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Ptebdi

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Ptebdi

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Non dico e non dirò che questa serie sia, a livello di trama, paragonabile a "Soul Eater", ma a me è piaciuta moltissimo: saranno i disegni curati, che si allontanano molto dallo stile un po' sporco dell'anime originario, ma, non me ne vogliate, mi piacciono di più; saranno i personaggi della vicenda, un po' stereotipati, ma simpatici, fatto sta che questo anime è davvero coinvolgente.
Ci troviamo sempre nell'universo di "Soul Eater", ma da un'altra prospettiva: infatti le protagoniste fanno parte della sezione NOT, ovvero la sezione dedicata ai principianti e/o a quelli che vogliono solamente imparare a controllare i propri poteri per poi condurre una vita normale. Tsugumi Harudori, la classica studentessa giapponese, scopre per puro caso di essere una weapon, e quindi dovrà frequentare la famosissima Shibusen per imparare a controllarsi. Lì farà la conoscenza di due maestre d'armi che si contenderanno Tsugumi come partner, seppur rimanendo amiche. Ma la loro permanenza a scuola sarà tutt'altro che tranquilla.

Parliamo un po' della trama: seppur molto semplice, è di grande effetto e riesce nell'intento di coinvolgere il pubblico, anche se un po' tirata per i capelli (è forzato inserire un'altra sorella strega) e un filo scontata. Ovviamente (come ho detto all'inizio), a causa della breve durata ed essendo uno spin-off, non possiamo pretendere chissà che complessità e che personaggi, ma, per quello che è stato, mi è veramente piaciuto. Un difetto, che può piacere o meno, è il fanservice un po' troppo calcato, che fa dubitare di vedere uno shojo e dà l'impressione di vedere uno yuri molto soft, ma per il resto non ho trovato particolari falle.
I personaggi, sebbene un poco banali, sono caratterizzati molto bene e sono simpaticissimi: come non può piacere un personaggio come Anya, che vuole tenere un certo distacco dai "normali", ma allo stesso tempo si immedesima completamente nel loro mondo?

Questo anime shojo è ben fatto (non grido al miracolo, ma comunque è godibile), curato nella grafica e nelle musiche, e non impegnativo. La pecca che molti fan dell'anime originale possono trovare è il cambiamento radicale che c'è a livello di grafica e di stile, ma consiglio di andare oltre: anche se forse è fin troppa la differenza con "Soul Eater", cosa che onestamente si poteva un po' attenuare, in fondo questo è uno spin-off con altri personaggi, quindi una cosa separata da "Soul Eater", e non c'è motivo di adirarsi o di essere delusi se non è quello che ci aspettavamo.


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Hatake Rufy

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Rivedere tra i vari titoli l'amato "Soul Eater" è stato un fulmine a ciel sereno, tanto che ho iniziato la serie con tantissima voglia e soprattutto aspettative. "Soul Eater Not!" non è quel che sembra o, per meglio dire, non ha nulla a che vedere con la serie principale, infatti si tratta di una inutile commedia.
Veniamo dunque alla trama.

Ambientata prima dell'inizio della storia principale, la trama vede protagonista Tsugumi Harudori, una ragazzina da poco iscritta alla Shibusen che riveste il ruolo di buki (arma demoniaca). Nel mondo di “Soul Eater” vi sono i master e le buki, che formano una coppia, e tra i primi la nostra protagonista cerca il suo partner, ma, avendo un carattere un po' insicuro, non riesce ancora a trasformarsi completamente; Tsugumi fa subito amicizia con due ragazze che la vogliono assolutamente come partner, Anya e Meme. Chi sceglierà come master la nostra protagonista?
Dunque, lo sviluppo di questo spin-off prosegue in maniera tranquilla, come è solito in una commedia, inserendo raramente scene d'azione o drammatiche, stravolgendo negativamente il vecchio genere di “Soul Eater”. Inizialmente è stato un piacere rivedere la Shibusen e i suoi alunni, Maka, Soul, Black Star, ecc. Ovviamente non potevano essere loro i protagonisti, ma allo stesso tempo mi aspettavo dei nuovi personaggi adatti a ricreare quell'ambiente magnifico; nel complesso, “Soul Eater Not!” è una commedia non molto appassionante e delude completamente le aspettative.

