logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 2
joke95

Volumi letti: 14/14 --- Voto 8,5
"Lady Oscar - Le rose di Versailles" è un manga Shoujo storico composto origianariamente da quattordici volumi, scritto e disegnato da Riyoko Ikeda agli inizi degli anni settanta, e pubblicato dalla casa editrice Giapponese Shueisha. Questa fantastica opera è ambientata in Francia nella metà del diciottesimo secolo e vede per protagonisti Hans Axel Von Fersen, Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena e Oscar François de Jarjayes; le vite di questi tre personaggi si incroceranno per dare vita a quello che successivamente accadrà nella storia Francese, dall'incoronamento della Regina Maria Antonietta fino ad arrivare alla presa della Bastiglia, Il conte Farsen sarà un tipo molto presente nel manga e tale da creare molto scandalo a corte con la sua presunta relazione amorosa nascosta con la regina Maria Antonietta, la quale ha sempre negato al suo amato Luigi XVI che ci fosse qualcosa tra di loro, invece Oscar è un personaggio immaginario la quale discende da una nobile famiglia che per volontà del padre vestirà e si comporterà come un uomo e infatti più avanti diventerà capitano delle guardie reali di Versailles e stringerà un ottimo rapporto di amicizia con Maria Antonietta fino alla sua morte.

Il disegno di Riyoko Ikeda nei primi volumi risulta gradevole ma a tratti imperfetto come se non disegnasse con tutto il suo talento, con fondali a volte non presenti, ma andando avanti con la lettura mi sono accorto che il disegno migliora tantissimo e diventa sempre più dettagliato e curato anche nei minimi particolari, sopratutto per quanto riguarda i vestiti reali usati in quell'epoca.

Per quanto riguarda l'edizione J-Pop, troviamo un comodo cofanetto di cartonicino spesso e al suo interno i primi cinque numeri del manga con una edizione deluxe con moltissime pagine a colori e infine un piccolo artbook di cento pagine raffigurante le varie cover dei capitoli dell'opera, tutto ciò al prezzo di 70,00 € che li vale tutti.

Finisco con il dire che quest'opera tratta un periodo storico molto importante per la Francia di quell'epoca, e l'autrice fa un ottimo lavoro nella narrazione e nel disegno che ci accompagnerà fino alla fine facendoci emozionare sempre più; la Ikeda mette anche un po' della sua fantasia nell'opera ma risulterà sempre azzecato e mai fuori luogo o inadatto, è una bellissima serie Storica che mi sento di consigliare a tutti.

Voto finale: 8,5


 1
Andrea Contemplano

Volumi letti: 10/14 --- Voto 9
Non sono un lettore di shojo, ma la mia ragazza, che non è lettrice di manga, ci teneva a leggere questa opera, così ho comprato il cofanetto J-Pop dell'edizione nuova. Che dire? Un meraviglioso acquisto!

Ricordo l'anime, ma non né avevo un ricordo molto preciso, se non il fatto che non mi avesse particolarmente conquistato. Quindi la mia lettura è stata neutrale e senza paragoni.
Posso dire che Le Rose di Versailles è il manga shojo che consiglierei a chiunque voglia scoprire il genere e un'opera che riesce a mescolare il romanticismo (molto, tanto, parecchio) con una narrazione storica incredibilmente solida, interessante e per niente superficiale.

Avendo studiato storia, sono rimasto piacevolmente sorpreso della ricostruzione degli eventi raccontata e di come, difficile a credersi, quasi la totalità dei personaggi in scena sia effettivamente reale e coerente con la sua storia.

Il manga è una sorta di biografia di Maria Antonietta, dalla nascita alla tragica morte, nella quale si intrecciano le vicende della rivoluzione e di altri personaggi, all'apparenza minori, ma tutti con un ruolo ben definito da giocare.

Si può però notare come, dopo il primo volume, la storia prenda una decisa sterzata, cominciando a dedicarsi in maniera molto più marcata su Oscar, che risulta sicuramente il personaggio migliore e più carismatico presente.
Oscar è un personaggio complesso, sfaccettato e il cui conflitto tra l'essere uomo ed essere donna, va di pari passo con il suo conflitto tra la corona e le sofferenze del popolo. Oscar è un personaggio reale e tridimensionale, per me un perfetto esempio di un personaggio femminile forte e ben scritto, lontano da qualsiasi stereotipo.

Maria Antonietta è un personaggio ritratto con onestà, ma anche con compassione dall'autrice.
Ho apprezzato molto il fatto che, per quanto coinvolgenti i suoi tormenti di donna e regina, non venga mai meno la severa condanna per le sue scelte e il suo stile di vita, che la porteranno alla morte.
Maria Antonietta viene quindi ritratta in maniera molto umana, come una ragazza inadatta al suo ruolo e in un meccanismo destinato a distruggerla, ma tuttavia colpevole di non aver mai fatto la scelta giusta.

Altro personaggio di spicco è sicuramente Von Fersen, l'amante di Antonietta e uno dei personaggi maschili più interessanti, soprattutto se pensiamo al fatto che tutta la sua storia sia vera (anche se romanzata).

Non ho trovato alcun difetto? In realtà non è proprio così.
Il romanticismo nella serie sgorga a fiumi, in ogni capitolo c'è ampio spazio al tormento dei personaggi e sicuramente bisogna essere predisposti a questo tipo di narrazione iper sentimentale.
I disegni non mi entusiasmano particolarmente, non tanto per la costruzione delle tavole o per lo stile anni '70, ma per il fatto che ci sono vari momenti in cui confondo i personaggi femminili tra loro, spesso troppo simili tra loro.

I personaggi hanno tutti una loro forza, ma due secondo me sono i più deboli. Una è Rosalie, che letteralmente piange ad ogni singola apparizione, diventando a tratti fastidiosa.
L'altro, mi spiace dirlo, è André. Si potrebbe definire la versione maschile del partner perfetto. Le sue vicende sono interessanti e come personaggio funziona, ma le sue azioni sono tutte tragicamente prevedibili dato l'amore cieco per Oscar.

In molti hanno criticato l'umorismo presente in varie vignette, cosa che a me non ha dato particolare fastidio, soprattutto perché non è mai in momenti sbagliati e poi perché aiuta a stemperare la tragicità degli eventi e alleggerire questi eterni tormenti interiori.

Quest'opera non può prendersi altro che un bel nove.
Al netto di qualche piccola cosa, più che altro di gusto personale, Le Rose Di Versailles è un manga da leggere e scoprire, che fa della buona scrittura la sua arma migliore e capace di conquistare i più lontani da questo genere.


