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Locke Cole

Episodi visti: 26/26 --- Voto 5
La serie “Simoun” si presenta come un titolo interessante e ben gestito, tuttavia affetto da pesanti difetti i quali, per il mio giudizio, ne inficiano seriamente il raggiungimento della sufficienza. Ciò nondimeno, si tratta di un lavoro degno di nota e, in quanto tale, non è mia intenzione accingermi ad esporre un'invettiva ma un'analisi critica dell'opera stessa che ne evidenzi pregi e carenze.

“Simoun” si presenta come una serie incentrata su due temi portanti, la guerra ed il sentimento dell'affetto, o, al più, dell'amore. Altra tematica è la religione, la quale tuttavia passa totalmente (e, a mio avviso, grossolanamente) in secondo piano.
Ma esponiamo meglio questi argomenti: la storia tratta di un mondo immaginario dove diverse regioni si trovano in conflitto reciproco e, in particolare, la narrazione si incentra su di un gruppo di ragazze che rappresentano, in un certo qual modo, l'arma decisiva della guerra e l'intera visione del tutto risulta pesantemente influenzata dagli occhi delle giovani stesse. Le fanciulle, tuttavia, rivestono anche il ruolo di sacerdotesse e le armi medesime che loro utilizzano sono oggetti sacri, instaurando così un legame fra guerra e sacralità.

Ora, ciò che si aspetta da una serie che tratti il tema della guerra, specialmente in chiave moderna, è che il realismo psicologico sia massimo e che si trattino quelle verità quali il terrore del campo di battaglia e l'orrore del dare la morte, a meno che la serie stessa non voglia astrarsi da questo tema e presentarsi, ad esempio, in chiave simbolista, rendendo così la trama stessa irrilevante ai fini delle riflessioni esibite. In “Simoun” tuttavia non appare alcun intento di indagine metafisica al riguardo, al che la naturale conseguenza è che si tratti di una serie incentrata sulla storia effettiva.
Tuttavia il realismo di cui sopra non viene mai pienamente sviscerato e l'idea della guerra risulta sempre lontana e ineffabile, qualcosa che, anche se sopraggiungerà, non pare né imminente né, tantomeno, devastante.
Non vediamo mai le sacerdotesse tremare all'idea di dover scendere in battaglia, disperare al pensiero che il prossimo volo possa essere l'ultimo e, a mio avviso, questa mancanza è gravissima.
Le stesse inoltre privano della vita quantità ingentissime di persone con una facilità incredibile e, sebbene che già nel primo episodio si citi il tanto celebre non guardare negli occhi le vittime altrimenti non si riuscirà ad ucciderle, è comunque chiaro di come ragazze siano a conoscenza del proprio ruolo di angeli della morte.
Si potrebbe però ribattere affermando che nell'ottica delle Sybillae la guerra assume un aspetto religioso, come la volontà del proprio Dio e, quindi, esse non hanno a disperare di ciò che accadrà, tanto sarà sempre stato fatto in nome della divinità. Ancora, si potrebbe aggiungere che i Simoun rappresentano le armi definitive contro le quali non si possa opporre nemico alcuno.
Entrambe le precedenti affermazioni sono confutabili: la prima cade a causa dello scarsissimo sentimento fideistico provato dalle ragazze stesse (tema che tratterò a seguire) e dalla mancanza di un indottrinamento ortodosso che le porti ad essere assolutamente salde nelle loro convinzioni, la seconda invece è smentita dall'esperienza, poiché i Simoun accusano gli attacchi nemici e precipitano, mentre le stesse sacerdotesse possono ben morire sul campo.
A questo modo io ritengo di aver dimostrato come la mancanza del terrore verso la guerra sia ingiustificata ed è principalmente questo punto che considero essere la maggior pecca della serie.

Il tema della sacralità è, sempre secondo me, trattato con altrettanta leggerezza: le Sybillae non paiono particolarmente indottrinate né sembrano ferventi credenti, tuttavia esse sono l'elite della teocrazia nella quale vivono. Inoltre, una forte discrepanza è rappresentata dal fatto che le ragazze stesse non paiono considerare minimamente la loro posizione, chiaro segnale della loro scarsa fede, mentre il popolo le loda come sante viventi e, fino a questo punto, non appare esserci alcunché di innaturale. Il paradosso sta nel fatto che le ex-sacerdotesse provano invece quel senso di riverenza verso la sacralità e la religione, sentimento che, semmai, dovrebbe affievolirsi una volta perso il proprio incarico.

Sia per le mie critiche rivolte al tema della guerra che della fede si potrebbe controbattere affermando che le protagoniste sono tutte di giovane età, tuttavia non è nemmeno così, in quanto sono tutte ragazze (eccezion fatta per Rimone) prossime all'età matura, la quale pare essere compresa fra i quindici e i vent'anni nel mondo in esame, età più che sufficiente per comprendere appieno sia il concetto di religiosità che l'orrore della guerra.

