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Rivai9087

Volumi letti: 8/23 --- Voto 9
Demon slayer è un manga shonen disegnato da Koyoharu Gotoge serializzato su Shuukukan Shonen Jump completato in Giappone, ma ancora in corso in Italia; iniziato nel 2016.
Trama: Tanjiro Kanado è un giovane venditore di carbone che vive felicemente con la sua famiglia, ma un giorno si ferma la notte in una casa e la sua famiglia viene sterminata, tutti tranne sua sorella Nezuko che viene trasformata in demone dal prossimo nemico del fratello. Così si arruola per diventare Cacciatore di Demoni e inizia il suo percorso alla ricerca del cura per la sorella e la vendetta contro il demone che ha reso tale Nezuko.


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sarti02

Volumi letti: 23/23 --- Voto 8
Sono un pò combattuto mentre inizio a scrivere questa recensione, ho iniziato a leggere Demon Slayer più che altro per la curiosità che aveva suscitato visto l'enorme successo che ha avuto, e dico subito che sebbene mi sia piaciuto non l'ho trovato quel capolavoro che molti dicono.

Partendo dalla storia, questa si presenta semplice e abbastanza lineare senza chissà che colpi di scene e abbastanza in linea con opere simili, abbiamo infatti Tanjiro, un carbonaio che vive con i suoi genitori e i suoi fratelli e sorelle su una montagna, di ritorno da una visita in città per vendere il carbone scopre che tutta la sua famiglia è stata uccisa e che sua sorella Nezuko è stata trasmormata in un demone, da quì parte il suo viaggio alla ricerca di una cura per la sorella, che lo condurrà ad essere un cacciatore di demoni e a conoscere tanti altri personaggi che lo accompagneranno (e soprattutto lo aiuteranno) nella sua avventura.
La storia seppur non abbia niente di nuovo è comunque ben bilanciata e mette la giusta curiosità per cercare di scoprire sempre cosa accadrà nel capitolo successivo.
Scorre molto velocemente in alcune parti mentre in altre è molto più lenta (in particolare sul finale), nota di merito a mio parere è il finale, che riesce a dare tutte le risposte che servono e si prende il giusto tempo.
Stessa cosa per i personaggi, che seppur non abbiano niente di particolarmente innovativo sono ben caratterizzati e porteranno a tifare per loro (a volte provando anche simpatia per qualche nemico).

Piccola nota negativa sono i disegni, che a me sono piaciuti veramente poco, e a parere mio diventano un pò confusionari in alcuni momenti durante gli scontri, sono molto piacevoli i momenti più leggeri che strapperanno sicuramente un sorriso e in alcuni casi stemperano bene la tensione, e soprattutto in questi momenti il disegno grazie a un che di cartonesco riesce invece a rendere meglio

In definitiva se amate il genere ne consiglio la lettura perchè è un'opera che intrattiene sicuramente bene e non annoia mai.


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Shadow01

Volumi letti: 207/23 --- Voto 8,5
Demon slayer è un manga dalla trama non troppo complessa o originale che riesce però a catturare l'attenzione.
La storia parla di un ragazzo che, dopo aver perso tutta la sua famiglia, è assolutamente intenzionato a salvare l'unica sorella sopravvissuta. In effetti sembra banale o già vista (es. Fullmetal Alchemist) ma il tempo di ambientazione, i personaggi e le vicende che li coinvolgono riescono comunque a tenere alta l'attenzione. Si alternano momenti divertenti a momenti di massima tensione e tristezza che creano atmosfere sempre diverse e mai noiose.
Di quasi se non tutti i personaggi principali viene raccontato anche il passato, purtroppo a volte le backstories sono un po' ripetitive ma aiutano molto nella comprensione del personaggio, spiegando come è arrivato allo stato in cui si trova. Le migliori storie credo siano quelle dei pilastri. La caratterizzazione l'ho trovata quindi molto ben fatta tanto che è possibile empatizzare anche con alcuni demoni.
I disegni sono molto belli soprattutto quelli dei personaggi. Unica pecca che ho trovato nel corso della lettura è stata durante i combattimenti in cui i disegni posso risultare un po' confusionari o pasticciati rendendo difficile capire esattamente cosa sia successo.
Per concludere, la ritengo una lettura leggera ma non troppo che può appassionare chiunque indipendentemente dall'età o dal sesso.


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Olimpea

Volumi letti: 22/23 --- Voto 10
Attenzione, questa recensione può contenere spoiler dell'intera opera.

