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GB1971

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GB1971

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
A mio parere il più bello tra i robottoni di Go Nagai. E' vero, a guardarlo oggi i disegni sono superati, le puntate autoconclusive sono ripetitive e alcune situazioni che si riscontrano nell'anime fanno quasi sorridere per la loro infantilità.
Detto questo, però, l'originalità del robot magnetico, il nemico che viene dalla Terra e dal passato e non dallo spazio, e soprattutto la complessità del carattere di Hiroshi e la sua difficoltà ad accettare il suo ruolo di supereroe, ne fanno un capolavoro del genere. Naturalmente il mio voto è influenzato dalle emozioni che questo anime mi ha fatto provare da bambino, ma anche a rivederlo ora non mi ha deluso, anzi, non posso che apprezzare quello che per me rimane un caposaldo del genere robot.


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doctor Octopus

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
Jeeg è un altro storico automa nato dalla mente di Go Nagai, ma è differente dai vari Mazinga e Goldrake, perché è un robot dai componenti magnetici e dai colori diversi; Mazinga è nero, blu e rosso, mentre Jeeg è giallo, bianco e verde. Inoltre, il protagonista, Hiroshi Shiba, non è un pilota spaziale, ma un ragazzo che si trasforma nella testa del robot, grazie agli speciali guanti che gli ha regalato il padre, prima di morire. Certo, ha la sua tuta particolare (anzi, a dirla tutta, ne ha due, quelle delle trasformazioni intermedie), ma qui l'unica pilota spaziale è Miwa, l'assistente del dr. Shiba, che guida anche il Big Shooter, l'astronave che lancia i componenti a Jeeg. Hiroshi, vestito come Elvis Presley, è un pilota da corsa in rotta con il padre scienziato, che, inizialmente, non accetta il ruolo di supereroe. Un ragazzo ribelle, una testa calda, per questo mi piace.
"Jeej Robot d'Acciaio" è una serie ben fatta, con psicologie indovinate, colpi di scena e personaggi indimenticabili, come la madre di Hiroshi, Kikue, la piccola Mayumi, il giovane meccanico Shorty e il professor Dairi, amico e collega del dottor Shiba. I cattivi, poi, sono implacabili, specie la regina Himika, il Signore del Drago (successore della regina) e il ministro Amaso - quello che sembra un tipico afro-americano degli anni '70.

Da non dimenticare il generale Flora, il braccio destro del Signore del Drago, perché è molto più di una semplice cattiva. Certo, non è perfida come la regina del regno sotterraneo, ma ha una personalità interessante e in continuo mutamento. Ben giostrati sono i rapporti conflittuali fra padre e figlio, ma anche quelli fra Hiroshi e Miwa, anche se la frase: "Per me, sei solo il pilota che mi lancia i componenti", detta da Hiroshi nella famosa puntata del guerriero Hyamatai (che rapisce Miwa, perché la scambia per sua moglie, morta millenni prima) è poco simpatica e per niente romantica.
Da citare la base antiatomica del professor Dairi, diversa dalla Fortezza delle Scienze del dottor Kenzo Kabuto, ma comunque ricca di sorprese, come la capsula spaziale che, dopo un decollo verticale antigravitazionale, vola nel cielo per combattere l'astronave di Himika ad armi pari. Tecnologica, all'epoca, la versione computerizzata dl dottor Shiba, specie quella del ciondolo di Hiroshi, che anticipava un po' il computer K.I.T.T. della serie di telefilm USA "Supercar". Immancabile è il robot buffone che stempera i momenti di tensione, non Boss Robot, ma il Mechadon (che si presenta qui in due versioni diverse), pilotato da Don e Pancho, rivali anche in pista di Hiroshi. Che risate quando una talpa sbucava fuori dalla terra, per farsi beffe dei due piloti pasticcioni.

Buone sono le battaglie fra Jeeg e i mostri Haniwa e ottime le metamorfosi del robot. Fra le mie preferite, quella con Antares, il cavallo meccanico che trasformava Jeeg in un invincibile centauro.
La canzone italiana, intonata da Fogus, poi, era una delle hit più gettonate di fine anni '70. Come per "Mazinga Z", la sigla era la versione italiana di quella originale, però mi convinceva di più di quella del Galaxy Group. Ottima la prova di Romano Malaspina come Hiroshi, dignitosa la Miwa di Emanuela Rossi, indimenticabile Anna Teresa Eugeni come regina Himika.
Da dimenticare è il film di montaggio, uscito nei nostri cinema, nel 1979.


