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Satsu

Episodi visti: 34/13 --- Voto 10
A mio avviso, è uno degli anime migliori che abbia mai visto: grafica stupenda, particolare fantasia e cura di ogni singolo personaggio e un protagonista che non mi ha per niente delusa. Sinceramente mi aspettavo che fosse un idiota totale, come quelli che si ritengono superiori a tutti e pensano di essere i più forti, avendo perciò l'abitudine di sottovalutare chiunque. Invece, mi ha felicemente sorpreso: riesce a mantenere quasi sempre la calma, soprattutto nei momenti difficili, si comporta da perfetto leader ed è buono e generoso con tutti i suoi sottoposti. Ed è intelligente, non me l'aspettavo davvero.
Comunque, un particolare che mi piace molto è che ha un'andatura lenta, ovvero non inizia col botto, ma si sviluppa piano piano, dando allo spettatore quella curiosità e impazienza che viene appropriatamente ripagata da improvvise scene di azione che, più le guardi, più ti affascinano. È molto affascinante come intrecciano scene di pura azione, da riuscire a non farti distogliere lo sguardo neanche per un millisecondo, a scene di normale vita quotidiana o addirittura comiche, facendo sparire tutta la tensione.
Se proprio vogliamo trovare un difetto, l'unico che mi viene in mente è che dura veramente troppo poco.

Questo anime, a detta mia, è perfetto per chi ama questo genere e per chi non si stupisce con poco.
Lo consiglio vivamente, essendo che non mi capita spesso di appassionarmi tanto a un anime da riguardarlo più e più volte. Detto ciò, spero che chiunque legga questo testo provi almeno un pizzico di curiosità da vedere almeno com'è.


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ScorpioXX

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9,5
Sono rimasto subito molto affascinato da questo anime!
Trama e storia sono ben strutturate e avvincenti, con molti colpi di scena sia di azione/combattimento che di situazioni divertenti. Premetto, mi sono appassionato al mondo degli anime da circa un paio di anni, e per ora questo è il mio preferito! La definizione dei personaggi è molto caratteristica e buono è l'approfondimento della storia dei vari personaggi che hanno creato il tutto nel susseguirsi degli episodi. Anche la grafica è di alto livello.
Guardatelo e non ve ne pentirete! Spero che questa mia recensione possa aiutarvi nel fare la vostra scelta di visione. Segue anche una seconda e terza stagione.


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Testu

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Un isekai interessante, che si prefigge di rappresentare una volta tanto non l'eroe salvatore dell'umanità, ma la precedente ascesa del cosiddetto "boss di fine livello", anche se in questo caso gli intrighi non puntano a sfruttare la forza di una stolta fazione umana con brame di conquista per farlo, né appare possibile contrastare i protagonisti in futuro.

La storia parte in modo abbastanza banale: in pratica, dopo anni di fedele servizio, un grandioso MMORPG finisce per chiudere i battenti, senza eventi particolari di addio, tipo un'ultima mega-quest di mostri che attaccano le città, portali speciali per zone difficili da visitare, oppure bonus assurdi di EXP per far divertire almeno gli iscritti più giovani o che non hanno potuto sperimentare a dovere il gioco. Niente di ciò che un MMORPG ufficiale di buon livello farebbe di solito, la chiusura è fondamentalmente una giornata come le altre... apparentemente. Comunque, per dare un saluto personale al mondo che per anni ha rappresentato la sua vita sociale, Momonga, il protagonista a capo di una gilda di mostri, decide di rimanere fino all'ultimo, sperando di poter passare quel momento almeno con qualcuno dei suoi vecchi compagni d'armi, oramai poco presenti, in quanto tra lavoro e famiglia sono troppo occupati con le loro vite reali. Ovviamente la rimpatriata non va come previsto, e Momonga finisce per passare tristemente la serata da solo con gli NPC della gilda. Allo scadere dell'orario di chiusura del server però il protagonista si ritrova a vestire realmente i panni del suo stregone non-morto e, come se ciò non bastasse, gli NPC vengono dotati improvvisamente di raziocinio e personalità fedeli a quelle scritte nel loro profilo personale dai loro creatori, un tempo, insieme a Momonga, ai vertici di quella congregazione. Già, perché mentre di solito il background nei giochi online riguarda solo la storia della fondazione di una gilda, e gli avatar extra di un giocatore sono di norma solo venditori sparsi nelle città, in questo caso il gioco in questione, un tempo noto come Yggdrasil, pare permettesse di personalizzare e avere una libertà decisionale e creativa maggiore dei giochi a cui siamo abituati. Il luogo in cui però si trova ora catapultato Momonga, rinominatosi per l'occasione Ainz Ooal Gown, o più brevemente Ainz, non pare essere più geograficamente quello originario del gioco, quindi, oltre a trovare un senso alla sua nuova vita, il rinato (scheletrico) Ainz dovrà anche comprendere a fondo la situazione in cui si trova.