Demon Slayer, fenomeno mondiale che pareva fosse solo una "moda passeggera". Con l'uscita della prima stagione anime non si fa altro che parlarne, ma di questo ne parlerò in un'altra recensione. Escludendo delle piccole eccezioni, se un manga e un adattamento anime ottengono così tanti riconoscimenti e successo a livello mondiale sicuramente c'è anche più di un motivo.

La storia si incentra su Tanjiro, primogenito di una famiglia non molto benestante che deve badare alla madre ormai vedova e ai suoi fratelli più piccoli. Un giorno, tutta la sua vita viene distrutta in un secondo, quando i suoi occhi si posano sui corpi inermi dei suoi cari. La sorella Nezuko, però, è sopravvissuta, ma si rivela essere diventata un demone. Da quel momento Tanjiro si addestrerà nell'arte della spada per affrontare i demoni, creature della notte che si nutrono di esseri umani. Questi possono essere uccisi solo da un determinato tipo di katana e solo usufruendo di una respirazione e concentrazione assoluta. Di respirazioni ne troviamo di diversi tipi: acqua, fuoco, vento, nebbia, roccia, suono, bestia, fulmine, insetto, serpente e amore.
Certamente la trama presenta moltissimi dettagli visti e rivisti, quindi che cosa lo ha contraddistinto tra tutte le altre opere di spadaccini, demoni, mostri notturni e tecniche di respirazione?

La pluralità e la caratterizzazione dei personaggi è un fattore cruciale non indifferente. Partendo dagli spadaccini, troviamo i protagonisti Tanjiro e sua sorella Nezuko, Zenitsu, un ragazzo fifone ma dal cuore tenero, e Inosuke, un ragazzo irascibile e dal passato incerto. Quattro combina guai e casinisti che romperanno i momenti più pesanti per far sorridere il lettore e dargli tempo di riprendersi. Sicuramente quest'ultimo si affezionerà almeno ad uno dei Pilastri, maestri ammazza-demoni, ognuno dei quali dal design unico basato sulla respirazione su cui sono specializzati. E infine, i demoni, tutti diversi gli uni dagli altri e tutti con un passato da raccontare, dall'aspetto riconoscibile già dalla prima vignetta. Lo stesso antagonista della storia, il temibile Kibutsuji Muzan, si presenta in ben 4 forme differenti, rendendolo più inquietante e misterioso fino all'arco finale. Non mancheranno le lacrime e i gridolini anche per i villain secondari.

Lo stile di disegno nei primi volumi appare statico e fisso, non presenta nulla di particolare che potrebbe attirare l'attenzione dei nostri occhi, ma così come per altre opere, subisce man mano che la storia prosegue un'evoluzione e un miglioramento. Infatti, una volta giunti agli ultimi volumi dopo un lungo viaggio, si può notare una differenza enorme se non di più nel tratto e nella rappresentazione di scene movimentate e di azione. Chi ha avuto lo stesso coraggio di Tanjiro ad andare avanti nonostante i vari "ostacoli" sarà ben ricompensato.

Come in ogni manga, quest'opera è divisa in archi ben distinti che influiscono sullo scorrimento del racconto. Ogni arco si concentra su un combattimento ben preciso contro uno degli antagonisti fino ad arrivare al boss finale. Una volta conclusasi uno, ne parte un altro, come se avessimo messo un punto e virgola a quello che è passato. Non un punto, attenzione, poiché verso la fine tutto il percorso, tutte le esperienze e tutti i personaggi incontrati e persi, si sono rivelati necessari per il raggiungimento dell'obbiettivo finale.
Gridare a squarciagola ricordando con il protagonista i dolori affrontati e sentirsi parte di ogni singolo attacco sarà una sensazione percepibile anche ad occhi aperti, mentre il corpo verrà trasportato dalla bellissima danza di fuoco ed acqua.

Una storia strappalacrime capace di cogliere di sorpresa il lettore nei momenti più inaspettati, che affronta le tematiche della famiglia, del rispetto e amore fra congiunti e verso i propri senpai, tenere duro nonostante le difficoltà e andare oltre, saper affrontare la morte come un momento di pace e di accoglienza. Un must anche per chi non è molto appassionato del genere.


