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Geomdm

Volumi letti: 5/5 --- Voto 8
Premetto che l’acclamato anime di Capitan Harlock me lo ricordo vagamente e come personaggio non mi era nemmeno troppo simpatico. Proprio per questo, appena sono riuscito a reperire il manga l’ho voluto prendere subito e devo dire che non me ne sono affatto pentito.
Il manga mi ha fatto ricredere sul personaggio e sull’intera storia, mi ha fatto rivivere le misteriose atmosfere spaziali tipiche dello stile Leiji Matsumoto, che possiamo ritrovare nella maggior parte delle sue opere: Queen Emeraldas, Galaxy Express 999, Corazzata Yamato, L'Anello dei Nibelunghi, Corazzata Spaziotemporale Mahoroba; in quanto tutte collegate/intrecciate tra di loro con Capitan Harlock come opera madre. I personaggi tipici matsumotiani ci sono tutti, il tratto inconfondibile del mangaka calza a pennello con l’intera storia.
La trama è discreta e narra delle avventure spaziali della mitica nave pirata “Arcadia” e del suo equipaggio: comico e spensierato nelle situazioni di quiete, durante le quali ognuno fa ciò che più gli piace. Mentre in caso di battaglia, l’equipaggio si trasforma completamente diventando preparato e determinato, unendo le proprie forze sotto la stessa bandiera pirata, che è simbolo di Libertà. La storia fa anche riflettere sulla drammatica condizione egoistica in cui versa il nostro pianeta, in particolare critica come viene sfruttato egoisticamente dagli umani fino a danneggiarlo costantemente solo per raggiungere i propri interessi personali, senza pensare minimamente al prossimo e alle generazioni future. Ed innegabilmente rispecchia piuttosto bene la dura realtà. Comunque, le vicende ti fanno venire voglia di continuare a leggere senza interrompere mai la lettura nemmeno per un secondo fino alla fine del quinto volume; dopodiché siamo obbligati ad interrompere in quanto il manga viene troncato, quasi lasciato in sospeso in attesa di un seguito che purtroppo ancora non c’è stato. Proprio per questo do solo un 8, stiamo pur sempre parlando del creatore di Harlock, perché se l’avesse terminato avrebbe meritato sicuramente un 10.
I volumi editi da Goen sono di ottima fattura con sovracopertina a colori e in grande formato. Il prezzo è adeguato all’edizione. Nel complesso un'opera consigliata veramente a tutti, immancabile negli scaffali di un qualsiasi lettore di manga.


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Eva0

Volumi letti: 6/5 --- Voto 5
Ah "Capitan Harlock", che bel manga! Così hanno esordito alcuni amici che me lo hanno consigliato e gli stessi venditori di fumetti mi hanno suggerito di comprare "Capitan Harlock" piuttosto che un altro manga, poiché è una delle basi da cui ha tratto svariati spunti il manga moderno; e riconoscendo l'importanza delle opere di Matsumoto e comunque la poesia dello spazio profondo gli assegno un bel 5, che avrebbe dovuto essere un 4 senza punto sentimento. Nelle mie recensioni non ripeto mai la trama visto che è già descritta sopra e che comunque è molto avvincente di per se soprattutto per l'epoca, la mia insufficienza è da imputare a due motivi: troppo ripetitivo, Matsumoto è come Capitan Harlock, dice solo le stesse cose e le ripete fino all'esaurimento nervoso pur rimanendo comunque epico come personaggio; il finale, ma il finale non c'è, Matsumoto ha dimenticato di mandarlo alla casa editrice, la serie si conclude così, "The End".
Per dire qualcosa sul disegno, è particolare, piacevole a tratti ma niente di speciale. Non ho parlato degli altri personaggi perché li trovo odiosi, superficiali e abbastanza inutili, però questo è un parere puramente personale.


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Juri88

Volumi letti: 6/5 --- Voto 4
Il manga che ha ispirato uno dei tanti cartoni che hanno accompagnato la mia infanzia, pubblicato in una nuovissima edizione dalla Goen, non potevo assolutamente perdermelo. O almeno così pensavo...

Per poter godere maggiormente dalla lettura di questa storia occorre immergere il manga nell'epoca in cui è stato scritto, infatti tanti riferimenti che a noi possono sembrare astrusi e assurdi (in alcune situazioni per esempio si dice che l'uomo non deve mai essere umiliato da una donna) erano la normalità in quei tempi.

Per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi non ho nulla da dire, è a dir poco eccellente. In primis abbiamo l'epicità di Harlock con i suoi alti ideali, il suo personale senso di obbligo morale, libertà, amicizia e rispetto. Anche gli altri personaggi sono ben sviluppati e hanno un ruolo ben definito all'interno della storia, Daiba e Meeme sopra tutti.

