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dawnraptor

Volumi letti: 4/4 --- Voto 8
23/10/2012
Immagino che, per parlare di questo titolo, non si possa partire che dai disegni. Sono quelli che danno il primo impatto e, come già intuibile dalla scheda, penso possano essere solo amati o odiati, con poca possibilità di mezze misure. Io li ho amati subito.

Si notano i tratti netti e pesanti, la quasi totale assenza di chiaroscuri e, soprattutto, le figure allampanate e androgine, quasi deformi nei corpi e negli arti allungati. Ma sono soprattutto i visi ad affascinarmi.
Non v'è forse un solo personaggio che possa essere definito "bello" secondo i comuni canoni della bellezza, ma ad Ororon, il protagonista maschile, non si può negare un fascino travolgente, magnetico. Se è pur vero che si nota, purtroppo, un'eccessiva somiglianza fra i vari personaggi, al punto che talvolta è difficile seguire la vicenda (e per fortuna numero e posizione dei nei aiutano), è anche vero che le espressioni di dolore, disincanto e cinico disprezzo che permeano quest'opera sono rese con un'accuratezza quasi lancinante.
Sono "cattivi ragazzi", quelli dipinti qui, e come potrebbe essere altrimenti? Sono diavoli, vivono all'inferno, ne formano l'elite di comando.

La storia è già degnamente compendiata in scheda ma, in estrema sintesi, potrebbe essere così riassunta: Chiaki, quindicenne androgina e solitaria dagli insoliti poteri, vive sola, con l'occasionale compagnia di un'unica amica e un gatto. Un giorno incontra e cura un ragazzo ferito, Ororon, che si rivela poi essere un demone e che, in cambio della sua gentilezza, acconsente a rimanere con lei "per sempre". Ma Chiaki è una mezzosangue figlia di un arcangelo e una donna umana, una specie di abominio che il Cielo vuole distruggere, e Ororon è addirittura il riluttante Re degli Inferi, fuggiasco e in cerca di sollievo da una vita di complotti e minacce alla sua vita, incarnate nella madre e nei fratellastri. Siano angeli o demoni, sui due piomberanno minacce di ogni tipo: questo matrimonio non s'ha da fare, dirà il Don Abbondio della situazione, e tradimenti e battaglie seguiranno a iosa.

Possono una creatura angelica ed una demoniaca trovare un terreno comune d'intesa, un modo di vivere che non ferisca entrambi? Non conosceremo la risposta, perché ai due sarà impedito tentare di sviluppare un rapporto anche solo lontanamente normale: Ororon ha sempre ucciso per difendersi e sarebbe anche disposto a cercare di trattenere la sua abitudine a risolvere qualsiasi fastidio con l'uccisione del seccatore, ma una taglia enorme sulla testa e assassini di ogni genere lo riducono malaccio, quando tenta di contenersi. La stessa Chiaki, che non vorrebbe la morte di nessuno e a cui il padre Michele (l'Arcangelo!) ha donato poteri terribili, diventa più distruttiva di un'atomica, quando tali poteri si risvegliano.

Sono quattro volumi ma, in realtà, avrebbero potuto/dovuto essere di più. La consumazione della tragedia dei due (quasi) amanti occupa gran parte della storia, lasciando purtroppo in ombra molti aspetti che, a mente fredda, ci si accorge vengono lasciati in sospeso. Che fine hanno fatto i genitori di Chiaki? Dovrebbero essere morti da anni, in teoria, ma la certezza forse non c'è. Si allude addirittura allo stato di divinità di Chiaki, le attribuiscono l'appellativo di "salvatrice", ma la cosa non viene sviluppata. Anche i suoi enormi poteri, che vediamo in azione una volta, passano poi sotto silenzio e certamente non saranno usati nella lunga ed estenuante battaglia finale, dove sarebbero sicuramente venuti assai utili. Mentre abbiamo un certo spaccato delle gerarchie infernali, dei complotti, delle ciniche lotte per il potere, non sappiamo nulla o quasi del Paradiso, solo che è un posto cinico anche quello.

