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Focasaggia

Volumi letti: 5/5 --- Voto 8
«As the Gods Will» è un manga, ideato dalla esuberante fantasia di Muneyuki Kaneshiro e ben disegnato da Akeji Fujimura che ne curerà anche il seguito, con una buona storia molto originale e intrigante che saprà stupire in diversi modi il lettore.

La storia racconta di come i tanti studenti delle superiori si ritrovino intrappolati in continui giochi mortali, dove i sopravvissuti ai primi di essi continueranno a lottare nei successivi per la loro sopravvivenza, talvolta servirà collaborare, talvolta saranno avversari, il tutto è avvolto nel più completo mistero e mentre i ragazzi muoiono c'è chi agisce nell'ombra e chi vuole smascherare il tutto convinto di aver compreso cosa abbia scatenato tale catastrofe. Chi abbia organizzato un tale spettacolo e il motivo per cui lo abbia fatto sarà chiaro solo in seguito, verso la fine.

I giochi, che sono la base del tutto, sono tutti molto interessanti, il daruma il primo che si presenta come i tanti altri sono presi per lo più dall'innocente folclore giapponese, rendere un qualcosa di apparentemente innocuo veramente pericoloso (tipo come fece il film del 1984 Ghostbusters) è originale e interessante soprattutto grazie all'ottima resa, si intuisce subito che l'autore ha molte idee e fantasia nel realizzarle, tanto che potrebbe non stupirvi come dovrebbe. Soprattutto i primi numeri andrebbero gustati lentamente, dando lo spazio al lettore di farsi catturare dall'immaginazione e pensare a come si comporterebbe nelle situazioni proposte.

I giochi provocheranno molta ansia nel lettore, considerando che ci si affeziona facilmente ai personaggi che si presentano e fra i tanti proposti pochi rimarranno in vita fino alla fine.

I personaggi sono molto indovinati, alcuni di essi avranno dei comportamenti talvolta esagerati. Shun Takahata, il protagonista, durante la storia evolverà, da personaggio anonimo e annoiato diventerà un vero leader, pieno di rabbia verso il creatore di tali spaventosi giochi, nonostante l'assoluta noncuranza della propria vita. Takeru Amaya è un folle a cui piace la violenza, il modo originale con cui affronta e supera la varie prove viene reso talmente bene da renderlo credibile. Vi sono altri personaggi interessanti fra cui Akimoto Ichika e Hirai Shouko.

Il manga ha avuto una trasposizione cinematografica, dove il regista Takashi Miike ha saputo dare un'ottima interpretazione della storia e un continuo non all'altezza, dove alcuni difetti che qui non si notano diventeranno palesi.

I disegni sono buoni e migliorano con il tempo, non mancheranno scene violente e ci sarà molto sangue. Il finale resta aperto per giustificare il continuo, ma se avesse saltato quasi il tutto arrivando direttamente al finale della seconda parte sarebbe stato meglio.

Da consigliare a chi voglia leggere un manga originale e che sappia intrattenere con la giusta ansia e un pizzico di horror, nel caso sia possibile consiglio anche la visione del film, meno la continuazione della serie.


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-Shiho-

Volumi letti: 5/5 --- Voto 6
ATTENZIONE: possibili SPOIELR

"As the Gods Will" è un manga con delle buone premesse e dei disegni gradevoli ma la trama è fin troppo scarna per i miei gusti, tanto da decidere di assegnargli un 6.