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npepataecozz

Episodi visti: 46/46 --- Voto 8
Quando i mega-robot di prima generazione dominavano il palcoscenico nella produzione di manga e anime, "Jeeg robot d'acciaio" ne poteva essere considerato, senza ombra di dubbio, il simbolo incontrastato. Sarebbero dovute passare diverse decadi, fino alla nascita di Evangelion e dei robot di seconda generazione, prima che questo primato potesse essere messo in discussione, almeno per gli appassionati di animazione giapponese; per la massa ritengo che tale primato rimanga ancora ben saldo.
Cos'è che rende Jeeg superiore ai vari "Mazinga", "Goldrake" e soci agli occhi dello spettatore medio?
In primo luogo la caratterizzazione dei vari personaggi: sulla base di un canovaccio ormai consolidato sono stati innestati una serie di personaggi per nulla piatti o stereotipati, ma che cominciavano a far intravedere un certo travaglio psicologico. Hiroshi ne è l'esempio più significativo: un eroe sui generis per l'epoca, pieno di dubbi e rancori che, almeno inizialmente deve adattarsi a un ruolo che non sente proprio. E nonostante questo risulta essere un personaggio pieno di carisma.

Una menzione particolare meritano anche i cattivi, così ben caratterizzati e ben disegnati da rimanere nell'immaginario collettivo oltre che rappresentare un punto di riferimento per le varie produzioni successive.
In secondo luogo credo che sia risultata particolarmente attraente la stessa configurazione data al robot, con Hiroshi che si trasforma prima in un cyborg e poi nella testa di Jeeg e con Miwa che deve ogni volta lanciargli i componenti. La stessa frase "lanciami i componenti" è ormai di uso - scherzoso - comunissimo. Anche il campionario di armi a disposizione del robot è tale da lasciare spazio alla fantasia specie dei più piccoli.
Nell'edizione italiana, poi, non si può sottovalutare il grandissimo contributo data dalla sigla, per lungo tempo attribuita a Piero Pelù ma che in realtà appartiene a un certo Fogus. Tengo a precisare che se le parole sono in italiano la musica è rigorosamente "made in Japan", il che dovrebbe fare riflettere chi rimpiange le sigle nostrane di una volta etichettando come spazzatura quelle originali.
Trovare dei difetti in "Jeeg robot d'acciaio" sarebbe facilissimo oggi, ma sarebbe altrettanto ingeneroso verso uno degli anime pionieri del suo genere nel nostro paese.

Chi lo guardasse oggi per la prima volta ne criticherebbe una certa ripetitività dei vari episodi oltre a una grafica ormai datata; ma, come dico spesso, prima di dare un giudizio bisognerebbe dare un'occhiata alla carta d'identità di un anime e contestualizzare. Jeeg non godeva dell'esperienza di anni e anni di storia dell'animazione né delle tecnologie attuali; e il risultato ottenuto, tenendo conto di questo, è sbalorditivo.
In definitiva stiamo parlando di un classico dell'animazione, un anime che ha fatto davvero la storia e che ha creato numerose tendenze, artistiche e non solo artistiche. Qualora ancora esistesse una "mosca bianca" che ancora non ne avesse visto nemmeno un episodio farebbe meglio a rimediare.


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Sonoko

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
Quando ero piccola Jeeg era il mio robottone preferito, e non soltanto per i suoi colori così allegri e vivaci. La storia è originale rispetto ad altre serie simili, in quanto Hiroshi si trasformava nella testa di Jeeg, a cui Miwa aggiungeva i componenti, e non era un semplice pilota. In quest'anime non c'è il solito gruppo di piloti con il capo che si distingue dalla tuta rossa, e un altro elemento era la maggiore importanza di Miwa rispetto ad altre sue colleghe (tipo June in Mazinga): senza di lei Jeeg/Hiroshi era quasi del tutto inerme, non avrebbe potuto fare nulla.

Nel corso della serie vi sono 2 cattivi principali, Himika e l'Imperatore delle Tenebre. Sinceramente quest'ultimo non mi diceva proprio niente, mentre Himika è rimasta un'istituzione (in particolare è memorabile la sua formula magica che richiamò l'Imperatore), diciamo che alla fine mi è un po' dispiaciuto per lei. Non per niente è lei che riappare nella serie Shin Kotetsu Jeeg, una sorta di remake (che poi sarebbe anche un sequel) di cui ho avuto modo di vedere un paio di episodi a quella memorabile edizione del Napoli Comicon in cui fu ospite Go Nagai.

