True Beauty
Tratto da un webtoon coreano, la visione di questo live‑action mi ha fatto venir voglia di recuperare la versione cartacea, pubblicata anche in Italia da Planet Manga.
Non so quanto il live diverga dalla sua versione cartacea, ma ho trovato questa serie veramente bella, divertente e a tratti davvero spassosa; nonostante la drammaticità del tema di sottofondo, trattato in maniera consona, mi è capitato di farmi delle gran risate, nota di merito per le sfumature marcate da commedia adolescenziale.
Il tema del bullismo non è affrontato con leggerezza o superficialità, tutt’altro: la serie pone l’accento sul disagio giovanile, l’insicurezza e la fragilità, la scala dei valori reali o presunti dei giovani, che si lasciano – più o meno – influenzare dall’aspetto esteriore, senza curarsi dell’interiorità di una persona, emarginando gli altri, i diversi o i più deboli, chi non si adegua al gruppo dei più forti, alla moda, ai più belli.
Le bulle che tormentano la protagonista sono lo specchio di una società marcia e malata, cattiva, che non si cura della sofferenza altrui.
Oltre alla cattiveria gratuita e immotivata, c’è quella derivata dal disagio personale, dal peso delle aspettative, dai rapporti famigliari tesi, dove la violenza subita e nascosta trova sfogo all’esterno: è il caso amaro e meschino dell’amica che tradisce per gelosia, vittima di altre circostanze, senza rendersi conto del male che compie agli altri e a se stessa.
C’è il classico triangolo amoroso: due ragazzi innamorati della stessa ragazza, che vanno oltre le apparenze e scoprono “il vero volto” della protagonista, metafora del significato della vera bellezza, quella interiore che conta senza dubbio di più.
Im Joo Kyung, amante dei fumetti horror, vittima di bullismo per il suo aspetto, cambia scuola e impara a truccarsi per nascondere le imperfezioni del suo viso da adolescente; riesce a farsi delle vere amiche, mentre senza volerlo attira l’attenzione di due ragazzi, in apparente conflitto tra loro per una vicenda drammatica del passato.
Uno è Lee Su Ho, giovane affascinante: all’inizio appare un po’ scostante e asociale, tormentato da un passato doloroso. Scopre quasi per caso il segreto della sua compagna di scuola e ne resta affascinato. L’attore che lo interpreta è davvero bravo a rendere i due volti quasi opposti di questo personaggio, che a tratti sa essere buffo e tenero, altre volte freddo e distante. In realtà è un ragazzo più vero e profondo di quanto non mostri, e sente di avere affinità con la protagonista.
Rivale in amore, vecchia conoscenza con cui condivide trascorsi complicati, è Han Seo Jun, aspirante idol, anche lui segretamente innamorato e consapevole di avere poche speranze. Personaggio positivo, saprà dimostrarsi amico sensibile e sincero nel momento del bisogno, capace di stare dalla parte giusta.
La bella storia d’amore che nasce tra i due ragazzi è fatta di momenti e segreti condivisi, sogni di un futuro migliore in cui poter essere se stessi. All’inizio di questa relazione segreta, le amiche, i genitori, tutti restano fuori da questa bolla di felicità.
I personaggi secondari sono figure particolari e ben tratteggiate; le loro storie personali hanno toni da commedia e molto spesso vivacizzano le dinamiche della trama, stemperando i drammi dei protagonisti. Così troviamo il padre un po’ leggero e perdigiorno che subisce le ramanzine della moglie, una madre autoritaria che mette tutti in riga, marito compreso, un fratello adolescente e una sorella maggiore audace e temeraria che affronta di petto tutte le situazioni, anche quelle sentimentali, il professore di scuola un po’ timido, il compagno di classe che vuole dare consigli in amore.
Attraverso le sue esperienze, Im Joo Kyung saprà accettare se stessa e, dopo varie difficoltà, troverà il coraggio di mostrare il suo vero volto, a testa alta, senza più curarsi delle critiche maligne e stupide di chi le sta attorno.
Una bella serie: mi ha divertita, fatta commuovere, riflettere, arrabbiare. Non è poco per una sola storia che parla di adolescenti e dei loro problemi senza risultare banale.
