fine il valore dell'altruismo? Ma soprattutto: dov'è finita Sayaka? Sayaka, la cui disperazione era stata causata dal non potersi innamorare di quel Kyosuke, adesso che fa? Non gliene frega più niente, e anzi lascia correre la relazione tra il ragazzo che ama e l'amichetta Hitomi, che tra l'altro mi è sembrata pure più caratterizzata rispetto a tutte le protagoniste messe insieme. Questo vuol dire sì che Sayaka sia maturata, ma in questo modo la sua drammaticità è andata a farsi benedire, e quindi il suo personaggio risulta essere interessante come le spiegazioni di un noioso professore di matematica a scuola, senza offesa per quelli a cui piace la matematica.

Si chiude in bellezza con Homura. Per carità, il fatto che in questo film Homura sia diventata una strega a causa della sua disperazione per non essere riuscita a salvare Madoka dal suo destino era davvero una bella cosa. Ma il problema è quello che fa Homura nel finale: stai per rincontrare finalmente la tua amata Madoka e tu che fai? Le rubi i poteri, diventi un demone e riscrivi l'universo?
Non sono riuscita a trovare il motivo per cui Homura abbia agito in tale modo, se non che gli sceneggiatori non siano stati in grado di mettere la parola "fine" a un prodotto che in verità aveva già un finale bello e buono.

Per quanto riguarda il comparto tecnico non ho molto da dire. Le scene di combattimento sono animate benissimo. Le colonne sonore sono state scritte come nella serie da Yuki Kajiura. E' sempre una garanzia quando c'è lei dietro alle OST di una qualsiasi opera animata.
Il film l'ho visto doppiato in italiano, e il doppiaggio è ottimo. L'unico appunto va fatto alla voce di Homura che è stata sostituita: al posto della bravissima Alessia Amendola hanno messo Emanuela Damasio. Devo ammettere che per la prima mezz'ora sentendo la sua voce non ho fatto altro che pensare alla signorina Betty dei "Dalton", ma poi alla fine ci si fa l'abitudine. Personalmente, se si doveva sostituire la voce di Homura io avrei preferito Perla Liberatori, ma anche la Damasio alla fine ha saputo fare bene il suo lavoro.

In conclusione, la verità è che questo film nonostante i vari difetti non è poi così male. E' abbastanza coinvolgente e rivedere le nostre maghette preferite alla riscossa è sempre una gioia. Tuttavia, arrivati a questo punto vorrei vedere un seguito, che sia un film o una seconda stagione, perché altrimenti questo film non ha il minimo senso di esistere, se non quello di fare soldi facili con un prodotto amato dalla maggior parte della community.


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Nagisa98

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
"Puella Magi Madoka Magica - La storia della Ribellione" è l'ultimo della trilogia di film sequel della serie animata. I primi due, usciti nel 2012, erano film riassuntivi, mentre il terzo, prodotto nel 2013, presenta una storia inedita. E che storia.

Personalmente, ho amato il film, sotto tutti i punti di vista, l'ho guardato cinque volte e lo rifarei ancora, come per la serie. Quest'ultima, come la ricordate? Com'era finita? Un susseguirsi di tristezza e disperazione, mai una risata e pochi momenti felici, che tuttavia terminava con un messaggio di speranza. Madoka non è mai esistita, Sayaka, invece di trasformarsi in una strega, è scomparsa e ha raggiunto l'amica, e le uniche sopravvissute sono Homura, Mami e Kyoko (e non solo Homura in uno scenario apocalittico, come qualcuno ricorda, tant'è che è stato lo stesso Urobuchi ad affermare che le altre non erano morte). Ebbene, all'inizio del film ci ritroviamo con tutte e cinque le maghette, con tanto di Homura con trecce e occhiali, che combattono tutte assieme contro i Nightmare, nuovi nemici spuntati da chissà dove, con trasformazioni coreografate e attacchi con nomi, in pieno stile ragazza magica, estraneo però all'universo di Madoka. E qui tutti si chiedono: "Che è successo? É un sogno per caso? (Tutto il film lo è?!)" Questo è quello che hanno sempre voluto! E infatti la chiave del film è proprio in quest'ultima frase: un universo idilliaco, felice, in cui Homura può vedere Madoka, Kyoko vive a casa di Sayaka e Mami ha un'amichetta che ricorda tanto la strega che le ha mangiato la testa nel terzo episodio... Uno dei punti di forza del film sta proprio nel fatto che lo spettatore non farà che chiedersi che sta succedendo, che dirà, nonostante si tratti di un mondo perfetto, che non è quella la verità - e non sarà il solo - e sarà quindi accompagnato in uno splendido viaggio fino all'ottenimento di quest'ultima: poco a poco i dubbi si scioglieranno e i nodi verranno al pettine, e alla fine capirà - forse un po' confuso - cos'ha ingegnosamente architettato lo sceneggiatore.

