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Arashi84

Volumi letti: 6/6 --- Voto 7
Non so quando sia nata in Giappone la moda di creare manga josei ricchi d'azione e bei ragazzi, ciò che so è che la rivista Monthly Comic Zero-Sum di Ichijinsha è il paradiso per chi adora storie adrenaliniche con un cast composto al 99% da bishounen e hint shounen-ai. L'editoria italiana negli ultimi tempi sembra essersi interessata parecchio ai titoli della suddetta rivista, e così, nel nostro paese abbiamo avuto una piccola e graditissima invasione di questo tipo di opere: "Loveless", "07 Ghost", "Are you Alice?", "Karneval" e "di[e]ce", che tra questi manga è il primo a concludere la sua pubblicazione italiana in quanto l'unico già completo in patria.

Protagonisti della storia sono Kazuki Naruse e Haruki Koutake, due studenti della Seitouko Academy dall'aspetto molto simile ma dal carattere completamente diverso; il giorno del loro sedicesimo compleanno (sono nati entrambi l'undici Novembre dello stesso anno) all'interno della loro scuola inizia un gioco chiamato "di[e]ce", una sorta di survival game in cui i due ragazzi, nelle vesti di "Re" si scontrano l'uno con l'altro assistiti dalle loro pedine. Il vincitore sarà ovviamente il Re che sopravviverà a questo gioco al massacro. I due amici si trovano così catapultati in una lotta sanguinaria senza nemmeno capire perché siano stati coinvolti.

Sceneggiato da Saki Otoh (del duo Naked Ape) e Kana Yamamoto (prima del debutto assistente delle Naked Ape) e disegnato dalla stessa Yamamoto, "di[e]ce" è un manga che già dal primo numero si presenta come adrenalinico e dal ritmo serrato, che getta il lettore nell'azione senza troppe spiegazioni e preamboli. Inizialmente la sensazione di smarrimento del lettore è notevole, infatti, i ragazzi dell'istituto iniziano a farsi la guerra, ad ammazzarsi tra loro, a schierarsi con l'uno o l'altro Re, ma non ci è dato sapere perché; chi conosce i manga di Zero-sum non è estraneo a questa iniziale sensazione di smarrimento, in quanto cominciare una storia in modo veloce e complesso è quasi un marchio di fabbrica della rivista, i cui manga mettono tanta carne al fuoco e spargono indizi sibillini, lasciando che le spiegazioni arrivino solo molto tempo dopo. Il lato positivo di "di[e]ce" è che si tratta di un manga relativamente breve, che non perdendosi in lungaggini riesce a mantenere viva l'attenzione e il livello di coinvolgimento emotivo, evitando così momenti morti o troppo lenti. Ho apprezzato abbastanza la caratterizzazione dei personaggi, quasi tutti hanno un background ben delineato e un passato che viene svelato andando avanti con la lettura, mentre i personaggi meno convincenti sono forse i due protagonisti, difatti, Kazuki e Haruki risultano un po' stereotipati, a volte incoerenti nel loro modo di agire e spesso prevedibili. Buono invece il lavoro fatto con i comprimari, Yuki Shirakawa, Sion e Gara su tutti.
La trama comunque è ben orchestrata, unisce dramma e sentimento in modo un po' plateale e melodrammatico ma risulta comunque coinvolgente a livello emotivo. I sentimenti e l'emotività portata all'eccesso sono di chiara matrice femminile, difatti è palese che nonostante la sua vena fortemente action, "di[e]ce" sia un manga creato da donne a misura di donna, ma non per questo sconsigliabile al lettore maschio disposto a passare sopra a qualche sentimentalismo di troppo e a rapporti affettivi tra ragazzi non troppo realistici (abbracci e occhi languidi invece della classica e maschia pacca sulla spalla).
Impossibile analizzare in profondità il significato del manga senza fare spoiler, ciò che posso dire è che ho apprezzato l'espediente alla base del gioco di "di[e]ce", poco originale ma allo stesso tempo affascinate e circondato da un'aura di perversione e crudeltà, nonché il finale, spiazzante e sorprendente.
Il più grosso difetto di "di[e]ce" è la sensazione di confusione che aleggia durante la lettura, almeno fin quando non si arriva agli ultimi due numeri. Prima di leggere il volume finale ho preferito ricominciare la lettura dall'inizio, in modo da avere un quadro della situazione più chiaro; una volta memorizzati nomi e volti dei personaggi (e non è semplicissimo) si riesce a destreggiarsi meglio all'interno dell'intreccio narrativo e delle relazioni che uniscono i protagonisti.