Il comparto visivo è l'unico aspetto positivo dell'anime, in cui vediamo degli ottimi disegni e buone animazioni, e si ha quindi un'ottima grafica, mentre il comparto sonoro è nella norma, e presenta una piacevole colonna sonora.

Infine, consiglio ai fan del vero “Soul Eater” di non perdere tempo con questo spin-off, in quanto ribadisco che non ha nulla a che fare con la serie principale.


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Doll_in_the_Hell

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Soul Eater Not!" è una serie composta da dodici episodi, basata sulla serie manga omonima. Ovviamente, il tutto è uno spin-off della serie madre "Soul Eater", famosissima e molto apprezzata sia in patria che qui da noi in Italia. A livello temporale la serie si conclude probabilmente qualche settimana prima dell'inizio della serie regolare, ovvero quando Cadav... ehm, Sid era appena morto (e risorto), Soul e Maka erano vicini al raccoglimento della novantanovesima anima e Medusa iniziava ad entrare in scena. Le protagoniste della serie sono tre nuove studentesse della DWMA: la timida e impacciata Tsugumi, la smemorata e formosa Meme e la principessa super classy Anastasia, o semplicemente Anya. Le tre stringeranno velocemente amicizia e condivideranno la camera nel dormitorio della scuola, dove incontreranno anche le loro nuove compagne di corso, Kim e Jaqueline, e altri personaggi nuovi. Nel corso della serie si vedono numerosi camei, quali Maka e Soul, Black Star, Death The Kid, le Thompson e il dottor Stein nella veste di medico, invece che di professore.

L'idea di partenza della serie secondo me è molto buona: mostrare la vita quotidiana degli studenti della DWMA e raccontarci qualcosa in più su di loro; però, purtroppo, alla fine la serie tende a perdere un pochino senso perché si butta troppo sull'humor, con puntate molto slice of life, e c'è un eccesso di fanservice. Se dovessi definire la serie direi che è un lavoro senza infamia e senza lode, perché, anche se non mi ha fatto decisamente impazzire, è stato però carino spendere qualche ora ridendo un po' e scoprendo qualche dettaglio in più su Kim e la sua lanterna magica/partner Jaquie, sulle sorelle Thompson e su come è morto Cadav... ehm, Sid.
Il personaggio di Anya è secondo me quello meglio riuscito fra i tre, perché appare molto reale nel suo essere snob, ma anche interessata al mondo delle 'persone comuni', come le chiama lei. Tsugumi non mi è particolarmente piaciuta, perché incapace di fare una scelta definitiva fino alla fine e perché è un personaggio abbastanza classico (ragazzina piena di paure che piano piano cerca di uscire dal guscio, complessata perché si ritrova insieme a due tipe che ai suoi occhi sembrano straordinarie; alla fine è tutto merito suo se la situazione non precipita...). Il personaggio di Meme invece mi ha annoiata da morire, ma comunque era indispensabile alla serie, quindi non posso non parlarne. Lei è un po' il tipico personaggio sbadato, strambo e sottovalutato a causa della scarsa intelligenza e memoria che dimostra (anche se poi redimerà sé stessa).

Niente di speciale nemmeno l'animazione: a partire dai combattimenti quasi del tutto nulli, passando per la vita quotidiana delle ragazze, fino ad arrivare alle trasformazioni, non c'è niente di particolarmente appetibile per gli amanti dell'animazione ad alti livelli.
E, come dicevo all'inizio, c'è un po' troppo fanservice che, oltre a rivelarsi un po' inappropriato in alcuni momenti, diventata eccessivo perché stiamo parlando di ragazzine di quattordici anni che non si ricordano nemmeno come si chiamano, a momenti. Ho apprezzato però la svolta omosessuale di Jacquie, e mi sono detta: "Ah, ecco perché lei non se la fa con Harvar o con quel figo di Kirikou nel manga". Adesso si spiega tutto!