Trovo la sigla fantastica, e per me il doppiaggio è ben fatto, come pure il character design. Il finale è accettabile, peccato che almeno i primi episodi della serie Shin mi abbiano scioccata per una certa notizia relativa a certi personaggi a distanza di anni. D'altra parte da una serie shounen non bisogna aspettarsi granché in un certo senso. Perciò questo elemento, che d'altra parte non appartiene alla serie in esame, non influenzerà il mio voto, che è 10.

lelli

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lelli

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
Che dire se non che un tempo gli anime erano veramente belli, semplici e, anche se presentavano combattimenti, non c'era la violenza degli anime attuali. Jeeg per me è davvero un grande anime, vorrei tanto che fosse rimandato in onda, magari la sera. Secondo me, sicuramente avrebbe successo anche con la generazione di adesso e magari potrebbe insegnare che gli anime non devono essere violenti, ma devono trasmettere sentimenti positivi. Se fosse mandato in onda Jeeg sarebbe ancora un successo, e io sarei sicuramente incollata alla tv perché con questi anime ci sono cresciuta.


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demone dell'oscurità

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
La serie ha dato origine a parecchi dei mecha esistenti di questo genere. Bisogna anche dire che la serie non è proprio un perfetto mecha, infatti nasconde dei punti molto "umani" all'interno della trama, che a mio avviso si colloca come una delle più belle in assoluto di questo genere.
Questa serie nasce sotto buoni astri, come il desiderio di un mondo migliore, che si riflette da padre in figlio seppur con toni e modi di vita differenti, laddove la saggezza difficilmente toglie il posto all'arroganza e alla voglia di rompere gli schemi con ciò che è stato il passato.
C'è anche da dire che non mancano temi assolutamente originali per una serie come questa, quali lo sport (i motori, in particolar modo) e strane creature che a ogni modo ricordano degli esseri umani, dove il filo tra umano e alieno per molti personaggi antagonisti è davvero impercettibile.

Dicevo della sapienza.
Ebbene la sapienza in quest'anime viene vista come un desiderio irrefrenabile di conoscere per evitare, di conoscere per raggiungere un ideale giusto, tema molto caro nei mecha futuri. Ma qui trova la collocazione giusta non all'interno di stirpi meticce con altri alieni o similari, bensì nella capacità dell'uomo di rendere la macchina un destino positivo per le genti che verranno, non come salvezza, ma come possibile difesa. Uso il termine possibile difesa perché non è chiaro quali siano i disegni del destino tracciati per il giovane protagonista che farà uso di questa formidabile arma. Ma il fine è quello di completare progetti di lontana memoria e compiere missioni legate a oggetti misteriosi, che non sempre si trovano nell'esteriorità di un robot.

A dire il vero molti temi qui affrontati vengono ripresi in un film uscito nelle sale quest'anno, ovvero "Iron man 2", e mi sembra che il regista di quel film si sia ispirato molto a ciò che avviene in questo anime, in quanto pare ci sia un parallelismo perfetto!

Una particolarità di questa serie è che l'uomo non si evolve come dipendente della macchina, ma in essa la macchina è un prolungamento di una volontà, che può essere dovuta a un uomo solo o a più uomini aventi lo stesso ideale, laddove la confusione dei protagonisti sembra regnare sovrana per buona parte della serie.
Ma tutti sappiamo che un diamante allo stato grezzo può solo brillare di più di ciò che realmente si vede, per usare una frase di "aladdiniana" memoria, e questo è ciò che avviene al protagonista verso il finale di questa serie. Un finale che cambierà quasi completamente le sorti dell'intera trama, contorta fino alla fine.

Ma ciò che quest'anime effettivamente ci insegna è come la ribellione agli schemi, portata avanti da un ragazzo, appartiene solo alla vivacità di un importante momento della vita quale è l'adolescenza, che è l'anticamera della completa maturità di ognuno di noi. In essa gli errori sono all'ordine del giorno e non si finisce mai d'imparare.
E quando s'impara, il più delle volte ci si dispera per non avere compreso subito insegnamenti che siamo soliti mandare a quel paese - non è vero?
Quest'anime è adatto fortemente alle problematiche giovanili; altro che i tronisti, datemi retta!

simona

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simona

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
Rivedendo questa serie, oggi si può provare l'emozione di rivivere quelle scene e quei sentimenti che si provavano allora!
Jeeg robot mi ha sempre colpita in modo particolare perché i robot della serie non erano raffigurati come macchine, ma bensì come esseri umani in tutto simili all'uomo. Macchina e uomo sono compagni in una lotta contro l'ostacolo comune. L'ambientazione era molto spettacolare: la base atomica, la rampa di lancio del big shooter e la motocicletta del protagonista sono rimaste impresse nella memoria di tutti. Anche i suoni associati ai movimenti e alle armi fanno la loro parte, e in questo capolavoro sono l'arma segreta della serie.


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Hadrill

Episodi visti: 26/46 --- Voto 9
Una delle migliori serie robotiche di sempre.
Jeeg ha molti punti di forza: una trama articolata, nonostante la struttura episodica, personaggi estremamente approfonditi e credibili, atmosfere cupe e drammatiche, belle scene di combattimento.
Il character design aderisce bene ai modelli Nagaiani e di grande impatto è anche la colonna sonora; meno curata è l'animazione.
Molto bella l'edizione italiana, con eccellenti prove di tutti i doppiatori e Malaspina in stato di grazia.
La sigla italiana, cantata da Fogus, sfrutta il tema originale, arricchendolo di uno splendido testo.
Capolavoro.