I disegni della Yamamoto sono molto belli, le tavole sono dinamiche e abbastanza dettagliate, i personaggi sembrano muoversi in modo energico, la regia è ben congegnata e si nota una particolare cura dell'abbigliamento. Come da buon manuale del bishounen, i ragazzi sono molto affascinanti, i loro tratti sono per la maggior parte delicati e femminei con corpi esili e fanciulleschi, ma trova posto anche qualche personaggio dall'aspetto (un po') più maschio. Molto bella anche l'unica ragazza che vediamo per più di un capitolo. Il cast è abbastanza numeroso, ma a volte risulta difficile distinguere un personaggio dall'altro a causa di volti troppo simili che differiscono a malapena per la capigliatura. Se a ciò aggiungiamo che nelle fazioni dei due Re troviamo personaggi speculari, il cui colore dei capelli è l'unico tratto distintivo, la confusione non fa che aumentare.
Un altro particolare che ha reso ostica la lettura, sono i dialoghi, o meglio, quei pensieri dei personaggi lasciati a metà, quelle frasi che non trovano una conclusione e che spesso perdono anche motivo di esistere. Frasi che restano per aria e spesso difficilmente collegabili al contesto di appartenenza rendono la lettura poco scorrevole e legnosa.

"di[e]ce" è un manga che andrebbe letto tutto di fila, e osservato con gli occhi e con il cuore di chi cerca semplicemente una storia d'azione adrenalinica che s'intrecci con i sentimenti dei suoi protagonisti, con le paure, i dubbi e le ansie di chi si trova davanti ad un gioco perverso nato dalle menti di qualcuno inarrivabile. Causa bei ragazzoni e un pizzico di shounen-ai, "di[e]ce" è quello che io definisco "una trappola attira fangirls", e non ho problemi ad ammettere che in questa trappola ci casco spesso e volentieri, a patto che dietro la fighezza di storia e personaggi ci sia anche della sostanza: "di[e]ce" ha dimostrato di averla e i suoi difetti sono imputabili in larga parte all'inesperienza della Yamamoto, difatti questo manga rappresenta la sua prima opera "lunga" dato che è solita dedicarsi principalmente alla creazione di doujinshi.
Riguardo il voto, non mi sento di andare oltre il 7, ma se questo manga è servito a far fare esperienza alla Yamamoto, e se in seguito tornerà ad occuparsi manga veri e propri eliminando i difetti che caratterizzano "di[e]ce", avremo un'autrice altamente apprezzabile in virtù soprattutto dei suoi bei disegni e della creatività narrativa.


 2
YamaTheShepherd

Volumi letti: 6/6 --- Voto 6
Kazuki e Haruki sono legati da una forte amicizia, si conoscono fin da bambini, condividono lo stesso giorno di nascita, ma soprattutto sono talmente identici che la gente fatica a pensare che non siano parenti. Eppure oltre all'amicizia non c'è alcun legame di sangue.
E' il giorno del loro sedicesimo compleanno e si trovano a scuola, quando uno strano messaggio che intima gli studenti di evacuare entro centottanta minuti risuona per le classi dell'istituto.
Ha inizio il gioco.
Di[e]ce non è altro che una partita a scacchi con personaggi in carne ed ossa. Un gioco per evitare le guerre, dicono, ma che porta ugualmente alla morte di migliaia di persone. Kazuki e Haruki sono i due re (i King del gioco), le pedine speciali. Di[e]ce non avrà fine finché uno dei due non morirà. Ma per rendere la "morte" valida dovrà essere uno dei due King ad uccidere l'altro, non possono esserci altri modi.

