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alex di gemini

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Ricordo di bene di aver scritto, nella recensione di “Lupin e la cospirazione dei Fuma” che settanta minuti fossero un po' pochi per un film di Lupin. Invece questo piccolo gioiello di cinquanta minuti mi ha fatto ricredere. E non solo su questo mi sono ricreduto, ma anche su quanto siano ricchi di potenzialità i prequel di una serie. Siamo infatti tornati all’inizio della storia, ai tempi in cui la banda era ancora nascente e Lupin e Daisuke J non erano ancora realmente amici, ma solo soci in affari. E in un affare piuttosto serio, dato che vogliono rubare un preziosissimo gioiello nella nazione chiamata Dorea dell’est, nazione sicurissima e quasi senza delinquenza, grazie alla polizia degna di una dittatura. Ma il colpo va storto e, quel che è peggio , il feroce ed infallibile killer Okuzaki è sulle tracce di Jigen. Dato che non ha mai sbagliato un omicidio, ci sarà poco da stare allegri. Nel frattempo anche Fujiko è nei guai, avendo deciso di giocare una partita troppo difficile per lei, in club privè i cui clienti amano giochi perversi fino alla morte. Come finirà? DI sicuro i cinquanta minuti di questo special sembreranno ben più lunghi di quanto non siano in realtà a causa dei numerosi eventi e della spettacolarità delle sfide proposte. Lupin e tutti saranno cinici come nella prima stagione, senza la minima traccia di umorismo e giocosità come evidenziato dall’incredibile inseguimento in auto nella galleria. Ouzaki sarà un personaggio a tutto tondo, carismatico e indimenticabile. Il duello finale e le musiche saranno un vero tributo agli spaghetti western, mentre l’indimenticabile scena di FuJiko completamente nuda contro il robot assassino ci mostrerà una volta di più come il nudo femminile non sia necessariamente volgare. La grafica e la regia saranno curatissime, spettacolari, geniali nella loro diversità rispetto alla serie classica. In conclusione, pur non avendo visto la serie dedicata a Fujiko non posso non dare a questo film il massimo dei voti. Un film consigliatissimo anche a chi nulla sapesse di Lupin ma sia un fan di James Bond di Tarantino o di Sergio Leone. O che insista a pensare che gli anime siano solo per bambini.
Voto 10


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T-Poison

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8,5
Fino ad ora sono stati prodotti otto film su Lupin, sei dei quali sono stati anche portati in Italia. "Lupin the IIIrd: Jigen Daisuke no Bohyo" (prodotto nel 2014 da TMS Entertaiment e composto da due episodi di venticinque minuti ciascuno) è, secondo il mio modesto parere, uno dei più meritevoli, ma fino ad ora è rimasto inedito nel nostro Paese (benché sia stato proiettato in anteprima al "Future Film Fest" in versione originale con i sottotitoli in italiano).

Per realizzare questo mediometraggio, TMS Entertaiment ha deciso di lasciare totale libertà a Takeshi Koike (che si era già occupato del character design della serie "Lupin III - La donna chiamata Fujiko Mine", nonché regista del da me molto amato "Redline"), scelta che si è rivelata parecchio azzeccata per vari motivi, che adesso andrò ad elencare: Koike possiede una buona conoscenza del mezzo registico (ne è una dimostrazione come gira la scena del primo attacco di Okuzaki ai danni Lupin e Jigen, parte degna dei migliori action hollywoodiani); imposta un ritmo molto alto e lo mantiene per tutta la durata del film; avvicina i personaggi (per il loro carattere e per lo stile di disegno) alla loro controparte cartacea creata da Monkey Punch; presenta una prospettiva anomala nel rapporto tra Jigen e Lupin, quando la loro amicizia era ancora agli albori (come dimostrato dal fatto che i due non si fidino ancora molto l'uno dell'altro); crea un grande antagonista e lo caratterizza perfettamente (il fatto che Yael Okuzaki tiri un dado prima di sparare per decidere il numero di proiettili con cui concludere l'incarico e che crei una lapide per il proprio obbiettivo ancora prima di colpire non sono meri espedienti per rendere il personaggio più 'fico', ma sono utili a delineare il carattere del personaggio. Quei gesti simboleggiano grande precisione e sicurezza nei propri mezzi. Inoltre il fatto che si vesta sempre con un abito elegante e costoso è per contrapporlo alla sciatteria tipica di Jigen).