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Aquila_della_notte

Episodi visti: 46/46 --- Voto 8
Questo anime è uno dei motivi per cui mi interessai alle canzoni dei Litfiba.
Per anni (parlo di almeno 15 anni fa) è girata la voce che il cantante della sigla italiana di Jeeg fosse Piero Pelù e, dato che allora non esisteva internet, spendevo i soldi nell'acquisto delle MC dei Litfiba nella speranza di trovare ANCHE questa sigla qua... Inutile dire che non l'ha fatta lui.

Ad ogni modo, tornando alla recensione, posso solo dire che questo è uno dei migliori anime in circolazione, sebbene abbia tutti questi anni sulle spalle.
Secondo me è paragonabile solamente al grandissimo Grandizer (Ufo Robot Goldrake).
Le atmosfere che ogni episodio ci mostrava avevano quel non so che di "demoniaco", non nego che il più delle volte avevo la sensazione di star vedendo qualche episodio di Devilman (altro capolavoro Nagaiano).

La storia ruota tutto intorno ad Hiroshi, il protagonista, ed alla famosa "Campana di Bronzo". A dispetto di altri prodotti analoghi, anche lo sviluppo che hanno le storie dei nemici è degno di nota e ci sono alcuni momenti nella trama che colpiscono davvero...

La particolarità fondamentale di tutto l'anime comunque è Hiroshi: lui non è un pilota di robot come tutti gli altri, non è un bambino e non fa parte di una squadra di 3 o 5 componenti: lui è Jeeg nel vero senso della parola. Il suo essere non totalmente umano lo porta a trasformarsi interamente nella testa del Jeeg.
Quanto godevo quando univa i pugni e si trasformava mentre urlava Miwa, dal Bigshooter, provvedeva a lanciargli i componenti!!!
Un anime davvero bello che ha per pregio di avere il sound della sigla tale e quale a quello originale giapponese... se solo tutti avessero seguito il suo esempio... sigh! :)

gloutchov

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gloutchov

Episodi visti: 46/46 --- Voto 9
Ci sono cresciuto con Jeeg. Lo adoravo da piccolo per i combattimenti. Crescendo ho apprezzato i legami con la storia antica del Giappone. I riferimenti alle statuine Haniwa, lo scoprire che è realmente esistita una regina Himika, che le campane di Bronzo hanno avuto un significato importante nella storia giapponese mi hanno fatto amare ancora di più questa saga.
Ho pure scritto un ebook dedicato ad essa, ambientato nel 2025, come il "remake" Kotetsushin Jeeg di Go-Nagai, ma legato di più alla vecchia serie.
Può essere scaricato gratuitamente dal mio sito (http://www.glaucosilvestri.it).

Questa serie TV... beh, non potete lasciarvela scappare e, soprattutto, dovete approfondire la conoscenza su tutto quanto appare in essa, ogni dettaglio porta a notizie interessanti.

tetsuya74

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tetsuya74

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
Quando penso a Jeeg e i ricordi piacevoli della mia infanzia legati a questo anime mi emoziono sempre,la sigla,la trama,i personaggi e le musiche che accompagnavano i vari momenti degli episodi sono epici!
L'evoluzione psicologica di Hiroshi nel corso della serie è senza precedenti,lo stesso discorso vale per Jeeg che ha un armamento da far invidia anche ai tanto decantati robot dei cartoon moderni,memorabile la serie dei nuovi componenti che Jeeg utilizzerà nella seconda parte della serie,spettacolare il modulo H305!
Ah dimenticavo il mitico urlo di Romano Malaspina quando Hiroshi si buttava giu' dal burrone per trasformarsi nella testa di Jeeg, Ahhhhhhhhh. . .jeeg robot d'acciaio. . .
Secondo solo al grande mazinga e di gran lunga più bello di goldrake in tutto e per tutto!

