Fortified School
LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER
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Fortified school è un manga che parte benissimo, si viene subito catapultati in questa scuola fuori dall'ordinario. L'ambientazione è ottima, molto punk, lo si vede già dallo stile di disegno, i vestiti, le scritte sui muri ecc... È un manga irriverente, violento, sporco, che non si fa problemi a mostrare al lettore scene pulp di estrema violenza, di nudità, o di gente che si fa di eroina. Sono inoltre presenti moltissime citazioni al mondo della cultura in generale, tra cinema e fumetto in particolar modo. Per coglierle, oltre ai dialoghi, basta guardare l'ambiente circostante i personaggi, le scritte sui muri, sui vestiti. C'è addirittura un cancello che per essere aperto ha come password "Charles Bronson". Oltre a personaggi dal design che richiama chiaramente altri manga. Ad esempio il primo ministro giapponese che sembra il segretario Isaoka di Sanctuary (1990-1995). Oppure abbiamo un personaggio di nome Kirihito (1966-1967) che richiama l'omonimo manga di Tezuka. Moltissimi anche i riferimenti a Go Nagai, a partire dal fatto che Hiromoto abbia uno stile di disegno molto influenzato dal maestro. Lo vediamo nel design di un personaggio femminile che ricorda molto Amon. Oppure viene presentato un personaggio di nome Ryo, che si rifà chiaramente al Ryo Asuka di Devilman (1972-1973), anche per l'aspetto in forma umana. Possiamo trovare altri riferimenti anche alla cultura giapponese, per esempio il progetto Susanoo (il caso vuole che Nagai abbia realizzato un manga proprio con questo titolo). Insomma, Fortified school è un manga che prende spunto da altri, specialmente da Nagai, ma ha vita propria. Diciamo che l'ispirazione principale che ha avuto dal maestro Go Nagai è sicuramente Guerrilla high (1970), per quanto riguarda le rivolte scolastiche, che sono il tema portante dell'opera. È un titolo che però rispecchia pienamente il periodo in cui è stato pubblicato, gli anni '90, proprio per la forte componente punk mista al fantascientifico. Fa parte di quella schiera di manga che ormai "non si fanno più". Il ritmo della narrazione è incredibile, serrato, non lascia un momento di respiro. In pochi capitoli succedono una miriade di avvenimenti, ma il bello di questo manga è che, nonostante la mole di eventi, nulla risulta affrettato. Nulla tranne il capitolo finale, ma ne parleremo più avanti. Ciò che suscita interesse già da subito è la scuola, quindi il desiderio di conoscere quest'ultima, ed esplorarla il più possibile per scoprire i segreti che cela. Questo è l'incipit del primo volume, e non vi nascondo che è tra i miei inizi preferiti. Poi la trama continua sulla stessa scia per altri 3 volumi circa. La narrazione scorre bene, ci sono vari colpi di scena dall'inizio alla fine del manga. E i misteri vengono svelati tutti un po' alla volta e con chiarezza. Tuttavia c'è un determinato evento che cambia radicalmente il manga.
E vi avverto che da qui ci saranno SPOILER.
L'evento di cui vi parlo è quello della ribellione dei ragazzi nei confronti della scuola. Un evento che secondo me viene tirato un po' per le lunghe. In quanto vengono introdotti di punto in bianco personaggi nuovi, con poteri assurdi, e che a volte non lasciano il segno nella trama. Faccio l'esempio delle Nine Sentinels, che non vengono mai citate prima, e sono introdotte in un punto a caso della storia, probabilmente per allungare un po' il brodo. Anche i 3 "esperimenti segretamente riusciti" del direttore presentano questo stesso problema. In poche parole il focus della seconda metà del manga viene troppo spostato sui combattimenti e sulla fantascienza. Di per sé la fantascienza va bene, ed è tra i punti cardine dell'opera, tuttavia avrei preferito un po' di approfondimento in più per quanto riguarda la struttura della "scuola fortificata". Inoltre, se è vero che nonostante il ritmo frenetico il manga non sa di affrettato, lo stesso non si può dire del finale. Il personaggio del direttore, che rappresenta l'antagonista principale della serie, viene sconfitto in appena un capitolo. Avrei quindi preferito che il personaggio del direttore venisse maggiormente approfondito, a discapito di personaggi secondari abbastanza inutili, ma che hanno ricevuto già troppo spazio. Tuttavia va detto che le vicende tra i personaggi vengono fatte intersecare benissimo tra di loro. Però sarebbe stato meglio se il manga fosse durato al massimo una decina di volumi, per caratterizzare meglio l'antagonista, e per approfondire di più la struttura. Tuttavia non è neanche una lettura che considero lineare, in quanto la narrazione prende spesso delle pieghe interessanti, e ci sono molti colpi di scena. Nonostante ci siano comunque degli eventi facilmente prevedibili e oserei dire quasi scontati. Infatti i vari combattimenti sono abbastanza prevedibili e a parte qualche eccezione all'inizio, non coinvolgono molto e in generale non sono il punto di forza della storia (per quanto disegnati bene). Per quanto riguarda i personaggi, devo quindi dire di non aver apprezzato molto i villain, seppur con qualche eccezione. Infatti quelli che ho apprezzato sono i membri della commissione disciplinare, in quanto sono studenti anche loro, ma vengono sfruttati dal preside per raggiungere i suoi scopi. Ciò li rende più vicini ai protagonisti. Tra i personaggi più riusciti ci sono sicuramente questi ultimi e alcuni comprimari. Hanno una grande evoluzione nel corso della storia, soprattutto Gentaro. Sono tutti scritti divinamente e rappresentano al meglio lo spirito di rivolta giovanile. Tutti loro, Mei, Gentaro, Itsuki, "Tessy", sono portavoce di una critica sociale molto profonda. Ci sono infatti alcuni studenti che ritengono uguali la "fortezza" e il mondo esterno. In questo modo la fortezza si fa specchio della realtà al di fuori di essa. Lo specchio perfetto di un sistema, quello giapponese, che tratta i cittadini come prodotti usa e getta (proprio come fa il direttore nei suoi esperimenti). Per alleviare lo stress, molti studenti fanno uso di droghe. Abbiamo quindi un governo che mira solo a ottenere potenziale bellico, sfruttando gli esperimenti del preside. In questo contesto gli studenti incarnano il sentimento di rivalsa, quella voglia di libertà tipica del periodo giovanile. Fortified school è quindi un manga che ricerca nei giovani la speranza per il futuro, il momento della rivolta è ciò che evidenzia di più questa tematica. Inoltre mi è piaciuto molto come è stato trattato un personaggio dalla psiche complessa come Mei Mato. Si tratta di un personaggio con poche battute, ma sicuramente molto incisivo. Mei è un clone del direttore, tuttavia vuole rivendicare a tutti i costi la sua identità come singolo, invece che essere sfruttato. Ho apprezzato molto anche il suo rapporto con Itsuki, anche lei un personaggio degno di nota. Itsuki ha una grande evoluzione nel corso della storia. Inizialmente il suo obiettivo è quello di ritrovare il fratello, anche lui "perduto" nella fortezza. Tuttavia in un secondo momento, quando scopre che ormai per suo fratello non c'è più nulla da fare, ha una crisi e ripone tutte le sue speranze e la sua volontà di vivere in Mei. Infatti è grazie a Itsuki che Mei riesce a risvegliare sempre più il suo vero potenziale. In quanto Itsuki è ormai diventata una ragione di vivere anche per lui. È molto bello il fatto che Mei trovi quindi una sua identità grazie al rapporto con i suoi compagni. Poi c'è Gentaro che è probabilmente il personaggio migliore dell'opera. All'inizio è solo un ragazzino ribelle, il cui unico obiettivo è conquistare Itsuki. Però dopo aver preso coscienza della situazione reale della scuola, e del fatto che Itsuki non lo ricambia, diventa il vero e proprio simbolo della rivolta studentesca. Inoltre come non parlare di Teshigawara detto "Tessy". Un personaggio che inizialmente non vuole immischiarsi nelle vicende di Gentaro, e si accontenta di vivere come un ingranaggio della fortezza e della società. Però, dopo il fenomenale incontro con Gentaro, inizia anche lui a bramare sempre di più la libertà, e a ribellarsi al sistema che lo ha oppresso fino a quel momento. La sua morte, per quanto prevedibile, è uno dei momenti più tristi. Per quanto riguarda il disegno, l'ho apprezzato moltissimo, perfetto per narrare questo tipo di storia. Il tratto di Hiromoto è molto sporco, ma allo stesso tempo dettagliato. Da qui si vede molto l'influenza del Nagai degli anni '70/'80. Sono molto riusciti i design delle trasformazioni, a volte molto tamarri, ma quel tipo di tamarro che non dà fastidio, e che si adatta bene al contesto. Le scene d'azione sono molto curate, purtroppo però in alcuni frangenti non sono molto comprensibili, almeno a una prima occhiata. Però ciò non toglie che l'intavolazione sia comunque molto riuscita. Inoltre Hiromoto fa spesso uso di splash page a doppia pagina per enfatizzare i momenti salienti della storia. Un grande lavoro è stato svolto anche nelle espressioni facciali dei personaggi, e nel design molto dettagliato delle strutture meccaniche.