Di[e]ce è un manga particolare, con un'ottima trama ma uno sviluppo un po' meno buono. Probabilmente la mia delusione deriva dalle alte aspettative che avevo quando lo acquistai. Ma non è del tutto da buttare al secchio.

Partendo dalle valutazioni negative, la prima grande pecca di questo fumetto è la confusione. All'uscita dell'ultimo volume ho sentito la necessità di rileggere l'intera serie per potermici raccapezzare e godere il finale. E' poco chiaro nelle spiegazioni, sembra voglia apparire volutamente complicato. Oltretutto molte scene sembrano essere messe a caso, senza senso, incomprensibili. Stanno lì, ma non capisci a cosa servono.
Per quanto riguarda i personaggi li ho trovati poco "approfonditi". Non si comprende bene il loro carattere, spesso sembrano forzati a comportarsi in un certo modo e a questo sicuramente non giova che esteticamente siano tutti uguali. Non mi riferisco al fatto che gli "scacchi" tra loro si assomiglino -Haruki e Kazuki sono i due re e sembrano fratelli, allo stesso modo gli alfieri, le torri ecc-, ma proprio a causa di un problema stilistico che non riesce a dare troppa distinzione ai personaggi -e questa è una cosa che si vede in molti manga. Quella di far assomigliare Re con Re -e tutti gli altri- è una bella idea, ma inutile se poi i personaggi non sono ben distinti. Ad esempio è particolarmente difficile distinguere Naruse, Yuki e Kanzaki, quando poi entra in gioco anche Ruka, diventa una prova estrema cercare di riconoscerli tutti.
Un'altra nota negativa va data all'aria pesantemente shounen ai che aleggia tra i personaggi. Ci può stare fino ad un certo punto, ma qui i personaggi mancano di mascolinità e non sembra facciano altro che provarci l'uno con l'altro.

Di[e]ce ha però una bella storia. Poteva sicuramente essere sviluppata meglio, ma bisogna anche contare che è un manga di sei volumi (quarantadue capitoli) e probabilmente le autrici non potevano fare di meglio. Un elogio va sicuramente al finale e visto che non voglio fare spoiler dirò solamente che mi ha lasciata piacevolmente spiazzata, riuscendo a chiarirmi molte cose su cui non ero troppo sicura.
Per quanto io abbia criticato la somiglianza tra i personaggi il tratto di Yamamoto Kana è molto buono. I disegni sono belli anche se non è una maga degli sfondi. Ha un tratto pulito e fa buon uso di retini.
Comunque sia la cosa migliore del fumetto sono le sensazioni che riesce a trasmettere. In particolare l'angoscia -probabilmente proprio a causa della confusione generale del fumetto-. Soprattutto nell'ultimo volume ci si riesce ad immedesimare in Kazuki. Si riesce a sentire la follia di tutto quello che sta accadendo al protagonista, a comprendere la difficoltà delle sue scelte e i suoi sentimenti. L'ultimo volume è sicuramente il migliore, seguito dal primo.

Per quanto riguarda l'edizione italiana, è ottima. Escluso qualche micro errore di stampa merita tutti i suoi €4,95. Una cosa che però non condivido è il bollino verde "per tutti" visto che Di[e]ce è abbastanza violento e sicuramente non adatto a tutte le età -solo il fatto che sia un "fumetto per donne" la dice lunga-.

Quindi il mio voto è 6 perché è un manga discreto che però non potrà mai piacere a tutti. Ha le basi per essere un'opera almeno da 8, ma non è riuscito a dare il massimo del suo potenziale.


 1
Giu7ia

Volumi letti: 5/6 --- Voto 8
Di[e]ce, manga recentemente pubblicato dalla Goen, al prezzo di 4.95€, è un Josei che personalmente apprezzo molto, ed è per questo che il mio voto è 8.

