Questa collaborazione va ben oltre la semplice distribuzione. Netflix e MAPPA lavoreranno insieme su nuovi progetti fin dalle primissime fasi, dallo sviluppo delle storie fino al merchandising, con l'obiettivo di creare contenuti pensati per un pubblico globale. I nuovi titoli dello studio saranno rilasciati in esclusiva e simultaneamente su Netflix in tutto il mondo, permettendo ai fan di ogni continente di vivere insieme l'esperienza delle nuove serie.
La decisione strategica di Netflix ha solide fondamenta: secondo i dati ufficiali, più della metà degli abbonati Netflix guarda anime sulla piattaforma, con un aumento delle visualizzazioni triplicato negli ultimi cinque anni. Solo nel 2024, gli anime su Netflix sono stati visualizzati oltre un miliardo di volte, rendendo i contenuti giapponesi i secondi più visti a livello globale dopo quelli in lingua inglese.

Le Parole dei Protagonisti
Manabu Otsuka, presidente e CEO di MAPPA, ha commentato l'accordo sottolineando l'importanza dell'indipendenza creativa e commerciale dello studio: "Abbiamo collaborato con Netflix su vari progetti in passato, ma questa partnership ampliata si basa sulla convinzione fondamentale di MAPPA di essere uno studio indipendente, sia creativamente che negli affari. Gli studi di animazione giapponesi devono guidare proattivamente ogni fase, dalla comprensione delle esigenze del pubblico globale allo sviluppo dei progetti, fino a raggiungere gli spettatori ed espandere le attività correlate."
Kaata Sakamoto, vicepresidente dei contenuti di Netflix Giappone, ha aggiunto: "MAPPA è uno studio straordinario che ha continuamente accettato sfide audaci e raggiunto forme di espressione senza precedenti. Combinando l'approccio unico di MAPPA alla produzione anime con la portata globale di Netflix e il coraggio di correre rischi, essenziale per creare contenuti avvincenti, speriamo di espandere ulteriormente le possibilità dell'anime."

MAPPA si è affermata come uno degli studi d'animazione più riconoscibili e rispettati del Giappone. Il suo portfolio include titoli di enorme successo come Chainsaw Man, Jujutsu Kaisen, Hell's Paradise, il remake di Ranma ½ del 2024 e le stagioni finali di Attack on Titan. Lo studio ha dimostrato di saper innovare sia dal punto di vista creativo che strategico, come nel caso di Chainsaw Man, dove ha adottato un approccio guidato dallo studio stesso nello sviluppo dell'IP e del merchandising.
Nonostante il successo e la reputazione, MAPPA è stata al centro di critiche riguardanti le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti. Alcuni animatori hanno pubblicamente dichiarato di non voler più lavorare per lo studio. Nel 2025, il vicepresidente di MAPPA Hiroya Hasegawa ha riconosciuto queste problematiche in un'intervista a Real Sound, anche se non è chiaro quali progressi siano stati compiuti su questo fronte. La speranza è che questa nuova partnership, con le risorse e la stabilità che comporta, possa contribuire a migliorare l'ambiente lavorativo dello studio.
Cosa Aspettarsi dal Futuro
Netflix e MAPPA hanno già collaborato in passato su titoli come Kakegurui Twin e Maboroshi, ma questa partnership porta la collaborazione a un livello completamente nuovo. Secondo l'annuncio ufficiale, diversi nuovi progetti anime sono già in fase di pianificazione e produzione.
L'accordo rappresenta un modello potenzialmente rivoluzionario per l'industria dell'animazione giapponese, dove uno studio mantiene la propria indipendenza creativa mentre beneficia della portata globale e delle risorse di un gigante dello streaming. Se il modello avrà successo, potrebbe aprire la strada a collaborazioni simili tra altri studi e piattaforme internazionali.

Una Nuova Era per gli Anime
Questa partnership arriva in un momento di crescita esplosiva per l'anime a livello mondiale. Con Netflix che si impegna a portare contenuti originali giapponesi al mondo e MAPPA che continua a spingere i confini dell'espressione creativa, i fan possono aspettarsi progetti ambiziosi che combinano la qualità artistica dello studio con la capacità di distribuzione globale della piattaforma.