 1
Hachi194

Volumi letti: 5/14 --- Voto 10
Non ricordo se vidi prima l'anime o lessi prima il manga. Ricordo però benissimo l'effetto che fece su di me: quello di uno tsunami. Abituata alle principesse della Disney, alle storie che terminavano con il classico "E vissero felici e contenti", la storia di Versailles no Bara, più conosciuto da noi come Lady Oscar, fu un vero shock. Non avevo ancora dieci anni e il mio immaginario fu segnato irrimediabilmente dalle tragiche figure femminili che popolavano le pagine del manga (non che a quelle maschili andasse poi tanto meglio). Quindi avere di nuovo fra le mani quest'opera in una nuova edizione curata da J-Pop è un'emozione speciale. Perché Lady Oscar/Le Rose di Versailles è un caposaldo del genere e ogni generazione ha diritto a trovarla nelle fumetterie e a leggerla.
In Italia il manga ha una lunga storia: fu pubblicato per la prima volta da Fratelli Fabbri Editori nel 1983, in un'edizione a colori e con il finale modificato. Erano piccoli fascicoli allegati alla rivista Candy Candy (tanto per restare in tema di opere che hanno segnato una generazione). Fu riproposto da Granata Press nel 1993 e da Planet Manga nel 2001, che di seguito pubblicò anche Versailles no bara gaiden con il sottotitolo Le storie gotiche. Dal 2008 d/visual iniziò a pubblicare una nuova edizione italiana in sei volumi deluxe con sovraccoperta. In ottobre 2015 RW Edizioni sotto etichetta Goen, tornò a pubblicare Lady Oscar dal primo numero. Con tutte queste edizioni viene spontaneo chiedersi se ne serviva davvero un'altra. Io credo di sì, soprattutto se lo si fa con rispetto, cura e amore dando vita ad un prodotto extra lusso ma anche perché parliamo di un'opera che va letta per la sua incredibile importanza storica.
La sua autrice è Riyoko Ikeda, nata il 18 dicembre 1947 nella città di Osaka. Alla fine degli anni 60 è una giovane studentessa di filosofia con il sogno di diventare cantante. Questo sogno però non è ben visto dai suoi genitori e quindi la ragazza, per pagarsi da sola gli studi musicali, decide di trovare una fonte di guadagno e inizia a disegnare. Il suo modello è il dio dei manga Osamu Tezuka, ma lei non è da meno: il suo tratto semplice ma elegante e molto femminile si fa largo in un mondo spiccatamente maschile sia fra i disegnatori che fra i lettori. Potremmo dire che è anche grazie a lei che nasce il periodo d'oro degli "shojo". L'idea iniziale della Ikeda era di scrivere un'opera dedicata alla vita di Maria Antonietta di Asburgo-Lorena ma i capi della casa editrice Shueisha all'inizio storcono il naso: non credono che un soggetto del genere possa avere successo presso il pubblico, quindi consigliano alla mangaka di introdurre qualcosa che possa incuriosire e appassionare.
La Ikeda, da sempre fan del teatro Takarazuka, dove tutti i ruoli sia maschili che femminili sono impersonati da donne, si lascia ispirare da esso e decide di introdurre un personaggio femminile che però per tutta la durata della storia avrebbe indossato abiti maschili. Inoltre la mangaka ha studiato profondamente la storia di quel periodo e una figura del genere non sarebbe stata una forzatura: alla corte di Versailles poteva capitare che per divertirsi e ingannare la noia le donne assumessero tratti mascolini senza contare poi le tante donne che erano scese a fianco degli uomini durante la Rivoluzione Francese, salendo sulle barricate o arrivando addirittura ad armarsi.
Nasce così Oscar, bambina che per volere del padre viene cresciuta come uomo ed educata alla carriera militare. Il 21 maggio 1972 esce sulla rivista Weekly Margaret il primo numero di Berusaiyu no bara. Le sue vicende compaiono settimana dopo settimana senza interruzioni, su tutte le successive uscite del Weekly Margaret fino al numero 52, pubblicato il 23 dicembre 1973, con cui si conclude la storia.
Il successo è travolgente: tra il 1972 e il 1974 Berubara (come viene sintetizzato il titolo giapponese) vende 13 milioni di copie secondo i dati diffusi dalla casa editrice Shueisha. Riyoko Ikeda, vista l'enorme popolarità del suo manga, nel 1973 decide di abbandonare la Facoltà di Filosofia e si dedica esclusivamente alla carriera di disegnatrice.
Ma perché Lady Oscar ha avuto e ha ancora tutto questo successo? I fattori sono molteplici: dal tratto della mangaka, esteticamente elegantissimo e molto dettagliato, alla trama in cui si intreccia la Storia di un paese intero e le storie dei vari personaggi, siano essi realmente esistiti come la Regina Maria Antonietta o puramente di fantasia come Oscar o André.
La Ikeda infatti riesce a costruire una sceneggiatura in cui fantasia e realtà si fondono e gli attori vivono le loro vicissitudini nella Storia, creando un tutt'uno in cui i protagonisti evolvono assieme agli eventi che porteranno alla Rivoluzione Francese. Il lettore si appassiona così ai destini dei vari personaggi che pur appartenendo all'elite del tempo, in realtà sono schiacciati ed imprigionati da una società opprimente e colma di rigide regole da cui è difficile fuggire.
Per Oscar, André, Maria Antonietta e Fersen sarà la scoperta dell'Amore a renderli consapevoli della loro condizione di prigionieri in una vita e in un ruolo che spesso non hanno scelto ma che è stato loro imposto. Soprattutto Oscar e Maria Antonietta reclamano il loro diritto di essere donne ma soprattutto di essere se stesse e di poter decidere da sole della propria vita.
Se pensiamo che questo manga è stato pubblicato agli inizi degli anni 70, vi si può facilmente riconoscere una denuncia della condizione della donna in Giappone, considerata spesso inferiore all'uomo. La stessa Ikeda ha dichiarato in un'intervista che il suo compenso era la metà di quello di un uomo perché se lei si fosse sposata sarebbe stato suo marito a provvedere a sostenerla economicamente, mentre ciò non sarebbe valso per un uomo.
Oscar è diventata quindi subito ed ha continuato ad esserlo negli anni un simbolo di donna forte, coraggiosa, leale ma anche umana, grazie alle sue fragilità, ai suoi dubbi e ai suoi tormenti. Questo l'ha resa un modello per moltissime persone, abbattendo le barriere di genere. La sua storia scardina i modelli a cui si attenevano fino allora i manga per ragazze, grazie ad una eroina che si ribella alla società conservatrice a cui appartiene e che si appropria di un ruolo che fino a quel momento era unicamente appannaggio degli uomini.
La sua figura non poteva sfuggire alla Takarazuka Production che contatta Riyoko Ikeda proponendole di trasporre la storia in versione musical. La mangaka che è sempre stata una grande fan del teatro Takarazuka ovviamente approva il progetto e nel 1974 viene messa in scena per la prima volta il "Berubara Grand Romance". Nei due anni che seguono dalle vendite dei biglietti si calcola che lo abbiano visto circa 4 milioni di donne.
Un altro fattore da considerare è la cura quasi maniacale con cui la Ikeda si documenta sul periodo storico: molti personaggi anche secondari sono realmente esistiti così come diversi avvenimenti. Il tutto è sottolineato da didascalie esplicative che in alcuni casi si soffermano anche a illustrare il futuro della Francia, come nel caso di Robespierre o Napoleone. D'altronde la mangaka è una vera appassionata di Storia se si pensa che nel 1996 e nel 1997 pubblica rispettivamente due saggi storici "Rekishi no Naka no Otokotachi" e "Meisho o Kaita Onnatachi", in cui commenta le vite dei più grandi uomini e donne di tutti i tempi.
Per celebrare tutta la grandezza di quest'opera iconica, la J-Pop ha deciso di pensare in grande, riunendo la serie classica in un cofanetto extra lusso, composto da cinque volumi da oltre 350 pagine, formato 15x21 cm. Ogni volume contiene tutte le pagine a colori previste in originale e una gallery delle illustrazioni uscite all'epoca della prima serializzazione su rivista. Inoltre è contenuto anche un esclusivo libretto con tutti i frontespizi dell'edizione originale Margaret Comics degli anni '70 (raccolta unica al mondo) e la paper doll di Lady Oscar.
Il cofanetto che racchiude tutto questo materiale è composto da due parti: un diorama esterno che riproduce il famoso cancello di Versailles e un box più interno che serve a custodire i cinque volumi che affiancati riproducono il volto di Oscar. Le storie aggiuntive che Riyoko Ikeda decide di disegnare a metà degli anni '80 conosciute come Gaiden non sono presenti, ma l'editore ha rassicurato i fan durante la live sul canale Twitch di AnimeClick confermando che saranno pubblicati più avanti, in un'uscita a parte.
Berusaiyu no bara - Versailles no Bara - Le Rose di Versailles - Lady Oscar: non importa con quale nome questo manga sia entrato nella nostra vita, quel che è certo è che si è portato via un pezzetto del nostro cuore. Ci ha divertito, emozionato, indignato e istruito. Ha creato figure iconiche che hanno travalicato i decenni. Se dopo più di quarant'anni dalla sua uscita siamo ancora qui a parlarne un motivo ci sarà...


 1
kirk

Volumi letti: 20/14 --- Voto 9
Portato in Italia per la prima volta a colori dalla Fabbri editori negli anni ‘80 e ripubblicato più volte da altre case editrici, Lady Oscar – Le rose di Versailles è uno degli shojo manga più famosi di sempre soprattutto nel nostro bel paese.
Premetto che io ho letto la versione Granata Press uscita nel 1993 su Manga Hero alla conclusione del demoniaco Horobi: è il primo ed unico shojo pubblicato dalla casa editrice bolognese perché nella prima metà degli anni novanta il genere del fumetto giapponese per ragazze era considerato rischioso e questo titolo poteva piacere anche a noi maschietti.
La storia del manga è molto conosciuta perché tutti conoscono l’anime trasmesso ormai decine di volte sulle reti Mediaset, ma devo dire che la versione cartacea è superiore.
Nel 1755 nascono tre dei personaggi principali della storia: il conte di Fersen, la principessa Maria Antonietta d’Asburgo e una contessina francese il cui padre non ha un erede uomo e dunque la farà cresce come un uomo, il futuro comandante della guardia Oscar Francois de Jarjayes.
Queste sono alcune delle rose di Versailles, le altre possono essere considerate Jaenne Valois de La Motte, sua sorella Rosalie, la contessa Du Barry e quella di Polignac, sua figlia Charlotte… tutti personaggi ben caratterizzati che formano un bouquet di rose dai diversi colori tutte destinate a sfiorire alla ricerca di qualcosa che poi non ottengono o di cui vengono privati. La ricchezza che è la molla di Jaenne, il potere per la Polignac, il riscatto per la Du Barry… tutto si trasforma in cenere ma la tragedia più grande è quella che riguarda le due protagoniste principali Oscar e la regina Maria Antonietta, infatti se tutto inizia come un opera corale, con tanti coprotagonisti/e messi/e più o meno alla pari, alla fine sono loro due che spiccano fino alla morte (volume 16 per Oscar e 19 per la reine). Oscar viene affiancata a questo punto da André ma il loro è un amore alla “nouvelle Eloisa” romanzo di Rousseau citato nel manga, cioè un amore che può realizzarsi compiutamente dopo la morte. Mentre Fersen diventerà il principale sostegno della regina: “vile chi l’abbandona” sarà inciso sul suo anello a riprova del suo tentativo di salvarla opponendosi alla feroce, ma anche giusta, rivoluzione francese.
Le rose sbocciano e sfioriscono, ma se ti avvicini rischiano di pungerti questo è il destino dei personaggi maschili.
Alla fine all’edizione della Granata (vol. 19 – 20) c’è una storia “gotica” con protagonisti Oscar, Rosalie ed un vampiro, ispirata alla Ikeda dalla vita della contessa ungherese Bathory, il successo di questo racconto porta alla creazione de “Versailles no bara – le storie gotiche”.
In seguito la Ikeda disegnerà ulteriori storie e sviluppi per il suo capolavoro che allungheranno i volumi da 10 a 14 e che sta venendo pubblicato in Italia dalla Goen, ferma però da un po’ al volume 13.
Il tratto dell’autrice può non piacere perché è molto datato: a me gli occhioni a forma di lago o le figure slanciate dell’epoca piacciono quindi lo promuovo come promuovo l’edizione all’occidentale della Granata complice anche il fatto che le dimensioni sono le stesse dei magazine delle epoca Zero, Mangazine o Kappa.