Ma tutte queste parole sarebbero inutili, se a reggere il tutto non ci fosse stato un comparto tecnico all'altezza, e da questo punto di vista "Lupin the IIIrd: Jigen Daisuke no Bohyo" è una delle opere più belle che mi siano capitate di vedere ultimamente: le animazioni sono sempre di alto livello (si veda la scena dell'inseguimento in auto) e fluide (ne è un esempio la scena in cui Okuzaki monta il suo fucile di precisione).


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Pan Daemonium

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Avendo fortemente apprezzato la serie "Lupin III: Mine Fujiko to Iu Onna", forse ho avuto troppe aspettative per questo film. L'atmosfera onirica della serie è stata costruita puntata dopo puntata, mentre un film di cinquanta minuti non ha permesso la stessa cosa, o più semplicemente non è mai stato nelle intenzioni dei creatori. L'atmosfera è la stessa: noir, sporca, cruda e sprezzante, ma le vicende sono meno allettanti, sebbene siano ben sopra la media del classico "Lupin", a mio parere. La trama è piuttosto semplice, sebbene ben strutturata e con un fondale geopolitico leggermente accennato, il che non mi ha fatto impazzire, così come avrei preferito che l'avventura quasi nonsense in cui si era calata Fujiko fosse maggiormente estesa e sottolineata.
Peccato, quindi, un'occasione quasi sprecata, a mio vedere. Spero per il futuro, avendo queste due basi da cui partire.


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rum42coach

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Lupin III torna con un'opera che segue la celebre serie che omaggia Fujiko Miine, serie che ha cambiato il modo di vedere Lupin III da molti, dai molti che non erano a conoscenza di chi fosse il personaggio Lupin disegnato da Monkey Punch. Ebbene, dopo quella perla, ecco uno special dedicato stavolta al pistolero più famoso, a quel Jigen Daisuke sempre visto come misterioso e taciturno, secondo in questo soltanto a Goemon. Invece qui è lui il protagonista assoluto e, d'altronde, il titolo "La lapide di Jigen Daisuke" la dice lunga sulle intenzioni di questo episodio.
La trama consiste nel tentativo da parte di Lupin e Jigen di rubare una pietra preziosa in uno Stato piccolo ma ricco, chiamato Dorea dell'est. E qui c'è un misterioso cecchino-pistolero che mira all'incolumità di Jigen...

Lo stile grafico e l'ambientazione ricordano da vicino la serie dedicata a Fujiko, e questo lo apprezzo notevolmente perché uno stile del genere è perfetto a mio avviso, specie in un contesto come "Lupin III". I disegni infatti sono superbi, con tratti meno grezzi dell'opera di riferimento, ma geniali quanto basta e con nessuna sbavatura, anzi in questo modo i personaggi principali e quelli secondari assumono uno spessore assoluto e fuori dal comune, su tutti lo stesso Lupin, che non è il "pagliaccio" che siamo stati abituati a vedere in passato, bensì un vero ladro scaltro e serio, nonché con un senso della giustizia particolare.
L'animazione rispecchia i disegni, nel senso che è fluida come non mai, poca computer grafica e tanti disegni lineari e fluidi che consentono di godere appieno dell'opera. Nello specifico, da rivedere la scena dell'inseguimento in macchina tra Lupin, Jigen e il rivale pistolero... fantasticamente animata!
Il rivale di questa serie (di Jigen) è Yael Okuzaki, uomo misterioso quanto geniale e bravissimo nel suo lavoro, cioè uccidere con pistola o fucile da cecchino. Jigen lo imparerà a sue spese, e devo ammettere che ho ammirato alcune delle scene più belle viste nell'intera storia di "Lupin III", ad esempio gli scontri tra pistoleri, in stile western, sono dei veri e propri cult. Inoltre Okuzaki ha carisma da vendere e un design davvero indovinato, che lo rendono una persona pericolosa e senza scrupoli, pur conservando una certa lealtà. Un avversario perfetto per Jigen non ci sarebbe potuto essere in questo speciale, perciò promuovo in pieno questo personaggio.