La domanda ora è: quali saranno i primi frutti di questa collaborazione? Con MAPPA al timone creativo e Netflix come partner distributivo globale, il futuro degli anime si preannuncia ricco di possibilità inesplorate. Una cosa è certa: questa partnership ha il potenziale per ridefinire non solo come gli anime vengono distribuiti, ma anche come vengono concepiti e prodotti per un pubblico sempre più globale
Fonte: Netflix
Automaton Media
Quindi Niente più Chruncyroll o Prime?
Considerando inoltre che Netflix dal 2029 avrà le esclusive streaming di Sony (al di fuori dell'acquisizione di Warner), mi aspetto che ci saranno ulteriori accordi simili dato che Crunchyroll è di proprietà appunto di Sony.
Penso che valga lo stesso discorso fatto ieri con Toho, dipende dalle licenze.
Quelle global continueremo a vederle su più piattaforme. Penso a jujutsu kaisen che quindi sarà un po' ovunque
Io spero, in tutta onestà, che almeno 2-3 piattaforme streaming finiscano a gambe all'aria. Non è pensabile dover sottoscrivere 300 abbonamenti al mese. Un po', sono sincero, rimpiango la vecchia Sky (e, credimi, non avrei mai pensato di dirlo).
A livello pratico, per chi ha netflix o è disposto a farsi l'abbonamento una volta ogni tanto sarebbe anche una buona notizia, sai di avere tutti i loro lavori direttamente sulla piattaforma senza problemi. All'atto pratico, considerando che insistono sul "pubblico globale" (tradotto: le modestissime e personalissime opinioni di una parte del pubblico americano) siamo sempre lì col solito discorso: se queste situazioni diventano un modo per rendere più semplice l'accesso agli anime bene così, se con la scusa degli accordi in questione modificano secondo i loro estremamente modesti gusti la sensibilità/il sentire giapponese con cui sono creatli gli anime semplicemente io smetto di vedere quelli in questione, tanto ci sono un mare di arretrati e di altre compagnie che li producono (ma davvero basterebbero già gli arretrati), problema risolto (dal punto di vista personale ovviamente).
Detto questo, spero davvero che per le citate condizioni di lavoro facciano qualcosa di concreto, a prescindere da netflix o qualsiasi altro player esterno a Mappa in sé.
In quel caso banalmente perderanno buona parte del pubblico anime sostituendolo con quello generalista netflix che è abituato a produzioni spesso (per fortuna non sempre) similissime tra loro, e che è abituato a buttar giù più o meno qualsiasi cosa. Il problema per loro è che quest'ultimo è di base molto meno appassionato o direttamente fissato del primo, e in caso il merchandise non venderà mai come accade a chi produce anime per otaku di anime e manga.
L'unica cosa buona che a ora si può pensare che potrebbe uscirne è una ripresa di Yuri On Ice, seppur per motivi sbagliati (leggi: la vedrebbero solo come una serie con personaggi gay e quindi in automatico da ritirare fuori dal calderone, ma se poi imponessero una gestione dei personaggi all'americana, snaturandoli, saremmo punto a capo).
A me basterebbe un sito unico che raggruppa tutto a un solo canone senza dover surfare tra siti diversi e account diversi
Il politicamente corretto non vende più con il regime politico che vige ora in Usa. Vedi che pure Disney sta cambiando rotta.
Credo che cmq non siano così fessi da snaturare gli anime ma credo che invece cambierà un po' la scelta dei temi da trattare. Per le piattaforme ci saranno (come già succede) meno titoli per otaku giapponesi. Ma vedremo....
La cosa che davvero mi stringe il cuore è che l' epoca dell' animazione alla KyoAni per intenderci sta definitivamente tramontando
è vero che Crunchy adesso ha una fetta di mercato grandissima nelle nuove uscite (molto meno negli anime del passato), ma sempre c'è qualche serie che va su Prime, su Netflix, qualcuna che va su AnimeGeneration e qualcuna che resta vacante. Questa situazione è destinata a complicarsi se Netflix deciderà di investire sulle esclusive. Qui, per esempio, si parla di distribuzione in esclusiva.