Questo cervellotico cammino sarà impreziosito dagli elementi oramai familiari a "Madoka Magica": le musiche della Kajiura, forse non memorabili come quelle della serie - ma di sicuro io non riesco a togliermi dalla testa il suono del carillon e della fisarmonica, tanto in linea con l'atmosfera del film; gli scenari ad opera di Gekidan Inu Curry, che avevano caratterizzato le barriere delle streghe, sono presenti in enorme quantità, giustificata da un punto essenziale della trama, sempre molto simbolici e magnifici; per finire i combattimenti, all'ordine del giorno, realizzati superbamente, e vi sarà impossibile dimenticare quello tra Mami e Homura.

Parliamo ora del finale: non vorrei spoilerare niente, quindi vi do solo un indizio. Mai titolo fu più azzeccato. Urobuchi stesso disse che questo doveva essere il finale dell'intera opera, ma poi ci ha ripensato, regalandoci un finale sorprendente, degno di "Madoka Magica". In molti l'hanno odiato, io l'ho apprezzato, perché assistiamo alla completa rivoluzione di un personaggio, un drastico cambiamento nella sua psicologia più che logico, visto quello che le è successo, che ai miei occhi l'ha reso più affascinante e interessante di prima. Questo è dunque, insieme agli altri sopracitati, un altro aspetto positivo del film. Ovviamente c'è da dire che questo film, come la serie del resto, sia definito da molti "commerciale", e non lo nego: hanno aggiunto un nuovo personaggio, cosicché le maghette siano tutte "accoppiate", ci sono molte scene di fanservice leggermente shoujo-ai per far felici i più appassionati (compresa me), trasformazioni allungate e combattimenti epici realizzati per catturare lo spettatore, nuove - chiamiamole così - "vesti" per produrre action figure. Però il film non è solo questo: è qualcosa di travolgente, appassionante e anche spiazzante, nel senso positivo del termine, che forse solo i veri fan della serie potranno apprezzare, cioè quelli capaci di amare "Madoka Magica" per i suoi pregi e i suoi difetti, e di restare ancora piacevolmente colpiti dai suoi caratteristici colpi di scena.


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LiquidSnake

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Dopo i primi due film che sono stati quasi dei copia/incolla della serie, finalmente debutta sui grandi schermi (e ringrazio la Nexodigital per avermi offerto la possibilità di vederlo nei cinema nostrani) il terzo capitolo di questa (finora, perlomeno!) trilogia, che è del tutto inedito rispetto alla serie principale, dato che ne è un effettivo seguito.

Il film comincia ambientato in una stranissima città, e non si capisce il perché di molti particolari e stranezze che pian piano emergono. Insomma, un colpo di scena dopo l'altro, la storia si rivela essere quanto di più ingarbugliato e complesso si possa immaginare, rendendo davvero difficile il seguire tutte le spiegazioni metafisiche/fantascientifiche e capire il nesso logico che lega gli eventi. Questa nuova storia è fantastica, sarebbe anche superiore (e soprattutto più originale, visto che la sceneggiatura della serie ha copiato a mani basse diverse cose da altre opere) alla serie, se non fosse per un paio di errori e/o forzature (devo ancora decidere cosa siano, lo farò in seguito a una revisione del film) che intaccano la solidità della trama.
Lo sviluppo degli eventi è davvero imprevedibile fino all'incredibile colpo di scena, davvero inaspettato e che non chiude definitivamente la storia, ma anzi la lascia aperta a nuovi eventuali seguiti; ma non vi preoccupate, in ogni caso non lascia l'amaro in bocca, e vi metterà solo tanta voglia di rivedere tutto il film per capirlo e magari apprezzarlo (o anche svalutarlo) meglio.

