Si sta svolgendo questo weekend a Parigi, dal 29 al 31 agosto, il Yu-Gi-Oh! World Championship 2025, l'evento più importante della scena competitiva, organizzato da KONAMI, che riunisce i migliori Duellanti provenienti da ogni angolo del globo per ambire al titolo di Campione del Mondo. La capitale francese diventa così per qualche giorno il teatro della battaglia definitiva, tra scenari di gioco spettacolari, carte leggendarie e una community globale in fermento.
Noi di AnimeClick abbiamo avuto l'onore di essere presenti come unici membri della stampa italiana all'evento e per questo siamo volati in Francia per documentare e per raccontarvi nel dettaglio questa straordinaria competizione. Qui di seguito trovate la nostra intervista a Lorenzo Muselli (Campione Italiano 2023 e 2024, Campione Europeo 2025), unico italiano presente alla manifestazione nella categoria Yu-Gi-Oh! TCG, che ha accettato di scambiare due chiacchiere con noi.

Innanzitutto benvenuto e complimenti di essere qui. Arrivi da campione europeo 2025 a luglio e doppio campione italiano 2023/2024, quando nasce il tuo rapporto con Yu-Gi-Oh TRADING CARD GAME?
Ho iniziato a giocare quando avevo nove anni. All'inizio era solo un passatempo alle elementari, poi durante le estati ho cominciato a sfidare i miei amici. Il competitivo è nato quasi per caso, quando un amico mi propose di partecipare a un torneo. Da lì non mi sono più fermato: ogni sabato ero in competizione, ed è così che tutto ha preso forma.
Guardando alla tua crescita dagli esordi a oggi, quali sono stati i passaggi tecnici o mentali e qual è stato il momento in cui hai capito di poter competere ad alto livello?
All'inizio giocavo senza una vera e propria strategia, ma col tempo ho capito che per emergere davvero bisognava imparare dai migliori e così ho iniziato a studiare i giocatori più forti. L'anno della svolta è stato il 2019, quando sono arrivato terzo in una YCS: in quel momento ho capito che potevo fare la differenza. Dopo la pandemia sono tornato con una mentalità nuova, che mi accompagna ancora oggi.
Che effetto fa portare l'Italia sul palco di Parigi e quanto senti il peso – o la responsabilità – in un evento di questa portata?
Essere l'unico italiano nella categoria Yu-Gi-Oh! TCG comporta inevitabilmente delle responsabilità, perché so che molte persone ripongono fiducia in me e si aspettano che rappresenti al meglio la nostra bandiera. Quello che però mi ha sempre distinto è la capacità di non lasciarmi schiacciare dalla pressione. Sono consapevole delle difficoltà, ma questa consapevolezza non la vivo come un peso: al contrario, diventa una fonte di orgoglio. Ed è con questo spirito che darò il massimo per l'Italia.
Quali sono le tue aspettative per questo evento? Hai già avuto modo di farti un'idea?
Mi sono confrontato con Stefano Memole, campione europeo nel 2012 e due volte presente ai Mondiali, sia nel 2012 che nel 2013. Grazie a lui so meglio cosa aspettarmi da un torneo del genere. Sono felice di essere qui, ma non mi accontento: il mio obiettivo è vincere. Gli avversari sono fortissimi, e non vedo l'ora di misurarmi specialmente con quelli provenienti dall'Asia.

La tenuta mentale è decisiva quanto la preparazione tecnica. Qual è la tua routine di reset tra un match e l'altro — che siano pause, riti, momenti di concentrazione — per ritrovare focus e lucidità fino all'ultimo duello?
Secondo me, delle volte, l'aspetto mentale è forse anche più importante dell'aspetto tecnico. Non vince sempre il più forte, ma chi ci crede di più. Io cerco di resettare la mente tra una partita e l'altra, così evito di portarmi dietro eventuali errori. Durante i tornei, per esempio, non mangio quasi mai: bevo un caffè e rimando i pasti alla sera, per restare concentrato solo sull'evento.
Quanto conta, invece, l'aspetto emozionale durante un match: sangue freddo, gestione della pressione, davanti a un pubblico o a una telecamera?
Molti soffrono la tensione in eventi di questo tipo, io, invece, in generale riesco a estraniarmi, come se stessi giocando da solo in camera mia. Questo mi permette di restare sereno e focalizzato sulla partita, rndendo il tutto molto più facile.
Se dovessi dare una tua opinione personale, come credi sia cambiato il livello di competitività negli ultimi anni?
Lo dimostrano i risultati: se rivedo il me stesso di due anni fa, a livello nazionale ho sempre ottenuto ottimi risultati, ma il salto di qualità vero è arrivato quando ho cambiato mentalità: i passaggio dal contesto italiano a quello internazionale richiede uno switch mentale, che negli ultimi anni sono riuscito a fare. È questo che mi ha portato a traguardi sempre più importanti.
In chiusura, che cosa diresti oggi a chi comincia a giocare a Yu-Gi-Oh TCG! e sogna un percorso come il tuo?
Di continuare a sognare. Io ho iniziato per passione, perché mi divertivo. Poi ho cominciato a guardare chi arrivava in top ai Nazionali e agli YCS e ho iniziato a sognare di essere al loro posto. Il Mondiale è il massimo obiettivo, il traguardo più grande. Non è sempre facile: ci sono momenti duri, in cui ti chiedi se valga la pena continuare, se mollare oppure no. Ma se la passione ti guida e ci credi davvero, prima o poi i risultati arrivano.
Noi di AnimeClick abbiamo avuto l'onore di essere presenti come unici membri della stampa italiana all'evento e per questo siamo volati in Francia per documentare e per raccontarvi nel dettaglio questa straordinaria competizione. Qui di seguito trovate la nostra intervista a Lorenzo Muselli (Campione Italiano 2023 e 2024, Campione Europeo 2025), unico italiano presente alla manifestazione nella categoria Yu-Gi-Oh! TCG, che ha accettato di scambiare due chiacchiere con noi.