Il manga propone una forte critica nei confronti di una società quasi suicida, che non si vuole bene e che ha perso per strada i propri ideali a favore di una vita tanto semplice e leggera quanto pericolosamente sull'orlo di un baratro. Un'altra aspra critica viene rivolta al governo che non si cura dei problemi reali e li nega in modo quasi scanzonato. Devo dire che l'assurdità è uno dei temi preponderanti in questo manga. In molti casi è positiva, come ad esempio l'aria goliardica che si respira sull'Arcadia, o lo stesso comportamento degli umani che vivono sul pianeta Terra. In alcuni casi invece non del tutto e, dal mio punto di vista, ne è l'esempio la stessa trama che la vedo fin troppo assurda, per come viene narrata, anche per una storia dai tratti fantascientifici. Certe scelte da parte dei personaggi, guidati da una cieca devozione ai loro ideali, compiono scelte a dir poco illogiche che, a volte, stonano un po' con il realismo. Ma in un certo senso è "perdonabile", questa è una storia assurda fatta di personaggi assurdi.

Una cosa che mi ha lasciato perplesso è lo stile dei disegni. Mi ero preparato al peggio quando, leggendo alcune recensioni, mi ero trovato di fronte a frasi come "Matsumoto, per i suoi disegni, o lo si ama o lo si odia". Non credo che si possa essere così estremisti. Devo ammettere che lo stile di Matsumoto non rientra minimamente nelle mie corde ma rispecchia perfettamente l'anima di questa storia e l'assurdità della stessa.

Fino a questo punto sono stati esposti aspetti positivi dell'opera, ma allora come mai merita un 4 dal mio punto di vista? Per un semplice motivo: il manga è incompleto. La storia non ha un finale e non perché ci viene data la possibilità di interpretarlo in quanto aperto, ma proprio perché non esiste. La narrazione viene tranciata improvvisamente, senza un motivo, quasi come se Matsumoto non avesse più avuto voglia di proseguire con questo manga. Allo stesso modo, in più di un'occasione, vengono citati personaggi importanti, per comprendere al meglio la trama, che non sono presenti in quest'opera e a cui sono state dedicate serie a parte. La trovo un'ottima strategia commerciale ma una pessima scelta che obbliga il lettore, che vorrebbe rivelare tutti i segreti dell'Arcadia e del suo equipaggio, ad acquistare anche le altre opere di Matsumoto. Questi elementi li vedo come un insulto e una presa in giro nei confronti del lettore e proprio per questi motivi, nonostante il manga sia mediamente positivo e carico di momenti poetici, epici, commoventi, non posso far altro che bocciare quello che credevo essere un manga cult, evidentemente reso tale dalla fama dell'anime.

Parlo sinceramente quando dico che avrei preferito risparmiare i soldi per acquistare qualcosa di migliore.


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3000

Volumi letti: 6/5 --- Voto 10
Capitan Harlock è una di quelle opere che non si limita ad essere letta e poi riposta. Spazza via queste barriere, come fa l'Arcadia con i suoi avversari, per venire personalmente a prenderci ed invitarci a bordo, in modo da poter vivere con Harlock e il suo equipaggio le varie avventure che lo spazio offre ed imparare cosi ad apprezzare tutti quei valori che caratterizzano questo manga: l'amicizia, l'amore per la libertà, l'importanza dei propri ideali...

Per quanto riguarda la trama (che non riscrivo, visto che è scritta sopra) bisogna dire che si sviluppa magnificamente: la storia prende, fa venire voglia di non smettere di leggere, l'attenzione nel lettore rimane costante, grazie anche ai vari misteri che ruotano intorno alle Mazionane. Misteri che si risolvono, avanzando nella storia, ma che, risolvendosi, lasciano lo spazio ad altri. E quindi via, l'Arcadia riparte e, con lei, noi lettori.
Nell'opera è chiaramente presente una critica all'umanità, al suo modo di essere, di divorare tutto per semplice appagamento personale. Matsumoto non si fa problemi ad esporre questo suo pensiero: sin dalle prime pagine, infatti, il lettore può notare con estrema facilità il degrado raggiunto dall'umanità nel comportamento del primo ministro del governo della Federazione Terrestre, usato dall'autore come simbolo della bassezza raggiunta dall'uomo. Difatti egli è un omuncolo che, rannicchiato nelle sue coperte, invece di curarsi di un'enorme sfera caduta dal cielo(e della morte di eminenti scienziati) si preoccupa di eventuali ritardi per quanto riguarda il suo amatissimo golf.