A dar maggior spessore, come se ce ne fosse bisogno, ecco Fujiko più bella ed erotica che mai anche in questo episodio. Non è la protagonista, essendo sostanzialmente un personaggio secondario qui, tuttavia riesce a catalizzare l'attenzione di tutti nella scena che la vede protagonista, ossia quando cerca di sfuggire, totalmente nuda, alle attenzioni di un robot gigantesco che ha la funzione di attivare un meccanismo perverso su di lei, il tutto sotto gli occhi di un club segreto che evidentemente apprezza certi spettacoli. Questo momento lo reputo formidabile per intensità, inquietudine di Fujko e senso di impotenza che mette quel robot, perfettamente riuscito nel ruolo di inquietare perfino lo spettatore con quei suoi movimenti così inumani. Eccellente!

Il rapporto tra Lupin e Jigen viene analizzato adeguatamente e con misura, percependo la complicità già sbocciata tra i due personaggi, confermata in certe situazioni in cui i due si aiutano a vicenda.
Le musiche sono deliziose, le più sono di genere jazz e quindi confrontabili con quelle delle famose serie del passato, mentre io porrei il fiore all'occhiello sull'opening e sull'ending, entrambe orecchiabili e con disegni magnifici. D'altra parte si ascoltano con piacere e mescolano elementi di ogni tipo, compresi riferimenti a James Bond e termini inglesi. Promosse!

A ragion veduta, dopo tutti questi aspetti da me elencati ed esaminati, confermo la promozione piena a questo special, che rimarrà nel mio cuore insieme alla precedente serie su Fujiko, con la differenza però che qui abbiamo finalmente un finale degno di essere definito tale. Un cult per tutti gli amanti della serie "Lupin III", visibile da chiunque voglia esplorare questo mondo e questi personaggi storici dell'animazione giapponese. Unica nota di demerito l'assenza sia di Goemon sia dell'ispettore Zenigata, due personaggi chiave della serie... peccato!


 7
traxer-kun

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Sono passati due anni. Due anni da quel prequel/reboot di tredici episodi, che a più di quattro decenni dalla serie originale portò una vera ventata d'aria fresca al franchise, concentrandosi sul passato di uno dei personaggi femminili più conosciuti e apprezzati in assoluto: quello della sensuale e algida ladra Fujiko Mine, in una serie TV che, seppur breve, manteneva una certa continuità narrativa non effettivamente propria delle storie di Lupin the Third. [1]Ma la vera rivoluzione non fu effettuata tanto sul piano compositivo, quanto piuttosto su quello grafico (vicino allo stile originale di Monkey Punch) e narrativo: una secca modernizzazione, ma allo stesso tempo un ritorno alle origini. Il nuovo Lupin - quello che vedremo, più che mai, anche nel film che sto accingendomi a recensire - è un Lupin più crudo, più sexy, più cupo e più cinico, ma che in parallelo riesce a mantenere e anzi a valorizzare quella vena di romanticismo, di idealismo e di eleganza classica che traspare da ogni scena, da ogni azione, da ogni dialogo dell'opera. Troviamo una caratterizzazione più solida, più realistica, che dà spessore ai personaggi e li rende credibili sul piano umano, ma che al contempo non rinuncia mai alla loro natura scanzonata e allegra, per la quale sono celebri in tutto il mondo. E dopo due anni il nuovo Lupin torna a superare sé stesso, riuscendo finalmente a porre rimedio all'unico (ma notevole) difetto presente in La donna chiamata Fujiko Mine: la sceneggiatura. Lupin the Third: la tomba di Daisuke Jigen risulta un prodotto ben scritto, completo e fedele al carattere originale della serie, nonché possibile prologo di una futura (ri)esplorazione completa del franchise.