Non so quanto il live diverga dalla sua versione cartacea, ma ho trovato questa serie veramente bella, divertente e a tratti davvero spassosa; nonostante la drammaticità del tema di sottofondo, trattato in maniera consona, mi è capitato di farmi delle gran risate, nota di merito per le sfumature marcate da commedia adolescenziale.
Il tema del bullismo non è affrontato con leggerezza o superficialità, tutt’altro: la serie pone l’accento sul disagio giovanile, l’insicurezza e la fragilità, la scala dei valori reali o presunti dei giovani, che si lasciano – più o meno – influenzare dall’aspetto esteriore, senza curarsi dell’interiorità di una persona, emarginando gli altri, i diversi o i più deboli, chi non si adegua al gruppo dei più forti, alla moda, ai più belli.
Le bulle che tormentano la protagonista sono lo specchio di una società marcia e malata, cattiva, che non si cura della sofferenza altrui.
Oltre alla cattiveria gratuita e immotivata, c’è quella derivata dal disagio personale, dal peso delle aspettative, dai rapporti famigliari tesi, dove la violenza subita e nascosta trova sfogo all’esterno: è il caso amaro e meschino dell’amica che tradisce per gelosia, vittima di altre circostanze, senza rendersi conto del male che compie agli altri e a se stessa.
C’è il classico triangolo amoroso: due ragazzi innamorati della stessa ragazza, che vanno oltre le apparenze e scoprono “il vero volto” della protagonista, metafora del significato della vera bellezza, quella interiore che conta senza dubbio di più.
Im Joo Kyung, amante dei fumetti horror, vittima di bullismo per il suo aspetto, cambia scuola e impara a truccarsi per nascondere le imperfezioni del suo viso da adolescente; riesce a farsi delle vere amiche, mentre senza volerlo attira l’attenzione di due ragazzi, in apparente conflitto tra loro per una vicenda drammatica del passato.
Uno è Lee Su Ho, giovane affascinante: all’inizio appare un po’ scostante e asociale, tormentato da un passato doloroso. Scopre quasi per caso il segreto della sua compagna di scuola e ne resta affascinato. L’attore che lo interpreta è davvero bravo a rendere i due volti quasi opposti di questo personaggio, che a tratti sa essere buffo e tenero, altre volte freddo e distante. In realtà è un ragazzo più vero e profondo di quanto non mostri, e sente di avere affinità con la protagonista.
Rivale in amore, vecchia conoscenza con cui condivide trascorsi complicati, è Han Seo Jun, aspirante idol, anche lui segretamente innamorato e consapevole di avere poche speranze. Personaggio positivo, saprà dimostrarsi amico sensibile e sincero nel momento del bisogno, capace di stare dalla parte giusta.
La bella storia d’amore che nasce tra i due ragazzi è fatta di momenti e segreti condivisi, sogni di un futuro migliore in cui poter essere se stessi. All’inizio di questa relazione segreta, le amiche, i genitori, tutti restano fuori da questa bolla di felicità.
I personaggi secondari sono figure particolari e ben tratteggiate; le loro storie personali hanno toni da commedia e molto spesso vivacizzano le dinamiche della trama, stemperando i drammi dei protagonisti. Così troviamo il padre un po’ leggero e perdigiorno che subisce le ramanzine della moglie, una madre autoritaria che mette tutti in riga, marito compreso, un fratello adolescente e una sorella maggiore audace e temeraria che affronta di petto tutte le situazioni, anche quelle sentimentali, il professore di scuola un po’ timido, il compagno di classe che vuole dare consigli in amore.
Attraverso le sue esperienze, Im Joo Kyung saprà accettare se stessa e, dopo varie difficoltà, troverà il coraggio di mostrare il suo vero volto, a testa alta, senza più curarsi delle critiche maligne e stupide di chi le sta attorno.
Una bella serie: mi ha divertita, fatta commuovere, riflettere, arrabbiare. Non è poco per una sola storia che parla di adolescenti e dei loro problemi senza risultare banale.
True Beauty è uno dei pochi progetti coreani di cui è giunto tutto in Italia: il webtoon, infatti, è edito per Planet Manga, la trasposizione animata la possiamo vedere su Crunchyroll e possiamo godere del drama su Viki, con i sottotitoli in italiano.
