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Kida_10

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Outbreak Company" è una serie della stagione autunnale 2013 composta da dodici episodi di durata canonica, tratta dall'omonima light novel scritta da Ichirō Sakaki e illustrata da Yūge.

Shin'ichi Kanō è un grande appassionato di anime e manga, al punto tale da emarginarsi dalla società per concentrarsi su di essi, divenendo quindi un perfetto otaku. Le sue conoscenze nel campo dell'animazione gli torneranno però presto utili: di fatto, come per magia, il protagonista verrà segretamente trasportato dal governo giapponese in un nuovo mondo scoperto di recente, con il compito di insegnare la cultura otaku ai suoi abitanti.

E' una trama non certamente originale quella di "Outbreak company", di giovani ragazzi scaraventati per un motivo per l'altro in dimensioni o mondi alternativi se ne sono visti parecchi, tuttavia l'opera riesce a non annoiare lo spettatore, proponendo in continuazione delle ottime gag che, seppur alla lunga risultino ripetitive, riescono a intrattenere. La trama è molto semplice, si sviluppa discretamente bene, e riesce nel poco tempo a disposizione a toccare, anche se in maniera un po' superficiale, una grande quantità di problemi che avvolgono nell'ombra la contemporanea società giapponese. Ovviamente tali tematiche non vengono affrontate in maniera seria e profonda, ma con alla base un pizzico d'ironia che rende la visione leggera e facile da seguire.
I personaggi presentati sono pochi e godono di una discreta caratterizzazione, pur non discostandosi molto dagli stereotipi del genere.

Il comparto tecnico è più che discreto, ottimo il design dei personaggi, sufficientemente dettagliati i fondali e ben congegnata l'ambientazione. Vista la tipologia dell'opera è lecito aspettarsi una buona dose di fanservice, che però non risulta invadente e soprattutto non compromette la qualità globale del prodotto.
Il comparto sonoro si comporta bene, proponendo delle ottime colonne sonore, un'opening fresca e melodiosa, e un doppiaggio adeguato.
Il finale non conclude completamente la vicenda, molte cose rimangono in sospeso, ma tutto sommato chiude più che bene quello che sembra essere solamente il primo arco di una trama destinata a prolungarsi per lungo tempo. La light novel di riferimento è tuttora in corso in Giappone e al momento conta quattordici volumi.

In conclusione, "Outbreak Company" è un'opera leggera e divertente, da guardare senza troppe pretese, ma che comunque nella sua semplicità riesce a lanciare dei messaggi più profondi di quanto preventivato. Nel complesso, discreta.


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npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Prima di cominciare questa recensione ho ritenuto opportuno dare un'occhiata in giro per vedere se la chiave di lettura che ho applicato a questo anime fosse stata già colta da altri utenti oppure no. Da questa ricerca ho dovuto constatare che l'idea che mi son fatto di questo anime è piuttosto innovativa e, per certi versi, provocatoria. Molti, probabilmente saranno sorpresi dal vedere accostato a un anime all'apparenza innocuo un'analisi del genere ma, anche se in maniera molto timida, a mio avviso questo lancia un messaggio molto più complesso di quanto può sembrare. Oddio, forse ho saputo vedere in questo "Outbreak Company" qualcosa che in realtà non esiste; però credo sia interessante sottoporre alla valutazione di chi legge la mia interpretazione delle vicende che si svolgono nel Sacro Impero di Eldant.

Alle pendici del monte Fuji viene scoperto un buco attraverso il quale è possibile accedere a un mondo parallelo. Qui la società è ancora di tipo medioevale e ha forte connotazioni fantasy, in quanto oltre agli umani vi troviamo anche elfi, nani e diversi tipi di diverse creature. Il governo giapponese tiene nascosto al resto del mondo l'esistenza di Eldant e comincia a intrattenere rapporti con loro al fine di ottenere dei profitti. In particolare viene deciso che il modo migliore per raccogliere il consenso della popolazione indigena è quella di diffondere la cosiddetta cultura otaku, e a tal fine viene reclutato Shinichi Kano, un hikikomori con vastissime conoscenze in materia.
Lo ammetto: dopo aver visto i primi episodi di questo anime ho pensato si trattasse di una colossale scemenza e tale impressioni è rimasta tale per i due terzi della durata complessiva di questo anime. Gli episodi finali, però, hanno capovolto completamente la mia considerazione sugli avvenimenti visti fino a quel momento e mi hanno convinto dell'esistenza di un significato più profondo in quella che appariva come un'opera nata solo per cercare di divertire un pubblico non molto pretenzioso.