Devo dire che ho gradito l'impostazione iniziale: benché se ne distacchi, mi ha ricordato vecchi classici videoludici come "Dungeon Keeper" e anche l'omonimo "Overlord" coi suoi buffi serventi. Ma qual è in questo caso lo scopo principale di Momonga/Ainz? La classica conquista del mondo? Ni! E' stata ipotizzata, ma non è esattamente una priorità, più importante è per lui raccogliere informazioni, rafforzare e far sopravvivere così la sua confraternita oscura e vedere se vi è qualche suo vecchio amico in quello strano mondo. Ecco, quest'ultimo punto va approfondito, in quanto non mi ha convinto per niente. Premesso che sembrano esserci tracce della vecchia cultura di Yggdrasil e che Ainz potrebbe non essere effettivamente l'unico giocatore trasportato in quel mondo, che senso ha sperare che vi siano i suoi vecchi compagni? Nessuno, era rimasto solo, e non solo quel fatidico giorno, le loro strade si erano separate ormai da tempo; l'unico che era passato a fargli un saluto non entrava da due anni, e se ne è pure uscito velocemente. Molti di loro nemmeno nei momenti migliori avranno vissuto il periodo su Yggdrasil con la stessa passione di Ainz. Purtroppo però questo suo desiderio non è un elemento ignorabile della trama, in quanto Ainz dalla sua trasformazione pare essere cambiato anche come persona, ma i suoi atteggiamenti finiscono per essere influenzati da questo attaccamento morboso al passato.

Suppongo che in origine il personaggio di Ainz Ooal Gown e gli appartenenti alla sua gilda dovessero essere di allineamento caotico malvagio, dei player-killer, mentre gli ex-NPC da loro creati erano basati ovviamente su una semplice questione di mera impostazione difensiva. Ora che tutti loro sono diventati demoni senzienti è invece diventata una questione di tipo razziale, perché per loro gli umani sono deboli come formiche, e altrettanto poco valgono. Fondamentalmente l'unica cosa a cui tutti loro tengono è il loro padrone: infatti, benché convivano in maniera amichevole tra loro, punirebbero senza pietà un compagno che arrecasse una minima offesa o un impensabile tradimento al loro signore, e sono pericolosamente fanatici a riguardo. Questi potenti servitori vedono come loro massimi esponenti i guardiani dei piani, ovvero: la comandante succube Albedo, la minuta vampira Shalltear (entrambe innamorate pazze di Ainz), l'insettoide guerriero Cocytus, il pragmatico Demiurgo, gli elfici fratelli Are e Mare, il capo della servitù Sebas (omaggio a un personaggio di "Black Butler" ormai sinonimo stesso di maggiordomo), e altri due guardiani che in questa prima stagione non si vedranno. Ora, c'è una cosa che non mi convince su di loro. In teoria, l'uso strategico di queste pedine è stato l'unico motivo, insieme a possibili trappole, per cui negli ultimi anni di declino, la gilda di Ainz sia riuscita a sopravvivere nonostante la carenza di elementi giocanti al suo interno, ma ciò appare un po' strano, dato che ai tempi di Yggdrasil anche i più potenti servitori, per quanto validi avversari, erano certamente molto più contrastabili rispetto ai loro nuovi avversari in carne ed ossa. Gli assalti tra gilde di certo non li fanno che i personaggi arrivati al level-cap, o almeno gruppi in cui ve ne è una sostanziosa porzione.

Ciò che mi ha lasciato più perplesso è il fattore "coscienza" di Ainz, che pare essere ancora perfettamente intatta: infatti i suoi pensieri possiedono una voce diversa da quella che esce dal suo corpo ossuto, e, benché legato da un potere razziale a non poter eccedere nell'esternare emozioni, esse non sono sparite, sono solo attutite. Quindi mi chiedo: "Come può una persona innocua, che ricorda il suo passato, pur privata di reazioni corporali/chimiche, uccidere subito senza batter ciglio?" Ainz necessitava a mio avviso di motivazioni più forti di un attacco a un villaggio che non gli interessava, o meglio ancora di un percorso di corruzione, e per questo il suo enorme potere era perfetto. Peggio ancora, lo hanno fatto esordire prima facendo il premuroso con i suoi attendenti e poi facendogli stritolare un cuore umano solo per testare meglio la nuova impassibilità alla vista del sangue. Impassibilità, perlomeno mentale, che Ainz non ha, ribadisco. Il personaggio non è freddo come vorrebbero farlo passare, è facilissimo agli imbarazzi, aiuta un paio di persone, anche se non sono necessariamente utili ai suoi piani, e, benché sia raro da vedere, si arrabbia perché a qualcosa riesce ancora a legarsi. Eppure, sull'eliminazione della vita umana non ha mai avuto problemi, uccidere è per lui come raccogliere un paio di margherite, come se gli avversari fossero personaggi di un gioco e potessero tornare in vita. Ainz mi è parso non aver del tutto assorbito che quelle persone e quel mondo sono reali, nonostante ne sia cosciente. Ammazzare così facilmente non è credibile, anche se ora è un non-morto, perché, checché ne dica lui, non è cambiato del tutto.

La sensazione è che abbiano tentato di fare un protagonista di allineamento neutrale-puro, ma, se così fosse, è stato un azzardo, in quanto è quello notoriamente più faticoso da mantenere, e Ainz, benché stia attento a non attirarsi seccature, non è neutrale per niente. Pur dopo aver racimolato informazioni, si schiera con scuse puerili, e, dopo aver sconfitto una fazione, infierisce su di essa senza bisogno strategico, benché sia appunto quella più legata apparentemente a Yggdrasil e quindi quella da inimicarsi meno. Meno male che fa discorsi ai suoi sottoposti sul tenere l'aggressività al minimo. Intendiamoci, Ainz sarebbe capace di uccidere chiunque, ma è indubbio che alcuni suoi comportamenti crudeli, tra cui quello verso una certa assassina, siano dettati da un'umanità ancora esistente al suo interno.

