logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 0
Giona

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Il film "live action" di "Ken il Guerriero" uscì nel 1995 negli Stati Uniti (dov'è noto col titolo "Fist of the North Star") ma in Italia è arrivato solo il 28 settembre 2014, trasmesso in seconda serata da RAI 4 col titolo "Il ritorno di Kenshiro". Effettivamente questo titolo potrebbe suggerire che la vicenda rappresenti una novità rispetto alla serie animata, o che sia la trasposizione della seconda parte dell'anime, ma non accade nulla di tutto ciò: in realtà la trama rispecchia la prima parte della saga, in cui l'antagonista è Shin, ma con diverse licenze rispetto all'opera originale. Infatti, la scuola di cui Shin è esponente è chiamata "La Croce del Sud" (mentre in originale era la Sacra Scuola di Nanto; la Croce del sud era la città fatta costruire da Shin perché fosse la capitale del suo regno) e lo stesso Shin, moro anziché biondo (e interpretato dal belloccio greco-australiano Costas Mandylor) uccide il maestro Ryuken (Malcolm McDowell - per questo ruolo è stato scelto un grande nome) con un colpo di pistola (non c'è che dire, una modalità proprio degna di un maestro d'arti marziali!) e sottrae poi la donna amata, Julia (Isako Washio, uno dei pochi interpreti orientali di questo film) al di lui figlio Kenshiro, provocandogli sette cicatrici sul petto nella forma del del Grande Carro dell'Orsa Maggiore. Kenshiro, creduto morto, cerca di ritrovare il suo amore e la sua vendetta verso Shin; così facendo, si trova a difendere dagli scagnozzi di Shin (tra i quali ce n'è uno, chiamato Jackal, che ricorda Jagger per l'uso di una maschera di contenimento) gli abitanti di un villaggio che ha come preziosa risorsa una fonte d'acqua incontaminata, e si lega d'amicizia con due ragazzini orfani, Lynn (che è cieca anziché muta anziché e possiede un certo talento musicale) e Bat (un ragazzotto di colore dai capelli ossigenati).
La scelta dell'inglese Gary Daniels per interpretare Kenshiro può essere da un certo punto di vista appropriata, in quanto si tratta di un vero esperto d'arti marziali, tuttavia la sua struttura fisica nel film sembra più quella di un culturista che quella di un atleta; siamo molto lontani da un Bruce Lee, che pure era stato una delle fonti d'ispirazione per Kenshiro. La sue cicatrici sono assai poco realistiche (a me sono sembrate bruciature fatte con l'accendisigari).
L'uso di un cast prevalentemente occidentale è un'altra cosa che ha fatto storcere il naso a molti appassionati; si può comunque discutere su questo fatto, anche tenendo presente che nei character design della maggior parte degli anime non ci sono distinzioni nette tra i personaggi di origine orientale e quelli appartenenti alla "razza bianca". Con queste premesse, questo film può comunque essere apprezzato e goduto (siamo ai limiti del "so bad that it's good").


 2
Stairway90

Episodi visti: 1/1 --- Voto 2
Mai, mai scorderai
l'attimo, la terra che tremò.


Così recitava la sigla italiana della prima serie di Ken il guerriero, arrivata nel nostro paese nel 1987. Una cosa che invece vorrei dimenticare è il live action americano di questa serie cult, diretto da Tony Randel nel 1995. In verità di Hokuto no Ken sono stati realizzati, negli anni, ben cinque live action: oltre a quello americano appena menzionato, ci sono due film coreani e due taiwanesi, che pur con i loro effetti speciali scadenti e le loro coreografie ridicole hanno cercato di mantenersi fedeli, sia nello spirito che nella sceneggiatura, alla serie originale. Su quest'ultimo punto, invece, il live action americano ha fallito miseramente, perché Fist of the North Star (la solita, sbagliata traduzione del titolo originale del manga, perché Hokuto' significa costellazione dell'Orsa Maggiore', e una costellazione è composta da più stelle) ha toppato in tutto: recitazione, sceneggiatura, coreografie dei combattimenti, resa dei personaggi. In confronto i live action asiatici sembrano dei capolavori diretti da Stanley Kubrick!