Il drama è composto da 16 episodi da più di un’ora ciascuno.
In Corea, in realtà, non ha riscosso così tanto successo come la versione cartacea originale: non sono piaciuti alcuni cambi e adattamenti di trama e neppure come è stato gestito e realizzato il second lead.
Al di fuori della Corea, invece, è stato un drama apprezzatissimo, soprattutto grazie al lavoro straordinario degli attori protagonisti: non solo Hwang In-yeop, che a mio avviso ha interpretato in modo impeccabile il second lead Seo-jun, ma anche Cha Eun-woo, nel ruolo di Su-ho, e Mun Ka-young, nei panni della protagonista Ju-kyung, sono stati davvero bravissimi.
Sotto all’aspetto frizzante e leggero di questo drama, caratteristica che è propria originalmente del webtoon, vengono affrontati tanti temi importanti per la Corea; forse per noi sembreranno banali, ma se ci immergiamo nella cultura coreana e nel loro modo di pensare, scopriamo che non sono argomenti scontati.
Ju-kyung, infatti, è una studentessa bullizzata dalle compagne di scuola perché ritenuta più brutta.
La Corea ha degli standard molto alti di bellezza, con caratteristiche precise che una persona dovrebbe rispettare.
Spesso si ricorre, per questo, anche alla chirurgia plastica, usanza comune in questo paese, tanto che in Corea alcuni interventi costano pochissimo.
Perfino i genitori, quando i figli raggiungono la maggiore età, regalano loro degli interventi chirurgici, ad esempio, al mento che deve rispettare la regola della V, o agli occhi perché siano più simili possibili a quelli di noi occidentali.
"True Beauty", non è di certo la prima opera che tratta questo argomento: ci siamo già stupiti dell’arroganza verso chi è meno bello quando è uscita la trasposizione animata di "Lookism" su Netflix. Qui il bullismo era rivolto verso un ragazzo in sovrappeso.
Anche qui non dovremo sorprenderci più di tanto: mi è sempre rimasta impressa una fotografia di una metropolitana coreana, dove la freccia che indica l’ascensore è affiancata da un omino grasso, mentre la freccia che porta alle scale, ha un omino in forma. In alcune scalinate, inoltre, nei gradini sono scritti anche le calorie che uno consuma salendole.
Il bullismo verso chi non rispetta questi canoni di bellezza è, quindi, un tema importante e reale in Corea ed è giusto parlarne, anche se in modo leggero e spensierato come succede in questo drama.
La protagonista, difatti, risolve quasi in maniera anche troppo semplicistica il suo problema: grazie a vari tutorial di make-up che studia e ristudia, riesce a mascherare il suo viso, diventando così una splendida dea.
Questo fatto mi ha lasciato un po’ stupita, soprattutto nel drama, in cui la bruttezza di Ju-kyung era caratterizzata solamente da una pelle irritata e piena di brufoli che forse poteva essere curata da un dermatologo o un dottore, invece che coperta dal trucco.
I temi importanti, però, non finiscono qua perché la storia scava anche nel passato di Su-ho e Seo-jun e grazie a questo vediamo, anche se in modo solo marginale, il mondo degli idol: sotto a luci sfavillanti e colori si nasconde un lato oscuro.
Gli idol, infatti, devono sopportare un forte stress mentale e un forte soffocamento mediatico a cui non tutti sanno reagire.
True Beauty rimane, nonostante gli argomenti trattati, sempre fresco e scorrevole.
Non sono pochi, inoltre, i classici cliché che troviamo in altri drama scolastici coreani; non è comunque un punto a suo sfavore: se ad alcuni spettatori possono stancare, per altri sono una confort zone in cui rifugiarsi.
Personalmente, il più grande difetto che ho riscontrato in questo drama è il fatto che non sia stata adattata la parte della storia in cui loro frequentano l’università che nel webtoon è la mia preferita.
Sembra, però, che questa parte sarà adattata nel live-action giapponese: per il 2025, infatti, sono stati annunciati due film live-action, "True Beauty Before" e "True Beauty After".
Sono molto curiosa di vedere questo progetto, soprattutto perché "True Beauty" è un titolo con tematiche molto ancorate al proprio paese.
