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AnthonySoma-sensei

Volumi letti: 2/2 --- Voto 8,5
L'approccio con la versione manga di "Kimi no Suizo wo Tabetai" mi ha lasciato fin da subito qualche perplessità per quanto concerne la realizzazione dei disegni. I personaggi sono concettualmente diversi da quelli apprezzati all'interno dell'anime, caratterizzati da chiari tratti infantili e lineamenti superficiali, poco curati nel dettaglio, i quali all'apparenza rimanderebbero a dei ragazzini delle medie, piuttosto che a degli studenti delle superiori. Si possono notare dei leggeri cambiamenti anche nelle vicende e nei luoghi in cui avvengono le stesse.
Attraverso i monologhi interiori è stato possibile cogliere maggiore espressività a livello emotivo nei caratteri soprattutto nel protagonista, il quale è sembrato più naturale sia negli atteggiamenti che nei comportamenti nella profonda interazione con Sakura; inoltre Haruki mi ha dato come l'impressione di essere già in partenza meno introverso rispetto a quanto prospettato nella trasposizione animata, e la sua maturazione psicologica, più accentuata e visibile all'interno del manga. Per quanto riguarda ll'anime ho i miei dubbi sulla parte introduttiva e il finale non mi ha particolarmente impressionato: nel primo caso, la situazione è rimasta sostanzialmente invariata in quanto non condivido la scelta di essere subito a conoscenza come del finale della storia; nel secondo, invece, ammetto di essermi ricreduto! Attraverso il riferimento ad alcuni piccoli eventi, che all'occhio del lettore potrebbero sembrare all'apparenza insignificanti, l'autore ha voluto inviare un chiaro messaggio: tutti gli esseri umani hanno bene o male la stessa probabilità di morire, la differenza sta nel fatto che i malati oppure le persone che hanno una aspettativa di vita bassa, sia per l'ambiente in cui vivono o per le scarse condizioni familiari, possiedono una percezione di rischio più alta, rispetto a chi è apparentemente sano e conduce una vita normale. La linea di confine tra la vita e la morte è molto più sottile di quanto ci possa sembrare, perciò dobbiamo fare attenzione a non sottovalutare troppo quello che accade intorno a noi. Tale tema rappresenta la chiave di volta per interpretare il tragico finale dell'opera, il quale dovrebbe spingerci a riflettere su come ci relazioniamo con gli individui intorno a noi, meglio tentare di condividere con spensieratezza e tanta felicità le esperienze con le persone a noi care, in quanto la morte è sempre dietro l'angolo ed è difficile intuire quando busserà alla nostra porta.
In sostanza, il manga l'ho trovato più interessante, in particolare ha lasciato trasparire tutta quell'emotività che nei momenti salienti è mancata nella trasposizione animata; insieme poi a tutto il discorso sul finale più comprensibile ed alcune tematiche trattate decisamente meglio.
L'unico ma importante aspetto negativo, sono stati i disegni, non mi sarei mai aspettato una qualità così bassa anche nella realizzazione delle fisionomie. Nell'anime i personaggi sono stati ideati "su misura", cioè bastava solo guardarli per capire il loro carattere o la loro personalità, chiaramente su un altro livello.
Il mio voto finale è 8,5!


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alex di gemini

Volumi letti: 1/2 --- Voto 10
La morte, la malattia terminale, anche se non toccano una persona giovane, non sono certo temi facili e, ai palati di molti, non sembrerebbero certo temi adatti per un anime. Invece, in “Voglio mangiare il tuo pancreas” si riesce a vincere alla grande una scommessa degna di Jabami Iumeko. Nei due albi di questo manga breve la storia viene trattata compiutamente, intensamente, con leggerezza, nell’ennesimo caso in cui un manga breve riesce ad essere un piccolo capolavoro di sensibilità e completezza. I difficili temi, uniti a quello, anch’esso ai limiti dell’impossibile, dell’amicizia tra due giovani che più opposti non potrebbero essere viene trattato davvero bene, impossibile non provare empatia per loro Viene voglia di fermarsi e riflettere ad ogni pagina, senza la fretta data inevitabilmente dai ritmi del film cinematografico. La trama è indubbiamente molto simile in ambo le versioni, con minime differenze. Forse la più sostanziale ata dall’aspetto dei protagonisti che nel film è tutto sommato adulto, mentre qui è decisamente più infantile. Una differenza non importante e comunque soggettiva. Personalmente preferisco il chara dell’anime. . La regia delle tavole ottima, il design pulito, il desiderio di fermarsi ad ogni pagina a riflettere, unito al senso della conclusione sempre più vicina ad ogni pagina. Tutto rende questo manga davvero bello, affascinante, imperdibile.Emoziona e parla di temi difficili senza pesantezza ma con leggerezza, commuovendo e mai appesantendo. Ai miei occhi che hanno vissuto certe esperienze il dieci, con un pizzico di generosità, ci sta tutto.


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Giuggi97

Volumi letti: 2/2 --- Voto 10
Una lettura veramente coinvolgente, la quale è riuscita a trattenere il mio sguardo fisso, senza mai far distogliere la mia attenzione. Non voglio parlare degli aspetti tecnici poiché sprovvisto di una conoscenza così approfondita sull'argomento; tuttavia vorrei esprimere il mio pensiero. Ho trovato la storia veramente bella, piena di emozioni e di sensazioni forti. Personalmente ho riletto più volte di fila i due volumi, non riuscivo proprio a smettere. Non si può non provare empatia verso i protagonisti, la sensazione di fine imminente e di non riuscire ad accettare che ben presto sarebbe tutto finito. Ho vissuto in prima persona l'ansia del protagonista, perché mentre nel racconto passava il tempo inesorabile, tanto le pagine diminuivano sempre di più. Insomma, ho amato ogni pagina, ogni singolo capitolo.
Ammetto di essere una persona un po' sentimentale, ma consiglio a chiunque di leggere questa splendida opera.