As the gods will è una lotta per la sopravvivenza, ma non è ben chiaro da chi sia stata imposta (gli alieni? un folle?). I cinque volumi vedono il susseguirsi delle prove che i personaggi devono affrontare. Ad essere sinceri ho trovato interessante l'idea di collegare ogni prova ad un elemento della tradizione giapponese (daruma, maneki neko, bamboline kokeshi etc.) e le prove (seppur macabre) erano all'altezza della situazione. Purtroppo questo non è accompagnato, secondo il mio parere, da una buona trama: probabilmente il fatto che sia stata realizzata una seconda serie (che è ancora in corso in Giappone) ha reso giustificabile il fatto che questa prima serie abbia un finale aperto e che nulla venga spiegato in questi 5 volumi, che quindi costituiscono una sorta di premessa o di prequel per uno sviluppo futuro (nella seconda serie) non meglio precisato. Questo manga è etichettato come horror ma nel leggerlo non mi ha trasmesso nè ansia nè altro (anche se il numero delle vittime è alto e continuamente imprevedibile): nonostante le atmosfere siano quelle di una grande arena di gladiatori in cui si susseguono dei giochi per la sopravvivenza, il manga in questione è privo secondo me di una giusta dose di tensione e gli stessi personaggi sembrano quasi indifferenti al destino d morte che li attende.

Originali quindi le trovate del daruma o del maneki neko con le insidie ad essi connessi, ma lo svolgersi dell'intera vicenda non mi ha coinvolto nè mi ha incuriosito tanto da leggere anche la seconda serie. Non mi sento di consigliarlo agli amanti dell'horror in quanto la tensione secondo me è molto bassa o mal gestita, malgrado la storia si prestasse in tal senso. Se volete uno shounen breve e poco impegnativo, potete dargli una lettura, considerando però che la prima serie è strettamente connessa alla seconda, quindi potreste trovarvi davanti ad un finale in parte "aperto".


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Drekins

Volumi letti: 5/5 --- Voto 7
Inizierò questa recensione in maniera diversa dal solito, forse un po' strana, ma a mio avviso essenziale per permettervi di capire cosa mi ha fatto provare As the Gods Wil. Proverò infatti a farvi immaginare una scena nella vostra mente: ecco, siete lì, nel divano di casa vostra, fuori nevica ed il freddo ghiaccia qualunque cosa ma per fortuna i riscaldamenti che pompano a tutta forza vi rendono estranei a quel clima; il divano inoltre allevia ogni fatica del corpo con i suoi candidi guanciali, permettendo di perdervi nel suo inebriante candore. All'improvviso però, mentre vi crogiolate in quell'attimo di beatitudine, sentite un rumore che proviene dalla porta. "Che palle, proprio adesso devono venire a rompere?" Essendo gli unici a casa siete costretti ad alzarvi per controllare ma questa è ben poca cosa, visto il paradiso che vi aspetta al ritorno. Così andate trotterellando verso la porta, fischiettando "Stairway to Heaven" dei Led Zeppelin e aprite senza pensare. Improvvisamente tutto cambia: la casa esplode, un terremoto di forza 9 colpisce ogni cosa, alieni iniziano a scendere dal cielo straziando e uccidendo ogni cosa incontrino, i vostri familiari vengono presi e seviziati da barbari vestiti in stile post apocalittico (Kenshiro docet) il tutto mentre voi siete inermi sotto le macerie. Il povero divano viene bruciato e dato in pasto a strani esseri famelici grossi e brutti.
Signore e signori, questo è l'1% di ciò che proverete leggendo As the Gods Will! Con ciò non voglio assolutamente scoraggiare la vostra lettura, anzi spero che l'immagine creata dalla vostra mente vi faccia pensare qualcosa del tipo: "Oddio che figata allucinante, ne voglio ancora" esattamente come è successo al sottoscritto. As the Gods Will, che da adesso in poi citerò con l'acronimo AGW per comodità di scrittura, è un manga edito dalla Kodansha nel 2011 e giunto in italia nel novembre del 2014. La storia è ideata da Muneyuki Kaneshiro ed i disegni da Akeji Fujimura (mai sentiti prima d'ora, sinceramente).