 2
-forsaken-

Volumi letti: 13/14 --- Voto 8
Sono proprio felice di scrivere questa recensione, perchè solo oggi con la riedizione di Goen ho avuto modo di avere questo manga che tanto aspettavo di leggere. Purtroppo quando ho iniziato a interessarmi a Lady Oscar ero già grandicello e l'edizione D-Visual era già fuori catalogo.
Visto che ho citato l'editore, voglio intanto spendere qualche parola proprio in merito all'edizione Goen. I volumi sono robusti con ottima carta all'interno, mentre la sovraccoperta è un di più che fa sempre piacere avere. Anche la grafica e il lettering del manga sono puliti e ordinati. Il costo inoltre è piuttosto vantaggioso per il rapporto qualità prezzo, nulla da dire a riguardo. L'unica critica che faccio a quest'edizione è proprio la grafica della copertina e del retro, purtroppo i colori scelti li trovo piuttosto insipidi, mal assortiti e inadatti per Lady Oscar. D-Visual ai tempi riuscì a fare dei volumetti che anche solo esposti riuscivano a comunicare una certa importanza per il titolo che andavano a trattare. Goen invece ha preferito una grafica più anonima a parer mio e mi dispiace perchè gli altri manga della Ikeda che ha pubblicato (come Caro Fratello) invece hanno avuto un loro perchè in questo senso. Ma andiamo oltre.
Inutile spendere parole sulla trama, a nessuno interessa leggerla in una recensione. Piuttosto vorrei soffermarmi sui vari punti che compongono l'opera:
Disegni: lo stile della Ikedia è indubbiamente riconoscibile, i corpi dei personaggi sono tutti molto allungati, magri e coperti di abiti sfarzosi. In questo i disegni hanno un ruolo determinante nel rappresentare da un lato i nobili e dall'altra il popolo. La cura per i dettagli è davvero impressionante da questo punto di vista. I volti sono molto spigolosi, leggo che a molti altri non sono piaciuti; ovviamente si tratta di gusti, io per primo non ho mai avuto grande attrattiva per Lady Oscar per questo motivo, non mi attirava lo stile di disegno (e in generale le tematiche storiche) ed ero già diplomato quando mi decidetti a vedere per la prima volta l'anime. Sicuramente è uno stile di disegno che apprezzi parecchio quando già la trama ti ha coinvolto, o almeno per me è stato così. Sicuramente a volte ci sono problemi di proporzioni, posture innaturali e i personaggi sono tutti così simili da confonderli... ma che volete farci, è anche questo il fascino dei manga fatti in quel periodo! Chiudete un'occhio se potete e apprezzerete i disegni per quello che sono!
Personaggi: come in ogni opera, alcuni sono più caratterizzati di altri, ma almeno qui non abbiamo grandi lacune sui personaggi principali. Sempre tenendo conto dei tempi in cui è stato scritto, ritengo che i quattro protagonisti siano stati descritti benissimo, specialmente la Regina Maria Antonietta e il suo lato materno mi hanno molto colpito. I pensieri e i monologhi di ognuno contribuiscono a delineare i loro caratteri e a comprendere le relazioni che hanno intorno. Nonostante ciò, credo che i vari legami sentimentali siano un po' troppo fiabeschi a volte, ci si ama un po' troppo in fretta e senza particolari motivi, se non quello estetico. Nonostante questo, i sentimenti di tutti i personaggi vengono talmente tanto torturati dagli eventi che non si può certo parlare di amori raccontati male... sono più che altro gli incipit ad essere un po' forzati, in tutti i casi a parer mio. L'unica eccezione è forse proprio Oscar nei confronti di Andrè, la quale si rende conto tantissimo dei propri sentimenti.
Trama: la ricostruzione degli eventi storici è (a quanto ho letto) fatta a regola d'arte. Dispiace sapere che molti elementi sono di fantasia dell'autrice, come ad esempio gli stessi legami di parentela fra molti personaggi. Però forse anche questo significa essere un bravo autore, prendere degli eventi storici e cambiarli quel poco da rendere il prodotto accattivante, senza rinunciare alla fedeltà generale.

Facendo qualche confronto con l'anime, purtroppo non posso che unirmi agli altri nel dire che la comicità del manga è stata assolutamente fuori luogo e forzata. Le vignette comiche in Lady Oscar non servono, rimane pur sempre narrativa storica con dei personaggi tormentati. In questo davvero non capisco le scelte dell'autrice. Di positivo invece rispetto all'anime c'è il voler mostrare scene scomode in modo più limpido, come esecuzioni o copri putrefatti. Inoltre un grande merito del manga è proprio l'ultimo volume, ovvero quello che racconta tutto ciò che avviene dopo la morte di Oscar. Nell'anime infatti gli eventi sono narrati in modo un po' troppo frettoloso, qui invece la Ikeda ci ha dato modo di conoscere i regnanti in modo ancora più approfondito, mostrando il loro orgoglio e valore con positività, nonostante la drammaticità degli eventi.
Anime e manga sono comunque molto simili, personalmente preferisco l'anime perchè lo ritengo più emozionante, sia perchè la narrazione non è stroncata dalla comicità, sia perchè lo staff ha fatto un ottimo lavoro con musiche, dialoghi e disegni. D'altro canto la lettura del manga è indispensabile per chi vuole conoscere la storia in tutti i suoi dettagli, perchè si sofferma meglio sul finale.


 3
Irene Tempesta

Volumi letti: 10/14 --- Voto 6,5
Premetto che non ho visto l'anime. Molti mi grideranno allo scandalo, ma io negli anni 90 ho avuto altre preferenze e sono cresciuta con altri anime.
Da poco ho letto la serie completa del manga di Lady Oscar, quindi con la mente sgombra da paragoni. Mi sono goduta la trama per quella che era, originale, che ha ispirato l'anime.
Nonostante l'attenzione profonda per l'ambientazione storica, i vestiti, gli usi e le tradizioni, non ho gradito particolarmente questa serie.
Volevo capire se i manga a sfondo storico potessero piacermi, e con questo, ho capito che non fanno per me. Sono amante delle trame semplici, e Lady Oscar è tutto fuorchè una trama semplice.
Nella Francia della fine del 1700, due personaggi importanti irrompono nella storia: Oscar e Antonietta.
Nella famiglia nobile Jarjayes, nasce l'ennesima bimba. Il padre, stufo di non riuscire a procreare un erede maschio, decide di allevare la figlia come se fosse un maschio, suo futuro erede, Oscar appunto.
Fin dalla giovinezza, Oscar è affiancata da Andrè, nipote della tata di casa, e suo garzone.
Il ruolo di Andrè è molto romantico, egli infatti è da sempre affascinato e innamorato di Oscar, la bella ragazza bionda, slanciata, agile, determinata, intelligente, guerriera, costretta a vestire dei panni maschili.
Avendo ricevuto un'educazione maschile ella ha avuto sia delle ottime opportunità, che delle gravi privazioni. Difatti non potrà vivere il suo primo amore serenamente. Ma professionalmente, avrà modo di affermarsi e salire presto ai più alti vertici di Versailles.
L'altra protagonista è ovviamente Antonietta, viene narrata la sua vita a Versailles, il suo cambiamento da nobile austriaca a Regina di Francia. I suoi vizi, i suoi capricci, le sue disavventure.
La storia di queste due figure si intreccia ai fatti realmente accaduti nella Francia di quel periodo, sopratutto perchè la regina Maria Antonietta è esistita realmente, e qui l'autrice ha fatto enormi studi per rendere la sua opera il più accurata e fedele possibile ai fatti accaduti in quegli anni.
È innegabile come la Ikeda ci abbia messo dentro il cuore e tutto il suo impegno, la sua passione, per rendere quest'opera accattivante, tuttavia l'ho trovata molto monotona. Piena di personaggi che irrompono nella scena. Talmente tanti da mandarmi in confusione.
Non ho trovato convincenti i personaggi principali.
I disegni sono discutibili per me. La maggior parte dei personaggi è disegnata tutta uguale, cambia solo il taglio di capelli e l'abito. Non ho gradito neanche lo stile particolare dell'autrice, che disegna volti con un naso molto lungo, occhi troppo marcati, e figure tutte troppo longilinee e dita affusolate.
L'edizione della Panini comics non è male, con buona qualità della carta, ma carente di rilegatura, con la colla che si stacca dalle pagine.
Tuttavia il manga si legge bene, scorrevole. Ho concluso in poco tempo tutta la serie.
Ma non lo definisco un capolavoro. Purtroppo non mi è piaciuta la trama.
Per questo il mio voto è poco più che sufficiente.
Consiglio comunque la lettura a tutti gli amanti dei manga con forte impatto storico.