Ainz, per quanto alcuni umani siano gentili e onesti, cerca di non legare eccessivamente con loro, un po' perché potrebbero appunto divenire un ostacolo da eliminare, ma più probabilmente perché anche nella vita reale precedente non era granché abile nell'instaurare relazioni sociali. Al contrario Ainz è da subito stranamente affettuoso con i mostri che pullulano nel suo rifugio, benché appena conosciuti per davvero. Ciò è dovuto non solo alla loro natura non umana, ma anche alla consapevolezza di Ainz di quanto loro lo amino, al punto di dare la loro vita per lui senza ripensamenti di alcun genere. In pratica, Ainz sceglie la via facile, e il fatto che alcuni guardiani gli ricordino i suoi soli amici avuti in passato non fa che rafforzare il suo comportamento: infatti per i suoi subordinati Ainz darebbe tutto sé stesso, li considera la sua nuova famiglia, e non vi è posto per altri. Il pensiero che qualcuno si possa unire a loro è risibile, in quanto appartenenti a mondi troppo diversi.

Ma come è quindi, tra gentilezze e cattiverie, l'atmosfera generale di "Overlord"? Tutto sommato leggera, e forse è questo il suo principale difetto. Vi sono scene cruente miste ad altre comiche e leggere, ma globalmente l'anime mantiene un'aria di avventura e intrighi tutt'altro che oscura, anche durante le fasi notturne, particolarmente votate all'atmosfera lugubre. Per quanto io sia più un tipo da atmosfere spensierate, da questa serie avrei gradito un andamento più simile all'ultima storia della stagione, quella focalizzata su Shalltear, dove, oltre a vedere finalmente un combattimento come si deve, i servitori di Ainz ci sorprendono, lasciandoci davvero intravedere il loro lato inquietante. Che poi... Ainz certe volte è proprio inaccettabile come capo supremo della sua fazione malvagia: ci sta che un capo si prenda un minimo cura dei suoi subordinati, anche se potrebbe pure farne a meno, considerando la loro natura, ma il suo continuo scusarsi, arrovellarsi e prendersi responsabilità, spesso non sue, è fastidioso; potrà pure essere accolto positivamente nell'ottica della cultura nipponica, dove la modestia è una virtù, ma calza malissimo al suo personaggio. La cosa buffa poi è che qualunque cosa lui dica o faccia per i suoi servi, lui ai loro occhi rimane il più intelligente e magnifico tra le creature esistenti, quindi tanto sforzo è pure inutile nell'ottica di ottenere siparietti comici.

A causa di questa dualità di atteggiamenti, ho fatto fatica certe volte a tifare per i personaggi: più che una minaccia, sembrano dei buoni che compiono occasionalmente malefatte, e di certo non mi sono sentito coinvolto dall'allegria familiare per un personaggio ritrovato, che poco tempo prima ammazzava ridendo non solo briganti, ma pure avventurieri e chi si trovava davanti, non tanto per un compito affidatole, ma per l'egoistica brama di sangue. Intentiamoci, apprezzo la possibilità di veder morire personaggi (possibilmente non solo di secondo piano) e vedere più aspetti caratteriali di un cattivo, ma da qua a vedere un piccolo elfo bonaccione spaccare la testa a un avventuriero immobilizzato fa strano; che poi, tra mille magie che si castano Ainz e compagnia, non ne hanno manco una di controllo mentale? Se Ainz e servitori durante la serie avessero avuto costantemente un atteggiamento più cinico e cattivo, più horror, la visione ne avrebbe solo che giovato, perché più coerente. Magari sarebbero pure stati un po' odiati da qualcuno, ma avrebbero colpito nel segno e appassionato maggiormente; questa parodia alla fine invece si perde nel "piacevole... sì, ma poteva essere meglio".

Detto ciò, i personaggi mi sono piaciuti abbastanza, e la prima stagione è filata velocemente, senza noia, nonostante la storia al contrario proceda lentamente e si limiti a ribadire che ci sono potenziali pericoli nascosti nell'ombra. Pericoli per modo di dire, dato che fondamentalmente non solo Ainz, ma tutta la sua servitù, ha una forza ultra-divina rispetto anche al più forte degli eroi umani, e questo è un enorme difetto a mio avviso, nemmeno tanto raro negli isekai.

Ho dato anche uno sguardo al primo episodio della terza serie, e mi è parso che le cose non siano cambiate molto, anche se in fondo le questioni interne alla gilda sono più dei momenti di relax che altro. Mi auguro semplicemente che la serie vada pian piano in una direzione narrativa precisa e accettabile, e non si perda ad allungare, come temo, il brodo.


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Matteo Lancia

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9,5
Davvero un anime molto, molto entusiasmante, l'ho praticamente divorato in un giorno!
La forza smisurata, l'intelletto superbo, l'astuzia in battaglia e l'abilità nettamente superiore a qualsiasi altro guerriero fanno di Aiz Ooal Gown il protagonista per eccellenza di un qualsiasi anime. Molto ben fatta la sua cerchia, ancora si sa poco o niente di loro, ma sicuramente ci sarà spiegato qualche dettaglio in più nella prossima stagione. Molto belle le battaglie, c'è anche una buona dose di sangue, che in questi casi non basta mai per rinforzare l'idea di duello.
E' entrato in un giorno nella top five dei miei anime preferiti. Come sopra citato, la chicca vera è stata la caratterizzazione dei protagonisti, davvero un piccolo capolavoro del genere.


