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Focasaggia

Volumi letti: 8/8 --- Voto 7,5
«Vanilla Fiction» manga ideato e disegnato da Megumi Osuga è una storia originale, ben scritta con alcuni personaggi degni di nota con disegni non all'altezza.

La storia racconta dell'incontro fra Shinobu Satou, scrittore celebre di storie dal finale macabro che sta vivendo una crisi creativa e Eri Makino una piccola bambina maltrattata, per quanto lui non abbia volontà alcuna di affezionarsi al prossimo la piccola farà breccia nel suo cuore coinvolgendolo in quella che sarà una scommessa divina contrapponendolo ad un'altra coppia genitore-figlio, entrambe le coppie avranno una sorta di angelo guida che li guideranno fino al compiersi di quanto richiesto, ad entrambi saranno dati incarichi diversi la cui risoluzione, la scommessa di cui prima, garantirà o meno la sopravvivenza del genere umano, mentre sarà garantita in ogni caso la morte della coppia sconfitta.

Una specie di gioco macabro che riesce quando ti affezioni ai partecipanti, sapendo che dovranno morire, e in questo la storia funziona bene tanto che il lettore sarà invogliato a pensare, come farà il protagonista, ad una strada per uscire da questa sorta di maledizione, lui che non è mai riuscito a scrivere un finale positivo cercherà in tutti i modi di regalarlo alla "sua" bambina.

Il protagonista ha una capacità che se fosse stata ancora meglio sfruttata dall'autore poteva da solo invogliarne la lettura, infatti trovandosi di fronte ad una scelta problematica, un avversario da affrontare che lo minacci "scrive" nella sua mente cosa potrebbe accadergli per regalargli un macabro finale, solitamente sono parti ben riuscite apprezzabili, ma talvolta si ha l'impressione che si poteva organizzare meglio il tutto, resta comunque un'idea originale.

Il personaggio meglio riuscito è Yukihiko Mariyama, l'antagonista principale della serie, folle nel suo agire che maturerà nell'opera diventando una sorta di padre modello pur mantenendo il proprio carattere. Egli segue nella sua follia un ragionamento contorto e intrigante, in quanto si oppone alla presenza di regole, il vivere senza regole, il lottare senza regole, il suo schema di pensiero viene ottimamente reso risultando convincente e molto originale. Alcuni personaggi minori risulteranno meno riusciti.

Il finale non tradisce i principi con cui la storia era partita, coerenza che traspare dai vari volumi, 8 in totale, quindi una storia non troppo lunga e di facile lettura. Il disegno è grezzo, in qualche tavola quasi approssimato, non molto particolareggiato, sostenendo a fatica le varie scene di azione .

Manga di ottime idee e con una buona realizzazione, consigliato a chi, non dando fastidio il disegno grezzo, cerca una lettura piacevole per ore di puro svago con punti di interessante riflessione.


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Mopinik

Volumi letti: 8/8 --- Voto 8,5
Per valutare quest'opera voglio partire da quelli che sono per me i difetti.
- il disegno, che a mio avviso è un po' approssimativo e poco rifinito.
E l'elenco termina qui, perché per il resto il manga è fatto benissimo
Opera che nelle intenzioni dell'autore dovrebbe abbracciare il tema del rapporto genitore-figlio, ma che sconfina proficuamente ben oltre.
Pretesto narrativo interessante e ben sviluppato con una storia coerente che tratta temi importanti con il giusto peso attraverso personaggi magnificamente caratterizzati e lo splatter è un aspetto molto molto marginale nell'insieme.
L'ho comprato con scetticismo dato che non ne avevo sentito affatto parlare e fortunatamente sono stata clamorosamente smentita: è uno dei manga migliori che abbia letto.
L'unica pecca è , ripeto, il disegno, che davvero per i miei gusti non mi permette di dargli una valutazione migliore che avrebbe senz'altro potuto meritare. Voto: 8,5


