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Mitsuki_92

Volumi letti: 3/3 --- Voto 9
Consigliata da una amica, ho preso questi 3 volumi contenenti le prime opere di un'autrice che stimo dal profondo del cuore: Miho Obana, autrice di "Kodomo no Omocha - Rossana".
"Miho Obana Trilogy" si compone di "Fa così Male", "Non lasciare questa mano" e "L'isola dei gatti". Questi i tre titoli che compongono la raccolta.

Nel primo abbiamo ben cinque storie.
"Fa così male", opera che dà il titolo all'intero primo volume, l'ho trovata bellissima come storia. La voglia di riuscire in qualcosa, di essere felici, di sfuggire alle costrizioni imposte da qualcuno e credere fermamente nell'amore, molto spesso non corrisposto!
"Al di là della finestra" è la primissima opera della Obana e non ci sono commenti da fare. Vale proprio la pena di leggerla, di farvi trasportare nel mondo del "volere".
"Una scena del settimo anno", l'ho trovata davvero graziosa! Miho Obana sa davvero disegnare bene i bambini, le riesce naturale.
"Io e la signoria" è una di quelle storie che non ti aspetti mai di leggere.
"L'illusione delle onde bianche" è una storia che mi ha davvero stupita in positivo, sebbene un inizio non brillante, secondo i miei gusti. A fine lettura, però, ti lascia un senso di sollievo.

Nel secondo volume è presente solo una lunga storia. Qui abbiamo come protagonista un ragazzo, Ko, follemente innamorato di una sua compagna Yukako. Il fato vuole che i due si separino e Ko non la incontri per parecchio tempo. Riappare improvvisamente e Ko non vuole lasciarsi sfuggire una nuova occasione. La vita della giovane ed esile Yukako non è facile, ecco una citazione davvero significativa: "Hai mai assaggiato la disperazione?" chiede Yukako a Ko. "Sai, ho provato a riflettere su cosa ci sia nel fondo del pozzo della disperazione e ho capito che c'è l'apatia. Non t'importa più... di nulla." Ko lotterà con tutto se stesso per far tornare in vita la ragazzina di cui si era innamorato, solare, allegra, vivace.

Nel terzo e ultimo volume, ci sono cinque storie autoconclusive.
"L'isola dei gatti", racconto di 80 pagine che vi prenderanno come non mai! Mi è davvero piaciuta un sacco! Non posso raccontarvi molto della storia, ma una cosa è certa, vi stupirà parecchio. Non è la solita storia d'amore, qui sotto i riflettori c'è l'amicizia, che può superare qualunque difficoltà, qualunque razza, supera persino la morte. Bellissimo! Da leggere, assolutamente!
"Un amore così" è l'incontro di due ragazzi, prima in un determinato momento, intimo, difficile, quasi fuori dalla realtà; e poi l'incontro fra i banchi di scuola. Come cambieranno le cose?
"Una felicità senza scadenza" mi è davvero piaciuto un sacco! In breve racconta dei primi amori, dei primi timori, di un amore che si è convinti che sia forte e duraturo, ma che la sola frase "Non andare" può cambiare le carte in tavola e mischiarle a tuo sfavore.
"il bacio rubato alla principessa addormentata" si può dire che è la storia che mi ha stretto di più il cuore. Quando le cose vanno per il verso storto, la sincerità dei tuoi sentimenti raggiungerà la persona amata. [credo che nella realtà però sia molto più difficile.
E infine "Dal fondo, quarto banco vicino alla finestra", una storia che faticavo a capire all'inizio, mi sembrava troppo scontata, ma poi mi ha fatta ricredere.

In breve, prendete questa trilogia se volete approfondire la vostra conoscenza di Miho Obana; i disegni sono quello che sono, i personaggi vi sembreranno sempre Sana e Akito, ma è l'abitudine, l'aver letto prima Kodocha vi porterà a notare una somiglianza pazzesca. E non ci scordiamo che dopo queste prime opere la Obana ha disegnato Kodocha, quindi il frutto di tutto questo lavoro.
Se avete voglia di leggere qualcosa di dolce, romantico, sensibile, molto sensibile, è la raccolta che fa per voi!

