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Look.at_alex

Volumi letti: 31/36 --- Voto 7
The Seven Dedly Sins è un manga con i suoi alti e bassi.
Non è un capolavoro, non sarà una di quelle opere che faranno la storia, ma non può neanche considerarsi spazzatura.
Sopravvalutato? Un po' sì, devo ammetterlo, ma non è neanche così male come alcuni dicono.

E' un fantasy molto semplice, a tratti banale, con un'ambientazione medievale molto ben curata.

Ci troviamo nella Britannia dove nacquero le storie dei cavalieri, quelle delle gesta dei grandi re, e infatti sono presenti moltissimi riferimenti alle leggende di quel tempo. L'elemento principale è la magia, non trattata come fulcro del manga, come succede per esempio in Fairy Tail, ma vista come qualcosa che solo pochi possono usare. Certo, poi i personaggi principali hanno tutti dei poteri magici, nessuno escluso, ma si può ben intuire come ciò sia una caratteristica di poche persone, se si considera l'intero regno.

La trama, per me, non si salva. E' intuibile, come più o meno in quasi tutti gli shounen manga, a tratti banale, e soprattutto ha troppi riferimenti a opere esterne, sia manga che non. Basti pensare che la vera storia dei due protagonisti - e qui non sto a parlarne per evitare spoiler - è quasi tale e quale a quella di "Fallen" di Lauren Kate.
Per di più, molte scene non sono trattate nel modo giusto, così come alcuni personaggi. La comicità esce spesso nel momento sbagliato, la tragicità è trattata forse troppo poco superficialmente, rendendo difficile emozionarsi nei momenti clue. Inoltre, quelle storie d'amore che, forse, sarebbe stato meglio tenere in secondo piano, sono quasi diventate il tema principale, cosa che non c'entra assolutamente con il tipo di manga con il quale ci stiamo approcciando.
Dà fastidio l'enorme quantità di coincidenze all'interno del manga stesso: gente che muore, poi resuscita, si reincarna, gente che viene posseduta e la storia che si ripete, in continuazione, ruotando sempre attorno alle stesse figure.

La caratterizzazione dei personaggi e il loro design danno tanti punti in più a questo manga.
Ci sono tanti personaggi, e ognuno di essi vede il suo carattere e i suoi modi di relazionarsi con gli altri evolversi notevolmente. E' molto bello il modo in cui vengono trattati i rapporti, anche se personalmente, vedendo gli ultimi capitoli, credo che questa cosa stia mutando troppo, stravolgendo completamente alcuni personaggi.
C'è varietà, sia nei personaggi, che nei vari "mostri" utilizzati dal sensei Suzuki. Si distinguono chiaramente le razze, che sono quelle tipiche dei fantasy: demoni, fate, giganti, druidi etc.
Come già detto, è trattato molto bene anche il design: ogni personaggio ha il suo stile, diverso da quello delle altre razze, ma incredibilmente simile a quello della razza a cui appartiene. Anche il ceto sociale influisce molto sui personaggi, sia per quanto riguarda il loro aspetto psicologico, che anche quello fisico.

Il disegno può piacere e non piacere.
Il perchè? E' molto dettagliato, troppo, secondo me.
Ci sono tante linee, spesso viene utilizzato il puntinato, si aggiunge una quantità di dettagli indescrivibile a qualsiasi vignetta, tanto che alcune scene sono completamente incomprensibili. Ciononostante si capisce come i disegni siano pensati come se fossero colorati, infatti quelle poche tavole non in bianco e nero sono veramente belle, e le sfumature di colore sono trattate molto bene. Certo, più si va avanti a leggerlo, più ci si abitua, ma a volte queste tavole così cariche fanno passare la voglia di leggere.
Diciamo che chi volesse leggere il manga dopo aver visto l'anime farà molta fatica.

Detto ciò, consiglio la lettura di The Seven Deadly Sins, perchè se preso con leggerezza, può piacere veramente tanto. Lo ribadisco: farà un po' storcere il naso a chi è in cerca di un capolavoro, ma se vi piacciono i fantasy e non sapete devo ficcare il capo, si può tranquillamente seguire la serie senza stare troppo a pensarci sopra.