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Joey il Padrino

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Voglio fare una premessa: quando leggo la parola anime associata a MMORPG, non mi sento mai al sicuro. Questo preconcetto, insinuatosi nella mia mente dopo aver visionato svariate delusioni animate in cui la tematica fantasy veniva solo inserita come escamotage per mascherare storie che nulla avevano a che fare con quel genere, ha rischiato inizialmente di prendere il sopravvento pure con “Overlord”, serie animata del 2015 tratta da una serie di light novel pubblicate a partire dal 2012, scritte da Kugane Maruyama e illustrate da So-Bin. Per quanto concerne l’anime, invece, alla sceneggiatura abbiamo Yukie Sugawara e Naoyuki Ito (già precedentemente direttore di alcuni episodi speciali della celebre serie “One Piece”), ma è stata proprio la “certezza” Madhouse, studio di produzione del quale non ricordo nemmeno una serie che non mi sia piaciuta, a spingermi definitivamente, nel tardo 2017, alla visione di questa serie tanto discussa e apprezzata tra i fan del genere.

La trama ci catapulta fin dalle prime battute a Yggdrasil, realtà virtuale MMORPG che si trova in procinto della chiusura, dopo un lungo periodo di popolarità. Momonga, uno degli utenti più forti, ma che nella vita di tutti i giorni altri non è (come egli stesso si definisce) che un povero impiegato privo di ambizioni e interessi, esegue il login per l'ultima volta, ripensando, con nostalgia e dispiacere, a tutti i bei momenti passati con i suoi amici utenti. Il giocatore, però, tutto a un tratto scopre che il logout non è avvenuto, e ben presto si consapevolizza del fatto di esser egli stesso stato catapultato nel gioco sotto forma del suo personaggio (un arcilich mago), e che gli è preclusa qualsiasi possibilità di uscita. Dopo un’iniziale fase di preoccupazione, ben presto nota di essere diventato il leader supremo del regno di Nazarick, regno ideato e costruito da Momonga e dai suoi ex compagni, in altre parole il sogno di qualunque nerd fatto realtà, con cameriere carine, servitori potenti ma servili al tempo stesso, oggetti magici di massimo livello e una bandiera sventolante il suo nome. Da questo momento in poi inizieranno le imprese di Momonga, che indagherà, all’inizio cautamente, il mondo fantasy in cui è stato catapultato, notando fin da subito le somiglianze con il suo gioco preferito, salvo poi cominciare una lenta e inesorabile conquista del mondo, diventando alla fine egli stesso protagonista/antagonista. Ciò non vuol dire che il nostro impiegato perda la sua umanità, dal momento che buona parte delle sue ricerche saranno condotte con l’intenzione di ritrovare qualche altro “imprigionato” nel gioco e una potenziale via di fuga.

Già dai primi passi si può notare come l’anime si discosti enormemente da altre serie del suo genere, “Sword Art Online” su tutti: spariscono infatti le barre della vita dei personaggi, indice che il mondo non sia propriamente lo stesso del videogioco, ma su tutti la prima cosa che salta all’occhio è l’umanizzazione del gioco stesso, che finisce non per prefigurarsi come mondo trappola dal quale uscire, bensì finisce per mostrarsi come un’altra dimensione a tutti gli effetti, autonoma, autosufficiente e viva nelle sue dinamiche. Altra nota di merito che alza di molto la qualità della serie è senza dubbio il grande approfondimento che passo dopo passo viene dato alle ambientazioni incontrate dal protagonista, con spiegazioni, a momenti eccessive, non solo della struttura politico/economica del posto, ma anche approfondimenti sulle magie, sugli effetti degli oggetti magici, scatenati da un protagonista palesemente di un altro livello di potere rispetto agli umani e alle altre “creature inferiori”, così come del resto i suoi servitori, che nel corso della serie finiranno per massacrare eserciti di avventurieri che altro non potranno fare se non darsi alla fuga. Ciò tuttavia non vuol dire che “Overlord” sia noioso o scontato, vista l’enorme, quasi soverchiante, differenza di capacità tra Momonga e il suo esercito contro le altre fazioni, anzi: il fatto stesso che il protagonista-antagonista sia una sorta di deus ex-machina sul mondo calza a pennello con lo sviluppo dello stesso Momonga, un impiegato che nella vita di tutti i giorni vive schiacciato dal peso dei suoi superiori, e che nel gioco, in un’ottica vendicativa quasi “disturbata”, gode nell’imporre il suo potere sugli altri, con un’ipocrisia che lo rende un antieroe a tutti gli effetti. D’altro canto, è curioso osservare come lo stesso Momonga mostri più di una volta un momento di umanità, rappresentato dall’affetto che in fondo prova per i suoi servitori, quasi come una nota stonata, una debolezza, sotto la sua crudele armatura di arcilich mago. Ma in ciò non va vista una contraddizione, bensì il forte conflitto di un protagonista la cui umanità lo spinge a cercare una via di fuga dal gioco e a mostrare affetto per i suoi seguaci (ultimo ricordo della sua vita da giocatore), ma d’altro canto il rancore riservatogli nella vita di tutti giorni lo spinge invece ad abusare di quell’unico “potere” tanto sudato nelle sue lunghe ore di gaming, quasi come se volesse una sorta di rivincita sulla vera vita, spietata e ingiusta.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, essi non risultano troppo caratterizzati dal punto di vista psicologico, ma la loro singolarità nell’aspetto e nei comportamenti li rendono lo stesso memorabili. Non si possono dimenticare infatti con tanta facilità l’innamorata (quasi al limite della perversione) demone Albedo (protagonista di alcune scene divertenti ecchi, mai comunque ingiustificate né talmente esuberanti da risultare fastidiose), la psicopatica vampira Shaltear o il possente Cocytus, tutti generali unici nel loro genere. Non mancano nemmeno personaggi spalla/comici, su tutti il Grande Re Savio del Bosco, creatura che più di una volta riuscirà a strappare risate, alleggerendo i momenti più pesanti della serie.