Non è un segreto che da qualche tempo nel nostro Paese si sono levate forti voci critiche nei confronti dell'animazione giapponese. Tradizionalmente chi la disprezzava si limitava a classificare tutto a priori come immondizia senza aver mai visto un anime in vita sua; ultimamente, però, si sono levate voci diverse che ponevano problemi che non potevano essere più classificati come frutto di ignoranza o di pigrizia mentale. La loro analisi si basa, infatti, su elementi certi e incontestabili; con le loro conclusioni, però, arriveranno a ipotizzare una sorta di teoria del complotto che fa piuttosto ridere. O, almeno, che mi faceva piuttosto ridere prima di aver visto questo anime.
E' davvero possibile che il Giappone, privo dell'esercito che aveva un tempo e non avendo la forza economica necessaria abbia intenzione di conquistare il mondo usando un'arma culturale? E' questo che affermano i "complottisti", ma è anche quello che cerca di fare il governo giapponese nei confronti del regno di Eldant. Che questo anime dietro un'apparente finzione celi la descrizione di una realtà possibile?
A mio avviso i tempi dei "Protocolli dei Savi di Sion" sono ormai superati e un'operazione su così grande scala mi appare come un'utopia; tuttavia è indiscutibile l'uso interno degli anime al fine di educare le masse. Ma allora è talmente implausibile che anime e manga vengano utilizzati per un indefinito uso esterno? A mio avviso penso sia ingenuo pensare che non ci sia, anche se ipotizzare scenari di conquista e simili continua a sembrarmi una solenne scemenza.
Quel che è certo, però, è l'intento dell'autore di rivendicare per la cultura otaku un ruolo esclusivo di intrattenimento e divertimento slegato da qualsiasi altro fine meno nobile. Lo fa in un modo che può apparire strampalato ma è comunque efficace e raggiunge lo spettatore.

Tornando all'anime, l'ho trovato terribilmente noioso; in pochi episodi riesce però a ribaltare la mia valutazione che da negativa diventa positiva. Fa riflettere sull'uso che si può fare delle passioni della gente e, nonostante il lieto fine, lascia l'amaro in bocca se si pensa a quanto sia facile manipolare le masse. Ma questo, ahimè, lo sapevo già.


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Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Outbreak Company" è una commedia/fantasy uscita nel 2013 e composta di 12 episodi. Un'opera di discreta fattura che, nonostante riprenda alcuni "tipi" già visti in molti altri anime, è comunque capace di introdurre elementi originali.

Shin`ichi Kanou è un vero appassionato di anime/manga e via dicendo e, proprio per questo motivo, si ritrova ben presto emarginato dal resto della società, un po' per una sua scelta, un po' a causa del giudizio negativo dei suoi compagni nei confronti di questo suo atteggiamento. Un bel giorno partecipa ad un sondaggio in internet dove si studiavano le conoscenze personali in campo "otaku" (appassionati di anime e manga) e Shin`ichi è riuscito a passare il test con il massimo dei voti. La compagnia che lo aveva organizzato allora contatta il ragazzo e lo coinvolge in una strana avventura: di fatto esiste un altro mondo, parallelo al nostro, dove gli abitanti sono fermi all'età medioevale e, ancor più interessante, conoscono la magia. Con questo mondo, dai forti caratteri fantasy, il governo giapponese ha intenzione di stringere rapporti commerciali, ma per farlo ha bisogno di un esperto, capace di insegnare a questi ultimi, le conoscenze basilari sulla cultura giapponese (in particolare anime e manga).
Shin`ichi viene spedito a svolgere questo importante incarico e, man mano, imparerà sempre di più le tradizioni e i comportamenti di questi strani "coinquilini". Foaran Myucel, in particolare, è una mezz'elfa/cameriera, con cui il ragazzo stringerà subito amicizia e, forse, col tempo, qualcosa di più. Anche la giovanissima regina, Petralka Anne Eldant III, risulterà molto interessata, sia al mondo dei manga/anime sia allo stesso Shin`ichi.
Insieme dovranno affrontare varie difficoltà che possono variare per quanto riguarda l'intensità e la pericolosità: nemici interni o anche contrasti con il governo giapponese, le cui richieste si faranno sempre più esigenti.