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Matteo008

Volumi letti: 21/23 --- Voto 9
Può un essere umano, con le sue debolezze fisiche, i suoi dubbi e tormenti interiori, e le naturali limitazioni imposte da un corpo mortale, sconfiggere un demone, un essere sovrannaturale, immortale e dotato di poteri magici, un essere senza moralità che vive solo per mangiare altri essere umani e diventare sempre più forte? Ma soprattutto, è possibile per un autore alle prime armi riuscire a creare uno dei manga più venduti di tutti i tempi, riuscendo ad erodere il primato di sua maestà One Piece? La risposta è si. Tanjiro Kamado, il protagonista di Demon Slayer, non è il solito personaggio da shounen interessato unicamente a diventare "il più forte", ma è unicamente spinto da due ideali estremamente positivi: Salvare suo sorella Nezuko, divenuta un demone a causa del perfido signore dei demoni Kibutsuji Muzan, il quale ha anche ucciso la madre e i fratelli di Tanjiro, e sconfiggere Muzan, per evitare che altre persone subiscano ciò che ha subito lui. Nel suo viaggio, Tanjiro verrà accompagnato da Inosuke Hashibira, un ragazzo cresciuto tra i boschi che indossa continuamente una maschera da cinghiale, e Zenitsu Agatsuma, uno spadaccino fifone e fissato col volersi trovare una ragazza da sposare. Poco da dire su questi due: O li ami, o li odi. C'è chi potrebbe trovare il loro ruolo da spalle comiche del serioso protagonista un po' scocciante alla lunga, soprattutto poiché già visto e rivisto in mille altri manga; tuttavia c'è anche chi, come me, amerà le mille sfaccettature dei due personaggi, soprattutto dopo aver letto le loro backstories. Ho adorato la backstory di Inosuke, peccato che la conosceremo completamente solo a partire dal capitolo 160. Un voto a parte meriterebbe l'ambientazione; finalmente abbiamo un manga ambientato nell'affascinante periodo Taisho, nel Giappone dei primi del 900', un periodo di contraddizioni per il paese diviso fra una fragile democrazia e lo strapotere dei militari e degli oligarchi, fra modernità e costumi occidentali, osservabili nel manga dai vestiti indossati da alcuni personaggi, e tradizione. Aprendo le pagine del manga, ci si sente davvero immersi nella cultura del Giappone del secolo scorso. L'autore attinge dalla millenaria storia del suo paese per il character design dei personaggi, in particolare per i demoni, tutti con caratteristiche fisiche, psicologiche e poteri unici e diversi fra loro, e anche se i demoni sono i cattivi è difficili non simpatizzare per quelli dalle backstories particolarmente toccanti o per quelli fatti così bene e cattivi che non possono che affascinarci. Personalmente, il mio preferito è Douma, il perché lo capirete leggendo tutti e 205 i capitoli dell'opera. Come detto in precedenza, la scontro fra umani e demoni è lo sfondo di tutta la vicenda. Lo scontro fra degli esseri limitati, che piangono, possono rimanere feriti o addirittura morire, e degli esseri capaci di vivere per sempre, di rigenerare qualsiasi parte del corpo e di usare potentissime arti magiche. Tuttavia, se ai demoni mancano le debolezze fisiche degli umani, mancano anche le loro forze interiori: Gli uomini potranno anche morire, ma avranno sempre altri uomini che porteranno avanti ciò in cui credevano, così avviene nella squadra ammazzademoni, il corpo speciale super segreto di spadaccini il cui compito è quello di sconfiggere tutti i demoni malvagi. I loro membri spesso muoiono durante le loro missioni, ma ci saranno sempre nuovi spadaccini pronti a combattere. Molti di essi, come Tanjiro, si sono uniti alla squadra poiché hanno visto i propri cari venire divorati dai demoni; tuttavia anche i demoni avranno passato esperienze negative nella loro vita da umano. La differenza è che gli spadaccini ammazzademoni avranno saputo convogliare la loro rabbia verso un ideale positivo, mentre i demoni si sono lasciati "distruggere" dalle emozioni negative e avranno delegato la loro esistenza a servire Muzan. In conclusione, Demon Slayer è un manga molto bello e con parecchi punti interessanti, ma non è affatto perfetto. Il difetto principale è forse la trama eccessivamente lineare: Tutto si sviluppa intorno al protagonista, qualsiasi cosa accada a agli altri personaggi avviene solo se riguarda direttamente Tanjiro. Non mancheranno veri e propri cliché, come l'allenamento iniziale col classico maestro giapponese o il fatto che fin da subito Tanjiro venga paragonato ai "Pilastri" ( Colonne nell'edizione italiana del manga) gli spadaccini più forti della squadra ammazzademoni, ai quali il ragazzo deve ispirarsi per diventare più potente. La struttura degli eventi è di una semplicità disarmante: Uccidi demone, diventa più forte, uccidi demone un po' più forte del precedente, continua così fino alla fine. Se cercate un manga originale, Demon Slayer non è proprio la prima scelta che mi venga in mente. Tuttavia, semplice non significa brutto, e la semplicità del manga è uno dei suoi punti di forza e probabilmente una delle ragioni per cui ha avuto un successo del genere.