Plaion non so bene che fetta di mercato cercherà, a vedere quello che c'è in Germania in gran misura si sovrappone ad animegeneration, ma ha qualche titolo grosso come Konosuba in Italia assente. Attenzione, perchè qui in Spagna konosuba è stato ed è su Netflix (sebbene in late-cast, normalmente arriva un anno dopo la serie) e in simulcast su una nuova piattaforma di anime con un catalogo estremamente ridotto e solo Konosuba come punta di diamante. Quest'ultima è la situazione peggiore, avere una piattaforma che devi abbonarti un paio di mesi giusto per un titolo (perchè il resto sono quasi tutti anime già presenti altrove).
In tutto questo sarei felice se qualcuno investisse anche sul recupro di anime dei vari periodo di vuoto degli anni 2000, quando qui non arriva quasi nulla. Quell'epoca in cui gli anime in tv erano sempre meno, ma non esistevano ancora piattaforme per gli anime (la prima fu vvvvid). Abbiamo perso tante serie anche importanti, persino dei nomi grossi in Italia come Fate Stay Night ha intere stagioni come la prima non disponibili e che possiamo vedere solo grazie al lavoro dei fansub.
Riguardo ai temi e personaggi duri e puri per otaku lo penso anch'io. A livello personale non mi cambia niente perché non ne vedo praticamente nessuno, ma spero vivamente che a prescindere dalle piattaforme ammeregane altri player continueranno a produrli, perché sarebbe orribile veder eliminare un genere che ha comunque un suo pubblico per colpa di Paesi esterni.
Purtroppo temo anch'io sia così, idem Ghibli quando Miyazaki non ci sarà più (ovviamente gli si augura di arrivare ben oltre il centenario). In compenso quelle opere hanno avuto e hanno tuttora una tale diffusione che nessuno potrà mai cancellarle, e soprattutto se ne rimarranno sempre lì a far impallidire qualsiasi eventuale tentativo di "sostituirle" con roba scrausa e senz'anima da vendere a gente che usa la tv solo come sottofondo mentre passa da un reel all'altro.
Non solo, io direi anche 80-90 oltre che 2000, perchè anche in quelle decadi di titoli importanti e mai arrivati ve ne sono e non pochi, ricordiamoci che sono gli anni in cui quello che si vedeva era quello che passava su una certe emittente generalista e nella maggior parte dei casi erano repliche di serie pluritrasmesse, ma penso sia molto difficile che qualcuno investa su serie vecchie quando il pubblico richiede opere sempre nuove.
Imho (per quello che vale essendo la mia opinione) queste realtà resteranno ma come nicchia, come è stato detto anche nell'altro articolo dedicato alla fusione tra Toho e Plaion ormai la direzione verso cui si sta andando pare evidente.
sì hai perfettamente ragione, ho fatto l'esempio degli anni 2000 perchè probabilmente sono maggiormente noti anche a chi è giovane. Ma negli anni 80 e 90 quello che passava al convento era poco e, peraltro, molto di quello che è andato all'epoca in TV non è disponibile in piattaforme e neppure a volte in homevideo. Capricciosa Orange Road (non la versione fasulla di Mediaset) non c'è da nessuna parte e quello che aveva portato rai 2 è in gran parte introvabile, e uno è costretto a vederlo in qualità bassissima catturata dalla tv sui siti wazzeroni. Insomma, oltre su quello di nuovo che non per ora non arriva (che qualcosa di grosso e meritevole come Konosuba o i simulcast di Conan c'è ma non è tanto), vorrei si lavorasse su quello che non è arrivato o è andato perso.
"Contenuti pensati per un pubblico globale"? Mi viene il voltastomaco. Abbiamo già avuto un assaggio con quella spazzatura di Lazarus.
Dipende, come nell'articolo di ieri, dagli accordi che vengono fatti. Arriveranno sicuramente anche su Netflix, poi nulla vieta di averle anche su altre piattaforme.
Netflix ha ormai capito che la direzione sarà quella di creare l nuova PayTV del futuro, dove basta iscriversi a lei e avrai tutti i contenuti che ti possano interessare.