Conclusioni:
Fortified school è un manga veramente ottimo. La storia è scritta bene, ha un ritmo molto frenetico, ma come detto non risulta affrettata. Così come non sono affrettati gli sviluppi nelle relazioni dei personaggi. I comprimari sono secondo me caratterizzati meglio di gran parte degli antagonisti. Avrei quindi preferito maggiore approfondimento su questi ultimi, soprattutto il preside. Un grande punto di forza sono le tematiche, e come esse vengono trattate, con forte impatto emotivo e scene spesso molto violente. Fortified school è quindi un manga che consiglio a chi sopporta la violenza, a chi ama quel tipo di ambientazione punk e a chi vuole godersi una storia con un gran ritmo. Un titolo che merita molto e che necessiterebbe dopo ormai 25 anni di una ristampa.
Voto: 8.
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Fortified school è un manga che parte benissimo, si viene subito catapultati in questa scuola fuori dall'ordinario. L'ambientazione è ottima, molto punk, lo si vede già dallo stile di disegno, i vestiti, le scritte sui muri ecc... È un manga irriverente, violento, sporco, che non si fa problemi a mostrare al lettore scene pulp di estrema violenza, di nudità, o di gente che si fa di eroina. Sono inoltre presenti moltissime citazioni al mondo della cultura in generale, tra cinema e fumetto in particolar modo. Per coglierle, oltre ai dialoghi, basta guardare l'ambiente circostante i personaggi, le scritte sui muri, sui vestiti. C'è addirittura un cancello che per essere aperto ha come password "Charles Bronson". Oltre a personaggi dal design che richiama chiaramente altri manga. Ad esempio il primo ministro giapponese che sembra il segretario Isaoka di Sanctuary (1990-1995). Oppure abbiamo un personaggio di nome Kirihito (1966-1967) che richiama l'omonimo manga di Tezuka. Moltissimi anche i riferimenti a Go Nagai, a partire dal fatto che Hiromoto abbia uno stile di disegno molto influenzato dal maestro. Lo vediamo nel design di un personaggio femminile che ricorda molto Amon. Oppure viene presentato un personaggio di nome Ryo, che si rifà chiaramente al Ryo Asuka di Devilman (1972-1973), anche per l'aspetto in forma umana. Possiamo trovare altri riferimenti anche alla cultura giapponese, per esempio il progetto Susanoo (il caso vuole che Nagai abbia realizzato un manga proprio con questo titolo). Insomma, Fortified school è un manga che prende spunto da altri, specialmente da Nagai, ma ha vita propria. Diciamo che l'ispirazione principale che ha avuto dal maestro Go Nagai è sicuramente Guerrilla high (1970), per quanto riguarda le rivolte scolastiche, che sono il tema portante dell'opera. È un titolo che però rispecchia pienamente il periodo in cui è stato pubblicato, gli anni '90, proprio per la forte componente punk mista al fantascientifico. Fa parte di quella schiera di manga che ormai "non si fanno più". Il ritmo della narrazione è incredibile, serrato, non lascia un momento di respiro. In pochi capitoli succedono una miriade di avvenimenti, ma il bello di questo manga è che, nonostante la mole di eventi, nulla risulta affrettato. Nulla tranne il capitolo finale, ma ne parleremo più avanti. Ciò che suscita interesse già da subito è la scuola, quindi il desiderio di conoscere quest'ultima, ed esplorarla il più possibile per scoprire i segreti che cela. Questo è l'incipit del primo volume, e non vi nascondo che è tra i miei inizi preferiti. Poi la trama continua sulla stessa scia per altri 3 volumi circa. La narrazione scorre bene, ci sono vari colpi di scena dall'inizio alla fine del manga. E i misteri vengono svelati tutti un po' alla volta e con chiarezza. Tuttavia c'è un determinato evento che cambia radicalmente il manga.
E vi avverto che da qui ci saranno SPOILER.