 7
Ransie Carter

Volumi letti: 10/14 --- Voto 8
"Lady Oscar" è uno di quei prodotti che rimangono impressi, marchiati nel cuore, di chiunque ne entri a contatto. Manga e anime sono entrambi stupendi, anche se l'anime è, a mio modesto parere, meglio bilanciato, meglio costruito.
La storia di base non viene alterata nella trasposizione: Oscar, ultimogenita del generale Jarjayes, che stufo di non riuscire a procreare un erede maschio, decide di allevare la figlia come se fosse un ragazzo.
Alla ragazza verrà affiancato il garzone Andrè, nipote della tata di casa, e il ragazzo finirà per innamorarsi, logicamente, della bella protagonista, costretta a vestire dei panni non propri. Avendo ricevuto un'educazione maschile però, la ragazza avrà modo di vivere esperienze che altrimenti non avrebbe mai potuto fare. Quindi, grazie a suo padre, ha avuto sia delle ottime opportunità, che delle gravi privazioni.
La storia della giovane si intreccerà poi a quella dei reali di Francia, e qui l'autrice ha fatto enormi studi per rendere la sua opera il più accurata e fedele possibile a quelli che sono i fatti realmente accaduti in quegli anni.
È innegabile come la Ikeda ci abbia messo dentro il cuore e tutto il suo impegno, la sua passione, per rendere degna questa opera, per renderla reale, pur utilizzando personaggi inventati che si fondono perfettamente con quella che è la realtà storica.
Rispetto all'anime, nel manga ci sono più intermezzi comici, che servivano per alleggerire un po' la severità del tutto, purtroppo però non sempre questa scelta si è rivelata azzeccata.
Ovviamente nel manga, possiamo ammirare un'attenzione per i dettagli che è tanto bella da far paura. Mi riferisco non solo agli splendidi outfit della Regina, ma anche solo alla cura dedicata per ricreare gli ambienti che hanno dato vita a questa splendida storia. Unica cosa, via via che Oscar si avvicina verso gli ultimi anni di vita, io trovo che si imbruttisca non poco. Se nell'anime acquisisce la bellezza di una donna a tutti gli effetti, nel manga i tratti vengono eccessivamente induriti.
Andrè sembra quasi un "Gary Stu", troppo perfetto, troppo dolciotto, quasi al limite dell'irreale. Nell'anime risulta molto più credibile come personaggio. Oscar... è Oscar, semplicemente.
Personalmente adoro il personaggio di Maria Antonietta, non solo in questo lavoro ma in generale. La poverina è stata strappata alla sua casa, e tante ne ha subite, soprattutto all'inizio, dal suo arrivo in quella nuova realtà, così severa e rigida per alcuni dei comportamenti da tenere, ma al contempo frivola. Quello che poi le verrà riservato in carcere, e le accuse infamanti e orribili che le verranno rivolte, ne faranno una vittima. La Ikeda ha reso per me perfettamente questa personalità, che di animo era davvero buono e generoso, così come la Regina che abbiamo conosciuto in questo prodotto.
Entrambe le versioni sono buone, ci sono degli eventi trattati nel manga che ad esempio nell'anime vengono tralasciati. Pur ritenendo la pellicola superiore alla celluloide, consiglio a chiunque abbia amato questo "mostro sacro" di leggere anche il manga per avere una visione più completa dell'opera della grande Ryoko Ikeda.


 1
Lia-chan

Volumi letti: 10/14 --- Voto 10
"Versailles no Bara" è un manga di Riyoko Ikeda, divenuto famoso in tutto il mondo come "Lady Oscar". Eviterò di raccontare tutta la trama, e passerò direttamente alle cose secondo me più belle e interessanti di questo manga: la storia, i personaggi e il titolo. Iniziamo subito col dire che "Versailles no Bara" è un manga a carattere storico, e già solo per questo dovrebbe essere guardato con rispetto e un minimo di curiosità da tutti. La trama, perfetta secondo me in ogni singolo dettaglio, mostra, oltre ad un minuzioso rifacimento della vita Settecentesca francese, la grande maestria dell'autrice nel mischiare fatti inventati e fatti realmente accaduti, nonché nell'inserire scenette più leggere di tanto in tanto (soprattutto all'inizio dell'opera) per non appesantire troppo la lettura. Da parte mia, adoro come Riyoko Ikeda sappia creare, dal nulla, una storia così ben progettata, bella e commovente. L'unica cosa che apprezzo un po' meno dell'autrice è il tratto, forse troppo spigoloso (soprattutto verso la fine del manga), e il fatto che in alcuni disegni le figure siano un po' troppo magre e slanciate.
Un'altra delle numerose "chicche" di questo manga sono i personaggi, in particolar modo la protagonista: Oscar, il bel comandante delle guardie reali. Senza dubbio uno dei personaggi più famosi, nonché uno dei più belli mai creati, Oscar presenta un carattere complesso, che ci viene pian piano rivelato durante la lettura: un carattere forte e sicuro, da vero uomo, ma dolce e fragile allo stesso tempo, che mette in risalto la sua femminilità e la sua capacità di amare. Credo che Oscar sia uno dei personaggi più belli e speciali che la Ikeda sia mai riuscita a creare.
Un'ultima nota per il titolo: "Versailles no Bara" significa "La rosa di Versailles", ma può anche essere tradotto come "Le rose di Versailles", e, addirittura, "La rosa chiamata Versailles". Questo "gioco di parole" mi ha sempre molto divertita e affascinata, nonostante presumo non sia molto rilevante.
Insomma, Versailles no Bara mi ha regalato momenti di emozioni intense e diverse; ho trattenuto il fiato davanti agli amori tormentati, alle tragedie e agli altri avvenimenti che hanno riempito la vita di Oscar, André, Fersen e Maria Antonietta, e, lo ammetto, ho versato non poche lacrime durante la lettura.
Consiglio a tutti questo manga, a chi ha visto l'anime e a chi non conosce ancora la storia, perché vi garantisco, ve ne innamorerete.


 1
Slanzard

Volumi letti: 10/14 --- Voto 9
Fine anni '60: il vento di cambiamento che sta iniziando a soffiare nel mercato del fumetto avvolge anche la narrativa shoujo. Una nuova di generazione di mangaka donne prende il posto degli uomini, incapaci di comprendere la sfera sentimentale femminile e di realizzare opere che andassero incontro ai gusti delle lettrici, ormai stanche di opere infantili principalmente atte a inculcare la morale della "brava moglie e saggia madre". Nascono nuovi generi, i vecchi tabù vengono infranti uno dietro l'altro, rapporti sessuali, liceali incinte, amori omosessuali acquistato diritto di cittadinanza sulle pagine di sempre più titoli; lo shoujo manga acquisisce un suo valore artistico riconosciuto, oltrepassando il suo target originario per farsi apprezzare anche da studenti liceali e universitari di ambo i sessi. Uno dei manifesti di questo rinnovamento nasce nel 1972 da una studentessa di filosofia la cui grande passione per la storia avrebbe sconfitto i superati preconcetti degli editor dell'epoca, assurgendo alla fama internazionale come classico imprescindibile.
Nato da una biografia della regina Maria Antonietta e solo successivamente evolutosi in un'opera più corale, Le rose di Versailles riesce a unire sapientemente la realtà storica all'invenzione narrativa, creando una vicenda appassionante senza rinunciare alla documentazione e alla verosimiglianza degli eventi presentati, tanto che l'autrice sarebbe stata successivamente insignita della Légion d'honneur di grado Chevalier per il suo contributo alla diffusione della storia francese nel mondo. Profondamente intriso dell'ardore giovanile della Ikeda, successivamente raffinatosi in una più fredda maturità nelle opere più recenti, Le rose è un'opera di rara bellezza, intensa, sofferta, impregnata di una fortissima carica drammatica che attanaglia il lettore, avviluppandolo tra le sue spire e trascinandolo nel suo mondo grazie a personaggi indimenticabili e splendidamente caratterizzati; è la stessa Ikeda a raccontarci di come intere scolaresche scoppiarono in lacrime a lezione l'indomani della morte di uno dei personaggi principali. Un'opera che merita tutto il suo successo e che è giustamente diventata uno dei classici immortali del fumetto giapponese.