Prima Warner, poi Sony e adesso questo. In America hanno anche preso la finestra Pay-1 dei contenuti Universal.
Sarebbe una buona soluzione, lo auguro ai fan, davvero.
Lui è sempre stato, per così dire, "americanofilo", le sue opere hanno sempre preso spunto dalla cultura occidentale, ha sempre inserito tematiche del genere e ci sono sempre stati personaggi appartenenti a minoranze etniche e sociali nelle sue opere (Cowboy bebop, Michiko e Hatchin , Carol and Tuesday, ecc...), non c'entra niente il "pubblico globale".
Lo so, ero interessato alla serie proprio perché rispetto molto Watanabe, in particolare per Cowboy Bebop, e perché la premessa era interessante. Ma non ho avuto bisogno di vedere molti episodi per capire che si trattava di un compitino senz'anima che pensa solo a spuntare caselle. Il problema non è che contiene tematiche sociali, sono il primo ad apprezzarle se ben trattate, Cowboy Bebop ne era pieno ed era marcatamente schierato politicamente, e funzionava benissimo perché dotato di una scrittura eccellente. Lazarus invece è un'accozzaglia di influenze stilistiche appiccicate insieme da una sceneggiatura infima.
L'ho nominato proprio perché è l'esempio lampante di ciò che si ottiene quando l'obiettivo è produrre qualcosa pensato "per il pubblico internazionale", e guarda un po' è prodotto proprio da MAPPA. E cos'è più "Netflix" di quel tipo di junk food prodotto in serie?
Vabbè quanta roba tra gli stagionali anime è "prodotta in serie" e senz' anima tanto per reclamizzare la light novel di turno...
Siamo sempre lì, sono d'accordo eh, il mio discorso non era "tutto ciò che fanno i giapponesi è oro mentre il resto è cacca". Il problema è l'influenza esterna sui processi creativi, in particolare se si tratta di Netflix perché sappiamo bene come lavora. Il concetto stesso di produrre per "pubblico globale" come se fosse così diverso è sbagliato e porta solo ad appiattimento. Se questo pubblico globale si è appassionato agli anime è proprio per la loro unicità rispetto a ciò a cui erano abituati, cercare di interferire non può che peggiorare le cose.
Sugli spiegoni è possibile, per il resto credo possa aver ragione Ironic, in questo momento tutti stanno diminuendo determinati estremismi nelle opere (almeno teoricamente) di intrattenimento vista la situazione generale (anche se non dubito in caso di cambiamenti e nuovi finanziamenti ad hoc che tamponino i mancati spettatori ci si rilancerebbero ululando di gioia lol), soprattutto però se appunto forzassero evidenti stravolgimenti negli anime di Mappa allontanerebbero il pubblico che vorrebbero in tutti i modi attirare (che tra l'altro spende un botto in merchandise).
Anche accadesse comunque davvero ricordiamoci che tra arretrati e altre produzioni di materiale ne rimarrà comunque abbastanza per multiple vite XD
a parte che woke è un termine che non piace perchè offensivo, vuoto e creato da un cultura reazionaria vicino al mondo Trump. Per ora, come dimostra l'anime di Ranma, non mi pare che i prodotti di Mappa per Netflix siano stati troppo americanizzati (e io non amo la cultura USA e non voglio essere un suo difensore). Ok non si vedono i capezzoli delle tette, ma non mi sembra uno scandalo. Per il resto è un adattamento stupendo.
Anche io spero che gli anime non perdano il loro carattere giapponese, che però non vedo tanto nella sessualizzazione estrema del corpo femminile di alcuni anime (che a volte mi causa anche fastidio), come piuttosto nell'uso di certi temi e riferimenti culturali tipicamente giapponesi.