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Capolavoro assoluto,per quanto mi riguarda superiore a Goldrake e secondo solo al Grande Mazinga, la trama e' sempre in continua evoluzione cosi come i personaggi,in particolare Hiroshi sempre e comunque in lotta con se stesso e con il padre che per meta' serie non fa altro che avercela con lui perché non gli vuole dire la verità sulla sua vera identità fisica, man mano aumentano le armi e i diversi tipi di componenti,da sballo il modulo h305! Eh si ragazzi,quanti ricordi. Array. Array.

mechadon

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mechadon

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
Jeeg è un patriarca tra le serie robotiche non si deve paragonarne la realizzazione tecnica a quelle moderne è insensato. :) Secondo me bisogna giudicare l'opera globalmente e tenendo conto dell'innovazione che apporto' "all'epoca". È ovvio che oggi una trama del genere è stereotipata, ma proprio perché Jeeg ha contribuito a creare il genere! È come giudicare un'automobile dei primi del 900 e definirla non innovativa !ma per i suoi tempi era una rivelazione tecnologica! Per me Jeeg è ancora imbattuto per alcune caratteristiche proprie delle serie robotiche: per esempio , come già citato in Jeeg non c'è un pilota Hiroshi è Jeeg , il corpo di Jeeg è, secondo me, un colpo di genio assoluto i componenti magnetici lanciati da Miwa con il bigshooter non li batte nessuno... mitici! Piccolo particolare: Jeeg combatte bene dalla distanza, ma il corpo a corpo è la sua particolarità, quando prende un mostro con la sua morsa in un "abbraccio mortale" fino a spaccarlo in due non prima di avergli fatto passare un atroce dolore!! Bellissimo ,ineguagliato! Si potrebbe andare avanti ancora molto delle sue qualità ma... tant'è... a voi l'ardua sentenza!