"Outbreak Company" non è certamente un'opera sensazionale, ma riesce a mantenere un registro piuttosto buono e una qualità più che discreta. La grafica è buona e con essa anche le musiche e la regia. I personaggi sono realizzati, volutamente, in maniera molto "moe" (teneri e dai grandi occhioni affettuosi), riprendendo così alcuni cliché tipici che, tuttavia, non influiscono in maniera pesante sul resto dell'anime.
Durante le varie vicende si alternano episodi simpatici con altri di valenza più profonda, ciò riesce certamente a coinvolgere lo spettatore, trasformando l'anime in qualcosa di più che una semplice commedia.

Personalmente ho apprezzato molto "Outbreak Company", non solo per i momenti divertenti, ma anche per i messaggi espressi che, seppur semplici, fanno riflettere e pensare. I protagonisti subiscono una chiara evoluzione nel corso delle puntate, sembrando così molto meno statici a livello caratteriale. Dietro una facciata di semplicità e allegria, si nascondo sentimenti dolorosi e profondi, dovuti, per esempio, alle discriminazioni interne al regno o allo sfruttamento che il governo giapponese sta man mano attuando nei confronti di questo nuovo territorio.
Dunque, in conclusione, consiglio a tutti quest'opera e spero che, come a fatto con me, sia in grado di far nascere ben più che una semplice risata. Prego per una seconda serie.

Voto finale: 7/8…sono indeciso.


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Peip

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Outbreak Company è la trasposizione animata dell'omonimo manga di Ichirou Sakaki, andata in onda nella stagione autunnale del 2013.
La trama ruota attorno alla figura di Shinichi Kanou, un giovane ragazzo come tanti, se non fosse per la sua grandissima conoscenza della cultura otaku, al punto da esserne forse il maggior esperto. A causa di questa sua peculiarità viene ingaggiato dal governo giapponese per un delicato compito diplomatico. Esiste infatti un mondo parallelo, Eldant, il cui accesso è situato in una foresta alle pendici del monte Fuji. Qui Shinichi avrà il delicato compito di portare avanti le relazioni tra i due paesi e soprattutto di diffondere la cultura otaku, riuscendo a stringere amicizia con la sua cameriera Myusel, una mezza-elfa, e con il giudice supremo di Eldant, Petrarca.
Direi che questa serie è una di quelle su cui non c'è da spendere molte parole. Si tratta di una commedia principalmente, dove scenette comiche si susseguono nel corso della storia, smascherando così le peculiarità di Eldant, in cui il protagonista si muove. Questo nuovo mondo non presenta molti spunti originali, si tratta della solita ambientazione fantasy con un livello di tecnologia paragonabile al medioevo. Il vero protagonista della serie in questo senso può considerarsi la cultura otaku, motore pulsante dell'intera vicenda e sempre al centro della storia. In questo contesto non viene però vista con la solita sfaccettatura negativa, ma viene considerata come portatrice di nuovi ideali, in un mondo in cui gran parte della popolazione è analfabeta e le razze che lo popolano vivono costantemente in attrito l'una con l'altra, con delle discriminazioni evidenti. Naturalmente il carattere leggero e comico dell'opera non si sofferma troppo su questi aspetti e anche la durata compressa in un arco narrativo di 12 episodi non permette le dovute attenzioni. In ogni caso gli spunti sono buoni e piuttosto interessanti.
Sui personaggi non mi fermo a spendere molte parole. Nessuno spicca particolarmente, né mi hanno colpito per la loro originalità, ma nonostante ciò svolgono coerentemente il loro ruolo e risultano ben inseriti nel contesto in cui devono muoversi.
Per quanto riguarda il lato tecnico ovviamente non c'è molto da dire. I disegni sono buoni, anche se i tratti sembrano ormai ricalcare quelli di altri anime, come sempre più spesso accade ormai. Il comparto sonoro può ritenersi valido, anche se come molti altri aspetti, non colpisce particolarmente lo spettatore.
Outbreak Company in definitiva è un prodotto discreto, che intrattiene, diverte e offre buoni spunti di originalità nella trama, ma che non può né pretende, a mio avviso, di andare oltre.