P.S. consiglio l'acquisto dell'edizione più recente, pubblicata da d/visual in 6 corposi volumi da 8,60€ cadauno col titolo Le rose di Versailles.

stella90

 4
stella90

Volumi letti: 24/14 --- Voto 4
Lady Oscar è leggenda. Chiunque al solo sentire pronunciare il suo nome non può non associarlo ad una androgina, alta, bionda, statutaria figura di donna che, a cavallo degli anni '80, sulle note della canzoncina dei Cavalieri del Re, conquistò i bambini di tutto il mondo, e non solo. Come si può non averlo visto? Come si può anche solo aver perso una puntata nello snocciolarsi degli eventi della Francia negli ultimi vent'anni dell'Ancien regime? Eppure per apprezzare il manga, forse dovremo farlo. Azzerare la memoria, asciugare le lacrime e ripartire da zero. Perché se si tiene a mente le intense scene/scelte e inquadrature di Osamu Dezaki, la fiera e tormentata colonna sonora di Koji Makaino, gli intensi e duri dialoghi degni di un film, e gli eleganti e raffinati disegni di Shingo Araki, il manga è deludente. So di essere di parte, essendo cresciuta io coi pomeriggi di Bim Bum Bam.. per me Oscar è sinonimo della solenne e poetica (e struggente) canzoncina di Cristina d'Avena, che quasi voleva predire il destino della protagonista con la frase "chi sa se un giorno tu l'attraverserai.." riferendosi a un arcobaleno immaginario e, forse, chissà, a un ponte tra questa e l'altra vita. Per me Oscar è la voce altisonante di Cinzia De Carolis, che sapeva imprimerle un tono pazzamente femminile e disperatamente intransigente al tempo stesso. Per me Oscar è sinonimo di lacrime e malinconia, di voglia di tornare al primo episodio dopo aver visto l'ultimo, per ricominciare tutto da capo, come se, a forza di rivederlo, potessi suggerire a un'amica cara le mosse giuste e, chissà, un'altra possibilità, ma soprattutto è sinonimo di emozione, di nostalgia e malinconia, di fronte alla notte e alle lucciole, alle cavalcate, ai duelli, alle chiaccherate e ai pettegolezzi, all'inesorabile trascorrere del tempo e al cambiamento, un'emozione che il manga non ha saputo trasmettermi neanche per un centesimo paragonato alla controparte televisiva, capace, quindici anni fa, di stregarmi la fantasia e rapirmi il cuore. Certo, non è male, non è brutto, forse è anche originale, forse. Forse, se non avessi visto l'anime... ma non si può tornare indietro e, dopo il lavoro preciso e meticoloso, degno della leggenda di "Uccelli di Rovo", di Osamu dezaki, i difetti del fumetto sono troppo pesanti. Sono insopportabili quei lunghi monologhi/pensieri di Andrè, quel tratto ruvido e spigoloso della Ikeda, quei brevi (ma frequentissimi) momenti di ironia che niente c'azzeccano con la nota seria e drammatica impressa alla vicenda. Senza contare che alle volte Oscar e Andrè, si proprio loro, mi sono sembrati fuori luogo, come se all'improvviso avessi toccato con mano cosa significava il fatto che la protagonista doveva essere Maria Antonietta nella primitiva idea dell'autrice. Si salva solo lei, a mio parere. Per la regina e la sua accurata ricostruzione storica, dal desiderio di maternità alla poetica passione per Fersen, dalla visita a Parigi, circondata da innamorati, agli anni bui del disprezzo, dell'impopolarità e della Rivoluzione, allora si, vale la pensa leggersi il manga.
A parte questo, c'è poco altro. A parte, poi, ovviamente,come un fiore poco curato abbandonato tra le pagine, un'idea preziosa, il seme potenziale che qualcuno (un regista molto bravo ormai scomparso) ha saputo levigare e sviluppare in un capolavoro mozzafiato e senza tempo.


 1
Magik

Volumi letti: 6/14 --- Voto 10
<b>[Attenzione, questa recensione contiene spoiler!]</b>

Lady Oscar - Le rose di Versailles è un'opera creata da Riyoko Ikeda nel lontano 1972 e pubblicata in Italia prima da Fabbri Editori, poi da Planet Manga e in fine da d/visual.
L'opera rappresenta uno shoujo storico capace di intrecciare le storie di personaggi immaginari con quelle di personaggi storici importanti esistiti realmente.

La storia è incentrata sulla vita di Oscar François de Jarjayes, una bambina nata in una famiglia nobile nel 1755, la sfortuna di questa fanciulla sta nel fatto che il padre, un generale delle guardie francesi, voleva a tutti i costi un figlio maschio, e così decide di educare la figlia come se fosse un maschio. Assistiamo alla crescita di Oscar, che con la sua forza e caparbietà riuscirà a diventare prima il capitano delle guardie reali e poi anche cara amica della regina di Francia Maria Antonietta. Oscar durante tutto il corso della storia sarà accompagnata dal suo fedele scudiero André Grandier, segretamente innamorato di lei; i due protagonisti dovranno affrontare innumerevoli battaglie, si troveranno a scontrarsi con intrighi di corte, con nobili spietati disposti a tutto pur di diventare sempre più potenti, con il povero popolo francese oppresso dalle tasse.

Un altro personaggio importante di Lady Oscar - Le rose di Versailles è la regina Maria Antonietta di Francia, che in alcuni momenti della storia riesce anche a strappare il ruolo di protagonista a Oscar: l'autrice ci nostra la sua storia dall'infanzia fino alla sua tragica morte durante la rivoluzione francese, il suo rapporto contrastato con il popolo francese e il suo amore clandestino e tragico con Hans Axel von Fersen.

Una parte molto importante di questo manga che viene sviluppata e approfondita è quella storica, l'autrice ci descrive la storia della Francia dal 1755 fino alla fine della rivoluzione francese, quindi nel suo massimo splendore fino ai periodi bui della rivoluzione. La descrizione è molto dettagliata e l'autrice non lascia nulla al caso, anzi, ci spiega tutte le cause che hanno portato alla rivoluzione e alla tragica fine dei nostri protagonisti.

Un'altra cosa che ti colpisce è il finale del manga, che purtroppo non ha un lieto fine, infatti Oscar solo alla fine della storia riuscirà a comprendere e a ricambiare i sentimenti di Andrè, ma purtroppo sarà troppo tardi perché non avranno nemmeno il tempo di godere del loro amore che saranno coinvolti dalla rivoluzione e moriranno entrambi per difendere il popolo francese.
L'autrice ci fa capire che comunque questo è il finale migliore e più favorevole per i due protagonisti, infatti meglio morire da eroi e reincontrarsi in un mondo migliore dove potranno amarsi liberamente che vivere in un mondo che non avrebbe mai accettato il loro amore a causa della loro differenza di classe.

L'edizione migliore pubblicata in Italia è sicuramente quella della d/visual, composta da sei corposi volumetti di 8,60 euro, soldi ben spesi e mai rimpianti, infatti l'edizione è curata nei minimi dettagli con sovracopertina, approfondimenti e commenti dell'autrice.
Il voto che do a questo manga è un bel 10 anche se alla fine il finale ti lascia un po' con l'amaro in bocca, la storia è bellissima, ti travolge e ti appassiona fino alla fine, Riyoko Ikeda è stata capace di creare un capolavoro che è diventato una capostipite del genere, da cui in molti hanno preso spunto e si sono rifatti.


 1
YoiChan

Volumi letti: 24/14 --- Voto 10
Uno dei manga storici più belli che abbia mai letto. Lady Oscar è un classico della Ikeda che non mi delude mai. I personaggi sono ben collocati nella vicenda, e l'autrice riesce meravigliosamente a collocare personaggi di pura immaginazione in un contesto dettagliato e ricco di avvenimenti realmente accaduti che tutti noi conosciamo. L'opera oltre ad avere disegni bellissimi, nei quali è riconoscibilissimo il tratto della Ikeda, e il meraviglioso scenario storico della Francia settecentesca, ha una storia d'amore triste e commovente. Mentre nella prima parte dell'opera il personaggio di Oscar era visto come un condottiero all'apparenza senza difetti e paure, nella seconda parte viene alla luce la parte di donna di Oscar che lei stessa nascondeva sotto una corazza impenetrabile. La bellezza di quest'opera sta appunto nella maestria e delicatezza con la quale l'autrice riesce a far emergere il vero carattere della nostra protagonista: non solo una condottiera fiera ed abile, ma soprattutto una donna che sa amare e anche soffrire per amore e per la persona che ama.