Il film copre il primo volume e mezzo del manga originale, ossia la saga di Shin… ma non aspettatevi molta fedeltà su nessun livello: le uniche cose riprese dall'opera di Tetsuo Hara e Buronson sono i nomi dei personaggi e la trama generale, con Kenshiro impegnato a cercarela sua amata Julia prigioniera di Shin aiutato nell'impresa dai giovani Bat (lo so che vi aspettavate Bart, ma qui il suo nome ha perso una lettera) e Lynn, ma le somiglianze si fermano qui. A essere carenti sono in primis i combattimenti, difetto che in un film che dovrebbe basarsi su epiche mazzate e spettacolari tecniche di arti marziali che fanno esplodere i nemici dall'interno o li affettano con un colpo della mano balza subito all'occhio: basti pensare che Shin uccide Ryuken (sic!) con una pistola (allora perché hai passato anni e anni ad apprendere le micidiali tecniche del Nanto Koshu Ken se poi usi un'arma da fuoco per uccidere i tuoi nemici? e tu, 63° successore della Divina Scuola di Hokuto, conosci tecniche micidiali che danno la morte in un istante ma non puoi nulla contro una misera pistola?), che i micidiali Hyakuretsu Ken di Kenshiro sembrano delle semplici carezze che sfiorano il nemico e che mancano le esplosioni del nemico di turno che tanto avevano contribuito al fascino e alla fama di Hokuto no Ken. In compenso Shin spara luce dorata dalla mano e fa esplodere qualche vena, ma niente di più.

Altrettante perplessità genera la resa dei personaggi, tanto che sorge spontanea una domanda: 'Chi ha lavorato a questo film ha mai anche solo per sbaglio visto un episodio di Hokuto no Ken?'. Gary Daniels non assomiglia per nulla a Kenshiro, ma in compenso non ha perso il vizio di recitare in adattamenti discutibili di manga e videogiochi, visto che lo ritroviamo nei panni di Brian Fury in Tekken, nel 2010; anche Costas Mandylor è uno Shin molto diverso da quello dell'opera originale; l'attrice che interpreta Julia, Isako Washio, ha un'espressione eternamente scocciata, come a dire Ma io che ci faccio qui?'; Jackal, che dovrebbe corrispondere a Jagger, è semplicemente un teppista con grossi problemi di acme, un paio di cinghie di cuoio attorno alla faccia e tenta pure di stuprare Julia, un po' come hanno fatto gli sceneggiatori stuprando il personaggio da cui deriva; Lynn è cieca invece che muta. Stupisce vedere nel cast anche Malcolm McDowell, che i più ricorderanno come protagonista in Arancia Meccanica, celeberrimo film di Stanley Kubrick, e che qui interpreta Ryuken, ma probabilmente anche lui deve guadagnarsi da vivere lavorando e non può fare troppo lo schizzinoso. Ma la vera "chicca" è scoprire che nel film c'è anche Raoh… sì, proprio l'imperioso Re di Hokuto, che combatte in sella al colossale Re Nero, che cerca di conquistare il potere con i metodi più brutali, che spazza via interi eserciti… qui è un teppistello qualsiasi, interpretato da Kevin Arbouet, di colore e con la capigliatura afro. Fedelissimo all'originale, insomma.

Sarebbe meglio non andare troppo a fondo nella massa di incongruenze, scene prive di ogni logica, trovate davvero stupide della sceneggiatura e cattivi effetti speciali di cui abbonda il film , per cui ne cito solo alcune: le cicatrici di Kenshiro sul petto e sull'addome sembrano fatte col pongo; Shin pianifica la conquista del mondo con righello e squadra (toh, tutta la civiltà si è estinta ma la conoscenza della geometria è sopravvissuta all'olocausto atomico!); a un certo punto del film Ryuken emerge dalla sua tomba in forma di zombie e più tardi effettua una vera e propria possessione del corpo di Lynn; il sangue di Shin prende letteralmente fuoco…

In definitiva, Fist of the North Star è un film pessimo. Lo è se confrontato con l'opera da cui deriva, di cui riprende poco e niente; ma lo è anche come film a sé, perché anche se lo si valutasse senza fare confronti con il manga di Tetsuo Hara e Buronson, si dovrebbero riconoscere difetti nelle coreografie dei combattimenti al limite del ridicolo, nella recitazione degli attori davvero pessima, nelle scenografie realizzate chiaramente in uno studio cinematografico di serie B, andando molto al risparmio. Un film dimenticabile, insomma. O forse no, perché se guardato con la giusta predisposizione, sapendo già in partenza di essere di fronte a qualcosa di brutto, ma davvero brutto, ci si può fare qualche risata. Tutto sta nello spirito con cui ci si approccia all'opera.