L'evento di cui vi parlo è quello della ribellione dei ragazzi nei confronti della scuola. Un evento che secondo me viene tirato un po' per le lunghe. In quanto vengono introdotti di punto in bianco personaggi nuovi, con poteri assurdi, e che a volte non lasciano il segno nella trama. Faccio l'esempio delle Nine Sentinels, che non vengono mai citate prima, e sono introdotte in un punto a caso della storia, probabilmente per allungare un po' il brodo. Anche i 3 "esperimenti segretamente riusciti" del direttore presentano questo stesso problema. In poche parole il focus della seconda metà del manga viene troppo spostato sui combattimenti e sulla fantascienza. Di per sé la fantascienza va bene, ed è tra i punti cardine dell'opera, tuttavia avrei preferito un po' di approfondimento in più per quanto riguarda la struttura della "scuola fortificata". Inoltre, se è vero che nonostante il ritmo frenetico il manga non sa di affrettato, lo stesso non si può dire del finale. Il personaggio del direttore, che rappresenta l'antagonista principale della serie, viene sconfitto in appena un capitolo. Avrei quindi preferito che il personaggio del direttore venisse maggiormente approfondito, a discapito di personaggi secondari abbastanza inutili, ma che hanno ricevuto già troppo spazio. Tuttavia va detto che le vicende tra i personaggi vengono fatte intersecare benissimo tra di loro. Però sarebbe stato meglio se il manga fosse durato al massimo una decina di volumi, per caratterizzare meglio l'antagonista, e per approfondire di più la struttura. Tuttavia non è neanche una lettura che considero lineare, in quanto la narrazione prende spesso delle pieghe interessanti, e ci sono molti colpi di scena. Nonostante ci siano comunque degli eventi facilmente prevedibili e oserei dire quasi scontati. Infatti i vari combattimenti sono abbastanza prevedibili e a parte qualche eccezione all'inizio, non coinvolgono molto e in generale non sono il punto di forza della storia (per quanto disegnati bene). Per quanto riguarda i personaggi, devo quindi dire di non aver apprezzato molto i villain, seppur con qualche eccezione. Infatti quelli che ho apprezzato sono i membri della commissione disciplinare, in quanto sono studenti anche loro, ma vengono sfruttati dal preside per raggiungere i suoi scopi. Ciò li rende più vicini ai protagonisti. Tra i personaggi più riusciti ci sono sicuramente questi ultimi e alcuni comprimari. Hanno una grande evoluzione nel corso della storia, soprattutto Gentaro. Sono tutti scritti divinamente e rappresentano al meglio lo spirito di rivolta giovanile. Tutti loro, Mei, Gentaro, Itsuki, "Tessy", sono portavoce di una critica sociale molto profonda. Ci sono infatti alcuni studenti che ritengono uguali la "fortezza" e il mondo esterno. In questo modo la fortezza si fa specchio della realtà al di fuori di essa. Lo specchio perfetto di un sistema, quello giapponese, che tratta i cittadini come prodotti usa e getta (proprio come fa il direttore nei suoi esperimenti). Per alleviare lo stress, molti studenti fanno uso di droghe. Abbiamo quindi un governo che mira solo a ottenere potenziale bellico, sfruttando gli esperimenti del preside. In questo contesto gli studenti incarnano il sentimento di rivalsa, quella voglia di libertà tipica del periodo giovanile. Fortified school è quindi un manga che ricerca nei giovani la speranza per il futuro, il momento della rivolta è ciò che evidenzia di più questa tematica. Inoltre mi è piaciuto molto come è stato trattato un personaggio dalla psiche complessa come Mei Mato. Si tratta di un personaggio con poche battute, ma sicuramente molto incisivo. Mei è un clone del direttore, tuttavia vuole rivendicare a tutti i costi la sua identità come singolo, invece che essere sfruttato. Ho apprezzato molto anche il suo rapporto con Itsuki, anche lei un personaggio degno di nota. Itsuki ha una grande evoluzione nel corso della storia. Inizialmente il suo obiettivo è quello di ritrovare il fratello, anche lui "perduto" nella fortezza. Tuttavia in un secondo momento, quando scopre che ormai per suo fratello non c'è più nulla da fare, ha una crisi e ripone tutte le sue speranze e la sua volontà di vivere in Mei. Infatti è grazie a Itsuki che Mei riesce a risvegliare sempre più il suo vero potenziale. In quanto Itsuki è ormai diventata una ragione di vivere anche per lui. È molto bello il fatto che Mei trovi quindi una sua identità grazie al rapporto con i suoi compagni. Poi c'è Gentaro che è probabilmente il personaggio migliore dell'opera. All'inizio è solo un ragazzino ribelle, il cui unico obiettivo è conquistare Itsuki. Però dopo aver preso coscienza della situazione reale della scuola, e del fatto che Itsuki non lo ricambia, diventa il vero e proprio simbolo della rivolta studentesca. Inoltre come non parlare di Teshigawara detto "Tessy". Un personaggio che inizialmente non vuole immischiarsi nelle vicende di Gentaro, e si accontenta di vivere come un ingranaggio della fortezza e della società. Però, dopo il fenomenale incontro con Gentaro, inizia anche lui a bramare sempre di più la libertà, e a ribellarsi al sistema che lo ha oppresso fino a quel momento. La sua morte, per quanto prevedibile, è uno dei momenti più tristi. Per quanto riguarda il disegno, l'ho apprezzato moltissimo, perfetto per narrare questo tipo di storia. Il tratto di Hiromoto è molto sporco, ma allo stesso tempo dettagliato. Da qui si vede molto l'influenza del Nagai degli anni '70/'80. Sono molto riusciti i design delle trasformazioni, a volte molto tamarri, ma quel tipo di tamarro che non dà fastidio, e che si adatta bene al contesto. Le scene d'azione sono molto curate, purtroppo però in alcuni frangenti non sono molto comprensibili, almeno a una prima occhiata. Però ciò non toglie che l'intavolazione sia comunque molto riuscita. Inoltre Hiromoto fa spesso uso di splash page a doppia pagina per enfatizzare i momenti salienti della storia. Un grande lavoro è stato svolto anche nelle espressioni facciali dei personaggi, e nel design molto dettagliato delle strutture meccaniche.
Conclusioni:
Fortified school è un manga veramente ottimo. La storia è scritta bene, ha un ritmo molto frenetico, ma come detto non risulta affrettata. Così come non sono affrettati gli sviluppi nelle relazioni dei personaggi. I comprimari sono secondo me caratterizzati meglio di gran parte degli antagonisti. Avrei quindi preferito maggiore approfondimento su questi ultimi, soprattutto il preside. Un grande punto di forza sono le tematiche, e come esse vengono trattate, con forte impatto emotivo e scene spesso molto violente. Fortified school è quindi un manga che consiglio a chi sopporta la violenza, a chi ama quel tipo di ambientazione punk e a chi vuole godersi una storia con un gran ritmo. Un titolo che merita molto e che necessiterebbe dopo ormai 25 anni di una ristampa.
Voto: 8.
Sono un grandissimo fan di Shinichi Hiromoto, il suo stile è fulmineo, crudo, sporco, affascinante, esprime potenza e delirio, lo trovo eccezionale, soprattutto per storie così altrettanto fuori di testa.
"Fortified School" è scorretto, cattivo, violento, divertente e pieno di colpi di scena. Una lettura che in Giappone ebbe un successo inaspettato quando uscì su Afternoon nel '94, e anche qui in Italia a fine anni '90 (ora purtroppo è un manga dimenticato e mai riscoperto dai nuovi lettori, rip).
Non starò qui a scrivere la trama perché è già scritta nella scheda e odio i riassuntini, posso solo dirvi che è interessante, una trama fresca, che funziona, l'unica pecca che si può riscontrare è l'eccessiva rapidità negli ultimi volumi (questo non deve precludere l'acquisto dell'opera perché è assolutamente da leggere almeno una volta, fatevi 'sto regalo) è una goduria!
L'edizione è una classica edizione concepita dalla Star Comics negli anni '90, con le costine rosa ciocco e il titolo verde fluo, che per carità, ci può stare pensando al livello di pazzia presente in questo manga ma vederle in libreria non è il massimo (piccola critica di cui dovete sbattervene, io sono solo triste perché vorrei un edizione migliore).
Comunque è un manga che potete trovare usato facilmente, lo consiglio a tutti e soprattutto a chi non si è mai approcciato ai disegni di Hiromoto, neo lettori fatevi avanti!
"Fortified School" è scorretto, cattivo, violento, divertente e pieno di colpi di scena. Una lettura che in Giappone ebbe un successo inaspettato quando uscì su Afternoon nel '94, e anche qui in Italia a fine anni '90 (ora purtroppo è un manga dimenticato e mai riscoperto dai nuovi lettori, rip).
Non starò qui a scrivere la trama perché è già scritta nella scheda e odio i riassuntini, posso solo dirvi che è interessante, una trama fresca, che funziona, l'unica pecca che si può riscontrare è l'eccessiva rapidità negli ultimi volumi (questo non deve precludere l'acquisto dell'opera perché è assolutamente da leggere almeno una volta, fatevi 'sto regalo) è una goduria!
L'edizione è una classica edizione concepita dalla Star Comics negli anni '90, con le costine rosa ciocco e il titolo verde fluo, che per carità, ci può stare pensando al livello di pazzia presente in questo manga ma vederle in libreria non è il massimo (piccola critica di cui dovete sbattervene, io sono solo triste perché vorrei un edizione migliore).
Comunque è un manga che potete trovare usato facilmente, lo consiglio a tutti e soprattutto a chi non si è mai approcciato ai disegni di Hiromoto, neo lettori fatevi avanti!