Ad ogni modo, devo dire che tutto sommato è piacevole spendere queste quattro ore a guardare la serie, perché non è impegnativa e mi è piaciuto molto rivedere i personaggi della serie madre. Tutto sommato darei alla serie un 7, giusto per non dare proprio la sufficienza, ma la consiglio solo a chi è già appassionato di "Soul Eater", così come del manga stesso. Buona visione!


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NarutoCosplayer

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
"Soul Eater Not" è uno spin-off prequel della serie "Soul Eater".
Questo implica immediatamente che bisogna aver visto la serie principale per poter apprezzare pienamente l'opera (complice il fatto che è indubbiamente indirizzata alle persone già fan della serie). Iniziando la visione è bene tener conto che questo spin-off è totalmente diverso dalla serie regolare e infatti cambia persino genere, passando dallo shonen allo shojo-slice of life scolastico vero e proprio. Non deve quindi stupire se la nuova serie non dà grande centralità ai combattimenti che invece trovavano tanto spazio nel primo "Soul Eater".

Tutti dunque si domandano (a ragione): "Ce n'era davvero bisogno?", "E' solo un altro modo per fare soldi con i fan di "Soul Eater"?". Nel bene e nel male è così, ma comunque l'opera risulta godibile, con i suoi pregi e i suoi difetti. Prima di analizzarli partiamo con un breve riassunto della trama: Tsugumi Harudori, dopo aver scoperto di potersi trasformare in un'arma, si trasferisce alla Shibusen, scuola per armi e maestri d'armi, e frequenta la classe NOT per imparare a usare i suoi poteri (nella serie regolare i protagonisti frequentano un'altra classe chiamata EAT). Qui Tsugumi incontra due ragazze aspiranti maestre d'armi, l'altezzosa principessina Anya e la svampita e smemorata Meme. Fra le tre si instaura una grande amicizia, quasi un "triangolo amoroso" in attesa che Tsugumi scelga la sua partner.
Non avendo letto il manga non posso dire se vi siano stati cambiamenti sostanziali nella trama con l'adattamento anime. Essa risulta ben integrata all'interno della serie di "Soul Eater", in favore però di un intreccio più scolastico, meno epico, e che pecca un po' abbandonandosi a qualche buonismo nel finale (di cui però evito di parlare per non spoilerare, ma che comunque è evidente e anche oserei dire scontato).
Sia chiaro che i combattimenti ci sono, ma sono abbastanza brevi e a volte neanche animati nel migliore dei modi, in un intreccio in cui l'elemento principale diventa l'amicizia delle tre protagoniste. Se pensiamo che la serie è composta da dodici episodi, questo può giustificare la brevità degli scontri (che invece nell'anime principale potevano arrivare anche a occupare una puntata intera), ma non giustifica l'animazione, che è uno dei difetti di questo anime, altalenando tra momenti ben animati ad altri un po' meno.
La storia risulta godibile, leggera e spensierata, con delle situazioni che riescono a strappare qualche risata. Trovo inoltre che vi sia un certo effetto di nostalgia: la serie è un ritorno appunto nostalgico, un modo per vivere ancora un po' nel mondo sconclusionato di "Soul Eater".

Per quanto riguarda i personaggi, la serie ne introduce di nuovi (prime fra tutte le protagoniste) e abbiamo anche la presenza, quasi dei camei però, dei personaggi della serie regolare. I personaggi principali sono le tre protagoniste ed è su di loro e la loro amicizia che si basa tutta la storia. Sono quindi personaggi caratterizzati un po' meglio degli altri, ma non comunque così tanto; se la serie fosse durata di più sarebbe stato possibile migliorare la caratterizzazione, ma così non è stato.
Il comparto audio fa bene il suo lavoro, insieme a canzoni molto orecchiabili come la opening e la ending.

Tirando quindi le somme, la serie è allegra, leggera e spensierata, godibile ma presenta alcuni difetti, e mi sembra quindi che un 6 le calzi a pennello. Se non bocciate a priori la serie perché molto diversa dal primo "Soul Eater", "Soul Eater Not" fa passare delle buone mezz'orette e svela anche alcuni retroscena (non che se ne sentisse il bisogno urgente) della storia principale, e permette di godere ancora un po' del mondo di "Soul Eater".