Per quanto riguarda il comparto audio, nulla da dire: calzante e a tema (seppur un po’ limitato). Sull’aspetto grafico, invece, ci sono alcune note dolenti, con fondali non troppo curati e soprattutto dettagli e linee di contorno dei personaggi non sempre ottimali. La opening credo sia una delle migliori del panorama anime degli ultimi dieci anni, ma anche la ending risulta eccezionale, seppur soffra il confronto con la sigla di apertura da top 5.

Concludendo, “Overlord” è una serie che strizza l’occhio al pubblico del MMORPG e ai fan del GDR con un’ambientazione epica e memorabile, con un protagonista e un cast d’impatto, e che con ‘tamarragine’ porta su schermo i sogni e desideri di tanti nerd, senza scadere però nel trash. Consigliatissimo, quasi un must watch, ai fan del genere, che apprezzeranno la pomposità dell’intera storia, che a tratti sfocerà nell’epica fantasy, ma lo suggerisco anche ai più scettici e ai neofiti, che potranno trovare in tredici episodi di mazzate e ambientazioni mozzafiato un piacevole passatempo per ammazzare la noia senza dover tenere troppo acceso il cervello.


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BlackLotus

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8,5
Dopo aver finito questa serie, vorrei dirvi perché la reputo un buon anime.

Trama: Yggdrasil è una realtà virtuale MMORPG che, un tempo molto popolare, ora è sull'orlo della chiusura. Momonga, uno dei suoi giocatori più forti e famosi, esegue il login per l'ultima volta per assistere alla fine del servizio, ma durante il conto alla rovescia chiude gli occhi e ripensa a tutti i bei momenti passati con i suoi compagni. Quando li riapre, Momonga scopre che il logout non è avvenuto e che, anzi, egli stesso è stato catapultato in un altro gioco.

Probabilmente la trama non vi sembrerà nuova, visto che il genere ultimamente va molto.
Ma "Overlord" è particolare: innanzitutto il protagonista non è buono, ma è il cattivo, con tutti i suoi NPC dietro. Poi i personaggi sono tutti caratterizzati bene, soprattutto il nostro protagonista, che ogni tanto farà venir fuori il suo lato "umano", pensando a strategie o provando compassione.
Le musiche dell'anime sono tutte molto belle, e sfruttate bene, la opening e la ending sono entrambe molto belle. L'anime riesce a mischiare un sacco di cose come splatter, horror, comicità, ma senza risultare noioso o banale. Se proprio vogliamo trovargli un difetto sono i combattimenti, pochi, e quelli che ci sono potevano essere fatti meglio; solo il combattimento finale l'ho trovato ben fatto.

Dunque io vi consiglio la visione, e non vi preoccupate se avete visto "Sword Art Online", "Log Horizon" o altri anime del genere, perché "Overlord" è diverso.


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npepataecozz

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
"Overlord" è un altro anime nato sulla scia del successo di "Sword Art Online" e che ripropone il tema, che ormai ha dato luogo a un vero e proprio filone a sé stante, del videogiocatore rimasto intrappolato all'interno del suo gioco. Purtroppo, però, anche questo prodotto rivela gli stessi difetti di quasi tutti i titoli che l'hanno preceduto; tutta questa costanza mi fa pensare che originariamente o questi anime non prevedevano la variante "intrappolato nel gioco", e siano stati solo riadattati per finalità commerciali, o che l'autore abbia pensato di seguire il vento della moda del momento senza avere però alcuna idea su come sviluppare adeguatamente il punto principale della trama. Così ci troviamo di fronte a una serie di anime, di cui "Overlord" fa sicuramente parte, in cui non si capisce quale sia il fine ultimo della trama; questo è un vero peccato, perché molti di essi, senza questa forzatura, sarebbero stati prodotti più che accettabili. E tra questi ci metto anche "Overlord", che, per il resto, si è dimostrato un prodotto decisamente godibile.

Un cenno alla trama: Yggdrasil è un MMORPG prossimo alla chiusura. Un giocatore, di cui non viene mai detto il nome, decide di rimanere connesso, immerso nelle sue malinconie, fino al momento in cui i server del gioco non verranno definitivamente spenti. Quando però arriva l'ora X, contrariamente alle sue aspettative, il logout non avviene, ma anzi egli scopre di essere rimasto intrappolato all'interno del gioco nei panni del suo personaggio, Momonga, che ha le sembianze di un enorme scheletro. Se ciò non bastasse, anche la realtà intorno a sé è cambiata; se si eccettua la sua fortezza e i suoi servitori, tutto il resto sembra appartenere a un altro mondo.

Come detto in precedenza, "Overlord" non è affatto un brutto anime; al contrario, credo che la sua visione risulterà estremamente piacevole. Uno dei suoi meriti principali, secondo me, è quello di aver saputo unire in modo davvero superbo elementi molto diversi fra loro come comicità, combattimenti, horror, splatter, senza che la cosa risulti minimamente strana. A volte i repentini cambi di atmosfera possono lasciare spiazzato lo spettatore, ma, a mio avviso, tutto questo contribuisce a rendere la storia più verosimile.
Quanto ai personaggi, "Overlord" è senz'altro un "one man show": su tutti domina il personaggio e la personalità di Momonga/Ainz, mentre gli altri appaiono troppo poco e non aggiungono quasi niente alla storia.