Matteo008

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Matteo008

Volumi letti: 21/23 --- Voto 9
Può un essere umano, con le sue debolezze fisiche, i suoi dubbi e tormenti interiori, e le naturali limitazioni imposte da un corpo mortale, sconfiggere un demone, un essere sovrannaturale, immortale e dotato di poteri magici, un essere senza moralità che vive solo per mangiare altri essere umani e diventare sempre più forte? Ma soprattutto, è possibile per un autore alle prime armi riuscire a creare uno dei manga più venduti di tutti i tempi, riuscendo ad erodere il primato di sua maestà One Piece? La risposta è si. Tanjiro Kamado, il protagonista di Demon Slayer, non è il solito personaggio da shounen interessato unicamente a diventare "il più forte", ma è unicamente spinto da due ideali estremamente positivi: Salvare suo sorella Nezuko, divenuta un demone a causa del perfido signore dei demoni Kibutsuji Muzan, il quale ha anche ucciso la madre e i fratelli di Tanjiro, e sconfiggere Muzan, per evitare che altre persone subiscano ciò che ha subito lui. Nel suo viaggio, Tanjiro verrà accompagnato da Inosuke Hashibira, un ragazzo cresciuto tra i boschi che indossa continuamente una maschera da cinghiale, e Zenitsu Agatsuma, uno spadaccino fifone e fissato col volersi trovare una ragazza da sposare. Poco da dire su questi due: O li ami, o li odi. C'è chi potrebbe trovare il loro ruolo da spalle comiche del serioso protagonista un po' scocciante alla lunga, soprattutto poiché già visto e rivisto in mille altri manga; tuttavia c'è anche chi, come me, amerà le mille sfaccettature dei due personaggi, soprattutto dopo aver letto le loro backstories. Ho adorato la backstory di Inosuke, peccato che la conosceremo completamente solo a partire dal capitolo 160. Un voto a parte meriterebbe l'ambientazione; finalmente abbiamo un manga ambientato nell'affascinante periodo Taisho, nel Giappone dei primi del 900', un periodo di contraddizioni per il paese diviso fra una fragile democrazia e lo strapotere dei militari e degli oligarchi, fra modernità e costumi occidentali, osservabili nel manga dai vestiti indossati da alcuni personaggi, e tradizione. Aprendo le pagine del manga, ci si sente davvero immersi nella cultura del Giappone del secolo scorso. L'autore attinge dalla millenaria storia del suo paese per il character design dei personaggi, in particolare per i demoni, tutti con caratteristiche fisiche, psicologiche e poteri unici e diversi fra loro, e anche se i demoni sono i cattivi è difficili non simpatizzare per quelli dalle backstories particolarmente toccanti o per quelli fatti così bene e cattivi che non possono che affascinarci. Personalmente, il mio preferito è Douma, il perché lo capirete leggendo tutti e 205 i capitoli dell'opera. Come detto in precedenza, la scontro fra umani e demoni è lo sfondo di tutta la vicenda. Lo scontro fra degli esseri limitati, che piangono, possono rimanere feriti o addirittura morire, e degli esseri capaci di vivere per sempre, di rigenerare qualsiasi parte del corpo e di usare potentissime arti magiche. Tuttavia, se ai demoni mancano le debolezze fisiche degli umani, mancano anche le loro forze interiori: Gli uomini potranno anche morire, ma avranno sempre altri uomini che porteranno avanti ciò in cui credevano, così avviene nella squadra ammazzademoni, il corpo speciale super segreto di spadaccini il cui compito è quello di sconfiggere tutti i demoni malvagi. I loro membri spesso muoiono durante le loro missioni, ma ci saranno sempre nuovi spadaccini pronti a combattere. Molti di essi, come Tanjiro, si sono uniti alla squadra poiché hanno visto i propri cari venire divorati dai demoni; tuttavia anche i demoni avranno passato esperienze negative nella loro vita da umano. La differenza è che gli spadaccini ammazzademoni avranno saputo convogliare la loro rabbia verso un ideale positivo, mentre i demoni si sono lasciati "distruggere" dalle emozioni negative e avranno delegato la loro esistenza a servire Muzan. In conclusione, Demon Slayer è un manga molto bello e con parecchi punti interessanti, ma non è affatto perfetto. Il difetto principale è forse la trama eccessivamente lineare: Tutto si sviluppa intorno al protagonista, qualsiasi cosa accada a agli altri personaggi avviene solo se riguarda direttamente Tanjiro. Non mancheranno veri e propri cliché, come l'allenamento iniziale col classico maestro giapponese o il fatto che fin da subito Tanjiro venga paragonato ai "Pilastri" ( Colonne nell'edizione italiana del manga) gli spadaccini più forti della squadra ammazzademoni, ai quali il ragazzo deve ispirarsi per diventare più potente. La struttura degli eventi è di una semplicità disarmante: Uccidi demone, diventa più forte, uccidi demone un po' più forte del precedente, continua così fino alla fine. Se cercate un manga originale, Demon Slayer non è proprio la prima scelta che mi venga in mente. Tuttavia, semplice non significa brutto, e la semplicità del manga è uno dei suoi punti di forza e probabilmente una delle ragioni per cui ha avuto un successo del genere.