Uhm, da dove cominciare... AGW ha il suo incipit all'interno di una scuola superiore: la vita scorre tranquilla e gli studenti stanno vivendo una normale giornata; tra di loro Shun Takahata, il nostro protagonista, è totalmente disinteressato da ciò che gli succede intorno, desideroso solamente di terminare quella noiosa ora di lezione. Tutto però cambia: d'improvviso la testa del professore esplode in una fontana di sangue, lasciando gli alunni attoniti e totalmente pietrificati. Al suo posto compare un Daruma,
una piccola statua di forma circolare con disegnata una faccia abbastanza brutta, che coinvolge l'intera classe in un gioco assimilabile al nostro "Un-due-tre Stella!". La situazione non fa che peggiorare quando gli studenti si accorgono che la penitenza per chi viene visto muoversi dal Daruma è la stessa che è toccata al professore: l'amputazione ed esplosione del capo. Da qui il nostro Shun dovrà superare giochi su giochi sempre più crudeli e pericolosi, vedendo perire davanti ai suoi occhi quantità immani di persone.
La trama di AGW risulta essere quasi una vox media: per alcuni infatti sembra essere l'ennesima storia che porta al trito e ritrito splatter di sopravvivenza mentre per altri presenta originali spunti di riflessione che si estraniano dalla normalità di questo genere di opere.
Sembrerebbe quindi complicato trovare un punto di incontro per due opinioni così differenti, ma se si osserva attentamente sarà semplice trovare come esse abbiano un riscontro comune e complementare; AGW è infatti definibile come il figlio di un secolo che è sia padre che madre (sia carne che pesce, per capirci). Se sicuramente da un lato presenta determinate scelte stilistiche riconducibili all'attuale visione moderna (molto sangue, parecchie scene esplicite talvolta fuori luogo, determinati cliché comportamentali) dall'altro riprende e afferma concetti che possono essere considerati perenni nella cultura orientale. Punto di forza di AGW è questo connubio, non perfetto attenzione, tra moderno e retrò, tra visto e non visto, tra bello e brutto. Uno dei punti che collega queste due concezioni e che mi ha permesso di rimanere incollato con piacere a questo manga è la dinamicità e la rapidità degli eventi: in AGW infatti ogni vignetta corrisponde ad un'azione ben definita che dà una continuità alla prosecuzione della storia: in questo modo si assicura una lettura dinamica e costante, fatta da tante piccole azioni veloci che portano ad una lettura attenta ma rapida. I dialoghi non sono (quasi) mai scontati o inopportuni ma sempre attinenti e congruenti allo stile dell'opera.

AGW non è sicuramente un'opera dotta o raffinata, benché il costante tema della libertà e dell'affermazione della persona in tutto il suo essere offrono una cornice che rende il tutto più serio e profondo. Il mistero poi, altra chiave di volta dell'opera, non si esaurisce praticamente mai: vi è sempre quella costante sensazione di incertezza ed ignoranza che perseguita i personaggi ed il lettore durante la prosecuzione della trama. La presenza di nuovi personaggi e nuove rivelazioni non fa altro che aumentare la complessità del mistero, lasciando lo spettatore in uno stato di assoluta dipendenza dal continuo della trama. In questo AGW ha sicuramente centrato: personalmente ho letto i cinque volumi nel giro di qualche ora, rimanendo alle volte estasiato dalla qualità con cui il sensei Kaneshiro riusciva a piegare e ripiegare il corso della storia.
AGW ricerca anche quello che potremmo chiamare l'Io selvaggio di ognuno di noi: messi alle strette, costretti a sopravvivere, seguiti costantemente dalla morte e senza speranza, cosa succederebbe dentro di noi? Potrebbe per caso risvegliarsi quella parte sopita che non desidera altro che la voglia di sopravvivere e l'adrenalina? Beh, per Shun è sicuramente così: lui, classico ragazzo che vive quasi per moda, senza doti particolari e senza particolari aspirazioni per il futuro, trova il suo vero essere nel contatto con la morte: pian piano, gioco dopo gioco, in lui si risveglia l'istinto animale che ha permesso alla nostra specie di sopravvivere per così tanto tempo; dapprima è ovviamente avverso alla situazione, desideroso di porre fine alle morti che si susseguono e di salvare quante più persone possibili: in lui però la "libertà", la sua vera forza, cresce e pian piano inizia a manifestarsi fino all'epilogo finale (che non vi spoilero ovviamente, eh). Graficamente parlando AGW si presenta inizialmente in maniera abbastanza mediocre, con disegni non perfettamente puliti ed un po' grezzi. Fortunatamente però nel corso dell'opera vi è un miglioramento parecchio ingente, arrivando a toccare livelli piuttosto alti in alcune tavole.