Lorenzo

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Lorenzo

Episodi visti: 46/46 --- Voto 8
<b>[ATTENZIONE: CONTIENE MOLTI SPOILER!]</b>

Una delle colonne dell'opera di Go Nagai e dell'animazione robotica, da sempre nel "gotha" dei robottoni più conosciuti ed amati nel mondo. Realizzato nel 1975, in piena età d'oro del filone, parallelo a Goldrake, giunse sui nostri teleschermi nel 1979 sulle tv locali di allora riscuotendo un enorme successo grazie anche all'arcinota sigla, ancora oggi ricordata e canticchiata anche dai non appassionati di ferro, sulla quale, non si sa bene come, nacque una leggenda - in verità mai chiarita - che voleva fosse l'allora giovanissimo Piero Pelù a cantarla.
L'ho rivisto proprio di recente dopo anni e anni tramite i soliti prodotti..ahem..clandestini ;-) come tanti altri, dato che qui in Italia non é ancora uscito su dvd, e devo dire che mi ha "preso" relativamente meno di altri titoli analoghi. Forse sarà dipeso dalla qualità delle scene d'azione e dei combattimenti, in genere non all'altezza dei vari Goldrake e Mazinga, o anche da diverse puntate "minori" un po'... scialbe, per così dire. Rimane comunque un'opera di qualità, fondamentale nel panorama dell'animazione nipponica.
Le premesse sono le solite: un'antica civiltà nemica stanziata nel sottosuolo terrestre, l'impero Yamatai, col dominio pressochè assoluto della roccia, con la quale può interagire a piacimento, si risveglia dopo un sonno millenario decisa a riprendere possesso della Terra dopo esserne stata cacciata anticamente nelle viscere. A contrastarla Jeeg, il robot d'acciaio (Kotetsu Jeeg), che presenta la particolarità di essere il più piccolo dei robot giganti con i suoi "soli" 10 metri di altezza.
La serie introduce qui un'importante novità nel canovaccio di base: stavolta il protagonista non pilota più il robot ma ne costituisce parte integrante trasformandosi nella sua testa mediante un potere speciale che gli deriva dalla campana di bronzo, un antico manufatto ritrovato dal padre archeologo in cui un'iscrizione preannunciava il risveglio dell'impero Yamatai, e che l'uomo aveva impiantato miniaturizzandola nel cuore del figlio appena nato con l'intento di trasformarlo, una volta adulto, in Jeeg il robot d'acciaio per combattere i nemici della Terra, e attorno al quale in pratica ruota gran parte della storia, essendo anche il mezzo che può fornire ai malvagi un enorme potere per conquistare il mondo. Proprio per questo la loro invasione ha anche l'obiettivo di scoprire il "segreto della campana di bronzo" (una specie di tormentone che finisce un po' per diventare il leit-motiv della vicenda), ovvero, in sostanza, il luogo dove si trova l'oggetto.
Ciò che contraddistingue l'anime e ne costituisce il punto di forza rispetto ad altri é probabilmente la marcata caratterizzazione di alcuni personaggi. Il protagonista, il pilota automobilistico Hiroshi Shiba, uno dei meglio delineati dell'autore, é un giovane molto tormentato, incapace di accettare la propria condizione di invulnerabile, di robot, di diverso dagli altri esseri umani, inizialmente anche piuttosto restio a difendere la Terra ed attratto assai di più dalla propria passione per le auto e le corse, destinato poi ad evolversi ed a comprendere l'importanza del proprio compito (un tratto tipico di più di un personaggio nagaiano), in conflitto soprattutto col padre, che muore nella prima puntata ucciso dai soldati dell'impero, ma rimarrà presente per tutta la serie sotto forma di memorie registrate in un computer: una figura assolutamente insostituibile per Hiroshi, guida indispensabile durante i combattimenti con i suoi preziosi consigli, in grado di spronarlo efficacemente e risvegliare tutta la sua forza, il suo coraggio e la sua determinazione nei momenti critici per ribaltare la situazione e sconfiggere il nemico (altro tòpos classico delle serie robotiche). Ma anche motivo di frequente scontro per il giovane, al quale insiste nel rivelare solo un po' per volta il segreto di cui poco sopra e della sua diversa natura che lo ossessiona di continuo, non ritenendolo ancora sufficientemente maturo e lasciando che sia lui stesso a scoprirlo da solo, in una snervante ricerca e richiesta della verità per Hiroshi.
E un supporto indispensabile é anche Miwa, protagonista femminile del cartone e pilota del Big-Shooter, il veicolo che lancia ad Hiroshi i componenti di Jeeg che si uniscono poi alla sua testa in cui il ragazzo si é trasformato, forse il personaggio femminile più rilevante di tutte le serie robotiche di Nagai (anche più di Venusia, che scende in campo solo nella seconda metà della serie di Goldrake), senza il cui apporto Jeeg non potrebbe neppure formarsi, anche se con Hiroshi non ha mai nessun rapporto di tipo sentimentale come accade in altri casi.
Ma anche sulla sponda opposta incontriamo figure significative, prima fra tutte il terribile Imperatore del Drago, subentrato a metà serie dopo aver ucciso la regina Himika ed usurpato il suo trono, senz'altro il più malvagio, diabolico e terrificante di tutti gli anime robotici, la cui personalità é perfettamente resa dal bravo doppiatore Andrea Lala, che, pur gigioneggiando un po' troppo, fornisce un'ottima prova disegnando una esemplare figura di "cattivo".
E notevole é anche il generale Flora, fra i nemici il più complesso, combattuto e drammatico, resuscitata dall'imperatore per servirsene per i suoi scopi distruttivi, ma con un fondo di umanità che torna periodicamente a farsi vivo e che verrà definitivamente risvegliato da Hiroshi che verso il finale le farà prendere coscienza di quello per cui sta veramente combattendo e della natura profondamente malefica del suo "salvatore". Indimenticabile e commovente la sequenza della sua morte, tuttora viva nella memoria di moltissimi fans.
Non manca inoltre lo spazio comico, riservato al duo Don e Pancho, col loro sgangherato robot Mechadon e poi Mechadon 2, ovvero il Boss Robot della situazione. E poi, fra gli altri, il prof. Dairi, senz'altro quello di aspetto più "pacioccone" fra i professori di tutte le serie robotiche.
In Kotetsu Jeeg si possono ritrovare alcuni elementi tipici della poetica di Go Nagai e le solite caratteristiche contaminazioni con altre serie, come l'atto eroico del padre nel finale, e qualche vaga somiglianza nel design fra Jeeg e Goldrake, e soprattutto fra la seconda trasformazione di Hiroshi e quella di Actarus. La trovata dei componenti del robot che si uniscono magneticamente verrà poi ripresa in altre serie fra cui il più modesto Gackeen.
Jeeg viene inoltre potenziato con nuove armi durante un po' tutto il corso della serie, e non nella parte finale come avviene spesso.
Fra i diversi episodi dei 46 che fanno spicco su altri più "ordinari", mi piace citare il numero 33, "Sabotaggio", in cui i soldati dell'imperatore piazzano una bomba sotto l'auto di Hiroshi prima di una corsa, che si innesca se la velocità supera gli 80 km/h ed esplode se l'auto scende al di sotto di quella velocità, con tutte le conseguenze al cardiopalma del caso: esattamente la stessa idea che sta alla base, molti anni dopo, del celebre film d'azione "Speed" (1994) di Jan De Bont con Keanu Reeves e Sandra Bullock! Viene il sospetto che gli sia debitore di qualcosa....e francamente non ricordo che nessuno abbia mai rilevato questo particolare... strano!
L'ultima, superflua puntata, infine, non é altro che un montaggio di scene tratte dall'intera serie, dato che la storia si conclude nella puntata precedente. Una "coda" inutile, così come del tutto inutile é il film di montaggio che ne é stato ricavato successivamente, "Jeeg Robot contro i mostri di roccia - la più grande vittoria di Jeeg Robot", in assoluto il più brutto che abbia mai visto: un'accozzaglia di spezzoni presi qua e là dai diversi episodi, rimontati in modo alquanto approssimativo e a tratti senza logica, e ridoppiati in alcuni passaggi per dare un'impressione di coerenza, per di più - ciliegina sulla torta - concluso a metà serie, prima della morte di Himika, con un finale completamente stravolto dal doppiaggio in poche battute! Una squallida operazione che mi ha lasciato sconcertato (dopo ho anche buttato via il divx!)...
Jeeg robot d'acciaio rimane oggi un classico imperdibile, sia per chi ama l'azione, sia per chi apprezza soprattutto la definizione psicologica dei personaggi.