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Nobume

Volumi letti: 23/23 --- Voto 8
Almeno una volta all'anno ci ritroviamo davanti ad un'opera animata o cartacea che spacca il pubblico a metà: c'è chi la definisce un capolavoro e chi invece punta il dito contro i difetti che non vengono mai evidenziati abbastanza, ritenendo che tutto questo clamore sia eccessivo. Ma arrivare ai livelli di “Kimetsu no Yaiba” ovvero “Demon Slayer” -per noi occidentali- è davvero incredibile e già questo dovrebbe farci riflettere sul motivo per il quale si sia arrivati ad un successo così sfrenato.
Koyoharu Gotōge è un esordiente nel panorama manga -parlerò di lui/lei al maschile poiché la lingua italica non ha un pronome neutro, di lui non si sa al 100% il sesso- ed ha iniziato la sua opera sulle pagine di Shonen Jump senza troppe pretese, andando a disegnare e creare un fumetto per ragazzi che raccontasse la storia di una famiglia e più precisamente di cosa sia il rapporto tra consanguinei: con lo scorrere delle vicende si farà sempre più marcato questo suo desiderio di mostrarci il lato più bianco e quello più nero dell'essere genitori, figli, fratelli. La relazione tra due persone nate dallo stesso grembo è il focus di molti personaggi e situazioni, nelle quali si vogliono cercare di definire cosa sia davvero il legame affettivo per eccellenza, rendendoci tutti più o meno coinvolti da spettatori ma soprattutto figli, fratelli, cugini e quant'altro che provano anch'essi dei sentimenti in cui rispecchiarsi. La storia si apre proprio con questa premessa che tutti oramai conosceranno: Tanjiro Kamado è un semplice ragazzino nell'era Taisho, orfano di padre e con madre malata, il quale si fa carico di tutti i suoi fratelli andando a lavorare dall'alba fino alla sera per garantire che tutti possano mangiare e passare un'adolescenza felice. Un giorno come un altro, si fa largo attraverso una insolita tempesta di neve per rincasare ma al suo ritorno trova la famiglia sterminata ad eccezione della sorella, Nezuko, che tuttavia è stata trasformata in qualcosa che non è più definibile umano ma bensì demoniaco. Da qui partirà un lunghissimo viaggio che ci presenterà un protagonista forte e tenace nel suo desiderio di salvare almeno l'ultima, piccola speranza di riabbracciare la sua famiglia e ritornare ai loro giorni sereni.
Ovviamente ai due Kamado si uniranno pian piano altri personaggi e verrà introdotta anche la tematica dei demoni, di come sono nati, di come si sconfiggono ed ovviamente di come si può fare in modo che una volta trasformati, possano tornare umani. A difendere l'umanità in segreto vi è un'associazione di sterminatori di demoni (Demon Slayer per l'appunto) nel quale Tanjiro deciderà di farne parte ma solo per farsi strada verso il padre di tutti i demoni e porre fine alla sua vita e riprendersi quella di Nezuko.
La cosa buona di questo manga che fa certamente leva sui combattimenti e power up è che Tanjiro ha una iniziale crescita graduale: dapprima non ha mai impugnato una katana in vita sua, l'unico suo pregio che può aiutarlo in battaglia è un ottimo olfatto ma per il resto è un vero dilettante, per quanto promettente. Dovrà faticare tanto, far passare molto tempo e conoscere un sacco di persone più forte di lui, sopravvivere in situazioni disastrose e spesso chinare anche il capo dinnanzi ai suoi superiori, poiché Gotōge nel primo terzo della storia decide di sottolineare un netto distacco tra i “pivellini” ed i “veterani” rappresentati dai Pilastri, spadaccini abilissimi e considerati degni di estirpare ogni demone. Inutile dire che il protagonista avrà un accrescimento e questo lo porterà ad essere pian piano non più un peso ma un utile alleato dei Pilastri. In alcuni frangenti questa differenza inizierà ad essere sempre meno marcata, a tratti esageratamente, come se il power up fosse corso in maniera troppo frettolosa, ma lo reputo un difetto a metà, sicché come sappiamo ogni personaggio principale è creato per avere dei miglioramenti unici che lo portino a fronteggiare il nemico finale senza morire in maniera patetica e nella maggior parte dei casi, trionfare da eroe. Questa crescita di poteri non può avvenire in maniera lenta su un fumetto di 23 volumi, seppur io pensi che avrebbe potuto gestirla meglio in alcuni frangenti che evirò di citare per spoiler.