Innanzitutto benvenuto e complimenti di essere qui. Arrivi da campione europeo 2025 a luglio e doppio campione italiano 2023/2024, quando nasce il tuo rapporto con Yu-Gi-Oh TRADING CARD GAME?
Ho iniziato a giocare quando avevo nove anni. All'inizio era solo un passatempo alle elementari, poi durante le estati ho cominciato a sfidare i miei amici. Il competitivo è nato quasi per caso, quando un amico mi propose di partecipare a un torneo. Da lì non mi sono più fermato: ogni sabato ero in competizione, ed è così che tutto ha preso forma.
Guardando alla tua crescita dagli esordi a oggi, quali sono stati i passaggi tecnici o mentali e qual è stato il momento in cui hai capito di poter competere ad alto livello?
All'inizio giocavo senza una vera e propria strategia, ma col tempo ho capito che per emergere davvero bisognava imparare dai migliori e così ho iniziato a studiare i giocatori più forti. L'anno della svolta è stato il 2019, quando sono arrivato terzo in una YCS: in quel momento ho capito che potevo fare la differenza. Dopo la pandemia sono tornato con una mentalità nuova, che mi accompagna ancora oggi.
Che effetto fa portare l'Italia sul palco di Parigi e quanto senti il peso – o la responsabilità – in un evento di questa portata?
Essere l'unico italiano nella categoria Yu-Gi-Oh! TCG comporta inevitabilmente delle responsabilità, perché so che molte persone ripongono fiducia in me e si aspettano che rappresenti al meglio la nostra bandiera. Quello che però mi ha sempre distinto è la capacità di non lasciarmi schiacciare dalla pressione. Sono consapevole delle difficoltà, ma questa consapevolezza non la vivo come un peso: al contrario, diventa una fonte di orgoglio. Ed è con questo spirito che darò il massimo per l'Italia.
Quali sono le tue aspettative per questo evento? Hai già avuto modo di farti un'idea?
Mi sono confrontato con Stefano Memole, campione europeo nel 2012 e due volte presente ai Mondiali, sia nel 2012 che nel 2013. Grazie a lui so meglio cosa aspettarmi da un torneo del genere. Sono felice di essere qui, ma non mi accontento: il mio obiettivo è vincere. Gli avversari sono fortissimi, e non vedo l'ora di misurarmi specialmente con quelli provenienti dall'Asia.

La tenuta mentale è decisiva quanto la preparazione tecnica. Qual è la tua routine di reset tra un match e l'altro — che siano pause, riti, momenti di concentrazione — per ritrovare focus e lucidità fino all'ultimo duello?
Secondo me, delle volte, l'aspetto mentale è forse anche più importante dell'aspetto tecnico. Non vince sempre il più forte, ma chi ci crede di più. Io cerco di resettare la mente tra una partita e l'altra, così evito di portarmi dietro eventuali errori. Durante i tornei, per esempio, non mangio quasi mai: bevo un caffè e rimando i pasti alla sera, per restare concentrato solo sull'evento.
Quanto conta, invece, l'aspetto emozionale durante un match: sangue freddo, gestione della pressione, davanti a un pubblico o a una telecamera?
Molti soffrono la tensione in eventi di questo tipo, io, invece, in generale riesco a estraniarmi, come se stessi giocando da solo in camera mia. Questo mi permette di restare sereno e focalizzato sulla partita, rndendo il tutto molto più facile.
Se dovessi dare una tua opinione personale, come credi sia cambiato il livello di competitività negli ultimi anni?
Lo dimostrano i risultati: se rivedo il me stesso di due anni fa, a livello nazionale ho sempre ottenuto ottimi risultati, ma il salto di qualità vero è arrivato quando ho cambiato mentalità: i passaggio dal contesto italiano a quello internazionale richiede uno switch mentale, che negli ultimi anni sono riuscito a fare. È questo che mi ha portato a traguardi sempre più importanti.
In chiusura, che cosa diresti oggi a chi comincia a giocare a Yu-Gi-Oh TCG! e sogna un percorso come il tuo?
Di continuare a sognare. Io ho iniziato per passione, perché mi divertivo. Poi ho cominciato a guardare chi arrivava in top ai Nazionali e agli YCS e ho iniziato a sognare di essere al loro posto. Il Mondiale è il massimo obiettivo, il traguardo più grande. Non è sempre facile: ci sono momenti duri, in cui ti chiedi se valga la pena continuare, se mollare oppure no. Ma se la passione ti guida e ci credi davvero, prima o poi i risultati arrivano.
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