 1
solerena

Volumi letti: 8/14 --- Voto 10
Lunga vita ad Oscar Francois De Jarjayes! Che donna straordinaria! Leggere questo manga, per me, è stato davvero un onore. La trama storica, sapientemente ricostruita, si intreccia in modo magistrale con le vicende personali dei personaggi, tutti caratterizzati molto bene. La stessa Maria Antonietta, pur colpevole di molti errori, viene dipinta più come una donna innamorata e passionale che come una pessima regina. Inutile dire che Oscar e André sono gli assoluti protagonisti. Coraggiosi, passionali, nobili d'animo, forti, generosi ed idealisti. Due anime intrecciate, Yin e Yang, bianco e nero, luce ed ombra. Due destini indissolubilmente legati, nella vita e nella morte. Ho amato molto André, ma è Oscar che mi ha rapito il cuore. Molto diversa dalla Oscar dell'anime, più rigida ed algida, questa Oscar è un uragano di emozioni, ha lo sguardo fiero di una regina e il cuore nobile, diviso fra l'orgoglio della sua vita da combattente e la necessità di sentirsi comunque donna. Ho pianto come una pazza alla sua morte, che rispecchia pienamente anche la sua vita. Un capolavoro, niente altro da dire.


 6
Tiger-lily83

Volumi letti: 10/14 --- Voto 10
Divenuto ormai un classico, la Sensei Ikeda Ryoko ha sfornato un manga che ha attraversato le generazioni e che le ha conquistate tutte.

La storia di base è in realtà molto semplice: narra della vita, all'approssimarsi della Rivoluzione Francese, di due donne bellissime: la Regina Maria Antonietta (l'austriaca, come anche nella realtà veniva soprannominata la Regina di Francia - e non certo in maniera benevola) e un personaggio, Oscar François De Jarjayes, totalmente inventato, scaturito da quel genio della matita della Sensei, ultima delle numerose figlie del Generale De Jarjayes allevata come un maschio per soddisfare il padre, che voleva un erede che potesse un giorno ereditare il suo posto tra i ranghi militari e nobiliari.

La storia di Maria Antonietta ormai la conoscono anche i sassi, e l'autrice segue al 90% la storia vera, fatto salvo di alcune esagerazioni e/o omissioni - non vorrei fare spoiler per chi non ha mai né visto l'anime né letto il manga. Di certo i personaggi celebri che hanno segnato la storia di questa Regina sono tutti presenti: il marito, delfino e futuro Re Luigi XVI, il conte Hans Axel Von Fersen suo (presunto?) amante, e tutti gli altri personaggi minori presi direttamente dalle cronache dell'epoca.
Invece Madamigella Oscar risulta essere il personaggio più affascinante del manga (insieme al suo fedele scudiero/amico d'infanzia André) dato che le premesse, e cioè una donna che si veste da uomo, un militare (non un'ancella!) a servizio della Regina, nonché dotata di un carattere fiero ed orgoglioso, risulta essere attenta sia ai problemi del popolo così come ai bisogni della Sua Regina; presenta le mille sfaccettature di una donna che se da una parte gode di un'emancipazione senza eguali rispetto all'epoca, inevitabilmente troverà estremamente difficoltoso approcciarsi a donne e uomini nelle vesti di militare/nobile; anche se questo problema sarà soprattutto degli uomini nei suoi confronti.
Il finale non sarà (evidentemente) un lieto fine, ma è il corpo centrale del manga e lo sviluppo delle varie relazioni, amorose e non, che affascina e spinge alla lettura.

Analizzando l'aspetto dei disegni e delle illustrazioni del manga si notano perfettamente il tratto particolare dell'autrice, con una buona dose di particolari sia per fondali che per il dettaglio dei personaggi, con dialoghi posizionati in modo che non sovrastano troppo i disegni ma che al contempo non sono "nascosti" in essi. In generale i personaggi sono ben distinguibili ed in questo aiutano moltissimo le vesti e le acconciature, particolari d'obbligo in un manga storico - anche se qui ahimè non proprio al 100% corretti dal punto della moda dell'epoca.

Cosa che comunemente si fa notare è la tendenza alla impostazione "strappalacrime" e/o melenso dei dialoghi, e i particolari degli occhi e delle bocche risultano essere un po' troppo grandi rispetto alle facce e alla struttura "esile" dei corpi, femminili soprattutto. Questi sono dei particolari a parer mio abbastanza insignificanti; stiamo parlando di uno shojo dopotutto! Spesso però hanno fatto preferire a molti la versione anime a quella manga, ma io trovo che non si possa fare un confronto diretto: anime e manga sono molto diversi se si osservano alcune situazioni, molto più "alleggerite" e altre presentate in modo più drammatico nel manga piuttosto che nell'anime (il primo in alcuni punti ha "più humour"); per quanto riguarda i disegni beh, vale sempre il "De Gustibus".

L'ultima edizione è a cura della D/Books e devo ammettere che è molto ben fatta, anche se non proprio economica. Pagine a colori, carta e copertine di qualità aggiungono un bel plus a un manga da leggere almeno una volta nella vita.

Do un 10 anche se il manga non è esente da critiche (di alcune pecche ho accennato e d'altronde non esistono i capolavori assoluti) ma visto l'anno di pubblicazione e l'importanza che negli anni questa opera ha acquisito, vale la pena di averlo in libreria come punto di partenza di un genere che ha avvicinato, ragazze e non, ai manga. La lettura è piacevole e chi conosce l'anime potrà leggerlo con la curiosità di scoprire le differenze, mentre per gli altri sarà la scoperta di un manga non banale che terrà sospesi sino all'ultima pagina in attesa dell'epilogo - piccola nota personale io sono tra quelle del primo gruppo!


 1
GIGIO

Volumi letti: 10/14 --- Voto 9
Il voto 9 non lo do tanto alla struttura della storia o ai personaggi o al complesso del manga. Sì, c'è anche quello, ma lo soprattutto all'idea di Riyoko Ikeda di raccontare e disegnare una storia così originale. Creare del nulla dei personaggi o addirittura nel caso di Lady Oscar un'icona, mischiandola a personaggi realmente esistiti è già di per se ammirevole. Se poi questo funziona anche allora abbiamo di fronte ad un manga irrinunciabile.

La storia di Lady Oscar si intreccia nel panorama politico (e sentimentale) della Francia del 18° secolo. Il solo pensare a quell'epoca vengono in mente scontri sanguinari per i diritti dei cittadini del ceto povero, oppure alle grandi feste di gala organizzate dal Re con grosse sale da ballo e vestiti stupendi. Parigi è probabilmente in quell'epoca il centro del Mondo. Tutto questo nel manga si comprende, lo si vede e lo si legge. L'autrice riesce a descrivere e a far comprendere anche un tema noioso come la politica. Lo fa tempestandolo di sentimento, mettendoci tresche e sguardi inconsulti. Lady Oscar da questo manga come personaggio ne esce vincente grazie forse anche al finale molto bello. Come dicevo sopra un'icona, una eroina, colei che ha più fegato di un uomo in battaglia e nella vita. Non la classica donna che si sottometteva all'uomo come quelle viste nelle storie di quell'epoca. Una donna che sapeva di valere, che sapeva di contare quanto chiunque altro e lo dimostrava con le sue virtù.

Il disegno è sostanzialmente bruttino, d'altronde è datato, ma anche per l'epoca in cui è stato disegnato non è il massimo a mio avviso. Va un po' interpretato, specialmente nelle espressioni dei personaggi. Riguardo all'edizione io ho letto dapprima quella della Planet Manga, che è praticamente indegna per questo manga con volumi sottiletta e pagine che si scollano; poi ho acquistato quella più elegante della D/Visual in colore rosa rossa che si addice perfettamente al titolo (la rosa di Versailles). La sovracoperta infatti oltre al colore fa intravedere i petali. Il prezzo non è dei più abbordabili, 8.50 euro a numero, ma sono soltanto 6 numeri, cioè 51 euro, se si pensa ai 25 numeri a 2 euro proposti dalla Planet Manga, beh non c'è paragone.

hallymay

Volumi letti: 14/14 --- Voto 7
Partiamo da un presupposto: io non è che amo l'anime di "Lady Oscar". Io so praticamente le battute a memoria di quella serie. Quindi, quando la Planet Manga annunciò la tanto attesa pubblicazione dello storico manga di Riyoko Ikeda, andai a Medjugore in segno di devozione per la grazia ricevuta.
E allora perché il voto non è undici? Perché, ahimè, devo proprio ammetterlo: il manga non ha affatto l'estrema intensità drammatica dell'anime. Insomma, sono rimasta un po' delusa leggendolo.
Certo, la storia sempre quella è: il generale Jarjayes ha l'ennesima figlia femmina, peccato che a lui serva un erede maschio per tramandare la tradizione militare della famiglia, da secoli al servizio dei reali di Francia. Così allo splendido padre viene un'altrettanta splendida idea: crescerà l'ultimogenita come un maschio, tanto che arriverà a chiamarla Oscar. Da qui si dipanerà la storia della sua vita, fino allo scoppio della Rivoluzione Francese.