I disegni, come fondali ed effetti grafici e/o in computer grafica, sono eccezionali, e la regia non è da meno, facendo davvero il suo dovere nei momenti più rilevanti. Musicalmente siamo sempre su ottimi livelli, anche se non ricordo tracce inedite (rispetto alla serie) particolarmente memorabili.

Il film lo consiglierei a tutti, anche se molti probabilmente non lo apprezzeranno perché esso rimischia tutte le carte in tavola rispetto alla serie, e magari i suoi fan più accaniti potrebbero storcere il naso in più frangenti. D'altra parte, chi ha odiato le maghette nella serie è probabile che le odierà ancora di più in questo film, perché il tutto (trama e personaggi) è più esagerato, a tratti direi quasi caricaturale.
Comunque, rimane un film che non si fa dimenticare per la sua trama incredibilmente ingarbugliata e pretenziosa (nel bene e nel male), e per la potenza immaginifica/visiva di molte scene. Facendo un paragone con "Evangelion", direi che questo è una specie di "End of Madoka Magica".


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SoniKK

Episodi visti: 1/1 --- Voto 1
CONTIENE SPOILER, ATTENZIONE!!

Scrivere una recensione completa di questo film senza fare spoiler è quasi impossibile. Solitamente non sono mai troppo rigido su queste cose, e chi mi conosce sa quanto io ami "Madoka Magica", e darle il più basso dei voti per me è come se stessi dicendo che Kenshiro, il mio idolo, era un idiota che andava in giro a picchiare il primo che capita. Ma è proprio l'enorme stima che nutro verso quest'opera, che mi costringe a dissociarmi dal suddetto film.
In molti hanno atteso a lungo di vedere La storia della ribellione, per sapere cosa sarebbe successo dopo quel finale così poetico e struggente della serie TV, e trovare le risposte alle tante domande lasciate in sospeso. Ed era ciò che credevo anch'io, prima di ritrovarmi davanti a questo scempio.

L'inizio è lo stesso della serie TV, con Madoka che si sveglia, va a scuola, poi l'insegnante fa il suo strano discorsetto, parlando stavolta della discesa del Figlio di Dio sulla Terra nel 2050 (altro che domande su come cucinare le uova, quando si dice riscrivere il copione...), e poi arriva Homura, con tanto di occhiali e treccine. A scuola ci sono pure Sayaka Miki e Sakura Kyoko, e Madoka tiene con se Kyubey come animaletto domestico, che non parla ma dice solo "kyù". Già da qui si intuisce che qualcosa non quadra. In seguito vediamo il gruppetto delle ragazze al completo, con atteggiamenti e pose degne di Sailor Moon, e capeggiato niente meno che da Mami Tomoe, che vanno in giro per la città a combattere delle strane creature denominate "Nightmare". Insieme a loro c'è persino la strega Charlotte, chiamata Bebe e che vive addirittura con Mami. Questo è ancora più strano di prima, no? Soltanto dopo il susseguirsi di strane vicende, si comincia a intravedere cosa c'è veramente dietro a tutto questo, e la protagonista assoluta sarà Homura, intrappolata nella sua stessa barriera per via di un esperimento degli Incubator, costringendo lei e tutti quanti all'interno a vivere di una realtà illusoria. Ma questo, sebbene sia abbastanza assurdo, poteva ancora essere accettato. I veri dolori arrivano nella parte finale, che stravolge totalmente la storia e i personaggi, in particolare Homura.

Un insulto bello e buono verso uno dei migliori titoli d'animazione mai creati. Questo è ciò che succede a voler continuare per forza un'opera che non può essere continuata, perché ha già avuto una conclusione. Spesso si dice che l'autore dev'essere anche coraggioso, deve saper osare, ma addentrandosi per nuove vie sconosciute, c'è sempre il rischio di perdersi per strada. "Errare è umano, perseverare è diabolico", così recita un antico detto, ed ecco cosa comporta il voler strafare. Il vizio di riscrivere le sceneggiature è frequente tra i produttori di anime di successo, ma se hai un caffè pregiato e sperimenti di prepararlo con l'acqua di fogna, alla fine saprà sempre di fogna. D'accordo che Madoka è un'opera fantasy, ma tra fantasia e delirio c'è una linea sottile, che qui viene oltrepassata parecchio. E non c'è nessun regista novello, solo nomi famosi, tra i migliori del panorama anime mondiale, ma forse erano ubriachi quando hanno scritto la sceneggiatura...