torakiki

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torakiki

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
MIWA! LANCIA I COMPONENTI! YHAAAAA JEEG ROBOT D' ACCIAIO! (GRANDE MALASPINA!!)
Il robot che tutti ricordano, che tutti almeno una volta hanno visto, di cui tutti ricordano la sigla!!!!
Capolavoro? La storia è "standard" (con qualche colpo di genio ) Ma erano i personaggi quelli indimenticabili. Hiroshi in primis (confermo considerandolo il più comlesso e complessato protagonista di serie robotiche nagaiane), ma pure himika e i suoi generli, Miwa e quel Boss Robot dei poveri (originale la prima versione, palesemente mazinghiana la seconda).
Aggiungiamo l' originalità del robot (HIROSHI E' LA TESTA DI JEEG!! QUINDI E' JEEG!) e del potenziale "commerciale" che rappresentava (un robot componibile con praticamente un infinita di accessori... unico limite la fantasia). Molta nostalgia (la mi suoneria è la sigla di jeeg, allo specchietto della macchina ho il ciondolo di Hiroshi) e amore incondizionato e capirete del voto massimo!

Corri ragazzo laggiù! corri tra i lampi di blu! corri in aiuto di tutta la gente, dell' umanità!!!

MITO! MITO! MITO!

Exedore

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Exedore

Episodi visti: 40/46 --- Voto 9
Uno dei più bei cartoni robotici di sempre. Grande atmosfera, grande carisma dei personaggi, ottima ambientazione e musica e un mecha originalissimo non solo nei colori ma soprattutto nell' idea del robot magnetico (belli anche i giocattoli). Il chara è molto bello, come le ambientazioni. Certo i disegni sono quelli che sono essendo pur sempre un anime di 46 episodi di metà anni 70. Non si può chiedere di più. Anzi la qualitù si mantiene abbastanza alta per tutta la serie. é già qualcosa di più rispetto a Mazinga. C'è il tormento del protagonista, metà uomo, metà macchina, il suo amore-odio col padre. Il rapporto con la madre (personaggio che negli anime robotici non compare quasi mai ). La bambina, Miva... insomma i personaggi ci sono eccome.
Una pietra miliare che si sente il peso degli anni, ma che conserva la forza dei classici e raccontando un' epoca si rende immortale.

Hiroshy Jerva

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Hiroshy Jerva

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
Per gli amanti del genere anime '70 /'80 è senza dubbio uno dei maggior successi della saga robotica di GO Nagai (Goldrake-Mazinga Z e Grande Mazinga per intenderci). Colorato,nuove armi (modulo antare h725) No pilota. Volete mettere la trasformazione della testa di JEEG con gli altri cartoni comandati? Non scherziamo! Daltronde è ricordato più per la sua testa(vedi collezionisti portachiavi o ciondolo) che per altre particolarità. Sarò un "MALATO DI JEEG" ho quasi tutto di lui... toys-cels-gadjet, ma il primo Amore non si scorda mai!! Anche se tradivo a volte per Tekkaman...

diana21

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diana21

Episodi visti: 46/46 --- Voto 9
E' un capolavoro di tutti i tempi!. Per quanto oggi l'animazione sia molto più fluida e quasi perfetta nella colorazione grazie all'uso dei computer, non si può ignorare l'estrema cura dei particolari come la perfetta anatomia del corpo di Hiroshi durante la trasformazione. Forse avrei terminato in modo diverso la fine e avrei aprrofondito i rapporti tra il protagonista e Flora e Miva.

Valentina

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Valentina

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
Jeeg robot d'acciaio!!!Insieme a Glodrake (il primo amore non si scorda mai...) il mio robot della "vecchia guardia" preferito.Che tempi quando i robottoni dominavano le reti tv private.
Al tempo mi piaceva immensamente:la trasformazione di Hiroshi che diventa la testa di Jeeg e la sua umanità "a metà" perché trasformato dal padre in cyborg,i nemici "tenebrosi" che abitavano il sottosuolo e vivevano in una specie di scenario dantesco.
Questa serie era abbastanza diversa dalle altre di orfani&robot e rivista oggi ancora riesce ad affascinarmi,anzi direi che è quella che meglio regge il trascorrere del tempo.
E poi c'è sempre il mitico urlo di Malaspina "Ahhhhh!!Jeeg Robot d'acciaio!"...ogni volta che lo sento mi vengono i brividi!