[<b>ATTENZIONE! CONTIENE SPOILER!</b>]
Avevo letto il primo numero di Fortified School a dodici anni e ne ero rimasta enormemente colpita.
Ma le uscite in edicola erano discontinue e all'epoca non c'era Internet, così non riuscii a reperire gli altri numeri. Recentemente sono riuscita ad acquistare l'intera opera, speranzosa di addentrarmi in una lettura molto intensa. Invece si è rivelata una vera delusione. Il primo volume è come lo ricordavo, molto interessante, viste le premesse:
Nel terzo millennio il Giappone, in seguito al crollo dell'istituzione scolastica, ha abolito il Ministero della Pubblica Istruzione in favore della nascita del Ministero Disciplinare Scolastico. L’imponente complesso del liceo Kyokujito si trova su un'isola sperduta, circondato da una folta vegetazione e alte mura. Come Alcatraz. Dove è impossibile fuggire. E dove vengono rinchiusi gli studenti più problematici e aggressivi che saranno trattati nei modi peggiori e brutali. Più che una scuola sembrerebbe un carcere minorile. Perchè va detto che qui gli studenti possono anche morire dalle percosse subite, e nessuno potrà mai aiutarli né tutelarli: la parola degli insegnanti e del Preside è legge! I docenti hanno anche il diritto di decidere sulla vita dei "detenuti". E in questo singolare istituto arrivano tre nuovi studenti: Mei Mato, Gentaro, e l’androgino Itsuki. Gentaro è il classico bullo dal carattere vivace e prepotente, ma molto divertente, e si scopre subito essere molto generoso e altruista; Itsuki è un ragazzino riservato, che cerca di tenere un'aria da duro per farsi rispettare, ma si scoprirà subito trattarsi di una donna, arrivata lì per scoprire le cause della morte di suo fratello, avvenuta proprio nell'istituto; in ultimo, il misterioso e tenebroso Mei Mato, un ragazzo dall'aura singolare, sempre taciturno e legato in modo da non poter far del male. Da subito questo personaggio colpisce per il suo carisma, e ben presto si scopre non essere davvero umano. Il singolare trio fa subito amicizia, con un rapporto molto intenso: vi è collaborazione, compassione, altruismo.
Queste erano le premesse del primo volume, peccato che dal secondo la trama cala vertiginosamente in un'altra atmosfera. Entrano in scena nuovi inquietanti (e spesso futili e insignificanti) personaggi, ma soprattutto, la trama viene stravolta. Cambia completamente in direzione del fantasy, perdendo tutte le caratteristiche interessanti lanciate nel primo volume. Bisogna dire che la narrazione scorre fluida, con molti colpi di scena. Tuttavia non mi ha convinto. Anzi, più andavo avanti, meno mi piaceva la lettura in termini di trama. Molte scene erano davvero inquietanti, nauseanti. Lo stile di disegno è molto particolare, le scene cupe, gli sguardi folli, deliranti, le donne troppo stereotipate, tutte col fisico da fotomodella e il seno pompato come dei palloncini, tavole troppo scure, e spesso abbozzate. Nelle scene di combattimento spesso faticavo a seguire l'azione tanto il tratto era confuso. No, non fa per me. Il mio voto è 4.5 per trama e disegni scarsissimi. Una volta concluso l'ultimo volume non mi è rimasto nulla come emozione, solo una gran delusione per un'opera che aveva del grande potenziale ma è stato sfruttato malissimo. Avevo grandi speranze per quest'opera, diventate vane. Un peccato davvero, non ne consiglio l'acquisto.
Avevo letto il primo numero di Fortified School a dodici anni e ne ero rimasta enormemente colpita.
Ma le uscite in edicola erano discontinue e all'epoca non c'era Internet, così non riuscii a reperire gli altri numeri. Recentemente sono riuscita ad acquistare l'intera opera, speranzosa di addentrarmi in una lettura molto intensa. Invece si è rivelata una vera delusione. Il primo volume è come lo ricordavo, molto interessante, viste le premesse:
Nel terzo millennio il Giappone, in seguito al crollo dell'istituzione scolastica, ha abolito il Ministero della Pubblica Istruzione in favore della nascita del Ministero Disciplinare Scolastico. L’imponente complesso del liceo Kyokujito si trova su un'isola sperduta, circondato da una folta vegetazione e alte mura. Come Alcatraz. Dove è impossibile fuggire. E dove vengono rinchiusi gli studenti più problematici e aggressivi che saranno trattati nei modi peggiori e brutali. Più che una scuola sembrerebbe un carcere minorile. Perchè va detto che qui gli studenti possono anche morire dalle percosse subite, e nessuno potrà mai aiutarli né tutelarli: la parola degli insegnanti e del Preside è legge! I docenti hanno anche il diritto di decidere sulla vita dei "detenuti". E in questo singolare istituto arrivano tre nuovi studenti: Mei Mato, Gentaro, e l’androgino Itsuki. Gentaro è il classico bullo dal carattere vivace e prepotente, ma molto divertente, e si scopre subito essere molto generoso e altruista; Itsuki è un ragazzino riservato, che cerca di tenere un'aria da duro per farsi rispettare, ma si scoprirà subito trattarsi di una donna, arrivata lì per scoprire le cause della morte di suo fratello, avvenuta proprio nell'istituto; in ultimo, il misterioso e tenebroso Mei Mato, un ragazzo dall'aura singolare, sempre taciturno e legato in modo da non poter far del male. Da subito questo personaggio colpisce per il suo carisma, e ben presto si scopre non essere davvero umano. Il singolare trio fa subito amicizia, con un rapporto molto intenso: vi è collaborazione, compassione, altruismo.
Queste erano le premesse del primo volume, peccato che dal secondo la trama cala vertiginosamente in un'altra atmosfera. Entrano in scena nuovi inquietanti (e spesso futili e insignificanti) personaggi, ma soprattutto, la trama viene stravolta. Cambia completamente in direzione del fantasy, perdendo tutte le caratteristiche interessanti lanciate nel primo volume. Bisogna dire che la narrazione scorre fluida, con molti colpi di scena. Tuttavia non mi ha convinto. Anzi, più andavo avanti, meno mi piaceva la lettura in termini di trama. Molte scene erano davvero inquietanti, nauseanti. Lo stile di disegno è molto particolare, le scene cupe, gli sguardi folli, deliranti, le donne troppo stereotipate, tutte col fisico da fotomodella e il seno pompato come dei palloncini, tavole troppo scure, e spesso abbozzate. Nelle scene di combattimento spesso faticavo a seguire l'azione tanto il tratto era confuso. No, non fa per me. Il mio voto è 4.5 per trama e disegni scarsissimi. Una volta concluso l'ultimo volume non mi è rimasto nulla come emozione, solo una gran delusione per un'opera che aveva del grande potenziale ma è stato sfruttato malissimo. Avevo grandi speranze per quest'opera, diventate vane. Un peccato davvero, non ne consiglio l'acquisto.
Fortified School è un manga del 1995, scritto da Takeshi Narumi e disegnato da Shinichi Hiromoto.
Ci troviamo da subito catapultati in una scuola-penitenziario, all'interno della quale vige la legge del più forte e la violenza la fa da padrona. Seguiamo le vicende di tre coloriti personaggi: Gentaro Matusda, un ragazzo dalla faccia tosta ma coraggioso e leale verso gli amici, Itsuki Takizawa, più moderato e cerebrale, e Mei Mato, un'individuo misterioso ed inquietante che viene addirittura trattenuto in catene come misura di sicurezza.