Per ciò che concerne i personaggi, l'intero gruppo di Sybillae appare interessante e le stesse, pur mancando di un background soddisfacente, risultano ben caratterizzate. In tutto ciò fanno grandemente eccezione due delle protagoniste, Floe e Rodoreamon, le quali brillano per la propria piattezza di caratterizzazione - nonché per un quoziente intellettivo nettamente inferiore a quello delle altre ragazze -, essendo agli effetti dei totali stereotipi (Floe ha persino il disegno più infantile e la vocina fasulla, cosa che personalmente riesco, al massimo, a malsopportare se utilizzata per fini umoristici, figuriamoci in un'opera seria quale “Simoun”).
La psicologia dei personaggi appare comunque sensata e ben definita, sebbene non mi spieghi perché il personaggio che proferisce sempre le frasi più adatte nonché quella che mantiene il comportamento più atto alla situazione nella quale si trova sia anche quella meno ascoltata dalle proprie compagne, ossia Paraietta, ma questa è solo una mia impressione.
Sempre riguardo alla psicologia dei personaggi vi sono due episodi che trovo totalmente insensati, ossia completamente alieni agli schemi mentali umani: l'estrema scelta di Mamiina e l'ultima decisione di Aaeru e Neviril. La prima compie un gesto che non ha nessun motivo di essere eseguito, nemmeno se mosso dalla più disinteressata filantropia, cosa per altro assolutamente irreale (tacciatemi pure di cinismo) mentre le seconde abbandonano un mondo di probabile stabilità, anche a costo di una pace umiliante, in favore dell'assoluta incertezza, seppure anche qui si può considerare nuovamente la motivazione della filantropia.

E ora consideriamo l'altro aspetto topico in “Simoun”, ossia la relazione sentimentale. Sicuramente c'è stato un lavoro notevole nell'imbastire l'interessante rete relazionale fra le giovani e trovo lodevole che si sia voluto trattare un soggetto così controverso, tuttavia la mia impressione è che si sia esagerato con l'enfatizzare questo aspetto: le relazioni amorose si intrecciano sempre più strette, in una sorta di guerra interna che si riflette nel piccolo universo costituito dalle ragazze al di fuori dal campo di battaglia e le tensioni sessuali sono fortissime e crescono durante tutta la serie, mentre tutto questo è accompagnato da un'atmosfera decisamente romantica, ai limiti dello stile decadente.
Tuttavia, nel complesso, mi pare che il risultato ecceda le aspettative: nonostante le protagoniste, anzi il mondo, sia, fino al raggiungimento della maturità, popolato da sole ragazze, cosa che chiaramente altera il generale sviluppo di pulsioni sessuali verso il proprio sesso, nondimeno mi pare che la tensione delle giovani sia spropositata e l'importanza rivestita dall'amore fisico sia oltremodo enfatizzata. Per contro, mi sarei atteso un romanticismo più delicato e maggiormente elegante (non che quello di “Simoun” sia grossolano), volto all'aspetto contemplativo del sentimento d'amore. L'opportunità era per altro bell'e fornita, avendo un cast di personaggi totalmente al femminile e potendo così esprimere l'amore puramente femmineo che, perlomeno nell'immaginazione, è sicuramente la più delicata forma di questo sentimento.
In definitiva mi sarei aspettato l'amore che viene celebrato ne “La Rivoluzione di Utena”, ossia un gioco di avvicinamenti ed allontanamenti velati, dove il vero sentimento ricopre un ambito quasi puramente contemplativo - sebbene in questo anime si tratti in realtà un amore ancora diverso sia da quello eterosessuale sia da quello omosessuale, data la particolarissima figura di Utena, la quale non ragiona né secondo logiche maschili né femminili.
Una nota riguardo ad un aspetto amoroso: la presenza dei baci nell'attivazione dei Simoun. Sebbene tale atto sia giustificato come gesto rappresentante l'unione spirituale delle due sacerdotesse prima di dedicarsi alla preghiera, mi sembra veramente sulla linea di demarcazione tra fanservice e non (io personalmente avrei tolto completamente queste parti, non hanno nulla della dolcezza che si vuole proporre) e sono una presenza costante.

L'ultimo tema da considerare è quello della scelta e della crescita, che nell'anime viene visto molto negativamente, come se portare in atto una decisione costituisse la totale cancellazione della propria potenza. Tuttavia una potenza incompiuta risulta comunque inconsistente se non diviene in essere. È chiaro che la serie non voglia comunque trattare esplicitamente questa tematica, evitando infatti di utilizzare la tecnica dell'introspezione. Ad ogni modo non ho intenzione di affrontare il tema, in quanto, da appassionato del genere psicologico e introspettivo (nonché da forte sostenitore degli ultimi due episodi di “Evangelion”), sicuramente divagherei.

Per quel che riguarda l'aspetto registico e scenografico, “Simoun” si presenta come un'opera ben gestita a livello di direzione, con parecchie parti non funzionali allo svolgimento della vicenda che tuttavia non rallentano la narrazione e uno svolgimento che, seppur lento per ragioni proprie dello stile adottato, non fa cadere lo spettatore nell'insofferenza, anche in quanto fin dall'inizio prende avvio a pieno regime ed evita di decollare solo verso metà della serie. Per contro, tutto ciò crolla verso gli ultimi episodi: gli eventi si fanno più radi e gli stessi tempi di narrazione divengono praticamente i tempi effettivi di osservazione, tuttavia non si ricorre a contromisure per incalzare lo spettatore nella visione e, come diretta conseguenza, lo svolgimento pare dilatato inverosimilmente, cosa che rende pesante il raggiungimento del finale.
Ciò che critico non è quindi il finale in sé, ma la mala gestione del climax discendente degli ultimi episodi, una tecnica molto rischiosa che, se non usata saggiamente, porta alla noia anziché alla delicatezza.