seb

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seb

Episodi visti: 46/46 --- Voto 8
Jeeg Robot è un pilastro, una colonna, un'istituzione al pari di Goldrake e del Grande Mazinga e come tale non può essere giudicato con freddezza.
Agli appassionati che non vissero quegli anni, perchè non ancora nati, a controbattere l'invidia di noi "vecchi" per l'angranìfe che possono vantare c'è l'entusiasmo, l'emozione, lo stomaco teso allo spasmo, la totale partecipazione alle battaglie dei nostri eroi il cui esito non davamo affatto per scontato!
Sensazioni il cui ricordo non potrà mai essere perduto nè, pprobabilmente, più eguagliato.

sdario

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sdario

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
Un grande capolavoro di Go Nagai.Un anime che appartiene al periodo del boom delle serie dei "robottoni" che pero' secondo me e' una dei migliori come disegni.
Anche la storia e' belle e non annoia anzi per gli appassionati come me di robot ai tempi che furono lo seguivo anziosamente, infatti 46 episodi sembravano volare giorno dopo giorno e quando fini' la sokita domanda: faranno una nuova serie?. I personaggi molto vari soprattutto il protagonista e Jeeg (praticamente la stessa persona) che si distinguono dalle altre serie per la "trasformazione" e per i famosi componenti (rivisti dopo in Gackeen il robot magnetico). Complimenti al Grande Go Nagai

Hlodwing

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Hlodwing

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
Jeeg Robot d'acciaio (Kotetsu Jeeg in originale) è sicuramente stato uno degli anime meglio riusciti di Go Nagai, a mio giudizio paragonabile solo al Grande Mazinga per atmosfere e trama.
Tutto questo nonostante l'origine della serie derivi da una richiesta di una grossa casa di giocattoli per realizzare un robot componibile...cosa che è rimasta solo a livello di struttura del robot, con tutte le sue varie armi/accessori disponibili.

Le atmosfere: in ogni episodio si sente fortissima la presenza del "demoniaco", con il cielo costantemente rosso durante le battaglie.
La trama: le vicende si articolano lasciando fin dall'inizio un pò di mistero sulla natura di Hiroshi (il segreto della campana di bronzo), evolvendosi anche dalla parte degli avversari, con la caduta di Himika a metà serie e con la bellissima vicenda di Flora poi. Inoltre hanno più spessore anche i comprimari (come Don e Pancho) che anzi a volte risultano ben più "cattivi" che negli altri anime di Nagai. Infine Hiroshi stesso è un protagonista molto "ruvido", ben più iracondo e dubbioso rispetto ai vari Tetsuya e Koji (che sono un pò più "Militarizzati" nel comportamento), data
la sua natura non totalmente umana.

Insomma una anime meraviglioso e diverso rispetto ai classici superobot in genere (Hiroshi non guida Jeeg, lui E' Jeeg), che solo nel finale viene un pò trascurato (un pò come il Grande Mazinga).

mityllo

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mityllo

Episodi visti: 46/46 --- Voto 10
E' sempre bello poter parlare di questo capolavoro assoluto , difficile che qualcuno anche delle nuove leve non l'abbia visto. Colpisce inanzittutto il disegno di Kazuo Nakamura che prende gli schizzi di Go Nagai e li traspone nella serie tv in maniera unica . Lineamenti marcati che rivelano un'essenza grezza e viva , come i nemici di jeeg inermi che prendono improvvisamente vita dalla pietra. La regia di Nitta e Miyazaki e tutti gli altri è da incorniciare , le musiche sono grandiose , tutto il resto lo mette la genialità di Go Nagai con la sua migliore opera ( a mio modesto parere ). L'unica pecca il finale mozzato.. dove l'imperatore perde troppo facilmente ! Una serie unica che può essere superata solo nelle caraterizzazioni dei personaggi e per le musiche da Goldrake .. ( ed è tutto dire ) :)

Zooropa

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Zooropa

Episodi visti: 46/46 --- Voto 9
Prendete le atmosfere demoniache di Devilman, conditele con una trama che presenta tutti cliché dei robottoni anni '70, mettete la mano di Nagai, una spruzzatina di originalità nel mecha che vedeva un robot componibile che incorporava al suo intetno il protagonista (no...non un pilota...ma proprio una parte del robot, nel caso particolare la testa...) e otterrete quello che in Italia della fine dei '70 è stato un successo assoluto, secondo solo (e non ne sarei neanche tanto sicuro) a Goldrake (sempre di Nagai). Non c'è un solo italiano tra i 25 e i 35 anni di età che non sia in grado di canticchiarvi almeno qualche strofa della sigla di Jeeg. Devo dire altro?
Ah...sì!
Nikini Nikini Nasanukolò!!!