Tecnicamente non si può dire che sia realizzato male, ma neanche benissimo. La grafica si basa molto sullo sperimentalismo, ma non puoi girare il 95% del film basandoti solo su quello stile. La serie TV sapeva amalgamare bene le ambientazioni realistiche con lo stile onirico delle barriere dimensionali, ispirandosi a grandi autori dell'arte pittorica e dando vita a qualcosa di incredibile, uno dei motivi per cui l'opera è diventata famosa. Stavolta, invece, hanno ridotto al minimo la grafica tradizionale, appoggiandosi quasi esclusivamente sui disegni surreali. Ne viene fuori un prodotto confusionario, brutto da vedere, e a lungo andare fastidioso per la vista e la mente. Gli autori si saranno dimenticati che stavano facendo un film su Madoka e non il remake di Belladonna of Sadness.

Ma il problema peggiore è lo stravolgimento dei personaggi. Partiamo dal fatto che Sayaka, Sakura e Mami non dovevano proprio esserci, perché erano già morte nella serie, a differenza di Madoka che, malgrado la sua nuova posizione, è ancora in vita. Avevamo lasciato la sola Homura, con Kyubey in spalla, a combattere contro esseri raffiguranti i mali del mondo. Ma per certi versi non si poteva girare un film con solo due protagoniste e Kyubey, quindi hanno deciso di reinserire le altre, buttandole però a casaccio nella mischia. Si sapeva che le streghe simboleggiassero il lato più oscuro dell'umanità, ed erano causa di disgrazie, incidenti e suicidi. Invece ritroviamo Sayaka, più la new entry Nagisa (in realtà è Charlotte), che si trasformano in streghe per "il bene" delle compagne, e per far tornare normale Homura. Incongruenze a non finire, perché Madoka aveva espresso il desiderio che le streghe svanissero ancor prima di nascere. Ma il vero colpo di grazia che distrugge tutto lo abbiamo nel finale: il cambiamento di Homura, che con un vile gesto e un sorriso diabolico, quando finalmente sta per riabbracciare l'amata Madoka, la afferra per le braccia e, per motivi ignoti, riesce a toglierle tutto il potere, trasformandosi in un demone e diventando la nemesi dell'amica per cui aveva sacrificato l'esistenza al fine di salvarla. Riesce addirittura a riscrivere l'universo secondo il suo volere, così che il mondo possa girare a suo piacimento. Ancora peggio la scena finale, con Homura che sembra un'allucinata e che, dopo aver arrostito Kyubey, si butta da un dirupo. Di buono resta solo la scena del combattimento spettacolare tra Homura e Mami, per la gioia dei fans che rimpiangevano la biondina.

Le musiche sono discrete, ma imparagonabili alle precedenti. Le splendide scene sulle toccanti note di "Sis Puella Magica" sono solo un lontano ricordo. Il pathos e l'emozione che offriva l'opera originale sono stati buttati via in malo modo.
Con questo non voglio dissuadere i fans dal visionare questo film, ma avvertirli di non avere troppe aspettative. Io stesso non vedevo l'ora, e l'ho atteso per due anni, salvo poi avere una brutta delusione. Ognuno giudica secondo la propria etica, ma per quel che mi riguarda, la vera Madoka Magica si conclude con l'ultimo episodio della serie TV, punto. La vera Homura, personaggio che ho amato e amo ancora, è quella della serie, la misteriosa e affascinante ragazza che combatte in nome di un amore puro e delicato, dalle tinte shoujo-ai, che prova per l'amica. Questa qui invece è solo un pessimo clone, e farò finta che lei insieme al film siano solo un brutto sogno da dimenticare.