 2
Haru glory

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Piacevole rivelazione dell'autunno 2013, questo anime che trar origine da una novel attualmente in corso, viene prodotto dallo studio Feel ed è a mio parere tra le sue migliori realizzazioni degli ultimi anni. La trama è piuttosto semplice, un hikikomori viene selezionato dal governo giapponese per divulgare la cultura otaku in un mondo di classico stampo fantasy raggiunto tramite un portale dimensionale; qui si troverà ad avere a che fare con elfi, nani, lucertoloni e lupacchiotti antropomorfi. Lo sviluppo della trama apparentemente banale inizia come aspettato con classiche scene che vedono protagoniste maid, loli, tsundere ecc. nei loro classici siparietti, con il passare degli episodi viene però affiancato da nuove tematiche e la storia va a toccare argomenti molto più seri come la disparità sociale, il diritto all'istruzione, il razzismo e il terrorismo.
Venendo a considerazioni più tecniche l'animazione è sufficiente e le ambientazioni ben curate, peccato per il character design è piuttosto banale e forse fin troppo simile a quello di precedenti opere dello studio, per quanto riguarda la parte audio ost gradevoli e opening carina.
Come classica commedia/harem/fantasy non si distingue per originalità dei personaggi ed espedienti narrativi nella trama ma riesce ad essere gradevole e quanto meno intrattiene lo spettatore senza risultare mai noioso per tutti e 12 gli episodi grazie a una sceneggiatura con pochi colpi di scena ma ben pensati e sviluppati, il tutto non eccedendo con il pur presente fanservice, difetto comune a molti anime del genere. Lo consiglio a chi cerca una commedia (talvolta anche citazionistica) con un classico sfondo fantasy e che allo stesso tempo non disprezzi gli harem con personaggi stereotipati. Il mio giudizio finale viene limitato dal fatto che non è una di quelle storie il cui finale lascia veramente soddisfatti ed inoltre in varie scene la trama (che non posso citare per motivi di spoiler) può risultare scontata, tutto sommato riesce però a colpire positivamente tra gli anime di questo genere.


 6
Rygar

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Riuscire a creare un prodotto che sappia denunciare il fenomeno degli otaku riuscendo a coniugare le tematiche della discriminazione tout court in un contesto fantasy non è opera di facile portata. Outbreak company tratta di tutto questo senza prendersi esageratamente sul serio.

Outbreak Company è una serie della stagione autunnale 2013 composta da 12 episodi di durata canonica. L'opera trae origine dalla light novel Outbreak Company: The Moe Invader del 2011, la quale ha dato origine ad un manga nel 2012.

Trama: Shin'ichi Kanō è la tipica nullità prodotta dalla società giapponese. Potrebbe essere la perfetta sintesi tra un otaku, un NEET ed un hikikomori, infatti trascorre gran parte del suo tempo chiuso in casa tra videogiochi e opere d'animazioni senza svolgere altre attività degne di rilievo. Un giorno riceve un'offerta da parte del governo giapponese come direttore e diffusore della "cultura otaku" presso un luogo chiamato "Regno di Eldant". Eldant è in realtà un mondo totalmente diverso, ove la magia sostituisce la scienza, in cui convivono diverse razze (umani, elfi, nani, mannari ecc.), e questo mondo sembra essere terreno fertile per la diffusione di questo prolifico business. Su Eldant domina l'analfabetismo, spesso le varie razze sono in conflitto tra loro e sussistono enormi discriminazioni tra i figli di sangue puro ed i sangue misto (come i mezzelfi), per cui, l'istituzione di una scuola che permetta alle varie razze d'apprendere tutto sul mondo degli anime e dei manga pare proprio la soluzione ideale per "diffondere la cultura" (e per espandere il relativo mercato). Che cosa si nasconde dietro le intenzioni del governo? Riuscirà Shin'ichi a "diffondere il verbo"?

Grafica: non è malvagia. Le ambientazioni sono ottime per varietà, realizzazione e grado di dettaglio. Ottime anche le animazioni, splendide durante il lancio degl'incantesimi. Character design bruttino, migliorabile. Buon monster design.

Sonoro: complessivamente valido. L'opening è molto carino e piuttosto appropriato per le tematiche fantasy. L'ending è più delicato, enfatizzato dal piano e dal violino, molto carino. Ottimi gli OST, buoni gli effetti sonori. Ottimo doppiaggio.

Personaggi: un'orda di personaggi dalle razze fantasy più disparate è una delle peculiarità di Outbreak Company. La caratterizzazione è discreta, enfatizzando le tipiche sfaccettature che tanto piacciono agli otaku (dalle maid, alle tsundere, fino alle ragazze animalesche), mostrando di tanto in tanto qualche sprazzo di sagacia. L'evoluzione complessiva è ben presente, così come il fattore introspettivo, ottima interazione.

Sceneggiatura: il lavoro su questo comparto è egregio. L'opera risulta essere scorrevole e fruibile tramite una buona gestione temporale, chiara e lineare. Il ritmo complessivo s'attesta su livelli medio/veloci. Non mancano le scene d'azione, talvolta sforando in qualche scena di violenza e discriminazione razziale. È presente un discreto quantitativo di fanservice, spesso utilizzato a scopi parodistici. I dialoghi sono nella media.