Graficamente l'opera presenta uno sperimentalismo altamente opinabile: l'atmosfera steampunk viene evocata non solo a livello tramistico, ma anche con il contrasto tra scenari disegnati a mano (un tocco che personalmente ho apprezzato moltissimo, in quanto si adattano benissimo al sentimento generale dell'opera) e una computer grafica volutamente inconciliabile (direi persino di basso livello), il che genera una commistione che, se da un lato permette di separare nettamente gli elementi della realtà da quelli della fede e della guerra, dall'altro crea una stridente commistione visiva che, a mio avviso, non vale la pena di pagare in un'opera così fortemente legata all'estetismo.
Il character design non risulta invece meritevole né di lodi né di recriminazioni, essendo caratterizzato da un disegno abbastanza comune, nel quale tuttavia si nota una certa pesantezza nel tratto. A questo riguardo, io dissento abbastanza dalle scelte attuate a livello grafico: una serie che celebri l'amore, ancor più quello femminile, dovrebbe essere caratterizzata da un disegno elegante e delicato e cercare una certa armonia visuale tra tutte le parti, contrariamente a quanto è stato fatto nell'anime in esame, tuttavia questo è solo gusto personale.
Sempre il contrasto tra moderno e passato viene richiamato dal gusto musicale, sicuramente una nota di merito, oscillante tra pezzi fortemente citanti brani classici di stampo settecentesco e pezzi tipicamente ispirati al gusto sudamericano del primo '900, con ispirazioni a quelle che potrebbero essere composizioni di Piazzolla, altro richiamo alla passionalità che la serie vuol fornire.

In ultima analisi “Simoun” è un'opera interessante e meritevole di maggior attenzione di quella rivoltale, d'altronde per via della trattazione fatta della drammaticità e del romanticismo da questa serie così tanto lacunosa non posso attribuirle la sufficienza.
È quindi per me un'opera che sviluppa malamente i temi che si era incaricata di trattare. Ciò nondimeno ne consiglio comunque la visione a chi potesse esserne interessato.

onizuka90

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Simoun è una serie televisiva del 2006, prodotta dallo Studio Deen e diretta magistralmente da Junji Nishimura, noto anche per aver diretto opere come Samurai Deeper Kyo e True tears.
Simoun è stato nominato "miglior anime Yuri del 2006", successivamente ne è stato fatto un videogioco, una serie manga e un romanzo.

Incredibile come certe opere d'animazione possano passare del tutto inosservate al grande pubblico, senza che venga loro dato un minimo di attenzione o di interesse nonostante il pregio di cui si possono fregiare.
Simoun è di certo un esempio eclatante di questo fenomeno che, ingiustamente, lo ha reso quasi sconosciuto ai più. In effetti difficile è immaginare il target di pubblico a cui sia ipoteticamente destinata una tale opera, data la pesantezza e difficoltà dei temi trattati ci si rende conto che abbiamo di fronte una serie estremamente di nicchia, sofisticata e di difficile comprensione.

Uno dei tratti caratterizzanti di Simoun è l'ambientazione. In un mondo chiamato Daikuriku, terra del cielo, vi è una civiltà depositaria di una scienza sofisticatissima, eredità di un'epoca lontana. Essendo i fondamenti di questa tecnologia ormai persi nei meandri del tempo, la popolazione l'ha resa centro di un culto religioso, circondandola con un'aura di sacertà e mistero ancora più grandi.
Tra questi prodigi, reliquie di un tempo ormai perduto, vi sono i simoun, una sorta di navi con due motori circolari ad elica e due postazioni di comando, chiamate rispettivamente auriga e saggitta, considerati i "carri di Dio". Essi vengono utilizzati da delle sacerdotesse chiamate "sibylla" per pregare la divinità, danzando nel cielo ed intessendo dei sofisticati ed eleganti ricami con le scie dei motori, i majon. Questi majon possono avere i più svariati effetti ed essere utilizzati addirittura come potentissime armi di distruzione in un conflitto. La guerra infatti dilaga nel mondo: le popolazioni vicine agognano di impossessarsi di questa tecnologia così avanzata, in modo da poter uscire dalla loro condizione di povertà e arretratezza e di sopravvivere in una realtà ingiusta e crudele, dove soltanto pochi possono godere dei benefici della cultura. Per questo motivo cercano in ogni modo di appropriarsi dei simoun, con soventi attacchi armati ed ingenti dispiegamenti di forze.

Un'altra particolarità dell'ambientazione consiste nel fatto che gli individui nascono tutti femmina. All'età di diciannove anni potranno poi scegliere il loro sesso ed entrare nell'età adulta, per farlo dovranno recarsi ad una sacra fonte in cui saranno chiamati a compiere la fatidica scelta che cambierà le loro vite, perdendo la purezza delle fanciulle per diventare adulti. Solo le fanciulle che non si sono recate alla fonte e che mantengono questa loro purezza possono diventare sacerdotesse ed utilizzare i simoun e, per questo motivo, possono rimandare la data in cui saranno costrette a recarsi alla fonte, continuando il loro compito di pregare la divinità e di proteggere il popolo in caso di guerra.