Turboo Stefo

Volumi letti: 3/3 --- Voto 10
Questa raccolta di Miho Obana vi rimarrà conficcata nel cuore come la scheggia di diamante che è in mezzo al mare di cocci di vetro di cui è pieno l’oceano degli shojo.

Questa è la prima frase che mi viene in mente.
Purtroppo nel genere shojo (così come nello shonen) vi son molte opere che risultano banali o poco originali per colpa del mercato oramai saturo, nel quale è difficile trovare idee nuove.
Ma questa raccolta di Miho Obana prende tutte le più belle storie brevi dell’autrice pubblicate dalla sua nascita artistica fino alla serializzazione della sua opera più rinomata, “Rossana – il giocattolo dei bambini”.
Io non avevo mai letto nulla di questa autrice, ma non volevo buttarmi direttamente sulla sua opera più famosa, visto che è composta da 10 numeri, quindi optai per una serie breve, ma da acquistare in periodi più tranquilli.
Invece un giorno, in fumetteria, vidi tra gli arretrati Dynit dei piccoli libriccini dal formato tascabile e dalla grafica elegante.
Erano i tre volumi di Miho Obana Trilogy, in un formato e una grafica che colpiscono direttamente al cuore, che sembrano edizioni tascabili di grandi romanzi.
Nonostante la spesa massiva che mi si presentava davanti, decisi di prenderli. Dopo un mesetto dall’acquisto decisi di iniziare il primo volume... è li fu la mia rovina.
Era l’una di notte quando iniziai la prima storia, Fa così Male.
All’inizio rimasi stupito dalla storia e dai protagonisti originali, cosa sempre più rara in uno shojo e inaspettatamente, grazie alla lettura scorrevole e mai noiosa, arrivo alla fine senza troppi problemi o pensieri, ma nel leggere le tavole finali è successa una cosa incredibile. Sentii delle vibrazioni percorrermi la schiena, proseguendo la loro corsa attraverso gli arti e soffermandosi sulla nuca, rizzandomi i capelli, ho sentito un groppo in gola ed ho pensato “conosco troppo bene questa sensazione”.
Il tocco finale è stato dato da una lacrima che ho sentito scendere sulla guancia.
Non provavo malinconia, né tristezza, o qualsiasi altra emozione, e non capivo il senso di quella lacrima. Così decisi di posare l’albo e dormire, continuando la lettura il giorno dopo.
Invece non ci riuscii, volevo andare a leggere ancora, ne sentivo il bisogno, ma mi sentivo spaventato dalla mia reazione avuta. Decisi così di rileggerlo dall’inizio, ma non come la prima volta, ma con il cuore in mano, cercando in immedesimarmi nei protagonisti e capendo tutti i più piccoli gesti.
Così alla fine capii perché mi aveva colpito al cuore, mi resi conto di una cosa riguardante me stesso. Così continuai la lettura, e contrariamente al mio solito, appena finito il primo albo passai direttamente al secondo.
Ho letto tutti e tre i volumi come ho fatto per la prima storia, con il cuore in mano, non cercando di addormentare ogni sentimento che poteva avvicinarsi troppo al me stesso che temeva di soffrire. Così ho potuto godermi appieno una raccolta unica e toccante.
Ovviamente non ho più pianto, non piango mai! Già la sola lacrima è stato un piccolo miracolo!
In più ogni storia è completa, non ha né punti morti, ne cose inutili, va dritta per la sua strada fino alla conclusione più o meno felice, ma sempre giusta, passando anche tra situazioni e gag molto divertenti.
Il modo in cui la Obana trasmette le emozioni direttamente al cuore del lettore è fantastico.
Leggete questi volumi e semplicemente lasciatevi trasportare dal sentimento, cercando di non sopire le vostre reazioni.