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Pipebomb Teller

Volumi letti: 20/36 --- Voto 5
La narrativa fantasy, pur non essendo per caratteristiche concepita verso un target specifico, è quella che certamente riscuote maggiore successo presso gli adolescenti, specialmente nei paesi occidentali. E si sa, il mercato editoriale punta a massimizzare i guadagni.
In quest’epoca è veramente difficile trovare opere che si assumono rischi a livello contenutistico, poiché sponsor e network non mancano di far sentire il proprio peso.
L’osservatore non crea il mondo, ma gli dà senso. L’originalità significa tutto e niente al giorno d’oggi, poiché è veramente difficile creare qualcosa di nuovo senza attenersi agli innumerevoli canovacci narrativi.
Esiste, tuttavia, la tendenza ad emulare nella speranza di ottenere il successo altrui, perché cavalcare l’onda e riprendere le atmosfere di Dragon Ball e One Piece è sempre più facile che partire da zero.
Nanatsu No Taizai non si presenta come un titolo di pura evasione, mira a sottolineare i valori più puri attraverso un linguaggio molto semplice e comune, mantenendo una narrazione fresca e leggera.
Si viene catapultati all’interno di un universo di cui l’autore stabilisce da subito regole e leggi, salvo poi incappare in qualche svista, come le gerarchie di forza che col progredire della storia appaiono sempre più confusionarie e dispersive.
Chi si cimenta con questo genere non può inoltre ignorare l’importanza della documentazione, che qui risulta solo abbozzata.
L’introspezione non è contemplata, il setting sociale e storico non è assolutamente all’altezza, e non viene nemmeno sviluppato a causa di una sceneggiatura più avvezza al fanservice esasperato, che strumentalizza la figura femminile a più riprese.
Sappiamo che il Giappone non è il paese più facile da questo punto di vista, come testimoniano le riforme attuate al termine dell’era Meiji, ma il modo in cui quest’opera relega la donna è degna delle peggiori commedie amorose del secolo scorso. Avrei anche potuto accettarlo negli anni 80, ma ormai il panorama nipponico è notevolmente cambiato.
Insomma, un inno alla mediocrità; un’opera imbarazzante, rivolta palesemente ad una frangia molto giovane, la quale brucia un incipit interessante all’interno del solito mondo stereotipato, attraverso una struttura narrativa abbastanza fiabesca che mescola comicità, azione e dramma proponendo temi e situazioni scontate. Il character design infantile contribuisce allo scopo.
Ricordate quando Mamoru Oshii (Tenshi No Tamago, Ghost In The Shell, ecc.) affermò di produrre film soprattutto per se stesso? Ecco, qui invece abbiamo la prova lampante di tutto ciò che racchiude la fredda logica del consumismo giapponese.


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massa_fox_sin

Volumi letti: 11/36 --- Voto 9
Quando me lo hanno consigliato ero un po incredulo; dato ne parlavano molto bene e io invece mai lo avevo sentito nominare. Ma forse è proprio questo il bello: appassionato di shounen da molto, questo titolo non mi diceva nulla, e da come si presentano le prime pagine, pensavo di aver buttato via 4 euro.
Invece The Seven Deadly Sins è un manga che va oltre ai classici shounen di azione pieni di power up, nemici che spuntano fuori come funghi, combo di mosse che nemmeno poi ricordi come si chiamavano: unisce mistero, combattimenti epici, con personaggi semplici e molto azzeccati ( soprattutto mi rispecchio molto con uno di loro), che si alternano a momenti divertenti, con spiegazioni e teorie che non annoiano il lettore, ma anzi aiutano meglio ad immergersi in un manga che consiglio veramente di leggerlo fino in fondo, senza lasciarsi frenare da un inizio un po tranquillo e lento.


 3
Atsushi

Volumi letti: 11/36 --- Voto 9
Sapete? Per far sì che qualcosa sia bello non deve essere per forza qualcosa di assolutamente unico, può essere un semplice slice of life o un qualcosa di incredibilmente popolare. Ma la parte buffa è l'inaspettato, quando pensi che qualcosa non avrà un certo effetto su di te ma in realtà ti sbagli. Ed è proprio così che mi sono sentito dopo aver iniziato a leggere The Seven Deadly Sins. La cosa che mi ha colpito di più all'inizio dell'opera è questo terrificante mondo fantasy, con creature che passano dai demoni e gli dei alle fate e ai giganti.

Parto subito dando i consueti voti al disegno, alla trama e all'edizione.

Per quanto riguarda il disegno, il chara non mi dispiace per niente così come le ambientazioni e la struttura delle tavole. Se devo dare un voto allora è 8,5/10.
La trama può anche non essere completamente originale, ma sul serio: al giorno d'oggi a chi importa ancora dell'originalità se l'opera è emozionante, intrigante e piena di epicità? E con ciò ho detto tutto, il voto alla storia è 8,5/10.
L'edizione della Star Comics non è male, non perde inchiostro e non fa rumoracci strani mentre si svoglia un volume aprendolo leggermente di più; il mio voto è 8/10.