Che poi non è che tutti gli autori giapponesi sono uguali e la libertà consiste anche nel rispettare sensibilità attente a tematiche di genere e diversità. Tomoko Yamashita ha una visione molto sensibile e attenta e ammette di essere molto influenzata da serie straniere e di aver difficoltà con certi stereotipi diffusi nelle produzioni giapponesi. Ma non per questo mi sembra una autrice priva di originalità e che copia le produzioni di serie USA con un tocco banale di pseudo progressismo (concordo con chi dice che vedere temi importanti trattati in maniera banale è fastidioso). Che poi noi ci fissiamo solo su quelle e sembra che abbia ragione Trump e che i media USA siano tutti progressisti, ma quante serie di soldati americani e di patriottismo da 4 soldi continuano a produrre, in cui sembra che in Medio Oriente siano i salvatori dei diritti e della democrazia?
In realtà il termine "woke" è molto più vecchio ed è stato creato dalla sinistra in senso positivo, è diventato un dispregiativo di destra solo nell'ultima decade, ed è ora principalmente utilizzato per le prese di posizione corporative e performative. Ma capisco che usare parole del genere tenda a creare conflitti noi-contro-loro più che discussioni.
Il punto è che l'influenza di Netflix sta aumentando sempre di più, dire che "finora non hanno fatto ..." non significa che non faranno ora che hanno più potere. Certo, sono tutte supposizioni, ma il declino dei loro prodotti originali occidentali è vertiginoso, per cui non mi sembra così strano avere un po' di ansia che la storia si ripeti. Ci sono esempi di anime "internazionali" che fanno ben poco sperare, Ranma non è un'esempio molto calzante. In più mi sembra un po' in malafede focalizzarsi sui capezzoli, quando tutti sanno che è pieno di prodotti giapponesi che non sono affatto così e anche del fatto che non è assolutamente quella la preoccupazione, ma è invece qualcosa di molto più generale e sistemico.
Come si ripete da anni è un processo già in corso, semplicemente ora stanno giocando molto più a carte scoperte vista la fase storica (che come tutte le fasi avrà una fine).
In materia siamo sopravvissuti al cambio generazionale del 2002 (chi c'era) a quello del 2008 (sempre chi c'era) e a quello di 10 anni fa con l'approdo dei servizi streaming effettivamente pensati per il pubblico.
Supereremo anche questa fase, senza necessariamente fare i fatalisti a tutti i costi.
Ma in compenso aggiungo:
- la "sessualizzazione estrema del corpo femminile di alcuni anime" è legittimo dia fastidio a lui come a molti americani e altrettanti estremisti religiosi, purtroppo o per fortuna però non è un problema dei fruitori di suddetti anime ^^ E ricordo che pure la bandissero domani, c'è ormai abbastanza materiale in giro che la mostra da rendere impossibile togliere la possibilità ai vari nerdacci smaniosi di oggi e domani di godersela quanto vogliono, con buona pace di chi non approva XD
- "rispettare sensibilità attente a tematiche di genere e diversità" (un linguaggio formale che piacerebbe per inciso moltissimo a determinati ammeregani) ha senso finché il popolino di turno non pensa di poter imporre il SUO modo di farlo
- Dispiace molto per le difficoltà della signora Tomoko Yamashita, rimane ovvio che non rappresenta gran parte dei suoi colleghi (e tantomeno per forza colleghe) e che suddetti professionisti non sono tenuti a piegare la propria arte a eventuali influenze usa. Lei ovviamente in caso sarà liberissima di farlo con entusiasmo proprio e magari del suoi fan, e le facciamo tantissimi auguri.
Detto questo, se piegheranno gli anime MAPPA a determinate (davvero) modestissime visioni made in usa amen, tanto per chi ha determinati gusti in fatto di libertà creativa e di espressionee rimane un'immensità di materiale arretrato (nonché produzioni più piccole) di cui poter usufruire per tutta la vita ^^
Su woke hai ragione, mi sono espresso male, negli ultimi 7 anni è diventato un termine della destra più radicale per stigmatizzare chiunque abbia un minimo di empatia, ma non era nato così. Oggi mi causa un enorme fastidio. Mi ricordo dei tizi assurdi che giudicavano i videogiochi da eliminare perchè woke e, a casua dell'ecologismo, considerato cattivo, eliminavano quasi tutti i classici jrpg. Final Fantasy trattato come un prodotto di propaganda.