Il disegno matura avanzando con l’opera, all’inizio vedrete che le proporzioni non son proprio rispettate perfettamente (vite esili e spalle da rugbista), però proseguendo con le storie noterete come migliori notevolmente sotto questo aspetto.
Mentre il punto forte sono senza dubbio gli occhi dei personaggi, all’inizio sembreranno avere un taglio malinconico, ma mentre si conoscono le personalità la sensazione passa, mentre verrete rapiti dalle emozioni che saranno in grado di trasmettere!
Ovviamente son perfettamente fatte anche le varie inquadrature romantiche, veramente ispirate.
Ero preoccupato solo dal formato dell’edizione, ma ho potuto constatare che i disegni della Obana non risentono minimamente del formato ridotto, anzi, sembra nati per quel formato!
Quindi, se tanti vorrebbero che “Una Tomba Per Le Lucciole” venga trasmesso nelle scuole, io vorrei che un giorno venga fatto leggere Miho Obana Trilogy, per ciò che riesce ad insegnare e trasmettere.
Chiunque abbia letto un solo manga nella sua vita è obbligato all’acquisto di questa raccolta.


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B. frank

Volumi letti: 3/3 --- Voto 9
A parte rare occasioni, io non avevo praticamente mai letto nessuna storia breve della grande Obana, e vedere in fumetteria questa "Trilogy" mi ha veramente sorpreso molto, in positivo.
Disegno come sempre splendido e molto accurato nella creazione dei personaggi, con curve e linee fatte con delicatezza. Il formato particolare poi (tra i fumetti Dynit non l'avo mai visto) come le copertine, molto interessanti. Una raccolta in tre eleganti volumetti dove, come può accadere, alcune storie possono non piacere mentre altre le trovi spettacolari e molto godibili, con alcuni finali che sorprendono.
I personaggi son sempre diversi, ma con caratteristiche ben precise, senza contare che i protagonisti non sono i soliti stereotipati delle storie romantiche.
Il costo dei tre volumi che viene controbilanciato da un gran numero di pagine da leggere.
Concludendo una lettura molto bella, che non deve essere trattata come un manga per ragazzini, ma anche persone più mature possono ritrovarsi molto in queste storie profonde visti i contenuti.
Insomma andate subito a leggerlo e fatelo leggere a chi non lo conosce, vi ringrazierà.


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Tacchan

Volumi letti: 3/3 --- Voto 8
<B>Dynit</B> fino ad oggi ha pubblicato un po' tutte le principali opere di <I>Miho Obana</I>, autrice nota al pubblico italiano grazie a <I><A href="http://www.animeclick.it/manga.php?xtit=Rossana">Kodomo no Omocha</A></I> (<I>Rossana - Il giocattolo dei Bambini</I>), titolo che tra l’altro primeggia da qualche anno nella <A href="http://www.animeclick.it/MangaSlide.php?tipo=topten">classifica manga</A> di AnimeClick.it.
<B>Miho Obana Trilogy</B> altro non è che una raccolta di storie brevi della mangaka, disegnate e pubblicate nel corso di molti anni e riproposte in questa inusuale collezione.

La prima cosa che si nota, vedendo i volumetti, è che <B>Dynit</B> ha optato per un'edizione estremamente raffinata, con copertine semplici ed eleganti e un formato ridotto rispetto al normale, di soli 10,5 cm x 15,2 cm. Prendendoli in mano si apprezza l'elasticità della rilegatura e nel complesso il volumetto fa un ottimo effetto, anche grazie al suo spessore, ogni volume conta infatti quasi 300 pagine. Sfortunatamente l'impressione durante la lettura non è altrettanto positiva: i disegni soffrono un po' del formato ridotto, mentre la carta e la stampa si attesta su livelli solo discreti. Dynit ha evidentemente cercato di riprodurre la versione deluxe giapponese e il risultato è la sua perfetta trasposizione italiana, trasposizione che si è portata dietro anche i difetti dell'originale.
I tutto è venduto ad un prezzo che pare adeguato: <B>7,50 Euro</B>.