Ma parliamo della trama. La storia inizia in una piccola locanda in una cittadina sperduta nel regno di Britannia. La principessa Elizabeth arriva in questa locanda gestita da un ragazzino di nome Meliodas e dal suo compare (un maiale parlante di nome Hawk) e dice di essere alla ricerca dei Sette Peccati Capitali per farsi aiutare da loro a liberare il regno dalla corruzione e dal colpo di stato dei Paladini. E qui subito iniziano i problemi visto che quando lei è arrivata aveva addosso una vecchia e imponente armatura arrugginita, così quando i gli abitanti della città la hanno vista è girata subito la voce e si pensava fosse un membro dei Sette Peccati Capitali. Dei cavalieri bussano alla porta della taverna e Elizabeth è costretta a fuggire nel bosco, ma viene inseguita da uno di questi, molto forte, che vuole ucciderla; per fortuna Meliodas la salva rivelando di essere il capitano dei Sette Peccati Capitali e che la aiuterà nella sua ricerca degli altri sei. Ed è così che inizia l'avventura dei protagonisti alla ricerca di tutti e sette i Peccati Capitali per salvare il regno.

Le mie conclusioni su questo manga sono molto buone. Mi sono subito innamorato dei personaggi e della storia quindi lo consiglio a tutti quelli che cercano un opera divertente ma allo stesso tempo seria ed epica.


 6
Hikari

Volumi letti: 9/36 --- Voto 5
I primi volumi sono stati piacevoli, lo ammetto: bei disegni, bell'ambientazione, personaggi simpatici, gag carine e così via. Ma più andavo avanti nella lettura, più notavo l'inconsistenza di questo manga, dove nulla è originale, ma tutto è rielaborazione di qualcos'altro (in particolare, c'è tantissimo di One Piece, qualcosa di Full Metal Alchemist, e di certo altro di cose che non ho letto).
Ogni situazione potenzialmente interessante, poi, viene trattata troppo superficialmente, quindi anche i momenti che vorrebbero essere drammatici non toccano per niente il lettore, e ad un certo punto pure i personaggi cominciano a diventare fastidiosi.
L'unica caratteristica che mi sento di promuovere è il disegno, il tratto è veramente piacevole e rende al meglio l'atmosfera da fiaba medievale.

Insomma, è un manga buono per un target molto giovane, o comunque per chi non cerchi necessariamente qualcosa di nuovo e originale, perchè The Seven Deadly Sins è evidentemente tutt'altro.


 5
Goge

Volumi letti: 11/36 --- Voto 6
È un manga sopravvalutato.
Ha un ottimo chara design, l'ambientazione è suggestiva quanto basta ad un fantasy per non distaccarsi troppo dal periodo storico cui strizza l'occhiolino. Ma... è la fiera dello stereotipo caratteriale della donna ed è l'ennesimo ribadire i buoni sentimenti che albergano in molti di noi. E, dove non arrivano i sentimenti, arrivano i pugni, i calci, i power up e le mazzate di ogni genere, e pure i power down se il cattivo deve sembrare spropositatamente forte.

Praticamente... È Rave 2.0, disegnato meglio, con personaggi più simpatici, banale fino alla morte ma gradevole se non lo prendi affatto sul serio. E in quanto manga che sa farsi apprezzare per la sua pochezza, verrà incensato a tutto spiano...

Il potenziale c'era, ma dopo aver letto 104 capitoli e aver visto diversi personaggi bruciati e scene di un disturbante che neanche mi va di rimembrarle posso anche classificarlo come la solita serie da "C'hai provato, ma non ho più tredici anni e non spenderei un centesimo per il tuo manga". E comunque, visto che si sa come vanno questi titoli, ci tengo a invitare la gente a notare che il nanerottolo protagonista è giovanissimo solo per fattezze fisiche e aspetto, e che quindi non è decente che finirà certamente accoppiato alla principessa bambolina che lo accompagna sin dal capitolo 1.
<b>SPOILER</b>
Specialmente se si considera che la sta usando come rimpiazzo per la sua ex, di cui è ovviamente il clone.
<b>FINE SPOILER</b>

Darcia

Volumi letti: 7/36 --- Voto 9
Mi muovo anch'io per riempire la mancanza di recensioni per questo buon titolo (preciso che segnalo come letti 7 volumi perché essendo in pari coi capitoli giapponesi penso di essere più o meno arrivato a tale cifra).

