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Riccardo80

Volumi letti: 22/22 --- Voto 8
Un manga decisamente divertente, secondo me è uno di quelli che maggiormente riesce a rappresentare la vita liceale (pur avendo numerosissime assurdità), in alcuni casi mi sembrava di vedere vecchie situazioni liceali, soprattutto nella regola degli amori non corrisposti, nei problemi di quei pochi che sono fidanzati o escono insieme, negli esami.
School Rumble riesce a spaziare tra storie romantiche, gag comicissime, scene più toccanti utilizzando un cast decisamente ben amalgamato. Harima, il protagonista maschile, è dotato di un carisma poco comune, e Tenma è una delle più simpatiche eroine dei manga. Seppur avendo un finale aperto, si riesce poi a scoprire i destini dei vari personaggi nel sequel "School Rumble Z" che risolve i punti rimasti in sospeso.

Il disegno è semplice ma piacevole e, come spesso succede, migliora in corso d'opera. I capitoli sono piuttosto corti rispetto ad altri manga (solo 8 pagine) e mentre all'inizio vi sono numerosi autoconclusivi (in fondo School Rumble sembra nato come un gag manga) a poco a poco vengono a formarsi delle vere e proprie saghe lunghissime. È un vero peccato che un simile manga non sia mai arrivato in Italia, se non con la brevissima parentesi di Yatta.


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kill-chan

Volumi letti: 22/22 --- Voto 6
Storie d'amore tra i banchi di scuola. Sì, ma con tanto di teppisti, esperti arti marziali, curry, scontri a fuoco, gente sciroccata fino ai capelli e tanti, tantissimi equivoci. Questo però è vero solo in apparenza, perché la vita del mangaka può riservare sorprese non da poco, spesso difficili da gestire, soprattutto quando si arriva al grande successo, come in questo caso.
<i>School Rumble</i> parte infatti come pura e semplice commedia demenziale strutturata in scenette tanto brevi quanto taglienti come rasoi che si rincorrono senza sosta, in cui le gesta dei due protagonisti sono narrate sulla falsa riga del più elementare <i>"A ama B, ma non sa come dirglielo. Ed essendo entrambi degli stupidi, ogni tentativo di approccio non fa che provocare sempre più danni e malintesi"</i>. Dopo un paio di volumi però i personaggi secondari acquisiscono sempre più spazio, fino a far elevare le loro vicende amorose a parte integrante del manga.

Il disegno cambia gradualmente stile nel corso dell'opera, ma resta in generale ottimo, particolareggiato e quasi realistico nelle vignette ampie, ma è quasi sempre impreciso e anche piuttosto brutto in quelle più piccole.
Per il resto è il solito menu: come ogni brava commedia scolastica, non possono mancare i vari festival dello sport, festival della cultura, la gita di gruppo eccetera eccetera. E fin qui tutto ok.

C'è che però non è tutto rose e fiori. Innanzitutto la spinta iniziale si esaurisce abbastanza in fretta: è giusto che si tenti un cambio di marcia rispetto alla struttura utilizzata all'inizio... ma semplicemente l'autore non ci riesce al meglio.
Inoltre, il cast: l'autore dando spazio ad altri personaggi ha cercato di allargare il palco, ma invece di fare una distinzione ragionata almeno tra macchiette e personaggi "normali" ha pensato bene buttare dentro tutti, col risultato di dare più spazio del dovuto a vicende o troppo stupide o troppo insapori, arrivando a provocare autentica noia e anche un po' di irritazione.
Punto terzo: la sceneggiatura. Parliamoci chiaro: School Rumble non è mai stata pensata come opera a lungo termine, però in pochi altri manga si sono riscontrati (specie nella seconda metà) così tanti ripensamenti in corso d'opera, situazioni forzate e, orrore degli orrori, veri e propri reset, ovvero casi in cui avvenimenti piuttosto rilevanti vengono come rimossi dalla memoria dei personaggi nel giro di un capitolo, proprio come se quanto accaduto in precedenza non fosse mai successo. Per non parlare del modo in cui è stata terminata la storia...

A mio parere è una serie dalla partenza promettente che si è via via rovinata con le proprie mani. Se si fosse concentrato tutto il succo in meno di 12 volumi avremmo tra le mani un buon manga, e invece ci ritroviamo con una delle tante vittime del proprio successo.
Peccato.