Lupin e Jigen decidono di rubare una splendida pietra preziosa che si trova in un Paese chiamato Dorea dell'Est. Dopo l'assassinio di una cantante dell'Est avvenuto in Dorea dell'Ovest, le tensioni tra le due nazioni sono tornate ad aumentare, ma i due ladri decidono di mettere ugualmente a segno il colpo. Durante la fuga, Jigen viene preso di mira e ferito da un misterioso cecchino di nome Yael Okuzaki: di lui si dice che sia un tiratore infallibile, che nessuno dei suoi obiettivi sia mai sopravvissuto, e che per questo faccia costruire la lapide delle proprie vittime ancora prima di ucciderle...

Il film si presenta come un mediometraggio di una cinquantina di minuti, che tuttavia riesce a sostenere magnificamente il peso dell'intreccio. Ritroviamo come già anticipato il chara design e l'atmosfera noir presente nella serie su Fujiko, ma a differenza di essa la colorazione si fa più pulita e brillante, e il tratto meno graffiante e sporco. Le animazioni (a opera dello studio Telecom Animation Film Co.) risultano di rara fluidità e la CG, relegata a qualche breve scena, non è mai invasiva ma anzi si amalgama bene al tutto. La scoppiettante regia è affidata al bravo Takeshi Koike, geniale animatore e character designer famoso per Redline e The Animatrix, ed è riconoscibile come una vera e propria lezione di stile. Ritroviamo le vecchie atmosfere anni '70 in modo più marcato e imperante, che unite a una colonna sonora jazz fusion/progressive blues e a una calibrazione perfetta del ritmo e dei tempi, donano all'opera quel fascino tipico delle pellicole americane dei Seventies, in tutta la loro violenta spettacolarità. Indubbiamente le influenze del cinema sono molteplici, basti pensare alla sigla che per grafica e sonorità richiama esplicitamente i film di James Bond, o alla lenta suspense di "leoniana" memoria durante i duelli tra pistoleri, ma senza mai dimenticare il lato squisitamente romance e il carisma fracassone del Lupin giapponese.
Ci troviamo di fronte a un prodotto riuscito magnificamente, che riesce a intrattenere e a divertire con classe e intelligenza, e ciò vale sia per il fan più incallito della serie, sia per lo spettatore occasionale. Pertanto lo promuovo a pieni voti, sperando che tutto il potenziale di questa rielaborazione non vada perduto in una nuvola di fumo.

Note:
[1]: onde evitare fraintendimenti, d'ora in poi userò il termine "Lupin" in corsivo per riferirmi all'opera in generale, mentre per il personaggio il nome sarà scritto in caratteri normali.


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Thorgrim

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Il 2012 fu un anno particolare, non solo per i Maya, ma soprattutto per uno splendido spin-off intitolato Lupin III: Mine Fujiko to iu onna capace di rispolverare e riscrivere l'immagine del ladro più famoso dell'animazione mondiale: Lupin III. A distanza di due anni eccoci alle prese con quello che può essere considerato il suo successore ideale, Lupin the IIIrd: Jigen Daisuke no Bohyou (letteralmente "La lapide di Daisuke Jigen"), mediometraggio di circa cinquanta minuti che vede i nostri Lupin e Jigen alle prese con uno spietato killer, la cui abitudine è quella di erigere una lapide alla propria vittima prima che questa venga uccisa.