E quindi? Che c'è che non va? Innanzitutto i disegni. Capisco che all'inizio il tratto sia rotondeggiante e nei primi capitoli molto simile a quello di Osamu Tezuka (ma poi chi se frega: a chi è mai importato qualcosa della parte in cui Maria Antonietta è principessa?), ma è possibile che tutti i cavalli siano obesi? O che ci sia uno sfondo ogni trenta pagine, altrimenti sostituito da primi pianti intensi, sbrilluccichii, fiori, piante, foglie, capelli o da... niente? Senza poi scordare la chicca trash dei personaggi che sfoggiano dei fantastici pantaloni a zampa di elefante. Va bene, capisco che erano gli anni settecento, gli anni in cui impazzava il minuetto, ma è possibile che Riyoko Ikeda, da grande appassionata di storia europea, non sapesse che all'epoca i nobili indossavano solo le culotte? Direte voi: e che te ne importa! Eh no: perché vedere certe volte Oscar e Andrè vestiti manco stessero facendo le prove del musical "La Febbre del Sabato Sera" toglie una marea di pathos a scene altamente drammatiche, rendendole involontariamente kitsch.
Ma sulla parte tecnica si dovrebbe sorvolare, insomma, abbiamo tra le mani una delle storie più famose di sempre. Eh, il punto però è proprio questo: c'è un abisso di differenza tra il manga e l'anime nella realizzazione dell'intreccio. Il problema principale del manga infatti è che tutto è portato all'eccesso. Non è che si debba piangere, sembra proprio che la Ikeda pretenda che ci anneghiamo nelle nostre stesse lacrime, scadendo però nel trash più totale. Prendiamo per esempio il caso più clamoroso: Andrè. Andrè nel manga è francamente insopportabile. E' fin troppo pensato per essere l'Uomo dei Sogni. E' bellissimo, è dolcissimo, è sensibilissimo, sta sempre a frignare per amore e vive il rapporto con Oscar esattamente come uno zerbino lo vive con le suole delle scarpe. Perché Andrè non ha altro pensiero per circa trent'anni, almeno giudicare dal manga, all'infuori della sua bella datrice di lavoro, e tale pensiero si esplica sempre tramite monologhi-boiata della serie "Oh Oscar con i capelli biondi più del grano, questi occhi scintillanti come lapislazzuli di albione, brandisci questa spada come novella Giovanna d'Arco...", naturalmente sempre in mezzo ad una cascata di petali, fiori, raggi di sole. Moltiplicate questi pensieri per svariati volumetti ed ecco a voi l'Andrè Grandier come l'aveva pensato la Ikeda.
Anche Oscar è molto differente rispetto a quella dell'anime. Scordatevi infatti la donna austera, introversa e sfaccettata che ci affascina da decenni. La Oscar del manga ha le mestruazioni per dieci volumetti. In teoria l'idea della Ikeda era di farne un personaggio tormentato, in pratica la cosa le è evidentemente sfuggita di mano. Perché più che tormentata a me Oscar ha dato l'impressione di essere stressata, incavolata, nonché inutilmente scostante. Il bello è che ad un certo punto della storia appaiono proprio i sottotitoli per avvertire il gentile pubblico da casa che Oscar ci ha grossa crisi, ovvero quando la nonna chiede alla nostra madamigella perché beva così tanto e Oscar risponde perché è... tormentata. Grazie mille, mi sarebbe piaciuto decisamente di più percepire questo tormento e, soprattutto, il perché di questo tormento, ma vabbè... Ah, anche Oscar pensa in versi, sia mai. Per esempio, nella parte in cui il padre rinsavisce e obbliga la figlia a togliere la divisa e a maritarsi, scordatevi pure del pathos di quella scelta che c'era nell'anime, o della secca e geniale risposta finale. Nel manga Oscar se la tira per almeno due pagine di verbose scemenze riassumibili nella battuta "Io sono stata forgiata nel fuoco della battaglia, e voglio vivere così, come il figlio di Marte!"
So che ve lo state chiedendo e la risposta è sì, persino Rosalie è decisamente più insopportabile della versione anime. Rosalie, oltre a frignare per il 25% in più rispetto al cartone animato, vive il rapporto con la sua benefattrice esattamente come una bimbaminkia lo vive con Justin Bieber. Le sta sempre attaccata a piangere, ha pure il suo ritratto con sè e ovviamente anche lei spara sonetti a go go quando dichiara praticamente in ogni pagina di ogni capitolo quanto ami Oscar. Come dimenticare d'altronde il magico momento in cui Rosalie è al capezzale di Oscar, ovviamente in lacrime, e Oscar le dice finalmente scocciata "Rosalie, guarda che sono una donna!" ?
So che vi state chiedendo anche questo ma no, Rosalie non muore prima rispetto all'anime.
L'atmosfera complessiva del manga poi è decisamente molto più soap opera rispetto all'anime. Innanzitutto tutto il cast è innamorato di Oscar, pure le comparse. Tirate fuori un nome a caso tra i personaggi: tranquilli, la ama. Solo Fersen non la ama: ma sua sorella sì! Questo aspetto quindi dà degli sbocchi all'intreccio del manga diversi rispetto a quello della serie TV, ma il punto è che ho trovato questa differenza poco piacevole, perché mi fa sembrare Oscar un po' troppo una Mary Sue. In generale però gli eventi del manga sono tutti eccessivamente carichi di dolore e passione. Per esempio in una scena Andrè, soffocato dal dolore per questo amore impossibile per Oscar (perché lui è plebeo e lei è nobile), un giorno pensa bene di avvelenare la bevanda che serve ad Oscar dopo essersi letto un romanzo di Jean Jacques Rousseau, così possono schiattare assieme e vivere felici e contenti all'altro mondo. Mi sembra giusto.

Insomma il problema del manga è questo: è debordante. Troppo romantico, troppo drammatico, troppo poetico... è troppo! Il segreto di una buona storia sta nell'equilibrio: il dramma non è dato dalla quantità di rose e occhioni che metti, è dato dall'atmosfera che imprimi. Se si iniziano ad usare in massa gli espedienti grafici e narrativi per fare piangere facile, da lettore lo capisco solo mentalmente che il momento è tragico, ma non condividerò mai questo dolore con i personaggi della storia che leggo. Dolore che invece veniva puntualmente avvertito nell'anime, in maniera superlativa poi nelle puntate dirette da Osamu Dezaki, dove il melodramma veniva limato fino a giungere al cuore del dramma e i personaggi venivano resi più realistici e meno idealizzati, rendendoli quindi plausibili. Nel manga non c'è questa intensità, l'idea di leggere un feuilleton e basta rimane dalla prima pagina all'ultima.
Con questo non voglio certo dire che il manga di "Lady Oscar" sia brutto: è bello, godibile, e comunque è pur sempre la storia che ha rivoluzionato lo shoujo manga. Vale sempre la pena di leggerlo, forse sono io un cuore di pietra.


 2
dade88

Volumi letti: 6/14 --- Voto 8
Un megaclassico della mia generazione, un manga portato alla mia attenzione dalla serie animata che non mi aveva coinvolto completamente, ma il fumetto è di tutto rispetto.

La storia è estremamente ben collocata nel suo contesto storico: gli anni di governo di Luigi XVI e Maria Antonietta e quindi la famosa (e vitale dal punto di vista storico) rivoluzione francese. Il manga all'inizio è un po' lento, l'autrice si sofferma molto sulla vita di Maria Antonietta, da quando sale al trono a tutte delle vicende di corte, a mio parere un po' troppo dilungate. La vera protagonista della vicenda però è Oscar, capitano delle guardie reali, che pur essendo una donna è stata cresciuta come un uomo, e ha fatto successo come un grande militare. Oscar ha la parte della persona saggia, di spirito e buon senso, di colei che potrebbe salvare Maria Antonietta dai suoi errori, ma gli eventi (e alcuni personaggi) le impediscono di essere efficace quanto potrebbe. Lo sfarzo alla reggia è sempre maggiore, e il debito pubblico cresce; il popolo è sempre più povero, e la tensione cresce volume dopo volume.

Sempre all'inizio del manga c'è una storia parallela di due povere contadine, che fa aumentare gli intrighi di corte. Figura da non sottovalutare è, inoltre, quella di Andrè, servitore di Oscar, e quello del conte di Fersen, innamorato di Antonietta e di cui Oscar perde la testa al primo sguardo.
Ci vuole molto prima dell'inizio della fine, e anche qui Oscar prende la parte del giusto, cambiando fazione gli ultimi giorni prima dello scoppio della rivoluzione (guiderà un piccolo plotone e il popolo all'attacco verso la Bastiglia). Il finale merita, e non lo svelo, (anche se storicamente è semplice intuire cosa possa accadere, ma comunque l'autrice lo riesce a far rendere interessante). Un manga che lascia un po' scossi, gli amori non sempre trionfano, e gli errori vengono pagati duramente. Oscar non avrà un destino felice, ma sembra alla fine soddisfatta della sua vita e delle sue virtù.