Sono d'accordo anche che la qualità dei prodotti netflix sia in calo e che ci sia una uniformizzazione terribile. Concordo che si banalizzino spesso i temi importanti e che spesso lo si faccia per omettere temi progressisti più fastidiosi e per fare un po' di lavaggio di immagine, che si uniformino i contesti culturali. Ma basta vedere gli attori, fanno gli stessi gesti ammiccanti con le stesse battutine sempre pronte alla Sex and the City e stanno recitando in una serie nella Inghilterra Vittoriana. Infatti fatico davvero a guardare le serie con mia moglie e guardo quasi solo anime. Ma non credo che, considerando l'attuale situazione politica internazionale in occidente, questo sia dovuto all'esigenza di fare prodotti progressisti o come piace dire alle destre woke.
Spero che gli anime giapponesi restino culturalmente giapponesi, perchè adoro le culture dell'estremo oriente, la loro storia, la loro mitologia, le loro religioni, il loro folklore, le loro leggende antiche e moderne e adoro l'umorismo giapponese. E anche io ho paura dell'influenza occidentale eccessiva: ho paura di vedere anime con personaggi che parlano con le battutine fiche insopportabili in serie stile USA.
Quello che contesto di certi commenti (non il tuo) è il considerare che la causa di quello che distruggerà gli anime sarà il progressismo woke. Quando certi prodotti giapponesi come quelli di Miyazaki hanno un progressismo molto più autentico e intelligente dell'epoca pseudo progressista di Pixar.
Inoltre il fatto che tali produzioni siano realizzate direttamente per lo streaming dovrebbe offrire una notevole libertà creativa, visto che si può settare l'età di riferimento. Buona parte delle censure di cui ci si lamenta spesso sono legate al fatto che le serie poi vanno in televisione.
Inoltre sempre la destinazione dello streaming dovrebbe (spero) offrire maggiore libertà riguardo le tempistiche: se non si è legati ai tempi della televisione non c'è la necessità di dover confezionare la puntata per la tal data. Figuraimoci Netflix ha la tendenza a rilasciare tutto in una volta (e secondo me è sbagliato), tipo l'attuale "Il prisma dell'amore".
Per quanto riguarda il pubblico globale nno sono particolarmente preoccupato: Avete presente vero che il mondo è cambiato. Forse mi preoccuperei più dell'ideologia opposta che del woke. Ma al di là di questo se scrivi male una sceneggiatura puoi riferirti a qualsiasi ideologia e avrai semplicemente una sceneggiatura mal scritta. Il problema è solo che la produzione di massa porta alla realizzazione tendenzialmente di tanta roba mediocre o pessima e di poca di alto livello. E questo avviene in qualsiasi campo della creatività e a qualsiasi latitudine: in America troverai il woke (ora magari non più, ma chissà) in Giappone troverai gli isekai copia/incolla dello spiantato di turno che diventa figo nel nuovo mondo o dell'eroe rifiutato dal party che diventa figo in un altro party (tutto al femminile). Per me cambia poco.
Poi magari invece andrà tutto storto, vedremo.
Nel caso parlassi anche (?) di me, come detto più volte in altri commenti, anche parlando con Ironic, in realtà è possibilissimo che non accada niente di eccessivo. Semplicemente, se invece gli anime MAPPA verranno censurati e/o i loro personaggi trasformati nel personaggio medio che piace a una determinata nicchia ideologica americana (ed eventualmente una minoranza anche orientale) chi è favorevole alla libertà creativa ed espressiva giapponese smetterà di vederli lasciandoli a chi invece apprezza quel tipo di... chiamiamolo "contenuto", tutto qui ^^ O nei casi peggiori diventerà quel tipo di soggetto che infama i prodotti ovunque per gran parte delle sue ore da sveglio, ma considerata quanta gente della "fazione avversa" ha fatto lo stesso per anni, nel caso saranno tristemente alla pari.
Queste son parole sante.