L'intero manga è un flashback, molti lettori non l'hanno notato, ma nelle primissime pagine è mostrata quella che dovrebbe essere la fine, e tutta la storia è strutturata per sapere il "come", raccontando le storie dei protagonisti e l'inizio del gioco Di[e]ce.

Il mio voto è 8, anche se devo dire che si meriterebbe qualcosa di più, come 8.5, ma siccome 9 mi sembrava troppo alto, l'ho penalizzato un po'.

Quel che più mi piace di questo manga è il fatto che si faccia riferimento al gioco di scacchi. I due protagonisti sono i King (Re), e a mano a mano, si scoprono anche tutte le altre pedine, come le Queen (Regine), i Bishop (Alfieri), i Knight (Cavalli) e i Pawn (Pedoni).
La somiglianza delle rispettive pedine è semplicemente magnifica ed adorabile, nonché geniale. Ancor di più mi piace il fatto che pur essendo le varie coppie così simili, i vari individui sono totalmente diversi dal loro opposto. Anche se sono solo piccole differenze come la pettinatura, o il colore di occhi e capelli, sono comunque particolarità, cosa che preferisco di gran lunga al fatto che siano identici del tutto, queste piccole sfumature rendono i personaggi unici.

I disegni sono molto belli, pieni di dettagli ed ombreggiature mozzafiato. Oltretutto, sono ancora più belli i disegni in copertina, che a colori sono ancor più stupende.

La storia in generale è buona, anche s'è decisamente troppo impossibile, cosa che ho penalizzato nel mio giudizio.
Di per sé, le vicende si sviluppano molto velocemente, coinvolgendo il lettore, non permettendogli di staccare gli occhi, almeno non fino al prossimo capitolo. Le storie si alternano tra i due protagonisti, raccontando le loro vicende e incontri con le altre pedine, sempre piene di suspense.

Ciò che non mi piace è essenzialmente, "l'impossibile" di questa storia, il fatto che pur essendo ambientato nell'era attuale, con tanto di "normale" città e persone, siano uccise così tanti innocenti senza un gran che scombussolamento del resto delle persone. Come anche il fatto che gli organizzatori di Di[e]ce possano fare quel che gli pare e piace senza troppa fatica.
Comunque non è un punto che detesto di questo manga, anche perché, se non fosse per questo, il la storia non esisterebbe nemmeno. Oltretutto, non mi piace il troppo sangue...

Il manga è un miscuglio di fantasy, horror e romance?
Essendo uno Josei, è più indicato per un pubblico femminile, maturo.
Personalmente, lo consiglierei ad entrambi i sessi, alle ragazze molto probabilmente piacerebbe, ma potrebbe interessare anche i ragazzi in quanto ci sono combattimenti, con tanto di sangue; ma non posso garantire la virilità dei personaggi maschili (sopratutto i due protagonisti, che hanno un rapporto alquanto ambiguo).
Probabilmente, di questo manga, ciò che piace alle ragazze non fa piacere ai ragazzi, e vice versa.

I miei voti per questo manga sono...
disegni: 8.5
storia: 8.5
complesso: 8

L'unica vera lamentela che ho, è che il manga è sicuramente troppo corto. Leggendolo, mi sono accorta che sono quasi arrivata alla fine, cosa a cui ancora ora non riesco a credere!
Avrei preferito fosse più lungo, almeno di qualche altro volume, all'incirca 10 in tutto, ma purtroppo non è così...

Il prezzo è ideale. Se fosse costato +5€, sarebbe stato troppo alto, ma sono anche dell'idea che non poteva costare solo intorno ai 4€, quindi il prezzo di 4.95€ è semplicemente perfetto.

Sono dell'idea che è un manga complicato, non la storia in sé, ma è difficile capire cosa passi per la testa dei protagonisti, che a volte sorprendono veramente.
Lo consiglio vivamente!