E veniamo a quella che, in apertura, ho definito come la vera nota dolente degli anime di questo tipo. Dopo "Sword Art Online" nessuno dei suoi cloni (o almeno di quelli che ho visto io) riesce a inquadrare correttamente la psicologia di un essere umano che rimane intrappolato nella realtà virtuale dei MMORPG. Nel caso di "Overlord" il protagonista liquida la faccenda in due minuti: non c'è paura per l'evento straordinario in cui si è piombati, non c'è travaglio psicologico, non si pone come obiettivo principale del protagonista e come punto cardine della storia l'intenzione di tornare al più presto nel mondo reale. Ainz decide di conquistare il mondo per cercare di capire se c'è qualche altro giocatore rimasto intrappolato come lui in quel posto; ma a parte questo non fa altro: non si chiede cosa abbia provocato questa situazione, non cerca di capire se ci sono via d'uscita e così via. Il suo unico intento è quello di incontrare qualcuno come lui col quale, magari, bere una birra insieme. E, a mio avviso, questo è un difetto che mina alla base la credibilità di tutta la storia.

Con altri anime che avevano lo stesso peccato originario sono stato, in passato, molto più severo; nel caso di "Overlord", invece, almeno la sufficienza vorrei dargliela. Se si chiude un occhio su questa faccenda, infatti, questo titolo risulta più che discreto. E mi chiedo come sarebbe stato se si fosse evitata la pagliacciata del videogiocatore intrappolato: sicuramente avrebbe avuto tutt'altra valutazione.


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Eversor

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6,5
Dopo aver concluso questa serie, non ho potuto che esprimere il mio rammarico. Non perché sia un'opera così brutta, ma per il semplice fatto che mi sarei aspettato qualcosa di qualità ben maggiore. L'anime, che comunque mostra tredici episodi di tutto rispetto, è uscito nella stagione estiva 2015 e può essere classificato come opera fantasy, con molta magia e l'elemento "videogame" che ultimamente va di moda.
E proprio questo è stato il primo fattore che mi ha fatto storcere leggermente il naso. Perché mettercelo? Sarebbe stata un'opera già di per sé interessante senza il riferimento ai videogiochi online, che, inevitabilmente, lo porta a un confronto con le serie dello stesso genere uscite in precedenza.

Tutto incomincia quando il gioco interessato sta per chiudere i battenti, e con esso anche i vari giocatori dovranno abbandonare i loro amati personaggi. Tra questi spicca Momonga, a capo di una gilda importante, ormai in decadenza. Gran parte dei membri aveva già da tempo lasciato il gioco per tornare alla solita vita reale, ma Momonga no. Lui attende fino all'ultimo e, proprio quando si aspettava che l'intero server collassasse, si ritrova ancora seduto sul suo trono. Ma qualcosa è cambiato. Gli NPC hanno ormai coscienza propria e, anche se mantiene le sembianze del suo precedente personaggio, sente che nell'animo sta già mutando. Non è più un semplice giapponese in cerca di divertimento, ora è il signore assoluto della gilda, circondato da servitori fedeli e con un potere incredibile.
Tuttavia non si può attendere oltre: è necessario conoscere meglio il nuovo mondo in cui si è ritrovato catapultato. C'è tanto da imparare e i pericoli non staranno certo ad aspettare.

La trama è di per sé incredibile. Nonostante si basi su un'impostazione già vista prima, viene affrontata in maniera diversa. Momonga, che assumerà presto il nome di Ainz Ooal Gown, non cerca minimamente di tornare nel mondo reale, anzi, si trova perfettamente a suo agio in quella nuova forma. Sarà la mutazione subita, ma la faccia da scheletro gli dona.
Ebbene, se per certi versi l'aura epica di Ainz è uno dei fattori che rende più accattivante l'intera vicenda, è anche quella che, di fatto, affossa tutti i personaggi attorno a lui. Il signore della gilda è immenso, perfetto, imbattibile... e fino a qui niente di cui lamentarmi. Ma, se non capita neanche un'occasione in cui lo si trova in difficoltà, allora come può uscire fuori il vero valore di questo protagonista? Neanche l'idea di passare il resto dei suoi giorni in quella forma sembra smuoverlo più di tanto.
Gli sviluppi sono interessanti, anche se alcune scelte mi sono apparse piuttosto difficili da giustificare.

Il punto forte della serie, d'altra parte, è la grafica. Disegni originali e personaggi che emergono in maniera forte, almeno da questo punto di vista. Tra i migliori non posso che citare la seducente Albedo e la piccola Shaltear. Fanciulle agli antipodi in quanto a carattere e fattezze, ma le uniche capaci di avermi intrigato un pochino di più.
Il doppiaggio è buono, e anche le musiche sono veramente belle. L'opening la sto canticchiando ancora adesso, e l'ending ha il giusto impatto per chiudere degnamente la puntata.
Peccato per una regia mediocre che, a mio avviso, non ha saputo enfatizzare appieno gli scontri. Questi, soprattutto, me li sarei immaginati un pochino più accattivanti. Ma, d'altronde, come fare se Ainz è a un livello immensamente più alto rispetto a tutti gli altri? Insomma, come giocare al livello cento contro dei mostri all'uno... non c'è partita.