Di base è verissimo, a livello pratico la differenza è che nessun produttore di isekai giapponese vuole convincere a tutti i costi gli sconosciuti occidentali che il suo prodotto è acriticamente l'unico che ha il diritto esistere, un po' diverso il discorso con gli americani XD
È proprio questo il punto. È pieno di prodotti giapponesi con tematiche sociali, ecologiche, o con messaggi politici progressisti, ma gli americani non riescono a non giocare la parte dei salvatori che devono illuminare i poveri barbari rimasti indietro. E lo fanno male, forzando determinati elementi in modo del tutto superficiale. Come hai detto, basta confrontare i film di Miyazaki con i film Disney recenti per capire la differenza. O come ho detto prima io, Cowboy Bebop e Lazarus o anche Cowboy Bebop con quel terribile rifacimento live action, guarda a caso, di Netflix. Cowboy Bebop è una delle serie più di sinistra mai fatte, eppure non si vede nessuno lamentarsene o chiamarla "woke", e il discriminante è sempre la qualità della scrittura. Per cui quello contro cui combattere non sono le tematiche di per sé, ma semplicemente la macchina corporativa omologante americana che intende infestare il mondo intero.
Amen.
(Cos'hai ricordato, il fiasco mondiale di CB live action, avevo rimosso... che situazione aberrante, soprattutto ripensando alle bestialità agghiaccianti emerse da parte di chi avrebbe dovuto ammirare e avere rispetto per l'opera di partenza)
per me infatti è una pessima notizia
Grazie per le tue risposte e sono abbastanza d'accordo, voglio solo fare piccole precisioni che non toglono validità a quello che dici.
Sulla sessualizzazione del corpo (in stile OP) voglio dire che può fastidiare anche non religiosi per ragioni non di bigottismo o convenienza, ma per ragioni assai diverse.
Non ho molte simpatie per gli USA, anzi pochissime, quindi non sono il classico utente di serie Netlix.
Io non censuro e sono contrario a che si censuri, eccesso casi clamoramente offensivi (un film che esalta Hitler). Mi pare che a volte gli antiwoke cadano nella censura opposta. Oddio c'è un personaggio di colore, allora è woke non lo guardo. Ma non è il tuo caso o degli altri utenti che mi rispondono ragionando con profondità.
Vediamo come vanno le cose, spero che non ci sia una americanizzazione degli anime e ho speranza che non sarà così, visto il successo degli anime "tradizionali" su Netflix.
Penso comunque che buona parte delle lamentele al "woke" nei film e nelle serie tv americane siano sostanzialmente esagerate o direttamente infondate (vedi persone che si lamentano perché Nancy in Stranger Things usa le armi quando è qualcosa di stabilito e fatto progredire dalla prima stagione, al massimo puoi contestare la scrittura ma c'entra poco che sia una ragazza, semplicemente è lei quella che spara ormai da stagioni, se fosse Jonathan sarebbe uguale; o chi si è addirittura lamentato della storia fra Vi e Caitlyn in Arcane dicendo che "ormai per il woke inseriscono storie gay a caso", e no non me lo sto inventando 😂). Quindi insomma, i coglioncelli ci sono da ogni parte, mettiamola così.
totalmente d'accordo!
Posso immaginare determinate ragioni, anche portate avanti in buonissima fede (ed è vero che sicuramente non aiutano a smantellare determinate visioni di alcuni soggetti della donna purtroppo), il problema è che comunque poggiano sull'idea che "per un bene superiore" vada bene "limitare" prodotti di fantasia, e lì per me casca l'asino. Io non seguo OP ma ho letto che hanno fatto crescere il seno di Nami sempre di più col passare del tempo, sono cose che personalmente trovo ridicole, ma preferisco comunque un mondo dove si può fare una sciocchezza simile rispetto a quello che brama la nicchia usa che ha influenzato l'intrattenimento in questi anni (per quanto adesso, nel bene e purtroppo anche nel male, abbiamo in parte le mani legate dalla loro situazione locale - che sommata all'esasperazione del pubblico per certi atteggiamenti li ha "costretti" almeno per ora a diminuire i livelli di estremismo e malascrittura).
Su questo sono d'accordo, ne ho sempre visti in giro meno rispetto ai loro opposti ma è indubbio che esistano. La cosa assurda è che in quel caso non dovrebbero nemmeno vedere molti film e serie che invece incensano, perché fortunatamente nei film c'erano persone con tanti aspetti diversi da decenni.
