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DOCTOR TENMA

Volumi letti: 9/9 --- Voto 8,5
LA RECENSIONE CONTIENE DEGLI SPOILER
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SUCCESSO E CONTROVERSIE IN ITALIA
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La clinica dell’amore è una serie importante per noi italiani, dato che è stato il primo manga di genere erotico ad essere pubblicato ufficialmente nel Bel Paese. Anche l’autore, Haruka Inui, ha riscosso un notevole successo nella nostra nazione, tanto da ricevere le congratulazioni di Tinto Brass. Per chi non lo sapesse, quest’ultimo è un grande maestro del cinema erotico italiano. Nonostante ciò, il manga di Inui è stato al centro di critiche che lo ritenevano osceno (e grazie, è un fumetto erotico) e blasfemo, a causa di alcuni riferimenti religiosi. Ciò ha addirittura portato a una denuncia da parte del “Coordinamento modenese per la promozione e la difesa dei valori umani e civili”. Il discorso da fare è in realtà semplice e riducibile al fatto che l’opera in questione è stata pubblicata in un altro continente, contrassegnato da una concezione dei valori diversa da quella italiana. L’autore è per l’appunto un ateo, cresciuto in un ambiente in cui la religione cristiana è praticata da circa l’1% della popolazione. Conseguentemente appare difficile confrontare questa realtà con quella italiana, in cui circa il 97% dei cittadini è battezzato secondo il rito cattolico. Tralasciando questi dati, vi espongo la mia semplice opinione: l’arte non è un mezzo né di propaganda, né tantomeno di vilipendio, e l’artista andrebbe lasciato in totale libertà di esprimersi nelle sue opere. Certo, di base la libertà d’espressione nel fumetto contiene un limite, dato che si tratta pur sempre di un’attività con fini commerciali, con un editore che impone dei paletti alla maggior parte dei fumettisti. Ma ciò non cambia quello che caratterizza l’arte, ovvero la libertà di poter esprimere la propria creatività. Resta comunque il fatto che l’editore italiano ha, ancor prima della denuncia, adattato o censurato alcuni dialoghi, proprio per evitare reazioni di scalpore da parte di un pubblico cattolico.
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L’AUTORE
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Haruka Inui, pseudonimo di Toshifumi Nakasono, ha iniziato la sua carriera su Shonen Champion, rivista lontana dai toni erotici dei suoi successivi lavori. Tuttavia, il suo primo lavoro, Parallel Ami, dalle sfumature fantascientifiche, contiene una componente erotica che, seppur presentata in maniera molto più soft per adattarsi alla rivista Shonen, anticipa Ogenki Clinic (La clinica dell’amore). Ma ciò che lancia la sua serie più famosa è un lavoro successivo a Parallel Ami. Si tratta di Gakuen Senshi Eru, manga pubblicato in una rivista educativa che conteneva uno spazio dedicato ai fumetti. In alcuni di questi brevi capitoli (tra gli ultimi), compaiono Ogekuri e Tatase, i protagonisti di Ogenki Clinic, anche se in veste di semplice medico e infermiera. Così Otsuka, il responsabile di Inui, dopo essere stato spostato su una rivista per adulti (Play Comic), chiese al mangaka di realizzare un manga erotico. Tra i due spunta l’idea di una clinica del sesso, e quindi Inui riesuma il dottore e l’infermiera presentati nel suo precedente lavoro. Oltre a trarre ispirazione da un programma televisivo, Genki ga Deru Terebi (la TV che ti fa star bene) dal comico Beat Takeshi, per concepire l’idea di una clinica che potesse tirare su il morale dei pazienti. Ad ogni modo, ciò che salta subito all’occhio è l’accuratezza con cui l’autore descrive i problemi sessuali legati ai personaggi. Il mangaka afferma di aver acquisito un vasto corpus di conoscenza in merito, grazie a riviste dal contenuto sadomasochista, video pornografici, o riviste specializzate. Noteremo bene come, nella sua opera, l’autore abbia deciso di soffermarsi in particolare sul tema del sadomasochismo. Per Inui il sesso ha molte sfaccettature, e non consiste solo nel soddisfare il proprio partner. I personaggi del manga, infatti, non nascondono i loro orientamenti sessuali, proprio perché secondo l’autore nessuno di essi è motivo di vergogna. In generale il fumetto ha avuto notevole successo in patria. Ma anche in Giappone non mancavano di certo le critiche che accusavano l’autore di essere volgare. Inui, tuttavia, afferma di voler continuare su quella strada proprio per dimostrare che il sesso nasconde infinite possibilità, e che non esiste una specifica morale per regolarlo. Egli afferma quindi che potrebbe tornare su Ogenki Clinic in qualsiasi momento, proprio per la vastità di temi trattabili attraverso il linguaggio erotico.
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IL MANGA