Le protagoniste di questa serie sono appunto un gruppo di dodici sybilla, di nome Choir Tempest, chiamato a dover combattere nell'imminente guerra con i paesi confinanti. Il conflitto viene però descritto dal punto di vista delle sacerdotesse, dimodoché non ne vengano approfonditi i dettagli e dinamiche precise, palesandone quindi l'importanza secondaria rispetto al tema principale, ovvero l'approfondimento della psicologia delle protagoniste. La narrazione si concentra nel descrivere le vicende umane delle dodici fanciulle, i loro rapporti personali, le loro speranze, i loro desideri, la loro sofferenza, delineandone una caratterizzazione complessa ma credibile.
Questa analisi dei personaggi fornisce quindi il materiale per poter sviscerare diverse tematiche, la più importante delle quali è la paura di crescere, di diventare adulti, di abbandonare il proprio mondo per entrare in uno nuovo e sconosciuto. La paura dell'ignoto, del futuro, il senso di incertezza, la sfiducia di sé e la sfiducia nel prossimo sono solo alcuni elementi che caratterizzano la psicologia delle sibylla e le mille sfaccettature della loro personalità.
Un altro tema facilmente individuabile è quello dell'amore, della coppia, sottolineato dal forte simbolismo del dualismo: le sibylla devono essere in coppia - o "pair" - per far volare i simoun, il simbolo religioso del loro dio è costituito da due ali perfettamente simmetriche. Questo aspetto sensuale è esaltato anche da altri fattori quali la danza, i vestiti, e anche i rituali religiosi, come per esempio il bacio che si devono scambiare le sacerdotesse prima di apprestarsi per il volo, o anche il fatto che, più il rapporto tra le due sibylla è forte, più sarà potente il majon da loro eseguito.

Tematica secondaria ma non per questo trascurata è quella del rapporto tra guerra e religione. L'incubo della guerra impernia l'atmosfera, la morte è sempre vicina a coloro che rischiano la vita per proteggere la propria gente, i propri cari, ma anche i propri valori. La religione viene perciò in contrasto con la realtà della guerra, e ciò rende ancora più difficile accettare che le sacerdotesse e gli strumenti divini, quali i simoun, possano essere utilizzati come meri strumenti di morte e violenza.
La triste realtà vince sulla superstizione, l'aura di sacralità attorno alle sybille è destinata ad incrinarsi e il loro ruolo ad essere quello di guerriere, più che di religiose; le loro preghiere si trasformano in canti di guerra.

Dal punto di vista tecnico simoun ci offre degli sfondi completamente disegnati a mano, con toni simili ad acquerello quasi estinti ed eterei. Le strutture degli edifici sono elegantissime e questa eleganza si rintraccia anche negli arredamenti, nelle vesti, negli stessi simoun dalla forma e movenze aggraziate. L'animazione non è delle migliori, come del resto la CG utilizzata per le animazioni dei velivoli, la quale contrasta fortemente con i disegni. Le musiche sono stupende, realizzate interamente da un'orchestra, forse tra le più belle che abbia mai ascoltato. Il chara è molto curato e particolare, piacevole alla vista, le sibylle sono una più affascinante dell'altra, difficile non invaghirsi di una di loro, se non di tutte.

La trama è estremamente complessa e vi sono alcuni punti oscuri che vengono lasciati insoluti. Nonostante ciò, la fine non lascia quel vuoto e senso di incompletezza che solitamente si sente di fronte ad una storia lasciata in sospeso, questo probabilmente perché il messaggio di fondo riesce ad arrivare lo stesso, e ad essere completo ed esaustivo malgrado i buchi tramistici. Il messaggio di trovare la forza per accettare la propria sorte, di crescere e di diventare adulti, senza rimpiangere quello che siamo stati, per cercare con le nostre forze un nuovo mondo dove poter vivere, se non in questo in un altro ma senza abbandonarsi allo sconforto e alla disperazione per il nostro cambiamento, d'altronde ci sarà sempre chi ci ricorderà che, in passato, siamo state fanciulle anche noi.

Voto: 8


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ArianHelden

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Simoun è a mio parere uno dei più begli anime mai realizzati. Capace di dare vita a personaggi veri, in grado di regalarci interessanti insegnamenti morali e di rendere uno mondo ucronistico così reale e vivido.

I disegni, sia relativi ai personaggi che agli sfondi e alle animazioni sono incantevoli. La storia è semplicemente, disarmante, complessa, geniale e meravigliosa.

I temi di Simoun e le sue rivelazioni sono molteplici e complessi: la fine dell’infanzia,e il progressivo diminuire delle strade percorribili man mano che compiamo le nostre scelte nella vita. L’idea che l’identità sessuale non è così solidamente determinata come molti credono. L’elusività del tempo e dello spazio. Il fatto che anche di fronte ai peggiori eventi la vita deve continuare. Le contraddizioni tra le credenze religiose e le crudeltà di una guerra. La possibilità di rispettarsi, stimarsi e provare sentimenti anche tra due nemici. La crudeltà e l’impossibilità di sfuggire alle distinzioni sociali. Il mistero dell’Amore. Il tormento interiore che è portato dalla gelosia. Gli effetti distruttivi del dolore per una perdita e il rifiuto di aprirsi ad una nuova persona in un controproducente tentativo di proteggere sé stessi. L’amore e l’odio tra sorelle. L’amore che lega un gruppo di amiche. Il fatto di non conoscere a volte realmente nemmeno la persona che amiamo. E il fatto che la sofferenza ci porti a volte a dubitare perfino dei sacrifici che abbiamo fatto. Simoun mette insieme ideali e realismo, lasciandoci immersi in un mondo vivo che nonostante le sofferenze e il dolore è trasfigurato dalla speranza e dall’amore.