Le vicendesi principali si svolgono tutte all'interno della struttura scolastica, in un crescendo di colpi di scena che si dirigeranno velocemente verso mete a dir poco estreme dalla metà in poi, andando oltre il semplice rapporto tra studenti difficili e professori. In effetti Fortified School è uno di quei lavori che, secondo me, o si ama o si odia. Se è vero che col progredire della storia le premesse iniziali possono essere generalmente disattese, ciò però non vuol dire che il fumetto non abbia una propria linea di coerenza. Il lato più negativo, a mio avviso, è la sola presenza nel motore della trama di alcuni dettagli un poco forzati per giustificare le varie assurdità (non in senso dispregiativo) partorite dalla mente dell'autore.
È fuor di dubbio che la forza di questo manga è l'opera grafica, unica nel suo genere, che richiama atmosfere trash e punk e rievoca grandiosamente una faccia degli anni '90, con i suoi graffiti da ghetto e i bulli impellettati figli dei guerrieri della strada. Osservando i personaggi di Fortified School, con i loro ciuffi ribelli e ondulati verso l'alto, le facce e gli occhi allungati, mi sono tornati in mente vecchi ricordi, simboli e mascotte di quel tempo, come per esempio Fido Dido, il duo Flik Flak degli orologi svizzeri, i Rugrats, e tante altre cose della mia infanzia che da tempo avevo lasciato nel dimenticatoio. E' stato un bel tuffo nel passato. Sul finale oserei dire che c'è anche qualcosa nella scelta grafica che ricorda i vari Final Fantasy, ma non posso dire di più per non spoilerare.
L'aspetto più geniale sono i dettagli ironici o sarcastici che tappezzano qua e là le tavole: slogan grafici allusivi di carattere sessuale oppure riferimenti simbolici che contrastano con le parole e l'essenza dei personaggi, irridendoli sottilmente.
Se è vero che alcuni possono storcere il naso davanti alle assurdità nell'evoluzione della trama, mi preme di dire che le scelte azzardate sono accompagnate da alcuni clichè della letteratura, alcuni addirittura romantici, che sono piccoli respiri all'interno di una storia fatta per essere folle, violenta, grottesca ma, per questo, godibile. Così è, quando non c'è più alcuna regola che ci si aspetti venga seguita.
Ci troviamo da subito catapultati in una scuola-penitenziario, all'interno della quale vige la legge del più forte e la violenza la fa da padrona. Seguiamo le vicende di tre coloriti personaggi: Gentaro Matusda, un ragazzo dalla faccia tosta ma coraggioso e leale verso gli amici, Itsuki Takizawa, più moderato e cerebrale, e Mei Mato, un'individuo misterioso ed inquietante che viene addirittura trattenuto in catene come misura di sicurezza.
Le vicendesi principali si svolgono tutte all'interno della struttura scolastica, in un crescendo di colpi di scena che si dirigeranno velocemente verso mete a dir poco estreme dalla metà in poi, andando oltre il semplice rapporto tra studenti difficili e professori. In effetti Fortified School è uno di quei lavori che, secondo me, o si ama o si odia. Se è vero che col progredire della storia le premesse iniziali possono essere generalmente disattese, ciò però non vuol dire che il fumetto non abbia una propria linea di coerenza. Il lato più negativo, a mio avviso, è la sola presenza nel motore della trama di alcuni dettagli un poco forzati per giustificare le varie assurdità (non in senso dispregiativo) partorite dalla mente dell'autore.
È fuor di dubbio che la forza di questo manga è l'opera grafica, unica nel suo genere, che richiama atmosfere trash e punk e rievoca grandiosamente una faccia degli anni '90, con i suoi graffiti da ghetto e i bulli impellettati figli dei guerrieri della strada. Osservando i personaggi di Fortified School, con i loro ciuffi ribelli e ondulati verso l'alto, le facce e gli occhi allungati, mi sono tornati in mente vecchi ricordi, simboli e mascotte di quel tempo, come per esempio Fido Dido, il duo Flik Flak degli orologi svizzeri, i Rugrats, e tante altre cose della mia infanzia che da tempo avevo lasciato nel dimenticatoio. E' stato un bel tuffo nel passato. Sul finale oserei dire che c'è anche qualcosa nella scelta grafica che ricorda i vari Final Fantasy, ma non posso dire di più per non spoilerare.
L'aspetto più geniale sono i dettagli ironici o sarcastici che tappezzano qua e là le tavole: slogan grafici allusivi di carattere sessuale oppure riferimenti simbolici che contrastano con le parole e l'essenza dei personaggi, irridendoli sottilmente.
Se è vero che alcuni possono storcere il naso davanti alle assurdità nell'evoluzione della trama, mi preme di dire che le scelte azzardate sono accompagnate da alcuni clichè della letteratura, alcuni addirittura romantici, che sono piccoli respiri all'interno di una storia fatta per essere folle, violenta, grottesca ma, per questo, godibile. Così è, quando non c'è più alcuna regola che ci si aspetti venga seguita.
<i>"Siamo agli albori del terzo millennio... il governo giapponese, in seguito al crollo dell'istituzione scolastica, ha abolito il ministero della pubblica istruzione in favore della nascita del ministero disciplinare scolastico..."</i>
Il concept iniziale è buono, Takeshi Narumi riesce a creare in una scuola prigione una mini-società dove il sesso, la droga e la violenza fanno da padroni. Il tutto corredato dai disegni di Sin-ichi Hiromoto.
La trama del manga si presenta bene ma si allontana per presto dall'argomento centrale per dare, purtroppo, spazio ad altri e anche i colpi di scena non riescono a soddisfare il lettore pienamente, quello che salva il manga sono certe scelte stilistiche azzeccate che riescono a donargli un poco di originalità.
Ma c'è poco da girarci attorno, il protagonista del manga sono i disegni di Hiromoto. Riescono a sposarsi perfettamente con l'ambientazione creando immagini d'effetto, passando da tratti sporchi, figure dettagliatissime e tratti puliti creando uno stile sicuramente personale che fa salire l'opera ad un altro livello.
Purtroppo come già detto il manga si allontana stilisticamente dai primi capitoli, che si rivelano veramente uno specchio per le allodole, il manga diventa molto meno crudo e si avvicina ad un'ambientazione troppo fantasy, vengono presentati personaggi inutili e quelli principali vengono dimenticati e raccolti quando opportuno. I combattimenti non prendono il lettore e i disegni confusionari non aiutano sicuramente ad apprezzarli. Scelte stilistiche come le "pistole-moto" aiutano a capire che questi tocchi di "trash" sarebbero potuti essere valorizzati molto di più, azione nota nell'ambito cinematografico da registi come Tarantino, per esempio.
In conclusione, il mio voto è un 6.5, perché il manga presenta un potenziale non utilizzato e continua in un climax discendente - sia per quanto riguarda la storia che per i disegni - rendendo la lettura pesante per il lettore, che lo continuerà per inerzia, più che per curiosità. Ritengo la lettura deludente, ma ritengo che Hiromoto sia dotato di uno stile molto personale e spero di poterlo ritrovare in prodotti più maturi.
Il concept iniziale è buono, Takeshi Narumi riesce a creare in una scuola prigione una mini-società dove il sesso, la droga e la violenza fanno da padroni. Il tutto corredato dai disegni di Sin-ichi Hiromoto.
La trama del manga si presenta bene ma si allontana per presto dall'argomento centrale per dare, purtroppo, spazio ad altri e anche i colpi di scena non riescono a soddisfare il lettore pienamente, quello che salva il manga sono certe scelte stilistiche azzeccate che riescono a donargli un poco di originalità.