 2
GianniGreed

Episodi visti: 1/1 --- Voto 1
"Fist of the North Star" è un un… mah, chiamiamolo live action, basato sul manga "Hokuto no Ken", conosciuto in Italia anche come "Ken il guerriero".

Il film traspone all'incirca gli eventi che accadono nel primo volume e mezzo del manga, dall'inizio fino allo scontro di Kenshiro contro Shin, il suo primo rivale che gli aveva rapito l'amata fidanzata Julia.

Ora, che "Hokuto no Ken" non sia un'opera molto adatta ad essere trasposta dal vivo è abbastanza evidente. Non è tanto per la storia (ma sono riusciti a sbagliare anche lì) ma quanto invece per gli effetti speciali che il film dovrebbe richiedere. Tralasciando l'ambientazione, tanto alla fine basterebbe girare in un deserto, il problema si ha proprio con quello che è il fulcro della storia ovvero le scene di lotta e le conseguenti esplosioni di quelli che vengono colpiti dalle mortali tecniche di Kenshiro. Infatti, nel film, non c'è nessuno che esplode, e già questo basterebbe a rendere un film che si chiama "Fist of the North Star", che è il titolo internazionale ufficiale dell'opera originale, pessimo di default, ma non basta.

Non sto a fare l'elenco di tutte le differenze dal manga perché sono davvero troppe. Basta pensare che il film parte male fin da subito, dalla prima scena con Ryuken che viene ucciso da Shin con una pistola. Con una pistola. In un film di Kenshiro.
Non parliamo poi di scenografia ed ambienti. Si vede lontano un kilometro che il film è girato al chiuso, con set costruiti con materiali di scarto (ma ok, ci stava per ricreare l'atmosfera post apocalittica) ma che non rendono assolutamente quando mostrano ambienti più vasti, tipo il deserto.
La croce sugli effetti speciali la mette la prima scena in cui Kenshiro si vede a petto nudo e si vedono le famose sette cicatrici, che sembrano pezzi di wurstel attaccati sul petto.

Che dire degli attori? Una recitazione appena sufficiente nel caso di alcuni, pessima nel caso di altri. Stupisce la presenza di Malcom McDowell nel ruolo di Ryuken, ma probabilmente si trova nel film a causa di una scommessa persa. Pessima la scelta di affidare il ruolo di Kenshiro a Gary Daniels che a Ken non ci assomiglia, e non ne ha nemmeno il fisico, mentre l'attrice che interpreta Julia non è bellissima ma nemmeno brutta, è una tipa piuttosto standard, ma non ha proprio l'aspetto della donna capace di conquistare i cuori di tutti gli uomini più forti dell'era post atomica.
I teppisti paradossalmente sono quelli riusciti meglio: brutti, sporchi e vestiti male sono i personaggi che più ricordano le controparti cartacee. Tra di essi vale la pena menzionare Chris Penn nel ruolo di Jackal, che dovrebbe essere in realtà Jagi / Jagger, visto il suo aspetto, e il wrestler Big Van Vader, nel ruolo di Goliath, gigantesco punk che affronta Ken in combattimento.
Il film non presenta nemmeno scene d'azione degne di nota. Non solo non vengono riprodotte le tecniche di Hokuto o Nanto (nel caso di Shin) ma neanche delle tecniche che sembrano prese da qualche altro stile realmente esistente. Gli attori si limitano a qualche pugno o calci generici, di quelli che tutti siamo in grado di effettuare. Perfino il combattimento finale non riesce a provocare qualche tipo di emozione.

In breve per concludere: questo film è brutto, davvero brutto. Se preso come film a sé, rimane un film brutto, uno dei peggiori mai realizzati, ma a pesare ancora più negativamente sulla valutazione c'è il titolo. Un film che è ufficialmente basato sul manga (sì, perché questa roba è stata pure autorizzata dai giapponesi) ma che sembra più una parodia realizzata da una troupe di amatori invece che di professionisti con un budget di pochi euro.
Non c'è un solo singolo aspetto che possa essere considerato sufficiente. Un film pezzente e vergognoso, indegno del grande nome che porta.