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Eversor

Volumi letti: 12/21 --- Voto 8
Dico subito che ho iniziato a seguire il manga solo dopo aver visto l'anime e continuo affermando che parte del manga l'ho letto in inglese e, tenendo conto della mia pessima conoscenza di tale lingua, non sono sicuro di aver compreso tutto appieno (scherzo ovviamente).
Detto questo non mi rimane che raccontarvi un po' quest'opera che, in generale, è riuscita a colpirmi in maniera notevole grazie alla moltitudine di generi in essa presenti: commedia, scolastico, ecchi, harem, combattimento… insomma, un buon mix, capace di sorprendere e stupire con l'alternanza tra scenette divertenti e scontri mozzafiato.

La storia inizia in maniera piuttosto blanda, mostrando subito il protagonista della nostra storia, Takeru, un ragazzo appena trasferitosi in una scuola che, come scoprirà ben presto, sarà tutto fuorché normale. Infatti gli studenti hanno la capacità di controllare uno strano potere, chiamato Maken, che cambia in relazione al tipo di persona. Queste capacità però sono ancora allo stato grezzo e un compito importante della scuola sarà proprio quello di modellarlo e raffinarlo, così da poter formare persone capaci di affrontare la vita e le varie difficoltà che si troveranno davanti.
Takeru però non sarà uno studente modello, anzi. Il suo desiderio di trasferirsi in questa struttura era dettato da puri fini "sessuali", in quanto è stata da poco aperta a studenti maschi, così che il numero di ragazze risulta relativamente elevato. Per così poco? Mica tanto, contando che il nostro Takeru è un vero e proprio pervertito che, nel corso dell'anno scolastico, avrà a che fare con un gran numero di ragazze, tra cui Haruko Amaya, una vecchia amica d'infanzia, e Kodama Himegami, un fanciulla minuta dal carattere scontroso, che sembra nascondere un grande segreto.
Come già detto le disavventure di Takeru iniziano in maniera simpatica e tranquilla, ma, come spesso accade, il male è dietro l'angolo ed è subito pronto ad intervenire quando i buoni risultano meno preparati. La situazione precipiterà e il gruppo di protagonisti dovrà fare i conti con una strana organizzazione.

Questa, in breve, è il succo del racconto, o meglio, l'inizio, in quanto ci sarebbero ancora moltissime cose da narrare ma, al fine di evitare odiosi spoiler, non narrerò in questa recensione.
Per quanto riguarda gli aspetti più tecnici, non mi rimane che elogiare il disegnatore Hiromitsu takeda, poiché il tratto chiaro e pulito facilita molto la lettura, così da creare i presupposti per una storia molto, ma molto piacevole. Cioè? Semplice, un manga può essere bellissimo e intrigante per quanto riguarda la storia, ma se i disegni sono brutti, complessi, troppo articolati, la lettura non sarà per nulla piacevole e, alla fine, stancherà. In questo caso invece son riuscito a carpire una sensazione piacevole sfogliando le pagine di "Maken-ki!",un'emozione calda e accogliente, che non stanca e permette di dedicarsi anima e corpo ai disegni, dimenticandosi di tutto ciò che ci circonda.
Ora però, dopo aver elogiato la grafica, devo fare una piccola precisazione sullo studio dei personaggi, cioè sui vari caratteri che si possono trovare tra i protagonisti della storia. Questi ultimi infatti mostrano elementi comuni tra i vari manga, stereotipi, che certamente non deludono, ma allo stesso tempo non riescono a far brillare fino in fondo Takeru e compagni. Nel corso del manga si cercherà di mutare alcuni ragazzi, introducendo flashback interessanti, al fine di mostrare un passato misterioso e illustrarci una dimensione ben più profonda che, all'apparenza, non poteva emergere. Dunque, sebbene l'iniziale errore, Hiromitsu Takeda riesce a districarsene diligentemente, disegnando e raccontando una storia particolare, originale e, soprattutto, capace di conquistare il lettore.

Non sono per nulla deluso di aver intrapreso questo manga e credo proprio di seguirlo finché morte non ci separi. La situazione, negli ultimi capitoli, ha preso una piega davvero interessante e, anche se devo leggerlo in inglese, non vedo l'ora che esca il numero successivo.

Voto finale: 8