Simoun è la storia di un gruppo di sacerdotesse, denominate Sybillae, che vivono su un pianeta simile alla Terra, ma con molte differenze, e che, attraverso le loro preghiere, pilotano macchine volanti, denominate appunto Simoun, capaci di sprigionare un'energia che può anche essere usata per fini distruttivi. È proprio per questo motivo che quando le nazioni di cui le Sybillae sono protettrici vengono attaccate, esse sono chiamate ad andare in guerra

Ciò che più di ogni altra cosa ha fatto presa su di me sono le protagoniste, con la loro personalità e i rapporti con i quali sono legate l’una all’altra.
Neviril, la “Sybilla Aurea”, paragonata a una divinità e presentata in pompa magna nel primo episodio, vedrà la sua altezzosa confidenza venire immediatamente e drammaticamente sradicata, lasciandola priva di ogni certezza. La sua compagna, Amuria, è la rappresentazione vivente della presunzione e del desiderio di acquisire potere: con il suo atteggiamento quasi animalesco nello sprezzo del pericolo che la porta ad uscire dalla cabina del velivolo per erigersi in piedi sullo scafo, incurante dei nemici che la circondano. Poi abbiamo la veemenza quasi mascolina di Aeeru e la sua totale ignoranza sul concetto dell’Amore; Paraietta e i suoi tormenti interiori; Kaimu e la sua freddezza nei confronti della sorella Alti, dalla quale rifiuta perfino di farsi chiamare con quell’appellativo; Furoe e la sua totale incapacità di mascherare anche la più minima delle emozioni; Mamiina con la sua nociva ambizione, il suo disperato bisogno di ottenere il rispetto e la sua immensa arroganza; infine l’imprevedibile e sorprendente storia d’amore tra Neviril e Aeeru.

Attenzione: la seguente parte contiene spoiler

La struttura narrativa di Simoun è totalmente atipica rispetto a tutti gli altri anime televisivi. È più sul modello di un dramma classico. Il culmine del climax viene raggiunto all’incirca a metà della storia, quando i nemici conquistano e distruggono molte delle nazioni difese dalle protagoniste. È in quel momento che, in seguito ad una lunga serie di missioni fallimentari, iniziamo a realizzare che quella guerra non potrà mai essere vinta. E allora finalmente inizia una lunga e progressiva resa, che porta i personaggi a prendere atto della realtà e a realizzare che il loro destino è drammaticamente segnato da una sorte che non saranno mai in grado di rovesciare e si preparano pertanto a subire le conseguenze della loro sconfitta.

Anche l’inizio stesso della serie è totalmente atipico. Una delle eroine principali muore immediatamente lasciando l’altra protagonista principale a macerarsi per giorni nella sua stanza, distrutta dal dolore e incapace di reagire alla perdita della sua amata. Per molti episodi sembrerà di vedere Achille rinchiuso nella sua tenda a piangere per la scomparsa di Patroclo. E quando finalmente la vediamo ritornare in azione, contrariamente a quanto si poteva sperare non ci sarà nessuna riscossa, poiché è ormai troppo tardi.

Fine parte contenente spoiler

Ma Simoun è purtroppo ben lontano dall’avere la popolarità che merita. Lo show è un autentico capolavoro a livello artistico ma un fallimento a livello commerciale. Il motivo è probabilmente dovuto al fatto che non è marcatamente destinato ad un audience specifica e purtroppo, praticamente ogni potenziale categoria di fan ha qualcosa su cui recriminare. È un anime molto maturo e raffinato, che si prefigge lo scopo di esplorare a fondo i grandi ideali e i grandi sentimenti, specialmente l’amore, ma ha una “patina di superficie” forse un po’ troppo esotica e sensuale, specialmente nei connotati talvolta troppo erotici delle protagoniste. Tale aspetto erotico non è tuttavia supportato da molto fanservice. La storia è ambientata in una situazione di guerra, ma di fronte alla femminilità delle protagoniste resta ben poco dei canonici format degli anime di guerra tanto che l’aspetto meramente bellico passa totalmente in secondo piano. È un'ambientazione fantascientifica ma con i ritmi di uno sceneggiato televisivo.

Che dire, è un anime troppo complesso da poter recensire senza scrivere un tomo di mille e più pagine.


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Alexander

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Essendo un amante sia di yuri che di storie ambientate in mondi fantastici, ed incuriosito dai commenti estremamente entusiasti letti su vari siti di yuri (alcuni sono arrivati al punto da definirlo una sorta di versione yuri di Evangelion), Simoun era per me una visione obbligata.
Purtroppo più le aspettative sono alte più è facile venire delusi. Quest'anime, pur con tutti i suoi indiscutibili pregi, è rovinato da parecchi difetti, alcuni trascurabili altri più gravi, ma andiamo per ordine.