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Prima di iniziare a parlare delle caratteristiche tecniche della serie, vorrei soffermarmi sulla scelta dei nomi e delle ambientazioni. Innanzitutto, il titolo originale “Ogenki Clinic” è traducibile come “La clinica salutare”, ma in Italia si è optato per un titolo, “La clinica dell’amore”, che rivela meglio la natura della clinica in questione. Inoltre, i nomi di gran parte dei personaggi contengono allusioni sessuali, qui però mi soffermerò solo su quelli dei due protagonisti per non dilungarmi eccessivamente. Per quanto riguarda il dottore, Sawaru sta per “tocca” o “palpa”, mentre Ogekuri sta per “peli di castagna”, in definitiva “palpatore di peli di castagna”. Mentre per quanto riguarda l’infermiera Ruko Tatase, basta spostare una sillaba per farla diventare “Tataseru Ko”, traducibile come “ragazza che si fa picchiare”. Per quanto riguarda le ambientazioni, esse sono il risultato di una scelta ben precisa. Infatti, il successo di questa serie è dovuto anche all’idea avuta da Inui, di ambientare i suoi brevi racconti in una clinica. Quest’ultima è infatti un luogo tipico delle fantasie erotiche, e quella del manga contiene tutte le caratteristiche per far parte di esse, a partire dall’infermiera superdotata. I pretesti di curare servono per entrare in contatto con le storie dei pazienti e con il loro corpo. Anche quello di fare il dottore è un pretesto per curiosare nelle parti intime delle pazienti. Di conseguenza “La clinica dell’amore” ha la capacità di catturare molti lettori anche in maniera inconscia, proprio per le suddette caratteristiche. Ad ogni modo, la serie è composta da una successione di tanti capitoli autoconclusivi, i quali hanno come denominatore comune il trattamento di insolite parafilie o problemi sessuali. Nonostante il carattere autoconclusivo dei vari capitoli, la serialità rimane importante per riuscire a comprendere tutti i riferimenti a situazioni o personaggi presentati nei precedenti episodi. Non è infatti raro che molti personaggi si ripresentino anche dopo un sostanzioso numero di capitoli. In ogni caso, tutti i soggetti che compaiono nel manga, usano inconsciamente i propri gusti sessuali per fuggire in qualche modo dalla realtà, in certi casi anche per arginare i problemi di coppia. Inoltre, i molti feticismi presentati in quest’opera sono anche attribuibili alle pressioni costanti della società moderna, in particolare quella giapponese. Il sistema educativo assume un ruolo importante in questo discorso. Ogekuri sostiene che esso porti i giovani al suicidio o a deviazioni psichiche. Spesso, alla luce della conclusione di alcuni capitoli, le cure effettuate da Ogekuri e Tatase si rivelano inefficaci, o vanno addirittura ad aggravare la situazione dei pazienti. Sorge quindi spontanea una domanda: si può davvero estirpare un’inclinazione sessuale? Si tratta di un quesito al quale non è facile rispondere. Tuttavia, è possibile affermare che, Cura Ludovico a parte, cambiare le inclinazioni sessuali di un individuo (se è possibile farlo) è estremamente difficile. Per quanto concerne invece i singoli racconti presenti nel manga, ve ne voglio citare due in particolare. Il primo risponde al titolo “pornografia o amore casto?”. In questo episodio Inui ne approfitta per criticare il mondo dell’editoria del fumetto giapponese. Il breve racconto riguarda dunque un giovane autore di fumetti, che viene costretto dall’editrice a sfornare solo ed esclusivamente manga porno. Abbiamo quindi la tipica situazione in cui l’editore spreme al massimo il giovane artista per ricavarne sempre più. Tuttavia, il mangaka in questione sperimenta la cura della clinica dell’amore. A terapia terminata, il ragazzo “inchiappetta” l’editrice, e inizia dunque a disegnare con libertà il tipo di manga che aveva sempre desiderato realizzare. Inui, come molti altri mangaka, ha sperimentato sulla sua stessa pelle la spietatezza del mondo dell’editoria manga. In un volume della serie, afferma (seppur con toni ironici) di essere stato costretto a tornare a lavorare addirittura il giorno dopo della dimissione dall’ospedale, dopo aver subito un serio intervento al rene. In ogni caso, l’altro capitolo che ho deciso di citare è “Mia moglie è una bambina!”