Ma c'è poco da girarci attorno, il protagonista del manga sono i disegni di Hiromoto. Riescono a sposarsi perfettamente con l'ambientazione creando immagini d'effetto, passando da tratti sporchi, figure dettagliatissime e tratti puliti creando uno stile sicuramente personale che fa salire l'opera ad un altro livello.
Purtroppo come già detto il manga si allontana stilisticamente dai primi capitoli, che si rivelano veramente uno specchio per le allodole, il manga diventa molto meno crudo e si avvicina ad un'ambientazione troppo fantasy, vengono presentati personaggi inutili e quelli principali vengono dimenticati e raccolti quando opportuno. I combattimenti non prendono il lettore e i disegni confusionari non aiutano sicuramente ad apprezzarli. Scelte stilistiche come le "pistole-moto" aiutano a capire che questi tocchi di "trash" sarebbero potuti essere valorizzati molto di più, azione nota nell'ambito cinematografico da registi come Tarantino, per esempio.
In conclusione, il mio voto è un 6.5, perché il manga presenta un potenziale non utilizzato e continua in un climax discendente - sia per quanto riguarda la storia che per i disegni - rendendo la lettura pesante per il lettore, che lo continuerà per inerzia, più che per curiosità. Ritengo la lettura deludente, ma ritengo che Hiromoto sia dotato di uno stile molto personale e spero di poterlo ritrovare in prodotti più maturi.
La mente di Takeshi Narumi, vincitore a soli 19 anni di un premio targato Sueisha, partorisce un’idea alquanto malsana e malata e si sposa perfettamente con lo stile di disegno rozzo e rigorosamente trash di un giovane Hiromoto alle prime armi. Il risultato è tanto inaspettato quanto sconvolgente, visto che il prodotto finale si farà ricordare a lungo dagli appassionati.
Il risultato di critica e pubblico è stato inaspettato anche in Italia, dove la Starcomics lo ha fatto approdare nella collana Storie di Kappa con scarse aspettative, talmente basse che non è stato nemmeno scritto il numero sulla copertina del primo volumetto, ma il successo esponenziale a portato la casa editrice alla serializzazione dello stesso dopo un anno dal debutto.
Nel terzo millennio il Giappone soffre una grave crisi scolastica e l’unica soluzione a cui sono riusciti ad arrivare è drastica, istituire il Ministero Disciplinare Scolastico. In cima ad una montagna, protetta ancora da ulteriori mura e difese di sicurezza, si staglia l’imponente complesso del Liceo Kyokujito gestito da questo nuovo Ministero, dove vengono rinchiusi gli studenti più problematici e vengono trattati nei modi peggiori e brutali che possono venire in mente, pur di riuscire a inculcargli qualcosa. Appena arrivati in questo tugurio sono il tenebroso Mei Mato, il ribelle Gentaro e l’androgino Itsuki che presto stringeranno amicizia e si inoltreranno nell’oscuro mondo che si nasconde dietro la facciata di questo istituto.
La storia inizialmente potrebbe non essere gradita a tutti, si notano subito i dialoghi rozzi e le varie gag tra il demente ed il volgare, il tutto condito da scene di violenza e gag pesantemente trash. Però appena si cominciano a delineare la trama, ovvero il desiderio di Itsuki di ritrovare il fratello, e le personalità dei protagonisti si fanno più interessanti si comincia ad assaporare la vera atmosfera cupa che permea l’opera e già a partire con il secondo volume inizia l’incredibile discesa libera di rivelazioni e colpi di scena che, oltre a tenere sempre alta la tensione narrativa e l’attenzione del lettore, regalano una storia sempre più profonda, varia ed interessante. Il tutto, dopo una piccola frazione incentrata quasi solo sui combattimenti ma con sempre presenti risvolti inaspettati, giunge a giusta conclusione che non mancherà di stupire ed emozionare grazie ai sacrifici e i momenti dove bene e male si confondono.
La cosa che lascia più basiti forse è dove va a parare l’autore, la storia nel complesso si basa su un filone scientifico che, seppur su binari totalmente originali, riguarda l’evoluzione e il DNA, giungendo a sorprendenti conclusioni. Ma il tutto è mosso dall’emotività, visto che tutto ciò che accadrà sarà grazie ai sentimenti, grazie all’inaspettato amore che entrerà in scena tra alcuni personaggi e soprattutto grazie alle amicizie solide e leali che si instaureranno, unite da un solido desiderio di libertà.
I disegni di Hiromoto sono folli, deliranti e sicuramente originali. Dopo le prime tavole pesanti e quasi solamente abbozzate si nota come ad ogni pagina aumenti il carico di carisma e personalità che il pennino dell’autore imprime nelle tavole, il tutto passa attraverso un tratto mutevole, da linee morbide ed insicure a pennellate forti, pesanti e sporche, donando una varietà incredibile che viene accuratamente giostrata attraverso le varie situazioni, perfetta per sottolineare le varie scene.
Degna di nota è la cura doviziosa dei particolari, notabile in varie scene dove l’autore da tutto se stesso per riempirle di drammaticità oppure anche situazioni più semplici, basta notare come si diverta a riempire i muri di graffiti e scritte, ma non bisogna dimenticare la maestria di creare mostri spaventosi e cupi. È difficile riuscire a riassumere lo stile psicopatico dell’autore, è mutevole, sia nel tempo che in ogni tavola e regala moltissime sorprese anche a livello registico con dinamiche prospettive.
Le uniche pecche sono alcune situazioni non proprio chiarissime, oppure qualche rara scelta discutibile nel design delle armi (il picco più basso probabilmente è raggiunto dalle pistole giganti volanti) ma lì si entra molto nel gusto personale.
L’edizione Italiana è inaspettatamente gradevole, a parte la mancanza del numero sulla prima cover che farà imbufalire i fan. Il prezzo economico è perfetto per i materiali utilizzati: una copertina che sembra rompersi o rovinarsi al primo sguardo racchiude, con una rilegatura abbastanza fragile, le pagine dai toni grigi che evitano però fastidiose trasparenze e allo stesso tempo permette di gustare i disegni ricchi di neri e toni grigi.
Un applauso è doveroso per i bravissimi adattatori, il senso di lettura è ribaltato ma con grande impegno tutte le onomatopee son tradotte e riscritte, ma il vero pregio è la cura con il quale sono state rieditate anche le urla che spesso e volentieri sfondano i confini del baloon, utilizzando sempre stili di scrittura idonei allo stile dell’autore.
Un’opera in continua evoluzione, violenta e sanguinaria e permeata dallo stile trash atipico di Hiromoto, si basa su particolari teorie evoluzionistiche ed è mossa dall’amore, dall’amicizia e desideri. Mai in un'opera tanti generi diversi e disparati son stati uniti e mescolati con grande cura dando vita così ad un lavoro unico ed indimenticabile.
Il risultato di critica e pubblico è stato inaspettato anche in Italia, dove la Starcomics lo ha fatto approdare nella collana Storie di Kappa con scarse aspettative, talmente basse che non è stato nemmeno scritto il numero sulla copertina del primo volumetto, ma il successo esponenziale a portato la casa editrice alla serializzazione dello stesso dopo un anno dal debutto.
Nel terzo millennio il Giappone soffre una grave crisi scolastica e l’unica soluzione a cui sono riusciti ad arrivare è drastica, istituire il Ministero Disciplinare Scolastico. In cima ad una montagna, protetta ancora da ulteriori mura e difese di sicurezza, si staglia l’imponente complesso del Liceo Kyokujito gestito da questo nuovo Ministero, dove vengono rinchiusi gli studenti più problematici e vengono trattati nei modi peggiori e brutali che possono venire in mente, pur di riuscire a inculcargli qualcosa. Appena arrivati in questo tugurio sono il tenebroso Mei Mato, il ribelle Gentaro e l’androgino Itsuki che presto stringeranno amicizia e si inoltreranno nell’oscuro mondo che si nasconde dietro la facciata di questo istituto.