Mikoto

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
"La storia della ribellione" è il terzo film dedicato a Madoka Magica, popolarissima serie animata del 2011, che ha ridato nuova linfa al genere delle mahou shoujo ripudiandone il candore e il buonismo spesso eccessivi da anni riproposti pedissequamente in mille e più modi dai vari successori del celeberrimo "Sailor Moon", per regalare al pubblico una storia cupa, originale, psichedelica, angosciante, horror, introspettiva e ricca di pathos. Il clamore suscitato da quest'anime non accenna tuttora a calare, per cui non stupisce affatto la scelta della Shaft di proseguire le avventure di Madoka e delle altre maghe, sviluppando diverse idee e tematiche e donando ulteriore spessore ad un brand che ha ancora moltissimo da raccontare, a dispetto di chi giudica questo lungometraggio una mera operazione di lucro.

L'inizio del film è a dir poco spiazzante: ritroviamo il gruppo al gran completo, unito, felice. Gli scontri feroci, le incomprensioni che l'intero cast ha dovuto affrontare nella serie madre sembrano un lontano ricordo. E in effetti tutta la prima parte altro non è che un pretesto per mostrarci tante scene slice of life e approfondire i legami tra le protagoniste, che svelano, chi più e chi meno, inaspettati risvolti delle rispettive personalità. C'è spazio anche per diverse scene shoujo ai, delicate, dolci e mai fuori luogo.
Ma è proprio quando lo spettatore si abitua a queste atmosfere più serene, che il film comincia a scoprire e giocare tutte le sue carte: la seconda parte è un susseguirsi di colpi di scena e battaglie che culminano in un finale aperto che nega totalmente gli avvenimenti e i risultati conseguiti dalle maghe nella serie principale e che conferisce maggior complessità e profondità alla caratterizzazione delle due star indiscusse di Puella Magi Madoka Magica: Sayaka Miki, forte, pura di cuore e ora matura e consapevole del proprio ruolo e Homura Akemi, distrutta e dilaniata dal proprio stesso egoismo. Lo scontro tra le due sarà molto probabilmente il tema centrale del sequel di questo film, che si spera non tardi troppo ad arrivare, auspicando che sia all'altezza di quanto già visto.

Dal punto di vista puramente tecnico, "La storia della ribellione" risulta magnifico, impeccabile. Animazioni fluide, colori caldi, chara design e ambientazioni curatissime, combattimenti adrenalinici e di grande effetto. Un lavoro eccezionale ed invidiabile. Anche il doppiaggio giapponese si attesta sempre su ottimi livelli, gli stessi apprezzati nella serie tv.
Il voto non può però essere più alto dell'8, almeno per ora, nell'attesa del sequel che verrà e che permetterà di poter giudicare in maniera globale quanto è stato realizzato fino a questo momento. Il film in questione è comunque di pregevole fattura e senz'altro meritevole di visione.

Hikari

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
<b>Contiene spoiler!</b>
Non avevo grandissime aspettative prima di guardare questo film, visto che avevo letto diversi pareri negativi.
E invece l'ho adorato. Ma capisco anche il punto di vista di chi non l'ha apprezzato, visto che stravolge ogni sicurezza che il finale della stagione ci aveva dato. Ma partiamo con ordine.