. Qui possiamo notare come l’autore si soffermi su una riflessione riguardante il ruolo erotico delle favole. In questo episodio Ogekuri e Tatase sono alle prese con una donna che si rifiuta di crescere, e che trova rifugio nel mondo delle favole. Sono molte le favole che nascondono riferimenti erotici. La scarpetta di Cenerentola può esserne un esempio. Non è neanche raro trovare fumetti erotici che si rifanno a favole o leggende, e che sfruttano il simbolismo presente in esse per sviluppare vicende inerenti all’ambito erotico. In questo capitolo Inui si rifà a Momotaro, personaggio cui si riferisce Ogekuri. Egli è il protagonista di una celebre favola giapponese. Per farla breve, in questa favola due anziani coniugi che abitano in un bosco, intravedono una grande pesca galleggiare sull’acqua. La aprono e al suo interno trovano un bambino, Momotaro per l’appunto. Come facilmente intuibile, la pesca è un ovvio riferimento all’organo sessuale femminile da cui nascono i bambini, in questo caso Momotaro. Il bambino porta anche una fascia (hachimaki) intorno alla fronte, che raffigura la pesca da cui è nato. Un altro personaggio citato in questo episodio è Urashima Taro. Pescatore che una volta giunto in spiaggia, nota dei bambini intenti a giocare in maniera piuttosto violenta con una tartaruga. Il pescatore salva l’animale e lo restituisce alla madre. Non mi dilungo oltre nel raccontare la favola. Vi basti sapere che Haruka Inui gioca con la metafora erotica che paragona la tartaruga all’organo sessuale maschile, sia per la forma, che per la proprietà di ritirarsi nel guscio. Inoltre, l’opera approfondisce un altro tema molto interessante e relativo al periodo di pubblicazione della serie. Parlo del terrore dell’AIDS, malattia sessualmente trasmissibile che penso tutti conoscano, e che si era sviluppata molto negli anni Ottanta. Soprattutto nei capitoli finali vedremo personaggi terrorizzati dalla suddetta malattia, ciò comporterà anche un calo dei clienti per la clinica. Tutto ciò inquadra bene la psicosi collettiva scoppiata in quegli anni, quando in realtà bastava fare sesso con delle precauzioni, o ancor meglio fare dei controlli a sé stessi e al proprio partner, per evitare possibili contagi. D’altronde di malattie legate ai rapporti sessuali ce ne sono state a fiotti nella storia, anche prima dello scoppio dell’AIDS. Di conseguenza viene logico pensare che interrompere qualsiasi rapporto sessuale a tal proposito, non sia una scelta propriamente saggia. Nel manga viene poi descritta la componente mentale legata al sesso. Quest’ultimo viene concepito da Inui non soltanto come qualcosa di fisico. Anzi, le derivazioni fisiche sono date proprio dall’approccio mentale. In tutto questo l’autore ci comunica che non sono rilevanti i gusti o il modo di praticare il sesso con l’altra persona, l’importante (oltre alla passione carnale) è farlo con sentimento e avendo cura dell’altro. Un altro aspetto fondamentale del fumetto è il binomio Ogekuri-Tatase. Entrambi sorregono sia il lato erotico della serie, che quello comico-demenziale. Il loro è un rapporto articolato. Entrambi cambiano o scoprono nuove inclinazioni sessuali. Si arriva a un punto in cui mettono addirittura in discussione la loro eterosessualità, e il loro rapporto tra sadico e masochista. Anche nel lavoro, dove non arriva Tatase, ci arriva Ogekuri, e viceversa. I loro ruoli si invertono spesso, abbiamo perfino un capitolo in cui le loro anime si scambiano involontariamente i corpi, in modo che entrambi possano provare il piacere carnale che caratterizza i reciproci sessi. Ad ogni modo, nonostante le burrascose vite sessuali di entrambi, loro si amano, tanto da desiderare il matrimonio. Inoltre, va reso noto il fatto che, in alcuni capitoli, Tatase stuzzica il lettore, rompendo la quarta parete. E come non citare le vignette in cui incita il pubblico a disegnare le proprie parti censurate, o a ritagliare buchi per fare pratiche che ora non descrivo, o ancora a godersi la vista del suo provocante corpo.
Per quanto riguarda il disegno, siamo di fronte a livelli eccezionali. Da un lato Inui si diverte a creare metafore visive, come nel caso della tartaruga sopracitata. Dall’altro si dimostra bravissimo nel raffigurare i corpi femminili, e ad utilizzare degli ottimi espedienti per le censure. Tra questi, quello che salta più all’occhio è il pene del dottor Ogekuri, sulla cui estremità è raffigurata la sua faccia. Di conseguenza il disegno contribuisce molto anche a rafforzare l’opera sul piano demenziale. Inoltre, il mangaka riesce in certi casi anche ad arginare la censura. Lo fa disegnando costumi strettissimi, nei quali la linea dell'abito corrisponde perfettamente al solco femminile. Per quanto riguarda l’intavolazione, che assume un ruolo fondamentale per immergersi in una vicenda erotica, il livello è eccelso. Inui riesce a creare interesse e curiosità nel lettore, già solo per come vengono disposte le tavole. Anche il character design è molto riuscito. Non è raro trovarsi davanti a personaggi dalle proporzioni improbabili, gli esempi più lampanti sono sicuramente Diane Melon (potete immaginare la sua peculiarità già dal nome), e il dottor Ogekuri stesso, ma ce ne sono molti altri. Anche il fatto di rappresentare esteticamente tutte le donne come delle “bombe sexy” può essere un espediente per criticare il modello di “femmina ideale” proposto dalla società.