Questa collezione si dimostra atipica anche per i suoi contenuti, che variano sia nella forma che nel soggetto, da volumetto a volumetto.

Il primo presenta i primi lavori dell'autrice, che pur dimostrandosi acerbi sia nel tratto che nel soggetto, lasciano intravedere i punti di forza dell'Obana, capace di offrire <B>storie romantiche</B> ma <B>non scontate</B>, in grado di far pensare, oltre che ad intrattenere il lettore. I protagonisti sono, nonostante le poche pagine, sono ben introdotti e offrono atteggiamenti non lineari, in grado di stupire, sia in negativo che in positivo.
I cinque racconti offerti, "Fa così male!", "Al di là della finestra", "Una scena del settimo anno", "Io e la signorina" e "L'illusione delle onde bianche", pur essendo autoconclusivi ed indipendenti, sono in qualche modo collegati fra di loro.

Il secondo volume è invece totalmente dedicato ad un racconto, "Non lasciare questa Mano", ovvero "Konote wo Hanasanai". Una storia intelligente e a tratti drammatica, ovviamente non priva di momenti ironici e romantici.
Protagonista del racconto è Ko, un ragazzo come tanti intrappolato in una vita normale, che cela tuttavia un grande rimpianto, l'aver perso il suo primo amore, Yukako, una ragazza splendida e con un carattere forte, che le permetteva di resistere alle difficoltà che la vita le aveva riservato. Pur avendo una nuova fidanzata non riesce a dimenticarla, come non può scordare il modo cui si lasciarono, senza che potesse dirle addio. La storia, che sembrava ormai, dopo sei anni, solo una piacevole e triste parentesi del suo passato, torna prepotentemente a influenzare la sua vita quando, per uno strano scherzo del destino, Ko riconosce Yukako per strada. Non è più tuttavia la ragazza di allora: è più magra, trasandata e con uno sguardo spento, senza contare che la becca a taccheggiare un negozio. Che le sarà successo? Sarà in grado Ko di caricarsi sulle spalle i problemi che l'affliggono?
Konote wo Hanasanai è una bella storia d'amore, dallo stampo classico, ma che scorre con piacere e che riesce in modo efficace ad accarezzare il cuore del lettore.

L'ultimo volume, il terzo, è quello che ho preferito. Alcuni suoi racconti si distaccano dai canoni dello shojo tradizionale, presentando situazioni inedite ed ispirate. Non posso evitare di soffermarmi su Neko no Shima, in Italia "<B>L'Isola dei Gatti</B>", che tra l'altro da il titolo al volume. Questo breve storia introduce elementi magici, accostati a tematiche più profonde come la paura del diverso. La sua lettura induce tenerezza, fa riflettere ed è specchio della produzione dell'Obana.
I restanti racconti, "Un amore così", "Una felicità senza scadenza", "Il bacio rubato alla principessa addormentata
Dal fondo" e "Quarto banco vicino alla finestra", sembrano comunque più profondi e maturi di quelli visti nel primo volume.

Una collezione che offre <B>undici storie diverse</B>, non tutte ugualmente belle, visto che alcune si dimostrano un po’ acerbe e solo abbozzate. Tra esse sono tuttavia presenti diverse gemme che ogni buon appassionato di shoujo dovrebbe leggere. <B>Miho Obana ci presenta dei racconti delicati</B>, disegnati con uno stile meno curato dell’attuale, ma in cui è già presente una delle principali caratteristiche dell'autrice, ovvero l'abilità nel tratteggiare gli sguardi dei personaggi, in grado da soli di colpire il lettore ed emozionarlo, senza che la mangaka abbia bisogno di aggiungere alcuna parola.