Eppure, la storia riesce a prenderti alla gola, probabilmente con la stessa maestria con cui Shakespeare è riuscito a rendere eterna la sua coppia di amanti veronesi. C'è un certo approfondimento psicologico, almeno dei personaggi principali, e questo contribuisce senza dubbio alla buona riuscita del titolo. Aiuta molto, probabilmente, anche il fatto che le vicende di alcuni protagonisti vengano prese a spunto per denunciare l'isolamento e il maltrattamento di chi sia, in qualche modo, diverso. Né si manca di sottolineare che non è detto che chi si definisce "giusto" lo sia, poi, anche in realtà. Non è una novità che, in nome di ciò che viene definito giusto e santo da qualcuno, si siano commessi spesso i più atroci delitti. Questi sono argomenti che non mancano mai di far riflettere, per quanto possano essere triti.

Mi sarebbe piaciuto vedere le cose sviluppate in maniera diversa, sicuramente più approfondita. Non è andata così ed è un gran peccato, perché avrebbe potuto facilmente diventare una serie da massimo dei voti. Ma bisogna sapersi accontentare.


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Hisoka

Volumi letti: 4/4 --- Voto 8
Ororon the Devil è un manga realizzato da Hakase Mizuki nel 1998. La storia sembra una come tante, angeli, demoni e l’amore tra due protagonisti incompatibili.
Tutte le recensioni che ho letto partono con: "Chiaki, ragazzina insicura dall’aspetto androgino si innamora del figo di turno, che poi guarda caso è anche il diavolo in persona…". Se mi fossi fermata qui non avrei mai acquistato questo manga, anche perché non ho mai sopportato questo continuo rivangare l’eterna rivalità tra il paradiso e l’inferno, sono cose che ormai mi annoiano solo a sentirle di sfuggita.
Questo manga però ha segnato l’eccezione, tenero e violento al tempo stesso mi ha del tutto rapita, Hakase Mizuki ha saputo trasportare in soli quattro volumi i sentimenti più puri, impersonificati dai vari personaggi.

Chiaki, con il suo corpo indefinito e con la sua ingenuità, rappresenta infatti un tipo di amore-affetto non ancora completamente stabilito, la difficoltà di prendere decisioni quando si conosce ancora così poco del mondo nel quale ci si ritrova a muoversi. La cosa che stupisce di più però è il fatto che la personalità della ragazza riesca a cambiare nel corso della trama, soprattutto grazie al demone, pur rimanendo pura e intrisa di una dolcezza disinteressata.
È proprio questo altruismo spregiudicato che porterà Chiaki a incontrare un burbero, seppur in condizioni non tanto rosee, Ororon. Quest’ultimo è il solito personaggio tenebroso e dal passato strappa lacrime, con un padre nei panni di un cruento re dei demoni e una madre che tenta una volta si e un’altra pure di ammazzarlo. In definitiva ci troviamo di fronte a un individuo ultra centenario, cinico e insensibile, avvezzo solo a tutelare se stesso.
A primo impatto potrebbe sembrare che i due protagonisti non abbiano assolutamente nulla in comune, ma questo ad una visione puramente superficiale, i due infatti sono costretti fin dalla nascita a isolarsi dagli altri, Chiaki a causa dei suoi poteri e del suo carattere e Ororon per via della sua posizione di principe dei demoni, causa di parecchi attentati alla sua vita.
La storia tra i due inizia in modo parecchio singolare: dopo aver salvato la vita al re demoniaco, secondo uno scambio più che equo, la ragazza chiederà ad Ororon di restarle accanto per il resto della sua vita.

Gradirei terminare con le mie impressioni dal punto di vista dei disegni, forse a molti potrebbero sembrare brutti o insipidi, ma io li trovo molto azzeccati, del tutto in linea con la tristezza dell’elaborato e per niente banali.
Creando grandi contrasti tra macchie scure e altre completamente chiare e riducendo le figure a manichini filiformi, Hakase Mizuki ha, secondo me, reso al meglio la solitudine ed il contrasto che, allo stesso tempo, unisce e separa il binomio luce e ombra.