Conclusioni:

“La clinica dell’amore” è probabilmente il capostipite del manga erotico. Dove l’erotismo non è usato esclusivamente per compiacere il lettore, ma anche per descrivere una società che è lo specchio delle inclinazioni sessuali presenti in essa. Inui si dimostra un grande talento sia nel modo di narrare le vicende, che nel modo di disegnarle. Si tratta di una di quelle letture che consiglio vivamente a tutti, anche per scoprire un modo diverso e al contempo interessante di disegnare manga.

Voto: 8,5.


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demone dell'oscurità

Volumi letti: 9/9 --- Voto 10
Gran bel manga, che tratta temi a volte anche piuttosto difficili, a livello sessuale s'intende, e cerca di far passare quei messaggi col massimo dell'ironia, nonché con la critica.
A parte le censure, sono stati per così dire "valorizzati" i dintorni di quelle zone nel personaggio principale, Ruko Tatase, e sbeffeggiata la "parte maschile" del dottore.

Comunque sia, questa serie a mio avviso vuole insegnare, tra sketch molto divertenti, che la via migliore per imparare ad amare l'altra metà del cielo è quella di essere sempre disposti verso ciò che è giusto nell'amore, senza mai passare attraverso artifizi o trucchetti, perché tali sistemi portano solamente a condanne, il più delle volte gravi sia per chi le fa sia per chi le subisce, laddove giocattoli e impotenze trovano il loro terreno fertile, laddove psicomanie e pagamenti non voluti portano ad una commercializzazione di un sentimento che, anche se privato, almeno dovrebbe essere puro.