La colonna portante di Simoun è sicuramente la caratterizzazione dei personaggi, nonostante siano davvero tanti non ce n'è neanche uno che sia trascurato tranne, per ovvi motivi, Amuria (anche se, a dire il vero avrei preferito che l'avessero conservata un po' più a lungo perché poteva essere interessante).
La colonna sonora è di una bellezza unica (a volte mi sono seriamente chiesto se per caso alcuni brani non fossero di Mozart!), mentre la nomenclatura altisonante e i dialoghi ricercati danno un tono solenne e drammatico alle vicende.

E ora veniamo ai difetti. Graficamente non è così bello come può apparire dagli screenshot: abbiamo da una parte dei fondali disegnati a mano e con colori un po' sbiaditi e dall'altra dei velivoli realizzati in una computer grafica abbastanza scadente; ora, se presi ognuno di per sé, i 2 stili sarebbero anche tollerabili, peccato che non c'entrino assolutamente nulla l'uno con l'altro e nelle scene in cui vengono messi insieme non si amalgamino affatto bene tra di loro e stridano a volte in maniera tremenda, risultando un vero pugno in un occhio.
E non mancano di tanto in tanto i pugni alle orecchie: l'idea di dare una voce da donna anche ai maschi la trovo decisamente discutibile, oltre ad essere in palese contraddizione con ciò che dice Onashia ad una delle ragazze che va alla fonte per diventare uomo (cioè che la sua voce sarebbe mutata).

Comunque, ciò che davvero rovina Simoun è il ritmo narrativo. La storia, anche se di per sé non è niente male, incomincia a partire davvero soltanto a metà serie, se non addirittura dopo! Fino al 13° episodio e oltre, non succede quasi niente e a tratti sembra di guardare uno slice of life più che un anime di guerra (come dovrebbe essere). Sì, ok, durante questa fase i personaggi vengono sviluppati adeguatamente e i rapporti che si instaurano tra loro sono molto belli, ma questo può mantenere viva l'attenzione solo fino ad un certo punto se nel frattempo la trama non fa il benché minimo passo avanti. Di tanto in tanto succede qualcosa che sembra smuovere le acque, per poi far tornare tutto alla solita calma piatta. È il caso, ad esempio, della vicenda di Angulas che dura UNA sola puntata, se fosse stata sviluppata un po' più a lungo avrebbe avuto un impatto emotivo maggiore, mentre così sembra poco più che un filler. Un'altra caratteristica che non ho apprezzato molto è quella di ambientare quasi tutto l'anime nella sola terra di Simulacrum mostrando solo per pochi secondi quella di Arcipelago e mai una volta quella di Plumbeum.

L'anime insomma ha dei buoni propositi ed è sicuramente consigliato a chi ama gli yuri, ma avverto: se vi aspettate un capolavoro sarete delusi.
Voto: 8 (il primo episodio), 9 (gli ultimi dieci), 6 (tutti gli altri); globale: 7

Maurizio

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Maurizio

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Simoun, a mio parere, e' un tra gli anime con il maggior potenziale rimasto inespresso; tratta solo superficialmente alcuni temi che avrebbero meritato spazio ed attenzione, privilegiando invece lo sviluppo delle interazioni personali fra le protagoniste e le loro vicende.
Il mondo in cui si svolge Simoun e' suddiviso in varie Nazioni perennemente in lotta fra loro. La Nazione del Santuario difende quello che e' il mistero piu' grande al quale tutte le altre Nazioni ambiscono: il funzionamento del Motore Elicoidale e l'origine dell'immensa potenza da esso espressa; per questo motivo un gruppo di ragazze, denominate Sibylla, vengono addestrate sui veicoli costruiti attorno a questi motori: i Simoun. L'origine di questi motori non e' chiara: sono stati trovati sepolti nel terreno come vestigia di epoche antiche; la Nazione del Santuario, non comprendendo anch'essa la natura di tutta questa potenza, ha instaurato una Teocrazia basada sull'adorazione di Tempus Spatium. Inizialmente i Simoun servivano per devolvere preghiere ma, per necessita', e' stato poi portato sul campo di battaglia.

Simoun e' un anime che tocca temi di grande drammaticita', come l'enorme disperazione dei popoli confinanti i quali, pur di poter venire a conoscenza del segreto dei motori elicoidali, sono disposti a mandare al massacro migliaia e piu' soldati in una guerra impari contro la Nazione del Santuario o a missioni suicide (vedi episodio 8). Un altro tema solo sfiorato ma che sarebbe stato molto interessante approfondire riguarda l'origine dell'utilizzo del motore stesso e, come conseguenza quindi, la causa di questa sofferenza.

La storia rimane comunque molto valida; i personaggi vengono introdotti bene e vengono ben caratterizzati. E' un anime definibile Yuri anche se non puo' essere altrimenti: nel mondo di Simoun si nasce solo femmine e quindi, fino alla scelta finale del proprio genere o si sceglie di non provare alcun sentimento oppure e' inevitabile che se ne provi con persone dello stesso sesso. Un po' fuori luogo le divise delle Sibylle, fatto per allietare l'occhio di chi non interessa la trama; splendida e appropriata la colonna sonora a mio parere fra le migliori in assoluto.


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Fuby B.