Parlando invece dei disegni si possono notare subito le differenze che corrono tra personaggi secondari e primari. Matsumoto usa uno stile non molto definito quando deve rappresentare personaggi che influiscono poco o niente sulla storia. Salendo di "grado" subito si nota che, nel disegnare i membri dell'Arcadia per esempio, mantenendo sempre quel suo stile, Matsumoto li rende più dettagliati, in modo da essere facilmente identificabili. Discorso a parte per quanto rigurda il Capitano e le donne.
Nel primo caso Matsumoto realizza un personaggio ricco di carisma anche solo da un punto di vista estetico: benda sull'occhio, cicatrice, divisa da pirata...Insomma è realizzato in maniera ottima, come si addice ad un protagonista. Per quanto riguarda le donne bisogna dire che l'autore le disegna in maniera simile fra loro (fatta eccezione per la vecchia cuoca dell'Arcadia) e con una determinata caratteristica in comune: la bellezza.
Grande è l'abilità del mangaka nel rappresentare il viaggio dell'Arcadia nello spazio: momenti di pura poesia sono le doppie pagine prive di dialoghi e onomatopee di qualunque tipo in cui è presente solo l'astronave e lo spazio sconfinato. Astronave che (un po' come tutti i veicoli spaziali dopotutto) Matsumoto caratterizza benissimo, esternamente ed internamente.

In conclusione bisogna dire che Capitan Harlock è un manga che tutti dovrebbero leggere. Ha un'ottima storia, personaggi verso i quali nasce subito una forte empatia. E' un vero maestro, in grado di farci arrivare facilmente tutti quei valori elencati prima, in maniera decisa ma dolce allo stesso tempo (un po' come il carattere del Capitano). E' un manga carico di poesia, quella poesia dolcemente malinconica che caratterizza quel mare sconfinato che è l'Universo e che pervade il fumetto in ogni pagina, soprattutto alla fine, momento in cui viene raggiunto l'apice.
Ritengo dunque che Capitan Harlock sia un manga da 10. Non è facile trovare un fumetto in cui sono fusi insieme una bella storia, personaggi degni di nota, nobili valori ed ideali e momenti di pura poesia.

« L'universo è la mia casa... la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca, e mi invita a vivere senza catene... la mia bandiera è un simbolo di Libertà. »


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Akeiron

Volumi letti: 4/5 --- Voto 8
Potendomelo permettere, mi sono tolto lo sfizio di leggere i manga che hanno ispirato i cartoni animati della mia infanzia: dopo Queen Emeraldas, l'Anello del Nibelungo e la Regina dei Mille Anni, non potevo lasciarmi sfuggire anche l'originale serie di Capitan Harlock contro la regina Raflesia di Mazone, che è di gran lunga il migliore tra questi. Proprio per questo la tragedia che adesso dirò è ancora peggiore: la serie è INCOMPLETA. Immaginate pure il mio disappunto nel constatare che, per sapere come andrà a finire tra l'eroe e la regina Raflesia, al momento ci si deve accontentare dell'anime e sperare che Matsumoto non tiri le cuoia, data l'età già abbastanza avanzata, anche se la probabilità che si decida a finirla è infinitesima. Peggio di tutto è che la serie si conclude poco prima della battaglia decisiva! Come dire, ARGH!

Comunque, ritornando al manga, Harlock è l'archetipo dell'eroe, del rivoluzionario: anarchico, ligio ai propri ideali di giustizia incondizionata, un tantino estremista, leader di un gruppo di compagni (MAI considerati come sottoposti) che darebbero la vita per lui e per la nave, l'Arcadia. Dall'altra ci sono le perfide Mazoniane, terribili e bellissime donne-vegetali che vogliono invadere la Terra. Se muoiono prendono fuoco, una cosa che vedendo l'anime mi ha sempre fatto venire i brividi. A rendere più intenso e disperato il racconto, è la totale inettitudine dei terrestri. Membri di una società decadente e priva di valori, sono governati da individui men che mediocri che li tengono volentieri nell'ignoranza per dedicarsi unicamente al proprio piacere personale. Come dire: tanti a saluti a chi vorrebbe rivedere questo cartone in TV.

Ad ogni modo, a coadiuvarlo, almeno un personaggio spicca in modo sublime per la sua poeticità e unicità: parlo di Meeme, l'angelo custode che veglia sull'equipaggio, la stranissima aliena alcolizzata che canta della sua solitudine sul ponte deserto dell'Arcadia. Un'intuizione molto recente, dovuta alla lettura di questo manga, mi svela la sua natura. A pensarci, infatti, gli eroi sono personaggi estremi e tendenzialmente solitari, mentre Harlock è alla guida di una grande famiglia. Quindi non si può dire che sia effettivamente solo. Ma ecco che Meeme si può interpretare come un simbolo allegorico della solitudine dell'eroe, che da questo si stacca e assume consistenza (volendo fare il gioco di parole, si ALIENA da lui), anche se non può né intende esistere separata, da cui la devozione per il suo "salvatore". A mio parere, di fronte a una cosa del genere bisogna togliersi il cappello. Oltretutto, gli altri personaggi assumono ruoli specifici nell'universo pedagogico di Matsumoto, ma sarebbe davvero troppo lungo da spiegare e non è il caso di annoiare.