Dare un giudizio finale è un'impresa veramente ardua. Sono indeciso tra il 6 e il 7, per una serie che, tutto sommato, non mi ha annoiato. Nonostante ciò, però, è troppo poco per tutte le aspettative che vi avevo riposto. Più alte sono, più lunga è la caduta... e in questo caso "Overlord" è precipitato per un bel pezzo. Troppo debole per far innamorare appieno, troppo corto per ottenere un risultato valido. Concludo con una considerazione personale: se il protagonista è estremamente forte, allora anche l'antagonista lo deve essere. È necessario un equilibrio che bilanci la serie e, in questa occasione, non c'è stato.

Voto finale: 6 e mezzo


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rum42coach

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
"Overlord" è un anime del 2015 che parte da un presupposto originale ma non troppo: è ambientato in un mondo virtuale, ossia un MMORPG, elemento ormai spesso utilizzato dopo il boom di "Sword Art Online", ma in questa opera, tratta dalla omonima light novel, si comprende poco della storia, dal momento che il protagonista, Momonga o Ainz, stranamente viene catapultato in un mondo virtuale (?) invece che tornare al mondo reale, una volta che il gioco in cui era loggato cessa di esistere dopo la chiusura definitiva da parte dei programmatori. Ebbene, nel nuovo mondo non può contattare amministratori o chiedere aiuto, essendo assoggettato, mentalmente oltre che fisicamente, alla propria forma di demone scheletro (o signore oscuro), avendo in compenso dei compagni affidabili che, incredibilmente, si riveleranno essere dei personaggi non giocabili misteriosamente pieni di vita e capaci di provare reali sentimenti (umani). E così comincia la ricerca della verità per Ainz, il suo nuovo nome nel nuovo mondo, ignoto a lui e a i suoi compagni.

La trama scorre che è un piacere, non mancando di rimarcare la forza del protagonista, assurdo in quanto a oggetti e poteri posseduti che, spesso, appare imbattibile; ciononostante i combattimenti non annoiano, grazie al suo carisma onnipresente, soprattutto mi è piaciuta e mi ha soddisfatto la battaglia finale nella quale finalmente si combatte a pieno regime e al massimo delle proprie forze. Infatti Ainz è un personaggio diabolico nel vero senso della parola, antieroe, calcolatore e sempre più propenso a comportarsi da demone piuttosto che da essere umano, questo a causa del nuovo mondo che probabilmente assimila la personalità del giocatore a quella del personaggio scelto. Tuttavia sono divertenti le parti in cui Ainz, nei suoi ragionamenti arguti, rivela i rimanenti sentimenti umani, in netto contrasto con il comportamento che tiene. Un protagonista di questo aspetto (inquietante, spaventoso ma non troppo) non lo vedevo da tanto tempo, così come una caratterizzazione tanto appropriata e ricercata. Anche i suoi "servi" sono caratteristici e ognuno ha le sue peculiarità, sia fisiche sia caratteriali. In particolare segnalo Albedo, vice di Ainz, che è innamorata follemente di lui per via di uno "scherzo" innocente fatto dal protagonista, che però gli si ritorcerà contro - oppure no? - quando la bella demone coltiverà i sentimenti verso lo scheletro senza corpo. A parte questo, Albedo è un personaggio abbastanza riuscito anche per gli altri aspetti della sua personalità e risulta fondamentale nell'aiutare Ainz durante le sue attività, specialmente nello spronarlo nei momenti di maggiore difficoltà. Buona anche la partecipazione di Shaltear, personaggio misterioso e affascinante alla corte del nostro scheletro preferito. Il design di quest'ultima è uno dei miei preferiti. Aggiungo solo che riserva delle sorprese importanti in questi episodi.
Peccato che gli altri personaggi, eccetto Narberal, non si mettano in mostra quasi mai, semplicemente perché il tempo a disposizione è poco affinché si possa introdurre seriamente personalità tanto importanti e interessanti quali sono i subalterni del protagonista. Proprio i tredici episodi di questa serie sono l'altro difetto che ho riscontrato, troppo pochi per una storia che ha tanto, ma davvero tanto da dire, col risultato che qui si perviene a una introduzione dei personaggi principali, dei loro poteri e di qualche nemico piazzato giusto per far fare bella figura ad Ainz e soci. Sono certo che il bello arriverà nel prosieguo della storia e confido, dunque, in una seconda serie che spero venga alla luce, perché le potenzialità ci sono, essendo evidenti e ampiamente confermabili dalla trama di base e dai soggetti protagonisti. Anche sul perché vi sia stato tale "guasto" nel gioco non è dato sapere, neanche degli indizi vengono forniti, fattore un po' deludente, giustificabile dall'essere solo la trasposizione delle prime light novel in forma animata.

La realizzazione tecnica dell'anime è più che buona. Approvo i disegni e le animazioni di qualità elevata realizzate dalla Madhouse, la quale non disdegna computer grafica, che applica però con grazia e senza strafare. I disegni dei personaggi sono anch'essi buoni, differenziando i vari personaggi, persino le comparse, tra loro. La parte musicale ha il punto forte nell'opening, orecchiabile ed energica come il protagonista, nonché misteriosa, così come l'ending dedicata ad Albedo, introspettiva e meritevole di ascolto. Le OST fanno il loro dovere, non deludendo e accompagnando il susseguirsi con enfasi e calma, a seconda della situazione.

"Overlord" è un anime carino, anzi lo definirei meritevole di visione a tutti gli amanti dei cattivoni che hanno il ruolo di protagonista e a chi ama il genere. Ha alcune pecche, certo, però si fa perdonare; sono inoltre ottimista in vista di un seguito, quasi obbligatorio, visto il finale e l'assenza di avanzamento effettivo della trama principale. Il signore oscuro vi aspetta!