Ed eccoci qui alla recensione. Che cos'è Nanatsu no Tazai? Sicuramente uno shounen con una storia ben articolata che pur prendendo spunto da molte tematiche care al genere fantasy si districa brillantemente tra di esse riuscendo a trovare una propria originale e ricca identità. La storia in particolare parla di Elizabeth, principessa di un regno caduto preda di un colpo di stato da parte della stessa milizia che ne doveva proteggere i confini, i "Sacri Cavalieri", e della sua ricerca dei "Sette Peccati Capitali", un potente gruppo di ex-cavalieri che si è dati alla macchia dopo essere caduto in disgrazia presso la corte, e che ora rappresentano la sua ultima speranza per salvare la propria famiglia ed il proprio reame. Gli sviluppi della trama ovviamente sono semplici, e la nostra eroina troverà ben presto ciò che cerca.. nella figura di un simpatico e scostumato oste di una pittoresca locanda in cima ad una collina. Tale oste infatti si dimostrerà essere nient'altro che il capitano della suddetta leggendaria compagnia di ex-cavalieri e messo presto al corrente della grave situazione in cui giace il regno si dirà subito ben disposto a fare di tutto per aiutare la nostra principessa nella sua missione. Coincidenza fortunata, o semplice ed evidente intreccio narrativo dell'autore, i due partono assieme alla ricerca degli altri membri del gruppo per poter riformare la squadra e liberare il regno dai cavalieri oppressori e con queste premesse finisce anche la parte di trama "prevedibile". Sì perché il resto è tutta fantasia. Fantasia, spensieratezza e tanta, tanta avventura per l'esattezza.
L'autore infatti non si abbandona molto alla lirica e fa entrare subito la storia nell'azione vera e propria, introducendo pian piano i vari componenti del gruppo, l'uno più pazzo e simpatico dell'altro, con caratteristiche a dir poco peculiari e "atipiche" per ognuno, e svelando nel corso del tempo anche la loro controparte, "i sacri cavalieri", che con la loro varietà, dinamicità ed interessanti retroscena si dimostreranno essere ben presto avversari ostici, poco scontati e ben caratterizzati (tanto che ben presto si verrà a simpatizzare anche per alcuni di loro). A contorno di tutto questo l'autore aggiungerà una buonissima cura delle ambientazioni e di tutti i personaggi di contorno, ognuno con i suoi ruoli e con le sue distinte personalità, venendo così a creare un universo vivo, dettagliato ed in piena evoluzione in cui i nostri protagonisti si muovono, combattono, crescono e sviluppano i proprio rapporti con il naturale fluire della storia che, priva di forzature narrative di qualunque sorta, si dipana naturalmente nel corso dei capitoli coinvolgendo ed affascinando sempre di più il lettore. Un buonissimo lavoro, che viene ulteriormente valorizzato da uno splendido stile di disegno, molto caratteristico, dettagliato e particolare (come lo si può apprezzare nelle prime 3 immagini presenti qua a fianco nella scheda), e da un ottima cura della tavola, sia a livello di divisione in riquadri che nella cura dei singoli dettagli presentati in ogni vignetta, facendo diventare questo "Nanatsu No Tazai" una piccola perla a cui ogni appassionato di shounen, o di fantasy in generale, dovrebbe dare almeno un'occhiata (e da qui il mio voto così alto).
Recensione finita quindi? Non ancora. Non ancora perché ovviamente il manga è ancora in corso d'opera e vi possono essere ancora evoluzioni nel mio giudizio e nella sua valutazione, facendolo arrivare più in basso.. o ancora più in alto. Infatti i buoni elementi per uno shounen di successo ci sono tutti e le potenzialità per crescere ancora di più e diventare una delle prossime colonne portanti del genere in Giappone ci sono e se ben sfruttate faranno la fortuna dell'autore ed il piacere di tutti i suoi fan. Stay Tuned!

Il Giudice

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Il Giudice

Volumi letti: 5/36 --- Voto 9
Esprimere un giudizio oggettivo su un Manga non è mai cosa semplice. I gusti personali finiscono bene o male per influenzare il giudizio critico, e qui siamo di fronte a un opera che è stata in grado di appassionarmi già dalle prime pagine. La storia è scorrevole, non c'è mai quella sensazione di stallo o di ripetività che è propria degli shonen, e il velo di mistero gettato dall' autore sembra non sollevarsi mai. È proprio sul non detto che questo shonen basa il suo successo. I personaggi, il cui livello combattivo è dal primo capitolo oltre 9000, si sfidano a suon di tecniche speciali in un mondo fantasy medievale abbastanza, e son talmente cazzuti da non prendere mai sul serio le proprie battaglie: gli scontri sono piuttosto epici e sanguinosi, ma c'è sempre spazio per un po' di humor e qualche gag ecchi. Altro fatto degno di nota è la qualità dei disegni, un buon compromesso tra semplicità e dettaglio, sempre piacevoli all'occhio e divertenti, ma anche grandiosi e "folli" durante i combattimenti. È un manga che andrà lontano, la storia ha una solida base e può prendere qualsiasi piega, ma prima o poi i misteri saranno svelati, e tutto starà alla capacità dell'autore di mantenere l'atmosfera di troppo. Consigliato per i ragazzi più grandi, e per tutti gli amanti degli shonen che vogliono provare qualcosa di nuovo, epico e coinvolgente.