Il drama è composto da 16 episodi da più di un’ora ciascuno.
In Corea, in realtà, non ha riscosso così tanto successo come la versione cartacea originale: non sono piaciuti alcuni cambi e adattamenti di trama e neppure come è stato gestito e realizzato il second lead.
Al di fuori della Corea, invece, è stato un drama apprezzatissimo, soprattutto grazie al lavoro straordinario degli attori protagonisti: non solo Hwang In-yeop, che a mio avviso ha interpretato in modo impeccabile il second lead Seo-jun, ma anche Cha Eun-woo, nel ruolo di Su-ho, e Mun Ka-young, nei panni della protagonista Ju-kyung, sono stati davvero bravissimi.
Sotto all’aspetto frizzante e leggero di questo drama, caratteristica che è propria originalmente del webtoon, vengono affrontati tanti temi importanti per la Corea; forse per noi sembreranno banali, ma se ci immergiamo nella cultura coreana e nel loro modo di pensare, scopriamo che non sono argomenti scontati.
Ju-kyung, infatti, è una studentessa bullizzata dalle compagne di scuola perché ritenuta più brutta.
La Corea ha degli standard molto alti di bellezza, con caratteristiche precise che una persona dovrebbe rispettare.
Spesso si ricorre, per questo, anche alla chirurgia plastica, usanza comune in questo paese, tanto che in Corea alcuni interventi costano pochissimo.
Perfino i genitori, quando i figli raggiungono la maggiore età, regalano loro degli interventi chirurgici, ad esempio, al mento che deve rispettare la regola della V, o agli occhi perché siano più simili possibili a quelli di noi occidentali.
"True Beauty", non è di certo la prima opera che tratta questo argomento: ci siamo già stupiti dell’arroganza verso chi è meno bello quando è uscita la trasposizione animata di "Lookism" su Netflix. Qui il bullismo era rivolto verso un ragazzo in sovrappeso.
Anche qui non dovremo sorprenderci più di tanto: mi è sempre rimasta impressa una fotografia di una metropolitana coreana, dove la freccia che indica l’ascensore è affiancata da un omino grasso, mentre la freccia che porta alle scale, ha un omino in forma. In alcune scalinate, inoltre, nei gradini sono scritti anche le calorie che uno consuma salendole.
Il bullismo verso chi non rispetta questi canoni di bellezza è, quindi, un tema importante e reale in Corea ed è giusto parlarne, anche se in modo leggero e spensierato come succede in questo drama.
La protagonista, difatti, risolve quasi in maniera anche troppo semplicistica il suo problema: grazie a vari tutorial di make-up che studia e ristudia, riesce a mascherare il suo viso, diventando così una splendida dea.
Questo fatto mi ha lasciato un po’ stupita, soprattutto nel drama, in cui la bruttezza di Ju-kyung era caratterizzata solamente da una pelle irritata e piena di brufoli che forse poteva essere curata da un dermatologo o un dottore, invece che coperta dal trucco.
I temi importanti, però, non finiscono qua perché la storia scava anche nel passato di Su-ho e Seo-jun e grazie a questo vediamo, anche se in modo solo marginale, il mondo degli idol: sotto a luci sfavillanti e colori si nasconde un lato oscuro.
Gli idol, infatti, devono sopportare un forte stress mentale e un forte soffocamento mediatico a cui non tutti sanno reagire.
True Beauty rimane, nonostante gli argomenti trattati, sempre fresco e scorrevole.
Non sono pochi, inoltre, i classici cliché che troviamo in altri drama scolastici coreani; non è comunque un punto a suo sfavore: se ad alcuni spettatori possono stancare, per altri sono una confort zone in cui rifugiarsi.
Personalmente, il più grande difetto che ho riscontrato in questo drama è il fatto che non sia stata adattata la parte della storia in cui loro frequentano l’università che nel webtoon è la mia preferita.
Sembra, però, che questa parte sarà adattata nel live-action giapponese: per il 2025, infatti, sono stati annunciati due film live-action, "True Beauty Before" e "True Beauty After".
Sono molto curiosa di vedere questo progetto, soprattutto perché "True Beauty" è un titolo con tematiche molto ancorate al proprio paese.