 7
Kairte

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
"Overlord", adattamento anime di una serie di light novel scritta da Kugane Maruyama e illustrata da so-bin, è stato trasmesso in Giappone dalla casa produttrice Madhouse.
La trama viene introdotta dal protagonista, Momonga, uno dei giocatori più forti di una realtà virtuale MMORPG di nome Yggdrasil. Questa piattaforma virtuale è però in via di chiusura, e il nostro protagonista farà login per l'ultima volta aspettando che i server chiudano definitivamente. Con stupore di Momonga questo non avviene, anzi, per essere più precisi, il gioco chiude, ma lui rimane intrappolato in questa realtà virtuale, che diventerà per lui la realtà vera e propria. Si prefigge quindi uno scopo: conquistare il mondo insieme ai suoi guardiani PNG (i quali ora hanno una vera e propria personalità) e scoprire se qualcuno dei suoi amici è ancora in giro per il mondo.

La trama, incentrata sul mondo dei videogiochi, è stata vista spesso e volentieri soprattutto negli ultimi anni. Tuttavia questa serie si discosta, e anche di molto, dagli altri anime del genere. Innanzitutto il fatto che il protagonista abbia abilità nettamente superiori alla media del mondo rende il tutto dannatamente epico, inoltre il protagonista e i suoi guardiani ricoprono una posizione che sta a metà tra buoni e cattivi: non sono spietati e senza cuore, ma non si lasciano andare a buonismi inutili, e spesso dimostrano freddezza e logicità nelle loro azioni. Per concludere, le magie, gli oggetti magici e i combattimenti rendono il tutto ancora più coinvolgente e appassionante, soprattutto per chi è appassionato di giochi online. (Voto trama: 10)

I personaggi sono particolari e ben caratterizzati, a partire dal nostro protagonista, che ha l'aspetto di uno scheletro non morto, passando dai guardiani. Ognuno di loro è diverso dall'altro e ha un ruolo nella trama. In particolar modo ho apprezzato Momonga, sempre logico e attento alle azioni che compie, con i suoi dubbi interiori derivanti dall'essere umano che c'è in lui, che deve però sopprimere per non dimostrare debolezze verso i suoi sudditi. Anche i personaggi introdotti successivamente danno spessore alla trama. (Voto personaggi: 8)

Per concludere, parlerò brevemente del comparto audio e video. Entrambi sono sopra la media, i combattimenti e le animazioni sono ottime e coinvolgenti. La opening è veramente bella e anche le OST non sono da meno. (Voto audio/video: 9)

Per gli amanti del genere è una serie da non ignorare, intrigante e appassionante. Rimango con la speranza di una seconda serie, anche se la realizzazione non è purtroppo certa. Che dire? Buona visione a tutti!
Voto globale della serie: 9


 3
Kida_10

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6,5
"Overlord" è una serie della stagione estiva 2015 prodotta dalla Madhouse, composta da tredici episodi di durata canonica e tratta dall'omonima light novel scritta da Kugane Maruyama e illustrata da so-bin.

Yggdrasil è un MMORPG che dopo un periodo di grande successo è sull'orlo del fallimento; i suoi server stanno per essere ufficialmente chiusi, quando Momonga, un giocatore esperto, decide di loggare un'ultima volta per assistere ufficialmente agli ultimi momenti di vita del gioco. Il protagonista si ritroverà quindi catapultato all'interno del gioco sotto forma del suo personaggio, un gigantesco scheletro dagli enormi poteri. Senza rimanerne troppo sconvolto, il giovane decide di accettare questa nuova realtà e di iniziare a viverci, preferendola al suo mondo di provenienza.

La trama, per quanto abusata e già vista, si presenta bene: una narrazione fluida e chiara permette allo spettatore di comprendere facilmente i meccanismi del mondo che viene presentato; tuttavia l'intera serie mi è parsa poco più che una breve introduzione. Vengono presentati i personaggi, si scopre l'enorme potere del protagonista e dei suoi servitori, ma non vi è l'ombra di un nemico decente, di un combattimento serio che impegni veramente Momonga e compagni, ad esclusione delle ultime due puntate. La light novel dalla quale è tratta l'opera è ancora in corso e, se decideranno di trasporne un'altra parte, spero che questa sia più coinvolgente e soprattutto meno scontata.
Se a livello di trama le pecche sono piuttosto evidenti, stessa cosa non si può dire per la caratterizzazione dei personaggi, semplice ma efficace, e per la simpatia delle scene comiche che riescono sempre a strappare qualche sorriso.

Tecnicamente è stato svolto un ottimo lavoro. Il design dei personaggi è molto particolare e ben riuscito, le animazioni sono fluide e gli effetti speciali sufficienti. Buono anche il grado di dettaglio dei fondali, ma non eccelso. Il comparto sonoro si difende bene proponendo un doppiaggio adeguato, delle OST azzeccate e soprattutto opening ed ending energiche e accattivanti. Il finale ovviamente non conclude nulla, e lascia aperta la possibilità per una seconda stagione.

In conclusione, "Overlord" è un'opera che si impegna a presentare il vastissimo mondo degli MMORPG, riuscendoci piuttosto bene attraverso il richiamo di alcuni elementi comuni e praticamente onnipresenti in questo tipo di videogiochi. Una serie che non riesce però a sfruttare al meglio le proprie potenzialità, e dalla quale ammetto mi sarei aspettato qualcosina di più. Nella speranza di un sequel migliore, mi sento di consigliare "Overlord" più o meno a tutti, amanti del fantasy in particolare.