Una bella trilogia, in grado di scaldare il cuore di ogni persona che deciderà di avvicinarsi ad essa a cuor aperto.


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Melody078

Volumi letti: 3/3 --- Voto 8
Ho trovato la solita delicatezza, il solito vellutato umorismo nelle storie della sensei. Non tutte mi sono piaciute, ovviamente, ma hanno sempre un che di emozionante. Sono gli sguardi in genere che mi colpiscono, gli occhi tristi mi trasmettono molte emozioni che ho trovato in altri pochi disegni. Non si può fare a meno di emozionarsi mentre le varie storie si sviluppano, non si riesce a non provare una certa ansia perchè non tutte finiscono allo stesso modo, la sensei non è scontata per niente. Lo consiglio, soprattutto a chi ha bisogno di un po' di "tremore" e qualche batticuore. Leggetelo, con gli occhi umidi è anche più bello.


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hero

Volumi letti: 3/3 --- Voto 10
Miho Obana Trilogy non è un'opera, o meglio è una Summa di opere, che come lo stesso titolo ci riporta sono state scritte e disegnate da Miho Obana. Autrice questa già conosciuta per quel piccolo-grande capolavoro che porta il nome, forse un po' fanciullesco, di "Il Giocattolo dei Bambini" ma anche di opere meno impegnative (unicamente per la lunghezza) come "Partners", "Andante" e "Honey Bitter". Ma Miho Obana Trilogy è una raccolta in tre "finissimi" (nel senso di eleganti, non di ampiezza dei volumi) volumi di uno svariato numero di storie brevi composte dall'autrice. Per la precisione se il primo ed il terzo volume presentano varie storie autoconclusive al loro interno, il secondo volume è completamente dedicato ad un' unica storia dal titolo, che sa tanto di romantico, di "Non lasciare questa mano". Al di la delle storie presenti in questi tre volumi, che sono sicuramente delle piccole perle da non lasciarsi sfuggire, il punto forte dell'opera o meglio l'unico motivo per cui per me questo titolo vale l'acquisto è l'edizione che ci ha proposto la Dynit. La Dynit infatti ha proposto questi tre volumi in un edizione "Book" molto accattivante che vale tutti quei 7,50 euro a volume richiesti. I volumi infatti sono proposti in un formato particolare (10,5 x 15,2), di cui almeno io non ho memoria, diciamo che sono più piccoli dei formati abituali ma comunque corposi per quanto riguarda il numero delle pagine, sovrastati da una sovraccopertina sicuramente da lodare così come da lodare è la qualità dei materiali utilizzati dall'editore. Insomma ne consiglio l'acquisto solo per il formato, perché vi sembrerà di avere fra le mani un libricino da libreria e non un semplice manga.
Ma ciò non toglie che il succo di Miho Obana Trilogy sono le storie autoconclusive che contiene. Queste rappresentano un vero esempio di poesia "fumettistica", tipica delle opere di questa autrice, a mio giudizio un po' sottovalutata o meglio, poco considerata. Miho Obana nelle sue opere, che ad una prima occhiata possono apparire magari fanciullesche, riesce a trasmettere delle emozioni forti. Dietro a quei visi giovanili e rilassati con cui la Obana rappresenta i suoi personaggi si celano tematiche adulte e di un certo spessore. Insomma si tratta di piccole perle fumettistiche racchiuse in tre volumetti che sono anch'essi tre piccole perle che sicuramente non faranno sfigurare la vostra libreria davanti agli amici.
E se qualcuno vi riderà dietro perché magari considera questi tre volumi una cosa per ragazzini o per ragazze, fateglielo leggere e poi sarete voi a ridere di fronte alla sua commozione (perché fidatevi, anche il più uomo-orso tentennerà un attimo di commozione).
Beh... che state ancora qua a leggere?... una capatina veloce in fumetteria vi aspetta!