Dipende quali e quanti ne conosci, ora è tutto più tranquillo ma in passato ci sono state tante situazioni agghiaccianti. Spesso tra l’altro fino a poco tempo fa erano gli stessi autori e cast a vantarsi di tutto questo (vedasi il caso di CB live action, ma non erano assolutamente gli unici, anzi, non mi metto a fare elenchi perché tanto son cose sviscerate già mille volte, se uno è curioso trova tantissimi esempi anche solo tra le vecchie news del sito).
Anche questo, come detto sopra, tristemente vero.
Un vero e proprio insulto all'opera originale, come purtroppo spesso accade con i remake occidentali. E il motivo è proprio quello: sono affidati a persone che non hanno nessun rispetto o ammirazione per l'originale, ma che anzi a volte lo disprezzano pure. Il modo in cui non hanno capito assolutamente niente delle tematiche e del senso di malinconia della serie originale è quasi notevole, e quando ripenso a cos'hanno fatto a Gren mi viene la nausea.
After all Nostalgia is an emotion for people with no future.
(Kieron Gillen)
Altrimenti nisba.
Siamo nell'era degl'abbonamenti, è diventato tutto un abbonamento XD.
Questa mi era sfuggitoa, perché se devono lavorare con Netflix che in passato ha fatto certi original Netflix che fanno letteramente cagare, questa me preoccupa.
Dovresti stappare la bottiglia buona allora, Netflix vi ha ascoltato e si sta comprando tutto quello su cui può mettere mano. Ovviamente l'utenza non sarà mai felice.
è solo una scusa per continuare a dire quello che si diceva 20 anni fa, razzisti e omofobi nell'era dell'internet non si sono esisti, hanno solo cambiato modo di esprimersi. "Oggigiorno non si può più dire nulla" per poi incominciare a dire qualsiasi cosa che gli passi per la mente.
Magari stiamo parlando per lo più di originali o adattamenti minori?
In effetti che "Oggigiorno non si può più dire nulla" è effettivamente una bufala, molta gente in questi anni avrebbe voluto creare effettivamente una realtà su quella falsariga ma nel bene e nel male ha miseramente fallito, riverdendo anzi i pascoli della fazione avversaria a causa dei propri metodi (diciamo così). Per il resto, con tutto quello che è stato girato in questi anni e le bestialità affermate dagli stessi cast sui vari social (CB ne era un buon esempio ma come già detto di storie simili ce ne sono a bizzeffe, basta farsi un giro per le varie news degli ultimi dieci anni a tema film e serie tv usa per rendersene conto), affermare che "è tutta una scusa per dire cose -iste" abbi pazienza ma nel migliore dei casi è ignoranza sulla storia recente dell'intrattenimento, malafede nel peggiore. Poi che a te o chiunque piaccia una determinata ideologia e tutti i suoi estremismi e dogmi ideologici è legittimissimo, a ognuno il suo giustamente, almeno finché a) si mantiene coerenza (cosa che spesso manca in tutte le ideologie, lol) e b) non si pretende che tutti si uniscano gioiosi o tacciano di fronte a situazioni più o meno agghiaccianti/aberranti come quelle avvenute nel corso degli anni (si veda appunto la storia di CB, i personaggi modificati in ogni aspetto possibile appunto per orgogliosa e manifesta ideologia, le persone nere/gay scritte orribilmente e ridotte a macchiette la cui unica caratteristica è il colore della pelle e/o l'orientamento sessuale e tanta altra roba a cui meglio non pensare all'ora di pranzo).
No, perché ci sono tante esclusive di altre piattaforme che la grande N no ha, è rimangono esclusive di quelle piattaforme.
Qui abbiamo il concentramento di molta roba, ma non tutta, è non lo sarà mai, anche perché ogni tot Netflix toglie tanti anime dalla sua piattaforma di cui non rinnova i diritti.
Quindi 3 o 4 abbonamenti te ce vogliono ugualmente se si vuole avere la visione totale di tutto o quasi (legalmente). Poi illegalmente trovi di tutto pure le produzioni N, ma è appunto illegale.
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