La storia inizialmente potrebbe non essere gradita a tutti, si notano subito i dialoghi rozzi e le varie gag tra il demente ed il volgare, il tutto condito da scene di violenza e gag pesantemente trash. Però appena si cominciano a delineare la trama, ovvero il desiderio di Itsuki di ritrovare il fratello, e le personalità dei protagonisti si fanno più interessanti si comincia ad assaporare la vera atmosfera cupa che permea l’opera e già a partire con il secondo volume inizia l’incredibile discesa libera di rivelazioni e colpi di scena che, oltre a tenere sempre alta la tensione narrativa e l’attenzione del lettore, regalano una storia sempre più profonda, varia ed interessante. Il tutto, dopo una piccola frazione incentrata quasi solo sui combattimenti ma con sempre presenti risvolti inaspettati, giunge a giusta conclusione che non mancherà di stupire ed emozionare grazie ai sacrifici e i momenti dove bene e male si confondono.
La cosa che lascia più basiti forse è dove va a parare l’autore, la storia nel complesso si basa su un filone scientifico che, seppur su binari totalmente originali, riguarda l’evoluzione e il DNA, giungendo a sorprendenti conclusioni. Ma il tutto è mosso dall’emotività, visto che tutto ciò che accadrà sarà grazie ai sentimenti, grazie all’inaspettato amore che entrerà in scena tra alcuni personaggi e soprattutto grazie alle amicizie solide e leali che si instaureranno, unite da un solido desiderio di libertà.
I disegni di Hiromoto sono folli, deliranti e sicuramente originali. Dopo le prime tavole pesanti e quasi solamente abbozzate si nota come ad ogni pagina aumenti il carico di carisma e personalità che il pennino dell’autore imprime nelle tavole, il tutto passa attraverso un tratto mutevole, da linee morbide ed insicure a pennellate forti, pesanti e sporche, donando una varietà incredibile che viene accuratamente giostrata attraverso le varie situazioni, perfetta per sottolineare le varie scene.
Degna di nota è la cura doviziosa dei particolari, notabile in varie scene dove l’autore da tutto se stesso per riempirle di drammaticità oppure anche situazioni più semplici, basta notare come si diverta a riempire i muri di graffiti e scritte, ma non bisogna dimenticare la maestria di creare mostri spaventosi e cupi. È difficile riuscire a riassumere lo stile psicopatico dell’autore, è mutevole, sia nel tempo che in ogni tavola e regala moltissime sorprese anche a livello registico con dinamiche prospettive.
Le uniche pecche sono alcune situazioni non proprio chiarissime, oppure qualche rara scelta discutibile nel design delle armi (il picco più basso probabilmente è raggiunto dalle pistole giganti volanti) ma lì si entra molto nel gusto personale.
L’edizione Italiana è inaspettatamente gradevole, a parte la mancanza del numero sulla prima cover che farà imbufalire i fan. Il prezzo economico è perfetto per i materiali utilizzati: una copertina che sembra rompersi o rovinarsi al primo sguardo racchiude, con una rilegatura abbastanza fragile, le pagine dai toni grigi che evitano però fastidiose trasparenze e allo stesso tempo permette di gustare i disegni ricchi di neri e toni grigi.
Un applauso è doveroso per i bravissimi adattatori, il senso di lettura è ribaltato ma con grande impegno tutte le onomatopee son tradotte e riscritte, ma il vero pregio è la cura con il quale sono state rieditate anche le urla che spesso e volentieri sfondano i confini del baloon, utilizzando sempre stili di scrittura idonei allo stile dell’autore.
Un’opera in continua evoluzione, violenta e sanguinaria e permeata dallo stile trash atipico di Hiromoto, si basa su particolari teorie evoluzionistiche ed è mossa dall’amore, dall’amicizia e desideri. Mai in un'opera tanti generi diversi e disparati son stati uniti e mescolati con grande cura dando vita così ad un lavoro unico ed indimenticabile.
Fortified School è un seinen scritto da Takeshi Narumi e disegnato da Shinichi Hiromoto e pubblicato in Italia tra il 1998 e il 2000 dalla Star Comics, conta 7 tankōbon.
La vicenda è narrata in un futuro, non troppo lontano dai nostri tempi, dove la criminalità e la violenza giovanile sono in costante aumento. Così per risolvere o attutire questo problema Il Ministro della pubblica istruzione da vita al Liceo Kyokujito, cioè una cittadella in mezzo alla foresta su un'isola disabitata dove i ragazzi sono costretti a vivere e dove i "professori" hanno in mano la vita e la morte degli studenti e le lezioni non hanno nulla di normale. I protagonisti di questa storia saranno tre nuovi studenti, Mei Mato, Gentaro Matsuda e Itsuki Takizwa che faranno i conti con la vera natura della loro "nuova" scuola.
Se si ha voglia di leggere un buon manga io consiglio fortemente questo, sia perché non dovrebbe essere difficile trovare gli arretrati, sia perché è uno dei manga più innovativi degli ultimi anni che con la crudezza della sua storia e delle sue immagini ci fa svolgere un viaggio al centro della malvagità, della follia e della perversione che sono al centro del genere umano.
Inoltre questo manga oltre alla trama fuori dagli schemi, offre al lettore continui colpi di scena che lo fa entrare il lettore in un atmosfera allucinante e quasi surreale.
Sicuramente non lo consiglio a tutti perché è un manga parecchio violento e con molti riferimenti al sesso, ma chi lo leggerà sicuramente non ne rimarrà deluso.
La vicenda è narrata in un futuro, non troppo lontano dai nostri tempi, dove la criminalità e la violenza giovanile sono in costante aumento. Così per risolvere o attutire questo problema Il Ministro della pubblica istruzione da vita al Liceo Kyokujito, cioè una cittadella in mezzo alla foresta su un'isola disabitata dove i ragazzi sono costretti a vivere e dove i "professori" hanno in mano la vita e la morte degli studenti e le lezioni non hanno nulla di normale. I protagonisti di questa storia saranno tre nuovi studenti, Mei Mato, Gentaro Matsuda e Itsuki Takizwa che faranno i conti con la vera natura della loro "nuova" scuola.
Se si ha voglia di leggere un buon manga io consiglio fortemente questo, sia perché non dovrebbe essere difficile trovare gli arretrati, sia perché è uno dei manga più innovativi degli ultimi anni che con la crudezza della sua storia e delle sue immagini ci fa svolgere un viaggio al centro della malvagità, della follia e della perversione che sono al centro del genere umano.
Inoltre questo manga oltre alla trama fuori dagli schemi, offre al lettore continui colpi di scena che lo fa entrare il lettore in un atmosfera allucinante e quasi surreale.
Sicuramente non lo consiglio a tutti perché è un manga parecchio violento e con molti riferimenti al sesso, ma chi lo leggerà sicuramente non ne rimarrà deluso.
Manga molto, molto interessante, sarà di sicuro nella mia collezione! I disegni sono molto particolari, lontani dai soliti manga a cui siamo abituati, ma ben fatti e ricchi di particolari. Veniamo adesso al genere. Il bello di quest'opera è che non ha un genere vero e proprio, ma è una combinazione di generi diversi perfettamente miscelati tra loro.