Al contrario della serie animata, molto seria, con toni algidi, autorevoli e eloquenti, il manga è diverso: ci sono parecchi punti in cui diventa divertente e scherzoso, quasi come facesse satira politica. Poi adoro il fatto che quando compare un personaggio (come Robespierre) l'autrice propone una scheda per descriverlo storicamente e citare i fatti più importanti che lo riguardano. Altra cosa che ho apprezzato è come si presentano i tomi (parlo della versione "le rose di Versaille" della d-visual): veramente ben curati.
Il disegno si evolve (cosa che amo e che in genere ritrovo in quasi tutti i manga), in un miglioramento continuo.

Un bel fumetto, non adatto a tutti secondo me; devono piacerti la storia e gli intrighi, se no rischia di diventare noioso e pesante. Per me è stato un modo fantastico per ripassare la storia di Francia del XVIII secolo!


 1
Juliet__

Volumi letti: 24/14 --- Voto 10
Lady Oscar è in assoluto il mio manga preferito! Adoro sia i disegni che la storia, ma soprattutto il personaggio di Oscar. Oscar per me rappresenta in un certo senso la perfezione, amo entrambi i suoi lati, sia quello femminile, che purtroppo emerge in rare occasioni, sia quello maschile, per cui combatte e porta avanti in qualsiasi situazione i suoi ideali. È un personaggio con una psicologia davvero complessa, e più si va avanti con la storia più se ne approfondiscono le varie sfaccettature. Il bello di questo manga è che Lady Oscar non ne è l'unica protagonista, ma in molti volumi vengono approfondite anche le varie storie dei i personaggi "secondari", cosa che nell'anime è poco presente. Un altra cosa che mi ha colpito molto del manga è il fatto che Oscar ha anche un lato più umano. Quindi consiglio questo manga a tutti quelli che hanno già visto l'anime e se ne sono innamorati, ma anche a chi non lo conosce, perché vi assicuro che ve ne innamorerete!

Utente6677

 2
Utente6677

Volumi letti: 6/14 --- Voto 10
Epico. Coinvolgente. Commovente. E disegnato in modo divino, soprattutto nella seconda parte della storia, dove il contraltare comico (che non mi è affatto dispiaciuto, anzi) viene smorzato a favore di una crescente drammaticità degli eventi.
Unica pecca: non amo gli shoujo e le frequenti (eccessive) lacrime ed esclamazioni "teatrali", esasperate per rimarcare la sofferenza dei vari personaggi, mi hanno un po' infastidita; il fastidio è stato comunque compensato da una caratterizzazione fantastica dei personaggi e da tavole che sono pura gioia per gli occhi.
Ultima cosa: notevole l'edizione d/visual, con la sovracopertina con scritte in rilievo, pagine a colori (a partire dal terzo volumetto, se non sbaglio), un approfondimento sui personaggi che mi ha coinvolto ancora di più nell'atmosfera del manga e l'intervista molto interessante alla stessa Ikeda.
Il voto finale non può essere che 10 e, ovviamente, consiglio la lettura a tutti coloro che cercano storie ben costruite e disegni curatissimi.


 1
Sovrana

Volumi letti: 10/14 --- Voto 10
È sicuramente un classico e solo per questo andrebbe letto.
Avverto i fan dell'anime che il manga è tutt'altra cosa, inoltre la stessa autrice non ha visto l'intero anime e nelle varie interviste da lei rilasciate afferma che non era d'accordo con la fine del cartone appunto quando le fu descritta. È di sicuro più particolareggiato, più ironico e piacevole e la stessa Oscar appare molto più affascinante e meno dura. La storia è anche più coinvolgente e romantica, meno patetica rispetto al cartone.
Un'ultima nota sui disegni: sono, è vero, datati ma comunque c'è differenza tra quelli del primo volumetto con i seguenti. Nel primo volumetto sono poco delineati e all'inizio lasciano un po' confusi (anche se la storia inizia gradevole e divertente per cui dopo le prime pagine ci si abitua) ma col passare dei volumetti divengono sempre più precisi sino alle tavole d'amore con Andrè ed al finale decisamente più lungo rispetto a quello dell'anime.
Inoltre, ultima importantissima nota: nel manga non è solo Oscar la protagonista, ma anche Maria Antonietta (di fatto i primi volumetti hanno lei al centro) e Fersen, ed è proprio con questi tre personaggi che si conclude la storia. Lo consiglio a chiunque. È stupendo!


 1
Shaka_no_virgo

Volumi letti: 10/14 --- Voto 9
Amavo l'anime e il manga non mi ha delusa, anzi ho trovato in Oscar una vena comica che davvero non c'era nella serie televisiva. Ebbene si, anche i protagonisti del manga possono avere un'espressione buffa degna di altre commedie. La trama è avvincente e le varie storie d'amore del romanzo sono davvero avvincenti. La storia d'amore tra Andrè e Oscar è molto più umana e reale che nell'anime.
Vi svelo una curiosità, il titolo originale sarebbe "Le rose di versailles", e ad ogni rosa corrisponde un colore che si abbina al carattere della relativa protagonista. Oscar è la rosa bianca, pura e di spirito indomito; Maria Antonietta è la rosa rossa, simbolo di una personalità passionale, commovente la sua love story col conte Fersen; la contessa di Polignac è una rosa gialla che sta per persona invidiosa e intrigante. Rosalie invece è un bocciolo di rosa rosa, pura e candidamente innamorata di Oscar (eh si, ma non solo, Oscar confessa a Rosalie che se non fosse nata donna avrebbe ricambiato volentieri l'amore di quest'ultima), e infine c'è Jeanne che è una rosa nera, tradimento, lussuria e morte.
Unica nota dolente, nell'ultima edizione Planet Manga i volumi usciti erano 14, 4 composti da storie extra su Oscar & Co. se ne poteva fare benissimo a meno, storie insulse e chara decisamente peggiorato.
Per il resto un capolavoro da non perdere

MiticheGemelleSpaziali

 6
MiticheGemelleSpaziali

Volumi letti: 2/14 --- Voto 4
Sia chiaro, Lady Oscar per me resta una leggenda ed è uno dei pochi prodotti giapponesi che apprezzo. Ma il voto, dal 10 del cartone lo devo scalare al 4 nel manga, che mi ha proprio delusa per via proprio delle scenette comiche fuori luogo (la prima dove Oscar a 11 anni si morde la lingua nel fare le boccacce al padre di spalle). La storia l'ho trovata ben fatta così come i disegni. ma se avete visto il cartone, il manga è decisamente deludente, ed è un vero peccato per una storoia così.


 2
Hadrill

Volumi letti: 10/14 --- Voto 7
Il manga, un classico del genere shojo, ha una trama coinvolgente e disegno curato, unito a una rigorosa ricostruzione storica, che lo rende una lettura molto apprezzabile; lo stile grafico di Ryoko Ikeda, seppur datato, ha ancora un grande fascino.
Tuttavia l'autrice inserisce nella narrazione alcune scene “leggere”, momenti umoristici, che servono ad alleggerire la tensione, soprattutto all'inizio, ma a mio parere stonano nel clima drammatico generale del manga e finiscono per disorientare il lettore.
Dovendo scegliere tra i due, la mia preferenza va dunque nettamente all'anime.

alexiel

 1
alexiel

Volumi letti: 21/14 --- Voto 10
Ebbene sì, nonostante l'adattamento poco credibile, nonostante la trascuratezza dei dialoghi dell'edizione italiana, nonostante Angel Sanctuary, questo manga è la mia rosa. Intramontabile. Non c'è nemmeno bisogno di spiegare la trama, di dire che va ben al di là dello shojo classico, di presentare i personaggi. Non ha bisogno di nulla. Se ancora esiste qualcuno che non l'ha letto questo è il momento migliore: sta uscendo un'edizione in 6 volumi che definire splendida è poco, seconda solo all'edizione originale giapponese, con tavole sistemate e dialoghi rivisti e corretti (era ora, speriamo bene!), nonostante abbia già l'edizione precedente, non me la perdo di sicuro (come farò con i dvd, visto che quelli della deAgostini fanno pena).
Chi non l'ha letto deve farlo, non può perdere l'occasione di leggere un capolavoro.

Ellehime

 3
Ellehime

Volumi letti: 19/14 --- Voto 7
E' vero, Lady Oscar è un mito, ma questa volta devo incredibilmente affermare che l'anime ha superato il manga in un dettaglio la drammaticità. Il maga è disegnato in modo barocco e gradevolissimo, ma perde di profondità quando presenta scenette demenziali e personaggi che, improvvisamente, si trasformano in macchiette. Questo nell'anime non avviene. In ogni caso Wersailles no Bara resta una pietra miliare dell'animazione nipponica e non solo. Credo che l'edizione italiana sia quasi introvabile... cioè io l'ho trovata usata, ma me l'hanno fatta pagare come un'auto nuova.