Per quanto riguarda la fantascienza narrata, in quest'opera essa si fa più coerente e meno infarcita di tecnoballe rispetto altre opere del nostro. Il disegno rimane inconfondibile ed unico. Va ribadito che non c'è da aspettarsi personaggi rotondi e moderni da un punto di vista narrativo, perché Matsumoto non ne ha mai creati, che io sappia. Nonostante ciò, la lettura è abbastanza piacevole e presenta persino qualche siparietto divertente, cosa rarissima a vedersi nel Leijiverse. Se fosse terminata, quest'opera sarebbe una cosina carina, da possedere assolutamente. Così com'è, rimane purtroppo il classicone per chi sa cosa compra o per i fan del mitico capitano tutto nero.

I 4 volumi da me letti sono la seconda (credo) edizione della D/Visual, che vale quasi tutti i soldi che costa. Mi sarebbe piaciuto vedere più pagine a colori o in quadricomia, che invece sono pochissime, ma pace.


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Lybra

Volumi letti: 4/5 --- Voto 10
Quest'opera di Matsumoto è veramente una pietra miliare nell'universo fantascientifico delle opere di fantasia, non solo per quanto riguarda i manga, ma proprio tutto il genere letterario di tutti i paesi.

Il manga è, come nel caso delle opere di Ishinomori, una feroce critica all'umanità, alla perdita di sentimenti e passini da parte dell'umanità ormai dedita solo all'ozio o troppo catapultata nel consumismo occidentale; l'Arcadia, Harlock, Daiba e tutto il resto è solo un "condimento" per fare una riflessione molto più ampia sulla società e sull'umanità più in generale, proprio per le tematiche trattate non mi sento di dire che sia "per tutti", ma solo per palati fini perché se non si coglie la profondità dell'opera oltre a tante tavole di astronavi ed esplosioni, non c'è molto altro da vedere, e dico vedere perché da leggere c'è tantissimo.
Ovviamente non voglio spoilerare la storia, mi liimito però a dire che presenta sostanziali differenze con l'anime, per cui se uno ha visto l'anime non creda che sostituisca automaticamente il manga perché non è affatto così.

Un plauso anche alla tanto odiata d/Visual che si fa pagare cara ma... mamma mia che edizione! Che qualità nella stampa, meno nella carta un po' trasparente, niente a che vedere con quella porcheria da camino di edizione della Planet Manga uscita nel 2001, con tanto di lettura ribaltata e pubblicità dell'Enel in copertina, chi come me aveva la vecchia edizione la prenda e la butti perché era un insulto al mondo dei fumetti e Harlock non meritava una edizione tanto indegna; grazie al cielo d-books ci ha messo una pezza.

Ragazzi, leggetelo Capitan Harlock, è uno dei pochissimi manga (assieme ad altri suoi contemporanei) che vi lascia dentro qualcosa e accende una riflessione, insomma ci fa crescere. Date fiducia a Capitan Harlock, alle sue opere e a quelle dei suoi "colleghi" anziani e lasciate a scaffale le tante porcherie che oggi affollano le fumetterie, perché non sono e non saranno mai immortali, il capitano ed Emeraldas sì.


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Picciotta74

Volumi letti: 2/5 --- Voto 6
Devo dire che sono un po' perplessa: ho comprato i primi due volumi (di quattro) della d/visual sospinta dalla nostalgia dell'anime che guardavo da piccola e dalla certezza dell'ottima edizione che avrei avuto tra le mani. Per la seconda, ci ho preso in pieno: 300 pagine e oltre di volume, contenenti alla fine anche episodi inediti, sovracopertina con titolo in rilievo, pagine a colori. Una meraviglia, insomma.
Il problema è proprio il manga: probabilmente molte delle ingenuità della trama sono dovute all'età dell'opera, ma mi aspettavo quantomeno disegni più curati, soprattutto i vari personaggi secondari (sembrano quasi bozze del disegno definitivo - che non c'è).
La storia, pur avendo tutti i difetti legati all'anzianità del manga di Matsumoto, comunque intriga e ti fa fare il tifo per quel pirata un po' anoressico e guercio e vorresti trovarti pure tu sull'Arcadia a cacciare le "donne che bruciano come carta", alias le "onnipotenti Mazoniane".
Che dire? Aspetto comunque gli altri due volumi, mi sento in ogni caso di consigliare questo manga ai nostalgici (e sullo scaffale questi volumi fanno decisamente la loro figura). Voto finale 6.