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Simoun è un anime del 2006 ambientato a Daikuuriku, un mondo immaginario dalle caratteristiche molto simili alla Terra, che però ha quasi esaurito le risorse naturali e rischia per questo il collasso.
Daikuuriku si differenzia dalla Terra anche per il fatto che tutti i suoi abitanti nascono con fattezze femminili e, una volta raggiunta la maggiore età, si recano in un luogo magico chiamato "la fonte" dove, a seguito di un rituale scelgono il proprio sesso.
Il potere religioso spetta alle sybille, ragazze che ancora non si sono recate alla fonte e che sono in grado di pilotare i Simoun, macchine volanti di origine sconosciuta (ma che si credono creati dal Dio TempuSpatium e per questo ritenuti oggetti di culto) che sono in grado di sprigionare immense quantità di energia attraverso le coreografie dei Ri maions, disegni tracciati nel cielo dalle sybille durante il volo.
Le sybille, pacifiche sacerdotesse, si ritrovano a dover far fronte agli attacchi volti contro di loro dall'arcipelago di Argento, un luogo particolarmente devastato dall'attuale condizione climatica.
I reggenti dell'Arcipelago desiderano impossessarsi di almeno un Simoun per tentare di riprodurne la tecnologia e dare origine in tal modo a fonti energetiche alternative, ma le Sybille non sembrano disposte a cedere...

Simoun è un anime del tutto atipico,senza dubbio originale sia per quato riguarda la trama, che la realizzazione grafica.
L'argomento principale, a differenza di ciò che potrebbe sembrare, non è la guerra, ma i sentimenti delle Sybille e la storia dei Simoun e del potere che li guida.
Le sybille si ritrovano immerse in una guerra che non vorrebbero combattere, separate dai loro cari caduti in battaglia, a pilotare macchine di cui neanche loro conoscono l'origine, sebbene ne comprendano la pericolosità.
A maggior ragione le sybille hanno paura di crescere, di andare alla fonte e scegliere che cosa diventare dopo aver abbandonato la propria giovinezza.
Simoun è un anime che squarcia lo schermo coi suoi colori luminosissimi, con l'azzurro dei suoi cieli infiniti.è un anime che tormenta con le sue guerre e coinvolge gli spettatori tramite le storie d'amore delle sybille.
Senza dubbio è un anime bellissimo,che a mio parere non raggiunge però l'eccellenza a causa della trama,davvero complicata e del finale, aperto ed enigmatico.
Riguardo l'elemento yuri, è senza dubbio presente, sebbene stemperato in alcuni casi dalle scelte dei personaggi giunti alla fonte.
Consiglio Simoun a chi cerca un anime ricco d'azione e psicologia, in cui i personaggi sono complessi e in cui non c'è niente di scontato.

Alexander

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Alexander

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Un anime con delle enormi potenzialità, ma sfruttate solo a metà.
Il punto forte di quest'anime è sicuramente l'aspetto artistico: molto originale l'ambientazione, l'idea di base, i personaggi e la nomenclatura... e una meravigliosa colonna sonora ben appropriata allo scenario. Inoltre, pur essendo fondamentalmente di genere yuri, di fanservice c'è poco/niente e le relazioni restano su un piano prevalentemente platonico (anzi, per quanto paradossale possa sembrare lo consiglio più a un pubblico femminile che maschile)...
Nonostante tutto questo ben di Dio, l'anime fatica a catturare l'attenzione; quello che avrei gradito non è "più yuri" e nemmeno "più azione", ma semplicemente... più storia!
Praticamente la storia vera e propria (che sarebbe anche interessante) inizia nientepopodimeno che a metà serie, e per giunta in modo piuttosto diluito...
fin lì sono quasi solo episodi introduttivi, in cui si approfondiscono i personaggi e i rapporti tra di essi, e questo non è certo un male, ma se nel frattempo la trama non si evolve di un millimetro, l'impressione è che sia tutto fine a se stesso...
Peccato, si poteva fare moolto di più...

dafne

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dafne

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Un autentico capolavoro: grafica ottima, splendide musiche, ma soprattutto una trama e una caratterizzazione dei personaggi eccelsa!
Non è facile da capire, alcuni punti sono lasciati, credo volutamente, irrisolti, eppure è un anime che riesce a catturarti come pochi! Adatto a tutti, non solo agli amanti dello yuri, perché quest'ultimo è un elemento sì importante, ma che degrada in secondo piano rispetto alle vicende narrate e alla bellissima evoluzione dei personaggi.
Uno dei migliori anime che finora ho avuto il piacere di guardare.

HatchiLina

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HatchiLina

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Alla faccia di chi dice che sta trama non è complicata! ^-^
La risposta yuri a Neon Genesis Evangelion!
Come hanno già detto gli altri tutto si gioa sul fatto che le persone sono neutrali e scelgono il proprio sesso e la propria vita a 17anni.
In realtà però molte delle protagoniste rimangono sacerdotesse proprio per non fare questa scelta.
E' un anime incentrato sulla paura di crescere e di entrare nel mondo, tipica di quest'adolescenza strascicata di oggi (della quale tra l'altro faccio parte, dato che di anni ne ho 27 :-P)
Molto curato per quanto riguarda la grafica computerizzata, spesso però a scapito dell'espressività dei personaggi e del disegno libero a mio avviso.
Comunque è una delle più belle trame che ho visto in questi ultimi tempi.