È un manga scolastico in quanto parla di teppistelli che vengono rinchiusi una "scuola" fortezza in cima a un promontorio e circondata da una foresta piena di bestie feroci, impossibile è quindi la fuga. È un manga d'azione perché gli ultimi arrivati - Itzuki Takizawa, Gentaro Masuda e il misteriosissimo Mei Mato - cominciano ad indagare e a ribellarsi ai misteri ed abusi della scuola. Da qui cominciano violenze, ribellioni, tradimenti, combattimenti epici, trasformazioni disumane, sangue e morte da ogni parte in una continua lotta per la sopravvivenza; tutto ciò introduce l'horror, lo splatter, la fantascienza e i superpoteri. Da tutto questo vengono fuori i veri caratteri dei personaggi: da teppisti a veri e propri eroi.
Fortified School è di sicuro tra i manga più belli che abbia mai letto fino ad oggi, e lo consiglio vivamente a tutti quanti.
È un manga scolastico in quanto parla di teppistelli che vengono rinchiusi una "scuola" fortezza in cima a un promontorio e circondata da una foresta piena di bestie feroci, impossibile è quindi la fuga. È un manga d'azione perché gli ultimi arrivati - Itzuki Takizawa, Gentaro Masuda e il misteriosissimo Mei Mato - cominciano ad indagare e a ribellarsi ai misteri ed abusi della scuola. Da qui cominciano violenze, ribellioni, tradimenti, combattimenti epici, trasformazioni disumane, sangue e morte da ogni parte in una continua lotta per la sopravvivenza; tutto ciò introduce l'horror, lo splatter, la fantascienza e i superpoteri. Da tutto questo vengono fuori i veri caratteri dei personaggi: da teppisti a veri e propri eroi.
Fortified School è di sicuro tra i manga più belli che abbia mai letto fino ad oggi, e lo consiglio vivamente a tutti quanti.
Questo manga passa da un 9 meritato della prima parte (3 numeri) ad un 5 della seconda parte. In partenza infatti la storia è molto avvincente e accattivante, i personaggi al limite del leggendario. Una trama originale con disegni di contorno interessanti seppur atipici. I protagonisti si ritrovano in questo nuovo mondo, una scuola fortezza su un promontorio da cui è impossibile uscirne e soprattutto uscirne vivi. Si cominciano prove di coraggio, gli studenti che vi accedono sono praticamente tutti teppisti, drogati, donne professioniste, ladri e assassini e i "professori" sono ben lieti di dar loro delle lezioni mooolto pesanti. Giorno dopo giorno gli studenti entrano in verticale ed escono in orizzontale. Il tutto, sempre nei primi numeri, è avvolto in un misterioso personaggio, Mei Mato, il vero protagonista della storia. Chi è e cosa ha fatto per meritare di essere all'interno della Fortified School?
Fin qui appunto tutto ottimo. Poi solo il degenero. La storia prende una piega che definire irreale è dire poco, animali preistorici e botte da orbi la fanno da padrone. A me è veramente piaciuto tantissimo nei primi 3/4 numeri, poi un pochino ne ha perso il fascino. In generale resta più che sufficiente e il consiglio di leggerlo è rivolto a tutti.
Fin qui appunto tutto ottimo. Poi solo il degenero. La storia prende una piega che definire irreale è dire poco, animali preistorici e botte da orbi la fanno da padrone. A me è veramente piaciuto tantissimo nei primi 3/4 numeri, poi un pochino ne ha perso il fascino. In generale resta più che sufficiente e il consiglio di leggerlo è rivolto a tutti.
Ecco in breve la trama: in un prossimo futuro il Giappone entrerà in una forte crisi sociale, specialmente giovanile, tanto che il Ministero della Pubblica Istruzione costruirà il liceo Kyokujito, la cosiddetta “Scuola Fortezza”, un luogo in cui vengono mandati i giovani delinquenti e disadattati nella speranza di “rieducarli”.
Tuttavia, presto i neo-entrati Gentaro Matsuda, Itsuki Takizawa e Mei Mato capiranno che le cose non stanno proprio come sembrano, e che il preside, Masamitsu Kuonji, coadiuvato dai vari “educatori” (come l’enormemente "educativo" Eddy Kurosaki), ha in mente ben altro…
In particolare, Mei Mato scoprirà molte cose, tanto della scuola quanto del proprio passato…
Questo manga è un mix tra azione, avventura e fantascienza di facile lettura, in cui non si fanno mancare scene di violenza e volgarità. Lo svolgimento della storia è raccontata in modo vivace, riuscendo a coinvolgere il lettore.
In tutto sono 7 volumi abbastanza corposi, di cui i primi sono a mio avviso i più interessanti, mentre gli ultimi si perdono parecchio nell’azione fine a se stessa e nello scialbo spettacolarismo, facendo subentrare troppi troppi personaggi. Si noto anche la frettolosità nel terminare questo manga, che avrebbe potuto aspirare a ben altro finale.
Storia che, comunque, nella sua globalità rimane interessante e godibile.
Tuttavia, presto i neo-entrati Gentaro Matsuda, Itsuki Takizawa e Mei Mato capiranno che le cose non stanno proprio come sembrano, e che il preside, Masamitsu Kuonji, coadiuvato dai vari “educatori” (come l’enormemente "educativo" Eddy Kurosaki), ha in mente ben altro…
In particolare, Mei Mato scoprirà molte cose, tanto della scuola quanto del proprio passato…
Questo manga è un mix tra azione, avventura e fantascienza di facile lettura, in cui non si fanno mancare scene di violenza e volgarità. Lo svolgimento della storia è raccontata in modo vivace, riuscendo a coinvolgere il lettore.
In tutto sono 7 volumi abbastanza corposi, di cui i primi sono a mio avviso i più interessanti, mentre gli ultimi si perdono parecchio nell’azione fine a se stessa e nello scialbo spettacolarismo, facendo subentrare troppi troppi personaggi. Si noto anche la frettolosità nel terminare questo manga, che avrebbe potuto aspirare a ben altro finale.
Storia che, comunque, nella sua globalità rimane interessante e godibile.
Esiste una scuola speciale per ragazzi con problemi comportamentali, ed è una fortezza gestita da un preside con potere di vita e di morte sugli studenti, che vengono sottoposti a incredibili misure disciplinari da parte di insegnati cyborg e da vere e proprie guardie armate.
Tuttavia tre studenti, finiti nella scuola-prigione per motivi diversi, decidono di investigare sulle sue misteriose regole, soprattutto su quella segreta, che provoca la morte di coloro che la infrangono, finendo per scatenare una vera guerra.
Al di là della trama, che può apparire un po' assurda sebbene originale, Fortified School è un manga ad alto potenziale drammatico e di azione, ricco di colpi di scena e di personaggi ben caratterizzati: la trama parte dalle premesse di una consueta storia scolastica e si evolve nei canoni della fantascienza, con risultati innovativi e interessanti.
Abbondano le scene di combattimento e di violenza, realizzate con tratto personale e ricco di ombreggiature, tutti elementi che rendono decisamente interessante questo titolo.
Tuttavia tre studenti, finiti nella scuola-prigione per motivi diversi, decidono di investigare sulle sue misteriose regole, soprattutto su quella segreta, che provoca la morte di coloro che la infrangono, finendo per scatenare una vera guerra.
Al di là della trama, che può apparire un po' assurda sebbene originale, Fortified School è un manga ad alto potenziale drammatico e di azione, ricco di colpi di scena e di personaggi ben caratterizzati: la trama parte dalle premesse di una consueta storia scolastica e si evolve nei canoni della fantascienza, con risultati innovativi e interessanti.
Abbondano le scene di combattimento e di violenza, realizzate con tratto personale e ricco di ombreggiature, tutti elementi che rendono decisamente interessante questo titolo.