Come per Lupin III: Mine Fujiko to iu onna, anche stavolta il character design è affidato a Takeshi Koike (responsabile anche della regia) che, non appagato dall'ottimo lavoro già fatto per questa serie, riesce a sfornare un vero e proprio capolavoro di animazione. Il Lupin di Koike è difatti molto più vicino a quello che era il concept originale di Monkey Punch: un criminale cupo, spesso cinico e spietato, ma dal particolare senso della giustizia a tratti eroico. Anche il character design continua sulla falsariga della serie precedente e ci ripropone personaggi longilinei ed eleganti, in pieno stile anni '60.

Tecnicamente il film è inoppugnabile, animazioni perfette senza nemmeno un calo nel frame rate e tutte splendidamente fluide e coinvolgenti (scena dell'inseguimento docet).
Le musiche ruotano sempre attorno all'acid jazz americano e al funk anni '70, con qualche ammiccamento a noti compositori come Monty Norman e Henry Mancini, mantenendo comunque una forte dose di originalità e carattere. Splendida la canzone finale, palese omaggio al più famoso tema d'apertura dello storico Agente 007 - Missione Goldfinger.

Cos'altro si potrebbe dire di questo Lupin the IIIrd: Jigen Daisuke no Bohyou che non rientri nel campo dello spoiler?! Direi poco e nulla, visto che questo film merita di essere visto tutto d'un fiato e goduto dal primo fino all'ultimo secondo di animazione. Consigliatissimo a tutti i fan della serie e, più in generale, a chi ama i prodotti d'autore fatti come Dio comanda. Semplicemente superbo.


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GianniGreed

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
"Lupin the IIIrd: Jigen Daisuke no Bohyou" (La pietra tombale di Jigen Daisuke) è un film del 2014 di Lupin III. A differenza dei soliti special annuali, questo film si pone come un sequel della serie animata "La donna chiamata Fujiko Mine", di cui riprende il particolare stile grafico. La storia del film si svolge dopo quegli eventi e ha per protagonista Jigen alle prese con un killer che fa costruire la tomba dei suoi obiettivi ancora prima di ucciderli, perché sicuro della sua infallibilità. Sullo sfondo della vicenda c'è il conflitto tra due nazioni divise e un complotto che vede al suo centro le spie delle due fazioni.

Il film della durata di cinquanta minuti circa vola letteralmente via. Non ci sono momenti morti e si viene catapultati subito nell'azione. Questo Lupin, esattamente come quello della serie "La donna chiamata Fujiko Mine" è molto diverso da quello che siamo abituati a vedere da oltre venti anni in giacca rossa, non a caso qui indossa una inedita giacca di colore blu. La storia ha le atmosfere dei film noir francesi degli anni '70, uno stile grafico graffiato e molto accattivante e un'ottima colonna sonora cold jazz.
Chi è abituato alla serie televisiva classica può rimanere spiazzato, ma questo Lupin è più simile caratterialmente a quello originale di Monkey Punch, e il film ha dunque delle atmosfere più adulte, diverse dal solito.

La durata della storia non è un limite alla sua narrazione, anzi. Lo svolgersi degli eventi è ben raccontato e non mancano diversi colpi di scena, nonché l'azione con inseguimenti in auto e sparatorie. Nel film non compaiono Zenigata o Goemon, ma la loro assenza non pesa così tanto, perché Lupin e Jigen e il loro avversario sono in grado di reggere ottimamente la scena per tutta la durata dell'anime. Il finale del film, che per ovvie ragioni non sto a rivelare, è un ulteriore tocco di classe.

A sorreggere l'ottimo apparato grafico c'è un ottimo doppiaggio originale. Da segnalare anche la bella canzone finale cantata in inglese, che per tonalità ricorda un po' alcuni brani dei film di James Bond.

La visione del film è consigliata a chiunque sia fan di Lupin, ma ancora di più a chi ha apprezzato l'ultima serie anime di cui questo film è un buon proseguimento.
Spero davvero che ce ne siano altre di avventure con protagonista questo Lupin così particolare.