Armisael

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Armisael

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Ero indeciso tra l'8 ed il 9, per un piccolissimo fattore, ma alla fine mi sento di dare un ottimo voto... complice anche la bella colonna sonora, nulla di eccezionale, ma sempre adeguata e di grande efficacia nel rendere l'atmosfera del momento.
La realizzazione tecnica è promossa a pieni voti dato che a parte qualche CG un po vistosa il resto è perfettamente integrato, i colori sono limpidi e le animazioni van via lisce...
La trama... nulla di particolarmente complicato, mistico o trascendentale, ma le situazioni sono rese più che discretamente, magari con un eccesso di pathos, ma data la natura femminile di tutti i personaggi è una scelta condivisibile.
Il finale, finalmente è degno di tale appellativo in quanto chiude realmente tutti i dubbi aperti durante il corso della serie... oddio in realtà quello più importante rimane un po in sospeso dacchè non si capisce che fine abbiano fatto Aeru e Neviril, e a meno che non siano davvero scomparse e/o diventate essestesse Tempus Spatium, non ho la più pallida idea di come togliermi questo dubbio (anzi, se qualcuno ha colto qualcosa che a me è sfuggito sarei ben felice di avere delucidazioni [gehinnom@hotmail.it], non sopporto le cose in sospeso)
Mi è poi piaciuta molto alla fine l'origine del nome Aaeru, che viene usata in due situazioni chiave della serie.

Beh, sicuramente una serie da consigliare assolutamente! E mi sa proprio che se mai uscirà in italiano io la comprerò.

Bacterium

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Bacterium

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Anime molto bello ambientato in mondo alternativo dove nascono solo femmine, le quali compiuti i 19 anni dovranno sostenere il rito di passaggio alla Fonte verso l'età adulta scegliendo se rimanere femine o diventare maschi (anche se comunque sempre un pò effemminati!!!). La vita è centrata sul paese di Simulacrum il quale adora il Dio Tempus Spatium e offre al loro dio preghierre tramite macchine volanti fantascientifiche capaci di rilasciare scie di energia nel cielo, chiamate Simoun, le quali possono essere guidate soltanto da coppie (pair) di sacerdotesse del dio, ragazze scelte di buona famiglia (una più gnocca dell'altra) che non hanno ancora esostenuto il rito. Mondo idilliaco e forse motono se non ci fosse la guerra tra Simulacrum ed i paesi confinati che vorrebbero avere la tecnologia dei Simoun, per cui le stesse sacerdotesse con i Simoun sono a doversi far carico della difesa del loro paese. Durante le puntate vengono a galla le insicurezze davanti la guerra e sul loro ruolo di sacerdotesse del dio, le quali dovrebbero benedire e non portare morte, oltre ai rapporti, anche amorosi(non sembra un problema l'appartenenza allo stesso sesso), spesso difficili tra queste ragazze fino alla scoperta dei segreti ancora celati dei Simoun... Anime da non perdere sia per la trama che vi porterà a consumare tutte le puntate in breve tempo, sia per la bellezza dei disegni (e non solo delle ragazze)...voto 7 pieno.

Solaris

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Solaris

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
In questo anime ci sono tante ragazze e pure bbone... anzi, solo ragazze :Q** Si, perchè in questo mondo con 2 soli non nascono proprio uomini! Quindi a 17 anni ogni cittadina, in occasione del rito di passaggio all'età adulta ogni cittadina deve scegliere il proprio sesso. Vi lascio immaginare le implicazioni di questo fatto! Yuri yuyi yuriiiii
Le protagonista di questo anime sono 12 giovani sacerdotesse appeartenenti al coro della tempesta.
In teoria ogni coro è una sorta di squadra di frecce tricolori che disegnano in cielo lasciando delle scie di energia. Ovviamente i militari si accorgono di questo fatto ed iniziano ad usare i cori sacri come sofisticate armi belliche.
Qundi le sacerdotesse da vezzeggiate principessine di buona famiglia si ritrovano in mezzo al campo di battaglia, e questo le costringerà a crescere e a scontrarsi con temi delicati quali il divino, l'amicizia, l'amore la vita e la morte.
Il fatto di avere questa tecnologia fantascientifica spinge i paesi vicini ad attaccare ripetutamente e con decisione al fine di impossessarsene.
Molto bello il primo episodio nel quale si narra il punto di vista del nemico, nel quale comprendiamo le ragioni della guerra e del profondo senso di religiosità di quest'ultimo.
Questo è un anime molto bello, con una grafica spettacolare ed anche un bel finale. Se resistete all'impatto delle prime scene un po' lesbo, vi accorgerete che di fanservice, alla fine non ce n'è e che l'anime stesso è molto profondo e ben sceneggiato.
Ve lo consiglio sicuramente (e non solo per le tette delle protagoniste :Q___)

Dralnu

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Dralnu

Episodi visti: 3/26 --- Voto 7
Dai primi 3 episodi promette bene, ha l'aria di essere molto serio tralasciando completamente le scene stupide che caratterizzano molti anime. La storia narra di queste ragazze che combattono per il bene del loro paese usando queste macchine, simoun, che sono in grado di pilotare solo loro, perche non ancora giunte hai 19 anni. C'e da dire che fino a 19 anni su questo pianeta sono tutte donne, una volta fatto il bagno nella fonte potranno scegliere il loro sesso, una volta scelto il sesso non potranno più guidare un simoun.