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npepataecozz

Volumi letti: 8/8 --- Voto 8,5
Pur non essendo in possesso di dati certi, la sensazione che questo "Vanilla Fiction" non abbia goduto di grande considerazione presso il pubblico italiano mi sembra una cosa abbastanza evidente. In apparenza si tratta di un titolo che già di suo sembra offrire ben poco ad un lettore esperto; e a renderlo ancora meno appetibile si sono aggiunti anche dei tempi di pubblicazione che io considero davvero assurdi. Io posso capire che ci sia questa moda della "contemporaneità col Giappone" e la cosa, in fondo, piace anche a me; ma bisogna anche tener conto che se un manga in Giappone viene proposto a "capitoli" su una rivista, per avere l'intero prodotto a disposizione in Italia poi occorrerà molto tempo. E distribuire solo tre volumetti all'anno (con attese anche di otto mesi) è davvero troppo poco per la proverbiale pazienza italica, soprattutto se si pensa che stiamo parlando di un lavoro non esattamente pubblicizzatissimo. A mio avviso sarebbe stato meglio aspettare un altro po' prima di proporlo e garantire tempi di pubblicazione più umani; forse così avrebbe avuto un pubblico maggiore e, in tutta onestà, se lo sarebbe pure meritato perché quella raccontata da "Vanilla Fiction" è davvero un gran bella storia.
"Vanilla fiction" racconta le disavventure di Shinobu Satou, un famoso scrittore giapponese, che resta coinvolto suo malgrado in un drammatico gioco di sopravvivenza: Dio, infatti, ha stabilito che se non mangerà assieme alla piccola Eri Makino dei biscotti sull'isola di Hajiro il mondo finirà. Sembra tutto molto semplice, ma così non è: un'altra persona, infatti, ha avuto un incarico diverso la cui realizzazione porterà allo stesso risultato, la salvezza del mondo. Ma se per evitare l'apocalisse le possibilità sono due, la possibilità di sopravvivere per i due "prescelti" resta una sola: portare a termine la loro missione. Se sarà l'altro a completarla la punizione per il "perdente" sarà la morte.
Se come incipit quello di "Vanilla Fiction" vi è sembrato poco attraente non posso darvi torto; in realtà pure io dopo la lettura dei primi volumetti ho avuto qualche dubbio sulla bontà complessiva dell'opera. L'idea che suscitava era che, seppur con le varianti del caso, si trattasse di una di quelle storie tutto splatter e niente arrosto che ormai si trovano un po' ovunque; ma fortunatamente l'abito non sempre fa il monaco.
Una delle qualità che amo di più in una storia è la coerenza, sia in termini di trama che in termini di evoluzione dei personaggi: in genere sono molto severo verso quei titoli che si "dimenticano" parti della storia (ed è anche per questo che preferisco leggere/guardare manga/anime non troppo lunghi in quanto, a mio avviso, questa eventualità è direttamente proporzionale alla lunghezza dell'opera) o che propongono un percorso di crescita irrazionale della natura dei vari personaggi.
Per questo motivo il merito maggiore che attribuisco a "Vanilla Fiction" in relazione al suo contenuto è proprio quello di aver sempre mantenuto la sua compattezza narrativa: la storia sembra quasi essere stata scritta tutta d'un fiato (e chissà magari è davvero così) per evitare improvvisi e deleteri cambi di rotta.
Ma se la coerenza della trama è quasi un minimo sindacale per un manga di solo otto volumi (anche se, ad onor del vero, le dimensioni di ognuno di questi è sempre molto corposa e comunque più grande rispetto alla media), non si può sempre sperare nello stesso automatismo anche in relazione alla crescita dei personaggi. Ma è proprio in questo, invece, che "Vanilla Fiction" eccelle: la caratterizzazione dei suoi personaggi è davvero superba, si vede benissimo che nulla è stato lasciato al caso. E così uno stesso personaggio, non importa se si tratta del protagonista, del cattivo di turno o di uno degli altri "attori" presenti nell'opera, riesce a far crescere in chi lo guarda sentimenti che si evolvono e che possono passare da un iniziale disprezzo alla comprensione, per poi tornare all'antipatia ed arrivare ad una inaspettata simpatia senza che la cosa appaia contraddittoria; e questo perché il modo in cui tutto questo avviene è perfettamente naturale. Ogni persona ha dei lati buoni e dei lati cattivi ed il modo in cui questi si manifestano fanno nascere, in chi li osserva, sentimenti contrastanti ma non per questo improbabili: Megumi Osuga (l'autrice) lo sa e con "Vanilla Fiction" vuole gioca proprio con la complessità insita in ogni persona per dimostrare che anche nelle zone più scure può esistere una componente più chiara e viceversa. E la cosa funziona, altroché se funziona.
I disegni non sono molto complessi, specie se si tiene conto della componente splatter, ma per me questo non è un difetto: meglio semplice ma efficace che elaborato ed incomprensibile.
Se avete in programma di comprare in blocco un manga non troppo lungo e non sapete cosa scegliere, se il genere è di vostro gradimento (in realtà basterebbe anche che non vi faccia proprio schifo) "Vanilla Fiction" è il titolo che state cercando. Anche se non ha goduto di grandissima considerazione, infatti, a mio avviso è uno dei manga migliori usciti negli ultimi anni.


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Pannero

Volumi letti: 4/8 --- Voto 9
Shinobu Satou è uno scrittore molto popolare e noto al pubblico per una caratteristica in particolare: tutte le sue storie vanno a finire male. Infatti il solitario e cupo ragazzo è assolutamente incapace di concepire un happy ending e passa le sue giornate nel terrore che da un momento all'altro il pubblico lo dimentichi.
All'improvviso vede una bambina seduta su un cornicione e decide di salire per capire la situazione. Da questo momento in poi la vita di Shinobu cambierà per sempre: si troverà coinvolto in un gioco mortale a gareggiare con altri concorrenti per la propria vita e la salvezza del mondo.
Shinobu dovrà a tutti i costi difendere Eri, la bambina che ha trovato sul cornicione, da ogni genere di pericolo e dagli altri concorrenti di questo gioco mortale, ognuno disposto a qualunque cosa pur di vincere, anche a trattare la piccola Eri come un oggetto.

Questo è a grandi linee l'inizio delle rocambolesche avventure di Eri e Shinobu. In una cornice action, densa di scene folli, assurde e incredibili, assistiamo parallelamente alla crescita dei sentimenti dei personaggi: il cambiamento di Shinobu, che da vigliacco e pessimista deciderà di tirare fuori il meglio di sé per difendere la piccola Eri, e quest'ultima, trattata come un oggetto da tutti, che inizia a provare un affetto sincero e forte nei confronti di Shinobu (l'unico che l'abbia trattata con un po' di umanità).
Personaggi folli, poliziotti corrotti e creature invincibili si alternano creando una fitta rete di intrecci in questo shounen (quasi un seinen oserei dire) dai toni molto maturi.

Il ritmo della narrazione e la capacità dell'autrice di creare una storia avventurosa senza mai perdere di vista i sentimenti dei personaggi (lentamente riusciamo a comprendere il punto di vista di tutti, anche di quelli che sembravano essere solo personaggi secondari) mi ha ricordato molto Eden of the east (splendido anime col character design di Chika Umino).

I disegni sono curati, e tramite una retinatura intensa contribuiscono a rendere la storia gradevole e semplice da leggere. Fortemente consigliato sia agli amanti dei manga d'avventura con un pizzico di sovrannaturale e a chi ha voglia di riflettere sui rapporti umani, in particolar modo su quelli genitore-figlio.