Finale: non è propriamente il massimo ma è accettabile. L'ultima battaglia si rivela essere discretamente interessante, molto belle le scene tra Shin'ichi e Miusel, ben fatta la figura del "Don Abbondio" giapponese. L'opera potrebbe dare alla luce un'eventuale seconda serie come potrebbe concludersi così.

In sintesi: se si riesce ad andare al di là delle parvenze e delle innumerevoli parodie sugli otaku, sui NEET e sugli hikikomori, Outbreak Company si rivela come un buon prodotto che sa prendersi in giro, denuncia a modo suo la "cultura otaku", e riesce a trattare con discreta abilità anche alcune tematiche non propriamente leggere, quali l'analfabetismo, la discriminazione razziale e la divisione in ceti, riuscendo (a modo suo) a trovare una sua risposta ed una sua soluzione. Questa serie si rivela essere meno banale di ciò che appare e può intrattenere più del previsto. Consigliato agli amanti del fantasy, della commedia e di chi ama parodizzare il mondo e la sottocultura otaku.


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Musso92

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Se dovessi descrivere Outbreak Company con una parola direi "sfortunato". Perché sfortunato? Semplicemente perché ha avuto la sfortuna di essere trasmesso in un periodo fin troppo saturo di anime dalle tematiche simili, e soprattutto strapieni di Ecchi e Harem, tanto da provocare il disgusto di molti, me compreso. Se solo fosse uscito qualche anno prima, probabilmente sarebbe stato molto più valorizzato, e non mi sarei fatto problemi ad alzargli di poco il voto, ma andiamo per ordine.

La trama è tanto semplice, quanto poco originale: un Neet-Otaku di massimo livello viene selezionato per fare da vero e proprio missionario in una terra fiabesca situata chissà dove, come ne abbiamo già viste a migliaia. Il suo compito è quello di diffondere il verbo Otaku nel suddetto mondo, per accaparrarsi le simpatie (e ben altro) degli abitanti del posto. Costui viene magicamente circondato in un batter d'occhio da belle ragazze di ogni tipo, svelando così di essere l'ennesimo Harem/Ecchi che ormai, diciamocelo, ha veramente scassato le balle. Questo è il maggior difetto della serie, che suo malgrado deve confrontarsi con l'infinito numero di Harem già usciti in precedenza, e dimostrando quindi di non fare dell'originalità il suo punto forte.

Altra nota dolente sono i personaggi, che come ogni buon Harem che si rispetti saranno macchiette stereotipate a più non posso, dalla Maid timidina Miusel, alla ragazzina Tsundere con il nome più ridicolo mai esistita Petrarca. Shinichi per fortuna dimostra un minimo di carattere, per poi alternarsi al classico ragazzino bravo e buono protagonista di ogni Harem, ma riesce comunque a strappare qualche sorriso. E non parliamo del chara dei personaggi, veramente orripilante, il volto soprattutto è grottesco e mette quasi timore, insomma, si poteva fare di meglio.

Da come l'ho descritto sembra strano che il voto finale sia una sufficienza, eppure non posso non ammettere che vi siano anche diversi pregi. Il comparto tecnico è di alto livello, come ormai la maggior parte delle serie recenti, seppure le OST e le Opening non siano il massimo, la trama dimostra di essere piuttosto interessante, soprattutto nella parte finale della serie (il Giappone cerca di conquistare altri paesi con i manga, sicuri sia solo finzione?) e l'umorismo riesce di tanto in tanto a essere convincente e più o meno efficace. Le citazioni ad altri anime ovviamente sono un'infinità, forse fin troppe, anche perché alla lunga denotano poca fantasia. Ma tutto sommato la serie nel complesso scorre tranquillamente, e dimostra di essere leggermente superiore a tantissime altre opere del genere. Ma come dicevo all'inizio della recensione, in un periodo in cui Harem ed Ecchi sono fin troppo presenti, questa serie è per forza di cosa messa in secondo piano.

Riassumendo cosa potrei dire? Se siete Otaku alle prime armi, e non vi siete ancora stufati degli Harem, Outbreak Company può essere un ottimo titolo. Se invece, come tanti altri, siete ormai allergici a questo genere di anime grazie ai millemila titoli simili presenti in circolazione potete tranquillamente evitarlo, non vi state certamente perdendo la serie del secolo.