In conclusione, AGW ha parecchi pregi ma altrettanti difetti, dettati forse da scelte ben pensate ma che non hanno dato l'effetto sperato (seni ovunque alle volte, al solito). Consiglio agli amanti del genere la lettura di AGW e anche a chi è un po scettico in merito. Sicuramente la strada è ancora lunga ma vi sono presupposti che fanno ben sperare. Spero che la seconda serie possa riprendere e migliorare i punti di forza ed i punti deboli di AGW in modo tale da renderlo più valido e pronto ad un debutto globale.


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BU773RS

Volumi letti: 4/5 --- Voto 8
<b>ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILERS</b>
Ho iniziato a leggere questo manga per puro caso e, ad un primo impatto, le mie aspettative erano abbastanza ridotte. Tuttavia, a quanto pare, man mano che ho proseguito con la lettura mi sono dovuto ricredere; c'è molto più di quel che appare. Da un pò di tempo a questa parte i manga che vertono sulla sopravvivenza sono diventati piuttosto comuni, molti si rifanno al capostipite Battle Royale (che a suo modo si rifà al classico della letteratura, Il signore delle mosche), ma capita che a volte ci siano delle cosiddette "mosche bianche", e credo che sia proprio il caso di questo "KnI". La storia del suddetto titolo inizia un pò come tutti gli altri manga del genere: il protagonista Shun e compagni si ritrovano a scuola, scatta una sorta di situazione d'emergenza (almeno stavolta non sono i soliti zombie), ma è a questo punto che la storia devia. L'emergenza in questione è un Daruma (tipica bambola giapponese) che sfida i membri della classe del protagonista ad un mortale "Un, due, tre stella"; ovviamente il protagonista ne esce vincitore, unico sopravvissuto per la sua classe. A questo punto vengono introdotti gli altri personaggi del gruppo che, per quanto numerosi, sono sorprendentemente caratterizzati molto bene (a mio avviso il vero punto forte di questo manga assieme agli infiniti cliffangher che tempestano la storia). Ovviamente dovranno collaborare tutti assieme per poter superare le successive sfide e poter fuggire dalla scuola. Magari finisse tutto qui, siamo appena all'inizio! Usciti da scuola, l'emergenza in questione (un pò prevedibile, ma ci può stare) si estende a tutto il mondo, ed abbiamo questo tizio che si reputa un Dio che sfida tutti i prescelti per eleggere il suo successore. Ci saranno un susseguirsi di eventi, tutti densi d'azione, a ritmo serrato, ed un mucchio di interrogativi, ma mi fermo qui per evitare ulteriori spoilers. Naturalmente, come anche specificato nella scheda, il titolo in questione è a tinte horror, ma, più che nel senso stretto del genere (quindi niente situazioni da far sobbalzare), siamo di fronte al solito gore estremo, che comunque è dosato saggiamente. Un altro paio di cose da aggiungere, che potrebbero far felici possibili lettori, sono la quasi totale assenza di situazioni ecchi e quei momenti comici (brevi) che spezzano il ritmo della storia per non appesantirla (si, perchè, ve lo dico, sarà un ecatombe). Per quanto riguarda l'aspetto grafico, c'è ben poco da dire; a me i disegni di questo Fujimura sono piaciuti da subito, il tratto è molto maturo e ben si addice al genere di storia, non sono un esperto, ma direi che è anche abbastanza nitido e dettagliato. L'unico consiglio che vi do, a parte il leggerlo, è di non affezionarvi più di tanto ai personaggi. Kaneshiro è un pò come George Martin. Uomo avvisato...