Il forte di questa opera cartacea per me è la realizzazione di tanti personaggi che riescono ad accontentare una grande fetta di pubblico: abbiamo quelli comic relief come Zenitsu ed Inosuke in grado anche di apparire molto fighi quando combattono sul serio, poi ci sono i Pilastri con poteri incredibili e le loro storie, i loro caratteri tutti diversi, tra i taciturni, i calcolatori, i simpaticoni estroversi, quelli nati per farvi provare antipatia già dalla prima pagina ed anche delle donne molto abili, intelligenti ed indipendenti a differenza dell'epoca in cui è tratta la storia ed in cui solitamente è difficile trovare figure del gentil sesso messe sullo stesso piano degli uomini. Gli archi narrativi cambieranno decisamente il tenore della storia a seconda di quali Demon Slayer saranno coinvolti, poiché il mangaka ha studiato bene le figure dei Pilastri per far sì che ci raccontino vicende più buffe, tetre, strategiche e via dicendo dando a loro le redini per trainare capitoli su capitoli che non stufano, grazie al fatto che il carisma dei personaggi è capace di trasportarci da una foresta buia, ad un quartiere a luci rosse, ad un treno in viaggio e così via in registri narrativi differenti, nel quale ridere, arrabbiarci, rattristirci, riflettere e speculare su cosa verrà in futuro.
Se questo fumetto è diventato così celebre lo deve senz'altro alla buona creazione di un cast variopinto in ogni sfumatura, che fa l'occhiolino a quasi ogni possibile lettore che inevitabilmente avrà il suo preferito, non a caso sul web spopolano le fanart a tema, moltissimi hanno come avatar il loro preferito, il merchandising è letteralmente scoppiato in Giappone con un grande numero di Action Figures sia economiche che di lusso, Nendoroid, Cosplay, Café a tema e chi più ne ha più ne metta. Questo ritengo sia merito di un design davvero ben riuscito, dove Gotōge ama giocare nel creare pettinature inusuali, abbondare nell'eccentricità dei colori, delle vesti indossate dai personaggi con pattern sempre differenti, nessuna paura nel fargli avere cicatrici, sopracciglia particolari, maschere assurde, acconciature improponibili, abbinamenti di colori inusuali, accessori ben pensati e messi nel punto giusto, mischiando lo stile dei giorni nostri a quello di un'antica epoca nipponica.

Riassumendo, “Demon Slayer” è un manga che parla di famiglia. Ce la mostra da tantissimi punti di vista, sia umani che demoniaci. Ci fa percepire come l'autore abbia a cuore l'argomento e dunque trovo sia facile cascare tra le braccia di una trama così passionale. La passione è quella che tutti i personaggi mettono nel combattere e rivelarci il loro passato, dove vengono toccate tantissime tematiche, senza paura di farci vedere anche il lato umano dei demoni, che in alcuni casi potrete percepire come eccessivamente “non veramente malvagi” ed a tratti dunque una macchia buonista. Questa apertura ad ogni genere insieme ad un disegno sì semplice e non perfetto ma accattivante nel design e nei colori scelti, ha dato modo a quest'opera di diventare famosa ed affermarsi come un ottimo esponente del genere combattimenti, crescita personale di adolescenti (ma anche adulti) e tanta avventura. Anche io penso che il successo sia davvero esagerato, ma non per questo reputo che affossarla in maniera smisurata sia corretto, perciò merita un 8.