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Pannero

Volumi letti: 5/17 --- Voto 6
"Shonan Seven" è ambientato nella stessa scuola che in "Shonan Junai Gumi" frequentavano Eikichi e Ryuji, e presenta solo la sceneggiatura dell'autore originale, Toru Fujisawa, mentre i disegni sono affidati a Shinsuke Takahashi.

Il protagonista è un teppista di nome Ikki, che vuole entrare a far parte degli "Shonan Seven", un gruppo leggendario di teppisti, ma per farlo dovrà cimentarsi in una serie di lotte con altri temibili teppisti.
Il manga parla appunto di questo torneo per entrare a far parte degli "Shonan Seven" e delle avventure quotidiane di Ikki, che nonostante sembri sempre spensierato, porta sulle spalle il peso della morte del fratello, a sua volta un teppista molto conosciuto e potente.
Ad arricchire il cast ci sono Madoka, sorella di un altro teppista, che cerca sempre di sedurre in qualche modo Ikki, e l'amica d'infanzia di quest'ultimo, segretamente innamorata di lui da sempre.

Una storia semplice, forse un po' troppo semplice, che purtroppo dimostra per l'ennesima volta che dopo GTO forse Fujisawa è un po' a corto di idee, come se avesse finito i colpi in canna o se li stesse conservando proprio per il suo personaggio più riuscito di sempre, Onizuka.
La storia è un po' moscia, e anche i personaggi non emergono più di tanto. Ci sono quei momenti demenziali, folli, un po' osè e assurdi che piacciono tanto a Fujisawa, ma le gag purtroppo rimangono sempre isolate in una storia che si trascina in maniera forse troppo lenta o uguale (un susseguirsi di risse che non aiuta a caratterizzare al meglio i personaggi, che rimangono incastrati nei loro stereotipi, come "l'amica d'infanzia", "la bella ragazza tentatrice" e così via).
Insomma non c'è quella delirante comicità e quei momenti demenziali alternati a scene di grande impatto alle quali siamo abituati.

Per quanto riguarda i disegni, anche qui devo ammettere che è strano ritrovare il modo di raccontare e disporre le vignette di Fujisawa e dei disegni completamente diversi.
Takahashi fa il suo lavoro egregiamente, ha un tratto che non ha nulla in comune con quello di Fujisawa: è realistico e disegna ragazze procaci e sexy e ragazzi inverosimilmente muscolosi, ma a mio avviso, rimane sempre un po' sull'anonimo, per quanto sia eccellente dal punto di vista tecnico.

L'edizione italiana della Dynit è buona come al solito, ed è piena di note esplicative (cosa che di questi tempi nei manga manca molto), ma il prezzo (6,90 euro) forse è eccessivo, visto che è vero che c'è la sovraccoperta, ma il formato è standard.