Inizia il film. Siamo di nuovo nella cittadina di Mitakihara, ma c'è subito qualcosa che stona. Le cinque maghette sono vive e vegete, e combattono insieme - felici ed affiatate - come se niente fosse successo. Si potrebbe pensare ad una sorta di universo parallelo, se ogni tanto non ci fosse qualche riferimento che come una nota stonata rompe l'armonia di questa situazione perfetta. La prima a capirlo è ovviamente Akemi Homura, colei che da sempre è la vera protagonista dell'anime (altro che Madoka!). Capisce per prima cosa di essere intrappolata insieme alle altre in una sorta di illusione causata dal labirinto di una strega, e questo apre a numerosi quesiti: come è possibile che ci sia una strega, visto che Goddess Madoka ha annullato la loro esistenza? Allora tutto quello che c'è intorno a lei è una finzione? Quindi Madoka non è davvero con loro? Ma soprattutto, chi è la strega? Dapprima i sospetti cadono su Bebe, vero nome di Charlotte, diventata mascotte di Mami (ironia della sorte) ma in realtà lei è innocente, e l'identità della vera colpevole è chiara fin da subito, non solo perché è spoilerata nell'opening (unico vero passo falso degli sceneggiatori), ma chi altri poteva avere un così forte desiderio di vivere in una realtà finalmente felice in cui esiste Madoka, se non la stessa Homura? Quando Akemi lo capisce, e Bebe e Miki (da aiutanti della dea) spiegano tutto alle altre maghette (a parte Madoka, che non ricorda di essere giunta lì per salvare Homura), la verità si palesa attraverso Kyubey: nella realtà, il ciclo della Soul Gem di Homura si è esaurito e gli incubator - per studiare il processo per il quale le Soul Gem si estinguono - intrappolano la gemma prima che l'anima possa essere salvata dalla dea chiamata Kaname Madoka attraverso la cosidettà "Law of Cycles". L'anima di Homura è quindi intrappolata, non può essere né salvata da Madoka, né "evolversi" in strega: per questo, si ripiega su se stessa, creando l'illusione di un'intero micro-cosmo al suo interno, nel quale sono attirate le altre mahou shoujo. Lo scopo degli incubator è poter catturare Goddess Madoka per intrappolare la sua inestinguibile fonte di energia, ma tutte combattono contro questo malefico proposito. Homura, diventata ormai strega, non vuole Madoka sia utilizzata di nuovo dagli incubator, per questo preferisce vivere in eterno in disperazione, piuttosto che rivelare il segreto di Madoka e ciò per cui lei si è sacrificata. Ma, nonostante tutto, le ragazze uniscono la loro forza e riescono ad uscire fuori dall'illusione, sconfiggendo la strega: compare così la Dea Madoka, giunta a liberare infine l'anima di Homura portandola con sé. Ed è qui che avviene il vero colpo di scena: dalla soul gem di Homura, che dovrebbe essersi esaurita, si sprigiona un'emozione ancora più forte della disperazione... l'amore. Seguendo questo sentimento, Homura cattura Madoka, riportandola nella realtà e riscrivendo la realtà stessa. Ma se alla fine della serie Madoka lo aveva fatto per salvare dalla disperazione tutte le mahou shoujo, le motivazioni di Homura sono diverse: a lei non importa delle altre maghe, l'unica cosa che vuole è salvare Madoka dalla sua solitudine infinita, ma per fare questo va contro i suoi stessi desideri e distrugge così la realtà che lei così faticosamente aveva creato. Se Madoka è una Dea, allora Akemi Homura si trasforma così in un Diavolo. Nella nuova realtà, sono tutte tornate in vita, non solo Madoka, ma anche Miki Sayaka e Bebe. Ma Madoka nel suo inconscio sa di essere nel posto sbagliato, sa di essere una dea, ma quando il ricordo sta per riaffiorare, Homura è lì ad impedirlo. Ma sa che non potrà durare per sempre, e che Madoka presto ricorderà tutto e, quando lo farà, non potrà che considerare Homura sua nemica.
Non ci sono controsensi nelle motivazioni di Homura, come qualcuno ha detto: perché tutto quello che lei ha fatto - dalla prima fino all'ultima puntata - l'ha sempre fatto solo ed esclusivamente per amore di Madoka, per salvarla. Quindi, anche se è dovuta andare contro la sua volontà, anche se ha dovuto riscrivere le leggi dell'universo, anche se si è dovuta sacrificare trasformandosi in demone, lei rimane sempre fedele a se stessa e ai suoi propositi: salvare la persona che ama. Come non trovare superbo un epilogo del genere?

Certo, da fan di Homura dispiace che sia sempre lei a dover soffrire e a dover sacrificarsi, ma sono convinta che questo non faccia altro che rendere migliore il suo personaggio, più complesso rispetto a quello di Madoka che è la tipica eroina pura e giusta. E poi non è nemmeno detto che questa sia la fine, visto che la storia apre ad un possibile seguito, anche perché il quesito principale che sorge nella nuova realtà è: cosa succede alle soul gem delle mahou shoujo quando si esauriscono, ora che non c'è più la dea Madoka a salvarle?

Sul comparto grafico non c'è molto da dire, a parte che è in linea con i film precedenti, se non superiore, quindi è una gioia per gli occhi, un livello qualitativo eccelso che raramente si riscontra in opere del genere.